<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Islam-online &#187; digiuno</title>
	<atom:link href="http://www.islam-online.it/category/digiuno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.islam-online.it</link>
	<description>Rivista islamica</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Jan 2012 19:58:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Cronache di Ramadan- &#8220;Sei muslim? ti ammazzo!&#8221; succede a New York</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/cronache-di-ramadan-sei-muslim-ti-ammazzo-succede-a-new-york/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/cronache-di-ramadan-sei-muslim-ti-ammazzo-succede-a-new-york/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 09:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3751</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;YOU ARE MUSLIM? Sei musulmano?&#8221; gli ha chiesto il giovane passeggero che aveva caricato. Ahmed Sharif, 43 anni, taxista a New York ha risposto che sì, lo era, e positivamente ha risposto anche alla domanda se osservasse il digiuno di Ramadan. Non poteva certo immaginarsi che quel giovanotto, Michael Enright, 21 anni, gli si scagliasse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;YOU ARE MUSLIM? Sei musulmano?&#8221; gli ha chiesto il giovane passeggero che aveva caricato. Ahmed Sharif, 43 anni, taxista a New York ha risposto che sì, lo era, e positivamente ha risposto anche alla domanda se osservasse il digiuno di Ramadan. Non poteva certo immaginarsi che quel giovanotto, Michael Enright, 21 anni, gli si scagliasse contro insultandolo e cercando di sgozzarlo con un coltellaccio.</p>
<p>Ahmed, ferito alla gola è comunque riuscito a proseguire la corsa e arrestarsi vicino ad un poliziotto che ha immediatamente arrestato il criminale.</p>
<p>Ora il nostro fratello è ricoverato in ospedale  sue condizioni vengono descritte come stabili. &#8220;Sono molto triste &#8211; ha detto in un comunicato diffuso dai suoi colleghi &#8211; vivo qui da oltre 25 anni, guido il taxi da 15, tutti i miei quattro figli sono nati in American, non mi sono mai sentito senza speranza e sicurezza prima&#8221;. La polizia, secondo la quale Enright era &#8220;molto ubriaco&#8221; al momento dell&#8217;aggressione, ha incriminato il giovane per tentato omicidio, con l&#8217;aggravante di crimine dettato dall&#8217;odio razziale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/cronache-di-ramadan-sei-muslim-ti-ammazzo-succede-a-new-york/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La malapianta dell&#8217;islamofobia&#8230; una ferma e civile risposta</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/la-malapianta-dellislamofobia-una-ferma-e-civile-risposta/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/la-malapianta-dellislamofobia-una-ferma-e-civile-risposta/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 17:33:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3707</guid>
		<description><![CDATA[Sull n. 12 di LM MAGAZINE (20 agosto 2010, supplemento al n. 56 di www.lucidamente.com - Rivista mensile di cultura ed etica civile pubblicata da inEdition editrice – www.inedition.it – e diretta da Rino Tripodi) è stato pubblicato il brano che segue al quale mi è sembrato giusto rispondere anche in relazione all’atmosfera che si respira in Italia.  Ho inviato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Sull n. 12 di LM MAGAZINE (20 agosto 2010, supplemento al n. 56 </span><span style="font-size: small;">di </span><a title="blocked::http://www.lucidamente.com/" href="http://www.lucidamente.com/" target="_blank"><span style="font-size: small;">www.lucidamente.com</span></a><span style="font-size: small;"> <em>- Rivista mensile di cultura ed etica civile</em> </span><span style="font-size: small;">pubblicata da inEdition editrice – </span><a title="blocked::http://www.inedition.it/" href="http://www.inedition.it/" target="_blank"><span style="font-size: small;">www.inedition.it</span></a><span style="font-size: small;"> – e diretta da <em>Rino Tripodi</em>) </span><span style="font-size: small;">è stato pubblicato il brano che segue al quale mi è sembrato giusto rispondere anche in relazione all’atmosfera che si respira in Italia.  Ho inviato la risposta alla rivista in questione.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Renata Rusca Zargar</span></div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong><br />
</strong></div>
<div><strong>RAMADAN E IPOCRISIA</strong> <em>– </em><span style="color: #0000ff;"><em>Da pochi giorni è iniziato il Ramadan. Molte amministrazioni locali italiane, le stesse che quando si tratta di feste cattoliche se ne stanno rigorosamente zitte, hanno fatto gli auguri ai figli di Allah. Il Ramadan, giova ricordarlo, è quella pratica che obbliga i praticanti musulmani ad astenersi dall’alba al tramonto dal mangiare, dal bere, dal fumare, e dal praticare attività sessuali. In molti paesi islamici, e questa la dice lunga sul concetto di libertà vigente nell’islam, chi trasgredisce è accusato di empietà massima e conseguentemente sanzionato penalmente. A parte che non è chiaro che c’entra il fumare con il “vademecum” del buon islamico, quello che si ignora, è che appena il sole tramonta, i fedeli della mezza luna riprendono tout court le </em></span><span style="color: #000080;"><em>“attività” dismesse. I buongustai a gozzovigliarsi senza limiti e i “focosi” a copularsi le quattro mogli (chi se le può permettere) troppo a lungo (dalla mattina alla sera) trascurate. Se qualche pratica analoga venisse contemplata anche dalla religione cattolica, i soliti laicisti (leggasi anche coloro che vedono di buon occhio tutte le religioni fuorché quella cristiana) l’accuserebbero di ipocrisia e “ridicolaggine”. Ma dal momento in cui è praticata dai discendenti del poligamo (e seduttore di minorenni) Maometto, tanto di cappello e auguri assicurati. (Gianni Toffali – Verona)</em></span></div>
<div><span style="color: #000080;"><br />
</span></div>
<div><span style="color: #ff0000; font-size: small;">Gentile redazione di “Lucidamente”,</span></div>
<div><span style="font-size: small;">mi sono stupita molto che abbiate pubblicato ne “I pareri dei lettori” il brano “Ramadan e ipocrisia” così fortemente offensivo e razzista. Non metto certamente in dubbio che ognuno possa esprimere la propria opinione, ma sicuramente può farlo su soggetti che conosce, altrimenti è solo una dimostrazione di insulsa stupidità. Chi mai farebbe, ad esempio, la critica letteraria di un autore che non ha mai letto? Ma oggi, in Italia, si può dire (e fare) qualsiasi cosa, purché sia contro i musulmani, per dimostrare quanto siano inferiori alla bella e santa civiltà “occidentale” (non si è già fatto così con gli ebrei?).</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Io, ovviamente, sono musulmana e per diventarlo ho anche studiato, oltre che essere stata spinta dall’amore. Naturalmente, sto praticando il Ramadan (come da molti anni, ancor prima di diventare musulmana per fare compagnia a mio marito che era solo a digiunare, lontano dal suo paese e dai suoi cari) e cerco, come d’obbligo, di riflettere sui miei peccati, le mie mancanze, le mie debolezze, nella speranza che Dio mi perdoni e che aiuti, magari anche per mezzo del mio sacrificio, le persone che più amo. Provando la fame e la sete, sono più vicina, inoltre, a quanti la fame e la sete la soffrono tutto l’anno, molti schiacciati da potenti e dittatori sostenuti da questa bella civiltà! Posso garantire, però, ai lettori, che chi fa davvero il Ramadan e di giorno deve lavorare, non ha certo la forza di divertirsi e gozzovigliare la notte. Anzi, dopo il pasto, perde completamente le forze e deve anche pregare. Per quanto riguarda il fumo, un buon musulmano, in realtà, non dovrebbe mai fumare perché è un vizio che danneggia il suo corpo e la sua salute, anche se l’esplicita proibizione non esiste perché al tempo del Profeta non si fumava.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Quello che mi ha colpito di più, nelle parole della lettera, è il dileggio per la fede altrui. La fede viene dal cervello ma soprattutto dal cuore: chi crede imposta la sua vita sul sentimento che ci sia qualcosa che vada oltre un’esistenza che non può essere solo quella di marionette assetate di potere e denaro, disperse alla fine nel nulla. Noi non sappiamo se davvero ci sia qualcosa oltre la morte, ma il miracolo della fede ci aiuta a lasciare qualcosa di buono in questo mondo per renderlo migliore. Poi, saremo premiati nell’al di là, se esiste, e se non ci sarà nulla, il premio sarà quello di ogni giorno che viene dalla felicità dell’aver sparso semi di amore e non di odio, di incontro e non di scontro, di voglia di conoscere e non di rifiuto. Noi siamo tutto questo: “l’eredità di affetti” di cui parlava Foscolo. Disprezzare la fede degli altri è colpirli al cuore, è esporli alla denigrazione e all’umiliazione. Mi viene in mente quando i nazisti e i fascisti dei campi di concentramento facevano prima di tutto spogliare le persone pubblicamente, per annullarle, per distruggere la loro dignità.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">E poi perché insultare il credo altrui, il Profeta nella cui parola crede più di un miliardo di persone? In nome di cosa? Di Gesù? Mai Gesù avrebbe umiliato qualcuno!</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Per ultimo mi domando dove viva l’attento lettore. Le autorità non fanno gli auguri per Natale e Pasqua? Qui a Savona lo fanno sicuramente e anche a livello nazionale, mi risulta. Persino, mi sembra, che ormai siano diventati tutti baciapile (anche i vecchi comunisti mangiatori di bambini) per fare felice un elettorato di atei che sbandiera crocifissi ad ogni piè sospinto!</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Come ho già scritto molte volte, sarebbe davvero auspicabile per noi musulmani vivere in un paese davvero cristiano, rispettoso di Cristo, del Crocifisso e del suo messaggio.</span></div>
<div><span style="font-size: small;">In tale paese, prima di tutto, non ci sarebbe neppure un razzista!</span></div>
<div><span style="font-size: small;">Prof.ssa Renata Rusca Zargar</span></div>
<p><span style="font-size: small;">Coautrice insieme a Zahoor Ahmad Zargar dei libri:</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">L’ISLAM POSSIBILE IN ITALIA, Bastogi, 2005</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;">PAURA DELL’ISLAM, Caravaggio, 2008</span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.libreriaislamica.it/prodotto.asp?pid=264&amp;lang=it">http://www.libreriaislamica.it/prodotto.asp?pid=264&amp;lang=it</a></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/la-malapianta-dellislamofobia-una-ferma-e-civile-risposta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il digiuno è assenza, distacco da ciò che ci piace</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/il-digiuno-e-assenza-distacco-da-cio-che-ci-piace/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/il-digiuno-e-assenza-distacco-da-cio-che-ci-piace/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 19:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3702</guid>
		<description><![CDATA[di P.K. Dal Monte Nelle fonti della religione islamica, troviamo l’indicazione di diversi tipi di digiuno, alcuni hanno uno scopo penitenziale, di riparazione delle colpe: “Chi involontariamente uccida un credente, affranchi uno schiavo credente…. E chi non ne ha i mezzi digiuni due mesi consecutivi per dimostrare il pentimento davanti ad Allah” (IV,92), oppure per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di P.K. Dal Monte</p>
<p>Nelle fonti della religione islamica, troviamo l’indicazione di diversi tipi di digiuno, alcuni hanno uno scopo penitenziale, di riparazione delle colpe: “<em>Chi involontariamente uccida un credente, affranchi uno schiavo credente…</em>. <em>E chi non ne ha i mezzi digiuni due mesi consecutivi per dimostrare il pentimento davanti ad Allah”</em> (IV,92), oppure per un mancato giuramento (V,89), uccisione di selvaggina in stato di sacralizzazione (V,95), o divorzio dichiarato troppo frettolosamente… Sappiamo inoltre che il Profeta (*)faceva digiuni volontari, tra cui quello di Ashura, in concomitanza con quello degli ebrei di Medina che celebravano la vittoria di Mosè sul Faraone, digiuno che anzi fu obbligatorio nel periodo in cui non era ancora rivelato quello di Ramadan.</p>
<p>Il digiuno principale però è quello del mese di Ramadan,  digiuno rituale, che costituisce il quarto pilastro della religione islamica, nei versetti che lo istituiscono  ci viene indicata subito, come sua prima caratteristica, quella di essere in continuità con le precedenti tradizioni religiose:</p>
<p><em>”Oh, voi che credete, vi è prescritto il digiuno, come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto”.</em> (II,183) Con ciò è ricordato il legame dell’islam con le altre rivelazioni,  in un rapporto che non è di totale assorbimento, infatti è anche detto “…<em>Se Dio avesse voluto avrebbe fatto di voi un’unica comunità”, vi ha voluto provare invece con quel che vi ha dato…”</em> (V,48) ma di  Conferma e Discrimine. Vengono inoltre precisati i modi, i tempi e i significati del digiuno, fissati  nel Corano stesso:</p>
<p><em>“E&#8217; nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l'inizio] digiuni . E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti</em>!” (II,185)</p>
<p>Il digiuno di Ramadan ha certo anche un aspetto di purificazione, come ci indicano molti hadith, ma quello principale, secondo i versetti coranici è di “conoscenza divina”, preparazione alla rivelazione di Dio” è detto infatti : <em>“E’ nel mese di Ramadan abbiamo fatto scendere il Corano, guida… e proclamiate la grandezza di Allah che vi ha guidato… ”.</em></p>
<p>La memoria che viene attualizzata mediante il digiuno rituale, non è quella della vittoria in una battaglia, o di un altro avvenimento storico, ma della rivelazione coranica, che costituisce il segno più grande della Misericordia di Dio e realizzazione finale della promessa fatta ad Adamo, pace su di lui: “…<em>Se mai vi giungerà una guida da parte Mia, coloro che la seguiranno non avranno nulla da temere e non saranno afflitti”</em> (II,38)</p>
<p>Il digiuno quindi qui assume il significato di preparazione alla manifestazione divina, mediante la partecipazione al digiuno del Ramadan noi entriamo in contatto con questo evento, ogni ritualità infatti non solo ci ripropone intellettualmente una conoscenza ma ci dà modo di riviverla, ci mette a stretto contatto con essa. Infatti la tradizione musulmana, attraverso i secoli non ha mai mancato di sottolineare questo significato, soprattutto ciò è evidente nella ricerca della notte del Destino, “Laylat al-Qadr), la notte in cui si celebra in modo speciale la rivelazione del Corano, come è detto anche nella sura XLIV: “ <em>Per il libro esplicito: Lo abbiamo fatto scendere in una notte benedetta, in verità siamo Noi ad ammonire…. Siamo noi ad inviare i (messaggeri)  (segni della) misericordia del tuo Signore…  ma quella gente invece dubita e scherza!</em></p>
<p>Questo carattere preminente del digiuno di Ramadan come dono di Dio, della Sua parola, della Sua Guida, spiega forse la grande letizia che anima il popolo musulmano durante questo mese. Il digiuno si accompagna ad una più intensa preghiera, nelle molteplici rakat compiute  nelle notti in moschea, ad una più profonda attenzione verso gli altri, sia nei termini di evitare ogni gesto cattivo, pensiero e giudizio, sia nell’aiuto fraterno e sollecitudine verso i più poveri.  Infatti Anas riferisce che il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui, disse: <em>&#8220;Ci sono cinque cose che rompono il digiuno; la menzogna, la maldicenza, raccontare delle frottole, giurare il falso, la cupidigia e gli occhi concupiscenti</em>.&#8221; E ancora avverte il Profeta :<em> &#8220;Molti ricevono dal digiuno niente altro che fame e sete.</em>&#8221; Digiunare significa anche perdonare le offese: <em>“&#8221;Se qualcuno discute con un altro e lo insulta, dica il secondo: Sto digiunando, sto digiunando.</em>” (hadith). La sollecitudine verso i poveri poi entra  nel Ramadan come elemento costitutivo, infatti è prevista la raccolta di una tassa fissata in misura stabile, per aiutare i poveri (zakat), vengono allestite mense per chi ha difficoltà a mangiare a casa propria…</p>
<p><strong><em>Forse diverrete timorati</em></strong>… recita il versetto citato all’inizio, rivelazione del Corano e digiuno di Ramadan hanno lo stesso scopo, ecco chi sono i timorati:</p>
<p>“<em>La carità non consiste nel volgere i volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Allah e nell’Ultimo Giorno, negli angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l’orazione e pagare la decima. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, <strong>ecco i timorati</strong>.</em> (II,177).</p>
<p>Il digiuno  dunque è assenza, distacco da ciò che ci piace e necessario in questo mondo per aprirci a quella Presenza che ci abita silenziosamente e pervade l’universo, verso L’Altro e l’aldilà.  “La delizia di colui che digiuna consiste nel suo attaccamento al grado di negazione della somiglianza”, dice  ‘Ibn Arabi. Come per Abramo, la rivelazione dell’Uno avviene attraverso la negazione del conosciuto, il suo tramonto. E’ in questo gioco di anticipazioni e attesa del Di Più, che si gioca il digiuno di Ramadan, con il suo ritmo profondamente umano, di astensione dal cibo e ritrovarsi al tramonto e prima dell’alba con ciò che ci è caro ed indispensabile al vivere: <em>“Fate il suhur(colazione prima dell’alba), disse l’Inviato di Allah, ché c’è in esso una benedizione”</em>, luci e ombre, gustare e astenersi si alternano sapientemente per condurci verso la Luce che non muore.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/il-digiuno-e-assenza-distacco-da-cio-che-ci-piace/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il miracolo del Corano</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/il-miracolo-del-corano/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/il-miracolo-del-corano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 09:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3651</guid>
		<description><![CDATA[di Patrizia Khadija Dal Monte Cuore e sorgente dell&#8217;islam è il Corano. Letto, recitato, imparato a memoria, studiato, amato da generazioni di uomini e donne che in esso riconoscono la guida della loro vita e il segno tangibile della misericordia del loro Signore, come ben dice questo hadith riferito da Ibn Massud : “Questo Corano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6><span style="font-size: medium;"><strong>di Patrizia Khadija Dal Monte</strong></span></h6>
<p>Cuore e sorgente dell&#8217;islam è il Corano. Letto, recitato, imparato a memoria, studiato, amato da generazioni di uomini e donne che in esso riconoscono la guida della loro vita e il segno tangibile della misericordia del loro Signore, come ben dice questo hadith riferito da Ibn Massud :</p>
<p>“<em>Questo Corano è un nutrimento, quindi accogliete il suo alimento quanto potete. Questo Corano è la corda di Allah, esso è la luce evidente, la giusta cura, esso è una protezione per chi lo tiene, una salvezza per chi lo segue, che così non si svia e non biasima se stesso, non si altera e non ha bisogno di essere raddrizzato. Le sue meraviglie non finiscono mai, e non si esauriscono nel frequente ricorso, recitatelo e Allah vi ricompenserà, per ogni lettera dieci meriti (hassanat) non dico che alif lam mim è una lettera, ma dico che alif è una lettera, lam è una lettera, e mim è una lettera.”</em></p>
<p>Molti anche i nomi che nel Corano stesso lo indicano, come Al-Kitab, ad-Dikhr, Al Furkhan&#8230; ad indicare la molteplicità e ricchezza che gli appartiene. Il Corano rappresenta la pienezza della rivelazione divina e la sua sintesi, conferma e discrimine di ogni rivelazione profetica antecedente.</p>
<p>“<em><strong>Ha fatto scendere su di te il Libro con la verità a conferma di ciò che era prima di esso. E fece scendere la Torah e l’Ingil, in precedenza, come guida per le genti. E ha fatto scendere il Discrimine.”</strong></em><em> (III,3-4) </em>Composto da ayat e ayat esso stesso, segno della vicinanza di Allah agli uomini, del Suo non abbandono, della Sua presenza e cura delle creature e insieme attestazione del carattere profetico di Muhammad. Abu Huraira che Allah sia soddisfatto di lui riporta che il Profeta, su di lui la pace e la benedizione divine, disse: “O<em>gni profeta ha avuto dei miracoli che servono a far credere la gente, mentre il mio miracolo è stato una rivelazione da Allah, e spero di avere il più grande numero di seguaci nel Giorno del Giudizio.”</em></p>
<p>La tradizione accenna anche altri miracoli avvenuti nella vita del profeta Muhammad, su di lui la pace e la benedizione divine, come la spaccatura della luna, lo sgorgare dell&#8217;acqua tra le sue dita&#8230; ma il miracolo essenziale e permanente è il Corano, parola divina che illumina il senso della vita umana. Molte sono le spiegazioni che, nella tradizione islamica,cercano di illustrarne gli aspetti straordinari ponendo in risalto la sua bellezza e l&#8217;inimitabilità del suo linguaggio e dei suoi contenuti, suggerita dal Corano stesso, o ancora evidenziando come alcuni versetti antetempo parlino di processi naturali, scoperti dalla scienza molti secoli dopo la loro rivelazione. <em><strong>“Di&#8217;: “Se anche si riunissero gli uomini e dèmoni per produrre qualcosa di simile di questo Corano, non ci riuscirebbero, quand&#8217;anche si aiutassero gli uni con gli altri”.</strong></em> (XVII,88)</p>
<p>Ma fondamentalmente il Corano è miracolo che rimanda alla vita ne svela l&#8217;intima struttura, la sua logica, la sua origine e il suo fine, “da Dio veniamo a Lui ritorniamo”; come del resto la vita del Profeta Muhammad, su di lui la pace e la benedizione divine, non è dominata dallo straordinario, ma da una profonda umanità, nella varietà delle situazioni umane, in mezzo alla gente, uomo e messaggero guidato dalla totale fede in Dio. C&#8217;è una ricerca del miracoloso che cela la miscredenza:</p>
<p><em><strong><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">«</span>E dissero: “Perché non sono stati fatti scendere su di lui segni da parte del suo Signore?” Di&#8217;: “I segni sono solo presso Allah. Io non sono che un ammonitore esplicito”. Non basta loro che ti abbiamo rivelato il Libro che recitano? Questa è davvero una misericordia e un Monito per coloro che credono! <span style="font-family: 'Times New Roman', serif;">»</span></strong></em><strong> </strong>(XXIX, 50-51)</p>
<p>Il Corano basta, dice Dio in esso, è segno sufficiente, c&#8217;è sufficiente luce per chi voglia percorrere la via che porta alla realizzazione. E tuttavia per penetrare la sua immensa saggezza, e poterlo riconoscere nella sua essenza Dio in esso ci dice che c&#8217;è bisogno di due cose: la riflessione e il timor di Dio. “<em><strong>Abbiamo reso facile questo [Corano], nel tuo idioma, affinché riflettano”.</strong></em> (XLIV,48)</p>
<p>“<em><strong>Alif, Lâm, Mîm. Questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati, coloro che credono nell&#8217;invisibile, assolvono all&#8217;orazione e donano di ciò di cui Noi li abbiamo provvisti, coloro che credono in ciò che è stato fatto scendere su di te e in ciò che è stato fatto scendere prima di te e che credono fermamente all&#8217;altra vita.” </strong></em>(II,1-4)</p>
<p>Ecco che la comprensione non è solo un atto intellettuale ma sgorga dall&#8217;essere profondo della persona, in cui la fiducia nel mistero si coniuga alla preghiera e all&#8217;amore verso gli altri&#8230; Per costoro il Corano rivela la sua guida e diventa chiaro, <em><strong>Al-Mub</strong></em><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><em><strong>î</strong></em></span><em><strong>ni, </strong></em>luce scesa in una notte benedetta:</p>
<p>“<em><strong>É nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione.” </strong></em>(II,185)</p>
<p>Ramadan e Corano sono intimamente uniti, là nell&#8217;esperienza della povertà dell&#8217;umano, nella rinuncia ai sostegni usuali della vita, in una notte priva di colori e luce propria si è manifestato e si manifesta l&#8217;Altro, Colui Al quale nessuna creatura è simile, la cui parola ripete incessantemente la Sua misericordia e la serietà della vita umana, e questo è vero miracolo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/il-miracolo-del-corano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“I Misteri del Digiuno” di Al-Ghazàli (a cura di Umar A.F.) II parte</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/%e2%80%9ci-misteri-del-digiuno%e2%80%9d-di-al-ghazali-a-cura-di-umar-a-f-ii-parte/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/%e2%80%9ci-misteri-del-digiuno%e2%80%9d-di-al-ghazali-a-cura-di-umar-a-f-ii-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 00:33:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3638</guid>
		<description><![CDATA[I MISTERI DEL DIGIUNO E I SUOI INTIMI REQUISITI Sappi che il digiuno è di tre gradi: v’è un digiuno comune, un digiuno speciale e un digiuno specialissimo. 1) il digiuno comune consiste nell’astenersi dal soddisfare i piaceri del ventre e del sesso&#8230; 2) II digiuno speciale consiste nell’astenersi dai peccati dell’udito, della vista, della lingua, delle mani, dei piedi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">I MISTERI DEL DIGIUNO E I SUOI INTIMI REQUISITI</span></strong></p>
<p>Sappi che <span style="text-decoration: underline;">il digiuno è di tre gradi</span>:</p>
<p>v’è un <strong>digiuno comune</strong>, un <strong>digiuno speciale</strong> e un <strong>digiuno specialissimo</strong>.</p>
<p>1)<strong> il digiuno comune</strong><span style="text-decoration: underline;"> </span>consiste nell’astenersi dal soddisfare i piaceri del ventre e del sesso&#8230;</p>
<p>2) <strong>II digiuno speciale </strong>consiste nell’astenersi dai peccati dell’udito, della vista, della lingua, delle mani, dei piedi e delle altre membra.</p>
<p>3) <strong>II digiuno specialissimo </strong>è quello del cuore che si astiene dalle cure di questa vita e dai pensieri terreni e da tutto ciò che non e Allàh.</p>
<p><strong>Il digiuno specialissimo </strong>si rompe pensando a cosa diversa da Allàh e dall’Ultimo Giorno, e pensando a cose terrene, fatta eccezione per quelle che mirano alla Religione e sono pertanto (delle) provviste per l’Aldilà (akhira) e non per questo mondo (dunyà). Tanto è vero che a proposito del mese di Ramadān i Maestri spirituali hanno detto: «A carico di colui che, mosso da preoccupazione impiega le ore diurne a procurarsi cibi per la rottura serale del digiuno, viene registrato un peccato, quella preoccupazione essendo mancanza di fiducia nel dono di Allàh e di certezza nella promessa Sua Provvidenza». Il terzo grado di digiuno e proprio dei Profeti, dei Giusti e dei Ravvicinati. Non ci si dilunghi a esaminarlo a parole nei suoi particolari, ma ci si dilunghi a metterlo in pratica, poiché esso è un procedere verso Allàh con vero zelo, un allontanarsi da ciò che non è Allàh Glorioso e un ammantarsi del senso delle Sue parole: «Di’: &#8220;È Allàh!&#8221;, e poi lasciali gingillarsi nelle loro discussioni» (Cor., VI, 91).</p>
<p><strong>Il digiuno speciale</strong>, quello dei pii, consiste nel trattenere le membra dai peccati: si attua in questi <span style="text-decoration: underline;">sei modi</span>:<br />
1) abbassando gli occhi e astenendosi dall’allungare lo sguardo su tutto ciò che è biasimevole e detestabile e tutto ciò che occupa il cuore distraendolo dal ricordo di Allàh. Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Lo sguardo è una freccia avvelenata, di quelle del demonio (shaytan) – Allàh lo maledica! –; a chi vi rinunzia per paura di Allàh, Allàh concede una fede tale da sentirne la dolcezza nel cuore». Giābir… (5) ha tramandato il seguente detto del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Cinque cose rompono il digiuno di chi lo sta compiendo: la menzogna, la maldicenza, la calunnia, il giuramento falso, lo sguardo impudico»;</p>
<p>2) trattenendo la lingua dai vani discorsi, dalla menzogna, dalla maldicenza, dalla calunnia, dalla licenziosità, dall’asprezza, dalla litigiosità, dalla ipocrisia, e facendola tacere, o tenendola occupata solo con la menzione di Allàh Glorioso e con la lettura del Corano. Questo è dunque il digiuno della lingua. – Disse Sufyan: «La maldicenza corrompe il digiuno»&#8230; – Ha tramandato Laith (6) che Mugiā-hid (7) disse: «Due difetti guastano il digiuno: la maldicenza e la menzogna». – Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «II digiuno è uno scudo: se uno di voi digiuna, non si comporti in modo osceno ne da ignorante; se qualcuno lo combatte o lo insulta, dica: &#8220;Sono in digiuno, sono in digiuno&#8221; ». – Si racconta: «Due donne fecero il digiuno all’epoca delL’Inviato di Allàh -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -, ma sul finire della giornata erano talmente indebolite dalla fame e dalla sete che stavano sul punto di morire; allora mandarono a chiedere al Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; il permesso di interrompere il digiuno. Il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; inviò alle due donne una ciotola per mezzo di un messo cui ordinò di dir loro: &#8220;Vomitate in questa ciotola ciò che avete mangiato&#8221;. Allora l’una rigettò sangue e carne freschi riempiendo a metà la ciotola; l’altra poi vomitò le stesse cose, e in tal modo riempirono completamente il recipiente. Meravigliandosi la gente del fatto, il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; disse: &#8220;Quelle due invero hanno digiunato astenendosi dai cibi leciti, ma hanno rotto il digiuno facendo cose che Allàh ha loro proibito. Si son sedute l’una accanto all’altra e si son messe a sparlare della gente e questa che vedete nella ciotola è la carne della gente di cui si son cibate&#8221;»;</p>
<p>3) impedendo all’udito di prestare ascolto a tutto ciò che è riprovevole: poiché tutto ciò che è proibito dire è proibito pure ascoltare; per tal motivo Allàh, mettendo sullo stesso piano chi ascolta cose proibite e chi divora illeciti guadagni, ha detto: «Gente con l’orecchio teso alla menzogna e divoratrice di illeciti guadagni» (Cor., V, 42). Così pure ha detto: «Magari i loro maestri e i loro dottori proibissero loro di dir cose peccaminose e di divorare guadagni illeciti» (Cor., V, 63). Divorare illeciti guadagni e restar zitti di fronte alla maldicenza son cose entrambe proibite: «Altrimenti siete come loro» (Cor., IV, 140), ha detto l’Altissimo. Per questa ragione disse pure il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Colui che sparla degli assenti e colui che gli presta ascolto sono soci nel peccato»;</p>
<p>4) trattenendo le altre membra, come mani e piedi, dal commettere peccati e azioni riprovevoli ed il ventre dalle cose su cui c’è un dubbio se lecite od illecite al momento della rottura del digiuno, giacché nessun valore avrebbe il digiuno se ci si astenesse dai cibi leciti e si mangiassero poi quelli proibiti al momento della sua rottura. Chi agisce così sarebbe simile a chi costruisse un castello e demolisse una città. Il cibo lecito, infatti, è di nocumento non per la specie, ma per la quantità, e scopo del digiuno è appunto la sua diminuzione. Colui che tralasciasse di prendere una medicina in grande quantità per timore d’esserne danneggiato, se si volgesse a prendere un veleno, sarebbe senz’altro uno stupido. Ora, il cibo illecito è veleno mortale per la religione, mentre quello lecito è rimedio che giova se preso in piccola quantità ed è di danno se preso in grande quantità. Lo scopo del digiuno è proprio la diminuzione del cibo. Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Quanti digiunando non ricavano dal digiuno se non fame e sete!». Costoro, si è detto, sono quelli che rompono il digiuno mangiando cibi proibiti; ed anche, quelli che si astengono dai cibi leciti e rompono il digiuno divorando le carni del prossimo con la maldicenza, che è vietata; o, infine, quelli che non trattengono le loro membra dal commettere peccati;</p>
<p>5) non chiedendo grandi quantità di cibi leciti al momento della rottura del digiuno in maniera da riempirsi il ventre. Non v’è recipiente che Allàh non abbia più in odio di un ventre riempito di cibi leciti. Difatti come potrebbe servire il digiuno a soggiogare il nemico di Allàh e a distruggere gli appetiti, se chi digiuna cerca di sopperire, al momento della rottura del digiuno, a quel che gli è venuto meno durante il giorno, e magari vi aggiunge cibi di vario genere? È invalsa l’abitudine di mettere in serbo per il Ramadān ogni sorta di cibi e mangiarne in quel mese quanti non se ne mangiano in parecchi mesi. Ora è noto che scopo del digiuno è avere lo stomaco vuoto e distruggere i desideri per rafforzare l’animo nella pietà. Se invece si reprime dalla mattina alla sera lo stomaco sì da stimolarne l’appetito e rafforzarne il desiderio, e poi lo si nutre di ghiottonerie fino a sazietà, se ne accresce il piacere e se ne raddoppia la forza, svegliando appetiti che resterebbero forse quieti se lasciati alla normalità. Indebolire le forze, che sono i mezzi del diavolo (shaytan) per condurre al male, è l’anima e il segreto del digiuno. Tale scopo il digiunante non lo conseguirà che diminuendo il cibo, ossia consumando quello che sarebbe stato il pasto abituale di ogni sera, se non avesse digiunato. Che, se invece assomma la colazione del mattino con il pasto della sera, nessun profitto egli trarrà dal suo digiuno. Buona norma anzi sarebbe che non dormisse più del solito durante il giorno affinchè, provando fame e sete, possa avvertire l’indebolimento delle forze. È allora che il cuore gli diviene limpido ed egli cercherà di procurarsi ogni notte quel tanto di debolezza che gli renda leggere la veglia e le devozioni. E può darsi anche che il demonio non si libri più sul suo cuore, lasciandolo libero di contemplare il Regno dei cieli. La Notte del Destino (8), infatti, è appunto la notte in cui si svela un qualcosa del Regno celeste. A questo alludono le parole dell’Altissimo: «In verità Noi lo rivelammo la Notte del Destino» (Cor., XCVII, 1). Ma a chi pone tra il cuore ed il petto una bisaccia piena di cibi nulla di quel Regno si rivelerà: non basta mantenere lo stomaco vuoto perché il velo sia sollevato fintante che il cuore non sia libero da tutto ciò che non è Allàh. Stando così le cose, si deve cominciare col diminuire il cibo&#8230;;</p>
<p>6) restando, dopo la rottura del digiuno, col cuore sospeso tra paura e speranza, poiché l’uomo ignora se il suo digiuno è accettato da Allàh – e in tal caso egli appartiene ai Ravvicinati a Lui – o se gli viene respinto – ed è pertanto degli odiosi a Lui. Questo stato d’animo lo abbia egli comunque alla fine di ogni suo atto di culto. Si racconta che al-Hasan al-Başrī (9) disse passando accanto a certuni che ridevano: «Allàh ha fatto del mese di Ramadān un’arena per le sue creature, nella quale esse gareggiano nell’ubbidirGli; alcuni arrivano prima e vincono, altri restano indietro e son delusi». E ci sarà da restare sbalorditi vedendo colui che ora ride e folleggia il giorno in cui trionferanno quelli che saranno arrivati prima e andranno delusi coloro le cui opere saranno state rese nulla. Ah, per Allàh! Se cadessero le bende, certamente colui che ha fatto il bene penserebbe al suo bene e colui che ha fatto il male al suo male! In altri termini, la gioia distrarrebbe dal folleggiare chi è accetto ad Allàh, e la tristezza ostruirebbe la porta del riso a chi è respinto da Lui. Di al-Ahnaf ibn Qais (10) si narra che quando gli fu detto: «Tu sei troppo vecchio; il digiuno ti indebolisce», rispose: «Io lo faccio per un lungo viaggio; la sopportazione obbedendo a Allàh è più lieve che non subendo il Suo castigo».</p>
<p>Questi che abbiamo esposto sono i valori intimi del digiuno. Se tu ora obbiettassi: «I giuristi dicono che è valido il digiuno di chi si limita a frenare gli appetiti del ventre e del sesso, e trascura questi valori intimi; come lo spieghi?», ti risponderei così: «Sappi che i giuristi, occupandosi dell’esteriorità, fissano i requisiti esteriori con argomenti più deboli di quelli da noi apportati in merito ai suddetti requisiti interiori concernenti specialmente la maldicenza e colpe simili. Ai giuristi, interessati alla sola esteriorità, d’altronde non spetta imporre se non ciò cui la gente comune, negligente, dedita alle cose terrene possa facilmente sottostare. I Sapienti, invece, che si occupano della Vita futura intendono per validità del digiuno l’accettazione da parte di Allàh, e per accettazione il raggiungimento del suo fine, e comprendono che tale fine è assumere una delle qualità divine, cioè la Signoria, ed imitare gli angeli frenando, per quanto possibile, gli appetiti, dai quali questi ultimi sono esenti.</p>
<p>L’uomo, infatti, è di grado superiore agli animali, potendo egli con il lume della ragione domare gli appetiti, ma di grado inferiore agli angeli, gli appetiti potendo prendere il sopravvento su di lui. Trovandosi l’uomo in questo stato di lotta, quanto più egli viene preso dagli appetiti tanto più si riduce “degli abietti il più abietto” (Cor., XLV, 5), aggregandosi agli animali; quanto più, invece, riesce a dominare gli appetiti più si solleva “al sommo dell’ ‘Illiyyin (11)” (Cor., LXXXIII, 18), raggiungendo il mondo degli angeli. E poiché questi son vicini ad Allàh Grande e Potente, colui che li imita, cercando di somigliare ad essi nei loro costumi, s’avvicina ad Allàh a loro guisa. Chi infatti assomiglia al vicino è anche lui un vicino; in questo caso la vicinanza non è già di luogo, ma di qualità. Poiché il segreto del digiuno secondo i Maestri spirituali e i dotati di perspicacia è questo, che vantaggio c’è a rimandare un pasto ed assommarne due la sera, essendo in balia delle altre passioni durante il giorno? Che, se da un fatto simile si potesse trarre vantaggio, che senso avrebbero le parole del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: “Quanti digiunando non ricavano dal digiuno se non fame e sete?”; perciò disse Abū ad-Dardā’ (12): “Oh! quanto gradevoli per gli assennati il sonno e il pasto di rottura del digiuno! Perché non dovrebbero essi disprezzare il digiuno e la veglia degli stupidi?». Senz’altro un atomo di devozione da parte di gente dotata di certezza e pietà ha più merito e più peso che non montagne da parte di illusi. Per questa ragione disse un sapiente: “Quanti facendo il digiuno lo rompono e quanti rompendolo digiunano!”. I secondi sono coloro che preservano le loro membra dal peccare mangiando e bevendo; i primi sono coloro che, pur soffrendo fame e sete, danno libertà di peccare alle membra. Colui che capisce il valore e il segreto del digiuno ben sa che chi si astiene dal pasto e dal coito, ma spezza il digiuno praticando il peccato è simile a chi stropiccia tre volte una parte del corpo nell’abluzione osservando manifestamente il numero prescritto, ma trascura la cosa più importante, ossia di lavarla e quindi a causa della sua stoltezza la preghiera gli viene respinta. Mentre chi interrompe il digiuno mangiando, ma trattiene le membra dalle cose riprovevoli è come colui che, lustrando le sue membra un po’ alla volta, vede la sua preghiera accettata, se Allàh vuole, per aver egli osservato ciò che è fondamentale, anche se ha omesso ciò che è subordinato. Chi, infine, compie tutte e due le cose, astenendosi cioè dal cibo e dal peccato, è come chi lustra ogni membro tre volte, compiendo, assieme a ciò che è fondamentale, ciò che è subordinato. Questa è la perfezione!».</p>
<p>Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; ! –: «II digiuno è un deposito fiduciario; che ognuno di voi conservi il deposito!»; e allorché recitò le parole di Allàh, Grande e Potente: «Allàh vi comanda di restituire i depositi fiduciari ai loro proprietari» (Cor., IV, 58), mise la mano sull’orecchio e sugli occhi, esclamando: «L’udito è un deposito fiduciario e la vista è un deposito fiduciario!». Se il digiuno non fosse un deposito fiduciario, certamente il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; non avrebbe detto: «Dica: &#8220;Sono in digiuno!&#8221;», cioè ho dato in deposito la mia lingua per tenerla a freno; come posso ora liberarla per risponderti?</p>
<p>Concludendo, s’è visto che ogni atto di culto comporta atteggiamenti esteriori e atteggiamenti interiori, una scorza e una polpa: le varie scorze hanno gradi ed ogni grado vari piani. A tè ora la scelta, se contentarti della scorza invece della polpa, oppure unirti a quanti son dotati di perspicacia (chi sa penetrare con intelligenza nell’intimo delle cose).</p>
<p><strong>NOTE:</strong></p>
<p>(5) – Due sono i tradizionisti il cui nome è Giābir: Giābir ibn Zaid al-Basrī, morto nel 93/711, e Giābir ibn ‘Abdallah; probabilmente qui trattasi del secondo perché Ghazālī più avanti (p.237 e n.2) a Giābir aggiunge il nome del padre ‘Abdallah.</p>
<p>(6) – Noto tradizionista, morto, pare, nel 175/791-2.</p>
<p>(7) – Noto tradizionista e lettore del Corano, morto nel 101/719-20 o nel 105/723-4.</p>
<p>(8) – Ossia la Lailat al-qadr, comunemente identificata con quella tra il 26 e il 27 giorno di Ramadān. Per le varie spiegazioni date al versetto 1 della sura XCVII, cui si aggiunge quella qui data da Ghazālī, vedasi Il Corano, tradotto da A.Bausani (cit. a p. 41), Commento, p. 721.</p>
<p>(9) – al-Hasan al-Başrī, grande Maestro (m. 110/728), la cui personalità dominò la sua epoca in tutti gli aspetti della cultura religiosa. Vedasi per un più ampio giudizio su di lui Vite e denti di santi musulmani, cit., pp. 54-56.</p>
<p>(10) – Capo dei Banū Sa’d di Başra che combatté a fianco di ‘Alī contro Mu’āwiya a Şiffin e contro i ribelli khārigiti a an-Nahrawān. Gli si attribuiscono frasi sentenziose.</p>
<p>(11) – Questa parola, che è sicuramente l’ebraico ‘elīyon azioni dell’uomo. Per Ghazālī è nome di luogo.</p>
<p>(12) – Compagno del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -, morto nel 32/652. si fece apprezzare per la sua conoscenza del Corano, trasmise numerose tradizioni. Vedasi …Santi musulmani, p.40.</p>
<p>*    F  I  N  E   *</p>
<p>assalamu &#8216;alaykum</p>
<p>Umar</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/%e2%80%9ci-misteri-del-digiuno%e2%80%9d-di-al-ghazali-a-cura-di-umar-a-f-ii-parte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“I Misteri del Digiuno” di Al-Ghazàli (a cura di Umar A.F.)</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/%e2%80%9ci-misteri-del-digiuno%e2%80%9d-di-al-ghazali-a-cura-di-umar-a-f/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/%e2%80%9ci-misteri-del-digiuno%e2%80%9d-di-al-ghazali-a-cura-di-umar-a-f/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 23:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3636</guid>
		<description><![CDATA[Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim wa-ssalàtu wa-ssalàmu &#8216;alà Sayydinà Muhammad Un saluto di pace a tutti voi, Ecco un bellissimo testo con dei Buoni Consigli (nasìha) di Al-Ghazàlì un grande Sapiente morto nel 1111, (che Allàh sia soddisfatto di lui), testo che ho trovato molto utile, prima di tutto per me e che mi auguro possa esserlo anche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
</em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong><em>Bismillahi ar-Rahmani ar-Rahim </em></strong><strong><em>wa-ssalàtu wa-ssalàmu &#8216;alà Sayydinà Muhammad</em></strong></p>
<p><em>Un saluto di pace a tutti voi,</em></p>
<p><em>Ecco un bellissimo testo con dei Buoni Consigli (</em><em>nasìha</em><em>) di Al-Ghazàlì un grande Sapiente morto nel 1111, (che Allàh sia soddisfatto di lui), testo che ho trovato molto utile, prima di tutto per me e che mi auguro possa esserlo anche per voi per il nostro digiuno che facciamo per Allàh l&#8217;Altissimo in questo  Sacro Mese di Ramadan, Mese colmo di Benedizioni. </em></p>
<p><em>Al-hamdu li-Llàh, Lode  ad Allàh, che ci riempie continuamente delle Sue Grazie e delle Sue Benedizioni nella Sua Infinita Misericordia.</em></p>
<p><em> Umar AF</em></p>
<p><strong>I MISTERI  DEL  DIGIUNO </strong><strong><br />
<strong><em>(Asrār as-saum)</em></strong><br />
<strong>di Al-Ghazàlì</strong><br />
</strong>(Tratto dal Libro “Scritti scelti di al-Ghazali” edizione U.T.E.T.)</p>
<p><strong><em>Premessa</em></strong></p>
<p>Sia lodato Allàh che ha fatto grandi elargizioni di grazia ai Suoi servi allontanando da essi le insidie e le arti del demonio (shaytan), respingendo le sue speranze e frustrandone i propositi allorché stabilì il digiuno a difesa e protezione dei Suoi amici e aprì loro per Suo mezzo le porte del Paradiso e fece loro conoscere come gli espedienti diabolici per arrivare al cuore siano gli appetiti nascosti e come nel domarli «l’anima tranquilla» (Cor., LXXXIX, 27), che mostra la sua bravura combattendo l’avversario, divenga forte col favore divino. E sia benedetto Muhammad, colui che guida le creature e spiana la via, e siano benedetti la sua famiglia e i suoi Compagni, uomini dotati d’acuta perspicacia e d’intelligenza superiore. Il Signore dia loro salvezza in gran copia!<br />
Il digiuno è «un quarto della fede», avendo affermato il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -!: «II digiuno è meta della pazienza» e «La pazienza è metà della fede». Esso si distingue fra gli altri pilastri della fede per una particolare relazione con Allàh eccelso, avendo Egli dichiarato, secondo quanto ha riferito il Suo Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Ogni opera buona sarà moltiplicata per dieci fino a settecento, eccettuato il digiuno, poiché questo appartiene a Me ed Io lo ricompenserò». Ha detto pure Allàh l’Altissimo: «Verrà certamente corrisposto ai pazienti la loro mercede, senza restrizione (computo)» (Cor., XXXIX, 10). E poiché il digiuno è «metà della pazienza», la sua ricompensa sorpassa le regole della valutazione e del computo.<br />
Per conoscere il suo merito ti basti quello che ne ha detto il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Per Colui nelle cui mani è la mia anima, i resti di cibo nella bocca di chi digiuna son presso Allàh più fragranti del muschio». Dice infatti Allàh Grande e Potente: «Chi digiuna trascura appetito, cibo e bevande per Me. Il digiuno Mi appartiene ed Io ne stabilisco la ricompensa» (1). II Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; ha detto: «II Paradiso ha una porta detta Rayyān per la quale non entrano se non quelli che digiunano: essa è il luogo promesso per l’incontro con Allàh l’Altissimo in ricompensa del digiuno». E ancora: «Chi fa il digiuno ha due gioie: l’una al momento in cui lo interrompe, l’altra quando incontra il suo Signore». E ancora: «Ogni casa ha una porta e la porta del culto è il digiuno»; e «II sonno di chi digiuna è culto». Abū Huraira (2) ha riferito che il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; disse: «Quando entra il mese di Ramadàn vengono aperte le porte del Paradiso e chiuse quelle dell’Inferno, vengono legati i demoni e v’è uno che grida: &#8220;O tu che desideri il bene, su, fallo! O tu che desideri il male, smettila!&#8221;». E Wakī’ (3), commentando le parole dell’Altissimo: «Mangiate e bevete in pace per quel che prima faceste nei giorni trascorsi» (Cor., LXIX, 24), disse che questi erano i giorni del digiuno, giacché in essi si era tralasciato di mangiare e di bere.<br />
L’Inviato di Allàh -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; ha unito nel vanto (valore), mettendoli sullo stesso piano, l’ascesi nel mondo terreno e il digiuno; disse infatti: «L’Altissimo accomuna nel vanto gli angeli e il giovane devoto con le parole: &#8220;O giovane che abbandoni i tuoi appetiti per Me, sacrificando per Me la tua giovinezza, sei presso di Me come uno dei Miei angeli&#8221;». Di colui che digiuna il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace &#8211; disse: «Allàh – Grande e Potente – dice: &#8220;Angeli Miei, osservate il Mio servo: per Me ha lasciato da parte appetito, piacere, cibo e bevande&#8221;». A proposito delle parole dell’Altissimo: «E nessuna anima conosce qual grande gioia è in serbo nascosta per loro in premio delle loro azioni buone» (Cor., XXXII, 17) si è detto: per azione buona qui si deve intendere il digiuno, avendo Allàh affermato: « Verrà certamente corrisposto ai pazienti la loro mercede, senza restrizione (computo)» (Cor., XXXIX, 10). Ragion per cui sarà data a chiunque digiuna, senza che venga pesata, larga ricompensa al di là di ogni immaginazione e valutazione.<br />
Del resto è giusto che sia così, dal momento che il digiuno appartiene soltanto ad Allàh ed è nobilitato in relazione a Lui, anche se a Lui appartengono tutti gli altri atti di culto, così come è nobilitata la Sacra Casa in relazione a Lui, mentre tutta la terra Gli appartiene. Ciò per due ragioni: La prima ragione è che il digiuno, essendo astensione e rinuncia, è in se stesso un segreto, mancandovi azione che si possa vedere, a differenza di tutte le azioni pie che sono esposte allo sguardo delle creature. Non vedendolo se non Allàh Grande e Potente, il digiuno è opera del tutto interiore che si attua con mera pazienza. La seconda ragione è che il digiuno serve a soggiogare il nemico di Allàh, il diavolo (shaytan)– lo maledica Allàh! – i cui mezzi (per far deviare) sono gli appetiti (desideri) i quali si fortificano col mangiare e col bere. Perciò disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Satana circola nell’intimo dell’uomo alla stessa guisa del sangue; restringetegli quindi i suoi canali con la fame». E ad ‘A’isha (4) – si compiaccia Allàh di lei! ha riportato che il Profeta –che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace- ha detto : «Continua a battere alla porta del Paradiso», «Con che?» chiese lei, «Con la fame!» rispose il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -.</p>
<p>Servendo in modo particolare a soggiogare il diavolo, a sbarrare le sue vie, a restringergli i suoi canali, il digiuno merita di essere distinto per la sua relazione con Allàh Grande e Potente. Inoltre soggiogando (combattendo) il nemico di Allàh (lo shaytan), si sostiene Allàh Glorioso; e colui che sostiene (la causa di) Allàh Eccelso beneficerà a sua volta del Suo soccorso, avendo detto l’Altissimo: «Se voi sosterrete Allàh, Egli vi sosterrà e farà saldi i piedi vostri (i vostri passi)» (Cor., XLVII, 7). L’inizio sta nello sforzo da parte della creatura e la ricompensa nella guida da parte di Allàh Grande e Potente! Perciò ha detto l’Altissimo: «Ma quelli che lotteranno con zelo per Noi, li guideremo per le Nostre vie» (Cor., XXIX, 69). E: «Allàh non muta mai la Sua grazia ad un popolo, avanti che essi non mutino quel che hanno in cuore» (Cor., XIII, 11). Ed invero il mutamento è dato dal moltiplicarsi degli appetiti che sono campo e pascolo dei demoni: finché essi rimangono fertili, i demoni non cessano di aggirarvisi, e finché questi continuano ad aggirarvisi la maestà di Allàh Glorioso non si rivela all’uomo e l’incontro con Allàh gli resta precluso. Disse il Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -: «Se i demoni non si librassero sui cuori dei figli d Adamo, questi certamente guarderebbero al Regno dei Cieli».</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>NOTE:</strong></p>
<p>(1) – La frase non è del Corano.</p>
<p>(2) – Compagno del Profeta -che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -.</p>
<p>(3) – Noto tradizionista, morto nel 197/812.</p>
<p>(4) – La moglie prediletta di Muhammad &#8211; che Allàh preghi su di lui e gli dia la pace -.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/%e2%80%9ci-misteri-del-digiuno%e2%80%9d-di-al-ghazali-a-cura-di-umar-a-f/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ramadan, il mese del cambiamento</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/ramadan-il-mese-del-cambiamento/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/ramadan-il-mese-del-cambiamento/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 17:33:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3629</guid>
		<description><![CDATA[di Abdelhakim Bouchraa - La lode appartiene ad Allah il signore dei mondi, il quale ci ha donato questo mese di purificazione, in cui le porte del Paradiso si aprono e quelle dell&#8217;inferno si chiudono. “O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: small;"><strong>di Abdelhakim Bouchraa -</strong></span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">La lode appartiene ad Allah il signore dei mondi, il quale ci ha donato questo mese di purificazione, in cui le porte del Paradiso si aprono e quelle dell&#8217;inferno si chiudono.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><strong><em><span style="font-size: small;">“O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati”</span></em></strong><span style="font-size: small;"> (II,183)</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Da questo versetto comprendiamo come il digiuno non sia l&#8217;obbiettivo, bensì il mezzo. Fame e  sete ci devono preparare ad accogliere la grazia di Allah subhana wa taala.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Crescita della fede che comporta un aumento della taqwa, il timore di Dio, che è salvezza in questa vita e nell&#8217;altra. </span><span style="font-size: small;">Ramadan è il mese del cambiamento. </span><span style="font-size: small;">Questo mese è una scuola per diventare dei timorati..</span></p>
<p><strong><em><span style="font-size: small;">“Chi ha recato la Verità e chi vi si è attenuto: ecco i timorati.  Presso il loro Signore, avranno tutto quel che vorranno. Questa è la ricompensa di chi compie il bene. Infatti Allah cancellerà le loro azioni peggiori e li compenserà per ciò che di meglio avranno fatto.” </span></em></strong><span style="font-size: small;">(XXXIX,33)</span></p>
<p><strong><em><span style="font-size: small;"> </span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-size: small;">“Salvammo [solo] coloro che credevano ed erano timorati [di Allah]&#8230;” </span></em></strong><span style="font-size: small;">(XLI,18)</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Disse il Profeta (pbsl): “</span><em><span style="font-size: small;">Disgraziato è colui che si vede privato del perdono di Allah in questo Mese maestoso”.</span></em></p>
<p><span style="font-size: small;">Le occasioni per purificarsi in questo mese sono  molto numerose, disse il Muhammad (pbsl) : </span><em><span style="font-size: small;">&#8220;Chi vi esegue [durante Ramadan] delle buone azioni supererogatorie è come se eseguisse un atto obbligatorio in un altro periodo, e chi esegue un atto obbligatorio, è come se avesse eseguito settanta atti obbligatori in un altro periodo&#8221; </span></em><span style="font-size: small;">[Parte di un hadith più lungo trasmesso da Imam Al-Bayhaqi]</span></p>
<p><em><span style="font-size: small;"> </span></em></p>
<p><em><span style="font-size: small;">«</span></em><em><span style="font-size: small;">Colui che digiuna il mese di Ramadan, per vera fede e per amore di Allah, i suoi peccati precedenti saranno espiati</span></em><em><span style="font-size: small;">» (hadîth riportato da Ahmad e i compilatori della Sunnah )</span></em></p>
<p><em><span style="font-size: small;"> </span></em></p>
<p><span style="font-size: small;">Perchè non cambiare? Troviamo ogni giorno molteplici occasioni, è sbagliato non sfruttarle.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il Profeta (pbsl) ha detto: </span><em><span style="font-size: small;">“Potrebbe essere che una persona che digiuna non ottenga nulla se non la fame e la sete dal suo digiuno.”</span></em><span style="font-size: small;"> [Riportato da Ibn Majah, Ad-Darimi , Ahmad  e Al-Baihaqi. ]</span><br />
<span style="font-size: small;">Cerchiamo di essere tra coloro che usciranno purificati, arricchiti e cambiati in meglio da questo periodo benedetto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"> </span></p>
<p><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/ramadan-il-mese-del-cambiamento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;La carità non consiste nel volgere i volti verso l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, ma&#8230;</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/la-carita-non-consiste-nel-volgere-i-volti-verso-loriente-e-loccidente-ma/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/la-carita-non-consiste-nel-volgere-i-volti-verso-loriente-e-loccidente-ma/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 12:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3578</guid>
		<description><![CDATA[di HRP Ieri sera a tarawih (la veglia notturna delle notti di ramadan) leggendo la sura della Giovenca abbiamo incontrato questo passo: &#8220;La carità non consiste nel volgere i volti verso l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, ma nel credere in Allah e nell&#8217;Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di HRP</p>
<p>Ieri sera a tarawih (la veglia notturna delle notti di ramadan) leggendo la sura della Giovenca abbiamo incontrato questo passo:</p>
<p><em><strong>&#8220;La carità non consiste nel volgere i volti verso l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, ma nel credere in Allah e nell&#8217;Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l&#8217;orazione e pagare la decima*. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, ecco i timorati</strong></em>&#8220;.(Corano II, 177).</p>
<p>Il termine che abbiamo tradotto  con &#8220;carità&#8221; è <em>&#8220;al bir </em>&#8221; che significa anche devozione, ma preferimmocarità perché cmi sembrò che il concetto espresso fosse proprio quello dell&#8217;amore per Dio. Recita infatti la definizione: &#8220;<em> </em><em>Carità significa amore disinteressato nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di </em><a title="Dio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dio"><em>Dio</em></a><em>. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé&#8221;.</em></p>
<p>Pertanto, questo bellissimo passo ci ricorda che, per quanto importante, l&#8217;orientamento esteriore non è sostanziale, ma lo sono invece la fede e la generosità, la lealtà e la pazienza. Queste sono le caratteristiche di coloro che sono <em>muttaqin</em>, timorati di Allah, coloro che possono prendere il Libro come Guida; non troviamo forse all&#8217;inizio della sura (II, 2)  &#8230; <strong><em>&#8220;questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati&#8221; </em></strong>?</p>
<p>Ci piacerebbe che potessimo sempre aggiungere al beneficio spirituale della lettura del Libro di Allah, anche quello intellettuale ed etico della sua comprensione e applicazione.</p>
<p>La veglia di <em>tarawih</em> è occasione e spunto per apprendimento e riflessione; non passi una una sera senza che la nostra mente non si soffermi sul significato della parola di Allah e la nostra volontà non c&#8217;interroghi sullo stato della sua applicazione da parte nostra.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/la-carita-non-consiste-nel-volgere-i-volti-verso-loriente-e-loccidente-ma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Taccuino di Ramadan</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/taccuino-di-ramadan/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/taccuino-di-ramadan/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 17:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[digiuno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3573</guid>
		<description><![CDATA[di Patrizia Khadija Dal Monte Primo Ramadan, c&#8217;è davvero qualcosa di diverso nell&#8217;aria, come un richiamo  che invita al raccoglimento e una  luce. “ «Le porte dell’Inferno sono chiuse e quelle del Paradiso sono aperte, gli shayatin sono incatenati e un Angelo annuncia: “Desideroso del bene rallegrati, desideroso del male allontanati, questa è la situazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div>
<p><span style="font-size: medium;"><strong>di Patrizia Khadija Dal Monte</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"> </span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Primo Ramadan,</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">c&#8217;è davvero qualcosa di diverso nell&#8217;aria, come un richiamo  che invita al raccoglimento e una  luce. “ «</span><em><span style="font-size: medium;">Le porte dell’Inferno sono chiuse e quelle del Paradiso sono aperte, gli shayatin sono incatenati e un Angelo annuncia: “Desideroso del bene rallegrati, desideroso del male allontanati, questa è la situazione, fino alla fine di Ramadan.”</span></em><span style="font-size: medium;">» </span><a name="_ftnref1"></a><a href="https://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_338chwn7sf8&amp;btr=EmailImport#_ftn1">[1]</a></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; tempo di grazia Sua,  di rivelazione, di discesa&#8230; E&#8217; promessa del Suo perdono&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">«</span><em><span style="font-size: medium;">Colui che digiuna il mese di Ramadan, per vera fede e per amore di Allah, i suoi peccati precedenti saranno espiati</span></em><span style="font-size: medium;">»</span><a name="_ftnref2"></a><a href="https://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_338chwn7sf8&amp;btr=EmailImport#_ftn2">[2]</a></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Per questo c&#8217;è gioia nel cuore, c&#8217;è dolcezza e voglia di bene, nel sapore aspro del digiuno&#8230; &#8220;</span><em><span style="font-size: medium;">Il Ramadan consiste nel pregare, dare in carità e recitare il Corano&#8221;, </span></em><span style="font-size: medium;">dicevano i Compagni&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Incuneare desideri e intenzioni in una supplica che la misericordia di Allah ci assicura di accogliere:</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><em><span style="font-size: medium;">Ci sono tre (persone) dei quali la supplica non è rigettata: il digiunatore quando rompe il suo digiuno, l&#8217;iman equo, e l&#8217;implorazione di quello che subisce un&#8217;ingiustizia. Allah eleva le loro suppliche al disopra delle nuvole, le Porte del Cielo sono loro aperte ed il Signore dice:&#8221;Per il Mio Potere e la Mia Maestà! certo ti porterò aiuto, fosse questo anche dopo un certo tempo!</span></em><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><a name="_ftnref3"></a><a href="https://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_338chwn7sf8&amp;btr=EmailImport#_ftn3">[3]</a><span style="font-size: medium;">.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ramadan sia nuovo inizio&#8230;</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"> </span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"> </span></p>
</div>
<hr /><a name="_ftn1"></a><a href="https://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_338chwn7sf8&amp;btr=EmailImport#_ftnref1">[1]</a><span style="font-size: x-small;"> hadîth riportato da Ahmad e Nisâ’i</span></p>
<p><a name="_ftn2"></a><a href="https://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_338chwn7sf8&amp;btr=EmailImport#_ftnref2">[2]</a><span style="font-size: x-small;"> hadîth riportato da Ahmad e i compilatori della Sunnah</span></p>
<p><a name="_ftn3"></a><a href="https://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_338chwn7sf8&amp;btr=EmailImport#_ftnref3">[3]</a><span style="font-size: x-small;"> Hadith riportato da Abû Huraira</span></p>
<div><span style="font-size: x-small;"><br />
</span></div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/taccuino-di-ramadan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Noi che cerchiamo al ihsan</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/noi-che-cerchiamo-al-ihsan/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2010/08/noi-che-cerchiamo-al-ihsan/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 17:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[digiuno]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.islam-online.it/?p=3560</guid>
		<description><![CDATA[di H.R.P. Nel celeberrimo hadith Jibril, il Profeta Muhammad (pbsl) risponde alla domanda sull’ihsan (il perfezionamento) dicendo: “al ihsan è vivere ricordando che davanti a te c’è il volto di Allah, tu non vedi Lui ma Lui vede te”. Il ricordo continuo della presenza divina suscita infatti nel credente la taqwa (in timor di Dio) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di H.R.P.</p>
<p>Nel celeberrimo hadith Jibril, il Profeta Muhammad (pbsl) risponde alla domanda sull’<em>ihsan</em> (il perfezionamento) dicendo: <em>“al ihsan è vivere ricordando che davanti a te c’è il volto di Allah, tu non vedi Lui ma Lui vede te”</em>. Il ricordo continuo della presenza divina suscita infatti nel credente la <em>taqwa</em> (in timor di Dio) che gli permette di dominare meglio le sue passioni, correggere i suoi difetti, allontanarsi dai suoi vizi e dalle sue pigrizie che talvolta sono veri e propri vizi del comportamento.</p>
<p>La condizione del credente, che durante Ramadan controlla una parte importante di se astenendosi dal cibo, dalla bevanda e dalla relazione sessuale per molte ore al giorno (poco meno di 16 ore di fila all’inizio del mese e 14 ore e mezza alla fine del periodo), è lo fa per timore di Allah e amore per la sua religione, nella speranza che tale sforzo venga accettato e muova la misericordia divina e il perdono nei suoi confronti,  ebbene, questa condizione è uno stato di <em>ihsan</em>.</p>
<p>Infatti, se nel suo privato, nella discrezione della sua casa egli/ella rompe il digiuno o lo trascura del tutto, nessuno mai lo saprà, e non si esporrà alla riprovazione della sua comunità. Ma è invece alla sua coscienza che ha percezione di quel Volto che fa riferimento, alla sua scelta di fede, all’amor/timor di Dio che lo corroborano nella ferma decisione di essere <em>saber</em>, paziente e perseverante.</p>
<p>Molti in Occidente e in generale tra i non musulmani s’interrogano sulla nostra “stravaganza” : invece di paventare l’avvicinarsi dell’inizio del mese del digiuno osservano una grande eccitazione che serpeggia e alla fine spumeggia in tutta la comunità. Ci si scambia auguri entusiastici, si organizzano le attività rituali, gli iftar in comune, si fanno spese e, inch’Allah ci si perdona l’un l’altro.</p>
<p>Domani una grande parte dei musulmani del mondo inizieranno al <em>fajr</em> il loro mese di <em>sawm</em> (gli altri seguiranno dopodomani), tutti con la ferma intenzione di proseguirlo fino alla sua conclusione. Parliamo di alcune centinaia di milioni di uomini e donne distribuite su tutti i continenti di mille etnie, lingue e culture diverse ma uniti, e quanto uniti, dal senso di appartenza ad un umma benedetta e resistente.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Al hamdulillah niyyama al islam!</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Allah akbar wa lillah al hamd</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Ramadan mubarak e tutte e tutti, Allah accetti e compensi</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.islam-online.it/2010/08/noi-che-cerchiamo-al-ihsan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

