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	<title>Islam-online &#187; Islam</title>
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		<title>Ultimi dieci giorni di Ramadan&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

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E’  un viaggio il mese di Ramadan, ci si stacca da sponde conosciute, da tutte quelle abitudini, piccoli piaceri, piccoli segreti che intessono le nostre giornate e si naviga tra fede, fatica e speranza e, per alcuni, bagliori di luce… Non c’è d’aver fretta d’arrivare e questo lo si capisce subito, tenere dritto il timone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2010/09/ultimi-dieci-giorni-di-ramadan/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/10-giorni.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="Ultimi dieci giorni di Ramadan&#8230;" title="Ultimi dieci giorni di Ramadan&#8230;"/></a>
<p>E’  un viaggio il mese di Ramadan, ci si stacca da sponde conosciute, da tutte quelle abitudini, piccoli piaceri, piccoli segreti che intessono le nostre giornate e si naviga tra fede, fatica e speranza e, per alcuni, bagliori di luce… Non c’è d’aver fretta d’arrivare e questo lo si capisce subito, tenere dritto il timone e imparare a distendersi nel tempo,  senza approdi e senza appoggi… Questo è tempo di grazia e benedizioni, niente sprechi.</p>
<p>La luna da giovane s’è fatta piena e ora scende  piano piano… ultimi dieci giorni di Ramadân.</p>
<p>Si racconta che il Profeta, pace e benedizione su di lui, avesse l’abitudine di trascorrere questi ultimi giorni in modo particolare, ‘Âisha precisa in un hadith: “Quando cominciava l’ultima decade di Ramadan, il Profeta aveva l’abitudine di passare le notti in preghiera e svegliava i membri della sua famiglia, affinché non perdessero le benedizioni e le misericordie che vi scendono a flotti.”</p>
<p>“Cercate la Notte del Destino, disse il Profeta (pbsdl), nelle ultime dieci notte di Ramadan”.» Ibn Mâja riportò da Ibn ‘Umar che il Profeta  si ritirava durante gli ultimi dieci giorni di Ramadân compiendo l’i’tikaf (ritiro spirituale in moschea), ci sono testimonianze che l’anno in cui morì, compì un ritiro di venti giorni. ( Bukhârî, Abu Dâwûd e Ibn Majah)1</p>
<p>Etimologicamnete ‘i’tikaf indica il consacrare il proprio tempo a qualcosa, donandovisi completamente, indipendente che sia bene o male, come mostra questo versetto in cui compare il termine: “Cosa  sono queste statue che adorate (in cui credete = ‘âkifûn1)?” (XXI, 52).</p>
<p>Con il termine “i’tikaf” nella tradizione islamica si intende dunque il fatto di ritirarsi dalla vita comune, dimorando nella moschea con l’intenzione di avvicinarsi al Misericordioso. L’i&#8217;tikâf, pio ritiro, è di due tipi:  dovuto e legale. Il ritiro dovuto è quello conseguente al pronunciamento di un voto, ad esempio quando si dice: “Se Allah mi guarisce, mi ritirerò per tali giorni”. ‘Umar,  riferì di aver un giorno domandato al Messaggero di Allah: “Oh Messaggero di Allah! Ho fatto voto di ritirarmi per una notte nella Sacra Moschea”. Egli  allora gli rispose: “Compi il tuo voto”.</p>
<p>Ritiro legale è quello che il credente  attua volontariamente come ricerca profonda di Dio e  imitazione del Profeta, pace e benedizione su di lui,  e si compie durante gli ultimi dieci giorni del mese di Ramadan.</p>
<p>Dieci sono i giorni in cui cercare la notte più benedetta, come 10 sono i giorni di Dhul-Hijja che  comprendono  i riti del hajj con il giorno più benedetto, quello di ‘Arafa. “ E’ la notte più grande dell’anno come il Giorno di ‘Arafah è il giorno più grande dell’anno.”</p>
<p>“Quando al Profeta, lode e pace su di lui, fu chiesto a proposito della vita di un monaco, lui, adducendo al pellegrinaggio, rispose, che gli era stato dato qualcosa di simile… Poi disse che il pellegrinaggio era divenuto un monachesimo musulmano, e il digiuno era paragonabile a vivere la vita di un eremita.” (Ihia ‘Ulum ud-Din di Imam Abu-l-Hamid al-Ghazali)</p>
<p>Questa somiglianza del digiuno con la vita eremitica è evidente ancor di più nel i’tikaf. Nella tradizione islamica il ritiro dalla vita sociale non è mai definitivo,  tuttavia è lecito e consigliato in certe situazioni… Ad esempio in caso di corruzione generalizzata, che metta in pericolo la propria fede, come vediamo nel racconto dei giovanetti della Sura della Caverna:</p>
<p><strong>“erano giovani che credevano nel loro Signore e Noi li rafforzammo sulla retta via… quando vi sarete allontanati da loro e da ciò che adorano all’infuori di Allah, rifugiatevi nella caverna…” </strong>( XVIII,13;16)</p>
<p>o per una ricerca intensa di Dio, come per Mariam che si isolò per ricevere la rivelazione della nascita di Gesù, pace su di lui:</p>
<p><strong>“Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente. Tese una cortina tra sé e gli altri…”(</strong>XIX,16-17)</p>
<p>Il ritirarsi riveste una grande importanza in tutta la vita del profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, egli ricevette la prima rivelazione del Corano proprio durante un ritiro in una grotta:</p>
<p>“(…)”Nella grotta di Hirâ’ “: caverna in una montagna, ad alcune miglia da Mecca. Si tratta naturalmente di un luogo dotato di particolare sacralità, come fa giustamente notare Ibn Abî Giamra, dal quale si può vedere in lontananza la Ka’ba. “Dove si dedicava all’ascesi (tahannuth), cioè all’adorazione (ta’abbud)”: il termine tahannuth indica in maniera abbastanza generica tutto ciò che tiene lontano dal peccato (hinth). In realtà, non si sa con precisione quali fossero le pratiche  alle quali si dedicava l’Inviato di Dio nella caverna di Hirâ’; è molto probabile che si trattasse delle stesse forme di ‘adorazione’ che erano proprie degli hunafâ’ (plurale di hanîf), quegli Arabi che cercavano di entrare in rapporto con Dio seguendo la cosiddetta ‘Religione di Abramo’ (dînu Ibrâhîm), e cioè ricollegandosi alla Tradizione di origine divina senza aderire all’Ebraismo o al Cristianesimo; e del resto, secondo diversi commentatori tahannuth starebbe per tahannuf, e cioè ’seguire la via degli hunafâ”. Il Profeta comunque alternava periodi di ritiro  a momenti nei quali tornava “dalla sua famiglia a far provviste”: è chiaro sin da subito che l’esempio profetico non contempla il monachesimo e il ritiro totale dal mondo, e i momenti di distacco totale dal mondo non sono visti in contraddizione con la condizione di servitù assoluta tipicamente ‘umana’.”</p>
<p>Il ritiro che compiva il Profeta le ultime dieci notti di Ramadan è da collegarsi quindi a quel ritiro nella grotta in cui ricevette la prima rivelazione del Corano ed importante sottolineare due cose: le benedizioni che accompagnano la discesa del Corano in quell’anno scendono verso i fedeli ogni anno nel mese di Ramadan (attualizzazione), e possiamo inoltre notare come la caverna venga sostituta dalla moschea,  che diventa così protezione e luogo di intimità con Dio per  il credente:</p>
<p><strong>“E persevera insieme con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera, desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi di questa vita. Non dar retta a colui il cui cuore abbiamo reso indifferente al Ricordo di Noi, che si abbandona alle sue passioni ed è oltraggioso nel suo agire.”(</strong>v. 28)</p>
<p>Moschea luogo in cui la comunità si riunisce e adora Dio:</p>
<p><strong>“Allah è la luce dei cieli e della terra… [E si trova questa luce] nelle case che Allah ha permesso di innalzare, in cui il Suo Nome viene menzionato, in cui al mattino e alla sera, Egli è glorificato da uomini che il commercio e gli affari non distraggono dal ricordo di Allah, dall’esecuzione dell’orazione, dall’erogazione della decima e che temono il Giorno in cui i cuori e gli sguardi saranno sconvolti”.</strong> (XXIV, 35-37)</p>
<p>Come in ogni elemento della religione islamica anche nel pio ritiro c’è un aspetto di indulgenza… il rigore si accompagna all’equilibrio,  affinché l’essere umano sia al riparo dalla mentalità magica arcaica che alberga nelle profondità di ogni cuore la quale insinua che la perfezione dei gesti “ottenga” la risposta divina…  Invece la grazia di Dio è libera, nessuno e niente ha potere su di essa. Bukhârî Abû Dâwûd e Ibn Mâja riportarono da Ibn ‘Abbâs : “Mentre teneva un sermone, il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam) vide un uomo che stava in piedi, e chiese di chi si trattasse.”È Abu Isra‘il” gli risposero, “ha fatto voto di astenersi dal sedersi, dal ripararsi all’ombra e dal parlare, così come ha fatto voto di digiunare”.”Ordinategli di parlare, ombreggiarsi e sedersi, ma che compia il suo digiuno” replicò il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui).</p>
<p>È infatti permesso, a colui che sta compiendo l’i&#8217;tikâf, di uscire dal luogo di reclusione destinato al ritiro per le vere necessità. Ibn Mundhir disse: Tutti gli Ulamâ’ sono concordi sul fatto che la persona che compie l’i&#8217;tikâf ha il diritto di uscire dal luogo di reclusione per rispondere ai bisogni naturali, perché si tratta di una necessità assoluta che non si può compiere all’interno della moschea. Nello stesso senso, può uscire per occuparsi di se stesso, e per il cibo e le bevande, se nessuno può provvedere per lui; lo stesso nel caso in cui senta il bisogno di vomitare, può uscire a vomitare al di fuori della moschea. Può (insomma) uscire per ogni necessità, il ritiro non si interrompe, a patto che egli non si attardi”. Abû Dâwûd riferì, da ‘Aisha  che il Profeta  andava a trovare i malati quando si trovava in i’tikâf, si informava della loro salute passando presso casa loro per la via, ma non usciva espressamente (dal ritiro) per recarsi da loro. Ella aggiunse che secondo la tradizione profetica non è permesso (durante il ritiro) programmare di andare a trovare un malato, ossia uscire dal proprio luogo di ritiro espressamente per andare a trovare questo malato, ma se la persona è per strada per compiere una necessità e passa casualmente vicino alla casa del malato, allora gli è permesso chiedere sue notizie senza tuttavia entrare nell’abitazione.</p>
<p><strong>“…Ma non frequentatele se siete in ritiro nelle moschee…</strong> ( II, 187)</p>
<p>Nell’i&#8217;tikâf ci si astiene dai rapporti sessuali, ma è permessa la normale familiarità tra gli sposi, al di fuori dell’ambito propriamente sessuale, vediamo ad esempio come una delle spose del Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) gli pettinasse i capelli mentre egli si trovava in i’tikâf. Esso deve essere compiuto in moschea, gli ulema sono d’accordo su questo, ma  divergono circa le caratteristiche che esse debbono avere… Abu Hanifa, Ahmad, Ishâq e Abu Thawr ritengono che il ritiro spirituale si possa compiere in ogni moschea frequentata durante le cinque preghiere e la preghiera congregazionale del venerdì. Ciò secondo le parole del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui): “Ci si può ritirare in ogni moschea che comprenda un muezzin e un imâm”. Daraqutny riportò questo hadîth, ma questo hadîth è debole e mursal, dunque non può essere assunto come prova. Mâlik, Shafi’i e Dâwud  sostengono che tale ritiro sia valido in ogni moschea, perché non vi sono ahadîth che parlino della specificità delle moschee.</p>
<p>In ogni caso chi compie l’i&#8217;tikâf deve essere musulmano, adulto, purificato dall’impurità causata da rapporti sessuali, dalle mestruazioni e dal parto.  Donne o uomini possono eseguirlo, come provano gli hadith che parlano del ritiro delle spose del profeta (pbsl). Se si ha intenzione di compiere il ritiro per gli ultimi dieci giorni del Ramadân, occorre entrare in moschea prima del tramonto. L’inizio dell’ultima decina comincia la ventunesima o la ventesima notte. In quanto a ciò che è stato citato, sul fatto che il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) pregava all’alba prima di entrare nella tenda riservata al suo i’tikâf, ciò si riferiva alla tenda. Ma il momento di entrare alla moschea, era l’inizio della notte. Ibn Hazm disse: “Perché la notte comincia dopo il tramonto del sole e finisce all’alba, e il giorno comincia all’alba e termina al tramonto. Nessuno deve compiere se non ciò di cui ha fatto voto o ciò che aveva intenzione di fare. Se ha fatto voto di ritirarsi per un mese volontariamente, l’inizio del mese comincia con la prima notte. Entrerà prima del calare definitivo del sole e uscirà dopo il calare definitivo del sole, che si tratti o no del mese di Ramadân”. E’ consigliato che  colui che compia l’i&#8217;tikâf, moltiplichi gli atti di adorazione supererogatori e trascorra molto tempo nella preghiera, la recitazione del Corano, la glorificazione di Allah, le lodi, la formula dell’Unicità, il Takbîr, la richiesta di perdono e la richiesta di benedizione e di pace sul Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), così come le invocazioni e altri atti di obbedienza che avvicinano all’Altissimo e mettono l’uomo in comunicazione diretta col suo Signore (a Lui l’Onnipotenza e la Maestà), senza perdere tempo in chiacchiere inutili.</p>
<p>Gli ultimi dieci giorni di Ramadan siamo dunque chiamati ad intensificare i nostri sforzi, sull’esempio del Profeta, con il ritiro nella moschea, con le veglie, il moltiplicarsi delle preghiere, l’accentuarsi del distacco dalle cose del mondo, in essi c’è  l’attesa della notte del Destino, di cui cercheremo poi di dire qualcosa, inch’Allah.</p>
<p><strong><em>“Invero, lo abbiamo fatto scendere nella Notte del Destino. E chi potrà farti comprendere cos’è la notte del Destino?</em></strong></p>
<p><strong><em>La Notte del Destino è migliore di mille mesi.</em></strong></p>
<p><strong><em>In essa discendono gli angeli e lo Spirito, con il permesso del loro Signore, </em></strong></p>
<p><strong><em>per (fissare) ogni decreto. </em></strong></p>
<p><strong><em>E’ pace, fino al levarsi dell’alba.” (XCVII, 1-5</em></strong></p>
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<h3 id="comments">Patrizia Khadija Dal Monte</h3>
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		<title>Il digiuno è assenza, distacco da ciò che ci piace</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 19:13:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di P.K. Dal Monte
Nelle fonti della religione islamica, troviamo l’indicazione di diversi tipi di digiuno, alcuni hanno uno scopo penitenziale, di riparazione delle colpe: “Chi involontariamente uccida un credente, affranchi uno schiavo credente…. E chi non ne ha i mezzi digiuni due mesi consecutivi per dimostrare il pentimento davanti ad Allah” (IV,92), oppure per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di P.K. Dal Monte</p>
<p>Nelle fonti della religione islamica, troviamo l’indicazione di diversi tipi di digiuno, alcuni hanno uno scopo penitenziale, di riparazione delle colpe: “<em>Chi involontariamente uccida un credente, affranchi uno schiavo credente…</em>. <em>E chi non ne ha i mezzi digiuni due mesi consecutivi per dimostrare il pentimento davanti ad Allah”</em> (IV,92), oppure per un mancato giuramento (V,89), uccisione di selvaggina in stato di sacralizzazione (V,95), o divorzio dichiarato troppo frettolosamente… Sappiamo inoltre che il Profeta (*)faceva digiuni volontari, tra cui quello di Ashura, in concomitanza con quello degli ebrei di Medina che celebravano la vittoria di Mosè sul Faraone, digiuno che anzi fu obbligatorio nel periodo in cui non era ancora rivelato quello di Ramadan.</p>
<p>Il digiuno principale però è quello del mese di Ramadan,  digiuno rituale, che costituisce il quarto pilastro della religione islamica, nei versetti che lo istituiscono  ci viene indicata subito, come sua prima caratteristica, quella di essere in continuità con le precedenti tradizioni religiose:</p>
<p><em>”Oh, voi che credete, vi è prescritto il digiuno, come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto”.</em> (II,183) Con ciò è ricordato il legame dell’islam con le altre rivelazioni,  in un rapporto che non è di totale assorbimento, infatti è anche detto “…<em>Se Dio avesse voluto avrebbe fatto di voi un’unica comunità”, vi ha voluto provare invece con quel che vi ha dato…”</em> (V,48) ma di  Conferma e Discrimine. Vengono inoltre precisati i modi, i tempi e i significati del digiuno, fissati  nel Corano stesso:</p>
<p><em>“E&#8217; nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio] digiuni . E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti</em>!” (II,185)</p>
<p>Il digiuno di Ramadan ha certo anche un aspetto di purificazione, come ci indicano molti hadith, ma quello principale, secondo i versetti coranici è di “conoscenza divina”, preparazione alla rivelazione di Dio” è detto infatti : <em>“E’ nel mese di Ramadan abbiamo fatto scendere il Corano, guida… e proclamiate la grandezza di Allah che vi ha guidato… ”.</em></p>
<p>La memoria che viene attualizzata mediante il digiuno rituale, non è quella della vittoria in una battaglia, o di un altro avvenimento storico, ma della rivelazione coranica, che costituisce il segno più grande della Misericordia di Dio e realizzazione finale della promessa fatta ad Adamo, pace su di lui: “…<em>Se mai vi giungerà una guida da parte Mia, coloro che la seguiranno non avranno nulla da temere e non saranno afflitti”</em> (II,38)</p>
<p>Il digiuno quindi qui assume il significato di preparazione alla manifestazione divina, mediante la partecipazione al digiuno del Ramadan noi entriamo in contatto con questo evento, ogni ritualità infatti non solo ci ripropone intellettualmente una conoscenza ma ci dà modo di riviverla, ci mette a stretto contatto con essa. Infatti la tradizione musulmana, attraverso i secoli non ha mai mancato di sottolineare questo significato, soprattutto ciò è evidente nella ricerca della notte del Destino, “Laylat al-Qadr), la notte in cui si celebra in modo speciale la rivelazione del Corano, come è detto anche nella sura XLIV: “ <em>Per il libro esplicito: Lo abbiamo fatto scendere in una notte benedetta, in verità siamo Noi ad ammonire…. Siamo noi ad inviare i (messaggeri)  (segni della) misericordia del tuo Signore…  ma quella gente invece dubita e scherza!</em></p>
<p>Questo carattere preminente del digiuno di Ramadan come dono di Dio, della Sua parola, della Sua Guida, spiega forse la grande letizia che anima il popolo musulmano durante questo mese. Il digiuno si accompagna ad una più intensa preghiera, nelle molteplici rakat compiute  nelle notti in moschea, ad una più profonda attenzione verso gli altri, sia nei termini di evitare ogni gesto cattivo, pensiero e giudizio, sia nell’aiuto fraterno e sollecitudine verso i più poveri.  Infatti Anas riferisce che il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui, disse: <em>&#8220;Ci sono cinque cose che rompono il digiuno; la menzogna, la maldicenza, raccontare delle frottole, giurare il falso, la cupidigia e gli occhi concupiscenti</em>.&#8221; E ancora avverte il Profeta :<em> &#8220;Molti ricevono dal digiuno niente altro che fame e sete.</em>&#8221; Digiunare significa anche perdonare le offese: <em>“&#8221;Se qualcuno discute con un altro e lo insulta, dica il secondo: Sto digiunando, sto digiunando.</em>” (hadith). La sollecitudine verso i poveri poi entra  nel Ramadan come elemento costitutivo, infatti è prevista la raccolta di una tassa fissata in misura stabile, per aiutare i poveri (zakat), vengono allestite mense per chi ha difficoltà a mangiare a casa propria…</p>
<p><strong><em>Forse diverrete timorati</em></strong>… recita il versetto citato all’inizio, rivelazione del Corano e digiuno di Ramadan hanno lo stesso scopo, ecco chi sono i timorati:</p>
<p>“<em>La carità non consiste nel volgere i volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Allah e nell’Ultimo Giorno, negli angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l’orazione e pagare la decima. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, <strong>ecco i timorati</strong>.</em> (II,177).</p>
<p>Il digiuno  dunque è assenza, distacco da ciò che ci piace e necessario in questo mondo per aprirci a quella Presenza che ci abita silenziosamente e pervade l’universo, verso L’Altro e l’aldilà.  “La delizia di colui che digiuna consiste nel suo attaccamento al grado di negazione della somiglianza”, dice  ‘Ibn Arabi. Come per Abramo, la rivelazione dell’Uno avviene attraverso la negazione del conosciuto, il suo tramonto. E’ in questo gioco di anticipazioni e attesa del Di Più, che si gioca il digiuno di Ramadan, con il suo ritmo profondamente umano, di astensione dal cibo e ritrovarsi al tramonto e prima dell’alba con ciò che ci è caro ed indispensabile al vivere: <em>“Fate il suhur(colazione prima dell’alba), disse l’Inviato di Allah, ché c’è in esso una benedizione”</em>, luci e ombre, gustare e astenersi si alternano sapientemente per condurci verso la Luce che non muore.</p>
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		<title>Il miracolo del Corano</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 09:38:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

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		<description><![CDATA[di Patrizia Khadija Dal Monte
Cuore e sorgente dell&#8217;islam è il Corano. Letto, recitato, imparato a memoria, studiato, amato da generazioni di uomini e donne che in esso riconoscono la guida della loro vita e il segno tangibile della misericordia del loro Signore, come ben dice questo hadith riferito da Ibn Massud :
“Questo Corano è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><span style="font-size: medium;"><strong>di Patrizia Khadija Dal Monte</strong></span></h6>
<p>Cuore e sorgente dell&#8217;islam è il Corano. Letto, recitato, imparato a memoria, studiato, amato da generazioni di uomini e donne che in esso riconoscono la guida della loro vita e il segno tangibile della misericordia del loro Signore, come ben dice questo hadith riferito da Ibn Massud :</p>
<p>“<em>Questo Corano è un nutrimento, quindi accogliete il suo alimento quanto potete. Questo Corano è la corda di Allah, esso è la luce evidente, la giusta cura, esso è una protezione per chi lo tiene, una salvezza per chi lo segue, che così non si svia e non biasima se stesso, non si altera e non ha bisogno di essere raddrizzato. Le sue meraviglie non finiscono mai, e non si esauriscono nel frequente ricorso, recitatelo e Allah vi ricompenserà, per ogni lettera dieci meriti (hassanat) non dico che alif lam mim è una lettera, ma dico che alif è una lettera, lam è una lettera, e mim è una lettera.”</em></p>
<p>Molti anche i nomi che nel Corano stesso lo indicano, come Al-Kitab, ad-Dikhr, Al Furkhan&#8230; ad indicare la molteplicità e ricchezza che gli appartiene. Il Corano rappresenta la pienezza della rivelazione divina e la sua sintesi, conferma e discrimine di ogni rivelazione profetica antecedente.</p>
<p>“<em><strong>Ha fatto scendere su di te il Libro con la verità a conferma di ciò che era prima di esso. E fece scendere la Torah e l’Ingil, in precedenza, come guida per le genti. E ha fatto scendere il Discrimine.”</strong></em><em> (III,3-4) </em>Composto da ayat e ayat esso stesso, segno della vicinanza di Allah agli uomini, del Suo non abbandono, della Sua presenza e cura delle creature e insieme attestazione del carattere profetico di Muhammad. Abu Huraira che Allah sia soddisfatto di lui riporta che il Profeta, su di lui la pace e la benedizione divine, disse: “O<em>gni profeta ha avuto dei miracoli che servono a far credere la gente, mentre il mio miracolo è stato una rivelazione da Allah, e spero di avere il più grande numero di seguaci nel Giorno del Giudizio.”</em></p>
<p>La tradizione accenna anche altri miracoli avvenuti nella vita del profeta Muhammad, su di lui la pace e la benedizione divine, come la spaccatura della luna, lo sgorgare dell&#8217;acqua tra le sue dita&#8230; ma il miracolo essenziale e permanente è il Corano, parola divina che illumina il senso della vita umana. Molte sono le spiegazioni che, nella tradizione islamica,cercano di illustrarne gli aspetti straordinari ponendo in risalto la sua bellezza e l&#8217;inimitabilità del suo linguaggio e dei suoi contenuti, suggerita dal Corano stesso, o ancora evidenziando come alcuni versetti antetempo parlino di processi naturali, scoperti dalla scienza molti secoli dopo la loro rivelazione. <em><strong>“Di&#8217;: “Se anche si riunissero gli uomini e dèmoni per produrre qualcosa di simile di questo Corano, non ci riuscirebbero, quand&#8217;anche si aiutassero gli uni con gli altri”.</strong></em> (XVII,88)</p>
<p>Ma fondamentalmente il Corano è miracolo che rimanda alla vita ne svela l&#8217;intima struttura, la sua logica, la sua origine e il suo fine, “da Dio veniamo a Lui ritorniamo”; come del resto la vita del Profeta Muhammad, su di lui la pace e la benedizione divine, non è dominata dallo straordinario, ma da una profonda umanità, nella varietà delle situazioni umane, in mezzo alla gente, uomo e messaggero guidato dalla totale fede in Dio. C&#8217;è una ricerca del miracoloso che cela la miscredenza:</p>
<p><em><strong><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">«</span>E dissero: “Perché non sono stati fatti scendere su di lui segni da parte del suo Signore?” Di&#8217;: “I segni sono solo presso Allah. Io non sono che un ammonitore esplicito”. Non basta loro che ti abbiamo rivelato il Libro che recitano? Questa è davvero una misericordia e un Monito per coloro che credono! <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">»</span></strong></em><strong> </strong>(XXIX, 50-51)</p>
<p>Il Corano basta, dice Dio in esso, è segno sufficiente, c&#8217;è sufficiente luce per chi voglia percorrere la via che porta alla realizzazione. E tuttavia per penetrare la sua immensa saggezza, e poterlo riconoscere nella sua essenza Dio in esso ci dice che c&#8217;è bisogno di due cose: la riflessione e il timor di Dio. “<em><strong>Abbiamo reso facile questo [Corano], nel tuo idioma, affinché riflettano”.</strong></em> (XLIV,48)</p>
<p>“<em><strong>Alif, Lâm, Mîm. Questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati, coloro che credono nell&#8217;invisibile, assolvono all&#8217;orazione e donano di ciò di cui Noi li abbiamo provvisti, coloro che credono in ciò che è stato fatto scendere su di te e in ciò che è stato fatto scendere prima di te e che credono fermamente all&#8217;altra vita.” </strong></em>(II,1-4)</p>
<p>Ecco che la comprensione non è solo un atto intellettuale ma sgorga dall&#8217;essere profondo della persona, in cui la fiducia nel mistero si coniuga alla preghiera e all&#8217;amore verso gli altri&#8230; Per costoro il Corano rivela la sua guida e diventa chiaro, <em><strong>Al-Mub</strong></em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><em><strong>î</strong></em></span><em><strong>ni, </strong></em>luce scesa in una notte benedetta:</p>
<p>“<em><strong>É nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione.” </strong></em>(II,185)</p>
<p>Ramadan e Corano sono intimamente uniti, là nell&#8217;esperienza della povertà dell&#8217;umano, nella rinuncia ai sostegni usuali della vita, in una notte priva di colori e luce propria si è manifestato e si manifesta l&#8217;Altro, Colui Al quale nessuna creatura è simile, la cui parola ripete incessantemente la Sua misericordia e la serietà della vita umana, e questo è vero miracolo.</p>
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		<title>“I Misteri del Digiuno” di Al-Ghazàli (a cura di Umar A.F.) II parte</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 00:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

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I MISTERI DEL DIGIUNO E I SUOI INTIMI REQUISITI
Sappi che il digiuno è di tre gradi:
v’è un digiuno comune, un digiuno speciale e un digiuno specialissimo.
1) il digiuno comune consiste nell’astenersi dal soddisfare i piaceri del ventre e del sesso&#8230;
2) II digiuno speciale consiste nell’astenersi dai peccati dell’udito, della vista, della lingua, delle mani, dei piedi e delle altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">I MISTERI DEL DIGIUNO E I SUOI INTIMI REQUISITI</span></strong></p>
<p>Sappi che <span style="text-decoration: underline;">il digiuno è di tre gradi</span>:</p>
<p>v’è un <strong>digiuno comune</strong>, un <strong>digiuno speciale</strong> e un <strong>digiuno specialissimo</strong>.</p>
<p>1)<strong> il digiuno comune</strong><span style="text-decoration: underline;"> </span>consiste nell’astenersi dal soddisfare i piaceri del ventre e del sesso&#8230;</p>
<p>2) <strong>II digiuno speciale </strong>consiste nell’astenersi dai peccati dell’udito, della vista, della lingua, delle mani, dei piedi e delle altre membra.</p>
<p>3) <strong>II digiuno specialissimo </strong>è quello del cuore che si astiene dalle cure di questa vita e dai pensieri terreni e da tutto ciò che non e Allàh.</p>
<p><strong>Il digiuno specialissimo </strong>si rompe pensando a cosa diversa da Allàh e dall’Ultimo Giorno, e pensando a cose terrene, fatta eccezione per quelle che mirano alla Religione e sono pertanto (delle) provviste per l’Aldilà (akhira) e non per questo mondo (dunyà). Tanto è vero che a proposito del mese di Ramadān i Maestri spirituali hanno detto: «A carico di colui che, mosso da preoccupazione impiega le ore diurne a procurarsi cibi per la rottura serale del digiuno, viene registrato un peccato, quella preoccupazione essendo mancanza di fiducia nel dono di Allàh e di certezza nella promessa Sua Provvidenza». Il terzo grado di digiuno e proprio dei Profeti, dei Giusti e dei Ravvicinati. Non ci si dilunghi a esaminarlo a parole nei suoi particolari, ma ci si dilunghi a metterlo in pratica, poiché esso è un procedere verso Allàh con vero zelo, un allontanarsi da ciò che non è Allàh Glorioso e un ammantarsi del senso delle Sue parole: «Di’: &#8220;È Allàh!&#8221;, e poi lasciali gingillarsi nelle loro discussioni» (Cor., VI, 91).</p>
<p><strong>Il digiuno speciale</strong>, quello dei pii, consiste nel trattenere le membra dai peccati: si attua in questi <span style="text-decoration: underline;">sei modi</span>:<br />
1) abbassando gli occhi e astenendosi dall’allungare lo sguardo su tutto ciò che è biasimevole e detestabile e tutto ciò che occupa il cuore distraendolo dal ricordo di Allàh. Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Lo sguardo è una freccia avvelenata, di quelle del demonio (shaytan) – Allàh lo maledica! –; a chi vi rinunzia per paura di Allàh, Allàh concede una fede tale da sentirne la dolcezza nel cuore». Giābir… (5) ha tramandato il seguente detto del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Cinque cose rompono il digiuno di chi lo sta compiendo: la menzogna, la maldicenza, la calunnia, il giuramento falso, lo sguardo impudico»;</p>
<p>2) trattenendo la lingua dai vani discorsi, dalla menzogna, dalla maldicenza, dalla calunnia, dalla licenziosità, dall’asprezza, dalla litigiosità, dalla ipocrisia, e facendola tacere, o tenendola occupata solo con la menzione di Allàh Glorioso e con la lettura del Corano. Questo è dunque il digiuno della lingua. – Disse Sufyan: «La maldicenza corrompe il digiuno»&#8230; – Ha tramandato Laith (6) che Mugiā-hid (7) disse: «Due difetti guastano il digiuno: la maldicenza e la menzogna». – Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «II digiuno è uno scudo: se uno di voi digiuna, non si comporti in modo osceno ne da ignorante; se qualcuno lo combatte o lo insulta, dica: &#8220;Sono in digiuno, sono in digiuno&#8221; ». – Si racconta: «Due donne fecero il digiuno all’epoca delL’Inviato di Allàh -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -, ma sul finire della giornata erano talmente indebolite dalla fame e dalla sete che stavano sul punto di morire; allora mandarono a chiedere al Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; il permesso di interrompere il digiuno. Il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; inviò alle due donne una ciotola per mezzo di un messo cui ordinò di dir loro: &#8220;Vomitate in questa ciotola ciò che avete mangiato&#8221;. Allora l’una rigettò sangue e carne freschi riempiendo a metà la ciotola; l’altra poi vomitò le stesse cose, e in tal modo riempirono completamente il recipiente. Meravigliandosi la gente del fatto, il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; disse: &#8220;Quelle due invero hanno digiunato astenendosi dai cibi leciti, ma hanno rotto il digiuno facendo cose che Allàh ha loro proibito. Si son sedute l’una accanto all’altra e si son messe a sparlare della gente e questa che vedete nella ciotola è la carne della gente di cui si son cibate&#8221;»;</p>
<p>3) impedendo all’udito di prestare ascolto a tutto ciò che è riprovevole: poiché tutto ciò che è proibito dire è proibito pure ascoltare; per tal motivo Allàh, mettendo sullo stesso piano chi ascolta cose proibite e chi divora illeciti guadagni, ha detto: «Gente con l’orecchio teso alla menzogna e divoratrice di illeciti guadagni» (Cor., V, 42). Così pure ha detto: «Magari i loro maestri e i loro dottori proibissero loro di dir cose peccaminose e di divorare guadagni illeciti» (Cor., V, 63). Divorare illeciti guadagni e restar zitti di fronte alla maldicenza son cose entrambe proibite: «Altrimenti siete come loro» (Cor., IV, 140), ha detto l’Altissimo. Per questa ragione disse pure il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Colui che sparla degli assenti e colui che gli presta ascolto sono soci nel peccato»;</p>
<p>4) trattenendo le altre membra, come mani e piedi, dal commettere peccati e azioni riprovevoli ed il ventre dalle cose su cui c’è un dubbio se lecite od illecite al momento della rottura del digiuno, giacché nessun valore avrebbe il digiuno se ci si astenesse dai cibi leciti e si mangiassero poi quelli proibiti al momento della sua rottura. Chi agisce così sarebbe simile a chi costruisse un castello e demolisse una città. Il cibo lecito, infatti, è di nocumento non per la specie, ma per la quantità, e scopo del digiuno è appunto la sua diminuzione. Colui che tralasciasse di prendere una medicina in grande quantità per timore d’esserne danneggiato, se si volgesse a prendere un veleno, sarebbe senz’altro uno stupido. Ora, il cibo illecito è veleno mortale per la religione, mentre quello lecito è rimedio che giova se preso in piccola quantità ed è di danno se preso in grande quantità. Lo scopo del digiuno è proprio la diminuzione del cibo. Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Quanti digiunando non ricavano dal digiuno se non fame e sete!». Costoro, si è detto, sono quelli che rompono il digiuno mangiando cibi proibiti; ed anche, quelli che si astengono dai cibi leciti e rompono il digiuno divorando le carni del prossimo con la maldicenza, che è vietata; o, infine, quelli che non trattengono le loro membra dal commettere peccati;</p>
<p>5) non chiedendo grandi quantità di cibi leciti al momento della rottura del digiuno in maniera da riempirsi il ventre. Non v’è recipiente che Allàh non abbia più in odio di un ventre riempito di cibi leciti. Difatti come potrebbe servire il digiuno a soggiogare il nemico di Allàh e a distruggere gli appetiti, se chi digiuna cerca di sopperire, al momento della rottura del digiuno, a quel che gli è venuto meno durante il giorno, e magari vi aggiunge cibi di vario genere? È invalsa l’abitudine di mettere in serbo per il Ramadān ogni sorta di cibi e mangiarne in quel mese quanti non se ne mangiano in parecchi mesi. Ora è noto che scopo del digiuno è avere lo stomaco vuoto e distruggere i desideri per rafforzare l’animo nella pietà. Se invece si reprime dalla mattina alla sera lo stomaco sì da stimolarne l’appetito e rafforzarne il desiderio, e poi lo si nutre di ghiottonerie fino a sazietà, se ne accresce il piacere e se ne raddoppia la forza, svegliando appetiti che resterebbero forse quieti se lasciati alla normalità. Indebolire le forze, che sono i mezzi del diavolo (shaytan) per condurre al male, è l’anima e il segreto del digiuno. Tale scopo il digiunante non lo conseguirà che diminuendo il cibo, ossia consumando quello che sarebbe stato il pasto abituale di ogni sera, se non avesse digiunato. Che, se invece assomma la colazione del mattino con il pasto della sera, nessun profitto egli trarrà dal suo digiuno. Buona norma anzi sarebbe che non dormisse più del solito durante il giorno affinchè, provando fame e sete, possa avvertire l’indebolimento delle forze. È allora che il cuore gli diviene limpido ed egli cercherà di procurarsi ogni notte quel tanto di debolezza che gli renda leggere la veglia e le devozioni. E può darsi anche che il demonio non si libri più sul suo cuore, lasciandolo libero di contemplare il Regno dei cieli. La Notte del Destino (8), infatti, è appunto la notte in cui si svela un qualcosa del Regno celeste. A questo alludono le parole dell’Altissimo: «In verità Noi lo rivelammo la Notte del Destino» (Cor., XCVII, 1). Ma a chi pone tra il cuore ed il petto una bisaccia piena di cibi nulla di quel Regno si rivelerà: non basta mantenere lo stomaco vuoto perché il velo sia sollevato fintante che il cuore non sia libero da tutto ciò che non è Allàh. Stando così le cose, si deve cominciare col diminuire il cibo&#8230;;</p>
<p>6) restando, dopo la rottura del digiuno, col cuore sospeso tra paura e speranza, poiché l’uomo ignora se il suo digiuno è accettato da Allàh – e in tal caso egli appartiene ai Ravvicinati a Lui – o se gli viene respinto – ed è pertanto degli odiosi a Lui. Questo stato d’animo lo abbia egli comunque alla fine di ogni suo atto di culto. Si racconta che al-Hasan al-Başrī (9) disse passando accanto a certuni che ridevano: «Allàh ha fatto del mese di Ramadān un’arena per le sue creature, nella quale esse gareggiano nell’ubbidirGli; alcuni arrivano prima e vincono, altri restano indietro e son delusi». E ci sarà da restare sbalorditi vedendo colui che ora ride e folleggia il giorno in cui trionferanno quelli che saranno arrivati prima e andranno delusi coloro le cui opere saranno state rese nulla. Ah, per Allàh! Se cadessero le bende, certamente colui che ha fatto il bene penserebbe al suo bene e colui che ha fatto il male al suo male! In altri termini, la gioia distrarrebbe dal folleggiare chi è accetto ad Allàh, e la tristezza ostruirebbe la porta del riso a chi è respinto da Lui. Di al-Ahnaf ibn Qais (10) si narra che quando gli fu detto: «Tu sei troppo vecchio; il digiuno ti indebolisce», rispose: «Io lo faccio per un lungo viaggio; la sopportazione obbedendo a Allàh è più lieve che non subendo il Suo castigo».</p>
<p>Questi che abbiamo esposto sono i valori intimi del digiuno. Se tu ora obbiettassi: «I giuristi dicono che è valido il digiuno di chi si limita a frenare gli appetiti del ventre e del sesso, e trascura questi valori intimi; come lo spieghi?», ti risponderei così: «Sappi che i giuristi, occupandosi dell’esteriorità, fissano i requisiti esteriori con argomenti più deboli di quelli da noi apportati in merito ai suddetti requisiti interiori concernenti specialmente la maldicenza e colpe simili. Ai giuristi, interessati alla sola esteriorità, d’altronde non spetta imporre se non ciò cui la gente comune, negligente, dedita alle cose terrene possa facilmente sottostare. I Sapienti, invece, che si occupano della Vita futura intendono per validità del digiuno l’accettazione da parte di Allàh, e per accettazione il raggiungimento del suo fine, e comprendono che tale fine è assumere una delle qualità divine, cioè la Signoria, ed imitare gli angeli frenando, per quanto possibile, gli appetiti, dai quali questi ultimi sono esenti.</p>
<p>L’uomo, infatti, è di grado superiore agli animali, potendo egli con il lume della ragione domare gli appetiti, ma di grado inferiore agli angeli, gli appetiti potendo prendere il sopravvento su di lui. Trovandosi l’uomo in questo stato di lotta, quanto più egli viene preso dagli appetiti tanto più si riduce “degli abietti il più abietto” (Cor., XLV, 5), aggregandosi agli animali; quanto più, invece, riesce a dominare gli appetiti più si solleva “al sommo dell’ ‘Illiyyin (11)” (Cor., LXXXIII, 18), raggiungendo il mondo degli angeli. E poiché questi son vicini ad Allàh Grande e Potente, colui che li imita, cercando di somigliare ad essi nei loro costumi, s’avvicina ad Allàh a loro guisa. Chi infatti assomiglia al vicino è anche lui un vicino; in questo caso la vicinanza non è già di luogo, ma di qualità. Poiché il segreto del digiuno secondo i Maestri spirituali e i dotati di perspicacia è questo, che vantaggio c’è a rimandare un pasto ed assommarne due la sera, essendo in balia delle altre passioni durante il giorno? Che, se da un fatto simile si potesse trarre vantaggio, che senso avrebbero le parole del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: “Quanti digiunando non ricavano dal digiuno se non fame e sete?”; perciò disse Abū ad-Dardā’ (12): “Oh! quanto gradevoli per gli assennati il sonno e il pasto di rottura del digiuno! Perché non dovrebbero essi disprezzare il digiuno e la veglia degli stupidi?». Senz’altro un atomo di devozione da parte di gente dotata di certezza e pietà ha più merito e più peso che non montagne da parte di illusi. Per questa ragione disse un sapiente: “Quanti facendo il digiuno lo rompono e quanti rompendolo digiunano!”. I secondi sono coloro che preservano le loro membra dal peccare mangiando e bevendo; i primi sono coloro che, pur soffrendo fame e sete, danno libertà di peccare alle membra. Colui che capisce il valore e il segreto del digiuno ben sa che chi si astiene dal pasto e dal coito, ma spezza il digiuno praticando il peccato è simile a chi stropiccia tre volte una parte del corpo nell’abluzione osservando manifestamente il numero prescritto, ma trascura la cosa più importante, ossia di lavarla e quindi a causa della sua stoltezza la preghiera gli viene respinta. Mentre chi interrompe il digiuno mangiando, ma trattiene le membra dalle cose riprovevoli è come colui che, lustrando le sue membra un po’ alla volta, vede la sua preghiera accettata, se Allàh vuole, per aver egli osservato ciò che è fondamentale, anche se ha omesso ciò che è subordinato. Chi, infine, compie tutte e due le cose, astenendosi cioè dal cibo e dal peccato, è come chi lustra ogni membro tre volte, compiendo, assieme a ciò che è fondamentale, ciò che è subordinato. Questa è la perfezione!».</p>
<p>Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; ! –: «II digiuno è un deposito fiduciario; che ognuno di voi conservi il deposito!»; e allorché recitò le parole di Allàh, Grande e Potente: «Allàh vi comanda di restituire i depositi fiduciari ai loro proprietari» (Cor., IV, 58), mise la mano sull’orecchio e sugli occhi, esclamando: «L’udito è un deposito fiduciario e la vista è un deposito fiduciario!». Se il digiuno non fosse un deposito fiduciario, certamente il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; non avrebbe detto: «Dica: &#8220;Sono in digiuno!&#8221;», cioè ho dato in deposito la mia lingua per tenerla a freno; come posso ora liberarla per risponderti?</p>
<p>Concludendo, s’è visto che ogni atto di culto comporta atteggiamenti esteriori e atteggiamenti interiori, una scorza e una polpa: le varie scorze hanno gradi ed ogni grado vari piani. A tè ora la scelta, se contentarti della scorza invece della polpa, oppure unirti a quanti son dotati di perspicacia (chi sa penetrare con intelligenza nell’intimo delle cose).</p>
<p><strong>NOTE:</strong></p>
<p>(5) – Due sono i tradizionisti il cui nome è Giābir: Giābir ibn Zaid al-Basrī, morto nel 93/711, e Giābir ibn ‘Abdallah; probabilmente qui trattasi del secondo perché Ghazālī più avanti (p.237 e n.2) a Giābir aggiunge il nome del padre ‘Abdallah.</p>
<p>(6) – Noto tradizionista, morto, pare, nel 175/791-2.</p>
<p>(7) – Noto tradizionista e lettore del Corano, morto nel 101/719-20 o nel 105/723-4.</p>
<p>(8) – Ossia la Lailat al-qadr, comunemente identificata con quella tra il 26 e il 27 giorno di Ramadān. Per le varie spiegazioni date al versetto 1 della sura XCVII, cui si aggiunge quella qui data da Ghazālī, vedasi Il Corano, tradotto da A.Bausani (cit. a p. 41), Commento, p. 721.</p>
<p>(9) – al-Hasan al-Başrī, grande Maestro (m. 110/728), la cui personalità dominò la sua epoca in tutti gli aspetti della cultura religiosa. Vedasi per un più ampio giudizio su di lui Vite e denti di santi musulmani, cit., pp. 54-56.</p>
<p>(10) – Capo dei Banū Sa’d di Başra che combatté a fianco di ‘Alī contro Mu’āwiya a Şiffin e contro i ribelli khārigiti a an-Nahrawān. Gli si attribuiscono frasi sentenziose.</p>
<p>(11) – Questa parola, che è sicuramente l’ebraico ‘elīyon azioni dell’uomo. Per Ghazālī è nome di luogo.</p>
<p>(12) – Compagno del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -, morto nel 32/652. si fece apprezzare per la sua conoscenza del Corano, trasmise numerose tradizioni. Vedasi …Santi musulmani, p.40.</p>
<p>*    F  I  N  E   *</p>
<p>assalamu &#8216;alaykum</p>
<p>Umar</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“I Misteri del Digiuno” di Al-Ghazàli (a cura di Umar A.F.)</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 23:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
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		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

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Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim wa-ssalàtu wa-ssalàmu &#8216;alà Sayydinà Muhammad
Un saluto di pace a tutti voi,
Ecco un bellissimo testo con dei Buoni Consigli (nasìha) di Al-Ghazàlì un grande Sapiente morto nel 1111, (che Allàh sia soddisfatto di lui), testo che ho trovato molto utile, prima di tutto per me e che mi auguro possa esserlo anche per voi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
</em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim </em></strong><strong><em>wa-ssalàtu wa-ssalàmu &#8216;alà Sayydinà Muhammad</em></strong></p>
<p><em>Un saluto di pace a tutti voi,</em></p>
<p><em>Ecco un bellissimo testo con dei Buoni Consigli (</em><em>nasìha</em><em>) di Al-Ghazàlì un grande Sapiente morto nel 1111, (che Allàh sia soddisfatto di lui), testo che ho trovato molto utile, prima di tutto per me e che mi auguro possa esserlo anche per voi per il nostro digiuno che facciamo per Allàh l&#8217;Altissimo in questo  Sacro Mese di Ramadan, Mese colmo di Benedizioni. </em></p>
<p><em>Al-hamdu li-Llàh, Lode  ad Allàh, che ci riempie continuamente delle Sue Grazie e delle Sue Benedizioni nella Sua Infinita Misericordia.</em></p>
<p><em> Umar AF</em></p>
<p><strong>I MISTERI  DEL  DIGIUNO </strong><strong><br />
<strong><em>(Asrār as-saum)</em></strong><br />
<strong>di Al-Ghazàlì</strong><br />
</strong>(Tratto dal Libro “Scritti scelti di al-Ghazali” edizione U.T.E.T.)</p>
<p><strong><em>Premessa</em></strong></p>
<p>Sia lodato Allàh che ha fatto grandi elargizioni di grazia ai Suoi servi allontanando da essi le insidie e le arti del demonio (shaytan), respingendo le sue speranze e frustrandone i propositi allorché stabilì il digiuno a difesa e protezione dei Suoi amici e aprì loro per Suo mezzo le porte del Paradiso e fece loro conoscere come gli espedienti diabolici per arrivare al cuore siano gli appetiti nascosti e come nel domarli «l’anima tranquilla» (Cor., LXXXIX, 27), che mostra la sua bravura combattendo l’avversario, divenga forte col favore divino. E sia benedetto Muhammad, colui che guida le creature e spiana la via, e siano benedetti la sua famiglia e i suoi Compagni, uomini dotati d’acuta perspicacia e d’intelligenza superiore. Il Signore dia loro salvezza in gran copia!<br />
Il digiuno è «un quarto della fede», avendo affermato il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -!: «II digiuno è meta della pazienza» e «La pazienza è metà della fede». Esso si distingue fra gli altri pilastri della fede per una particolare relazione con Allàh eccelso, avendo Egli dichiarato, secondo quanto ha riferito il Suo Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Ogni opera buona sarà moltiplicata per dieci fino a settecento, eccettuato il digiuno, poiché questo appartiene a Me ed Io lo ricompenserò». Ha detto pure Allàh l’Altissimo: «Verrà certamente corrisposto ai pazienti la loro mercede, senza restrizione (computo)» (Cor., XXXIX, 10). E poiché il digiuno è «metà della pazienza», la sua ricompensa sorpassa le regole della valutazione e del computo.<br />
Per conoscere il suo merito ti basti quello che ne ha detto il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Per Colui nelle cui mani è la mia anima, i resti di cibo nella bocca di chi digiuna son presso Allàh più fragranti del muschio». Dice infatti Allàh Grande e Potente: «Chi digiuna trascura appetito, cibo e bevande per Me. Il digiuno Mi appartiene ed Io ne stabilisco la ricompensa» (1). II Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; ha detto: «II Paradiso ha una porta detta Rayyān per la quale non entrano se non quelli che digiunano: essa è il luogo promesso per l’incontro con Allàh l’Altissimo in ricompensa del digiuno». E ancora: «Chi fa il digiuno ha due gioie: l’una al momento in cui lo interrompe, l’altra quando incontra il suo Signore». E ancora: «Ogni casa ha una porta e la porta del culto è il digiuno»; e «II sonno di chi digiuna è culto». Abū Huraira (2) ha riferito che il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; disse: «Quando entra il mese di Ramadàn vengono aperte le porte del Paradiso e chiuse quelle dell’Inferno, vengono legati i demoni e v’è uno che grida: &#8220;O tu che desideri il bene, su, fallo! O tu che desideri il male, smettila!&#8221;». E Wakī’ (3), commentando le parole dell’Altissimo: «Mangiate e bevete in pace per quel che prima faceste nei giorni trascorsi» (Cor., LXIX, 24), disse che questi erano i giorni del digiuno, giacché in essi si era tralasciato di mangiare e di bere.<br />
L’Inviato di Allàh -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; ha unito nel vanto (valore), mettendoli sullo stesso piano, l’ascesi nel mondo terreno e il digiuno; disse infatti: «L’Altissimo accomuna nel vanto gli angeli e il giovane devoto con le parole: &#8220;O giovane che abbandoni i tuoi appetiti per Me, sacrificando per Me la tua giovinezza, sei presso di Me come uno dei Miei angeli&#8221;». Di colui che digiuna il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; disse: «Allàh – Grande e Potente – dice: &#8220;Angeli Miei, osservate il Mio servo: per Me ha lasciato da parte appetito, piacere, cibo e bevande&#8221;». A proposito delle parole dell’Altissimo: «E nessuna anima conosce qual grande gioia è in serbo nascosta per loro in premio delle loro azioni buone» (Cor., XXXII, 17) si è detto: per azione buona qui si deve intendere il digiuno, avendo Allàh affermato: « Verrà certamente corrisposto ai pazienti la loro mercede, senza restrizione (computo)» (Cor., XXXIX, 10). Ragion per cui sarà data a chiunque digiuna, senza che venga pesata, larga ricompensa al di là di ogni immaginazione e valutazione.<br />
Del resto è giusto che sia così, dal momento che il digiuno appartiene soltanto ad Allàh ed è nobilitato in relazione a Lui, anche se a Lui appartengono tutti gli altri atti di culto, così come è nobilitata la Sacra Casa in relazione a Lui, mentre tutta la terra Gli appartiene. Ciò per due ragioni: La prima ragione è che il digiuno, essendo astensione e rinuncia, è in se stesso un segreto, mancandovi azione che si possa vedere, a differenza di tutte le azioni pie che sono esposte allo sguardo delle creature. Non vedendolo se non Allàh Grande e Potente, il digiuno è opera del tutto interiore che si attua con mera pazienza. La seconda ragione è che il digiuno serve a soggiogare il nemico di Allàh, il diavolo (shaytan)– lo maledica Allàh! – i cui mezzi (per far deviare) sono gli appetiti (desideri) i quali si fortificano col mangiare e col bere. Perciò disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Satana circola nell’intimo dell’uomo alla stessa guisa del sangue; restringetegli quindi i suoi canali con la fame». E ad ‘A’isha (4) – si compiaccia Allàh di lei! ha riportato che il Profeta –che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace- ha detto : «Continua a battere alla porta del Paradiso», «Con che?» chiese lei, «Con la fame!» rispose il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -.</p>
<p>Servendo in modo particolare a soggiogare il diavolo, a sbarrare le sue vie, a restringergli i suoi canali, il digiuno merita di essere distinto per la sua relazione con Allàh Grande e Potente. Inoltre soggiogando (combattendo) il nemico di Allàh (lo shaytan), si sostiene Allàh Glorioso; e colui che sostiene (la causa di) Allàh Eccelso beneficerà a sua volta del Suo soccorso, avendo detto l’Altissimo: «Se voi sosterrete Allàh, Egli vi sosterrà e farà saldi i piedi vostri (i vostri passi)» (Cor., XLVII, 7). L’inizio sta nello sforzo da parte della creatura e la ricompensa nella guida da parte di Allàh Grande e Potente! Perciò ha detto l’Altissimo: «Ma quelli che lotteranno con zelo per Noi, li guideremo per le Nostre vie» (Cor., XXIX, 69). E: «Allàh non muta mai la Sua grazia ad un popolo, avanti che essi non mutino quel che hanno in cuore» (Cor., XIII, 11). Ed invero il mutamento è dato dal moltiplicarsi degli appetiti che sono campo e pascolo dei demoni: finché essi rimangono fertili, i demoni non cessano di aggirarvisi, e finché questi continuano ad aggirarvisi la maestà di Allàh Glorioso non si rivela all’uomo e l’incontro con Allàh gli resta precluso. Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Se i demoni non si librassero sui cuori dei figli d Adamo, questi certamente guarderebbero al Regno dei Cieli».</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>NOTE:</strong></p>
<p>(1) – La frase non è del Corano.</p>
<p>(2) – Compagno del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -.</p>
<p>(3) – Noto tradizionista, morto nel 197/812.</p>
<p>(4) – La moglie prediletta di Muhammad &#8211; che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -.</p>
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		<title>&#8220;La carità non consiste nel volgere i volti verso l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, ma&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 12:48:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

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		<description><![CDATA[di HRP
Ieri sera a tarawih (la veglia notturna delle notti di ramadan) leggendo la sura della Giovenca abbiamo incontrato questo passo:
&#8220;La carità non consiste nel volgere i volti verso l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, ma nel credere in Allah e nell&#8217;Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di HRP</p>
<p>Ieri sera a tarawih (la veglia notturna delle notti di ramadan) leggendo la sura della Giovenca abbiamo incontrato questo passo:</p>
<p><em><strong>&#8220;La carità non consiste nel volgere i volti verso l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, ma nel credere in Allah e nell&#8217;Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l&#8217;orazione e pagare la decima*. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, ecco i timorati</strong></em>&#8220;.(Corano II, 177).</p>
<p>Il termine che abbiamo tradotto  con &#8220;carità&#8221; è <em>&#8220;al bir </em>&#8221; che significa anche devozione, ma preferimmocarità perché cmi sembrò che il concetto espresso fosse proprio quello dell&#8217;amore per Dio. Recita infatti la definizione: &#8220;<em> </em><em>Carità significa amore disinteressato nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di </em><a title="Dio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dio"><em>Dio</em></a><em>. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé&#8221;.</em></p>
<p>Pertanto, questo bellissimo passo ci ricorda che, per quanto importante, l&#8217;orientamento esteriore non è sostanziale, ma lo sono invece la fede e la generosità, la lealtà e la pazienza. Queste sono le caratteristiche di coloro che sono <em>muttaqin</em>, timorati di Allah, coloro che possono prendere il Libro come Guida; non troviamo forse all&#8217;inizio della sura (II, 2)  &#8230; <strong><em>&#8220;questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati&#8221; </em></strong>?</p>
<p>Ci piacerebbe che potessimo sempre aggiungere al beneficio spirituale della lettura del Libro di Allah, anche quello intellettuale ed etico della sua comprensione e applicazione.</p>
<p>La veglia di <em>tarawih</em> è occasione e spunto per apprendimento e riflessione; non passi una una sera senza che la nostra mente non si soffermi sul significato della parola di Allah e la nostra volontà non c&#8217;interroghi sullo stato della sua applicazione da parte nostra.</p>
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		<title>Noi che cerchiamo al ihsan</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 17:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

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		<description><![CDATA[di H.R.P.
Nel celeberrimo hadith Jibril, il Profeta Muhammad (pbsl) risponde alla domanda sull’ihsan (il perfezionamento) dicendo: “al ihsan è vivere ricordando che davanti a te c’è il volto di Allah, tu non vedi Lui ma Lui vede te”. Il ricordo continuo della presenza divina suscita infatti nel credente la taqwa (in timor di Dio) che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di H.R.P.</p>
<p>Nel celeberrimo hadith Jibril, il Profeta Muhammad (pbsl) risponde alla domanda sull’<em>ihsan</em> (il perfezionamento) dicendo: <em>“al ihsan è vivere ricordando che davanti a te c’è il volto di Allah, tu non vedi Lui ma Lui vede te”</em>. Il ricordo continuo della presenza divina suscita infatti nel credente la <em>taqwa</em> (in timor di Dio) che gli permette di dominare meglio le sue passioni, correggere i suoi difetti, allontanarsi dai suoi vizi e dalle sue pigrizie che talvolta sono veri e propri vizi del comportamento.</p>
<p>La condizione del credente, che durante Ramadan controlla una parte importante di se astenendosi dal cibo, dalla bevanda e dalla relazione sessuale per molte ore al giorno (poco meno di 16 ore di fila all’inizio del mese e 14 ore e mezza alla fine del periodo), è lo fa per timore di Allah e amore per la sua religione, nella speranza che tale sforzo venga accettato e muova la misericordia divina e il perdono nei suoi confronti,  ebbene, questa condizione è uno stato di <em>ihsan</em>.</p>
<p>Infatti, se nel suo privato, nella discrezione della sua casa egli/ella rompe il digiuno o lo trascura del tutto, nessuno mai lo saprà, e non si esporrà alla riprovazione della sua comunità. Ma è invece alla sua coscienza che ha percezione di quel Volto che fa riferimento, alla sua scelta di fede, all’amor/timor di Dio che lo corroborano nella ferma decisione di essere <em>saber</em>, paziente e perseverante.</p>
<p>Molti in Occidente e in generale tra i non musulmani s’interrogano sulla nostra “stravaganza” : invece di paventare l’avvicinarsi dell’inizio del mese del digiuno osservano una grande eccitazione che serpeggia e alla fine spumeggia in tutta la comunità. Ci si scambia auguri entusiastici, si organizzano le attività rituali, gli iftar in comune, si fanno spese e, inch’Allah ci si perdona l’un l’altro.</p>
<p>Domani una grande parte dei musulmani del mondo inizieranno al <em>fajr</em> il loro mese di <em>sawm</em> (gli altri seguiranno dopodomani), tutti con la ferma intenzione di proseguirlo fino alla sua conclusione. Parliamo di alcune centinaia di milioni di uomini e donne distribuite su tutti i continenti di mille etnie, lingue e culture diverse ma uniti, e quanto uniti, dal senso di appartenza ad un umma benedetta e resistente.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Al hamdulillah niyyama al islam!</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Allah akbar wa lillah al hamd</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Ramadan mubarak e tutte e tutti, Allah accetti e compensi</em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Comunicato UCOII, 11 agosto I ramadan!</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 12:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[A tutti nostri fratelli e sorelle
L&#8217;U.CO.II ha l&#8217;onore e il piacere di comunicare che in base a quanto stabilito dal Consiglio Europeo di Fatwa il mese di Ramadan inizierà al tramonto di martedì 10 agosto e pertanto l&#8217;11 agosto sarà il primo giorno di digiuno.
Allah ci parla di questo mese caro ai nostri cuori con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A tutti nostri fratelli e sorelle</p>
<p>L&#8217;U.CO.II ha l&#8217;onore e il piacere di comunicare che in base a quanto stabilito dal Consiglio Europeo di Fatwa il mese di Ramadan inizierà al tramonto di martedì 10 agosto e pertanto <strong>l&#8217;11 agosto sarà il primo giorno di digiuno</strong>.</p>
<p>Allah ci parla di questo mese caro ai nostri cuori con parole che hanno questo significato: <strong><em>“</em></strong><strong><em>É nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio]* digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!” (Corano II, 185).</em></strong></p>
<p>e, dal canto suo, il Profeta Muhammad ci ha detto (tra l&#8217;altro): <strong>“Saranno perdonati i peccati a chi digiuna nel mese di Ramadan con fede sincera e sperando nella ricompensa divina” (lo hanno tramandato Al Bukhari e Muslim).</strong></p>
<p>In questo mese benedetto la comunità dei credenti si ritrova nello sforzo comune fatto per amore e timore di Allah, rinsalda i legami di fratellanza e dedica particolare attenzione ai più deboli e ai bisognosi e, a questo proposito comunichiamo che l&#8217;importo della <strong>zakat del fitr</strong> rimarrà anche quest&#8217;anno stabilita in <strong>8,00€ (otto€) procapite</strong>.</p>
<p>Ricordando la necessità dell&#8217;unità come valore assoluto da perseguire con umiltà e pazienza, ma con la fermezza necessaria, auguriamo a tutti quanti di trascorrere questo mese nella serenità e nella concordia famigliare e comunitaria.</p>
<p>Allah accetti e compensi il nostro digiuno e il vostro e ci perdoni tutti</p>
<p>per il consiglio direttivo U.CO.I.I.</p>
<p>Il presidente</p>
<p>Izzedin El Zir</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong><strong>الله الرحمن الرحيم</strong><strong> </strong><strong>بسم</strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: right;">الحمد لله رب العالمين و الصّلاة و السّلام على اشرف المرسلين و بعد,</p>
<p style="text-align: right;">يطيب لنا فى اتّحاد الهيئات الاسلاميّة بايطاليا ان نتقدم الى جميع اخواننا و اخواتنا فى جميع المراكز الاسلامية بايطاليا</p>
<p style="text-align: right;"><strong> باحرّ التهانى و اطيب التمنيات بحلول شهر رمضان المبارك </strong><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: right;">سائلين الله تعالى ان يعيننا و اهلين على حسن الصيام و اتمام القيام و ان يجعلنا من عتقاء هذا الشهر الكريم, امين.</p>
<p style="text-align: right;">انها لمنة من الله تعالى ان يعيد علينا هذا الشهرالفاضل, و انها لفرصة عظيمة لترسيخ معاني الاخوّة بيننا, فنسال الله الكريم رب العرش العظيم ان يؤلّف بين قلوبنا, و ان يجمع على الحق كلمتنا, وان يوفقنا لخدة الاسلام و المسلمين,</p>
<p style="text-align: right;">انه وليّ ذلك و القادر عليه.</p>
<p style="text-align: right;">كما نلفت النظر الى انه و بالاعتماد على فتوى المجلس الاوروبي للبحوث والافتاء فان يوم الاربعاء 11\08\2010 سيكون اول ايام رمضان الكريم ان شاء الله تعالى حسب الحساب الفلكى الدقيق. (انظر رسالة المجلس).</p>
<p style="text-align: right;">كما ندعو اخواننا القائمين على المراكز الاسلامية الى مراعاة معانى الوحدة بين المسلمين وعدم التعصب لاي جهة على حساب وحدة الصف و جمع الكلمة, فان هذا مقصد من مقاصد الشرع لا يجوز اغفاله ولا التنكّب عنه, خاصة فى شهر الاخوة و الوحدة, شهر رمضان المبارك.</p>
<p style="text-align: right;">كما لا يفوتنا ان نذكّر اخواننا فى المراكز الاسلامية, ان زكاة الفطر لهذا العام قد قدّرت بثمانى اورو (8,00) للفرد الواحد.</p>
<p style="text-align: right;">وفى الاخير نسال الله الكريم ان يفيض علينا و اهلينا من خيراته وان لا يحرمنا من نعمائه انه سميع مجيب, انه نعم المولى و نعم النصير. والسّلام عليكم و رحمة الله تعالى وبركاته.</p>
<p style="text-align: right;">اخوانكم فى ادارة الاتحاد</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attentato incendiario contro la moschea di Bologna</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/attentato-incendiario-contro-la-moschea-di-bologna/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 21:28:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[Centro di Cultura Islamica di Bologna,
comunicato del 4.8.2010

Questa notte il Centro di Cultura Islamica di Bologna, di via Pallavicini è stato fatto oggetto di un vile attentato incendiario che ha danneggiato gli uffici della direzione.
Al momento sono in corso i rilievi della Polizia scientifica, ancora non è chiara la dinamica e per avere il quadro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centro di Cultura Islamica di Bologna,<br />
comunicato del 4.8.2010</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Bologna-4.8.10-4.jpg" alt="" width="314" height="209" /></p>
<p>Questa notte il Centro di Cultura Islamica di Bologna, di via Pallavicini è stato fatto oggetto di un vile attentato incendiario che ha danneggiato gli uffici della direzione.<br />
Al momento sono in corso i rilievi della Polizia scientifica, ancora non è chiara la dinamica e per avere il quadro dei danni si dovrà attendere ancora qualche ora.<br />
Il Centro di Cultura Islamica denuncia questa gravissima intimidazione e chiede che venga fatta al più presto piena luce sull&#8217;episodio. Al contempo rivolge un appello alle istituzioni affinchè venga stroncata sul nascere una strategia criminale tendente ad avvelenare le relazioni tra la comunità islamica e la città. In questo inizio di agosto che prelude all&#8217;inizio del mese di Ramadan i musulmani di Bologna ribadiscono la loro attitudine pacifica e dialogante e sollecitano iniziative di solidarietà da parte della società civile,</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Bologna-4.8.10-2.jpg" alt="" width="208" height="312" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ramadan è vicino!</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/07/ramadan-e-vicino/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 16:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3503</guid>
		<description><![CDATA[di Patrizia Khadija Dal Monte


 
 
“E&#8217; nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio] digiuni &#8230;” (II,185)
 
E&#8217; tempo di radunarsi, di tornare. No, forse non siamo stati inebriati dalla voce delle sirene, quelle ormai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><strong>di Patrizia Khadija Dal Monte</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><em><span style="font-size: small;">“E&#8217; nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio] digiuni &#8230;</span></em></strong><span style="font-size: small;">” (II,185)</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">E&#8217; tempo di radunarsi, di tornare. No, forse non siamo stati inebriati dalla voce delle sirene, quelle ormai parlano piano, la loro giunge fioca ai nostri orecchi&#8230; Ci siamo piuttosto abbandonati alla forza di gravità degli eventi, per pigrizia o debolezza ci siamo lasciati andare alla loro orbita e ci siamo allontanati dal centro. La nostra preghiera non è stata profonda, lento il nostro muoversi al suo ritmo, il nostro amore  distratto,  parole e sentimenti futili hanno consumato le nostre giornate&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><em><span style="font-size: small;">“ Per il libro esplicito: Lo abbiamo fatto scendere in una notte benedetta, in verità siamo Noi ad ammonire…. Siamo noi ad inviare i (messaggeri)  (segni della) misericordia del tuo Signore…  ma quella gente invece dubita e scherza!” </span></em></strong><span style="font-size: small;">(XLIV, )</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Bucare la coltre della quotidianità per vedere oltre, per vedere dentro, senza distogliere lo sguardo, essere pervasi dal senso di quella pienezza che non ha ragioni, poiché Egli è, semplicemente.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">“</span><em><span style="font-size: small;">Tutta l’opera del figlio d’Adamo è per lui, salvo il digiuno è per Me”.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ora è tempo di radunarsi, di tornare.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Alle porte dell&#8217;Altissimo, umili ma senza umiliazione,</span></p>
<p><span style="font-size: small;">poveri di tutto, ma ricchi della Tua vicinanza, la sola che non delude.</span></p>
]]></content:encoded>
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	</channel>
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