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	<title>Islam-online</title>
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	<description>Rivista islamica</description>
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		<title>2010: anno record per le attività coloniali d&#8217;Israele in Palestina (infopal)</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 16:13:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[I coloni, al governo, prendono il sopravvento e oggi, il giorno dopo l’attacco palestinese a Hebron, dove quattro coloni sono rimasti uccisi, sentono di essere ulteriormente legittimati a gridare ‘vendetta’. 
Di Elisa Gennaro e Jacopo Falchetta &#8211; Infopal. In risposta all&#8217;attacco di ieri notte che ha visto l&#8217;uccisione nei pressi di al-Khalil (Hebron) di quattro coloni da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I coloni, al governo, prendono il sopravvento e oggi, il giorno dopo l’attacco palestinese a Hebron, dove quattro coloni sono rimasti uccisi, sentono di essere ulteriormente legittimati a gridare ‘vendetta’.</strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Di Elisa Gennaro e Jacopo Falchetta &#8211; Infopal.</strong> In risposta all&#8217;attacco di ieri notte che ha visto l&#8217;uccisione nei pressi di al-Khalil (Hebron) di quattro coloni da parte delle brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas, l&#8217;esercito israeliano ha invaso la cittadina di Bani Naim – vicina al luogo dell&#8217;accaduto – e cominciato a tormentare gli abitanti locali, invadendo le case e picchiando i civili.</p>
<p>Alcuni automobilisti arabi sono stati ugualmente attaccati dalle truppe israeliane e dai coloni in diverse località del sud della Cisgiordania.</p>
<p>In diverse aree, ai poliziotti dell&#8217;Autorità nazionale palestinese (Anp) è stato ordinato di confinarsi nella loro sede e di non pattugliare le strade.</p>
<p>L&#8217;esercito di occupazione ha inoltre fatto irruzione nella vicina Shuyukh e sparato razzi nel cielo, nell&#8217;evidente tentativo di catturare i responsabili dell&#8217;attentato.</p>
<p>Una squadra di soccorso palestinese che è passata sul luogo dell&#8217;accaduto si è offerta di rianimare i coloni, ma i soldati israeliani le hanno ordinato di allontanarsi.</p>
<p>Nell&#8217;ambito dei commenti sull&#8217;episodio, sono state riportate le parole del portavoce di Hamas Fawzi Barhom, secondo cui l&#8217;aggressione ha rappresentato “una risposta naturale ai crimini israeliani”.</p>
<p>Barhom ha però rifiutato di rivendicare la responsabilità dell&#8217;operazione, la quale, afferma, “non farà fallire i colloqui di Washington, poiché saranno già un fallimento con o senza di essa”.</p>
<p><strong>La reazione dei coloni. </strong>Intanto, i leader dei coloni ebrei hanno esortato la popolazione degli insediamenti a terrorizzare e ad uccidere i civili arabi in reazione agli attacchi di ieri notte.</p>
<p>È stato infatti riportato che David Druckman, un rabbino terrorista che invoca il genocidio contro i non-ebrei in generale e i palestinesi in particolare, ha incoraggiato gli ebrei a comportarsi come folli nei confronti dei palestinesi.</p>
<p>“Nella situazione di oggi, dovremmo comportarci come pazzi per vincere. Non abbiamo altra scelta”. In passato, secondo Druckman, “gli arabi hanno tremato di fronte a noi”, ma quando gli israeliani hanno cominciato a fare concessioni agli arabi la situazione si sarebbe capovolta.</p>
<p>Sabato scorso era stato Ovadia Yosef, mentore religioso del partito ultra-ortodosso Shas – che rappresenta gli ebrei del Medio Oriente – a invocare l&#8217;“eliminazione di tutti i palestinesi”.</p>
<p>“Prego Dio che li annienti con una pestilenza”, ha dichiarato l&#8217;anziano rabbino, le cui violente affermazioni hanno incontrato scarso dissenso all&#8217;interno della società ebraica israeliana.</p>
<p>Da parte sua, l&#8217;Autorità nazionale palestinese (Anp) ha denunciato l&#8217;attacco come un “atto terroristico”, chiedendo al governo israeliano di non permettere che l&#8217;incidente comprometta la riuscita delle trattative di pace di Washington.</p>
<p>D&#8217;altronde, l&#8217;Anp sta prendendo da tempo provvedimenti molto duri ai danni di Hamas. Secondo fonti palestinesi, le forze di sicurezza hanno invaso e continuano a invadere le case di sospetti simpatizzanti del movimento islamico nella provincia di al-Khalil. Il numero dei detenuti politici è salito a oltre 100.</p>
<p>Era stato anche riportato di recente che Hamas aveva avvertito l&#8217;Anp riguardo a una prossima azione dei suoi combattenti contro israeliani, in particolare coloni, per fare pressione su Ramallah e porre fine alla campagna di arresti. Fonti cisgiordane del movimento hanno definito questa svolta violenta “la nostra politica del prezzo da pagare”.</p>
<p>Quella del ‘prezzo da pagare’ è la tattica che i coloni ebrei adottano da tempo contro i civili arabi, e consiste nell&#8217;attaccare bersagli palestinesi – comprese le moschee – per rispondere ai tentativi dell&#8217;esercito israeliano di smantellare gli avamposti coloniali, o arrestare ebrei sospettati di azioni terroristiche.</p>
<p>Tutto quanto è riconducibile alla &#8220;identità palestinese&#8221; viene annientato, con accanimento, con qualunque mezzo, superando anche l’immaginazione dei lettori più disinteressati.</p>
<p>Così, si attrezzano di cani addestrati ad attaccare, cinghiali, ma soprattutto, armati fino ai denti: agiscono – scortati dall’esercito dello stato d’Israele – e diffondono il terrore tra la popolazione civile palestinese.</p>
<p>Da decenni, la presenza coloniale israeliana in Palestina ha il senso di allontanare la popolazione palestinese dalla propria terra: uliveti centenari dati alle fiamme in pochi attimi, terreni agricoli devastati, derubati e contaminati.</p>
<div id="attachment_3790" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/coloniepalestina1.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3790" title="coloniepalestina" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/coloniepalestina1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Colonie illegali in Palestina</p></div>
<p>I coloni d’Israele possono chiedere e appropriarsi proprio di tutto in Palestina: moschee e luoghi di culto, mausolei, scuole e perfino cimiteri.</p>
<p>Non esiste condanna alle loro gesta, al contrario, ci sarà sempre qualche rabbino che griderà all’annullamento dell’intero popolo palestinese, conferendo quindi ai loro atti vandalici legittimità e dando senso all’opera &#8220;messianica&#8221; di cui sono protagonisti i coloni.</p>
<p>Risorse usurpate e detriti su quanto resta – per ora – sono concessi ai palestinesi. Per il momento, perché l’irruenza dei coloni è la stessa di un governo che ha in mente, sin dalla sua fondazione, la pulizia etnica della Palestina, con tutti i mezzi.</p>
<p>E dopo aver operato nei dettagli la formazione di una leadership palestinese, ormai allo sbaraglio, a poche ore da uno pseudo negoziato, un attacco palestinese si poteva pure prevedere. Proprio come ai tempi di Oslo, per allontanare lo sguardo internazionale da quanto pericolosamente corre a Gerusalemme e in quello che resta della Palestina occupata.</p>
<p>Tuttavia, l’errore starebbe nel soffermarsi su episodi – che pur vanno condannati perché oltraggio alle vite umane – che non riusciranno mai a competere con la mattanza di Israele contro il popolo palestinese, vivo e vegeto, condannato ad affrontare da solo, ad ogni ora del giorno, la violenza dei coloni d’Israele.</p>
<p>* Qui a seguire, un elenco di tutti gli atti che costituiscono violazione ai diritti umani e a quelli di popolo, ad opera dei coloni israeliani.</p>
<p>Gli eventi fanno riferimento all’anno 2010, incrociando pure qualche dato relativo al 2009.</p>
<p>Si noterà una lunga lista di assassini deliberati, roghi ai danni delle proprietà palestinesi, terreni devastati e strappati ai legittimi proprietari, insulti e attacchi contro la morale, la fede e la cultura palestinesi.</p>
<p>Storie di bambini aggrediti da coloni israeliani, episodi di oltraggi e di menzogne.</p>
<p>Casi di complicità da parte dell’esercito e del governo d’Israele.</p>
<p>Per una maggiore informazione sulla presenza dei coloni israeliani in Palestina, sul loro agire e la loro missione.</p>
<p>Perché non ci si fermi a giudicare un evento, ampiamente ricoperto da gran parte dei mass media, ma si possa, in questo modo, contribuire a una conoscenza e comprensione dei fatti nel più ampio contesto dell’occupazione israeliana sulla Palestina.</p>
<p>Perché fatti come l’attacco di ieri ad al-Khalil (Hebron) non possono gettare ombra sul quotidiano oltraggio della violenza dei coloni d’Israele all’esistenza del popolo palestinese.</p>
<p><strong>da www.infopal.it</strong></p>
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		<title>Un appello per il Pakistan</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/09/un-appello-per-il-pakistan/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 04:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello di UNICEF a favore delle popolazioni alluvionate del Pakistan



“L&#8217;alluvione in Pakistan è un lento Tsunami.
Il suo potere distruttivo aumenterà e crescerà con il tempo.
Credetemi: questo è un disastro globale, una sfida globale.
E&#8217; una delle più grandi prove per la solidarietà globale dei nostri tempi.&#8221;
Ban Ki-moon, Segretario Generale ONU, Assemblea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSw6xhz7FP4pEHp6bC178GNKo3-Mw6UHnRZG0kwLraRRpiJPKY&amp;t=1&amp;usg=__hLzBCsViiLNq7s07xQt0UFBRY_o=" alt="" width="306" height="165" /></p>
<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello di UNICEF a favore delle popolazioni alluvionate del Pakistan</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="530">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="530"><em>“L&#8217;alluvione in Pakistan è un lento Tsunami.<br />
Il suo potere distruttivo aumenterà e crescerà con il tempo.<br />
Credetemi: questo è un disastro globale, una sfida globale.<br />
E&#8217; una delle più grandi prove per la solidarietà globale dei nostri tempi.&#8221;</em><br />
Ban Ki-moon, Segretario Generale ONU, Assemblea Generale di New York, 19 agosto 2010.</p>
<p>Le inondazioni che hanno colpito il Pakistan nelle ultime settimane hanno già <strong>sommerso un quinto del paese</strong>. Interi villaggi cancellati, più di 17 milioni di persone coinvolte, oltre <strong>3,5 milioni di bambini esposti al rischio di malattie</strong> legate alla contaminazione dell’acqua potabile come il colera, la dissenteria e la diarrea.</p>
<p>Come ci riferisce Martin Mongwanja, rappresentante UNICEF in Pakistan: &#8220;questo è il più grande disastro naturale che ha colpito il Pakistan a memoria d’uomo. <strong>La popolazione coinvolta è più numerosa di quella colpita dal terremoto di Haiti di gennaio e dallo tsunami del 2004</strong>. Milioni di donne e bambini stanno lottando per sopravvivere, spesso in condizioni disastrose. Aiutarli è una corsa contro il tempo&#8221;.</p>
<p>L’UNICEF, con i suoi partner, ha già allestito <strong>24 ospedali da campo</strong>, e inoltre garantisce <strong>acqua potabile quotidianamente a quasi 2 milioni di persone</strong>, ma di fronte all’emergenza di milioni famiglie sfollate, con l’acqua che continua ad alzarsi di livello e con lo spettro di nuove piogge in arrivo, <strong>la situazione in Pakistan si aggrava di ora in ora</strong>.</td>
</tr>
<tr>
<td width="265">Abbiamo bisogno del tuo aiuto!</p>
<p>Comitato Italiano per l&#8217;UNICEF Onlus</td>
<td width="265"><a href="http://nls.easyvoyage.com/r5.aspx?GV1=JBSQ02R005G40005MW001GB3P0013P53D" target="_blank"><img src="http://www.unicef.it/web/email/em_pakistan2010/img/donaAdesso1.jpg" border="0" alt="Dona adesso!" width="250" height="90" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="530" valign="top"><strong>Manda questo messaggio</strong> a tutti i tuoi contatti, anche questo è un <strong>aiuto</strong> importantissimo.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia: schiena flessibile e ginocchia callose&#8230;</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/italia-schiena-flessibile-e-ginocchia-callose/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 13:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Alessandra Colla commenta la visita di Gheddafi
Quanto polverone intorno alle dichiarazioni di Muhammar Gheddafi&#8230; Ma ce n&#8217;è veramente motivo?
A quanto pare, la cosa che più avrebbe indignato il colto e l&#8217;inclita sarebbe stata la sua esortazione a una prossima islamizzazione dell&#8217;Europa.
Ora, basta sforzarsi appena un pochino per guardare le cose nella loro cruda realtà e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Alessandra Colla commenta la visita di Gheddafi</em></strong></p>
<p>Quanto polverone intorno alle dichiarazioni di Muhammar Gheddafi&#8230; Ma ce n&#8217;è veramente motivo?<br />
A quanto pare, la cosa che più avrebbe indignato il colto e l&#8217;inclita sarebbe stata la sua esortazione a una prossima islamizzazione dell&#8217;Europa.<br />
Ora, basta sforzarsi appena un pochino per guardare le cose nella loro cruda realtà e constatare che già duemila anni fa qualcuno venuto dall&#8217;Oriente (Medio, per la precisione) andò predicando una religione che nulla aveva a che fare col sentire europeo, e lo fece con tanto successo che oggi l&#8217;Europa e l&#8217;Occidente sono cristiani; anzi proprio l&#8217;Europa (certa Europa, perlomeno) rivendica orgogliosamente il giudeo-cristianesimo come parte fondante, più che integrante, delle proprie radici.<br />
Insomma Gheddafi fa del proselitismo, e vuole convertire. Lo fanno da secoli i cristiani, e non sono così in tanti a scandalizzarsi.<br />
Senza contare che sul piano civile e intellettuale, un analogo sottile lavorìo di conversione e manipolazione lo fa da decenni l&#8217;imperialismo statunitense, agente della globalizzazione: ma in questo caso si parla, è vero, di &#8220;liberazione&#8221; ed &#8220;esportazione della democrazia&#8221; &#8212; potenza delle parole&#8230;</p>
<p>Altro motivo di inorridito scalpore, la convocazione di qualche centinaio di avvenenti figliole per un breve corso intensivo di cultura islamica. Compostamente vestite, e in una sala congressi.</p>
<div id="attachment_3776" class="wp-caption alignnone" style="width: 160px"><a href="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Miss-Padania-Villafranca.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3776" title="Miss Padania Villafranca" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Miss-Padania-Villafranca-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">ognuno le veline sue, queste quelle di Bossi</p></div>
<p>Francamente, a me la cosa sembra meno insultante della convocazione di qualche centinaio di avvenenti figliole fatte sfilare mezze nude su un palcoscenico a fini non già culturali ma di sfondamento mediatico o d&#8217;altro tipo.<br />
Ormai ho un&#8217;età, e il femminismo della mia adolescenza ha lasciato il segno, si vede.</p>
<p>Quasi nessuno, invece, ha rilevato il grazioso calar di braghe di uno Stato che fu sovrano; e che ritiene di doversi scusare del passato imperialismo (un imperialismo piccolo piccolo, da Italietta savoiarda). Ora, ne abbiamo fatte anche noi di cotte e di crude, inutile far finta di niente. Ma chiedere scusa è da sepolcri imbiancati (quelli di evangelica memoria, proprio). Avrei trovato più virile riconoscere che l&#8217;Italia di un tempo si mosse come poteva e come sapeva nel solco dell&#8217;imperialismo allora dominante: e che ora, essendo mutati i tempi, conviene trovare nuovi modelli di interazione in grado di far fronte congiuntamente ai problemi attuali dell&#8217;area mediterranea che investono in ugual misura sia l&#8217;Italia che la Libia.<br />
Ma non c&#8217;è niente da fare. L&#8217;Italia che festeggia i 150 anni della sua presunta unità ha mantenuto la cifra del servilismo &#8212; forte con i deboli e debole con i forti, è di schiena flessibile e ginocchia callose, retaggio di penitenze bimillenarie.</p>
<p>Ci sarebbe anche da dire qualcosa sul Gheddafi-pensiero in relazione all&#8217;islam e al suo autentico significato &#8212; cose da dotti: ma alla luce dei fatti d&#8217;Italia, mi viene da concludere che l&#8217;islam di Gheddafi è, né più né meno, quello che ci meritiamo. Tacere è bello.</p>
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		</item>
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		<title>Gheddafi in Italia&#8230; e sempre nani e ballerine&#8230;</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/gheddafi-in-italia-e-sempre-nani-e-ballerine/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:36:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[intervista a Hamza R. Piccardo
- Che tipo di immagine dell’Islam ha fornito il leader libico Gheddafi con le sue “lezioni sul Corano” e quanto ha giovato all’islam italiano la sua “lezione”?
E’ certo inquietante il modo in cui Gheddafi ha circondato la sua visita in Italia. Bissando quanto già accaduto nel Giugno 2009, il colonnello golpista, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>intervista a Hamza R. Piccardo</p>
<p><em>- Che tipo di immagine dell’Islam ha fornito il leader libico Gheddafi con le sue “lezioni sul Corano” e quanto ha giovato all’islam italiano la sua “lezione”?</em></p>
<p>E’ certo inquietante il modo in cui Gheddafi ha circondato la sua visita in Italia. Bissando quanto già accaduto nel Giugno 2009, il colonnello golpista, vero veterano del potere antidemocratico, ha voluto circondare l’evento di una coreografia para-islamica che lascia sinceramente perplessi.</p>
<p>Va da se che vie del Signore sono infinite e che la da’wa, l’appello all’islam, è dovere di ogni musulmano e musulmana nella misura delle sue possibilità, tuttavia ci sono modi e circostanze da rispettare, quello che islamicamente va sotto la grande e benedetta categoria dell’ ”adab”, le convenienze spirituali, il rispetto delle buone consuetudini, l’approccio umile e delicato con il quale un’anima cerca di trasmettere ad un’altra anima quanto di più prezioso serba nel suo cuore: la sua fede.</p>
<p>Non sappiamo quante delle signorine “invitate”, beh, insomma, scritturate sarebbe meglio dire, abbiano tratto dall’esternazioni del colonnello benefici spirituali e mementi morali, quello avverrà secondo l’imperscrutabile volontà divina, ma è certo che non è stato un bello spettacolo per i musulmani in Italia (e mi domando cosa ne pensino quelli in Libia, se avessero la possibilità di esprimersi liberamente in merito).</p>
<p>Voglio evitare qualsiasi salace ironia e parallelo tra l’ospite e il nostro presidente del Consiglio ma certamente non sfugge a nessuno come la predisposizione al gallismo mediterraneo sia loro caratteristica condivisa e volgare. Invitare una tanto folta pletora di figuranti femminili per magnificare una presenza e interpretarsi in chiave religiosa rivela di un approccio bollywoodiano di cui noi, musulmani in Italia e musulmani italiani avremo fatto volentieri a meno.</p>
<p><em>2- Lui è titolato a fornire tali “lezioni” e che senso ha pagare un uditorio per tale tipo di iniziativa? Che valore può avere una conversione fatta davanti a Gheddafi? Chi è titolato ad accettare tale at</em>to?</p>
<p>Come detto più sopra ogni credente ha titolo di chiamare all’islam e due credenti adulti sono sufficienti, quando avessero le caratteristiche personali affinché la loro testimonianza sia accettata sharaiticamente, per rendere giuridicamente valida una conversione. Essa infatti è un moto del cuore e non delle labbra, che le labbra esprimono e a cui danno dimensione pubblica. Non abbiamo diritto alcuno di mettere in dubbio le conversioni di tre delle centinaia di ragazze convenute, ci piacerebbe tuttavia incontrarle per sostenere e corroborare il loro percorso, perché qualunque sia stato l’inizio, la strada è lunga e spesso in salita e, se lo vorranno, troveranno al loro fianco i loro fratelli e le loro sorelle che le hanno precedute nella fede nell’Unico.</p>
<p><em>3- Che tipo di islam si vive in Libia? La “via libica” all’islam è islam oppure no? E’ quello l’Islam che si vive anche negli altri paesi arabi o c’è differenza fra ciò che dice il Corano e quello che concretamente viene vissuto? Quali sono i rapporti fra islam e potere politico nei paesi musulmani?</em></p>
<p>Non sono mai stato in Libia e anche la frequentazione di musulmani libici mi è scarsa pertanto non ho esperienza diretta. Quello che so è che come in altri paesi abitati dai musulmani, il fatto islamico viene gestito dal potere come “istrumentum regni” di macchiavelliana memoria <em>e “cioè un mezzo con il quale tenere salda e unita la popolazione nel nome di un&#8217;unica fede. Quindi una religione di stato che deve essere sfruttata per fini eminentemente politici e speculativi, uno strumento di cui il principe dispone per ottenere il consenso comune del popolo” </em>(Wikipedia docet)</p>
<p>Questa indentificazione di uno Stato, o meglio di un potere, con una religione è tanto più odiosa quanto più si confronta con le aberrazioni di un regime, sia nei confronti della sua stessa popolazione che in quelli dei migranti provenienti dall’Africa sub-saheliana che subiscono vessazioni inenarrabili e atroci.</p>
<p>4<em>- Gli islamofobi nostrani della Lega Nord tacciono e non dicono nulla contro Gheddafi. Secondo lei perché? E’ quello il tipo di islam che preferiscono?</em></p>
<p>Il messaggio, neanche troppo sottile, anzi sguaiato che Gheddafi da&#8217; all’Italia è quello chiaro: ho i soldi che vi servono, farò di voi, tra voi, quello che voglio! Invero la Padania del 30.8, con uscita identitaria simmetrica a quella del colonnello, ha ribadito la cristianità dell’Europa, un giornale che non si perita di delegittimare ogni istanza solidaristica della chiesa fino all’offesa nei confronti dei presuli e dei credenti che non condividono ( e come potrebbero in amore di Cristo?) la chiusura becera e ipocrita nei confronti della presenza dei migranti e dei diritti dei musulmani in Italia. Parafrasando il gen. Custer, per la Lega Nord l’unico musulmano buono è il musulmano morto, anzi no, ci sono anche i musulmani-zerbino e quelli, si insomma, potrebbero sempre tornare buoni.</p>
<p>5-<em> E’ islamicamente accettabile la politica sull’immigrazione che il governo libico sta attuando in combutta con il governo italiano? Se no è possibile sconfessarla da un punto di vista islamico e chi può fare tale sconfessione?</em></p>
<p>La mancanza in Italia di un’autorità islamica riconosciuta fa sì che nessuno abbia titolo legale per sconfessare dal punto di vista sharaitico la politica congiunta italo-libica nei confronti dei migranti.</p>
<p>Il paradosso della globalizzazione è sconvolgente: da un lato si presenta un modello come unico polo di riferimento dei destini del mondo e dall’altro non si smette di erigere muri e far navigare guardiacoste per respingere coloro che ne sono irresistibilmente attratti.</p>
<p>La migrazione del Profeta Muhammad da Mecca a Medina e il sostegno che i medinesi dettero a lui e agli altri profughi è l’esempio luminoso cui dovremmo tutti ispirarci.</p>
<p><em>6- Quali sono secondo te gli scopi della visita di Gheddafi e cosa c’entra l’Islam?</em></p>
<p>Penetrare nella psicologia del personaggio e negli interessi della Jamāhīriyya non è semplice. Certamente la Libia ha un tesorone da investire, frutto del caro petrolio di questi ultimi anni e Gheddafi ha trovato la sua sponda nord in un personaggio, Berlusconi, che mescola senza alcun ritegno interessi privati e di Stato e quindi direi che in definitiva si è tratta di un incontro d’affari. Gli affari beninteso li trattano i grand comis delle due parti perché non è verosimile che nell’incontro di mezz’ora di lunedì scorso, come c’informano le agenzie siano stati trattati anche solo superficialmente i seguenti temi. “<em>A quanto si è appreso nell&#8217;incontro tra i due leader si è parlato anche di politica internazionale con un approfondimento particolare nei confronti dell&#8217;Africa. Si sono, poi, valutate le prospettive di pace in Medio Oriente a seguito dei più recenti sviluppi, mentre sul piano economico è stata rinnovata l&#8217;attenzione verso l&#8217;apertura dei mercati libici nei confronti della penetrazione delle imprese italiane.</em><em> “</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Quello lo scopo principale: il business; quanto al fatto islamico è stata la coreografia, il divertissement del colonnello, insieme alla sua tenda beduina, i suoi cavalli berberi (qualcuno li ha visti), le medagliette con la sua effige al collo delle hostess magari insieme al crocefisso.</p>
<p><em>7 – Quali reazioni hanno provocato le parole di Gheddafi nella comunità islamica italiana? Che peso ha la Libia nel mondo islamico?</em></p>
<p>Da quello che ho potuto registrare le opinioni, tutte negative si sono divise per chiave di lettura.</p>
<p>Da un lato quelli che hanno stigmatizzato senza nessuna scusa la spettacolarizzazione di cui abbiamo parlato sopra a lungo e dall’altro quelli che hanno visto nell’evento un sarcasmo velenoso dell’ospite che ha voluto dire all’Occidente che l’unica divinità che adora è il denaro e in quell’adorazione ogni rito per quanto volgare e, a tratti blasfemo è accettato.</p>
<p>Non abbiamo mai avuto sentore di un peso islamico della Libia, anzi, l’organizzazione islamica in Italia da essa sponsorizzata, la italian branch della <strong>World Islamic Call Society</strong> brilla per la sua assoluta inconsistenza. Negli anni ’90 è cessata la pubblicazione di una rivistina da essa sponsorizzata e il suo sito è aggiornato al 28 settembre dello scorso anno…</p>
<p>Quanto al peso generale che il Paese ha nel mondo islamico, sono note le liti di Gheddafi in seno alla Conferenza islamica e alla Lega araba. Il personaggio non viene considerato molto rispettosamente in quegli ambiti, ma questo non sarebbe in se negativo tenendo conto della pessima frequentazione di quei luoghi. Il dispiacere è piuttosto nei confronti di un intero popolo di musulmani e musulmani che subisce da quasi mezzo secolo una dittatura (come del resto la maggioranza dei paesi abitati dai musulmani).</p>
<p><em>8- Le parole di Gheddafi possono avere conseguenze negative per il dialogo cristiano-islamico?</em></p>
<p>Sinceramente credo che tutti coloro che sono impegnati nella difficile e benedetta prova del dialogo non subiranno in alcun modo le conseguenze di questo circo mediatico. Tra qualche giorno saldati i conti alle agenzie di hostess e rientrati i cavalli berberi, rimarranno solo le cifre degli affari conclusi, ma il nostro bilancio sarà sempre è comunque in attivo se continueremo a guardare la luna, sempre, e non il dito che indica.</p>
<p><a href="http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/islam/commenti_1283243304.htm">http://www.ildialogo.org/cEv.php?f=http://www.ildialogo.org/islam/commenti_1283243304.htm</a></p>
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		<title>Differenze di stile&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 07:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gheddafi si circonda di hostess falso-adoranti mentre la famiglia Erdogan difende la dignità della donna


Istanbul, 30 ago. (Apcom) &#8211; Polemica ai Mondiali di Basket, che si svolgono in Turchia e che termineranno in settembre. Ieri in occasione della partita fra Russia e Turchia, vinta meritatamente dalla Mezzaluna, è successa una cosa che ha calamitato l&#8217;attenzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Gheddafi si circonda di hostess falso-adoranti mentre la famiglia Erdogan difende la dignità della donna</strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=31666798&amp;fbid=1583743591193&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=428992433925&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=428992433925&amp;id=1163837978"></a>Istanbul, 30 ago. (Apcom) &#8211; Polemica ai Mondiali di Basket, che si svolgono in Turchia e che termineranno in settembre. Ieri in occasione della partita fra Russia e Turchia, vinta meritatamente dalla Mezzaluna, è successa una cosa che ha calamitato l&#8217;attenzione dei media e degli spettatori. Il tradizionale mini-show delle ragazze pon pon non è andato in scena.Il mistero è stato presto svelato. In sala c&#8217;erano il premier islamico-moderato Recep Tayyip Erdogan e sua moglie Emine, da sempre contrari per motivi religiosi ai spettacoli in cui il corpo della donna venga esibito in modo troppo appariscente.Stando a quanto riporta il quotidiano Milliyet, il programma prevedeva l&#8217;esibizione di 10 appariscenti ragazze ucraine, che sono state bloccate all&#8217;ultimo momento, senza ricevere una motivazione per la cancellazione del loro show.</div>
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		<title>Cronache di Ramadan- &#8220;Sei muslim? ti ammazzo!&#8221; succede a New York</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 09:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;YOU ARE MUSLIM? Sei musulmano?&#8221; gli ha chiesto il giovane passeggero che aveva caricato. Ahmed Sharif, 43 anni, taxista a New York ha risposto che sì, lo era, e positivamente ha risposto anche alla domanda se osservasse il digiuno di Ramadan. Non poteva certo immaginarsi che quel giovanotto, Michael Enright, 21 anni, gli si scagliasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;YOU ARE MUSLIM? Sei musulmano?&#8221; gli ha chiesto il giovane passeggero che aveva caricato. Ahmed Sharif, 43 anni, taxista a New York ha risposto che sì, lo era, e positivamente ha risposto anche alla domanda se osservasse il digiuno di Ramadan. Non poteva certo immaginarsi che quel giovanotto, Michael Enright, 21 anni, gli si scagliasse contro insultandolo e cercando di sgozzarlo con un coltellaccio.</p>
<p>Ahmed, ferito alla gola è comunque riuscito a proseguire la corsa e arrestarsi vicino ad un poliziotto che ha immediatamente arrestato il criminale.</p>
<p>Ora il nostro fratello è ricoverato in ospedale  sue condizioni vengono descritte come stabili. &#8220;Sono molto triste &#8211; ha detto in un comunicato diffuso dai suoi colleghi &#8211; vivo qui da oltre 25 anni, guido il taxi da 15, tutti i miei quattro figli sono nati in American, non mi sono mai sentito senza speranza e sicurezza prima&#8221;. La polizia, secondo la quale Enright era &#8220;molto ubriaco&#8221; al momento dell&#8217;aggressione, ha incriminato il giovane per tentato omicidio, con l&#8217;aggravante di crimine dettato dall&#8217;odio razziale.</p>
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		<title>La UE &#8220;critica&#8221; la condanna di Abdallah Abu Rahme</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 19:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 26 agosto 2010, Nena News – L’Unione europea «considera Abdallah Abu Rahme  un difensore dei diritti umani, impegnato in una protesta non violenta contro il  tracciato della barriera di separazione nel suo villaggio di Bilin, in  Cisgiordania». Lo ha scritto l’Alto rappresentante della politica estera  dell’Ue, Catherine Ashton, in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 26 agosto 2010, Nena News – L’Unione europea «considera Abdallah Abu Rahme  un difensore dei diritti umani, impegnato in una protesta non violenta contro il  tracciato della barriera di separazione nel suo villaggio di Bilin, in  Cisgiordania». Lo ha scritto l’Alto rappresentante della politica estera  dell’Ue, Catherine Ashton, in un comunicato ufficiale di protesta per il  verdetto di condanna pronunciato martedì dalla corte militare israeliana di Ofer  contro l’attivista palestinese e leader della lotta popolare contro il muro  israeliano, arrestato lo scorso 10 dicembre. L’Ue, ha aggiunto Ashton, &amp;!  laquo;considera illegale il tracciato del muro costruito sulle terre  palestinesi» e nota «che la possibile detenzione di Abu Rahme abbia lo scopo di  impedire a lui e ad altri palestinesi di esercitare il proprio legittimo diritto  di protesta non violenta contro l&#8217;esistenza di muri di divisione».</p>
<p>La condanna è una evidente «punizione esemplare» nei confronti del leader  di una battaglia non violenta che tanti sostegni riceve all’estero e tra i  pacifisti israeliani, e, allo stesso tempo, un avvertimento nei confronti di  tutti i palestinesi che si battono contro il muro tra Ramallah e Betlemme. Abu  Rahme è stato trovato «colpevole» di «incitamento» e «organizzazione e  partecipazione a manifestazioni illegali». Durante il processo, durato ben otto  mesi, erano decadute nei suoi confronti le accuse di «lancio di sassi» e  «sequestro di militari (israeliani)». Ma la mano della magistratura militare si  è rivelata ugualmente pesante. L’esponente palestinese è stato condannato anche  per «raccolta illegale» di bossoli di proiettili e contenitori di gas  lacrimogeni sparati dai soldati israeliani durante le manifestazioni, allo scopo  di ! metterli in mostra nel museo della resistenza popolare di Bilin.</p>
<p>A settembre, quando si conoscerà la sentenza definitiva, l&#8217;attivista  palestinese potrebbe essere condannato fino a dieci anni di carcere, solo per  aver organizzato manifestazioni popolari non violente. Abu Rahme, un anno prima  del suo arresto aveva ricevuto a Berlino una onorificenza per aver operato in  difesa dei diritti umani dall&#8217;International League for Human Rights. Nei mesi  scorsi l’esercito israeliano aveva lanciato una pesante campagna repressiva nei  confronti dei leader della protesta non violenta contro il muro. Dietro le  sbarre erano finiti, oltre ad Abu Rahme, diversi attivisti palestinesi, tra i  quali il giornalista Jamal Jumaa, fondatore di «Stop the Wall».</p>
<p>(red) NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY</p>
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		<title>Quinto versetto: Te adoriamo e a Te chiediamo aiuto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 06:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Il quinto versetto della sura è considerato da molti commentatori come centrale, esso rimanda alla prima parte in cui compaiono i nomi più importanti di Allah e introduce la seconda costituita dalle suppliche dell&#8217;essere umano. E&#8217; dunque il versetto che riassume una e l&#8217;altra.
Ora possiamo dire Te (iyyâ-ka) con consapevolezza, perchè Dio ci ha illuminato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/quinto-versetto-te-adoriamo-e-a-te-chiediamo-aiuto/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/images-6.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="Quinto versetto: Te adoriamo e a Te chiediamo aiuto" title="Quinto versetto: Te adoriamo e a Te chiediamo aiuto"/></a>
<p> Il quinto versetto della sura è considerato da molti commentatori come centrale, esso rimanda alla prima parte in cui compaiono i nomi più importanti di Allah e introduce la seconda costituita dalle suppliche dell&#8217;essere umano. E&#8217; dunque il versetto che riassume una e l&#8217;altra.</p>
<p>Ora possiamo dire <strong>Te </strong>(<em>iyy</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â-ka</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">) con consapevolezza,</span> perchè Dio ci ha illuminato sul Suo Essere, ora sappiamo che Egli è il Misericordioso e il Re giusto, Signore di tutti i mondi. In Lui si trova la Signoria assoluta, ogni potere, grazia e misericordia.</p>
<p>Lui <strong>adoriamo</strong> ( <em>na&#8217;budu</em>) ad esclusione di ogni altro. La parola adorare nell&#8217;italiano moderno ha perso di spessore e viene usata per il cibo, la musica, o gli esseri umani, banalizzazione che ben dice l&#8217;assenza della dimensione del sacro. In arabo la radice di essa è legata all&#8217;idea di umiltà, docilità, ad esempio un cammello si dice <em>mu&#8217;abbad </em>quando viene reso docile e sottomesso. E&#8217; il termine che dice il rapporto con Allah, amore totale, ma anche timore, coscienza della differenza assoluta tra noi e Lui.</p>
<p>Questa espressione di adorazione precede la richiesta di aiuto&#8230; Adorare è riconoscere la bellezza ineffabile del suo Essere, gli abissi della Sua misericordia e la Sua infinita potenza e giustizia. Adorare è rifugiarsi per un momento là, dimenticando noi stessi&#8230; Adorazione che va sempre rinnovata, poiché mai perfetta in questo mondo, come indica l&#8217;uso dell&#8217;imperfetto in arabo.</p>
<p>Ritorna poi l&#8217;espressione <strong>Te ( </strong><em>iyy</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â-ka nasta&#8217;în)</em></span><strong> </strong>perché la preghiera è un dialogo e non un monologo qualunque. Da notare anche la persona dei verbi usati è noi (<em>na) </em>e non io , che indica la dimensione comunitaria e cosmica dell&#8217;adorazione, la mia adorazione è adorazione anche per gli altri e in essa conta il come del mio essere con gli altri. Il noi, infatti, ci ricorda i profondi legami tra fede e amore verso l&#8217;altro e l&#8217;obbligo per compierla di essere compassionevoli e giusti. Non c&#8217;è vera adorazione da parte di colui che spezza i legami con i fratelli e le sorelle o male agisce verso di loro.. E&#8217; detto in un hadith profetico “La mano di Allah è con l&#8217;insieme concorde (<em>al-jam</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â</em></span><em>&#8216;a</em>)”</p>
<p>Poi&#8230; poi chiediamo aiuto (<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>nasta&#8217;în) </em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e in queste parole c&#8217;è il riconoscimento di quello che siamo, esseri limitati e bisognosi, come dice la sura al-Balad: “</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>Laqad Khalaqnā Al-&#8217;Insāna Fī Kabad”</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> e atto di fiducia nella grandezza della Sua misericordia. Non cè vergogna nel chiedere aiuto a Lui, come invece ci può essere verso gli esseri umani, perchè Egli è il Generoso e datore di ogni bene&#8230; Colui che secondo un hadith </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>qudsyy</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> ha detto : “ </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>Io sono come pensa il mio servo di Me, e sono con lui quando Mi ricorda. Se Mi ricorda nella sua anima, lo ricordo nella Mia Anima; E se Mi ricorda in pubblico, lo ricordo davanti ad un pubblico migliore, e se si avvicina a Me una spanna, Mi avvicino a lui di un abbraccio; E se si avvicina a Me di un braccio, allora Mi avvicino a lui un Baa’ [quanto possa essere lontano la mano dal proprio corpo], e se viene a Me camminando, io verrò a lui correndo ”.</em></span></p>
<p> Patrizia Khadija Dal Monte</p>
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		<title>Offerta x Hajj 1431h / 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 17:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Chiama le genti al pellegrinaggio: verranno a te a piedi e con cammelli slanciati, da ogni remota contrada, 28. per partecipare ai benefici che sono stati loro concessi; ed invocare il Nome di Allah nei giorni stabiliti&#8230;&#8221; (Corano XXII, 27/28)

Disse il Profeta (pbsl)  che chi è nelle condizioni di assolvere al Hajj e non lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>&#8220;Chiama le genti al pellegrinaggio: verranno a te a piedi e con cammelli slanciati, da ogni remota contrada, 28. per partecipare ai benefici che sono stati loro concessi; ed invocare il Nome di Allah nei giorni stabiliti&#8230;&#8221; (Corano XXII, 27/28)</h2>
<p><a href="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Hajj-1430.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3717" title="Hajj 1430" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Hajj-1430-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em><strong>Disse il Profeta (pbsl)  che chi è nelle condizioni di assolvere al Hajj e non lo fa, e muore senza averlo assolto, muore come fosse uno appartenente alla gente del Libro</strong></em>.</p>
<p>Cari fratelli e sorelle</p>
<p>Siamo in condizione di offrire ai musulmani e musulmane in Italia un ottimo servizio per  hajj:</p>
<p>Partenze dai primi di novembre (ritorno fine novembre)</p>
<p>Durata 20/22 gg</p>
<p>La quota di partecipazione comprende:</p>
<p>Viaggio aereo  a/r (diretto) Roma –Medina</p>
<p>Trasporti interni: Medina-Mecca; Mecca-Mina; Mina-Arafah; Arafah-Muzdalifa; Muzdalifa-Mina; Mina-Mecca; Mecca – Jeddah (aeroporto)</p>
<p>Sistemazione alberghiera a Medina</p>
<p>Sistemazione alberghiera a MeccaTenda attrezzata a Mina</p>
<p>Tenda a Arafah</p>
<p>Ristorazione a Medina, Mina, Arafah</p>
<p>Tasse hajj - Assistenza rilascio visto - Assistenza religiosa</p>
<p>(Per gruppi di 50 persone è possibile concordare il trasporto da città di residenza ad aeroporto e ritorno )</p>
<p>Costo 3.300 euro</p>
<p>Info: <strong><a href="mailto:hajjmabrur.it@gmail.com">hajjmabrur.it@gmail.com</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Agenzia Nurtour - Cell. 348.2749297</strong></p>
<p><strong>
<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/hajj-1431h-2010/salah-alla-kaba/' title='Salah alla Ka&#039;ba'><img width="150" height="150" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Salah-alla-Kaba-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Salah alla Ka&#039;ba" /></a>
<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/hajj-1431h-2010/hajj-1430/' title='Hajj 1430'><img width="150" height="150" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Hajj-1430-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Hajj 1430" /></a>
<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/hajj-1431h-2010/masjid-qiblatein/' title='Masjid qiblatein'><img width="150" height="150" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Masjid-qiblatein-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Medina, masjid al Qiblatein" title="Masjid qiblatein" /></a>
<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/hajj-1431h-2010/medina-kubba-akdar/' title='Medina kubba akdar'><img width="150" height="150" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Medina-kubba-akdar-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="Medina kubba akdar" /></a>
<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/hajj-1431h-2010/quba/' title='Quba'><img width="150" height="150" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Quba-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Masjid Quba" title="Quba" /></a>
<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/hajj-1431h-2010/tra-mina-e-jamarat-2/' title='tra Mina e jamarat'><img width="150" height="150" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/tra-Mina-e-jamarat1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="tra Mina e jamarat" /></a>
<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/hajj-1431h-2010/salah-a-muzdalifa/' title='salah a Muzdalifa'><img width="150" height="150" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/salah-a-Muzdalifa-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Salah a Muzdalifa" title="salah a Muzdalifa" /></a>
</p>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La malapianta dell&#8217;islamofobia&#8230; una ferma e civile risposta</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3707</guid>
		<description><![CDATA[

Sull n. 12 di LM MAGAZINE (20 agosto 2010, supplemento al n. 56 di www.lucidamente.com - Rivista mensile di cultura ed etica civile pubblicata da inEdition editrice – www.inedition.it – e diretta da Rino Tripodi) è stato pubblicato il brano che segue al quale mi è sembrato giusto rispondere anche in relazione all’atmosfera che si respira in Italia.  Ho inviato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><br />
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<div><span style="font-size: small;">Sull n. 12 di LM MAGAZINE (20 agosto 2010, supplemento al n. 56 </span><span style="font-size: small;">di </span><a title="blocked::http://www.lucidamente.com/" href="http://www.lucidamente.com/" target="_blank"><span style="font-size: small;">www.lucidamente.com</span></a><span style="font-size: small;"> <em>- Rivista mensile di cultura ed etica civile</em> </span><span style="font-size: small;">pubblicata da inEdition editrice – </span><a title="blocked::http://www.inedition.it/" href="http://www.inedition.it/" target="_blank"><span style="font-size: small;">www.inedition.it</span></a><span style="font-size: small;"> – e diretta da <em>Rino Tripodi</em>) </span><span style="font-size: small;">è stato pubblicato il brano che segue al quale mi è sembrato giusto rispondere anche in relazione all’atmosfera che si respira in Italia.  Ho inviato la risposta alla rivista in questione.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Renata Rusca Zargar</span></div>
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<div><strong>RAMADAN E IPOCRISIA</strong> <em>– </em><span style="color: #0000ff;"><em>Da pochi giorni è iniziato il Ramadan. Molte amministrazioni locali italiane, le stesse che quando si tratta di feste cattoliche se ne stanno rigorosamente zitte, hanno fatto gli auguri ai figli di Allah. Il Ramadan, giova ricordarlo, è quella pratica che obbliga i praticanti musulmani ad astenersi dall’alba al tramonto dal mangiare, dal bere, dal fumare, e dal praticare attività sessuali. In molti paesi islamici, e questa la dice lunga sul concetto di libertà vigente nell’islam, chi trasgredisce è accusato di empietà massima e conseguentemente sanzionato penalmente. A parte che non è chiaro che c’entra il fumare con il “vademecum” del buon islamico, quello che si ignora, è che appena il sole tramonta, i fedeli della mezza luna riprendono tout court le </em></span><span style="color: #000080;"><em>“attività” dismesse. I buongustai a gozzovigliarsi senza limiti e i “focosi” a copularsi le quattro mogli (chi se le può permettere) troppo a lungo (dalla mattina alla sera) trascurate. Se qualche pratica analoga venisse contemplata anche dalla religione cattolica, i soliti laicisti (leggasi anche coloro che vedono di buon occhio tutte le religioni fuorché quella cristiana) l’accuserebbero di ipocrisia e “ridicolaggine”. Ma dal momento in cui è praticata dai discendenti del poligamo (e seduttore di minorenni) Maometto, tanto di cappello e auguri assicurati. (Gianni Toffali – Verona)</em></span></div>
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<div><span style="color: #ff0000; font-size: small;">Gentile redazione di “Lucidamente”,</span></div>
<div><span style="font-size: small;">mi sono stupita molto che abbiate pubblicato ne “I pareri dei lettori” il brano “Ramadan e ipocrisia” così fortemente offensivo e razzista. Non metto certamente in dubbio che ognuno possa esprimere la propria opinione, ma sicuramente può farlo su soggetti che conosce, altrimenti è solo una dimostrazione di insulsa stupidità. Chi mai farebbe, ad esempio, la critica letteraria di un autore che non ha mai letto? Ma oggi, in Italia, si può dire (e fare) qualsiasi cosa, purché sia contro i musulmani, per dimostrare quanto siano inferiori alla bella e santa civiltà “occidentale” (non si è già fatto così con gli ebrei?).</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Io, ovviamente, sono musulmana e per diventarlo ho anche studiato, oltre che essere stata spinta dall’amore. Naturalmente, sto praticando il Ramadan (come da molti anni, ancor prima di diventare musulmana per fare compagnia a mio marito che era solo a digiunare, lontano dal suo paese e dai suoi cari) e cerco, come d’obbligo, di riflettere sui miei peccati, le mie mancanze, le mie debolezze, nella speranza che Dio mi perdoni e che aiuti, magari anche per mezzo del mio sacrificio, le persone che più amo. Provando la fame e la sete, sono più vicina, inoltre, a quanti la fame e la sete la soffrono tutto l’anno, molti schiacciati da potenti e dittatori sostenuti da questa bella civiltà! Posso garantire, però, ai lettori, che chi fa davvero il Ramadan e di giorno deve lavorare, non ha certo la forza di divertirsi e gozzovigliare la notte. Anzi, dopo il pasto, perde completamente le forze e deve anche pregare. Per quanto riguarda il fumo, un buon musulmano, in realtà, non dovrebbe mai fumare perché è un vizio che danneggia il suo corpo e la sua salute, anche se l’esplicita proibizione non esiste perché al tempo del Profeta non si fumava.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Quello che mi ha colpito di più, nelle parole della lettera, è il dileggio per la fede altrui. La fede viene dal cervello ma soprattutto dal cuore: chi crede imposta la sua vita sul sentimento che ci sia qualcosa che vada oltre un’esistenza che non può essere solo quella di marionette assetate di potere e denaro, disperse alla fine nel nulla. Noi non sappiamo se davvero ci sia qualcosa oltre la morte, ma il miracolo della fede ci aiuta a lasciare qualcosa di buono in questo mondo per renderlo migliore. Poi, saremo premiati nell’al di là, se esiste, e se non ci sarà nulla, il premio sarà quello di ogni giorno che viene dalla felicità dell’aver sparso semi di amore e non di odio, di incontro e non di scontro, di voglia di conoscere e non di rifiuto. Noi siamo tutto questo: “l’eredità di affetti” di cui parlava Foscolo. Disprezzare la fede degli altri è colpirli al cuore, è esporli alla denigrazione e all’umiliazione. Mi viene in mente quando i nazisti e i fascisti dei campi di concentramento facevano prima di tutto spogliare le persone pubblicamente, per annullarle, per distruggere la loro dignità.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">E poi perché insultare il credo altrui, il Profeta nella cui parola crede più di un miliardo di persone? In nome di cosa? Di Gesù? Mai Gesù avrebbe umiliato qualcuno!</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Per ultimo mi domando dove viva l’attento lettore. Le autorità non fanno gli auguri per Natale e Pasqua? Qui a Savona lo fanno sicuramente e anche a livello nazionale, mi risulta. Persino, mi sembra, che ormai siano diventati tutti baciapile (anche i vecchi comunisti mangiatori di bambini) per fare felice un elettorato di atei che sbandiera crocifissi ad ogni piè sospinto!</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Come ho già scritto molte volte, sarebbe davvero auspicabile per noi musulmani vivere in un paese davvero cristiano, rispettoso di Cristo, del Crocifisso e del suo messaggio.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">In tale paese, prima di tutto, non ci sarebbe neppure un razzista!</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Prof.ssa Renata Rusca Zargar</span></div>
<p><span style="font-size: small;">Coautrice insieme a Zahoor Ahmad Zargar dei libri:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">L’ISLAM POSSIBILE IN ITALIA, Bastogi, 2005</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">PAURA DELL’ISLAM, Caravaggio, 2008</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.libreriaislamica.it/prodotto.asp?pid=264&amp;lang=it">http://www.libreriaislamica.it/prodotto.asp?pid=264&amp;lang=it</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><br />
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