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	<title>Islam-online</title>
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	<description>Rivista islamica</description>
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		<title>Interiorizzare il tawhid</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 06:28:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Khawtar Lucia Rallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a poco tempo fa credevo che tawhid significasse semplicemente “monoteismo”, credere in un Dio Unico e non associare a Dio alcunché, scelsi l’Islam all’incirca sette anni fa proprio perché ai miei occhi apparve chiaramente come il puro monoteismo, la vera religione agli occhi di Dio. Durante i miei studi però mi sono imbattuta in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fino a poco tempo fa credevo che tawhid significasse semplicemente “monoteismo”, credere in un Dio Unico e non associare a Dio alcunché, scelsi l’Islam all’incirca sette anni fa proprio perché ai miei occhi apparve chiaramente come il puro monoteismo, la vera religione agli occhi di Dio. Durante i miei studi però mi sono imbattuta in alcune considerazioni sulle quali non mi ero mai soffermata e che hanno cambiato il mio modo di vivere il tawhid, la fede nel Dio Unico. Tawhid infatti non vuol dire soltanto credere in un Dio Unico, in arabo appunto Allah, qualsiasi musulmano sulla terra, praticante o non, può affermare facilmente di credere in un solo Dio, ovvero in LA ILAHA ILLA ALLAH, che non vi è Dio all’infuori di Dio (Allah). Ma ho scoperto che far proprio il tawhid, interiorizzarlo, comporta un percorso ed un lavoro interiore che vanno di gran lunga al di là del semplice credere in un Solo Dio , e che puo’ durare tutta una vita. Ho cioè capito che nel pronunciare LA ILAHA ILLA ALLAH non mi rendevo conto del reale immenso peso che quelle parole avevano nella mia vita&#8230;<br />
Non sapevo infatti che credere nel tawhid significasse liberare il proprio cuore da tutto ciò che è altro da Lui. Non si tratta solo di non credere in altri idoli (che Allah ce ne protegga). Significa che tante sono le cose in questa vita terrena, in questo DUNYA, che possono diventare dei veri e propri “idoli” con i quali riempiamo il nostro cuore, sino a che non vi è piu’ spazio per Dio. Lo Shirk dunque, ovvero l’idolatria, non consiste soltanto nel credere in idoli diversi da Dio, ma nel rendere assoluto tutto ciò che non è Allah, Subhana wa Taala e che non Lo compiaccia. Per alcuni il proprio “idolo” può essere il denaro, il benessere economico, per altri la bellezza, la carriera, o persino il cibo. Se però l’attaccamento alle “cose” è facilmente  tangibile e riscontrabile, può esserlo meno l’attaccamento alle persone. A volte, infatti, le persone che più amiamo possono prendere così tanto posto del nostro cuore da occupare  il posto che spetta solamente ad Allah. Spesso, anche inconsciamente, diveniamo morbosamente attaccati ai nostri genitori, o a nostro marito, o ai nostri amici, o ai nostri figli. Non è il fatto di amare che è sbagliato ma il modo in cui amiamo: diventiamo così dipendenti dalle persone, dal loro amore, o dall’amore che nutriamo per loro, fino al punto che nel nostro cuore non vi è più posto per Dio, Lo dimentichiamo. Questo rischio c&#8217;è in ogni amore: l’amore per i nostri figli o per nostro marito o per i nostri amici o ancora diventiamo dipendenti dall’opinione che gli altri hanno di noi.Il nostro cuore si riempe così spesso di falsi bisogni che tolgono il posto che spetta solo a Lui. Quando ad esempio ci adiriamo dinanzi a qualcosa che non ci piace o che non va come noi vorremmo che vada, anziché controllare la nostra ira e i nostri sentimenti negativi secondo la volonta’ di Allah l’Altissimo e secondo l’esempio del nostro amato Profeta Muhammad (su di lui la pace e le benedizioni divine), diamo la priorita’ al nostro ego.  Si legge nel Sacro Corano:<br />
“Il Giorno in cui non gioveranno né ricchezze, né progenie, eccetto per colui che verrà ad Allah con cuore puro” (bi qalbin salim letteralmente “con un cuore sano”. (Corano 26:88-89)</p>
<p>Allah Subhana wa Taala cita “ricchezza e progenie” poiche’ all’epoca del Profeta Muhammad, su di lui la pace e le benedizioni divine, contraddistinguevano una posizione sociale di rilievo e di potere. Allah, invece, nella sua infinita saggezza, rompe questo stereotipo e questa ingiustizia sociale: ciò che più conta agli occhi di Dio non è né la ricchezza né lo status sociale, né quanti figli si hanno,  né il proprio lavoro, ma è l’avere un cuore puro.<br />
Come purificare allora questo cuore dai falsi bisogni, da falsi attaccamenti e riorientare la nostra vita, il nostro amore per i cari e per il prossimo, questo DUNYA, a Dio? Come possiamo amare in modo sano, in virtù del nostro amore per Dio? Il “bagno” per pulire il nostro cuore è l’istighfar, ovvero chiedere spesso ed ogni giorno perdono a Dio per i nostri peccati. Dobbiamo esser infatti coscienti che la porta del perdono e del ritorno a Dio è e sarà sempre aperta e che i nostri peccati non saranno mai più grandi della Misericordia di Allah l’Altissimo. Ma oltre a “pulire” il nostro cuore è essenziale nutrirlo. Nutriamo i nostri corpi, a volte anche esageratamente, e lasciamo invece i nostri cuori morir di fame. Il “cibo” del nostro cuore è in primo luogo la Salah, ovvero le cinque preghiere rituali, che sono un’immensa Misericodia Divina poiché ci aiutano a rifocalizzare quotidianamente la nostra attenzione sull&#8217;essenziale e che ci rende davvero liberi: Allah Subhana wa Taala. E’ il nostro legame con Dio, senza il quale ci perderemmo nei meandri di una vita materiale senza senso e senza logica. Lo strumento essenziale però per focalizzare la nostra attenzione e il nostro cuore sul Dio Unico durante le nostre cinque preghiere quotidiane e durante le nostre attività quotidiane è il dhikr, il ricordo di Dio. Il Profeta Muhammad, su di lui la pace e le benedizioni divine, ricordava costantemente Dio, egli infatti aveva una preghiera (dua’) per ogni sua azione, era un servo di Dio che esprimeva costantemente la sua gratitudine (Shukr) ad Allah. Uno dei migliori modi per ricordarLo è la lettura del Sacro Corano, che apre immense “porte” per avvicinarci a Lui&#8230;l’Altissimo. E’ infine fondamentale per qualsiasi credente conoscere la Sunna del Profeta Muhammad (su di lui la pace e le benedizioni divine) e seguire il suo esempio di vita, il suo carattere, il suo modo di vivere, fatto di misericordia, d’amore, di semplicità, d’umiltà e di pace interiore.<br />
Che Allah conceda a tutti noi, attraverso il tawhid, d’arrivare un giorno a Lui con un cuore sano e puro,<br />
Wallahu Aalam,<br />
Lucia Kawthar</p>
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		<title>Crisi della coscienza islamica contemporanea</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 06:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;Asia alle Americhe, attraverso il Medio Oriente, l&#8217;Africa e l&#8217;Europa, c&#8217;è un dato che si impone immediatamente  alla mente dell&#8217;osservatore e del ricercatore: la coscienza islamica contemporanea è attraversata da  una profonda crisi. Come essere un musulmano oggi? Come essere fedele ai propri principi, pur rimanendo aperto al mondo? I musulmani hanno i mezzi per gestire la loro diversità e superare le molteplici divisioni che li attanagliano? Cosa possiamo aspettarci nelle società a maggioranza musulmana in termini di nuovi modelli di sviluppo, progetti educativi,  giustizia sociale e alternativa economica? Quali contributi originali la millenaria civiltà islamica può portare in seno al concerto delle civiltà e delle culture? Ovunque le musulmane e e i musulmani, gli individui come le società, si pongono queste domande assillanti. La crisi dura da  lungo tempo e le risposte tardano ad arrivare: la luce alla fine del tunnel sembra ancora essere un parto della fantasia. </p>
<p>L&#8217;essenza del messaggio spirituale, religioso e  filosofico dell&#8217;Islam è al tempo stesso chiaro ed esigente. L&#8217;essere umano è un essere libero che deve assumere con responsabilità questa libertà,  cercando spiritualmente e intellettualmente la pace (as-salam). L&#8217;Islam è una ricerca di pace: la pace del cuore e la pace sociale, la pace tra i cittadini e la pace tra le nazioni. In ciò il suo messaggio  è molto esigente e ci invita a non trascurare alcuna condizione della pace e a tenere costantemente presente l&#8217;ordine e la priorità delle finalità. Se l&#8217;obiettivo finale è quello di rispondere al Creatore e di amarLo, se la speranza fondamentale oltrepassa  l&#8217;orizzonte della vita di quaggiù, resta vero che il rispetto della vita di questo mondo (&#8220;Non dimenticare la tua parte [di bene e felicità] nella vita di questo mondo&#8221;), il sapere ( un messaggio &#8220;per coloro che sono dotati di intelligenza&#8221;), la dignità (&#8221; abbiamo concesso la dignità agli esseri umani &#8220;), la libertà (&#8220;non c&#8217;è costrizione nella religione &#8220;) e la giustizia (&#8221; Dio ha ordinato la giustizia e l&#8217;eccellenza &#8220;) sono valori e principi che costituiscono degli  obiettivi da realizzare qui e ora. Le finalità sono chiare e chiamano i credenti con il loro cuore, la loro intelligenza e il loro essere, a partecipare a questo jihad dell&#8217;umanità, della dignità e della coscienza: liberi, è però richiesto loro di impegnarsi ad agire con tutta l&#8217;intensità della loro fede, e di riformare il loro essere e il mondo. La speranza nell&#8217;Unico richiede che  non perdano mai speranza tra gli uomini.  </p>
<p>I segni più evidenti, e  più gravi della crisi della coscienza islamica contemporanea attingono ad un duplice fenomeno generale,  che si esprime  nel capovolgimento dei mezzi e fini, nonché nell&#8217;inversione dell&#8217;ordine tra essenziale e secondario. Questa inversione e capovolgimento riassume in sé i contorni della crisi in quasi tutti i settori dell&#8217;attività umana, e anche più  a monte, nel messaggio spirituale dell&#8217;Islam stesso. I credenti sono invitati a vivere  nutriti dalla presenza dell&#8217;Unico,  agendo secondo coscienza &#8220;come se Lo vedessero&#8221;, ma ecco che alcuni agiscono sì in Suo nome ma poi dimenticano questa finalità e finiscono per essere ossessionati dalle proprie azioni, dalle proprie organizzazioni, i movimenti, cioè in ultima analisi dal potere e dal denaro. I mezzi cioè sono diventati il fine e così l&#8217;essenza dell&#8217;edificazione spirituale dell&#8217;azione è andato perduto: come colui che (nella preghiera) fissa esclusivamente  la sua attenzione sui gesti rituali del corpo, trascurando l&#8217;elevazione del suo cuore. Di fronte a questa realtà, alcuni hanno cercato negli  insegnamenti spirituali, o nei circoli mistici, i mezzi per resistere a queste derive. Alcuni vi hanno trovato un vero equilibrio, ma in altri si palesano eccessi inquietanti. Mentre la spiritualità dovrebbe contribuire a cambiare la vita, eccoli vivere le loro esperienze spirituali accanto a loro vita, che viene influenzata  davvero poco dagli insegnamenti  spirituali ed etici. Altri ancora decidono di consegnare quasi interamente il loro cuore e il loro essere a guide e maestri che idealizzano, infantilizzandosi  pericolosamente, mentre  il fine ultimo del messaggio islamico è quello di formare esseri liberi, responsabili e autonomi nel loro rapporto con Dio e con gli uomini. Ecco giungere i tempi pericolosi di una spiritualità musulmana un po&#8217; pervertita che partorisce degli esseri  potenzialmente schizofrenici e / o gravemente assistiti. L&#8217;educazione dei cuori che dovrebbe  ricordare agli esseri umani le finalità della loro esistenza finisce per trascurare l&#8217;insegnamento fondamentale. L&#8217;esilio spirituale è un mezzo il cui obiettivo finale è  la riconciliazione dell&#8217;essere con il cuore, nell&#8217;umiltà e nella pace. Esiliarsi per esiliarsi può essere  un inganno dell&#8217;io che dovrebbe essere controllato e che invece, subdolamente, trionfa nuovamente. E&#8217; un&#8217;inversione perniciosa. </p>
<p>E&#8217; questa stessa inversione che riemerge studiando la questione delle regole islamiche (lecito e illecito,  halal e haram) nel mondo contemporaneo. Che si tratti della pratica privata che delle norme sociali, cioè le legislazioni applicate, ci si trova davanti allo stesso fenomeno: un&#8217;ipertrofia della norma che limita, proibisce ed accusa nell&#8217;oblio degli obiettivi superiori, per la realizzazione dei quali prima di tutto  queste regole e leggi sono state stabilite. Anche al di là delle correnti più letteraliste, si percepisce questo riflesso  in molti giuristi (fuqaha) e semplici fedeli, si confonde cioè il rispetto di una norma &#8211; prescindendo dal contesto e dagli obiettivi &#8211; con la fedeltà alla sua finalità . La regola dovrebbe essere un mezzo ed ecco che si trasforma nel fine stesso. Certo si deve dire e ripetere che  regole chiare e immutabili (pratiche, doveri, interdetti) esistono e devono essere rispettate. Va però aggiunto che determinate prescrizioni richiedono la comprensione del contesto, se vogliamo rimanere fedeli alla loro ragion d&#8217;essere. Questioni fondamentali sono così trascurate: la sovradeterminazione delle norme permette di legittimare degli atteggiamenti, leciti legalmente, ma non conformi all&#8217;etica islamica in materia di comportamento. Il trattamento degli animali è un esempio tra gli altri: la focalizzazione sul carattere lecito della carne macellata secondo le rigide regole islamiche porta a trascurare e a non mettere in discussione l&#8217;inaccettabile trattamento degli animali durante la loro vita (anche in ambito musulmano). Esempi di questo tipo sono innumerevoli: il carattere lecito della regola non offre immancabilmente la garanzia del fondamento etico del comportamento. Questo è vero nel campo della giustizia sociale, delle relazioni di genere, il razzismo, il pluralismo, ecc. L&#8217;ossessione della regola finisce per trasformarla in finalità e non più in semplice mezzo, invertendo  le priorità: l&#8217; essenziale così  è dimenticato e perduto. Il Messaggero (su di lui la preghiera e la pace divine) aveva pertanto fatto capire chiaramente il senso della missione, per mezzo delle regole e al di là di esse: &#8220;Sono stato inviato per perfezionare (portare a compimento)  i buoni comportamenti [i comportamenti etici].&#8221; Una  regola riceve il suo valore dalla finalità che la informa: pregare senza ricordarsi dell&#8217;Unico non è più pregare.<br />
La crisi è profonda e necessita di un risveglio, un rinnovamento,  una rivoluzione – in senso letterale &#8211; del pensiero. Ciò che rivelano queste confusioni e queste inversioni attiene, a monte, ad uno stato d&#8217;animo, ad una psicologia collettiva, che per generazioni ha integrato – fino a farne  una seconda natura &#8211; l&#8217; idea del dominato che deve proteggersi attraverso delle regole, prescrizioni, divieti, fino al punto di distorcere il significato stesso degli insegnamenti islamici. Plasmata da questo psicologia del dominato sulla difensiva, la norma è effettivamente  pensata come obiettivo in se stessa, un limite, un quadro da affermare per prevenire la perdita di sé, l&#8217;alienazione, e cioè la dissoluzione. Questo atteggiamento, naturale come primo riflesso di sopravvivenza, non può non produrre però una crisi di fiducia e di senso se ci si rinchiude in esso. Come possiamo constatare oggi.<br />
 Stiamo assistendo alla fine di un ciclo, come la storia della civiltà islamica ha conosciuto in molti altri momenti. Altri studiosi e pensatori, nuove generazioni, stanno per emergere e compiranno la riforma fondamentale, persone che leggono i Testi sacri e l&#8217;universo in modo rinnovato, fedele e coraggioso. Donne e uomini che recano il progetto di una riforma delle coscienze, che resistono alla disumanizzazione del loro essere spirituale, che rifiutano il mondo così com&#8217;è, e si impegnano a  riformare i cuori e le società, non per adattarsi a quello che sono diventati nel loro disagio e nelle loro erranze, ma per trasformarli e condurli a quello che dovrebbero essere, nella libertà, nella dignità e nella pace.</p>
<p>Tariq Ramadan<br />
Martedì 2 Aprile 2013</p>
<p>Traduzione Patrizia Khadija Dal Monte</p>
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		<title>III CONVEGNO &#8220;Nuovi musulmani&#8221; 10-12 maggio</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 17:07:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Aicha</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[convegno islam]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[musulmani italiani]]></category>

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		<description><![CDATA[10-12 maggio a Torre Marina &#8211; Via Fortino di San Francesco 1 54100 MASSA (MS) Lode ad Allah, col Suo permesso ci ritroveremo per il terzo anno insieme. AbdelFattah, Usama, Sameh, Mahmoud Najib e Amina stanno preparando il prossimo convegno che aspettiamo con memoria felice delle precedenti edizioni. 3 giorni di fratellanza e tanto islam, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2013/04/iii-convegno-nuovi-musulmani-10-12-maggio/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/foooto.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="III CONVEGNO &#8220;Nuovi musulmani&#8221; 10-12 maggio" title="III CONVEGNO &#8220;Nuovi musulmani&#8221; 10-12 maggio"/></a>
<p>10-12 maggio a Torre Marina &#8211; Via Fortino di San Francesco 1 54100 MASSA (MS) </p>
<p>Lode ad Allah, col Suo permesso ci ritroveremo per il terzo anno insieme.</p>
<p>AbdelFattah, Usama, Sameh, Mahmoud Najib e Amina stanno preparando il prossimo convegno che aspettiamo con memoria felice delle precedenti edizioni.</p>
<p>3 giorni di fratellanza e tanto islam, ore di solidarietà e vera empatia, lezioni interessanti in italiano, anasheed, lettura del Corano, laboratori, salawat in jamaa e dars alle luce dell&#8217;alba.</p>
<p>&#8220;Vivere l’Islam in Italia&#8221; terza edizione del progetto Nuovi Musulmani, un convegno pensato come un ritiro spirituale per Allah SwT, in un luogo rilassante.</p>
<p>&#8220;Come vivere l&#8217;Islam in europa?&#8221; sarà il tema del convegno con i nostri ospiti relatori :<br />
Abdul Wahab Sante Ciccarello e Hamza Roberto Piccardo.</p>
<p>&#8220;L&#8217;universalità dell&#8217;islam&#8221;- &#8221; Al Maqasid e vivere l&#8217;islam in Italia&#8221;<br />
&#8220;Perché la diversità delle fatawe&#8221;</p>
<p>Prenotate subito perché abbiamo necessità di pianificare le sistemazioni e l&#8217;accoglienza al meglio per rendere ogni cosa un ricordo straordinario.</p>
<p>Prezzo per persona 70 Euro in pensione completa dal venerdì pomeriggio alla domenica pomeriggio.</p>
<p>Bambini da 0-3 anni Gratis<br />
Bambini da 3-12 anni non compiuti 48 Euro.</p>
<p>iscrivetevi convegno.islami@gmail.com </p>
<p>tel. 333 3777569 Sameh<br />
     392 9470046 AbdelFattah<br />
     347 2811376  Amina</p>
<p>jazaka Allahu khairan </p>
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		<title>&#8220;Femminismi musulmani. A proposito di Gender Jihad&#8221;</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2013/04/femminismi-musulmani-a-proposito-di-gender-jihad/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 22:21:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[3 e 4 maggio 2013 a Ravenna. Programma delle due giornate seminariali Venerdi 3 maggio 2012 14.30 Saluti e presentazione del convegno: Giovanna Piaia, Assessora alle Politiche e culture di genere del Comune di Ravenna Marisa Iannucci, Presidente LIFE onlus Serena Simoni, Presidente FMP 15.00 I sessione: Femminismi musulmani Modera Maria Paola Patuelli Marisa Iannucci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> 3 e 4 maggio 2013 a Ravenna.</p>
<p><a href="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/life-2012-progr-12.png"><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/life-2012-progr-12-300x180.png" alt="" title="life 2012 progr 1" width="300" height="180" class="aligncenter size-medium wp-image-7445" /></a></p>
<p>Programma delle due giornate seminariali</p>
<p>Venerdi 3 maggio 2012</p>
<p>14.30 Saluti e presentazione del convegno:<br />
Giovanna Piaia, Assessora alle Politiche e culture di genere del Comune di Ravenna<br />
Marisa Iannucci, Presidente LIFE onlus<br />
Serena Simoni, Presidente FMP<br />
15.00 I sessione: Femminismi musulmani<br />
Modera Maria Paola Patuelli<br />
Marisa Iannucci Il Gender Jihad: Storia, testi e interpretazioni del femminismo musulmano<br />
Aysha Al Hajjami Il Corano e le donne: l’esegesi al femminile del testo sacro. Dalla rivelazione al diritto.<br />
Abdennur Prado La costruzione dell’Islam patriarcale nella  storia e il ruolo degli uomini nel femminismo musulmano. Il caso Spagna.<br />
16.40 -17.00 Coffee break<br />
Latifa Bouhsini L&#8217;evoluzione delle tesi del movimento femminista nella difesa della riforma del codice di  statuto personale in Marocco<br />
Dibattito<br />
19.00 Cena a buffet a cura del Catering Solidale di LIFE onlus<br />
19.45 Proiezione documentario</p>
<p>Sabato 4 maggio 2012<br />
Ore 9.30 II sessione: Tavola rotonda Femminismi a confronto.<br />
Modera Marisa Iannucci<br />
Dialogano con i relatori:<br />
Maria Luisa Boccia Filosofa della politica, femminista.<br />
Renata Bedendo Teologa, Consiglio di presidenza CTI (Coordinamento Teologhe Italiane).<br />
Dibattito<br />
Chiusura dei lavori ore 13.00</p>
<p>N.B. La partecipazione al convegno, di cui viene allegato il programma, è totalmente gratuita. E’ gradita l’iscrizione viamail a info@lifeonlus.org oppure al numero 327 6656310 allo scopo di predisporre il materiale, e per tutte le altre esigenze organizzative.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>GMI 29 marzo-1 aprile campeggio di Aprica (So)</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2013/04/gmi-29-marzo-1-aprile-campeggio-di-aprica-so/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 16:05:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Aicha</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[campeggio]]></category>
		<category><![CDATA[gmi. giovani musulmani italiani]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>

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		<description><![CDATA[Hanno lavorato giorno e notte. Prima organizzato il luogo, le attività, le prenotazioni; poi si sono trovati anche senza le cuoche, e obbligati senza poter neanche discuterne, a dover preparare colazione, pranzo e cena per 150 ragazzi ; e, dulcis in fundo, dopo 4 giorni passati senza quasi dormire hanno dovuto pulire una struttura enorme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno lavorato giorno e notte. Prima organizzato il luogo, le attività, le prenotazioni; poi si sono trovati anche senza le cuoche, e obbligati senza poter neanche discuterne, a dover preparare colazione, pranzo e cena per 150 ragazzi ; e, dulcis in fundo, dopo 4 giorni passati senza quasi dormire hanno dovuto pulire una struttura enorme su cinque piani con saloni, bagni, camerate, cucina immensa, aule di lezioni e salone conferenze.</p>
<p>Non potevo credere che questi ragazzi si sarebbero sacrificati con gioia e tale spirito di abnegazione e di fierezza, a sgobbare così tanto, per dare l’opportunità ad altri loro fratelli e sorelle di trascorrere 4 giorni di vacanza.</p>
<p>Intanto non è mancato un buon contenuto di conferenze e gli interventi appassionati che vedevano le mani alzate dei centinaia ansiosi di intervenire.</p>
<p>Considerazioni e domante intelligenti hanno dimostrato interesse e voglia di capire dei tantissimi.</p>
<p>Abbiamo parlato della &#8220;buona parola&#8221; e del &#8220;creazionismo&#8221;.</p>
<p>Abbiamo parlato dell&#8217;autostima che nasce dalla fierezza di essere musulmani consapevoli di essere stati creati per adorarLo.<br />
Come ci ricorda un hadith qudsiyi:<br />
“Ero un tesoro nascosto. Volli farmi conoscere:<br />
creai allora gli esseri, ed essi per mezzo Mio Mi possono conoscere.”<br />
E cioè : non ho manifestato le creature se non affinché per mezzo loro potessi essere conosciuto: Mi sono quindi rivelato   loro  per mezzo delle forme esteriori dell’adorazione , così che in virtù di tali modalità ‘servitoriali’ potesse manifestarsi la Mia ‘Signoria’ , e quindi la Mia potenza e la Mia sapienza. </p>
<p>Abbiamo riflettuto che la sapienza si possa interpretare come un equivalente dell’ &#8220;adorazione&#8221;, così da richiamare l’attenzione sul fatto che la conoscenza si ottenga anche, o soprattutto per mezzo dell’adorazione.</p>
<p>Abbiamo ricordato molti versetti a rinserrare i nostri ranghi e rinsaldare i nostri cuori :<br />
«Ordina alla tua famiglia la preghiera, e persevera pazientemente nel compierla: Noi non ti chiediamo alcun sostentamento, mentre siamo Noi a sostentarti! E Il risultato appartiene al timor di Dio (taqwâ Allah)» (Cor. XX, 132).</p>
<p>«[Dio è la luce dei cieli e della terra: la Sua luce è come una nicchia, nella quale vi sia una lampada racchiusa in un cristallo; il cristallo è come astro luminoso, che brilla  dell’olio di un albero benedetto, un olivo né orientale né occidentale, un olio che quasi illumina senza che lo tocchi il fuoco. Luce su luce. Dio guida alla Sua Luce chi vuole, e propone parabole agli uomini: e Dio è di ogni cosa Sapiente. (Questo)] in case che Dio ha permesso di innalzare, e nelle quali ha permesso che venisse ricordato il Suo Nome. In queste case al mattino e alla sera cantano la Sua gloria uomini che né commercio né compravendite distraggono dal Ricordo<br />
di Allàh, dall’esecuzione della preghiera, dal dare l’elemosina rituale, e che temono il Giorno in cui i cuori e gli sguardi saranno sconvolti; ciò affinché Dio li compensi per il meglio di quanto operano, e accresca in loro il Suo favore. E Dio concede provvidenza a chi vuole, senza misura» (Cor. XXIV, 35-38).</p>
<p>E ci siamo rammentati la buonissima notizia che:<br />
la ricompensa non starà nel ‘risultato’ dell’opera, talvolta così difficile per le nostre misere capacità, ma nell’adorazione che si mette in atto quando la si compie; affinché ci fosse nuovamente chiaro che essere musulmani significa aver fede, ed anche volontà di impegno in stato di purezza del culto nei confronti di Dio; ed anche umiltà nei confronti del creato e consapevolezza dell&#8217;affidarsi completamente al Creatore.</p>
<p>Quindi puntualissimi in tutti le adhan, puntualissimi a bussare ogni porta delle camere all’alba, svegliando i loro fratelli ed invitandoli alla salat del fajr; irreprensibili nel riempire ogni ora della giornata di lezioni, workshop e varie attività per regalare un evento straordinario, dove l’unico handicap è stato il risotto troppo cotto, ma ripagato da lasagne al forno degne di un ristorante rinomato.</p>
<p>Il direttivo e lo staff si è rimboccato le maniche e sorriso indelebile seppur occhi febbricitanti di stanchezza, non ha smesso di fermarsi dall’alba del venerdì alla sera tarda del lunedì lasciando la struttura in perfette condizioni al suo proprietario che avrà per forza dovuto costatare l’educazione di questi giovani musulmani figli di quegli immigrati, normalmente tanto criticati dall’opinione generale.</p>
<p>Per prima sono rimasta così felicemente stupita dall’impegno, dal metodo e dalle buone intenzioni di questi ventenni di ottime speranze che rilanciano una grandissima fiducia per questa nascente Ummah islamica.</p>
<p>I vari Shuyuk che hanno partecipato alle lezioni sono stati solo una causa sapienziale all’interno di una organizzazione che si è dipanata in modo autorevole tra questi giovani completamente indipendenti e responsabili. Una cura raffinata per ogni parola, per ogni presentazione ed anche per ogni lieve rimprovero quando il rumoreggiare prendeva piede nelle sale, è stata deterrente di un esemplare Adab islamica.</p>
<p>L’ultimo saluto ai partecipanti ed il du&#8217;ha prima della partenza, di un fratello del direttivo nazionale è stato invero una ennesima lezione straordinaria, estemporanea ma ricchissima di passione e amore e forza e incoraggiamento.</p>
<p>“ Dobbiamo essere quella luce di fede, onestà, educazione e gentilezza, che deve illuminare dove camminiamo. Pertanto ogni nostro gesto, ogni nostro passo ed ogni nostra parola debbono essere esempio e punto di riferimento affinché la gente venga a noi e ci chieda, e ci domandi e si senta sicura e magari poi incuriosita e magari poi ci allunghi la mano perché prima di tutto dimostriamo fiducia e serietà e coerenza …. “</p>
<p>Grazie davvero a tutti i ragazzi che hanno speso energie, e soprattutto i loro cuori e le loro notti insonni per averci regalato 4 giorni di fratellanza pura, pulita e generosa, ricordando continuamente il nostro Creatore in ogni modo possibile tra dikr e anasheed, e la fierezza di essere musulmani e ummah.</p>
<p>Allah vi ricompensi e allontani ogni inverosimile pregiudizio sul vostro lavoro fisabilillah che è una ricchezza straordinaria oggi in cotale società.  </p>
<p>Vostra sorella Cinzia Aicha </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Magdi Cristiano lascia la Chiesa: sconcerto all’anagrafe</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 17:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=7410</guid>
		<description><![CDATA[di Abu Yasin Merighi, &#160; Notizia del giorno: “ Magdi Cristiano lascia la Chiesa “…. Difficile commentare la cosa, nella tempesta di pensieri ed emozioni che la notizia suscita in tutti noi… Così, ho provato ad immaginare cosa ne direbbe un notissimo comico genovese… no, no, non Beppe Grillo… Mi sono immaginato la nuova puntata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Abu Yasin Merighi,</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Notizia del giorno: “ Magdi Cristiano lascia la Chiesa “….</p>
<p>Difficile commentare la cosa, nella tempesta di pensieri ed emozioni che la notizia suscita in tutti noi…</p>
<p>Così, ho provato ad immaginare cosa ne direbbe un notissimo comico genovese… no, no, non Beppe Grillo…</p>
<p>Mi sono immaginato la nuova puntata di Ballarò…</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Ciao Giova, come va?</li>
<li>Bene….</li>
<li>Grandi notizie Giova… gran fermento in Vaticano…. Hanno appena fatto il nuovo Papa, Francesco, un Papa straordinario… aahhh… fanno il nuovo Papa e Magdi Allam se ne va, così, disgustato… Sembra.. hai presente quelle porte rotanti dei grandi alberghi, quelle che se non stai attento ci fai dentro un giro e mezzo, che ti ci si impiglia sempre il trolley dentro… Ecco, entra il Papa e Magdi Cristiano se ne va sbattendo la porta … che poi, poverino, essendo rotante come fa??! Mah…<img src="http://sphotos-h.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash3/562154_10200715144618689_1133663935_n.jpg" alt="" /></li>
</ul>
<p>E poi dài, vuoi mettere Magdi Cristiano con Papa Francesco? Sarebbe come se nel Milan arrivasse Messi e per polemica se ne andasse il portiere della Primavera… ma chi ca.. è? Mah..</p>
<p>La cosa fa notizia eehh…</p>
<p>Comunque il problema vero non è mica lì in Vaticano… il problema è all’anagrafe di Roma!!</p>
<p>Fi… si era fatto cambiare il nome, si era fatto stampare il nome Cristiano in caratteri gotici su carta fine… una menata… fi.. ‘sto qua ha una carta d’identità che è un pezzo unico… guarda che se la mettono all’asta puoi tirare su un bel po’ di soldi [ scusa Giova, lo sai che noi genovesi… ].</p>
<p>Un po’ come coi cimeli, sai, di Michael Jackson… che poi, a pensarci bene, Magdi Cristiano è un po’ il Michael Jackson di casa nostra… si è “sbianchettato” per piacere agli italiani, scriveva un sacco di libri…. Tra lui e Vespa, han dato tanto di quel lavoro alla Mondadori.. un libro all’anno…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Però lo capisco dai, ha ragione lui….</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È entrato col botto, battesimo in San Pietro in Mondovisione… copertine di tutti i settimanali.. e poi.. poi più niente.. sì, qualche comparsata in alcune parrocchie di periferia…</p>
<p><img src="http://sphotos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash4/392710_10200715141258605_696384738_n.jpg" alt="" /></p>
<div>Il battesimo, officiante Benedetto XVI, padrino Lupi (CL)</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dai, l’ex-vicedirettore <em>ad</em> <em>pecuniam</em> del Corriere, ma gli vuoi dare almeno un incarico all’Avvenire?!?</p>
<p>Niente, l’han tenuto lì, parcheggiato….</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Comunque Magdi hai fatto bene, se lo meritano, ben gli sta…</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non ti invitano più a “Porta a Porta”? Bene, e tu diventi Testimone di Geova… tié!!</p>
<p>Pensa che bello, dalle minaccie di Al Qaeda ai vaff. dei residenti ai Parioli….</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Amore han suonato, vai a vedere chi è…</li>
<li>Ma saranno i Testimoni, non aprire..</li>
<li>Ma magari è quel’egiziano con gli occhiali, sai quello che andava da Vespa..</li>
<li>No, ancora.. ma viene tutti i sabato mattina… basta….</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Guarda Giova, io non lo so… ma poi scusa… sei venuto via da un paese che è da terzo mondo, con un presidente “nepotista”……………. [ vabbè questa arriva un po’ dopo ], vieni in Italia, prendi la cittadinanza, bene… ti battezzi… poi te ne vai perché il Papa è troppo buono… ma come troppo buono…? Va bene, ma invece di andartene non potevi convincere Condoleeza Rice a farsi suora.. così riequilibravi un po’ le cose….</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Papa predica la povertà, così legittima la crisi….</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Hai ragione Magdino, ma perché non ha rivolto una supplica ai fedeli, una supplica per i politici del nostro paese..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Facci caso Giova, una volta se conoscevi un deputato, un consigliere regionale.. adesso negano tutti..</p>
<ul>
<li>Scusi, lei conosce qualche politico?</li>
<li>No!</li>
<li>Ha dei parenti in politica?</li>
<li>No, no, io no… ho un cugino che conosce un Assessore… ma è sempre stato la pecora nera della famiglia…</li>
<li>Giova, oramai sono come gli appestati… sono come i lebbrosi nel Vangelo…</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Basta parlare di povertà, non fa audience, non ha appeal…</p>
<p>È naturale che a uno così dia fastidio… fi.. quando era al Corriere prendeva una paccata di soldi per scrivere delle cose… delle cose… roba che i miei autori di testi erano andati in depressione, ma davvero, sono andati in analisi e hanno smesso di leggere il giornale per più di 2 anni…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E comunque ha ragione, non si fa così…</p>
<p>Ma lo sai che voleva diventare ebreo… poi Gad Lerner gli ha fatto capire che alla 7 non lo avrebbe preso nemmeno per gli annunci del meteo e allora ha ripiegato…. E ce l’aveva anche quasi fatta…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora se ne va perché il Papa è troppo morbido con i musulmani…. Perché legittima l’Islam…</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>Oh ragazzi, è quest’acqua qua… l’Islam non è mica una roba da dopo lavoro ferroviario..</li>
<li>Questi qui hanno inventato l’uva sultanina… ragazzi…</li>
<li>Non è che se alle galline ci dai da bere lo zibibbo…. poi la volpe non se le mangia….</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>§ § §</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco, io me lo sono immaginato un po’ così, per riderci un po’ sopra..; anche perché di questi tempi, sparare alle ambulanze….</p>
<p>Mentre il comignolo vaticano esalava il suo dolce respiro bianco, i sogni di gloria del nostro eroe da copertina andavano miseramente in fumo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Povero Magdi Cristiano, nessuno ti capisce.. sai tipo quelli che urlano al passaggio delle macchine alla Parigi-Dakar…. [ guarda che citazione che ti ho infilato qui ]…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il pilota non ti sente, lo sponsor se ne sbatte, per la giuria di gara sei una scocciatura…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un po’ come quelli che suonano alla porta mentre dormi al sabato mattina….</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>26 marzo 2013</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://sphotos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-prn1/73760_10200715151778868_2001705090_n.jpg" alt="" /></p>
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		<title>Francesco visto da un musulmano italiano</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2013/03/francesco-visto-da-un-musulmano-italiano/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 20:12:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[INTERVISTA a hpr di www.mediatrice.net (rivista online dei francescani dell&#8217;Immacolata) &#8220;Speranze e interrogativi sul nuovo pontificato nella visione di un dirigente dei Musulmani europei&#8221; D.. Il nuovo Papa viene da quello che si definiva un tempo il “Terzo Mondo”. L&#8217;Islam ha le sue radici e il suo maggiore sviluppo in questa stessa zona. Che cosa cambia dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>INTERVISTA a hpr di <a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.mediatrice.net&amp;h=oAQHVA1S4&amp;s=1" rel="nofollow nofollow" target="_blank">www.mediatrice.net</a> (rivista online dei francescani dell&#8217;Immacolata)</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">&#8220;Speranze e interrogativi sul nuovo pontificato nella visione di un dirigente dei Musulmani europei&#8221;</span><br />
D.. Il nuovo Papa viene da quello che si definiva un tempo il “Terzo Mondo”. L&#8217;Islam ha le sue radici e il suo maggiore sviluppo in questa stessa zona. Che cosa cambia dal punto di vista geo &#8211; strategico? Quale nuove prospettive di collaborazione possono aprirsi?<br />
R.“L&#8217;immagine che i media trasmettono del nuovo Papa è positiva, e questo risponde al loro compito, consistente nell&#8217;acquisire la simpatia dell&#8217;opinione pubblica.<br />
Alcuni gesti che egli ha compiuto, come per esempio il rifiuto di alcuni orpelli tradizionali, come anello piscatorio croce pettorale d&#8217;oro si possono anche inquadrare in questa scelta.<br />
E&#8217; ancora presto per valutare in modo approfondito la figura del nuovo Vescovo di Roma, e sarebbe anche irrispettoso nei suoi riguardi ogni tentativo di sovrapporre a questi gesti, pur certamente sinceri, una interpretazione di ciò che egli vuole essere e di ciò che sarà.<br />
Tuttavia, le affermazioni di Francesco I nei suoi primi discorsi ufficiali possono essere valutate:<br />
D. Vi trovi dei punti di convergenza?<br />
R. “Penso che via molta affinità con la nostra percezione dei valori nel riferimento al dovere di preservare il creato. Nella sura della Giovenca è scritto: “Il tuo Signore disse agli angeli: “Porrò un vicario sulla terra”, che sarà incaricato di mantenere l&#8217;ordine della Creazione e preservarla”; questo vicario di Dio è l&#8217;umanità intera. Un altro elemento di assoluta identità con noi è costituito dal fatto che questa cura deve avvenire con tenerezza, con misericordia, senza violenza e costrizione. Siamo dunque d&#8217;accordo con il Vescovo di Roma sia sul fine, che sul metodo.<br />
Un terzo elemento positivo è che egli abbia voluto immediatamente rivolgersi alle altre comunità religiose cristiane e non cristiane, agli Ebrei ha confermato formalmente il riconoscimento pronunciato dal Concilio in poi, senza nulla aggiungere; invece a noi Musulmani ha rivolto parole molto calorose di amicizia*<br />
E&#8217; interessante però sottolineare una novità molto importante: non sono le religioni che dialogano tra loro, ma sono i fedeli che si parlano in quanto uomini. Questo migliore una comprensione reale e diretta tra gli individui, senza passare per la mediazione delle stesse istituzioni religiose. Spesso infatti queste istituzioni non si sottraggono a logiche di potere ben raramente corrispondenti con gli interessi dei fedeli.<br />
Esistono nel mondo situazioni conflittuali in cui si usa come pretesto l&#8217;elemento religioso, ma il Vescovo di Roma non ha fatto riferimento a nessuna di esse: ciò significa che, malgrado la loro drammaticità, prevalgono le ragioni della convivenza, per cui il dialogo è la norma, ed il conflitto è l&#8217;eccezione.<br />
Ciò rivela da parte di Francesco I una notevole grandezza d&#8217;animo e una onestà intellettuale che gli permettono di avere una visione complessiva della situazione.<br />
Il provenire da un Paese latinoamericano, ma con una forte radice europea fa di Padre Bergoglio l&#8217;uomo più adatto per compire una mediazione con le culture diverse da quella occidentale.<br />
Per tutte queste valutazioni e ragioni, nel nostro messaggio di auguri ci siamo dichiarati solidali e disposti alla collaborazione”.<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>* Saluto poi e ringrazio cordialmente tutti voi, cari amici appartenenti ad altre tradizioni religiose; innanzitutto i Musulmani, che adorano Dio unico, vivente e misericordioso, e lo invocano nella preghiera, e voi tutti. Apprezzo molto la vostra presenza: in essa vedo un segno tangibile della volontà di crescere nella stima reciproca e nella cooperazione per il bene comune dell’umanità (passaggio che si riferisce ai musulmani nel discorso di Francesco).</p>
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		<title>Albenga, le sorelle aprono lo sportello antidiscriminazione</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 11:06:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Albenga. Aprirà il prossimo 25 marzo presso la sede ingauna dell’associazione “Donne e Mamme Musulmane” di via Lungo Centa Croce Bianca, lo sportello anti-discriminazione presso cui sarà possibile segnalare casi più o meno preoccupanti. Lo sportello farà capo all’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e sarà aperto ogni lunedì dalle 17,30 alle 19 (lingue disponibili per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Albenga</strong>. Aprirà il prossimo 25 marzo presso la sede ingauna dell’associazione “Donne e Mamme Musulmane” di via Lungo Centa Croce Bianca, lo sportello anti-discriminazione presso cui sarà possibile segnalare casi più o meno preoccupanti.</p>
<p>Lo sportello farà capo all’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e sarà aperto ogni lunedì dalle 17,30 alle 19 (lingue disponibili per i colloqui: inglese, francese, italiano e arabo).</p>
<p>Una realtà che nasce all’interno della sede di una Onlus poco conosciuta ad Albenga e che sembra quasi vivere in un mondo a sé. L’associazione “Donne e Mamme Musulmane” è nata cinque anni fa e ha tra i suoi scopi diffondere un’immagine “corretta” della donna musulmana, essere un punto di riferimento per le straniere presenti sul territorio, ma anche fare beneficienza e organizzare corsi di lingue. Lara Aisha Bisconzo ne è il presidente e ha preso la parola proprio durante l’inaugurazione della moschea di via Al Piemonte per far  <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">conoscere la realtà che dirige.</span></p>
<div id="google-adw-single"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Lara, albenganese, sposata da 20 anni con Farid Karout, educatore e insegnante di lingue di origine algerina, si è convertita all’Islam 14 anni fa. “Ho letto il Corano e ho semplicemente capito che corrispondeva ai miei pensieri e al mio sentire – racconta – La mia famiglia all’inizio non è stata contenta di questa decisione, ma quello che vorrei far capire è che non è stata un’imposizione. Le donne musulmane non sono personalità sottomesse o annullate: abbiamo interessi e opinioni come tutte le altre. La nostra associazione serve proprio a diffondere un’immagine più obiettiva di ciò che siamo realmente. Siamo mamme, lavoratrici, studiose. E portiamo il velo non perché ci costringano, ma perché fa parte della nostra cultura. I pregiudizi creano discriminazione: ed è ciò che tentiamo di combattere qui”.</span></div>
<div>fonte: www.ivg.it</div>
<div>http://www.ivg.it/2013/03/albenga-lassociazione-donne-musulmane-presenta-lo/</div>
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		<title>Festa di inagurazione della sezione femminile, Presina (Piazzola sul Brenta) 24 marzo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 03:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunità islamica &#8220;La fede&#8221; di Presina (Piazzola sul Brenta), Festa di inaugurazione della sezione femminile, dalle ore 15 alle ore 18, Via Granatorto, n.20. Ospite e relatrice Cinzia Aisha Rodolfi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/205338_153898188108051_549761296_n1.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-7389" title="205338_153898188108051_549761296_n" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/205338_153898188108051_549761296_n1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Comunità islamica &#8220;La fede&#8221; di Presina (Piazzola sul Brenta), Festa di inaugurazione della sezione femminile, dalle ore 15 alle ore 18, Via Granatorto, n.20. Ospite e relatrice Cinzia Aisha Rodolfi.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Fede e sapienza nella vita di una musulmana</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2013/03/fede-e-sapienza-nella-vita-di-una-musulmana/</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 17:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=7371</guid>
		<description><![CDATA[di Adel Jabbar Un uomo merita di passare per saggio quando è alla ricerca della saggezza; è uno sciocco dal momento in cui crede di averla raggiunta”  (proverbio arabo) Si svegliava presto, molto presto, alla prima luce dell’alba di ogni mattina. Iniziava l’abituale rito delle abluzioni prima di ogni preghiera: si lavano le mani, si sciacqua la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER">di <strong>Adel Jabbar</strong></p>
<h6><em style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong><span style="font-size: x-small;">Un uomo merita di passare per saggio quando è alla ricerca della saggezza; </span></strong></em><em style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong><span style="font-size: x-small;">è uno sciocco dal momento in cui crede di averla raggiunta”  (proverbio arabo)</span></strong></em></h6>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Si svegliava presto, molto presto, alla prima luce dell’alba di ogni mattina. Iniziava l’abituale rito delle abluzioni prima di ogni preghiera: si lavano le mani, si sciacqua la bocca e si puliscono i denti, si soffia il naso dopo avervi introdotto un poco d’acqua, si lava il viso, si lavano gli avambracci, vengono passati i capelli con le mani bagnate, si lavano le orecchie, e infine si puliscono anche i piedi. E’ un atto di purificazione del corpo che viene accompagnato dall’altro atto, quello di liberare la mente di ogni pensiero per prepararsi ad una totale concentrazione durante la preghiera e al cospetto di Iddio.</span></p>
<p>Dopo avere terminato l’abluzione si incamminava verso un angolo della casa in direzione sud ovest, rivolgendosi verso la Mecca, il primo dei tre luoghi sacri della fede islamica<sup><a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"></a><sup>1</sup></sup>, sita nell’odierna Arabia Saudita. Stendeva il suo tappeto della preghiera e rimaneva eretta in piedi gettando lo sguardo verso il cielo e quindi inchinava la testa verso il basso guardando la terra. In seguito cominciava a muovere il corpo praticando una serie di flessioni. Durante questi atti continuava a recitare versi coranici. Infine mia nonna rimaneva seduta sul suo tappeto e rivolgeva la testa verso il lato destro cercando ai allungare lo sguardo verso l’indietro, per poi fare lo stesso movimento verso il lato opposto.</p>
<p>Questa pratica ha accompagnato alcuni periodi della mia infanzia. Una pratica che mi incuriosiva e mi faceva pensare; specialmente la recitazione destava in me un particolare interesse, anche se a volte mi risultava poco comprensibile, sia perché la voce era molto bassa, sia perché i contenuti risultavano oltremodo misteriosi.</p>
<p>Dall’adolescenza ho cominciato ad interrogarmi sui fatti che accadevano intorno a me e quindi cercavo delle risposte alle tante domande che ingombravano la mente. Fra i tanti quesiti c’era proprio quello riguardante la pratica della preghiera della Nonna, soprattutto in relazione ai gesti: lo sguardo verso il cielo, lo sguardo verso la terra e il voltare la testaall’indietro nelle due direzioni, destra e manca. Chiesi alla nonna il senso profondo della preghiera e il significato dei suoi gesti. La nonna ripose che la preghiera è l’atto centrale della fede, rivolgersi a Dio cinque volte al giorno: all’alba, a mezzogiorno, nel pomeriggio, al tramonto e alla sera. Momenti che coincidono con altrettanti stati dell’evoluzione della luce: il primo chiarore dell’alba, la luminosità che invade lo spazio di mezzogiorno, la luce calante pomeridiana, il crepuscolo del tramonto e infine l’oscurità della sera. Sono stadi della luce che eternamente e per ogni giorni si ripetono, con la stessa regolarità. I fedeli nell’osservare questa luce si rendono consapevoli della sua infinità e della eterna permanenza e nello stesso tempo scorgono la provvisorietà e temporaneità della propria vita. Quindi, in merito ai gesti, la nonna aggiunse: “Gli sguardi rivolti al cielo, alla terra, ai lati evocano l’enormità dello spazio circostante, la varietà , la quantità dei soggetti e delle cose viventi che ci coabitano”. L’insegnamento della preghiera, continuava la nonna, è che ogni fedele, ogni orante deve essere consapevole della propria limitatezza nel tempo e nello spazio. Insomma, l’essere consci del limite è un segno di sapienza. Sapiente è colei e colui capace di comprendere la propria finita dimensione, che sa evitare la tendenza a considerarsi centrale nello spazio e duraturo nel tempo. La preghiera rappresenta la necessità di poter collegare la sfera celeste e quella terrena, continuò la nonna. E’ una pratica indispensabile per raggiungere quell’equilibrio necessario a non lasciarsi trascinare verso solo una della due dimensioni.</p>
<p>La presa di coscienza del limite funge da stimolo verso una reale e veritiera ricerca del sapere, in grado di coniugare il materiale (il sensibile) e l’invisibile(lo spirituale) in una sorta di “unità combinatoria”.</p>
<p>A proposito del sapere il profeta Mohammed disse: “ Tutti i vasi diminuiscono la loro capacità quando si riempiono, tranne il vaso del sapere, perché si dilata”.</p>
<p align="JUSTIFY">“ Chi persevererà nel sentiero della conoscenza, Dio lo dirigerà sul sentiero del paradiso. E certamente la superiorità dell’uomo istruito(saggio) su un fedele ignorante è simile a quella della luna piena su tutte le stelle”<strong> </strong></p>
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<p><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc"></a>1 &#8211; Gli altri due luoghi: sono Medina dove si trova il mausoleo e la moschea del Profeta Mohammad e la Gerusalemme dove sono situate la moschea di Al-aqsa e la Cupola sulla Roccia (Qubba al sakra)</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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