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	<title>Islam-online</title>
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	<description>Rivista islamica</description>
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		<title>Calendario Islamico/solare di I.R.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dodici splendide immagini di fotografi di fama internazionale, arazzi fotografici del mondo islamico, accompagnati da altrettanti citazioni di saggi quali Imam ‘Ali, Saidlani, e Rumi… Uno sguardo a colori sull’universo brulicante di vita della spiritualità tradizionale islamica. vedi http://www.box.com/s/vcv7d0r31ckh5qypa4h8 in vendita su: http://www.libreriaislamica.net &#160; &#160; &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Dodici splendide immagini di fotografi di fama internazionale, arazzi fotografici del mondo islamico, accompagnati da<br />
altrettanti citazioni di saggi quali Imam ‘Ali, Saidlani, e Rumi… Uno sguardo a colori sull’universo brulicante di vita<br />
della spiritualità tradizionale islamica.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #222222;"><span style="font-family: arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">vedi <a href="http://www.box.com/s/vcv7d0r31ckh5qypa4h8">http://www.box.com/s/</a><a href="http://www.box.com/s/vcv7d0r31ckh5qypa4h8">vcv7d0r31ckh5qypa4h8</a></span></span></span></span></p>
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<p><a href="http://www.libreriaislamica.net/index.php/negozio#ecwid:mode=product&amp;product=8328275">http://www.libreriaislamica.net</a></p>
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		<title>L&#8217;importanza dei termini &#8211; nota a Maroni</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2012/01/limportanza-dei-termini-nota-a-maroni/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 00:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi anni di violenta islamofobia è invalso, nei media e nelle esternazioni dei politici, l&#8217;uso di termini di valenza islamica del tutto fuori contesto e tendenti alla criminalizzazione di un&#8217;intera area di credenti. Oggi questo sta scemando, ma la malapianta, interrata in profondità e abbondantemente innaffiata continua a produrre i suoi frutti velenosi. Esempio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><em>In questi anni di violenta islamofobia è invalso, nei media e nelle esternazioni dei politici, l&#8217;uso di termini di valenza islamica del tutto fuori contesto e tendenti alla criminalizzazione di un&#8217;intera area di credenti. Oggi questo sta scemando, ma la malapianta, interrata in profondità e abbondantemente innaffiata continua a produrre i suoi frutti velenosi.</em></address>
<address><em>Esempio odierno le dichiarazioni di Roberto Maroni riportate da Repubblica:</em></address>
<p><strong style="font-size: x-small; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; color: #222222;">LEGA NORD</strong></p>
<h1 align="LEFT"><span style="color: #00386b;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;"><strong>Maroni: &#8220;Contro di me una fatwa&#8230;&#8221;</strong></span></span></span></h1>
<p align="LEFT"><strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;"><strong>MILANO - </strong></span></span></span></strong><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">&#8220;Mi sono sentito fortemente colpito da una sanzione che non comprendevo, una specie di fatwa che non è prevista dallo statuto e contro la quale non potevo neppure fare ricorso&#8221;. </span></span></span></p>
<p align="LEFT"> A questo proposito, animato dalla migliore intenzione ho scritto a Maroni, e troverò il modo di fargliela pervenire, questa breve nota.</p>
<p> Caro Maroni,</p>
<p>condivido la Sua giusta protesta nei confronti di quanto le è successo in questi ultimi giorni e Le esprimo la mia solidarietà umana e intellettuale.</p>
<p>Lei non ci ha trattato bene, in quanto musulmani in Italia, la Sua Consulta islamica, è stata forse la parte più fallimentare della Sua avventura ministeriale, ma è acqua passata e non sono persona che cova rancori.</p>
<p>Le scrivo piuttosto per rammentarle che l&#8217;uso improprio del termine “fatwa” per descrivere il provvedimento di censura (pare rientrato) di cui lei sarebbe stato fatto oggetto, non è degno della carica che ha ricoperto e non appartiene al lessico di una persona anche solo mediamente informata.</p>
<p>Tuttavia, nel caso improbabile che non sappia che cos&#8217;è una fatwa, glielo spiego a scanso di equivoci futuri: è un parere giuridico non vincolante, a meno che una magistratura (islamica nella fattispecie) non l&#8217;adotti in giudizio e ne faccia giurisprudenza positiva.</p>
<p>Avrebbe potuto dire: “diktat” o “ukase” o più semplicemente (e correttamente) &#8220;censura&#8221;, senza adattarsi supinamente al malcostume mediatico della distorsione islamofoba.</p>
<p>Cordialmente</p>
<p>hamza r. piccardo</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre></pre>
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		<title>UCOII a Bellaria, un grande successo</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2012/01/ucoii-a-bellaria-un-grande-successo/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:49:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gabriele Piccardo (addetto stampa del Convegno). “Un successo pieno, ospiti e relatori contenti”, il direttivo dell&#8217;UCOII esprime con voce univoca il bilancio sintetico dei tre giorni di Bellaria. Oltre 700 persone hanno partecipato al Convegno nazionale UCOII “Musulmani in Italia- Essere per partecipare” per ascoltare e dibattere le problematiche insite nell&#8217;head-line dell&#8217;evento. Tutte le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Gabriele Piccardo (addetto stampa del Convegno).</p>
<p>“Un successo pieno, ospiti e relatori contenti”, il direttivo dell&#8217;UCOII esprime con voce univoca il bilancio sintetico dei tre giorni di Bellaria. Oltre 700 persone hanno partecipato al Convegno nazionale UCOII “Musulmani in Italia- Essere per partecipare” per ascoltare e dibattere le problematiche insite nell&#8217;head-line dell&#8217;evento.</p>
<p>Tutte le attività previste in plenaria e nelle quattro sale di cui dispone la struttura del PalaConvegni di Bellaria hanno vista la partecipazione attenta e attiva dei convenuti. I relatori hanno trasmesso conoscenza e informazioni in italiano, arabo e albanese e la traduzione simultanea ha consentito a tutti di seguire.</p>
<p>Grande attenzione è stata inevitabilmente dedicata alla questione delle rivolte arabe che hanno caratterizzato il 2011 e continuano ad interessare l&#8217;anno appena iniziato. D&#8217;altronde non poteva essere che così, vista la presenza di Abdelfattah Mouro, fondatore del movimento islamico Ennahda, vincitore delle elezioni in Tunisia, di Safwat Hijazy, uno degli intellettuali di riferimento dei fratelli Musulmani dell&#8217;Egitto che stanno conducendo una difficile trattativa per far sì che lo spirito di Tahrir possa avere la meglio sugli interessi della Giunta Militare al potere, di Emad el Bennani, dirigente di primo piano della stessa tendenza in Libia, del dr. Nazir Hakim del Consiglio Nazionale siriano, l&#8217;organismo che rappresenta in Europa la rivolta contro il regime degli Assad, Abdelrazzak Makri esponente di primo piano del maggior partito d&#8217;ispirazione islamica dell&#8217;Algeria e il dr. Ahmed Labyed,  membro dell-assemblea  costituente tunisina.</p>
<p>Lo stesso tema è stato uno degli eventi clou del meeting. La tavola rotonda su “Rivolte arabe e politica europea” cui hanno partecipato, oltre ai relatori di cui sopra, anche Federico Di Leo (Comunità di S. Egidio), Giacomo Filibek (coordinatore dip. Esteri Pd) e l&#8217;On. Carlo Ciccioli (Pdl).</p>
<p>Nelle sale diverse dalla plenaria attività seguite da italiani ritornati all&#8217;islam (con Massimiliano Walid Alfieri, Amina Volpe e Hamza R. Piccardo) dai fratelli albanesi che hanno seguito le conferenze del dott. Zekarija Bajrami, imam della grande Moschea di Skopje in Macedonia e una serie di attività autonomamente gestite dal GMI (Giovano Musulmani d&#8217;Italia) che ha visto la partecipazione di oltre cento ragazzi e ragazze.</p>
<p>Altro intervento seguitissimo quello dello sh. Tabtabai del Consiglio di Fatwa del Kuwait, che ha dato una lezione di spiritualità ed etica importantissima.</p>
<p>Nella giornata di domenica 8 l&#8217;intervento in plenaria gestito dalle sorelle dell&#8217;ADMI (Associazione delle Donne Musulmane in Italia) che ha visto gli interventi dal palco di Souheir Katkhouda, pres. ADMi, Patrizia Khadija Dal Monte, v. pres. UCOII, Amina Volpe, Asmae Dachan e Sumaya Abdel Qader.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In teleconference dal suo studio di Londra il prof. Tariq Ramadan si è anche lui soffermato sulle rivolte arabe lanciando un appello a mantenere la mente lucida, a non considerare il processo rivoluzionario se non come appena iniziato. Purtroppo la qualità della connessione che è più volte caduta non ha permesso che l&#8217;intervento si svolgesse nelle migliori condizioni tecniche.</p>
<p>Ultimo intervento quello del dr. Htem El Bishtawi, proveniente dalla Giordania, responsabile della locale ass. per il Miracolo Scientifico del Corano e della Sunna.</p>
<p>In conclusione il direttivo dell&#8217;UCOII ha salutato e ringraziato tutti i partecipanti e ha invitato sul palco il presidente emerito dott. Mohamed Nour Dachan. Un momento di grande intensità che ha dato il segno della continuità e della fedeltà irrinunciabile ai valori fondanti dell&#8217;Unione.</p>
<p>Infine la lunga invocazione all&#8217;Altissimo tenuta dal sh. Mouro che ha commosso tutta la platea.</p>
<p><span style="color: #222222;"><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Magdi Cristiano Allam all&#8217;ultima Crociata</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo del dr. Mario Castellano, storico e giurista cattolico&#8230; Il giornalista emula Urbano II e chiama alla mobilitazione contro il pericolo islamico. “Il Giornale” del 9 gennaio pubblica con risalto una “summa” del pensiero politico – religioso di Magdi Cristiano Allam, intitolata “L&#8217;Islam ci minaccia”, nella quale il saggista affastella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><em>riceviamo e volentieri pubblichiamo questo articolo del <strong>dr. Mario Castellano</strong>, storico e giurista cattolic</em>o&#8230;</address>
<h3>Il giornalista emula Urbano II e chiama alla mobilitazione contro il pericolo islamico.</h3>
<p>“Il Giornale” del 9 gennaio pubblica con risalto una “summa” del pensiero politico – religioso di Magdi Cristiano Allam, intitolata “L&#8217;Islam ci minaccia”, nella quale il saggista affastella senza molto ordine logico i suoi consueti argomenti allarmistici.</p>
<p>Cerchiamo di districarci tra i motivi per cui dovremmo correre alle armi, l&#8217;analisi delle responsabilità che ci hanno condotto all&#8217;attuale supposta situazione di pericolo e le indicazioni sul da farsi.</p>
<p>Un compito decisamente molto impegnativo, dato che l&#8217;estensore mescola tutti questi argomenti in una grande insalata, nella quale risulta difficile districarsi.</p>
<p>In primo luogo, stigmatizza il materialismo affaristico che affligge l&#8217;Occidente, i cui abitanti si stanno trasformando “in adoratori del dio denaro”, ricreando “condizioni simili a quelle che portarono alla caduta dell&#8217;Impero Romano in Occidente poi in Oriente con il declino della civiltà cristiana e la successiva sottomissione all&#8217;islam delle sponde meridionale, orientale e talune fasce settentrionali del Mediterraneo”.</p>
<p>A parte il fatto che l&#8217;attuale crisi economica e sociale dell&#8217;Occidente ci fa vivere in una scarsità di risorse nella quale risulta arduo parlare di “adorazione del dio denaro”, almeno per quanto riguarda le fitte schiere di pensionati al minimo, cassintegrati, precari, disoccupati e categorie affini, ci pare che il saggista dovrebbe rivedere le sue nozioni di storia universale.</p>
<p>L&#8217;Impero Romano di Occidente cadde nel 476 (data convenzionale, dato che all&#8217;epoca l&#8217;Urbe era già stata devastata dai Vandali) ad opera delle invasioni barbariche provenienti dall&#8217;Europa Settentrionale ed Orientale, che portarono entro i suoi confini popolazioni germaniche all&#8217;epoca non ancora evangelizzate: i Musulmani, dunque, con la decadenza e la fine di Roma c&#8217;entrano come i cavoli a merenda, in quanto all&#8217;epoca Maometto non era neanche ancora nato (l&#8217;Egira, come inizio della loro religione, corrisponde infatti al 622 dell&#8217;era volgare).</p>
<p>E&#8217; indubbio che la decadenza dell&#8217;Impero Romano fu anche morale, come attestano i poeti e scrittori del tempo, quali Marziale, Giovenale ed Apuleio, la cui Cena di Trimalcione risulta quanto mai attuale, attagliandosi molto bene alle feste di Berlusconi.</p>
<p>E&#8217; però anche indubbio in primo luogo che il messaggio cristiano, considerando gli uomini come eguali, contribuì fortemente a distruggere le basi di una civiltà basata sullo schiavismo, e che l&#8217;epoca della fine di Roma coincise con il grande processo di evangelizzazione dei popoli barbarici, ponendo le premesse della civiltà medioevale.</p>
<p>E&#8217; dunque profondamente sbagliato affermare che l&#8217;Islam nascente si scontrò con un Occidente in decadenza spirituale: è più corretto affermare che quest&#8217;ultimo stava trovando il suo ambito di espansione verso l&#8217;Europa Centrale e Settentrionale; basta osservare la mappa delle abbazie benedettine per rendersene conto.</p>
<p>Ed anche l&#8217;Impero Romano di Oriente costituì un antemurale contro l&#8217;espansione islamica, al punto che la conquista musulmana dell&#8217;Anatolia dovette attendere secoli prima di essere realizzata con il sopraggiungere dei Turchi, popolo convertito all&#8217;Islam una volta giunto a contatto con gli Arabi nella sua migrazione verso l&#8217;Occidente.</p>
<p>Le prime conquiste arabe in Asia dopo la morte di Muhammad furono più a danno dell&#8217;Impero Persiano che dell&#8217;Impero Bizantino.</p>
<p>Nel favorire la prima espansione islamica, il fattore demografico influì soprattutto nell&#8217;Africa Settentrionale, che venne occupata facilmente a causa soprattutto della scarsità di popolazione: un fattore, questo, che Allam dilata in uno spazio di tempo esteso “dal III secolo fino alla caduta di Costantinopoli”, e qui si ripete l&#8217;errore già segnalato: che cosa c&#8217;entra il terzo secolo con l&#8217;Islam, la cui storia inizia addirittura nel SETTIMO secolo dell&#8217;era vogare?</p>
<p>Che la popolazione europea sia attualmente senescente non vi è alcun dubbio, ma oggi non assistiamo al fenomeno di una migrazione come quella dei popoli barbarici, bensì ad un fenomeno del tutto diverso, quale è la immigrazione: anche se le due parole si assomigliano, basta possedere qualche rudimento della scienza demografica per conoscere quale è la differenza, consistente nella pratica impossibilità di canalizzare e disciplinare l&#8217;una, mentre è viceversa possibile farlo nei riguardi dell&#8217;altra.</p>
<p>Ne consegue che la migrazione muta irreversibilmente la cultura propria di un territorio come avvenne nel caso della Gallia celtica romanizzata, che divenne la Francia germanica (in seguito romanizzata anche essa con la conversione al Cristianesimo), oppure nel caso della Britannia, ugualmente celtica in origine, che si trasformò nell&#8217;Inghilterra con l&#8217;arrivo degli Anglosassoni, popolo germanico.</p>
<p>L&#8217;immigrazione non cambia i connotati culturali delle popolazioni stanziate nei luoghi in cui essa si insedia: lo prova il caso degli Stati Uniti d&#8217;America, Paese di immigrati per eccellenza, la cui cultura rimane di matrice anglosassone.</p>
<p>E qui arriviamo al punto centrale del discorso di Allam, secondo cui “la proliferazione di comunità estranee se non ostili alla cultura e alla tradizione autoctona” ci porterebbe inevitabilmente a diventare musulmani: se fosse vero quanto egli dice, oggi sarebbero seguaci dell&#8217;Islam gli Spagnoli ed i Siciliani.</p>
<p>Possiamo invece constatare che né in Spagna, né in Sicilia si trovano insediamenti islamici di carattere storico, in quanto la conquista militare, data la forza numerica della popolazione latinizzata e cristiana locale, ebbe caratteristiche diverse dalla migrazione; al punto che l&#8217;insediamento arabo si rivelò reversibile, terminando con l&#8217;espulsione dei suoi componenti.</p>
<p>Tanto meno esiste una possibilità di islamizzazione dell&#8217;Europa nel momento in cui non avviene nessuna conquista militare, ma soltanto un afflusso di mano d&#8217;opera determinato dalle normali leggi della domanda e dell&#8217;offerta.</p>
<p>Che poi la convivenza di popolazioni di religione diversa causi dei problemi, questo è indubbio, ma non aiuta certo a risolverli un generale processo alle intenzioni che fa scorgere in ogni bracciante tunisino ed in ogni operaio turco un nuovo Omar o un redivivo Maometto II.</p>
<p>Queste forzature servono soltanto a pregiudicare dei rapporti che non necessariamente saranno ostili, ma anzi possono e devono essere amichevoli e costruttivi.</p>
<p>Dopo avere elencato tutti i problemi sociali e politici del momento, dalla materialismo alla crisi finanziaria, dalla disoccupazione alla corruzione, dalla pressione fiscale alle difficoltà delle istituzioni rappresentative, Allam compie un volo pindarico accusando Monti, Napolitano, Draghi, Juncker, Van Rompuy, Barroso e la Lagarde (manca dall&#8217;elenco Ratzinger, evidentemente per il rispetto formale che l&#8217;Autore nutre nei suoi riguardi) di avere realizzato niente meno che un colpo di Stato.</p>
<p>Non si capisce se le tutte le magagne elencate in precedenza siano state predisposte da costoro al fine di realizzare i loro biechi propositi, ovvero se ne abbiano cinicamente approfittato, ma è comunque certo che il golpe è finalizzato a “salvaguardare i privilegi della casta”, nonché a favorire “l&#8217;avvento al potere degli islamici”, i quali realizzeranno un califfato mondiale, in cui dovremo convertirci alla loro religione, oppure pagare l&#8217;imposta dovuta dagli infedeli per avere salva la vita.</p>
<p>Qui la logica di Allam vacilla: quale è la prova del fatto che i nostri governanti sono andati al potere mediante un colpo di Stato?</p>
<p>Il fatto che essi – in quanto cripto musulmani (?!) &#8211; vogliono instaurare il califfato.</p>
<p>E quale è la prova che vogliono instaurare il califfato?</p>
<p>Elementare, Watson, come direbbe Shelock Holmes: il fatto che essi hanno compiuto un colpo di Stato.</p>
<p>Consigliamo cordialmente a Magdi Allam, il quale desidera ardentemente approfondire la sua cultura cristiana, di apprendere la logica aristotelica, per il tramite di San Tommaso d&#8217;Aquino.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Guantánamo 2002-2012, rapporto di Amnesty</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2012/01/guantanamo-2002-2012-rapporto-di-amnesty/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 13:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[ &#8221;Un decennio di danni ai diritti umani&#8221; La mancata chiusura del centro di detenzione di Guantánamo da parte del governo degli Usa sta lasciando un&#8217;eredità velenosa ai diritti umani. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, pubblicando il rapporto&#8220;Guantánamo: un decennio di danni ai diritti umani&#8220;, in coincidenza col decimo anniversario del trasferimento dei primi detenuti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1> &#8221;Un decennio di danni ai diritti umani&#8221;</h1>
<div>
<div>
<dl>
<dt><img id="img-4f0d8df415e5b" src="http://www.amnesty.it/flex/images/1/b/2/D.01f39a53726ffb348e84/_Guantanmo_Bay_450.jpg" alt="Camp X-Ray, Guantánamo Bay, 2002 © US DoD" width="450" height="376" /></dt>
<dd></dd>
</dl>
</div>
<div>
<p>La mancata chiusura del centro di detenzione di Guantánamo da parte del governo degli Usa sta lasciando un&#8217;eredità velenosa ai diritti umani. Lo ha dichiarato oggi Amnesty International, pubblicando il rapporto<em>&#8220;<a href="http://www.amnesty.org/en/library/info/AMR51/103/2011/en">Guantánamo: un decennio di danni ai diritti umani</a>&#8220;</em>, in coincidenza col decimo anniversario del trasferimento dei primi detenuti.</p>
<p>Il rapporto di Amnesty International mette in luce il trattamento illegale subito dai detenuti di Guantánamo e spiega le ragioni per cui il centro di detenzione continua a rappresentare un attacco ai diritti umani.</p>
<p><em>&#8220;Guantánamo ha finito per diventare il simbolo di 10 anni di sistematica mancanza di rispetto per i diritti umani da parte degli Usa nella loro reazione agli attacchi dell&#8217;11 settembre. Il governo statunitense ha violato i diritti umani dal primo giorno di apertura del centro di detenzione e continua a violarli ora che entriamo nell&#8217;undicesimo anno&#8221;</em>- ha dichiarato Rob Freer, ricercatore di Amnesty International sugli Usa.</p>
<p>Nonostante l&#8217;impegno del presidente Obama a chiudere Guantánamo entro il 22 gennaio 2010, alla metà dello scorso dicembre vi rimanevano 171 uomini, di cui almeno 12 trasferiti l&#8217;11 gennaio di 10 anni fa: uno di essi sta scontando una condanna all&#8217;ergastolo inflitta da una commissione militare nel 2008, gli altri 11 non sono mai stati incriminati.</p>
<p>L&#8217;Amministrazione Obama (quanto meno, ampi settori delle tre branche del governo federale) ha adottato l&#8217;architettura della &#8220;guerra&#8221; globale disegnata sotto la presidenza Bush. L&#8217;attuale Amministrazione, nel gennaio 2010, ha asserito che 48 detenuti di Guantánamo non potranno essere processati né rilasciati, ma dovranno rimanere in detenzione militare a tempo indeterminato, senza accusa né processo penale, in base a un&#8217;interpretazione unilaterale delle leggi di guerra.</p>
<p><em>&#8220;Fino a quanto gli Usa non considereranno queste detenzioni come una questione di diritti umani, l&#8217;eredità di Guantánamo sopravvivrà, a prescindere se verrà chiuso o meno&#8221; </em>- ha commentato Freer.</p>
<p>Il centro di detenzione, situato in una base navale statunitense a Cuba, è diventato simbolo di torture e maltrattamenti da quando è stato aperto, quattro mesi dopo gli attacchi dell&#8217;11 settembre.</p>
<p>Tra coloro che sono tuttora detenuti a Guantánamo, vi sono persone che gli Usa hanno sottoposto a torture e a sparizione forzata prima di essere trasferite nel centro di detenzione. Vi è stata scarsa, se non nulla, assunzione di responsabilità per questi crimini di diritto internazionale, commessi nel contesto di un programma di detenzioni segrete portato avanti sotto l&#8217;autorità presidenziale. Il governo Usa ha sistematicamente impedito ogni tentativo, da parte degli ex detenuti di Guantánamo, di ottenere una riparazione per queste violazioni dei diritti umani.</p>
<p>In 10 anni, solo uno dei 779 detenuti di Guantánamo è stato trasferito negli Usa per essere processato da una corte federale civile. Altri hanno subito processi iniqui da parte delle commissioni militari. L&#8217;Amministrazione Usa intende chiedere la pena di morte nei confronti di sei detenuti attualmente sotto processo.</p>
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<p>L&#8217;Amministrazione Obama ha attribuito la mancata chiusura di Guantánamo al Congresso, che a sua volta è venuto meno al suo dovere di ottemperare ai principi del diritto internazionale dei diritti umani da applicarsi in questo contesto.</p>
<p><em>&#8220;In base al diritto internazionale, le leggi e le politiche nazionali non possono essere invocate per giustificare il mancato rispetto degli obblighi derivanti dai trattati. È un modo inadeguato di rispondere, quello di una branca del governo che addossa a un&#8217;altra un fallimento in tema di diritti umani. Il diritto internazionale richiede che siano trovate soluzioni, non alibi&#8221;</em> - ha concluso Freer.</p>
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<div><a title="Scarica il rapporto in inglese &quot;Guantánamo: un decennio di danni ai diritti umani&quot;   (654.53 KB)" href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/7%252Fb%252F8%252FD.aec03bfd4e873a6e52fa/P/BLOB%3AID%3D5414"><img src="http://www.amnesty.it/flex/TemplatesUSR/CM/TemplatesUSR-BLOB-img/Download/AcrobatPdf-Piccola.gif" alt=" (654.53 KB)" />Scarica il rapporto in inglese &#8220;Guantánamo: un decennio di danni ai diritti umani&#8221; (654.53 KB)</a></div>
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<p><strong><a href="http://www.amnesty.it/decimo-anniversario-guantanamo-cronologia">Decimo anniversario di </a></strong><strong><a href="http://www.amnesty.it/decimo-anniversario-guantanamo-cronologia">Guantánamo: cronologia</a> </strong><br />
<strong></strong><br />
<strong><strong><a href="http://www.amnesty.it/decimo-anniversario-guantanamo-fatti-cifre">Decimo anniversario di </a></strong><strong><a href="http://www.amnesty.it/decimo-anniversario-guantanamo-fatti-cifre">Guantánamo: fatti e cifre</a> </strong></strong></p>
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		<title>SH. MOURO interviene al Convegno UCOII</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 17:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cinzia Aicha Rodolfi Fondatore del Partito islamico Nahda, una laurea in giurisprudenza e una in scienze islamiche , Sh. Abdelfattah può finalmente tornare a lavorare come avvocato dopo aver trascorso alcuni anni imprigionato perché non voleva piegarsi al governo corrotto e dispotico di Bel Alì. Inizia la sua conferenza dicendosi  ottimista nei confronti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Cinzia Aicha Rodolfi</em></p>
<p>Fondatore del Partito islamico Nahda, una laurea in giurisprudenza e una in scienze islamiche , Sh. Abdelfattah può finalmente tornare a lavorare come avvocato dopo aver trascorso alcuni anni imprigionato perché non voleva piegarsi al governo corrotto e dispotico di Bel Alì.</p>
<p>Inizia la sua conferenza dicendosi  ottimista nei confronti del futuro della Tunisia che evidentemente ancora dolorante dopo la vittoria della rivoluzione popolare, sta disegnando  basi democratiche completamente nuove, e la strada verso i diritti umani e civili che ha scelto votando un partito islamico.</p>
<p>La grande passione del suo parlar chiaro e diretto non delude le aspettative della platea attenta e composta che ascolta toni di entusiasmo nella rinascita sociale del mondo arabo e dure parole di delusione nei confronti dei musulmani degli ultimi 5 secoli. La sua domanda è : “Cosa stiamo facendo del nostro islam e cosa hanno fatto i nostri recenti predecessori del mondo cosiddetto moderno?”</p>
<p>Seduti in un immobilismo stagnante abbiamo semplicemente ripetuto gestualità e rituali; parole a pappagallo ,imparato a memoria versetti che non abbiamo compreso e questo si evince dal fatto che non abbiamo realizzato nulla anzi siamo caduti nel buio totale, e ci siamo allontanati dall’islam. Ci siamo fatti convincere ad allontanarci dalle nostre radici , abbiamo spento le luci del nostro passato glorioso e gettato polvere sulla straordinaria cultura e sulla brillante ricerca del sapere per chiuderci dietro un vittimismo che ci ha massacrato, spezzettato e dato in mano ai nostri colonizzatori prima, e dittatori dopo. E noi nell’ignoranza abbiamo subito e camminato rassegnati e perdenti.</p>
<p>Per troppi anni abbiamo parlato come fossimo ancora una società che intanto non esisteva più; ci piangevamo addosso e nel frattempo erano gli altri che andavano avanti . Non siamo stati capaci di contestualizzare e parlavamo con forme espressive sorpassate e non funzionali. Non ci siamo impegnati nelle questioni familiari e  naturalmente nemmeno in quelle sociali .</p>
<p>L’islam ci diede direttive, precetti e consigli per ogni questione e ci insegnò come imparare a riflettere per capire come affrontare qualsiasi situazione basandoci sulle fonti e sul buon senso e sull’etica perfetta che nasce dallo studio del comportamenti dei nostri antenati retti.</p>
<p>Chiaramente  il mondo cambia e tutto è mutare e non si può prescindere dal rendersi conto che ci vogliono sforzi per comprendere nuove riflessioni e consapevolezze. Invece sono oramai 5 secoli che viviamo intrappolati nella paura di pensare e nella pigrizia di studiare e impegnare il nostro cervello e nel frattempo sono le altre società che si evolvono, ci superano e ci schiacciano.</p>
<p>Molti di noi dicono che dobbiamo lasciare questa dunya ai miscredenti , invece è proprio qui ed ogni giorno di questa faticosa esistenza che dobbiamo impegnarci a capire prima per poi mettere in pratica i precetti e l’adorazione con impegno e costanza crescente per migliorarci e testimoniare . Non avremo ricompensa senza lo sforzo di rimboccarci le maniche e intraprendere il cammino in mezzo agli ostacoli.</p>
<p>Gli altri hanno costruito e noi usiamo le loro scoperte e le loro buone invenzioni, traiamo utilità ma poi li critichiamo. Cosa abbiamo dimostrato di buono in questi 5 secoli per sentirci superiori ? Cosa abbiamo costruito?</p>
<p>Siamo noi i responsabili dei nostri fallimenti ed oggi che grazie a Dio ci siamo risvegliati dobbiamo capire che possiamo, e dobbiamo diventare protagonisti delle nostre vite ; portare progetti islamici che siano coerenti con il progresso perché il mondo intanto è andato avanti. E dove sono le nostre idee e soluzioni?</p>
<p>Parlando del programma e dell’ideologia del nuovo governo tunisino ci spiega le linee guida e il sentimento che deve rimanere il vero deterrente dopo la rivoluzione.</p>
<p>Dobbiamo capire che il popolo deve decidere e poi produrre perciò si deve consultare con altruismo e sincerità, ma essendoci un vuoto politico e istituzionale, bisogna prima costruire organizzazioni e mettere basi sane coinvolgendo tutta la popolazione quindi anche i non musulmani  che sono cittadini aventi diritti e doveri.</p>
<p>La società ci chiede giustizia sociale e produzione economica .Dobbiamo cambiare , ma  non ha senso sconvolgere senza coinvolgere. Siamo ancora piccoli nel mondo e abbiamo bisogno di imparare a convivere senza umiliarci, ma muoverci con rispetto e umiltà .</p>
<p>Non dobbiamo imporre nulla , non dobbiamo volere un islam di costrizione , le persone devono scegliere liberamente e parlare liberamente e la consultazione anche con chi non la pensa come noi è oggi ancora più fondamentale per costruire basi solide e fiducia reciproca.</p>
<p>Anche il nostro Profeta Muhammad, pace e benedizione di Allah su di lui, quando entrò vincitore a Mecca, camminava gentile ed educato senza arroganza, non impose, non si vendicò e accolse persino chi si pentì dopo essere stato nemico spietato.</p>
<p><em>Corano  II, </em><em>256</em><em> “Non c&#8217;è costrizione nella religione<sup>*</sup></em><em>. La retta via ben si distingue dall&#8217;errore. Chi dunque rifiuta l&#8217;idolo e crede in Allah, si aggrappa all&#8217;impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.”</em></p>
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		<title>Essere per testimoniare</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 16:53:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[ di Patrizia Khadija Dal Monte* - Essere per testimoniare, titolo di questo convegno, può essere inteso in due modi, nel primo suggerisce immediatamente la priorità dell&#8217;essere in vista di una testimonianza efficace, nell&#8217;altro vi appare come l&#8217;essere musulmano e musulmana non sia chiuso in se stesso ma invece sia sempre un essere per gli altri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"> di Patrizia Khadija Dal Monte* -</p>
<h6 align="LEFT"><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Essere per testimoniare</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, titolo di questo convegno, può essere inteso in due modi, nel primo suggerisce immediatamente la priorità dell&#8217;essere in vista di una testimonianza efficace, nell&#8217;altro vi appare come l&#8217;essere musulmano e musulmana non sia chiuso in se stesso ma invece sia sempre un essere per gli altri, la testimonianza cioè è parte integrante dell&#8217;essere muslim.</span></span></span></h6>
<h6 align="LEFT"><span> </span><span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">1. La priorità dell&#8217;essere ci viene suggerita dalle fonti, sono tanti i versetti che potremmo citare&#8230;</span></span></span><strong><span><span><span style="font-size: x-small;">“</span></span></span></strong><strong><span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ordinerete ai popoli la carità e dimenticherete voi stessi, voi che leggete il Libro? Non ragionate dunque? Cercate aiuto nella pazienza e nell&#8217;adorazione, in verità essa è gravosa, ma non per gli umili che pensano che invero incontreranno il loro Signore e che invero torneranno a Lui.” </span></span></span></strong><span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(II,44-46)</span></span></span></h6>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Priorità dell&#8217;essere che può essere capita anche attraverso la priorità che viene data nella rivelazione all&#8217;intenzione sulle opere stesse, essa scaturisce dal cuore, centro dell&#8217;essere umano. Se, infatti, la rivelazione coranica ci dice che saremo giudicati sulle opere: “</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">In quel Giorno gli uomini usciranno in gruppi, affinché siano mostrate loro le loro opere. Chi avrà fatto [anche solo] il peso di un atomo di bene lo vedrà, e chi avrà fatto [anche solo] il peso di un atomo di male lo vedrà</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.” (XCIX,6-8)</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ci dice anche che le opere ricevono il loro valore dalle intenzioni che le muovono, come ci ricorda il rprimo hadith che apre il Sahîh di al-Bukhârî, nel libro dell&#8217;ispirazione: si tramanda che ‘Umar ben Al-Khattâb disse dal pulpito: </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“</span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ho sentito l’Inviato di Dio (su di lui la preghiera e la pace divine) che diceva: ‘</span></span></span></em><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Le opere non sono che secondo le intenzioni (an-niyyât)</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><sup><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">1</span></span></sup></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">e ad ogni uomo non va che ciò che si è proposto;</span></span></span></strong><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">dunque, colui che emigra per ottenere [qualcosa del] basso mondo, o per sposare una donna, la sua emigrazione sarà in effetti verso ciò per cui è emigrato’.”</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">”</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">E cos&#8217;è l&#8217;intenzione? Al-Gazâlî ricorda come la </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">niyya</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">non sia paragonabile ad un convincimento razionale, né tanto meno ad un pensiero che passa per la testa come per caso: &#8220;Lo stolto mentre sta insegnando, o commerciando, o ancora mentre mangia, si dice: &#8216;Ecco, sto insegnando per Dio&#8217;, oppure &#8216;sto facendo commercio per Dio&#8217;, o ancora &#8216;sto mangiando per Dio&#8217;, e pensa che questa sia l&#8217;intenzione: ma non è così! Queste non sono altro che parole che si rivolgono a se stessi con la lingua o nell&#8217;animo, seguite da una certa riflessione; o ancora si può trattare di un pensiero fuggevole che sopravviene e prende il posto di un altro. </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L&#8217;intenzione è però una cosa ben diversa da tutto questo, perché consiste in un mettersi in moto dell&#8217;animo, in un suo orientarsi, in un suo propendere verso qualcosa che gli sembra essere il suo obiettivo, che sia immediato o posticipato.&#8221;</span></span></span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L&#8217;intenzione quindi è espressione dei desideri fondamentali dell&#8217;essere, il cui centro è il cuore: &#8220;Luogo&#8217; dell&#8217;intenzione (niyya) è il cuore (qalb), e cioè il centro dell&#8217;essere umano&#8230; Infatti, come dice Al-Qastalânî, &#8220;l&#8217;intenzione costituisce l&#8217;adorazione compiuta dal cuore, e l&#8217;opera l&#8217;adorazione messa in atto dalle membra del corpo.&#8221;</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il cuore,</span></span></span><span style="color: #000000;"><sup><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">2</span></span></sup></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">infatti è nella rivelazione coranica come in quella biblica, ben più che la sorgente dei sentimenti, è la parte centrale ed interiore dell’essere umano, come recita un noto hadith </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“… </span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">nel corpo c&#8217;è un pezzo di carne che se è sano rende tutto il corpo sano, ma se è deteriorato tutto il corpo è deteriorato, e questo è il cuore</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(qalb).” (Hadith riferito da Al-Bukhârî e Muslim).</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il cuore, in molti i versetti è il luogo della fede</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">:<br />
</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Egli ha impresso la fede nei loro cuori e li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui.”</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(LVIII,22)<br />
Il cuore è una realtà dinamica, che può “capovolgersi” , qalb deriva dalla radice q-l-b, da cui anche il termine capovolgere (tanqalib ), ad indicare la sua qualità di poter mutare radicalmente, perciò invocano i credenti:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;">“ “</span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Signor nostro, non lasciare che i nostri cuori si perdano dopo che li hai guidati e concedici misericordia da parte Tua. In verità Tu sei Colui Che dona. »</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Priorità dell&#8217;essere che non significa però che le azioni, i comportamenti siano qualcosa di esteriore alla fede: “</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Secondo quanto riportato da Al-&#8217;Asqalânî, i santi delle prime generazioni di Musulmani (as-salaf) erano soliti dire che &#8220;la fede è retta credenza (i&#8217;tiqâd) nel cuore, parola pronunciata per mezzo della lingua, e opera secondo i pilastri&#8221;; a differenza dei razionalisti Mutaziliti, essi ritenevano che le opere esteriori fossero coronamento e perfezione della fede, e non condizione imprescindibile della sua validità.”</span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><sup><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">4</span></span></sup></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il Bukhârî, apre il capitolo sesto del libro del Sahîh sulla fede con queste parole: “Capitolo sul fatto che fa parte della fede che si desideri per il proprio fratello ciò che si desidera per se stessi”, e riporta subito questo hadith:</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Si tramanda da Anas che il Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) disse: “Nessuno di voi avrà fede sino a quando non amerà per il suo fratello ciò che ama per se stesso.”</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> “</span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Non è un vero credente colui che passa la notte sazio, mentre il suo vicino ha fame</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">”</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. (Hadith riportato da Al-Bayahaqi). E ancora il Corano dice:</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> “</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Non vedi colui che taccia di menzogna il Giudizio? E’ quello stesso che scaccia l’orfano, e non esorta a sfamare il povero. Guai a quelli che fanno l’orazione e sono incuranti nelle proprie azioni, che sono pieni di ostentazione e rifiutano di dare ciò che è utile.” (CVII)</span></span></span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> “</span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Non entrerete in Paradiso finché non avrete fede, e non avrete fede finché non vi amerete gli uni gli altri. Abbiate compassione di quanti sono sulla terra, e Colui che è in cielo avrà compassione di voi”</span></span></span></em><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(Bukhârî)</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">La misericordia con la fede è un tratto distintivo del musulmano e della musulmana e condanna certi atteggiamenti di durezza e supposta superiorità che alcuni manifestano&#8230; Misericordia che ha le proprie radici in quella misericordia per la quale Allah ha creato il mondo e ha inviato i messaggeri, i quali a loro volta ad essa si sono ispirati nel loro comportamento:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Dio dice al profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui :</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> “</span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Noi non ti abbiamo mandato se non come misericordia per i mondi (rahmatan li l-‘âlamîn).”</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(XXI, 107)</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ed è stato raccontato che Abu-Huraîra disse che al Profeta chiesero di invocare Allah contro i politeisti. Lui rispose</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">: “Non sono stato inviato per la maledizione, ma sono stato inviato come una misericordia”. (Muslim)</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Misericordia che abbraccia ogni cosa, quindi anche la giustizia stessa: “</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Con la Mia punizione punisco chi voglio: ma la Mia misericordia abbraccia ogni cosa</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">”</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">. (VII,156)</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Priorità dell&#8217;essere significa anche priorità dei fondamenti e degli obiettivi sulle singole regole, essere fedeli a queste senza mai perdere di vista lo spirito che le informa, che è quello di formare uomini e donne capaci di realizzare un mondo fondato sulla giustizia e sulla misericordia. Ricordo dei fondamenti che oggi è più vivo grazie al sacrificio e alla forza delle nostre sorelle e fratelli che hanno lottato per una vita più giusta per tutti.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">2.Il testimoniare è strettamente legato all&#8217;essere musulmano e musulmana e anche qui potremmo citare molti versetti , ma voglio ricordare una breve sura che dice molto bene cosa sia il testimoniare&#8230; “</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Per la luce del mattino, per la notte quando si addensa: il tuo Signore non ti ha abbandonato e non ti disprezza e per te l&#8217;altra vita sarà migliore della precedente. Il tuo Signore ti darà [in abbondanza] e ne sarai soddisfatto. Non ti ha trovato orfano e ti ha dato rifugio? Non ti ha trovato smarrito e ti ha dato la guida? Non ti ha trovato povero e ti ha arricchito? Dunque non opprimere l&#8217;orfano, non respingere il mendicante, e proclama la grazia del tuo Signore.</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(XCIII)</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">I testimoni sono coloro che hanno ricevuto la grazia di Allah, che riconoscono la Sua guida nella loro vita, e la loro testimonianza è come un traboccare della riconoscenza che hanno per Lui, che anche qui si lega ad un comportamento giusto (non opprimere l&#8217;orfano) e misericordioso (non respingere il mendicante).</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Testimoniare è proclamare la grazia del Signore..</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.Tutti se siamo stati toccati dalla grazia di Allah dobbiamo sentire nostre queste parole, e ci dobbiamo sforzare di capire il modo di farlo&#8230; E&#8217; questo un invito a </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">dire ad alta voce</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">proclamare&#8230; verbo che indica un andare verso l&#8217;esterno&#8230;</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ciascuno ha un dono particolare che un altro non possiede, se si rinchiude in se stesso o solo nella propria cerchia familiare, viene meno alla vocazione profonda del musulmano. Tanti rinunciano perché sono scoraggiati dalle difficoltà, le moschee a volte non sono ospitali, e specialmente le donne possono incontrare diverse difficoltà&#8230; altre volte si crede di non sapere abbastanza, eppure se guardiamo alla vita del Profeta, pace e benedizione su di lui, capiamo come la testimonianza non sia giunta al termine della sua, vita, già dall&#8217;inizio, quando pochi versetti gli erano stati rivelati comincia la sua missione. &#8230; C&#8217;è chi tra noi sa parlare, sa scrivere, oppure sa consolare chi è afflitto, o sa aiutare i bisognosi&#8230; C&#8217;è tanto da fare in questa comunità nostra, e ognuno può trovare anche un posto per proclamare la grazia di Allah.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Il Corano ci esplicita ancora una condizione per poter essere testimoni di islam:”</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">E così facemmo di voi una comunità equilibrata</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><sup><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">5</span></span></sup></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, affinché siate testimoni di fronte ai popoli e il Messaggero sia testimone di fronte a voi. (II,143)</span></span></span></strong></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">L&#8217;islam è la religione dell&#8217;equilibrio, questo è il dono speciale di Allah in essa&#8230; Atteggiamenti esageratamente spirituali, ma anche esageratamente mondani tradiscono questo equilibrio&#8230; Che è equilibrio prima di tutto in se stessi, senza disprezzo né divinizzazione del corpo, esso non è un&#8217;ombra nell&#8217;islam o una prigione, è parte dell&#8217;essere umano: essere umani non è solo possedere un’anima, ma avere una data forma, udito, occhi cuore…. </span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“</span></span></span></strong><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Quindi gli ha dato forma e ha insufflato in lui del Suo Spirito. Vi ha dato l’udito, gli occhi e i cuori. Quanto poco siete riconoscenti!”</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(XXXII,9) Da cui deriva l’importanza del corpo nell’islam, </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“ </span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">il tuo corpo ha dei diritti su di te…</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">e il suo coinvolgimento nelle pratiche religiose…</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Equilibrio che è rispetto della mente,</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">la quale è chiamata a fare la sua parte, la fede è sì diretta al ghayb che supera le nostre possibilità conoscitive, ma ciò non significa, che sia qualcosa di irrazionale, alternativa alla ragione. Nel Corano, non solo viene affermata la possibilità di conoscenza dell&#8217;intelletto, ma più versetti incitano ad usarlo:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;">“</span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Non hanno riflettuto in loro stessi? Allah ha creato i cieli e la terra </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">…” </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(XXX,8)</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;">“</span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Di&#8217;: «Sono forse uguali e coloro che sanno e coloro che non sanno? ». Solo gli uomini dotati di intelletto riflettono. Di&#8217;: «O Miei servi che credete, temete il vostro Signore!» Coloro che in questa vita fanno il bene, [avranno] un bene. Vasta è la terra di Allah</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> …” </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">(XXXIX, 9-10)</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Numerosi sono gli hadith profetici relativi all’eccellenza dell’intelligenza (al-’aql). Al-’Aynî ad esempio riporta da Abû Sa’îd Al-Khudriyy questo hadith: </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“</span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ogni cosa ha un sostegno: il sostegno del credente è l’intelligenza.”</span></span></span></em></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Intelligenza che va usata anche nella comprensione del testo sacro: “La Rivelazione scritta non è un libro di scienze, ma invita lo spirito umano a investire tutto il proprio potenziale critico, analitico e scientifico nella ricerca del sapere. Non c’è nulla di meno presente nel Corano della paura o del rifiuto del sapere, sacro o profano. I primi sapienti o scienziati lo avevano capito alla perfezione, affrontando tutte le sfere della conoscenza (dalla filosofia alle scienze esatte e sperimentali), fiduciosi nel fatto che la libertà assoluta della loro ragione in questi ambiti non avrebbe in alcun modo ostacolato le ragioni e l’essenza della fede. Non solo il Testo rivelato non ostacola la ragione umana, ma al contrario apre molti orizzonti all’esercizio di una razionalità attiva e autonoma. Scorrendo il Testo, si percepiscono vari livelli di enunciazione che rimandano sia all’ordine naturale che alle specificità delle società umane, ma che invitano sempre l’intelligenza umana a osservare e a capire. Emergerà quindi che nell’ordine dell’Universo, come pure in quello del Testo rivelato, ci sono leggi e regole universali e immutabili e altre contestuali, mutevoli, ancorate alla Storia. Anche in questo caso, dunque, gli ordini si fanno eco l’un l’altro&#8230;”<sup>6</sup></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">I credenti possono, dunque, e anzi debbono interrogarsi a fondo sul significato delle ayat rivelate, come ad esempio faceva &#8216;Âisha, Madre dei credenti:</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;">“</span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Si tramanda da Ibn Abî Mulayka: “</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> ‘</span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Âisha, la moglie del Profeta, non ascoltava mai una cosa che non capiva, senza tornare a chiedere sino a comprenderla per bene. Ora, [un giorno] il Profeta aveva detto: ‘Colui al quale sarà chiesto conto, subirà il castigo.’ ‘Âisha, allora osservò: ‘Dio non ha detto: «&#8230; gli sarà chiesto conto con indulgenza» (LXXXIV, 8)?’ Il Profeta rispose: ‘Questo riguarda quando la gente sarà presentata [al Giudizio]; e tuttavia [in esso] colui al quale davvero verrà chiesto conto (man nûqiša l-hisâb), perirà’</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.”  </span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">&#8230; In tal modo seguiva l&#8217;esempio del Profeta (pbsl) che quando inviò Mu&#8217;adh ibn Jabal nello Yemen gli chiese: “In base a cosa giudicherai in quel Paese?» «In base al Libro di Dio» rispose Mu&#8217;adh. «E se non vi troverai risposte?» «Secondo la tradizione dell&#8217;Inviato di Dio.» «E se non trovi risposte neppure in quella?» «Allora mi sforzerò e non smetterò di sforzarmi !»“<sup>7</sup></span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Rispetto per la mente che non rinuncia a riflettere sulle Scritture e neanche a capire le ragioni della storia dei popoli, della politica che tanta parte ha nella condizione umana..</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.</span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">ma non suo divinizzazione c&#8217;è un punto in cui ci si ferma. Non c&#8217;è nell&#8217;islam esaltazione del dubbio come troviamo nella cultura occidentale&#8230;</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Equilibrio che esige rispetto dello spirito, il quale ha le sue vie e potremmo dire il suo nutrimento.. la lettura e recitazione del Corano la meditazione, la preghiera, il ricordo (dikr), il silenzio, il ritrovarsi con i fratelli e le sorelle di fede&#8230;</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> <span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Equilibrio che è rispetto degli altri musulmani e di tutti gli uomini e donne della terra&#8230; Non siamo stati creati da soli, da subito l&#8217;essere umano è a coppia, e poi si moltiplica, equilibrio necessario fra la dimensione soggettiva e comunitaria e tra quella della comunità di fede e la primordiale comunità umana.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Ed è ancora rispetto per gli animali e le piante e la terra che ci porta&#8230; </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“</span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Prestate attenzione alla Terra, è vostra madre”</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">dice un hadith profetico, a ribadire questo legame profondo dell&#8217;essere umano con la terra, che possiede una sacralità di fondo. Un detto molto noto del Profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, infatti, dice: </span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">“</span></span></span></em><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Dio ha fatto sì che per me la terra fosse tutta intera un purissimo luogo di prosternazione (masâjidan wa tahûran).”</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> “</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Dio ricompensa chiunque fa del bene ad un essere vivente”</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">.</span></span></span></p>
<p align="LEFT"><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">A costruire questo equilibrio, complesso ma anche semplice, siamo chiamati come comunità e come persone, affinché possiamo</span></span></span><strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;"> </span></span></span></strong><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">essere testimoni come dice il versetto davanti ai popoli e il Profeta, pace e benedizione su di lui, ci possa riconoscere come coloro che lo hanno seguito e testimoniare per noi.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif;"><span style="font-size: x-small;">note:</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"> </span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">1“Innamâ l-a&#8217;mâlu bi n-niyyât (che può essere tradotta anche &#8216;le opere non sono altro che nelle intenzioni&#8217;). Il presente hadith viene presentato dal Bukhârî stesso in svariate versioni nel corso del Sahîh, e fa parte invariabilmente di tutte le opere riassuntive degli hadith basilari dell&#8217;Islam . La considerazione del hadith sulla niyya è sempre stata grandissima. Aš-Šâfi&#8217;î lo considerava &#8220;un terzo della conoscenza&#8221;.</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Si tramandano dal profeta, anche le parole seguenti</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">: &#8220;L&#8217;intenzione del credente è migliore della sua opera.&#8221;</span></span></span></em></p>
<div id="Sezione1" dir="LTR">
<p lang="it-IT"><a name="sdfootnote2"></a> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">2. Il termine cuore appare nelle Fonti sotto due accezioni: (qalb) e (fuad), anche il termine petto (sadr) allude ad esso., indicando la sua collocazione fisica</span></span></span></p>
</div>
<div id="Sezione3" dir="LTR">
<p><a name="sdfootnote4"></a> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">3.Idris Zamboni, Sahih al-Bukhari</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div id="Sezione4" dir="LTR">
<p>    4. <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">con questa espressione abbiamo tradotto “wasatâ” che in arabo implica i concetti di media, moderata, equilibrata. E’ il concetto romano di “aurea mediocritas” che non c&#8217;entra niente con la “mediocrità” come è intesa nell&#8217;attuale accezione. Questo concetto di equilibrio è molto importante nell&#8217;Islàm. La dottrina islamica e tutto ciò che essa informa, diritto, etica, norme consuetudinarie, è improntata al rifiuto dell&#8217;estremismo, della radicalità, del fanatismo. Solo l&#8217;equilibrio tra gli elementi che costituiscono l&#8217;uomo: lo spirito, l&#8217;intelletto e il corpo, potranno dare pienezza e serenità all&#8217;individuo, alla famiglia in cui vive, alla comunità di cui fa parte]</span></span></span></p>
</div>
<div id="Sezione5" dir="LTR">
<p><a name="sdfootnote6"></a> 5.<span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">T. Ramadan</span></span></span></p>
</div>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">     6. Asma Lamrabet, &#8216;</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">Aisha</span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-small;">, ed. Al.Hikma, Imperia</span></span></span></p>
<p align="LEFT">*Questo testo è stato preparato per il Convegno UCOII di Bellaria. Per ragioni organizzative la sorella Patrizia Khadija Dal Monte ha rinunciato all&#8217;intervento, ma crediamo sia importante proporlo ugualmente sul islam-online.it</p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER"><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Turchia , no alla &#8220;Guerra Fredda&#8221; sunniti-sciiti</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 23:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[ANKARA (Reuters) &#8211; La Turchia oggi ha lanciato l&#8217;allarme sul pericolo di una &#8220;Guerra Fredda&#8221; confessionale in Medio Oriente e ha detto che le crescenti tensioni tra sunniti e sciiti costituirebbero un &#8220;suicidio&#8221; per l&#8217;intera regione. &#8220;Lasciatemi dire apertamente che ci sono alcuni disposti a cominciare una Guerra Fredda regionale&#8221;, ha detto il ministro degli Esteri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ANKARA (Reuters) &#8211; La Turchia oggi ha lanciato l&#8217;allarme sul pericolo di una &#8220;Guerra Fredda&#8221; confessionale in Medio Oriente e ha detto che le crescenti tensioni tra sunniti e sciiti costituirebbero un &#8220;suicidio&#8221; per l&#8217;intera regione.</p>
<p>&#8220;Lasciatemi dire apertamente che ci sono alcuni disposti a cominciare una Guerra Fredda regionale&#8221;, ha detto il ministro degli Esteri turco Ahmet Davutoglu all&#8217;agenzia di stampa statale Anatolian, prima di recarsi nello sciita Iran.</p>
<p>&#8220;Siamo determinati a prevenire una Guerra Fredda regionale. Le tensioni settarie sarebbero un suicidio per l&#8217;intera regione&#8221;, ha detto Davutoglu, aggiungendo che gli effetti durerebbero per decenni.</p>
<p>&#8220;La Turchia è contraria a tutte le estremizzazioni, nel senso politico di una tensione araba-iraniana o nel senso della creazione di un asse apparente. Questo sarà uno dei messaggi fondamentali che porterò a Teheran&#8221;.</p>
<p>La Turchia, a maggioranza sunnita, ha cercato di svolgere un ruolo da moderatore tra le rivali Iran, sciita, e Arabia Saudita, sunnita.</p>
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		<title>I banchieri sono i dittatori dell’Occidente</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 16:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[  di Robert Fisk   Scrivendo dal Medio-Oriente, la regione sulla quale sorge il maggior numero diluoghi comuni di qualsiasi altra, è meglio che ci pensi su un attimo prima di dire che non ho mai letto così tanta spazzatura, così tante stupidaggini integrali, quante ne ho lette sulla crisi finanziaria. Ma non mi tirerò indietro: mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>  di <strong><a href="http://index.php/?option=com_content&amp;view=article&amp;id=14737:robert-fisk&amp;catid=38&amp;Itemid=100015" target="_blank">Robert Fisk</a></strong></div>
<div><strong><a href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/robert-fisk-bankers-are-the-dictators-of-the-west-6275084.html" target="_blank"> </a></strong></div>
<div>Scrivendo dal Medio-Oriente, la regione sulla quale sorge il maggior numero di<em>luoghi comuni</em> di qualsiasi altra, è meglio che ci pensi su un attimo prima di dire che non ho mai letto così tanta spazzatura, così tante stupidaggini integrali, quante ne ho lette sulla crisi finanziaria.</div>
<p><span>Ma non mi tirerò indietro: mi sembra che il crollo del capitalismo sia trattato così poco che nemmeno il Medio-Oriente possa superare, in quanto a cieca obbedienza, proprio quelle istituzioni e quegli <em>esperti</em> di Harvard che hanno aiutato alla realizzazione dell’intero disastro criminale.</span></p>
<p>Vediamo di disfarci prima di tutto della <em>Primavera Araba</em> – in sè una grottesca distorsione verbale del grande risveglio arabo-mussulmano che sta scuotendo il Medio-Oriente – e degli improponibili paralleli con le proteste sociali nelle capitali occidentali. Non se ne può più di articoli sul come i poveri ed i diseredati dell’Occidente abbiano <em>preso esempio</em> dalla <em>Primavera Araba</em>, di come i dimostranti di America, Canada, Inghilterra, Spagna e Grecia siano stati <em>ispirati</em>dalle imponenti dimostrazioni che hanno fatto cadere i regimi di Egitto, Tunisia e – in parte – della Libia.</p>
<p>Questo è un confronto assurdo; il vero confronto – ma occorre dirlo? – è stato abilmente evitato dai giornalisti occidentali, così proni nel magnificare le ribellioni degli arabi contro i dittatori, e così desiderosi di ignorare le proteste contro i governi <em>democratici</em> occidentali, così disperati nel denigrare queste contestazioni e nel suggerire che non siano altro che l’ennesima intolleranza del mondo arabo. Ma la verità è ben diversa: quello che ha portato per le strade delle capitali del Medio-Oriente prima decine di migliaia e poi centinaia di migliaia di arabi era una esigenza di dignità ed il rifiuto di accettare che i loro Paesi fossero posseduti da dittature rette da famiglie.</p>
<p>I Mubarak, i Ben Alì, i Gheddafi ed i re e gli emiri del Golfo (e della Giordania) e gli Assad tutti, credevano di avere il possesso totale di intere nazioni. L’Egitto apparteneva alla Mubarak SpA, la Tunisia alla Ben Alì srl – ed alla famiglia Traboulsi – la Libia alla Gheddafi snc, e così via. I martiri arabi contro la dittatura sono morti per dimostrare che quelle nazioni appartenevano ai loro popoli; ed è quello il vero parallelo con l’Occidente: i movimenti di protesta sono senza dubbio movimenti di protesta contro i <em>Grandi Affaristi</em> (<em>Big Business</em>nell’originale, ndt) – una causa perfettamente giustificata – e contro i <em>governi</em>.</p>
<p>Quello che gli arabi di fatto hanno ben compreso, anche se con un certo ritardo, è di essere stati tirati dentro, per decenni, ad una democrazia fraudolenta: votavano secondo dovere per dei partiti politici, ma questi poi delegavano alle banche, ai negoziatori di derivati ed alle agenzie di rating, sia il loro mandato democratico che il potere del popolo; e questi tre – banche, negoziatori ed agenzie di <em>rating</em> – erano tutti e tre appoggiati dalle disoneste ed inaffidabili consorterie, degli <em>esperti</em> delle università americane e dei vari <em>pensatoi</em>, che hanno contribuito tutte a tenere in piedi la finzione che questa crisi sia una crisi della globalizzazione e non – quello che è e cioè – un gigantesco imbroglio finanziario rifilato, con un trucco, sui votanti.</p>
<p>Le banche e le agenzie di rating sono diventate i dittatori dell’Occidente e come i Mubarak ed i Ben Alì, le banche credevano – ma ancora credono – di essere i padroni di intere nazioni. Grazie alla vigliaccheria ed alla collusione dei governi, le elezioni che hanno dato loro il potere sono diventate tanto false quanto le elezioni nelle quali per decenni gli arabi sono stati obbligati ad intrupparsi per consacrare i padroni delle loro stesse nazioni. Goldman Sachs e la Royal Bank of Scotland sono diventate i <em>Mubarak</em> ed i <em>Ben Ali</em> di USA di Inghilterra, ognuna impegnata a strafogarsi del benessere della gente con finti premi e ricompense per i propri capi criminali ed infinitamente più rapaci di quanto i loro avidi fratelli-dittatori arabi potessero mai immaginare.</p>
<p>Benchè sia di aiuto, non ho bisogno della puntata di questa settimana di <em>Inside Job</em> – di Charles Ferguson – sulla BBC2, per sapere che le agenzie di rating e le banche USA siano fra loro interscambiabili, che il personale passi dall’una agenzia, all’altra banca, e poi al governo, tranquillamente. I giovanotti delle agenzie di rating – quasi tutti giovanotti – che in America valutarono tripla A i mutui sub-prime ed i derivati, sono impegnati ora – grazie alla loro velenosa influenza sui mercati – a smembrare i popoli europei con la minaccia di un declassamento o del ritiro dalle nazioni europee proprio di quelle stesse valutazioni che elargirono a dei criminali ancora appena prima del crollo finanziario in USA. Io credo che parlare pacatamente dia forza alle argomentazioni però, perdonatemi, ma&#8230; chi sono queste creature le cui agenzie di rating fanno oggi più paura ai francesi di quanto non fece loro Rommel nel 1940?</p>
<p>Perchè i miei colleghi giornalisti di Wall Street non me lo dicono? Come è che la BBC e la CNN – e, mio Dio, purtroppo anche al-Jazeera – trattano questi gruppi criminali come se invece fossero delle incontestabili istituzioni di potere? Perchè – a parte quella appena iniziata da <em>Inside Job</em> – non è partita nessuna indagine su questi osceni doppiogiochisti? Tutto ciò purtroppo mi ricorda troppo da vicino lo stesso modo codardo con il quale così tanti giornalisti americani riferiscono sul Medio-Oriente, evitando terrorizzati qualsiasi critica diretta ad Israele, istigati da un esercito di lobbisti pro-Likud a spiegare agli ascoltatori perchè nel conflitto israelo-palestinese, ci si possa fidare del <em>meccanismo di pace</em> americano e perchè quelli che sono d’accordo siano moderati, e quelli in disaccordo siano dei<em>terroristi</em>.</p>
<p>Gli arabi, almeno, hanno iniziato a disfarsi di questa idiozia; ma quando la stessa cosa viene fatta dai contestatori di Wall Street, ecco che diventano degli<em>anarchici</em>, dei <em>terroristi</em> sociali per le strade dell’America, che osano chiedere che i Bernanke ed i Geithner facciano i conti con le medesime accuse di Hosni Mubarak. Noi qui in Occidente – in realtà i nostri governi – abbiamo creato i nostri dittatori, ma, diversamente dagli arabi, non possiamo metterli in discussione.</p>
<p>Enda Kenny, Primo Ministro della Repubblica d’Irlanda, questa settimana ha solennemente informato il suo popolo che il popolo non è responsabile della crisi nella quale si trova attualmente. Naturalmente, il popolo lo sapeva già. Quello che però non ha detto, era di chi fosse la colpa. Non è giunta l’ora che lui ed i suoi amici primi ministri europei ce lo dicano? E che lo facciano anche i nostri giornalisti?</p>
<p><strong><a href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/robert-fisk-bankers-are-the-dictators-of-the-west-6275084.html" target="_blank">04 Gennaio 2012</a></strong></p>
<p><strong>da <a href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/robert-fisk-bankers-are-the-dictators-of-the-west-6275084.html" target="_blank">Independent.co.uk</a><a href="http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/fisk/robert-fisk-bankers-are-the-dictators-of-the-west-6275084.html" target="_blank">  </a></strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>11/9, le famiglie delle vittime denunciano il complotto</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 12:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[La verità in diretta]]></description>
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