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	<title>Islam-online &#187; Khutba</title>
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	<description>Rivista islamica</description>
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		<title>&#8216;id mubarak, khutba nella mossalla di Imperia</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/09/id-mubarak-khutba-nella-mossalla-di-imperia/</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 05:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Khutba]]></category>

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		<description><![CDATA[Allah akbar, Allah akbar, Allah akbar…
un senso di serenità e soddisfazione è sceso nei cuori dei digiunanti.
In una Umma che conta oltre un miliardo e mezzo di credenti possiamo stimare che oltre il 50% di loro hanno assolto al precetto di Ramadan.
Se escludiamo infatti i bambini e i ragazzi fino a 12 / 13 anni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Allah akbar, Allah akbar, Allah akbar…<br />
un senso di serenità e soddisfazione è sceso nei cuori dei digiunanti.<br />
In una Umma che conta oltre un miliardo e mezzo di credenti possiamo stimare che oltre il 50% di loro hanno assolto al precetto di Ramadan.<br />
Se escludiamo infatti i bambini e i ragazzi fino a 12 / 13 anni, gli anziani che non hanno più la forza e la determinazione a sostenerli, e una piccola ma purtroppo consistente percentuale di adulti che pur appartenendo culturalmente all’Islam non sentono più vincolante l’obbligo religioso, almeno 7/800 milioni di musulmani e musulmane, in tutto il mondo hanno digiunato con pazienza e perseveranza… ulayka humu-l-muflihuna… quelli sono coloro che prospereranno…<br />
Abbiamo digiunato e abbiamo pregato, ogni sera all’iftar abbiamo ricordato la misericordia divina mettendo in bocca qualcosa della Sua grazia e invocando il bene per noi, per quelli che amiamo e per tutto il genere umano.<br />
Una dimostrazione di forza, coesione e consapevolezza che ogni anno stupisce il mondo intero e infastidisce la cultura dominante che tende a relativizzare quello che non è relativizzabile: il timor di Dio, il rito, la determinazione di ribadire, foss’anche solo per quel mese, il senso di appartenenza e, inch’Allah una fede nel cuore che informa un comportamento.<br />
Purtroppo a questa grande forza che si esprime nel rispetto del precetto non corrisponde un’altrettanto grande forza e determinazione nel progresso della nostra comunità nei paesi d’origine e nell’emigrazione.<br />
In questo Paese a fronte di una presenza islamica che oggi conta oltre un milione e mezzo di uomini e donne e bambini, il nostro peso politico è prossimo allo zero, anzi siamo spesso ostaggio di coloro che si servono dei nostri dolori per arrecarci un danno.</p>
<p>Negli ultimissimo giorno di Ramadan la tragica vicenda di Saana uccisa dal padre ha dato la possibilità ai nemici dell’Islam di orchestrare una squallida e ingiusta campagna contro la nostra presenza in questo Paese.<br />
Vogliamo ribadire, come abbiamo fatto in altre sedi che se è certo che la relazione al di fuori di un quadro matrimoniale islamicamente corretto è considerata dalla legge e dalla tradizione musulmana come una colpa grave di fronte a Dio (hadd) ma non è meno vero che nessuna scuola di diritto islamico, anche le più rigorose, ha mai concesso agli uomini di far giustizia con le proprie mani. Anzi, il complesso sharaitico e giurisprudenziale islamico innovò il costume al punto da sanzionare pesantemente chi lo avesse fatto o anche solo chi avesse messo sotto accusa il/la coniuge senza potersi appoggiare sulla testimonianza certa e inequivocabile.<br />
Quindi l’islam non c’entra nulla in quell’efferato delitto e ben poco anche con l’uomo, il padre, che lo ha perpetrato, che viene dipinto come lontano molto da esso per comportamento e stile complessivo di vita. Dobbiamo dirlo a chiare lettere e ribadire che è la misericordia e non violenza quella che caratterizza il metodo educativo islamico.<br />
E quando questo fallisse, per colpa o per incapacità delle parti a dare e ricevere, non esiste altro strumento che la pazienza e l’accompagnamento di chi sbaglia e il du’ha, affinché Allah intenerisca i cuori e riconduca sulla Via.</p>
<p>Una parola infine per la tragedia dell’Afghanistan che soffre da molti decenni occupazione, offesa e spargimento di sangue e che si difende causando altra sofferenza e altro sangue.<br />
Chiediamo che cessi la missione militare in quel Paese e che venga sostituita con la cooperazione civile, fatta di medici, ingegneri, insegnanti senz’altra arma che la loro conoscenza e la volontà di metterla a disposizione di quel popolo martoriato.<br />
Negli ultimi 8 anni la guerra è costata alla coalizione occupante oltre 280 miliardi di dollari, qualcosa come 9000 dollari per ogni afghano, una cifra capace di far uscire quel Paese dal sottosviluppo, di dotarlo d’infrastrutture e di istituzioni funzionanti…<br />
Invece quel denaro e servite solo a comprare armi, a pagare soldati e a disseminare maggior odio, altra morte e distruzione.<br />
Non è così che deve agire un Occidente che dei suoi valori umani e della sua democrazia si fa vanto in tutto il mondo.<br />
Non è che deve agire un Paese come l’Italia la cui Costituzione “ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”<br />
Preghiamo e speriamo che Allah illumini la mente di coloro che ci governano affinché questo Paese possa tornare ad essere un faro di civiltà e di cultura come lo fu in passato.</p>
<p>Al hamdulillah, la lode Gli appartiene, Egli è al Jabbar Che non costringe ma invita all’amore, dispensando amore senza contare.<br />
Al Hamdulillah, la lode Gli appartiene, Egli è al Qawyy Che non usa la forza ma parla ai cuori e illumina le menti.<br />
Al Hamdulillah, la lode Gli appartiene, Egli è al Mutakabbir Che eclissa la Sua grandezza affinché il Suo servo si senta a Lui vicino.</p>
<p>Per questi Suoi servi, uomini e donne che ricordano l’imperativo divino di essere khalifa fil ard, per questi musulmani e musulmane che hanno stretto i denti e superato con fede stoica la loro debolezza e il loro desiderio, una speranza è data al mondo e una speranza loro si sono conquistati ancora una volta… nessuno di loro sarà leso, si aprirà per loro la porta di Rayan, li accoglierà il loro Signore colmo di Maestà e Magnificenza… inch’Allah ya rabbi, inch’Allah!</p>
<p>‘id mubarak wa said, festa benedetta e felice musulmani e musulmane d’Italia e del mondo,<br />
Allah vi ami, accetti il nostro sacrificio e il nostro sforzo e lo compensi</p>
<p>hamza r. piccardo</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Khutba del 08/05/2009, i tre viandanti nella caverna.</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/06/khutba-del-08052009-i-tre-viandanti-nella-caverna/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 22:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Khutba]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Bismillah ar Rahmani ar Rahim
Al hamduliLlah Rabbi al alamin
Wa salutu, as salamu ala sayydina Muhammad la sua famiglia, i suoi compagni e tutti i musulmani.
La lode appartiene ad Allah, noi lo lodiamo e imploriamo il Suo aiuto, la Sua guida, il Suo soccorso.
Ci rifugiamo in Allah contro il male nel nostro animo e delle nostre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Bismillah ar Rahmani ar Rahim<br />
Al hamduliLlah Rabbi al alamin<br />
Wa salutu, as salamu ala sayydina Muhammad la sua famiglia, i suoi compagni e tutti i musulmani.</p>
<p>La lode appartiene ad Allah, noi lo lodiamo e imploriamo il Suo aiuto, la Sua guida, il Suo soccorso.<br />
Ci rifugiamo in Allah contro il male nel nostro animo e delle nostre cattive azioni.<br />
Colui che Allah guida non potrà perdersi, colui che Allah allontana non potrà trovare chi lo riconduca sulla retta via.<br />
Ash adu la ilah illa Allah Wahdahu la sharika la Wa ash adu anna Muhammadan abduh wa rasulu</p>
<p>Allah ci ha onorati inviandoci il migliore dei profeti e rivelando il migliore dei libri e ci ha dato la via dell’islam.</p>
<p>Affermo che il nostro maestro, la nostra guida, il nostro modello, il nostro amico ed educatore è Muhammad (pbsl) Suo servo ed inviato. Ha consegnato l’amana, trasmesso il messaggio e guidato la comunità, lottato sul sentiero di Allah così come dev’essere fatto.<br />
Egli ci ha lasciato una via luminosa, tanto nel giorno quanto nella notte.<br />
Solo colui che è destinato a perdersi si perderà, colui che invece obbedisce ad Allah e al Suo messaggero (*) sarà sulla buona strada.<br />
Chi invece disobbedisce ad Allah e al Suo messaggero (*) danneggerà sé stesso e non lederà Allah in alcunché</p>
<p>Colui che ringrazia ringrazia per se stesso, colui che è ingrato sappia che Allah è al Ghany, al Karim</p>
<p>Facci vivere Signore nella via che egli ci ha mostrato, facci morire e resuscitare tra i suoi, quelli che ci hai indicato come meritori: i profeti, i veridici, i martiri, i devoti. Quale migliore compagnia</p>
<p>amma bad</p>
<p>Riporta Al Bukhari da Ibn Omar (che Allah sia soddisfatto del padre e del figlio) che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) raccontò la storia di tre viaggiatori, che sorpresi da un furioso temporale si rifugiarono in una grotta in attesa che cessasse e poter riprendere la strada. Pioveva veramente molto forte e si produsse una frana dalla montagna nella quale si trovava quella grotta: un masso enorme si staccò e rotolò fino a valle fermandosi proprio sull&#8217;imboccatura della caverna, ostruendola completamente.<br />
All&#8217;interno si fece il buio totale e i tre malcapitati dopo aver fatto ogni sforzo per rimuovere il macigno temettero davvero di soccombere. Poi venne loro in mente di chiedere la misericordia e l&#8217;ausilio di Allah in nome di qualche atto particolarmente meritorio che avevano compiuto per amore di Allah.</p>
<p>Il primo raccontò che aveva ingaggiato un operaio per un lavoro nella sua terra e aveva concordato di pagarlo con una misura di riso. Giunto al termine della giornata il bracciante rifiutò la paga ritenendola ingiusta e se ne andò irritato.”Allora, seminai quel riso e Allah mise baraka:il raccolto fu molto buono. Continuai a seminare quel riso finché fece misi insieme un certo capitale e lo impiegai per acquistare del bestiame e pascolo per quello. Dopo diverso tempo quell&#8217;uomo tornò e mi chiese di pagargli quanto gli dovevo. “Ecco – gli dissi- questi campi e questo bestiame sono i tuoi” Lui mi disse: “Temi Allah e non mi prendere in giro”, e gli spiegai che era quello che aveva prodotto il salario che non aveva incassato a suo tempo”.<br />
Non appena il racconto terminò il masso che aveva ostruito l&#8217;entrata della grotta si spostò di qualche centimetro e un po&#8217; di luce filtrò all&#8217;interno della grotta.</p>
<p>“Sono pastore, raccontò il secondo viandante, e ogni giorno conduco le mie pecore al pascolo. Poi quando ritorno le mungo e porto il latte ai miei genitori che vivono con me e poi ne do ai miei figli,ì a mia moglie e bevo io stesso. Un giorno mi allontanai parecchio da casa mia, e alla sera era tornai molto tardi. Munsi le mie pecore e entrai in casa con il recipiente colmo di latte. Trovai che i miei genitori si erano addormentati stanchi di aspettarmi. Non avevo il coraggio di nutrire i miei figli prima dei miei genitori e neppure di svegliarli dal loro sonno. Così rimasi in piedi con il recipiente in mano mentre i miei figli piangevano”. Al quel punto il macigno si spostò un altro po&#8217; ma non abbastanza da permettere il passaggio di un uomo.</p>
<p>Il terzo viaggiatore raccontò la sua storia: “Mi ero invaghito di una mia cugina e voleva averla a tutti i costi. Lei mi disse che sarebbe stata mia se le avessi dato una certa somma di denaro. Lavorai e raccolsi quella somma e mi presentai a lei. Quando mi stavo accingendo a unirmi a lei come un uomo e una donna lei mi fermò: «Temi Allah e rispetta la mia verginità». Mi fermai e me ne andai”.<br />
A quel punto la roccia si spostò definitivamente e i tre poterono uscire all&#8217;aperto.</p>
<p>ho detto quel che ho detto chiedo perdono per me e per voi&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>II parte</p>
<p>Bismillah ar rahmani ar rahim<br />
Al hamdulillah rabbi al alamine<br />
Wa salutu, as salamu ala sayydina Muhammad la sua famiglia, i suoi compagni e tutti i musulmani.</p>
<p>Cosa possiamo capire da questo racconto profetico?</p>
<p>La prima cosa è che Allah sottopone le creature al ibtilah.</p>
<p>Poi che l&#8217;adorazione e l&#8217;invocazione spetta solo ad Allah Altissimo</p>
<p>&#8216;Īyāka Na`budu Wa &#8216;Īyāka Nasta`īn</p>
<p>e infine il racconto evidenzia una gerarchia di valori nel timor di Allah</p>
<p>al primo livello in questa versione dell&#8217;hadith c&#8217;è il controllo della propria avidità e il rispetto della amana. Essa è la lealtà verso Allah e verso le creature<br />
Formalmente avrebbe potuto dare a quel lavoratore la sua misura di riso e tenersi il resto<br />
ma il timor di Allah fece si che gli cedesse tutto il frutto di quella misura di riso.<br />
Fu quel straordinario timor di Allah che fece smuovere il macigno</p>
<p>Al secondo il hadith mette il rispetto nei confronti dei genitori.</p>
<p>Allah dice nel Santo Corano: “Sii riconoscente a Me e ai tuoi genitori”.</p>
<p>Tutti noi diremmo: avrebbe potuto mettere da parte il latte per i suoi genitori se proprio non voleva svegliarli, e intanto nutrire i suoi figli, sua moglie e se stesso.</p>
<p>Invece il timore di Allah, che ha messo il rispetto verso i genitori subito dopo quello che Gli è dovuto, ha costituito la seconda eccezionalità del comportamento che ha mosso la misericordia del Rahman</p>
<p>Il terzo elemento è quello del controllo della passione sessuale, la concupiscenza.<br />
Dopo aver penato e sofferto per mettere insieme quello che la donna gli aveva chiesto, il ricordo di Dio fece si che si fermasse in un momento in cui è ben difficile per un uomo fermarsi</p>
<p>E fu il ricordo di questa taqwa che mosse quella definitiva grazia e rahma di Allah altissimo che liberò quei tre uomini</p>
<p>Cari fratelli, la caverna simboleggia la prova che Allah ci ha preparato, una prova a cui nessuno può sfuggire, il masso che la chiude è il senso della disperazione che talvolta prende quando le circostanze sono troppo difficili perché possano essere affrontate.</p>
<p>In queste situazioni è il timor di Dio che salva.</p>
<p>Allahumma perdona i nostri peccati<br />
Allahumma guidaci sulla Tua Via e non ci allontanare<br />
Allahumma sostienici nella nostra fede e nelle nostre intenzioni<br />
Allahumma benedici noi e le nostre famiglie, i nostri genitori, le nostre spose e i nostri figli<br />
Allahumma guariscici dai mali del corpo e da quelli dell’anima<br />
Allahumma rendici degni di testimoniare la Tua verità e la Tua generosità, anta l Haq al Karim<br />
Allahumma benedici e proteggi chi si è posto sulla Tua via con sincerità e coraggio.<br />
Allahumma benedici e proteggi i nostri fratelli e le nostre sorelle in Palestina, Iraq, Afghanistan e ovunque nel mondo i credenti subiscono violenza e ingiustizia<br />
Allahumma benedici e proteggi i buoni e i giusti e coloro che si battono per la giustizia e la libertà.<br />
Allahumma sostieni coloro che s’impegnano nella causa del bene .<br />
Allahumma allontana ogni fitna dalla nostra comunità&#8221;</p>
<p>Sermone preparato ed eseguito dal fratello Hamza Roberto Piccardo.</p>
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		<title>Dare ascolto ad Allah e al Suo inviato ( La Pace su di Lui)</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 21:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Khutba]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAH WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA ‘IN 
Fratelli e Sorelle, introduciamo l’argomento che tratteremo oggi, cioè l’importanza di dare ascolto ad Allah e al Suo Inviato (la pace su di lui), leggendo le parole di Allah l’Altissimo a questo riguardo: “O voi che credete! Date ascolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;AL HAMDU LI ALLAHI RABBI AL ‘ALAMIN WA SALAH WA SALAM ‘ALA RUSULI ALLAHI AGMA ‘IN </p>
<p>Fratelli e Sorelle, introduciamo l’argomento che tratteremo oggi, cioè l’importanza di dare ascolto ad Allah e al Suo Inviato (la pace su di lui), leggendo le parole di Allah l’Altissimo a questo riguardo: “O voi che credete! Date ascolto ad Allah e al Suo Messaggero allorché vi chiama a ciò che vi dà vita, e sappiate che Allah si intromette fra l’uomo e il suo cuore e che a Lui sarete tutti addotti” (Sura del bottino VIII, v. 24).</p>
<p>Dunque la scelta di descrivere come peculiarità del credo questo appello, per mostrare che la fede esige la massima convinzione nella cura di Allah da ottemperare l’ordine a cui si è chiamati. Quindi Allah Potente ed Eccelso ha chiarito che dare ascolto al Profeta (la pace su di lui) è dare ascolto a Lui stesso, infatti questo atto di ubbidienza deve significare per i credenti la vita spirituale secondo la conoscenza delle prescrizioni divine, perché la conoscenza è vita e l’ignoranza è la morte. Perciò bisogna ubbidire al contenuto del Sacro Corano, vale a dire agli ordini e ai divieti, in ciò è la vita eterna, la grazia perpetua, la tranquillità e la felicità. Il miscredente esanime riacquista la vita grazie alla fede, perché la vita è la forza, in essa è la capacità di discernere e scegliere, la vita è la ragione per mezzo della conoscenza e del buon senso. A questo proposito Al-Bukhari (Allah abbia misericordia di lui) ha riferito quanto narrato da Abi Sa’id bin Al-Mu’alla (Allah si compiaccia di lui). Stava pregando quando il Profeta (la pace su di lui) gli passò vicino e lo chiamò, non rispose finché ebbe finito di pregare, poi si recò da lui e il Messaggero (La pace su di lui) disse: “Che cosa ti ha impedito di venire da me?” Gli rispose: “O Inviato di Allah, stavo pregando” Allora il Profeta (la pace su di Lui) replicò: “Non ha forse detto Allah l’Altissimo: &#8211; O voi che credete! Date ascolto ad Allah e il Suo Messaggero allorché vi chiama a ciò che vi dà vita – “Dopo questa, fra le più nobili sure del Corano, il Profeta (la pace su di lui) gli recitò la Sura Al-Fatiha. Questa replica spetta esclusivamente al Profeta (la pace su di lui), nessuno può interrompere la preghiera per chiamare un altro. </p>
<p>Fratelli e Sorelle: dopo quanto suddetto Allah Potente ed Eccelso ci ha messo in guardia dall’indugiare nel compiere l’atto di dare ascolto. Se il cuore umano è refrattario e rifiuta di obbedire alla chiamata di Allah, Allah si intromette. Il cuore è il luogo più intimo e segreto dell’uomo, ma Allah interviene fra l’uomo e il suo cuore. </p>
<p>Come ha detto Ibn Abbas (Allah si compiaccia di lui): “Certamente Allah si frappone fra il credente e la miscredenza e il peccato”.<br />
Infine Allah l’Altissimo ha concluso il versetto con un ultimo ammonimento quando ha spiegato di essere l’Unico davanti al quale la gente sarò radunata, senza alcuna possibilità di nascondersi, ed Egli ricambierà il bene con il bene e il male con il male. </p>
<p>Fratelli e Sorelle: dobbiamo dare ascolto ed ubbidire a ciò verso cui ci invitano Allah e il Suo Messaggero (la pace su di lui). E’ dovere di ogni credente affrettarsi a compiere qualunque norma religiosa gli giunga da Allah e dal Suo Profeta (la pace su di lui). In questo consiste a vita per i nostri cuori e i nostri intelletti, che appartengono solo ad Allah, e noi dobbiamo diffidare dal mutare questo. </p>
<p>WA SALAMUN ‘ALA AL-MURSALIN WA L-HAMDU LILLAHI RABBI AL-‘AAMIN&#8221;<br />
Sermone eseguito nella moschea di Roma dall&#8217; Imam: Ala Eldin Mohamed Ismail el Ghobashy </p>
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