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	<title>Islam-online &#187; Corano</title>
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	<description>Rivista islamica</description>
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		<title>Quinto versetto: Te adoriamo e a Te chiediamo aiuto</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/quinto-versetto-te-adoriamo-e-a-te-chiediamo-aiuto/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 06:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Il quinto versetto della sura è considerato da molti commentatori come centrale, esso rimanda alla prima parte in cui compaiono i nomi più importanti di Allah e introduce la seconda costituita dalle suppliche dell&#8217;essere umano. E&#8217; dunque il versetto che riassume una e l&#8217;altra.
Ora possiamo dire Te (iyyâ-ka) con consapevolezza, perchè Dio ci ha illuminato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2010/08/quinto-versetto-te-adoriamo-e-a-te-chiediamo-aiuto/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/images-6.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="Quinto versetto: Te adoriamo e a Te chiediamo aiuto" title="Quinto versetto: Te adoriamo e a Te chiediamo aiuto"/></a>
<p> Il quinto versetto della sura è considerato da molti commentatori come centrale, esso rimanda alla prima parte in cui compaiono i nomi più importanti di Allah e introduce la seconda costituita dalle suppliche dell&#8217;essere umano. E&#8217; dunque il versetto che riassume una e l&#8217;altra.</p>
<p>Ora possiamo dire <strong>Te </strong>(<em>iyy</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â-ka</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">) con consapevolezza,</span> perchè Dio ci ha illuminato sul Suo Essere, ora sappiamo che Egli è il Misericordioso e il Re giusto, Signore di tutti i mondi. In Lui si trova la Signoria assoluta, ogni potere, grazia e misericordia.</p>
<p>Lui <strong>adoriamo</strong> ( <em>na&#8217;budu</em>) ad esclusione di ogni altro. La parola adorare nell&#8217;italiano moderno ha perso di spessore e viene usata per il cibo, la musica, o gli esseri umani, banalizzazione che ben dice l&#8217;assenza della dimensione del sacro. In arabo la radice di essa è legata all&#8217;idea di umiltà, docilità, ad esempio un cammello si dice <em>mu&#8217;abbad </em>quando viene reso docile e sottomesso. E&#8217; il termine che dice il rapporto con Allah, amore totale, ma anche timore, coscienza della differenza assoluta tra noi e Lui.</p>
<p>Questa espressione di adorazione precede la richiesta di aiuto&#8230; Adorare è riconoscere la bellezza ineffabile del suo Essere, gli abissi della Sua misericordia e la Sua infinita potenza e giustizia. Adorare è rifugiarsi per un momento là, dimenticando noi stessi&#8230; Adorazione che va sempre rinnovata, poiché mai perfetta in questo mondo, come indica l&#8217;uso dell&#8217;imperfetto in arabo.</p>
<p>Ritorna poi l&#8217;espressione <strong>Te ( </strong><em>iyy</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â-ka nasta&#8217;în)</em></span><strong> </strong>perché la preghiera è un dialogo e non un monologo qualunque. Da notare anche la persona dei verbi usati è noi (<em>na) </em>e non io , che indica la dimensione comunitaria e cosmica dell&#8217;adorazione, la mia adorazione è adorazione anche per gli altri e in essa conta il come del mio essere con gli altri. Il noi, infatti, ci ricorda i profondi legami tra fede e amore verso l&#8217;altro e l&#8217;obbligo per compierla di essere compassionevoli e giusti. Non c&#8217;è vera adorazione da parte di colui che spezza i legami con i fratelli e le sorelle o male agisce verso di loro.. E&#8217; detto in un hadith profetico “La mano di Allah è con l&#8217;insieme concorde (<em>al-jam</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â</em></span><em>&#8216;a</em>)”</p>
<p>Poi&#8230; poi chiediamo aiuto (<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>nasta&#8217;în) </em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">e in queste parole c&#8217;è il riconoscimento di quello che siamo, esseri limitati e bisognosi, come dice la sura al-Balad: “</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>Laqad Khalaqnā Al-&#8217;Insāna Fī Kabad”</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> e atto di fiducia nella grandezza della Sua misericordia. Non cè vergogna nel chiedere aiuto a Lui, come invece ci può essere verso gli esseri umani, perchè Egli è il Generoso e datore di ogni bene&#8230; Colui che secondo un hadith </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>qudsyy</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> ha detto : “ </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>Io sono come pensa il mio servo di Me, e sono con lui quando Mi ricorda. Se Mi ricorda nella sua anima, lo ricordo nella Mia Anima; E se Mi ricorda in pubblico, lo ricordo davanti ad un pubblico migliore, e se si avvicina a Me una spanna, Mi avvicino a lui di un abbraccio; E se si avvicina a Me di un braccio, allora Mi avvicino a lui un Baa’ [quanto possa essere lontano la mano dal proprio corpo], e se viene a Me camminando, io verrò a lui correndo ”.</em></span></p>
<p> Patrizia Khadija Dal Monte</p>
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		<title>Mâlik yawmi d-dîn, quarto versetto</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 11:02:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[ Dopo la ripetizione dei Nomi di misericordia, la sura al-Fâtiha continua evocando la sovranità di Dio sul mondo, collegandola al Giorno del Rendiconto: Malik yawmi d-dîn . Il termine Malik ha due letture diverse, una ha la vocale lunga Mâlik, e ci sono diversi hadith che tramandano di come questa fosse la lettura dell&#8217;Inviato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Fatiha.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3588 alignleft" title="Fatiha" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Fatiha-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> <span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Dopo la ripetizione dei Nomi di misericordia, la sura al-Fâtiha continua evocando la sovranità di Dio sul mondo, collegandola al Giorno del Rendiconto: <em><strong>Malik yawmi d-dîn</strong></em><span style="font-size: small;"><em><strong> </strong></em></span>. Il termine Malik ha due letture diverse, una ha la vocale lunga Mâlik, e ci sono diversi hadith che tramandano di come questa fosse la lettura dell&#8217;Inviato di Dio (su di lui la pace e la benedizione divine), una invece con al vocale breve, che è la lettura di Mecca e Medina. La differenza tra di esse non è grande, entrambe sono accettabili. Malik significa direttamente re, mâlik invece è il participio presente di <em>malaka</em> (possedere, essere proprietario, &#8216;esercitare potere su&#8217;) e ha un significato più generale, è legato anche a <em>milk </em>(ciò che si ha in effettivo potere); mentre malik è legato a <em>mulk</em> (l&#8217;essere re). La parola malik viene usata nel Corano anche per gli uomini, ma si deve aver presente che la loro è sempre una sovranità delegata, un hadith profetico ci avverte: <em>“Il nome più vile presso Dio è quello di un uomo che venga chiamato &#8216;Re dei Re&#8217;. Infatti non v&#8217;è sovrano al di fuori di Dio.”</em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">L&#8217;idea della regalità di Dio sul mondo è resa nel Corano anche con la parola trono <em><strong>(‘arshu)</strong></em>:</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Sia esaltato Allah, il vero Re. Non c&#8217;è altro dio all&#8217;infuori di Lui, il Signore del Trono Sublime.</strong></em> (XXIII,113)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Trono che è presente sulle acque dal principio del mondo:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">«<em><strong>È Lui Che ha creato i cieli e la terra in sei giorni &#8211; allora [stava] sulle acque il Suo Trono (wa kâna ‘arshu-Hu ‘alâ-l-mâ’), per vagliare chi di voi agirà per il bene. »</strong></em> (Corano XI, 7).</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">&#8230;questo Trono è il solo ad essere descritto come «presente nell’Acqua», ed è per questo motivo che viene designato anche come il “Trono della Vita”, in riferimento al versetto coranico in cui si dice che <em><strong>«a partire dall’acqua abbiamo fatto ogni cosa vivente»</strong></em> (Corano XXI, 30). “L’Acqua è la radice delle cose esistenziate (mawjûdât) nella loro totalità (…). È a partire dall’Acqua che Allâh crea ogni cosa&#8230;”<a name="sdfootnote1anc"></a></span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Colui Che in sei giorni creò i cieli e la terra, quindi Si innalzò sul trono a governare ogni cosa. Non vi è alcun intercessore, senza il Suo permesso&#8230;” </strong></em>(X,3) </span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Potremmo dire che Allah è Al-Malik, Re, del mondo sempre:</span></span></p>
<p>“ <span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Di&#8217;: &#8221; Mi rifugio nel Signore degli uomini, Maliki An-Nâsi Re degli uomini, Ilahi An-Nâsi, Dio degli uomini” </strong></em>(CXIV,1-3)</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Glorifica Allah ciò che è nei cieli e sulla terra, il Re, il Santo, l&#8217;Eccelso, il Saggio.” </strong></em>(LXII,1)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">ma che la sovranità sul mondo e sugli uomini apparirà in pienezza solo nel Giorno del Rendiconto:<em><strong> “ in quel Giorno la vera sovranità [apparterrà] al Compassionevole e sarà un Giorno difficile per i miscredenti”. </strong></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">In quel Giorno saranno levate le “cause seconde” (al-asb<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;">âb) e Dio governerà in modo diretto.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Il Giorno del Rendiconto è un tema che percorre l&#8217;intero Corano. E&#8217; ciò verso cui cammina la creazione tutta: <em><strong>“Allah è Colui Che ha creato in sei giorni i cieli e la terra e tutto ciò che vi è frammezzo, quindi Si è innalzato sul Trono. Al di fuori di Lui non avete alcun patrono o intercessore. Non ve ne ricorderete? Dal cielo dirige le cose della terra e poi tutto risalirà a Lui, in un Giorno che sarà come mille anni del vostro contare.” </strong></em>(XXXII,4-5)</span></span></p>
<p>“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Chi mai ti farà comprendere cos&#8217;è il Giorno del Giudizio? E ancora, chi mai ti farà comprendere cos&#8217;è il Giorno del Giudizio? Il Giorno in cui nessun&#8217; anima potrà giovare ad un&#8217;[altra] anima in alcunché. In quel Giorno [tutto] il potere apparterrà ad Allah.”(</strong></em>LXXXII,17-19)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Pronunciare le parole <strong> </strong>Mâlik yawmi d-dîn significa dunque riconoscere la gloria e regalità assolute di Allah, così come la sua perfetta giustizia ( il nome divino ad-Dayy<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;">â</span>n, stessa radice di d<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;">î</span>n, significa letteralmente Colui che retribuisce i suoi servi secondo assoluta giustizia) e di conseguenza la nostra finitezza e indingenza, coscienza che si declina nella seconda parte della sura in adorazione e invocazione di aiuto. </span></span></p>
<p>Patrizia Khadija Dal Monte</p>
<div id="sdfootnote1">
<p><em><a name="sdfootnote1sym"></a></em>A.Gillis,<em> I sette stendardi del Califfato, </em>ed. Orientamento, 2009</p>
</div>
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		<title>Ar-Rahmâni Ar-Rahîm</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/04/ar-rahmani-ar-rahim/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Apr 2010 05:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il terzo versetto della sura Al-Fatiha rievoca i nomi di misericordia di Allah. Quella che potrebbe sembrare una semplice ripetizione in realtà è piena di significato. Essa si trova infatti tra l&#8217;affermazione della Sua Signoria sul mondo (rabbi l-âlamin) e il nome Malik nel Giorno del Giudizio, e le avvolge entrambe di Misericordia. La Signoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Il terzo versetto della sura Al-Fatiha rievoca i nomi di misericordia di Allah. Quella che potrebbe sembrare una semplice ripetizione in realtà è piena di significato. Essa si trova infatti tra l&#8217;affermazione della Sua Signoria sul mondo (<em><strong>rabbi l-âlamin</strong></em>) e il nome Malik nel Giorno del Giudizio, e le avvolge entrambe di Misericordia. La Signoria di Dio nel mondo è impregnata di misericordia e così sarà il Suo giudizio. Al Qurtubî dice a questo proposito: «Egli si definisce Compassionevole, Misericordioso subito dopo le parole “Signore dei mondi”, solamente perché al timore risulti associata la speranza, come accade anche in altri versetti: <em><strong>“[O Muhammad], annuncia ai Miei servi che, in verità, Io sono il Perdonatore, il Misericordioso e che il Mio castigo è davvero un castigo doloroso. ”</strong></em> (XV,49-50) e ancora: <em><strong>“E il tuo Signore annunciò che avrebbe inviato contro di loro qualcuno che li avrebbe duramente castigati, fino al Giorno della Resurrezione! In verità il tuo Signore è sollecito nel castigo, ma è anche perdonatore, misericordioso.” </strong></em>(VII,167). La parola Signore richiama infatti il timore, mentre i termini &#8216;Compassionevole, Misericordioso&#8217; sono annuncio di speranza.»</span></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Allah appare nel Corano dunque come il Misericordioso Signore. Per l&#8217;essere umano non è stato affatto semplice il consolidarsi dell&#8217;idea di un Dio misericordioso, se guardiamo alla storia del pensiero religioso possiamo constatare come abbia prevalso la percezione della Potenza di Dio, su quella della Sua misericordia. <span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">“La semplice contemplazione della volta celeste è sufficiente a far scattare un’esperienza religiosa. Il cielo è infinito, trascendente, (…) il cielo, per il suo stesso modo d’essere rivela la trascendenza, la forza, l’eternità. Esiste in maniera assoluta, perché è alto, infinito, potente&#8230; </span></span>Il sacro è forte è potente perché è reale&#8230; Potenza vuol dire ad un tempo realtà, perennità ed efficacia&#8230; Ogni ierofania è una cratofania, una manifestazione di forza&#8230;”<a name="sdfootnote1anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>E quando si dice loro: “Prosternatevi al Compassionevole” dicono: “E cos&#8217;è mai il Compassionevole? Dovremmo prosternarci a chi tu ci comandi?”. E la loro ripulsa s&#8217;accresce” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XXV,60)</span></span><br />
Correlata all&#8217;idea della divinità come Regalità e Potenza c&#8217;è a livello rituale la realtà del sacrificio, che si spinge fino al sacrificio di vittime umane. “<em><strong> Ed è così che i loro dèi hanno reso accettabile a molti politeisti l&#8217;assassinio dei loro figli*, per farli perdere e per confondere la loro religione. Se Allah volesse, non lo farebbero. Lasciali dunque alle loro bestemmie.</strong></em> (VI,137). Era anche diffusa l’abitudine di promettere “agli dei” il sacrificio di un figlio, in cambio di una favore particolare. In questa pratica atroce s’inserisce la vicenda di Abdel-Mutalib, il nonno del Profeta Muhammad, che aveva promesso di immolare uno dei suoi figli se avesse ottenuto la discendenza che riteneva degna di lui.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Di ciò esistono innumerevoli testimonianze, presso quasi tutte le culture antiche del mondo, e ne troviamo<span style="font-weight: normal;"> traccia anche nei testi religiosi, come la Bibbia e il Corano. La narrazione del sacrifico del figlio di Abramo, pace su di lui, contiene diversi significati tra cui il superamento dei sacrifici umani e con ciò il prevalere dell&#8217;immagine del Dio di misericordia. Ecco il racconto del sacrificio di Abramo, pace su di lui, nel Corano:</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Poi, quando raggiunse l&#8217;età per accompagnare [suo padre questi] gli disse: “Figlio mio, mi sono visto in sogno, in procinto di immolarti. Dimmi cosa ne pensi”. Rispose: “Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato”.</strong></em> (v.102)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Centrale per capire questi versetti è il concetto di sogno: il racconto coranico, a differenza di quello biblico non dice che Dio ordina direttamente ad Abramo di sacrificare il figlio. Neanche nel sogno ne riceve l&#8217;ordine, Abramo vede nel sonno un&#8217;immagine (non delle parole che esprimono chiaramente un ordine): se stesso che immola il figlio. Il sogno secondo la tradizione islamica può essere un modo di comunicare di Dio, specie ai Profeti, ma si serve di simboli, ha bisogno di interpretazione&#8230; Nel Corano infatti vediamo come l&#8217;interpretare i sogni sia considerato un dono particolare, di cui godeva ad esempio il profeta Giuseppe, pace su di lui. Nella sura “il Bottino” poi troviamo dei versetti molto interessanti che così recitano a proposito di un sogno fatto dal Profeta:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>In sogno Allah te li aveva mostrati poco numerosi, ché se te li avesse mostrati in gran numero, avreste certamente perso il coraggio e vi sareste scontrati tra voi in proposito. Ma Allah vi salvò. Egli conosce quello che c&#8217;è nei petti.. era necessario che Allah realizzasse un ordine che doveva essere eseguito. Tutte le cose sono ricondotte ad Allah.”</strong></em>(VIII,43-44)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Questo versetto è molto importante per capire come il sogno possa essere mandato da Dio ad un profeta e nello stesso tempo avere un contenuto che dà luogo ad un&#8217;interpretazione sbagliata, ma collegata comunque alla realizzazione della volontà di Dio, perché: <em><strong>“Era necessario che Allah realizzasse un ordine che doveva essere eseguito. Tutte le cose sono ricondotte ad Allah.</strong></em>”</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Il sogno di Abramo è di questo tipo, Dio non voleva fargli compiere un sacrificio umano, ma attraverso quel sogno, quell&#8217;immagine che emerge in Abramo (come abbiamo era frequente in quell&#8217;epoca) e che egli interpretò letteralmente, dà prova della sua disponibilità a dare tutto ciò che gli era più caro al mondo e che costituiva il pegno della benevolenza divina su di lui&#8230; Lo scopo del sogno è quindi di provocare una certa reazione non nella realizzazione dell&#8217;immagine stessa (per il Profeta Muhammad affrontare la battaglia, per il profeta Ibrahim dare prova della sua fede). </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Quando poi entrambi si sottomisero, e lo ebbe disteso con la fronte a terra,” </strong></em>(v.103)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Noi lo chiamammo: “O Abramo, hai realizzato il sogno. Così Noi ricompensiamo quelli che fanno il bene. Questa è davvero una prova evidente”.(</strong></em>vv.104-106)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Il Signore questa volta parla chiaramente ad Abramo, lo chiama, svelando così la vera interpretazione di quel sogno e in essa il senso del sacrificio. Il sogno era una prova per la sua fede, l&#8217;offerta sacrificale viene riscattata da Dio col dono di un montone “generoso”, il significato profondo del sacrificio dunque non risiede nell&#8217;oggetto offerto e neanche nel dolore o nella privazione anche se queste sono componenti essenziali perché vi sia sacrificio, ma nella fede che è sottesa in esso&#8230; </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">La vicenda di Abramo getta luce, dunque, su di Dio Unico e Misericordioso, Misericordia che è il volto stesso con cui Dio si rivela al mondo, <span style="font-weight: normal;">tanto che il Corano rivela l&#8217;amicizia che lega Dio ad Abramo, pace su di lui, </span><em><strong>“Allah prese Abramo per amico…”</strong></em><span style="font-weight: normal;"> (IV,125) </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Il Rahmâni, Rahîm che ha diffuso la rahma nella creazione secondo un hadith già citato, chiede che questa rahma sia operativa, non è un semplice deposito. Indispensabile che questa misericordia informi l&#8217;agire umano nei confronti degli altri esseri umani:</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>I servi del Compassionevole: sono coloro che camminano sulla terra con umiltà e quando gli ignoranti si rivolgono loro, rispondono: “Pace!”</strong></em> (XXV,63)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>ed essere tra coloro che credono e vicendevolmente si invitano alla costanza e vicendevolmente si invitano alla misericordia.”</strong></em> (XC,17)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Avere misericordia è un dovere:<em>“Non entrerete in Paradiso finché non avrete fede, e non avrete fede finché non vi amerete gli uni gli altri. Abbiate compassione di quanti sono sulla terra, e Colui che è in cielo avrà compassione di voi”.</em> (Bukhârî)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em>Non è un vero credente colui che passa la notte sazio, mentre il suo vicino ha fame”</em>. (Al-Bayahaqi).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em>Nessuno di voi raggiungerà la pienezza della fede finché non desidera per il proprio fratello ciò che desidera per se stesso”. </em>(Al- Bukhârî e Muslim).</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">La misericordia non è confinata all&#8217;agire tra esseri umani ma deve avere una dimensione universale, verso ogni essere vivente, maltrattare gli animali è un peccato grave:<em>“Una donna ha meritato l’inferno a causa di una gatta che aveva rinchiuso fino a che non morì. Non la nutriva e neanche la lasciò andare in maniera che mangiasse qualche bestiola della terra.</em></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">L’Inviato di Dio disse ancora: <em>“Chi ha piantato un albero ed ha avuto la pazienza di curarlo e l’ha curato fino a quando ha dato i suoi frutti, avrà per ogni persona che colga questi frutti una ricompensa (nell’aldilà)</em>.”</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;">Egli è il Misericordioso, non dobbiamo avere paura, in questa vita e nell&#8217;altra, poiché grande è la sua misericordia per chi si sforza di perseverare: </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-family: Palatino Linotype, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>Gli angeli scendono su coloro che dicono: “Il nostro Signore è Allah”, e che perseverano [sulla retta via]. [Dicono loro:] <span style="color: #000000;">“Non abbiate paura</span><span style="color: #ff0000;"> </span>e non affliggetevi; gioite per il Giardino che vi è stato promesso. Noi siamo vostri alleati in questa vita e nell&#8217;altra, e in quella avrete ciò che l’ anime vostre desidereranno e quel che chiederanno. Questa è l&#8217;ospitalità del Perdonatore, del Misericordioso”. </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XLI,30-32)</span></span></span></span></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm;"> Patrizia Khadija Dal Monte</p>
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<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1anc">1</a>Il sacro ed il Profano di Mircea Eliade</p>
</div>
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		<title>Sura Al-Fâtiha secondo versetto</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 02:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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Il titolo delle sure costituisce una chiave di interpretazione delle stesse e una sintesi del loro contenuto, la sura Al-Fâtiha, nel suo significato di apertura, dunque, vuol dire ciò che apre a Dio, e ciò che è detto in essa è l&#8217;inizio, le basi della comprensione di Lui e del corretto atteggiamento del credente. Abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2010/02/sura-al-fatiha-2/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/imagesCAF46HM1.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="Sura Al-Fâtiha secondo versetto" title="Sura Al-Fâtiha secondo versetto"/></a>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">Il titolo delle sure costituisce una chiave di interpretazione delle stesse e una sintesi del loro contenuto, la sura Al-F</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">tiha, nel suo significato di apertura, dunque, vuol dire ciò che apre a Dio, e ciò che è detto in essa è l&#8217;inizio, le basi della comprensione di Lui e del corretto atteggiamento del credente. Abbiamo visto come le prime parole che incontriamo nella </span></span></span><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">basmala</span></em></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;"> dirigano la nostra fede verso il Dio ineffabile, diverso da ciò che è in nostro potere definire, che però subito si qualifica come il Rahm</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">ni, il Rah</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">î</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">m, c&#8217;è come un progressivo aprirsi all&#8217;uomo, se Allah rimane al di là della nostra comprensione e ar-Rahm</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">n, è riservato solo a Lui, ar-Rah</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">î</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">m ha diffuso la </span></span></span><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">rahma </span></em></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">nella creazione e le creature partecipano a questa realtà, per grazia Sua. L&#8217;essere umano ne viene confortato e la fede ora non si dirige solo verso il mistero </span></span></span><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">“ghayb”</span></em></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">, ma trova parole che il cuore e la mente riconoscono&#8230; Il Dio che si rivela nell&#8217;islam è il Dio trascendente che svela all&#8217;uomo il Suo Essere Misericordioso.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">Davanti a tale conoscenza l&#8217;uomo non può che rispondere con la lode, e per questo le parole che seguono subito dopo sono: </span></span></span><span style="font-size: small;"><em><strong>al-hamdu li-llahi rabbi l-</strong></em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>â</strong></em></span></span><span style="font-size: small;"><em><strong>lamin (La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi).</strong></em></span><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;"> </span></em></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">Se l&#8217;uomo davanti alla divinità viene colto da &#8216;timore e fascinazione&#8217;</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;"><a name="sdfootnote1anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a></span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">, davanti a Colui che è Ar-Rahm</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">ni, Ar-Rah</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">î</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">m nasce la lode.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">Tra i sapienti musulmani ci sono diverse interpretazioni di questo termine (</span></span></span><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">al-hamdu</span></em></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">), in particolare si parla del rapporto e della differenza con il ringraziamento (al-shukr). Per alcuni i due termini si identificano, per altri il primo ha un significato più generale del secondo ed è rivolto alle qualità di Colui a cui viene dedicata, mentre il ringraziare è puntuale, in risposta ad un beneficio ricevuto. Secondo quanto riportato da Al-B</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">ydaw</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">î, il Profeta avrebbe detto: </span></span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">“La lode è il fondamento e il principio del ringraziamento (ra&#8217;su-sh-shukr), chi non loda Dio in realtà non Lo ringrazia.”</span></em></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">La lode esprime una certezza senza dubbi, una fiducia completa, mentre il ringraziamento può essere rivolto anche ad uno che non ci piace fino in fondo, ma che ci ha fatto una cosa buona o utile. Ancora la lode nasce dal profondo dell&#8217;essere, è un atto radicale, o è completamente falsa, come le lodi rivolte ai potenti per interesse, o è profondamente autentica ed il cuore vi è implicato. Si loda sinceramente quando si ama, quando si ama si desidera lodare, la lode appartiene al linguaggio dell&#8217;amore: </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">“Che ha il tuo diletto di diverso da un altro, o tu, la più bella fra le donne? Che ha il tuo diletto di diverso da un altro, perché così ci scongiuri? Il mio diletto è bianco e vermiglio, riconoscibile fra mille e mille. Il suo capo è oro, oro puro, i suoi riccioli grappoli di palma, neri come il corvo. I suoi occhi, come colombe su ruscelli di acqua; i suoi denti bagnati nel latte, posti in un castone. Le sue guance, come aiuole di balsamo, aiuole di erbe profumate; le sue labbra sono gigli, che stillano fluida mirra. Le sue mani sono anelli d&#8217;oro, incastonati di gemme di Tarsis.</span></em></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> …</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">Questo è il mio diletto, questo è il mio amico, o figlie di Gerusalemme.”<a name="sdfootnote2anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a> </span></em></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">Legame tra lode e amore, per questo Dio stesso non ama niente di più della lode, come dicono questi hadith profetici:</span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;"> “La calma viene da Dio, ma la fretta viene dal demonio. Non v&#8217;è nulla che più di Dio accetti il discolparsi, e non v&#8217;è nulla che più Dio ami più della lode.”</span></em></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">(Anas)</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;">&#8216;Umar (rivolgensosi ad &#8216;Alî e altri che erano con lui) disse: “Abbiamo compreso </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">lâ ilâha illâ</span></em></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="font-weight: normal;">Allah e anche subhâna Allah, ma cos&#8217;è al-hamdu li-llah? &#8216;Alî gli rispose: “E&#8217; un&#8217;espressione che Dio desidera e ama per Sè”</span></em></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">La lode rivolta a Dio è assoluta, per questo si usa con l&#8217;articolo determinativo, riservata all&#8217;Unico che ne è degno, molte volte infatti nei versetti coranici Allah viene chiamato (Al- Ham</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">î</span></span><span style="font-size: small;">d) “Il Degno di lode” </span><span style="font-size: small;"><em><strong>Egli è Colui Che fa scendere la pioggia, quando già se ne dispe ra; così diffonde la Sua misericordia. È il Patrono, il Degno di lode . </strong></em></span><span style="font-size: small;">(XLII,28)</span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">Anche nella tradizione cristiana è presente il tema della lode a Dio:</span><span style="font-size: small;"><em>“Altissimu, onnipotente bon Signore, Tue so&#8217; le laude, la gloria e l&#8217;honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano,et nullu homo ène dignu te mentovare.”</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">E così nel testo biblico: </span><span style="font-size: small;"><em>“Lodate il SIGNORE dai cieli; lodatelo nei luoghi altissimi. Lodatelo, voi tutti i suoi angeli; lodatelo, voi tutti i suoi eserciti! Lodatelo, sole e luna; lodatelo voi tutte, stelle lucenti! Lodatelo, cieli dei cieli,e voi acque al di sopra dei cieli!Tutte queste cose lodino il nome del SIGNORE, perch&#8217;egli comandò, e furono create; ed egli le ha stabilite in eterno;ha dato loro una legge che non sarà trasgredita. Lodate il SIGNORE dal fondo della terra,voi mostri marini e oceani tutti, fuoco e grandine, neve e nebbia, vento impetuoso che esegui i suoi ordini; monti e colli tutti, alberi fruttiferi e cedri tutti; animali selvatici e domestici, rettili e uccelli; re della terra e popoli tutti, prìncipi e giudici della terra; giovani e fanciulle,vecchi e bambini! Lodino il nome del SIGNORE perché solo il suo nome è esaltato; la sua maestà è al di sopra della terra e del cielo&#8230; </em></span><span style="font-size: small;">(Sl.148)</span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">La lode proviene dall&#8217;essere non dalla pura razionalità, per questo ha una dimensione cosmica, non è solo umana:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“ <span style="font-size: small;"><em><strong>I sette cieli e la terra e tutto ciò che in essi si trova Lo glorificano, non c&#8217;è nulla che non Lo glorifichi, lodandoLo, ma voi non percepite la loro <span style="color: #000000;">lode.</span> Egli è indulgente, perdonatore.” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XVII,44) </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">La lode non finisce in questa vita, come pure l&#8217;amore per Dio:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><em><strong>In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso. Lode ad Allah, Colui cui appartiene tutto quel che è nei cieli e sulla terra. <span style="color: #000000;">Lode </span>a Lui nell&#8217;altra vita, Egli è il Saggio, il Ben Informato, conosce quello che penetra nella terra e quel che ne esce, quel che scende dal cielo e quel che vi ascende. Egli è il Misericordioso, il Perdonatore </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XXXIV,1-2)</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><em><strong>-Signore dei mondi (rabb<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span> l-<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>lam<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span>n)</strong></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">La lode che sgorga davanti alla rivelazione del <em>Rahmani Rahim</em>, si accompagna al riconoscimento della Sua Signoria sull&#8217;esistente. E&#8217; qui richiamata la grandezza del Creatore di cui dobbiamo sempre aver coscienza e che ci dà la misura della gratuità del volgersi di Dio verso di noi. La rahma di Allah è libera da ogni costrizione, legata alla sovrabbondanza dell&#8217;amore e non ad un bisogno, come può succedere a noi, Egli è Ar-Rabb, il Signore che non abbisogna di nulla. La parola <em>Rabb</em> deriva etimologicamente dalla radice r-b-b, che ha tre significati principali: &#8216;essere signore, capo&#8217;; &#8216;esercitare un potere&#8217;, possedere, essere proprietario; e anche &#8216;educare&#8217;. Ar-Rabb (il Signore) si usa solo per Dio, quando si rivolge a degli uomini si usa una specificazione, come ad esempio padrone di casa <em>(rabbu-d-d</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>âr).</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> Il Profeta,</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em> </em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">la preghiera e la pace divine siano su di lui, disse: </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>“Nessuno dica di una persona è il mio Signore (rabb), piuttosto dica è il mio sayyid (signore nel senso di capo), oppure è il mio patrono (mâwla).”</em></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">Nei versetti coranici la parola Signore si trova associata a tutti questi significati, Allah è Ar-rabb perché è colui che ha creato il mondo e quindi a Lui appartiene con ogni creatura e ancora è Ar-Rabb, perché è Lui che dirige la storia e il Destino degli uomini, infine è Ar-rabb perché è Colui che alleva ed educa e forma con dolcezza le sue creature, dando loro i beni della sussistenza e istruendole nella retta via.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Leggi! In nome del tuo Signore che ha creato, ha creato l&#8217;uomo da un&#8217;aderenza. Leggi, ché il tuo Signore è il Generosissimo, Colui Che ha insegnato mediante il calamo, che ha insegnato all&#8217;uomo quello che non sapeva. </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XCVI,1-5)</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Di&#8217;: “Vorreste forse rinnegare Colui Che in due giorni ha creato la terra [e vorreste] attribuirGli consimili? Egli è il Signore dei mondi. Ha infisso [sulla terra] le montagne, l&#8217; ha benedetta e in quattro giorni di uguale durata ha distribuito gli alimenti”; [questa è la risposta] a coloro che interrogano. Poi si rivolse al cielo che era fumo e disse a quello e alla terra: “Venite entrambi, per amore o per forza”. Risposero: “Veniamo obbedienti!”. </strong></em></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">(XLI,9-10)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Invocò il suo Signore: Sono sopraffatto: fa&#8217; trionfare la Tua causa . Spalancammo le porte del cielo ad un&#8217;acqua torrenziale, e da tutta la terra scaturirono sorgenti e le acque si mescolarono in un ordine prestabilito. E lo portammo su [quella fatta di] tavole e chiodi.” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(LIV,10-13)</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>In verità il vostro Signore è dolce, misericordioso. E [vi ha dato] i cavalli, i muli e gli asini, perché li montiate e per ornamento. E crea cose che voi non conoscete. Guidarvi sulla retta via è prerogativa di Allah, poiché altre [vie] se ne allontanano. Se volesse vi guiderebbe tutti. Egli è Colui Che ha fatto scendere l&#8217;acqua dal cielo, bevanda per voi ed erba pei pascoli.” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XVI,7-10)</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Ti sceglierà così il tuo Signore e ti insegnerà l&#8217;interpretazione dei sogni e completerà la Sua grazia su di te e sulla famiglia di Giacobbe, come già prima di te, la completò sui tuoi due avi, Abramo e Isacco. In verità, il tuo Signore è sapiente e saggio.” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XII,6)</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">La parola Ar-rabb</span></span><em><strong> </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">si accompagna qui e in altri versetti ad </span></span><em><span style="font-weight: normal;">&#8216;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span><span style="font-weight: normal;">lamin</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;"> (mondi). Esso è il plurale di </span></span><em><span style="font-weight: normal;">&#8216;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span><span style="font-weight: normal;">lam, </span></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">etimologicamente deriva dalla radice &#8216;-l-m, che racchiude una molteplicità di termini riconducibili al concetto di &#8217;sapere&#8217; e &#8216;conoscere&#8217;. Anche il termine </span></span><em><span style="font-weight: normal;">&#8216;al</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span><span style="font-weight: normal;">ma&#8217;</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;"> (segno) è derivato da questa radice. La conoscenza è una forma di possesso, solo Dio la detiene perfettamente.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">Per alcuni commentatori </span></span><em><span style="font-weight: normal;">&#8216;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span><span style="font-weight: normal;">lamin </span></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">significa tutto l&#8217;esistente, conosciuto o sconosciuto, per altri gli esseri intelligenti come gli angeli, i jinn e gli uomini In base al significato che etimologico che lo lega al conoscere). Zayd ben Aslam e Abu Muhaysan dicono: “Per </span></span><em><span style="font-weight: normal;">&#8216;</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span><span style="font-weight: normal;">lam </span></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">si intende tutto ciò che è dotato di spirito (r</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">û</span></span></span><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">h) palpitante”. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">Il numero dei mondi varia molto nei commenti degli esegeti, mi sembra appropriata la considerazione di Ka&#8217;b Al Ahb</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">â</span></span></span><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">r che disse: “Il numero dei mondi non lo conosce altri che Dio, Potente ed Eccelso.” La parola usata al plurale ci indica sicuramente la molteplicità che contrassegna la creazione, e non c&#8217;è spiegazione più bella di quella che dà il Corano stesso:</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Disse Faraone: “E chi è questo Signore dei mondi?”. Rispose: “Il Signore dei cieli e della terra e di ciò che vi è tra essi. Se solo poteste esserne convinti!”. </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XXVI,23-24)</span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Patrizia Khadija Dal Monte</span></p>
<ol>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
</ol>
<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1anc">1</a>Diversi studiosi di etnologia, tra i quali M. Eliade, R. Otto, F. Heiler, G.Mensching attraverso l’osservazione delle culture primitive, hanno evidenziato come alla base dell’esperienza religiosa ci sia sempre una percezione del Sacro, che consiste fenomenologicamente in una reazione caratteristica descritta da R. Otto con le categorie<em> fascinans et</em> <em>tremendum,</em> ad indicare un senso di timore misto a fascinazione.</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a name="sdfootnote2sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote2anc">2</a>Bibbia, Cantico dei Cantici</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Sura al-Fâtiha primo versetto</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 04:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[
La sura Aprente riveste numerosi significati tra i quali essa è protezione dal male, qualità che viene rafforzata premettendo alla sua recitazione la formula del rifugiarsi in Dio (isti&#8217; âdha), le cui parole sono: a&#8217;ûdhu bi-llahi mina s-saytâni r-ragim (mi rifiugio in Dio dal demonio maledetto). La parola shaytan deriva dalla radice s-t-n che significa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2010/02/sura-al-fatiha/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/images7.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="Sura al-Fâtiha primo versetto" title="Sura al-Fâtiha primo versetto"/></a>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">La sura Aprente riveste numerosi significati tra i quali essa è protezione dal male, qualità che viene rafforzata premettendo alla sua recitazione la formula del rifugiarsi in Dio (<em>isti&#8217; </em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â</em></span><em>dha</em>), le cui parole sono:<span style="font-weight: normal;"> </span><em><span style="font-weight: normal;">a&#8217;</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em><span style="font-weight: normal;">û</span></em></span><em><span style="font-weight: normal;">dhu bi-llahi mina s-sayt</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em><span style="font-weight: normal;">â</span></em></span><em><span style="font-weight: normal;">ni r-ragim</span></em><em><strong> </strong></em>(mi rifiugio in Dio dal demonio maledetto). La parola <em>shaytan</em> deriva dalla radice <em>s-t-n</em> che significa &#8216;essere distanti&#8217;, <em>raj</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>î</em></span><em>m</em> viene da <em>r-j-m</em> (lapidare), cioè respinto totalmente. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Ci sono innumerevoli hadith che la tramandano, alcuni sapienti la fanno risalire proprio all&#8217;inizio della rivelazione, insegnata al Profeta dall&#8217;angelo Gabriele, pace su di lui, secondo le parole dell&#8217;Altissimo: <em><strong>“Quando leggi il Corano, cerca rifugio in Allah contro Satana il lapidato. Egli non ha alcun potere su quelli che credono e confidano nel loro Signore, ma ha potere solo su chi lo prende per patrono, su quelli che, per causa sua, diventano associatori.”</strong></em> (XVI,98-100)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Per la maggior parte dei sapienti la recitazione di questa formula è un atto meritorio <em>(mustahabb</em>) ma non obbligatorio, il suo uso poi è più ampio della recitazione coranica stessa. Si racconta ad esempio in un hadith come essa sia efficace nel sconfiggere la collera: “<em>Due uomini presero ad insultarsi davanri al Profeta, mentre noi stavami seduti insieme con lui. Uno dei due stava offendendo l&#8217;altro per rabbia, ed era diventato tutto rosso in volto, quando il Profeta disse: “Conosco un&#8217;espressione che fosse pronunciata da costui, tutta l&#8217;ira svanirebbe: Mi rifugio in Dio dal demonio maledetto”. Dissero allora a quell&#8217;uomo: “Non hai sentito cosa ha detto l&#8217;Inviato di Dio?” E lui: “Io non sono posseduto dai demoni!” </em>(Al-Bukh<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>r<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span>)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">La Tradizione islamica insegna all&#8217;uomo questo rifugiarsi in Dio e non nella propria forza, consapevole della debolezza della costituzione umana e della forza che possono assumere certe tentazioni in un dato momento. Certo non si tratta di magia, ma di esprimere nelle parole un atteggiamento del cuore e della vita di abbandono in Dio e obbedienza a ciò che ha rivelato. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><em><strong>Bismi-allahi r-rahm<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>ni r-rah<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span>m</strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><em><strong>In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso” </strong></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">La sura al-F<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>tiha, inizio del Corano, reca quello che è l&#8217;inizio di ogni sura (salvo la nove), cioè la <em>basmala</em>. Dopo la preposizione bi- (in, per, per mezzo di) la menzione del nome Allah, nome che viene usato solo per l&#8217;Altissimo. La sua etimologia è discussa tra i sapienti, alcuni negano che ne esista una e si tratti dunque di una parola a se stante (<em>ism j</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â</em></span><em>mid</em>); altri la individuano in radici diverse, legandola all&#8217;idea di &#8216;adorazione&#8217; (<em>ta&#8217;alluh</em>), o ancora <em>il</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â</em></span><em>h</em>, &#8216;divinità&#8217; a cui si aggiunge l&#8217;articolo determinativo al; c&#8217;è chi dice derivi da <em>l</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>âh </em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">&#8216;brillare&#8217; o &#8216;creare&#8217; in cui l&#8217;aggiunta dell&#8217;articolo avrebbe il senso di esaltazione. Al-Qurtubî afferma: “Un&#8217;altra possibile etimologia di Allâh è che Allah sia derivato da </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>walafa, </em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">cioè essere turbato perplesso, stupefatto, da cui </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>wallâh (</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">Colui che massimamente rende stupefatti).” E altre ancora.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">Allah comunque appare come il “Nome supremo” (</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>al-ismu l-a&#8217;zam), </em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">che detiene una relazione di appartenenza con gli altri Nomi che troviamo nella rivelazione coranica, ma anche di diversità, in esso li raduna tutti, come la fonte l&#8217;acqua che scorre. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em>Ad Allah appartengono i nomi più belli: invocateLo con quelli e allontanatevi da coloro che profanano i nomi Suoi: presto saranno compensati per quello che hanno fatto.” </em><span style="font-style: normal;">(VII,180) </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">In esso prevale la dimensione di ineffabilità, del </span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ghayb</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">, di differenza assoluta dalla creatura, come è espresso nella sura CXII, Al-Ikhlâs (Il Puro Monoteismo) </span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><strong>Di’: «Egli Allah è Unico, Allah è l’Assoluto.</strong></span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;"> </span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><strong>Non ha generato, non è stato generato</strong></span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;"> </span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><strong>e nessuno è eguale a Lui»</strong></span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">Esiste anche una discussione nella tradizione islamica circa il rapporto tra nome (</span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ism</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">) Nominato (</span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;">musammâ</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">), tra la parola quindi e la Realtà stessa di Dio, diverse le posizioni, mi sembra che questa relazione sia ben detta in un&#8217;espressione di un filosofo contemporaneo, Heidegger, il quale disse che &#8216;la parola è la casa dell&#8217;essere&#8217;, in cui c&#8217;è spazio sia per la vicinanza che la differenza&#8230;. E Dio ne sa di più. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">La parola </span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ism (nome),</span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;"> deriva secondo i commentatori dalla radice </span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;">s-m-w, </span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">che ha come primo significato quello</span></span><em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> </span></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">di &#8216;essere elevato&#8217;, dalla stessa radice viene samâ&#8217; (cielo). Il pronunciare il nome di Allah eleva la realtà creaturale a Dio. Oggi si è perso completamente il senso della nominazione e della potenza della parola, a causa di un modus vivendi intriso di &#8216;chiacchiera&#8217; riprendendo ancora Heidegger, miliardi di parole vuote che risuonano nel mondo dai mass media nelle nostre povere teste. L&#8217;importanza della nominazione e della parola, invece, è ben presente nelle culture antiche, ad esempio nei racconti biblici il nome vediamo come esso esprima una relazione stretta con la realtà della persona, il suo destino. Cambiare nome ad una persona significava cambiare la sua vita (così riguardo a Simone, il cui nome fu cambiato in Pietro da Isa, pace su di lui, (Gv 1,42), o quando Dio cambiò nome ad Abramo, attribuendogli il nuovo nome di Abraamo, gli viene detto: “Perché di sicuro ti farò padre [in ebraico</span></span></span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;">אב </span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">, ab, padre] di una folla di nazioni [in ebraico </span></span></span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;">עם</span></span></span><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-style: normal;">, am, popolo]” (Gn 17:5, TNM). Per questo anche la raccomandazione profetica nella scelta di un bel nome per i figli.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">I Nomi che vengono subito dopo la menzione del Nome Supremo, illuminano una realtà di cui l&#8217;essere umano ha sentore&#8230; &#8216;Utman ben Hassan chiese al Profeta, su di lui la preghiera e la pace divine, a proposito di <em><strong>bismi-llahi r-rahm</strong></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em><strong>â</strong></em></span><em><strong>ni r-rah</strong></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em><strong>î</strong></em></span><em><strong>m</strong></em><em>. </em><span style="font-style: normal;">Il Profeta disse:</span><em> “E&#8217; uno dei nomi di Dio, ed è vicino al &#8216;Nome più grande&#8217;</em><span style="font-style: normal;"> </span><em>(al ismu l-akbar) di Dio come il nero dell&#8217;occhio è vicino al bianco&#8230;” </em><em>Ar-Rahm</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>â</em></span><em>ni, ar-Rah</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>î</em></span><em>m</em> derivano etimologicamente dalla parola <em>rahma</em>, la quale a sua volta ha come base la radice trilettera <em>r-h-m</em>, con significato di aver pietà, amore, misericordia. Dalla stessa radice viene il termine utero <em>(rahim) </em><span style="font-style: normal;">da cui i </span>legami di sangue, &#8216;uterini&#8217; (al plurale <em>arh</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>âm</em></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">)</span>. Ar-Rahm<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>n, ar-Rah<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span>m sono entrambi degli aggettivi intensivi e tuttavia il primo ha un significato più forte del secondo. Diverse le spiegazioni degli studiosi sul significato di questi nomi, ciò che è certo è il legame di entrambi con la <em>rahma,</em> la misericordia e il fatto che ar-Rahm<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>n sia usato nel Corano solo per Dio: <strong>“</strong><em><strong>Di&#8217;: “Invocate Allah o invocate il Compassionevole (ar-Rahm</strong></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em><strong>â</strong></em></span><em><strong>n) qualunque sia il nome con il quale Lo invochiate, Egli possiede i nomi più belli. Durante l&#8217;orazione non recitare ad alta voce e neppure in sordina, cerca piuttosto una via mediana”.</strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;"> (XVII,110)</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Chiedi ai Nostri messaggeri che inviammo prima di te, se mai indicammo dèi da adorare all&#8217;infuori del Compassionevole.” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XLIII,45) </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">mentre <em>rah</em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em>î</em></span><em>m</em> si può riferire alle creature:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Ora vi è giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama il vostro bene, è dolce e misericordioso (rah<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span>m)verso i credenti.” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(IX,128)</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">I due Nomi indicano sia un&#8217;esclusività di Dio riguardo alla rahma, sia una possibile somiglianza con quella che l&#8217;uomo sperimenta. Anche negli attributi cè una dimensione di non tangibilità della creatura. Ar-Rahm<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>n è solo Lui, ma la <em>rahma</em>, è data anche alle creature come ben dice questo hadith profetico: “<em>Dio ha diviso la misericordia in cento parti. Egli ne ha fatto discendere una tra ijinn e gli esseri umani e le bestie e gli animali perché condividano reciprocamente i loro sentimenti; e per questo essi hanno misericordia l’un l’altro; e tramite essa gli animali selvatici provano affetto per i loro cuccioli. E Dio ha conservato novantanove misericordie con le quali avrà misericordia per i suoi servi il Giorno del Giudizio.” </em><span style="font-style: normal;">(Sahih Muslim)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Il significato etimologico del termine, questo stesso hadith e altri ancora, mettono poi in evidenza il legame privilegiato della rahma con l&#8217;essere femminile. <em>“Allah ha rivelato Sé stesso nel Corano come rigoroso e clemente, conosciuto coi nomi di Maestà (/jalâl/) e Bellezza (/jamâl/). Il Generoso, il Misericordioso, il Perdonatore, sono nomi di Clemenza o Bellezza, mentre l’Enumeratore e il Giusto sono nomi di rigore o di Maestà. I nomi rispecchiano i principi del maschile e del femminile: i nomi di Maestà sono il prototipo del maschile, mentre i nomi di Bellezza sono il prototipo della femminilità&#8230;”<a name="sdfootnote1anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;">L&#8217;essere donna quindi ha questo dono speciale di capire dal di</span><em> </em><span style="font-style: normal;">dentro, nella propria natura cosa significhi misericordia, realtà messa in evidenza anche da un hadith della raccolta di al-Bukhari che descrive come durante la conquista della Mecca compiuta dai musulmani</span><em> “una donna correva sotto al sole cocente alla ricerca di suo figlio. Lo trovò e stringendoselo al seno disse:&#8221;Figlio mio, figlio mio!&#8221; I Compagni del Profeta videro questo e piansero. Il Profeta fu deliziato di vedere la loro misericordia e disse: &#8220;Vi meravigliate della compassione (rahma) per suo figlio? Per mezzo di Colui nelle cui mani si trova la mia anima, nel Giorno del Giudizio, Allah mostrerà più rahma verso i Suoi fedeli servitori di quanta possa mostrarne questa donna verso suo figlio.&#8221; </em></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Ciò capovolge completamente le concezioni maschiliste che si susseguono in varie epoche e culture, la preminenza della <em>rahma</em>, dice preminenza del femminile&#8230; Tra gli attributi di Allah, la <em>rahma</em> prevale sempre sul suo opposto, il ‘rigore’ divino. Dio infatti dice: <em><strong>«Con la Mia punizione punisco chi voglio: ma la Mia misericordia abbraccia ogni cosa”». </strong></em><span style="font-weight: normal;">(VII,156)</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Un hadith <em>qudsiyy</em>, recita: <em>&#8220;La mia misericordia precede la mia collera&#8221;</em> <em>(rahmatî sabaqat</em> <em>ghadabî</em>)”. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Ci sono diverse posizioni tra i sapienti nel considerare la basmala un versetto a se stante o meno o sulla sua funzione di divisione tra le sure, però c&#8217;è unanimità sul fatto che essa sia contenuta, all&#8217;interno della rivelazione coranica, in un versetto della sura <em>An-Naml</em> “Le formiche”, pronunciato dalla regina di Saba leggendo la lettera che Salomone le aveva inviato&#8230; Una donna&#8230; “Disse [la regina]: <em><strong>“O notabili, mi è stata fatta pervenire una nobile lettera. Giunge da Salomone, [dice]: In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso, non siate arroganti nei miei confronti e venite a me, sottomessi ad Allah”. </strong></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Anche la scrittura della <em>basmala</em> sembra sia stata compiuta, nel tempo profetico, per la prima volta da una donna, la madre di Kh<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>lid ben Kh<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>lid ben Sa&#8217;<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span>d.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">La recitazione della basmala nella tradizione musulmana non si limita solo alla preghiera o agli atti di culto, ma investe tutto l&#8217;agire umano, dichiarando la continuità tra sacro e quotidiano e il legame tra i due attraverso la parola. Alzarsi, sedersi, mangiare, bere, scrivere recitare il Corano, compiere l&#8217;abluzione, vengono accumunati nella nominazione del nome di Dio&#8230; Tra compiere gli atti necessari alla vita creaturale e quelli rituali non c&#8217;è un baratro, come non c&#8217;è tra la rivelazione di Dio che si compie nei segni della creazione e quelli del libro (<em>ayat</em> entrambi), la rivelazione islamica ci svela l&#8217;armonia possibile della condizione umana: </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: small;"><em><strong>Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista, natura originaria che Allah ha connaturato agli uomini*; non c&#8217;è cambiamento nella creazione di Allah. Ecco la vera religione, ma la maggior parte degli uomini non sa.” </strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XXX,30) </span></span></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;">Uso quotidiano, che non deve far dimenticare il grande rispetto che va dato alla basmala: Ibn &#8216;Ag<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î</span>ba narra che <em>Mansur ben Ammar trovò per terra un biglietto con scritto </em><em><strong>bismi-allahi r-rahm</strong></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em><strong>â</strong></em></span><em><strong>ni r-rah</strong></em><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><em><strong>î</strong></em></span><em><strong>m</strong></em><em><span style="font-weight: normal;">; non sapendo dove serbarlo, lo inghiottì. Dopo di che vide in sogno qualcuno che gli diceva: “Dio ti ha aperto la porta della sapienza!”</span></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">La </span></span><em><span style="font-weight: normal;">basmala</span></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">, rifugio ed elevazione dell&#8217;uomo, troppo intensa per trovare fine al suo commento, illumina e attira la misericordia di Dio verso le creature, misericordia che si rivela anche nella missione profetica:</span></span><em><strong>“Noi non ti abbiamo mandato se non come misericordia per i mondi</strong></em><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span><span style="font-style: normal;"><strong>(</strong></span><em><strong>rahmatan li l-‘âlamîn</strong></em><span style="font-style: normal;"><strong>).”</strong></span><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">(XXI, 107) </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: small;"><span style="font-style: normal;"><span style="font-weight: normal;">e in cui speriamo nel Giorno in cui si tirano le somme, inch&#8217;Allah. Disse il Profeta: </span></span><em><span style="font-weight: normal;">“Nessuno di voi entrerà in Paradiso in virtù della propria opera. Gli chiesero: neppure tu Inviato di Dio? “Neppure io rispose”, senonché Dio mi ha protetto con la sua misericordia.”<a name="sdfootnote2anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a></span></em></span></p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"> </p>
<p style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm; font-weight: normal;" align="justify"><span style="font-size: small;">Patrizia Khadija Dal Monte</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1anc">1</a>L&#8217;islam e il divino femminile, www.Tradizione sacra.it</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a name="sdfootnote2sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote2anc">2</a>Per un commento più completo vedere il libro di Idris Ludovico Zamboni “La Sura Aprente” ed. Orientamento, Reggio Emilia, 2009</div>
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		<title>Panorama sull&#8217;Islam. I fondamenti -Il Generoso Corano (1)</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 00:39:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[
* Il nome Corano deriva da una parola araba che significa letteralmente &#8221; lettura&#8221; e &#8220;la recitazione&#8221;.
* E&#8217; la raccolta della sostanza di tutte le scritture rivelate nel passato.
* E&#8217; la parola di Allah e un messaggio universale che contiene la guida definitiva per il genere umano in tutti i tempi.
* Fu rivelata al Profeta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display: block;">
<div style="font-size: 13px; font-weight: bold; line-height: 15px; float: left; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 1px; padding-left: 0px; width: 440px; word-wrap: break-word; margin: 0px;"><span style="font-weight: normal;">* Il nome Corano deriva da una parola araba che significa letteralmente &#8221; lettura&#8221; e &#8220;la recitazione&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* E&#8217; la raccolta della sostanza di tutte le scritture rivelate nel passato.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* E&#8217; la parola di Allah e un messaggio universale che contiene la guida definitiva per il genere umano in tutti i tempi.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* Fu rivelata al Profeta Muhammad (pbsl) durante circa i circa 23 anni della sua missione profetica nella penisola arabica. E&#8217; stata preservata nell&#8217;originale Arabo sia nella scrittura che nella memoria da quattordici secoli a questa parte.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* Il Corano contiene 114 Sure (capitoli), 6616 ayat(versetti), 77934 parole e 323671 lettere. Tutte le scuole di pensiero unanimemente accettano il testo del Corano e lo considerano come indiscussa autorità dalla quale deriva la legge e l&#8217;etica e tutti gli altri concetti islamici.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* Il Corano ha positivamente creato una nuova fase del pensiero umano ed agito grandemente sulla vita di milioni di Musulmani di tutto il mondo.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* Difficilmente e passata una generazione senza che questa abbia prodotto un esauriente commentario sulle pubblicazioni contemporanee piu rilevanti riguardanti il Corano.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* La fede e l&#8217;esecuzione delle azioni oneste sono l&#8217;insegnamento del Corano.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* Il Corano stabilisce categoricamente che tutti gli esseri umani nascono innocenti e che sono responsabili delle loro azioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* Il Corano proibisce le fonti di tutti i mali come gli alcolici, gli interessi (sul danaro), il gioco d&#8217;azzardo, l&#8217;adulterio, l&#8217;oppressione, la corruzione e via dicendo.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">* La misericordia divina, conformemente al Corano, avvolge tutte le cose: la paura, l&#8217;afflizione, lo sconforto non possono essere associate alla misericordia divina.</span></div>
<div style="display: block; font-size: 9px; float: right;"><a style="cursor: pointer; color: #3b5998; text-decoration: none; padding-top: 0px; padding-right: 14px; padding-bottom: 1px; padding-left: 4px; background-image: url(http://b.static.ak.fbcdn.net/rsrc.php/z14M5/hash/a657viny.png); background-attachment: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-position: 100% -355px; background-repeat: no-repeat no-repeat; border: 1px solid #7f93bc;" title="Invia ai tuoi amici o pubblica nel tuo profilo." rel="dialog" href="http://www.facebook.com/ajax/share_dialog.php?s=4&amp;appid=2347471856&amp;p[]=75891502412&amp;p[]=330963658227">Condividi</a></div>
</div>
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		<title>La sura Al-Fâtiha note introduttive</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/01/la-sura-al-fatiha/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 03:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[


 
di Patrizia Khadija Dal Monte


 
Da poco sono  iniziati l&#8217;anno 1431 dell&#8217;Egira e  l&#8217;anno 2010 d.C., Dio benedica i suoi servi e ogni Sua creatura&#8230; E inizio dopo inizio, la mente va a quella che è la prima sura del Corano Generoso, la Sura Aprente, Al-Fâtiha  (Pre-Egira *, n. 5 , di 7 versetti).
Nella tradizione islamica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2010/01/la-sura-al-fatiha/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/fatiha.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="La sura Al-Fâtiha note introduttive" title="La sura Al-Fâtiha note introduttive"/></a>
<p style="text-align: center; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"><strong><br />
</strong></span></span></p>
<p style="text-align: center; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: medium;"> </span></strong></span></p>
<p style="text-align: center; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">di Patrizia Khadija Dal Monte</span></span></p>
<p style="text-align: center; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"><br />
</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Da poco sono  iniziati l&#8217;anno 1431 dell&#8217;Egira e  l&#8217;anno 2010 d.C., Dio benedica i suoi servi e ogni Sua creatura&#8230; E inizio dopo inizio, la mente va a quella che è la prima sura del Corano Generoso, la Sura Aprente, </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">Al-Fâtiha  (</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Pre-Egira *, n. 5 , di 7 versetti).</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Nella tradizione islamica sono  ricordati diversi nomi per questa sura, ne ricordiamo alcuni: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">f</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">tihatu-l-kit</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">b </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">(l&#8217;Aprente del Libro),</span></span> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">,</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;"> ummu as</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">su-l-qur&#8217;</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">n </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">(il fondamento del Corano), </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">al-w</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">fiyya </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">(la completa),</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;"> al-k</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">fiyya </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">(la Sufficiente)</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">, a</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">š</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">-</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">š</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">if</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">&#8216; (</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">la cura)</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">, as-s</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">lat </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">(la preghiera),</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;"> al-hamd </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">(la lode)</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">. </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">E’ anche chiamata </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">ar-ruqya</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> (l&#8217;esorcismo), poiché nel </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">Sah</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">î</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">h</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> di Al-Bukh</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">r</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">, c’è una narrazione di Abu Sa‘id in cui si riporta la storia di un  Compagno che usò Al-F</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">tiha come esorcismo per un capo tribù che era stato morso da un animale velenoso (tarantola o serpente). Essa  è composta da sette versetti, infatti è nota anche  come </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">&#8220;as-sab &#8216;u-l-mathân</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">î</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">&#8220;</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> (i sette ripetuti o raddoppiati) la recitazione dei quali è obbligatoria</span></span><a name="_ftnref1"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftn1">[1]</a><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> nell&#8217;assolvimento dell&#8217;adorazione rituale, cinque volte al giorno. Dice infatti Allah nel Corano:</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">“Ti abbiamo dato i sette math</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">n</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">î</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">.</span></em></strong></span> <span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">” ( XV,87)</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Abu Hurayra riportò: “</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">La preghiera in cui non venga recitata &#8216;la madre del Corano&#8217; (ummu-l-kit</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">b) è menomata e lo disse tre volte, cioè non completa.” </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">(Sah</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">h Muslim).   Nel suo Sah</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">h, al libro 65°, Al-Bukh</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">r</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> scrive : </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">“</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">Essa è chiamata </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">umm al-kit</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">b, </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">perché il Corano</span></span> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">comincia con essa e perché la preghiera viene iniziata con la sua recitazione.”  Si dice anche</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> che essa viene chiamata </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">ummu-l-kit</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">â</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">b</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> perchè contiene i significati dell’intero Corano. Ibn Jar</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">r ha specificato : </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">“Gli Arabi chiamano </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">umm </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">una cosa  che ne racchiuda un&#8217;altra o anche una cosa che precede un&#8217;altra se essa in qualche modo racchiude ciò che la segue, ciò a cui dà inizio. Per esempio , essi chiamano la pelle che circonda la testa (il cervello) </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">umm ar-ra’s</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">. Essi chiamano così anche la bandiera sotto la quale si riuniscono i ranghi di un’armata&#8230; Così la città di Mecca viene chiamata madre delle città, in quanto le precede tutte e le riassume in sé, o perché a partire da essa che venne distesa la terra</span></span><a name="_ftnref2"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftn2">[2]</a><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">.”</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">Essa viene chiamata infine </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">al-kanz </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">(il tesoro), in un hadith qudsiyy riportato da A</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">ŝ</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">-</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">Ŝ</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">awk</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">n</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">, il Profeta disse: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">“Tra le grazie che mi ha donato, Dio mi ha concesso l&#8217;Aprente del Libro, e ha detto: Essa fa parte dei tesori del Mio Trono”</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Il nome Al-F</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">tiha ci richiama anche uno dei nomi divini, bellissimo, carico di promesse: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">“Al-Fattâh”</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">, Colui che apre (le porte della grazia), Colui che discerne, Colui che conquista. Esso ricorre due volte nel Sacro Corano, usato nel senso di Colui che distingue di chi è nella verità tra miscredenti e i credenti : </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">O Signor nostro, giudica (discerni) secondo verità, tra noi e il nostro popolo; Tu sei il Migliore dei giudici (coloro che discernono)” </span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">(VII,89);</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><strong><span style="font-size: medium;">“</span></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">Di&#8217;: “Il nostro Signore ci riunirà, quindi giudicherà (distinguerà) tra noi, secondo verità. Egli è il (Colui che discerne) Giudice che tutto conosce”. (XXIV,26)</span></em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">mentre è più frequente in altre forme derivate  dal verbo </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">fataha, </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">che significa  aprire qualcosa, disserrare, dischiudere, inaugurare, tracciare una strada, iniziare, cominciare, espugnare, conquistare, rivelare, concedere la vittoria. Anche ad esempio la parola chiave (mift</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">h) deriva dalla stessa radice. N</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">ella sura</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;"> Al-Fath</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">, XLVIII,</span></span> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">viene usato nel senso di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">vittoria, superamento</span></span> <span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">di una grande difficoltà:</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">“In verità ti abbiamo concesso una vittoria (fath) evidente</span></em></strong></span><a name="_ftnref3"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftn3">[3]</a><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">, </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">affinché Allah ti perdoni le tue colpe passate e future, perfezioni su di te il Suo favore e ti guidi sulla retta via; e affinché Allah ti presti ausilio possente.” </span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">(1-3)</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;"> </span></em></strong></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">Il senso di apertura è richiamato anche dal seguente hadith: Ibn &#8216;Abb</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">s disse: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">«</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">L&#8217;Inviato di Dio (pbsl), era con noi e presso di lui c&#8217;era Gabriele. Ad un tratto udì un rumore sopra di lui; Gabriele alzò lo sguardo al cielo, e disse: “S&#8217;è aperta in cielo una porta che non s&#8217;era mai aperta prima.” Da tale porta discese un angelo, venne dal Profeta e disse: “Rallegrati per due luci che sono state date a te, e non sono state date a nessun altro Profeta prima di te; l&#8217;Aprente del Libro e gli ultimi versetti della sura della Vacca. Non ne reciti neppure una lettera che non ti sia stata donata.”</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"> (An-Nasai, anche Muslim nel suo Sahih lo riporta)</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Questo concetto di apertura richiama il suo opposto e cioè che vi sia qualcosa di chiuso, serrato, inaccessibile per le sole forze dell&#8217;uomo, il </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">ghayb </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">a cui è diretta la fede dell&#8217;uomo. La parola</span></span> <span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">ghayb</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">, dalla radice </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">gh-y-b</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">, contiene i significati di lontananza, assenza, scomparsa, (da cui anche tramonto del sole), inconoscibilità, nascondimento, invisibilità, ed  indica in generale ciò che non viene percepito con le facoltà sensibili, o anche ciò che non viene compreso pienamente dalla ragione&#8230;  Possibile anche la traduzione con &#8216;mistero&#8217; alludendo questo termine nel linguaggio comune a ciò che è o viene tenuto nascosto (come la causa che ha posto in essere un certo fenomeno, ad es., o l’autore di un crimine), o a ciò che in un dato momento non è spiegabile razionalmente.  L&#8217;apertura come abbiamo visto, può riferirsi anche alla soluzione di un evento che le forze umane non bastano a volgere nel giusto senso, è Dio che soccorre i timorati. Qui è richiamato fortemente il concetto di storia, che decenni di secolarismo ci hanno abituato a pensare come costrutto umano, mentre il Corano e i testi sacri ci parlano dell&#8217;agire di Dio in essa. Ma l</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">&#8216;agire dell&#8217;uomo, le sue intenzioni, la sua ricerca il suo invocare non sono dunque indifferenti, per questo un sapiente dice: “Non stancatevi di stare alla Sua Porta anche se essa non si apre; non smettete mai di chiederGli perdono, anche se venite respinti”. Prosternatevi ed umiliatevi davanti a Lui, chiedete da poveri, la Sua elemosina. Chiedetela a Lui che è il Signore dei mondi e non perdete mai la speranza durante l’attesa dell’apertura.”</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Come  dice questo hadith qudsiyy: Da Abû Hurayrah: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">“Allâh, sia Egli esaltato, dice: ‘Io </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">sono secondo l’idea che il Mio servo ha di Me, ed Io sono con lui quando Mi menziona; e se Mi menziona in cuor suo, lo menziono in cuor Mio. E se Mi menziona in pubblico, lo menziono in un pubblico migliore di quello; e se si avvicina a Me di un palmo, Mi avvicino a lui di un cubito, e se si avvicina a Me di un cubito; Mi avvicino a lui di un braccio; e se viene da Me camminando, vado da lui correndo’”»</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">. (Trasmesso da Bukhârî, Muslim, Tirmidhî e Ibn Mâjah).</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">La sura Al-Fatiha illumina la realtà di Dio e dell&#8217;uomo, traducendo in invocazione il suo bisogno di essere guidato. Abû Hurayra (che Allah sia soddisfatto di lui ) riferì che l&#8217;Inviato </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse : </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">&#8220;Allah, Benedetto e Altissimo ha detto:&#8221; Ho diviso la Fatiha in due parti uguali tra Me e il Mio servo, la prima parte Mi appartiene, la seconda è la sua e gli concederò quello che Mi chiede&#8221;. Recitate la Fatiha &#8211; proseguì l&#8217;Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). Quando il servo dice:&#8221; La lode [appartiene] ad Allah, Signore dei mondi&#8221;, Allah dice: &#8220;il Mio servo Mi ha lodato !&#8221;; quando il servo dice :&#8221;il Compassionevole, il Misericordioso&#8221;, Allah dice: &#8221; il Mio servo Mi esalta&#8221;. Quando il servo dice: &#8220;Re del Giorno del Giudizio&#8221;, Allah dice: &#8220;il Mio servo Mi rende gloria&#8221;. Quando recita :&#8221; Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto&#8221;, Allah dice : &#8220;questo versetto è tra Me e il Mio servo, gli concederò quello che chiede&#8221; . Quando conclude con: &#8220;Guidaci sulla retta via la via di coloro che hai colmato dei Tuoi doni , non di quelli che sono incorsi nella Tua ira, né degli sviati &#8220;, Allah dice: &#8220;queste parole appartengono al Mio servo e gli concederò quello che chiede&#8221;</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">. (Hadith qudsiyy, tramandato da Muslim, Tirmîdhî, Abû Dâwud, Ibn Mâja, An Nasâ&#8217;î e Mâlik).</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">Gli studiosi dicono che Al-Fatiha consta di 25 parole, e che essa contenga 113 lettere. </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">Nei 7 versetti della sura compaiono tutte le lettere dell&#8217;alfabeto arabo meno 7 che sono chiamate </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">sawaqit </span></em></span><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftn4">[4]</a><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">. </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">I</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">l numero 7 compare 32  volte nel Corano ed è impiegato in 13 sure, lo ritroviamo anche nei riti del pellegrinaggio, nel </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">tawwaf </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">che si compie 7 volte intorno alla Ka&#8217;ba e  nel </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;">sa&#8217;y</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: medium;">,  si percorre 7 volte la distanza tra Safaa e Marua; 7 sono le pietruzze che si gettano sulle Jamarat, in ricordo della lotta di Abramo contro le tentazioni di Iblis.   Anche la creazione è contrassegnata dal numero 7:</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">“Gloria a Lui: Egli è ben più alto di quello che dicono.  I sette cieli e la terra e tutto ciò che in essi si trova Lo glorificano, non c&#8217;è nulla che non Lo glorifichi, lodandoLo, ma voi non percepite la loro lode. Egli è indulgente, perdonatore.” </span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">(XVII,43-44)</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">“</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">Anche se tutti gli alberi della terra diventassero calami, e il mare e altri sette mari ancora [fossero inchiostro], non potrebbero esaurire le parole di Allah. In verità Allah è eccelso, saggio. “</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"> (XXXI,27)</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">“</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">Non avete considerato come Allah ha creato sette cieli sovrapposti e della luna ha fatto una luce e del sole un luminare. È Allah che vi ha fatto sorgere dalla terra come piante.”</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"> (LXXI,15-17))</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><em><span style="font-size: medium;">“Allah è Colui Che ha creato sette cieli e altrettante terre</span></em></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><strong><span style="font-size: medium;">.”</span></strong></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"> (LXV,12)</span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">Il rapporto Libri, e quindi rivelazione ai Profeti, pace su di loro, e mondi creati trova una continuità in questo numero. Sette indica una misura compiuta, che racchiude la molteplicità dell&#8217;esistente e delle rivelazioni, così come i sette ripetuti della Sura Al-Fatiha racchiudono l&#8217;intero Corano, come dice questo hadith profetico riportato da Ab</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">û Hurayra: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">“E&#8217; la madre del Corano, sono i sette raddoppiati,  ed è il magnifico Corano&#8230;” </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">Il sette dice una realtà definita anche per quanto riguarda il male, l&#8217;oscurità, esso non è infinito, ed sovrastato dalle realtà luminose, per questo la Sura Aprente è ricettacolo sicuro, come recita questo hadith riferito da </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><span style="font-size: medium;">Anas  Profeta (pbsl) disse: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">“Quando hai disteso il fianco sul tuo giaciglio e e hai recitato l&#8217;Aprente del Libro e la sura (CXII, che inizia con le parole) &#8216;Lui, Allah è l&#8217;Uno&#8217;, sei al sicuro da ogni cosa, ad eccezione della morte.”</span></em></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;"> </span></em></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;"><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-weight: normal;"><em><span style="font-size: medium;">Continua&#8230;</span></em></span></p>
<p style="text-align: justify; margin: 0pt;">
<p style="margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 0pt; margin-left: 14.15pt;"><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftnref1">[1]</a><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;">La maggior parte delle scuole giuridiche classiche le dei sapienti  considerano obbligatoria la recitazione della sura Aprente in tutte le rak&#8217;a  della preghiera, fa eccezione la scuola hanafita, che la ritiene comunque una </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;">sunna</span></em></span> <span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;">mu&#8217;akkada,</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;"> cioè un&#8217;indicazione profetica confermata, che bisogna sforzarsi di ripetere.</span></span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 0pt; margin-left: 14.15pt;"><a name="_ftn2"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftnref2">[2]</a><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;">Ibn  &#8216;Arab</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;"> a proposito di tale espressione scrisse ( ummu-l-kitâb) nelle </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;">Fut</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;">û</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;">h</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;">ât</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;">:</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;">“Essa è l&#8217;Aprente di tutti i Libri rivelati, ed è il magnifico Corano,e cioè (in virtù del significato etimologico della parola Qur&#8217;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;">â</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;">n , dalla radice</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: x-small;"> q-r-&#8217;</span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;">, &#8216;riunire ciò  che è sparso&#8217;), il magnifico insieme, che comprende ogni cosa.”</span></span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 0pt; margin-left: 14.15pt;"><a name="_ftn3"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftnref3">[3]</a><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: x-small;"> *[Nel primo versetto di questa sura Allah (gloria a Lui l'Altissimo) si rivolge al Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) annunciandogli una grande vittoria: secondo la maggior parte degli esegeti si tratta di un riferimento esplicito al patto di Hudaybiya stipulato con i Quraysh nel VI anno dall'Egira (628 d.C.). L'accordo aveva suscitato reazioni di sconcerto e delusione tra i musulmani che videro svanire la possibilità di recarsi in quell'anno alla Mecca per assolvere ai riti dell'Umra (il piccolo pellegrinaggio).In quell'occasione l'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ricevette una rivelazione in base alla quale chiamò i suoi compagni a rinnovargli il patto di obbedienza (vedi vers. 18 della sura). In tal modo riuscì a rinsaldare la comunità e corroborarne la fede nel disegno divino di cui era strumento.Nei due anni che seguirono i musulmani attaccarono e conquistarono l'oasi di Khaybar eliminando un focolaio di eversione antislamica, assolsero trionfalmente all'Umra, e conquistarono La Mecca mettendo al bando l'idolatria. </span></span></p>
<p style="margin-top: 0pt; margin-right: 0pt; margin-bottom: 0pt; margin-left: 14.15pt;"><a name="_ftn4"></a><a href="http://docs.google.com/Doc?id=dd27r758_296gr9cx3g2&amp;btr=EmailImport#_ftnref4">[4]</a><span style="font-family: 'Times New Roman';"><em><span style="font-size: medium;"> </span></em></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">Al-Al</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">û</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">s</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;">î</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal;"><span style="font-size: medium;"> ricorda come di queste sette lettere mancanti nella Sura aprente non faccia parte nessuna delle quattordici &#8216;lettere misteriose&#8217; (dette anche &#8216;lettere luminose&#8217;) preposte a diverse sure del Corano, quest&#8217; ultime sono tutte presenti in essa. </span></span></p>
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		<title>Maryam</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 08:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[
 
Nella riflessione precedente abbiamo visto come l&#8217;essere femminile sia chiamato in modo particolare (ma non esclusivo) a incarnare le caratteristiche di umiltà, purezza, obbedienza, che testimoniano della realtà fondamentale dell&#8217;essere umano davanti a Dio: siamo &#8216;abd, servi di Dio. A Maryam, unica donna che il Corano cita col suo nome e a cui dedica una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2009/12/maryam/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/fiore.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="Maryam" title="Maryam"/></a>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="center"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Nella riflessione precedente abbiamo visto come l&#8217;essere femminile sia chiamato in modo particolare (ma non esclusivo) a incarnare le caratteristiche di umiltà, purezza, obbedienza, che testimoniano della realtà fondamentale dell&#8217;essere umano davanti a Dio: siamo <em>&#8216;abd,</em> servi di Dio. <span style="FONT-STYLE: normal">A Maryam, unica donna che il Corano cita col suo nome e a cui dedica una sura intera cerchiamo di guardare per ritrovare i sentieri di una femminilità originaria, al di là dei condizionamenti culturali antichi che ne hanno menomato le capacità e quelli moderni, limitanti essi stessi, promuovendo un&#8217;evoluzione femminile solo in termini di “come l&#8217;uomo”. Ripeto che la mia intenzione è di sottolineare in questa riflessione ciò che ci è proprio come donne, senza per questo squalificare la lotta femminista per la riacquisizione di un&#8217;uguaglianza mai raggiunta, che è altrettanto essenziale per la corretta definizione dell&#8217;essere donna.</span></span> </p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il posto privilegiato di Mariam è dichiarato nella sura di Imran:</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>In verità o Maria Allah ti ha prescelta; ti ha purificata e prescelta tra tutte le donne del mondo”</strong></em><span style="FONT-STYLE: normal"> (III, 42) , Questa predestinazione di Mariam, la sua purezza e la sua posizione spirituale altamente privilegiata sono riportate anche negli hadith del profeta Muhammad (*) in uno è detto : </span><em>« Non c’è neonato che Satana non tocchi al momento della sua nascita e si mette allora a piangere, ad eccezione di Mariam e di suo figlio ».</em></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">L&#8217;essere prescelta e purificata è una realtà che contrassegna la vocazione profetica e ci richiama subito la somiglianza con l&#8217;esperienza del profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui: “ <em><strong>Non ti abbiamo forse aperto il petto [alla fede]?*</strong></em> (XCIV,1)</span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">*[Una tradizione attribuita all'Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) riferisce il racconto del fatto prodigioso che accadde a Muhammad quando, ancora bambino, viveva presso i Bani Sad nel deserto. Disse il Profeta: <em>“Vennero due uomini vestiti di bianco, avevano una bacinella d'oro colma di neve. Si chinarono su di me, aprirono il mio petto e ne estrassero il cuore. Da esso trassero un grumo nero che gettarono via, quindi lavarono il cuore e il petto con neve”] </em></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Ci sembra dunque che Maryam, possa essere inquadrata nella schiera dei profeti di Dio, anche se non viene ciò formulato unanimemente nella tradizione esegetica (ci sono però alcuni autori che lo confermano<a name="sdfootnote1anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a>). Tale posizione si evince anche dalla sura che porta il suo nome (XIX), in cui il racconto della sua storia è fatta precedere e seguire dal racconto di altre storie di profeti, pace su di loro, quali Zaccaria, Giovanni, Abramo, Mosè, Aronne, Idris, e naturalmente Gesù. Diverse le loro vite, ma in comune l&#8217;essere soggetto di un dono particolare di Dio, della Sua grazia, ed essere abitati dal timore di Lui. Così conclude il Corano la narrazione delle loro storie, tra le quali è inserita la vicenda di Maryam:</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Essi sono coloro che Allah ha colmato [della Sua grazia] tra i profeti discendenti di Adamo, tra coloro che portammo con Noè, tra i discendenti di Abramo e di Israele e tra coloro che abbiamo guidato e scelto. Quando venivano recitati loro i segni del Compassionevole, cadevano in prosternazione, piangendo.” </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(XIX,58)</span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="FONT-STYLE: normal">Dunque, “nell’orizzonte « maschile » islamico ella si iscrive come una donna che gode di una perfezione eterna, ciò che le conferisce, sempre secondo la visione coranica, un rango molto speciale, cioè quello della « dignità profetica »<a name="sdfootnote2anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a>.</span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="FONT-STYLE: normal">Tra le caratteristiche comuni dei profeti in questo essere scelti e guidati, si distinguono tuttavia le peculiarità di ognuno, ciascuno ha un dono particolare che aggiunge luce alla rivelazione, nel raccontare di Maryam, nelle peculiarità dell&#8217;essere donna, una “prossimità nuova con il mistero di Dio. “Una donna altamente privilegiata dal Creatore chiamata a « riattualizzare la professione monoteistica, di cui Abramo costituisce la figura universalmente riconosciuta, ma lei lo fa in quanto donna, ciò che aggiunge, secondo il Corano, una prossimità nuova con il mistero di Dio ».<a name="sdfootnote3anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote3sym"><sup>3</sup></a> Così è menzionata nel Corano come segno (ayat):</span></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="FONT-WEIGHT: normal">« </span><strong><em>E facemmo un segno del figlio di Maria e di sua madre</em></strong><em><span style="FONT-WEIGHT: normal">…</span></em><span style="FONT-WEIGHT: normal"> » (XXIII,50) e in un altro versetto : </span><strong><em>«  E [ricorda] colei che ha mantenuto la sua castità! Insufflammo in essa del Nostro Spirito e facemmo di lei e di suo figlio un segno per i mondi… »</em></strong><span style="FONT-WEIGHT: normal"> (XXI, 91) </span></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il segno che Maryam costituisce insieme col figlio è molto importante e tra i numerosi significati che possiamo evincere dal racconto coranico della sua storia ce ne sono due che vorrei sottolineare: Maryam sconvolge prima di tutto la concezione della donna come inadatta al mondo del sacro, essere debole che ha bisogno della custodia maschile: non ci sono uomini che dominano nella sua storia, quelli nominati, come il profeta Zaccaria che la assiste al Tempio, appaiono in una posizione di servizio dei suoi confronti, costretti a riconoscere il privilegio di Dio su di lei, e il figlio, Gesù, a cui è affidata la sua difesa è un lattante, molto lontano dalla figura della preponderanza virile sul femminile&#8230; In lei si legge la capacità femminile di aderire in perfetta obbedienza al richiamo divino, indipendentemente, dalle figure maschili “protettrici”. La storia di Maryam è storia della completezza e della forza della femminilità, Dio nella sua storia fa a meno degli uomini, dopo secoli di protervia maschile in cui si è giunti a discutere pure sulla qualità umana delle donne, di sopraffazione nei loro confronti&#8230; di loro esclusione dall&#8217;ambito del sacro. </span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">La storia della natività di Maryam, come viene raccontata dal Corano, inizia con l’invocazione di colei che la genererà e che è citata col nome di Imr<span style="font-family: Times New Roman, serif;">â</span>tu Imran, la sposa d’ Imran. Così il Corano descrive questo episodio : <em><strong>« Quando la moglie di &#8216;Imrân disse: &#8220;Mio Signore, ho consacrato a Te e solo a Te quello che è nel mio ventre. Accettalo da parte mia. In verità Tu sei Colui che tutto ascolta e conosce! »</strong></em> (III,35)</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal">… <span style="font-size: medium;">Voleva che suo figlio fosse « muharraran », cioè « liberato » e « affrancato » dalla schiavitù del basso mondo. </span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em><strong>« Poi, dopo aver partorito, disse: &#8221; Mio Signore, ecco che ho partorito una femmina&#8221;: ma Allah sapeva meglio di lei quello che aveva partorito, &#8220;Il maschio non è certo simile alla femmina (layssa adhakari kal untha) ! L&#8217;ho chiamata Maria e pongo lei e la sua discendenza sotto la Tua protezione contro Satana il lapidato. </strong></em>» (III,36)</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Già dalla nascita dunque viene atterrata la concezione della consacrazione maschile al servizio del Tempio, Maryam, donna, è accolta da Dio&#8230;</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em><strong>« L&#8217;accolse il suo Signore di accoglienza bella, e la fece crescere della migliore crescita… » </strong></em>(III,37)</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">e si manifesta passo dopo passo il rapporto immediato di Dio con lei: è l&#8217;Altissimo che la nutre e la cura, non gli uomini. Dopo quindi l&#8217;esclusività dell&#8217;ambito del sacro per l&#8217;uomo, qui viene ad essere confutato pure il mantenimento economico, Dio stesso la nutre. Fu affidata a Zaccaria e ogni volta che egli entrava nel santuario trovava cibo – <em>rizq </em>– presso di lei. Disse: <em><strong>&#8221; O Maria, da dove proviene questo?&#8221;. Disse: &#8221; Da parte di Allah&#8221;. </strong></em><em><strong><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">In verità Allah dà a chi </span></strong></em><span style="color: #000000;"><em><strong><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">vuole</span></strong></em></span><em><strong><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%"> senza contare.»</span></strong></em> (III,37)</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;">La maggioranza degli esegeti classici tradurranno, quasi senza eccezione, il termine « rizq » – che letteralmente significa ricchezza o fortuna – con « cibo » o « alimenti »&#8230; nella raccolta di Ibn Kathir troviamo un’unica lettura differente dal resto e che consiste nell’interpretare questo enigmatico « rizq » come una fonte di sapere e conoscenza o « Ilm », trascritta su pergamene o manoscritti : « suhufan fiha ilman ». Questa interpretazione si riallaccia ad una esegesi mistica, la quale suggerisce che questi « viveri » designano un « nutrimento spirituale » : rizq ruhani, dono dell’ospitalità divina nei confronti di Mariam.”<a name="sdfootnote4anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote4sym"><sup>4</sup></a></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Dalla vicinanza discreta di Zaccaria il quale non può fare altro che notare l&#8217;abbondanza di doni di cui è soggetta Maryam, ella è chiamata ad andare ancora più lontano: ad una solitudine totale. <span style="FONT-STYLE: normal">Dopo aver narrato la storia di Zaccaria e Giovanni, introducendo con molti paralleli quella di Maria e Gesù la sura XIX parla dunque della vicenda di Maria, con un versetto il 16 che è quello che le dà il titolo e così recita:</span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Ricorda Maria nel Libro,</strong></em><em><strong><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%"> quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente. Tese una cortina tra sé e gli altri. </span></strong></em><em><strong>Le inviammo il Nostro Spirito* che assunse le sembianze di un uomo perfetto.”</strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(16-17) </span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;">Gli esegeti classici non si soffermano molto sull’interpretazione di questo versetto in cui si parla di un ritiro ancora più marcato di Mariam, in un luogo orientale, isolata dai suoi dietro un velo… Ma possiamo chiederci il senso profondo di questo ritiro « orientale » di Mariam e di questo misterioso « velo » steso tra lei e i suoi…</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">I commentatori mistici sono più eloquenti a proposito e cercano di oltrepassare « i veli » di questa solitudine di Mariam per svelarvi un’attitudine simbolica greve di senso… alcuni sapienti sufi vedono l’isolamento orientale di Mariam come simbolo del suo distacco dal mondo naturale, dall’anima carnale e dalle sue facoltà… Ella, secondo le loro interpretazioni, raggiunge l’Oriente del mondo sacrale, il luogo dello Spirito Santo, che costituisce la condizione per l’accoglienza del verbo divino. Il « velo » in questione, sarebbe il recinto sacro, il luogo del cuore preservato, inaccessibile a ciò che appartiene al mondo dell’anima carnale o nafs. Lo Spirito Santo vi può accedere se questo luogo è veramente « spogliato », come lo è il cuore di Mariam, interamente dedicata al Suo Creatore.”<a name="sdfootnote5anc" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote5sym"><sup>5</sup></a> </span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Compare in questo versetto la parola <em>hijab</em>, usata comunemente per il velo delle donne musulmane e in esso riceve il senso di qualcosa che stacca dal mondo, per favorire la dimensione interiore e l&#8217;accoglienza della parola divina. Poiché è detto nella sura più avanti: <em><strong>“ e nel Giorno della Resurrezione ognuno </strong></em><em><strong><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">si presenterà da solo, </span></strong></em><em><strong>davanti a Lui.” </strong></em>(95) I versetti dunque nell&#8217;esperienza dei profeti, qui raccontata ci mettono di fronte ad una verità essenziale dell&#8217;essere umano: ognuno davanti a Dio è solo. In effetti, questa dimensione che è molto sottolineata proprio nelle vicende di Maryam è comune anche agli altri profeti, così Abramo pace su di lui, si allontana per sfuggire l&#8217;idolatria del suo popolo e poi riceve una discendenza numerosa “<em><strong><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">Mi allontano da voi e da ciò che adorate all&#8217;infuori di Allah. Mi rivolgo al Signore, ché certamente non sarò infelice nella mia invocazione al mio Signore”. Quando poi si fu allontanato da loro e da quello che adoravano all&#8217;infuori di Allah, gli donammo Isacco e Giacobbe ed entrambi li facemmo profeti. “ </span></strong></em><span style="FONT-STYLE: normal"><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">(48-49) </span></span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">e così Mosè, si avvicina da solo verso il monte in cui riceverà la conoscenza di Dio, ma poi Dio stesso gli darà una degna compagnia “<em><strong><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">Lo chiamammo dalla parte destra del Monte e lo facemmo avvicinare in confidenza. </span></strong></em><em><strong>E come misericordia da parte Nostra, gli demmo suo fratello Aronne, come profeta.” </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(52-53)</span></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">E così gli altri, Ismaele che conosce l&#8217;abbandono in una terra deserta con la madre, fino a rischiarare la morte e poi capostipite di una grandissima famiglia:</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Ricorda Ismaele, nel Libro. In verità, era sincero nella sua promessa, era un messaggero, un profeta.</strong></em><span style="FONT-STYLE: normal"> </span><em><strong>Imponeva alla sua famiglia l&#8217;orazione e la decima ed era gradito al suo Signore. “ </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(54)</span></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">E Idris elevato in luogo inaccessibile agli sguardi umani&#8230;</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Ricorda Idris, nel Libro. In verità era veridico, un profeta. Lo elevammo in alto luogo.”</strong></em></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">In questa solitudine, che sembra il passaggio obbligato di ogni storia profetica, di ogni esperienza umana, ogni donna e ogni uomo incontra l&#8217;Altissimo e poi riceve una compagnia vera:</span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em><strong>« … Le inviammo il Nostro Spirito* che assunse le sembianze di un uomo perfetto. Disse [Maria]: “Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se sei [di Lui] timorato!”. Rispose: “Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro”. Disse: “Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?”. Rispose: “È così. Il tuo Signore ha detto: &#8220;Ciò è facile per Me&#8230; Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È</strong></em> <em><strong>cosa stabilita. </strong></em>» (XIX,17-21)</span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">L&#8217;apice dell&#8217;apertura verso Dio e di questa indipendenza di Maryam dagli esseri umani, qui arriva all&#8217;estremo, ella partirà un figlio senza concorso di uomo. E non possiamo non pensare a tutte quelle concezioni che hanno visto in popoli diversi la donna solo come portatrice, culla, del seme maschile, giungendo a negare una sua specifica e paritaria contribuzione al nuovo essere umano&#8230; Nell&#8217;annunciazione di Maryam un uomo viene concepito, per azione di Dio, dal solo grembo di una donna, uomo che sarà profeta, vita e profezia dipendono solo da Lui.</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="FONT-STYLE: normal">E la risposta dell&#8217;Altissimo nella storia di Mariam, come in quella di Zaccaria e come davanti ai dubbi sulla resurrezione dei morti, che compaiono più in là nella sura, cioè davanti in fondo a quelle cose che la mente umana non riesce a cogliere, rimanda alla fede in Dio Creatore:</span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Rispose: “È così! Il tuo Signore ha detto: &#8220;Ciò è facile per me: già una volta ti ho creato quando non esistevi&#8221;”. </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(8)</span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Rispose: “È così. Il tuo Signore ha detto: &#8220;Ciò è facile per Me&#8230; Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È cosa stabilita&#8221;”.” </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal"><span style="FONT-WEIGHT: normal">(21) </span></span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Dice l&#8217;uomo: “Quando sarò morto, chi mi riporterà alla vita?”. Non si ricorda l&#8217;uomo che fummo Noi a crearlo quando ancora non era nulla?” </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(66-67)</span></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Maryam, incinta, prosegue nel suo allontanarsi sempre di più dal mondo circostante, che non avrebbe potuto capire la sua situazione. E il Corano dipinge con parole efficaci la situazione di ogni donna colta dai dolori del parto, sopraffatta dal dolore, e qui ancora attraverso l&#8217;esperienza di donna, il Corano ci mostra come l&#8217;obbedienza a Dio non sia in un atteggiamento stoico, immune da ogni dolore umano: Maryam si lamenta perché soffre ed in questo è nella sua verità di donna partoriente, e ancora una volta è Dio la soccorre:<span style="FONT-STYLE: normal"> </span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Lo concepì e, in quello stato, si ritirò in un luogo lontano. I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: “Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!”. Fu chiamata da sotto: “Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi; scuoti il tronco della palma: lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi. Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno, di&#8217;: &#8220;Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno&#8221;”. </strong></em></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"> </p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Da notare qui la somiglianza col segno dato a Zaccaria, egli non può parlare alla gente, a Maryam viene chiesto di non parlare&#8230; Ella la perfetta obbediente non viene privata dell&#8217;uso della parola, basta il comando dell&#8217;Altissimo&#8230; Il silenzio davanti alle accuse della famiglia, in questa &#8216;teologia apofatica&#8217; che emerge da tutta l&#8217;esperienza di Maryam, cela il mistero del farsi della volontà di Dio, come la solitudine è apparsa l&#8217;ambito più adeguato alla sua accoglienza. </span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: “O Maria, hai commesso un abominio! O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio, né tua madre una libertina”. Maria indicò loro [il bambino]. Dissero: “Come potremmo parlare con un infante nella culla?” </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(27-29)</span></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Ancora qui la difesa di Maryam non è affidata alla forza virile, ma ad un bambino, la cui capacità viene solo da Dio.</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>[Ma Gesù] disse: “In verità, sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta. Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l&#8217;orazione e la decima finché avrò vita, e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento, né miserabile. Pace su di me, il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita”. Questo è Gesù, figlio di Maria, parola di verità della quale essi dubitano. Non si addice ad Allah prendersi un figlio. Gloria a Lui! Quando decide qualcosa dice: “Sii!” ed essa è.” </strong></em></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;"><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">Il figlio e profeta che nasce dal grembo di Maryam, si chiama Gesù:</span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Quando gli angeli dissero: “O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente*: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell&#8217;Altro, uno dei più vicini.” </strong></em>( III, 45)</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Messia”: in arabo “Masîh”, l&#8217;Unto, uno dei nomi tradizionali di Gesù, ha il senso di “purificato”, “investito” di una particolare autorità spirituale. “Gesù è la versione italiana del nome aramaico Yešu&#8217; (traduzione aramaica del nome ebraico </span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: medium;">יהושע </span></span><span style="font-size: medium;">[pronuncia: Yĕhošūa‘]- Giosuè), attraverso il greco dei vangeli Ιησους (Iēsoûs) e il latino Iesus. Significa <strong>&#8220;YHWH è salvezza&#8221;</strong>; «YHWH» è il tetragramma biblico la cui esatta pronuncia è discussa, solitamente è reso con Yahweh o con Yehowah&#8230;Il nome è derivato dalla radice di tre lettere yod-shin-`ayin (</span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: medium;">י</span></span><span style="font-size: medium;">-</span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: medium;">ש</span></span><span style="font-size: medium;">-</span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: medium;">ע</span></span><span style="font-size: medium;">) che ha il significato di &#8220;salvare&#8221;, ma il nome non è identico alla parola &#8220;salvezza&#8221; (y&#8217;shùah) o ad alcuna forma verbale come &#8220;egli salverà&#8221; (yoshià). Essa contiene parte del nome di Dio YHWH come il nome Yehoshuà (Joshua).</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">La storia di Maryam e Gesù sono il segno che Dio è salvezza, e niente è così chiaro come la trasparenza di questa donna, che non possiede potere umano, non è a capo di un popolo, solo è una “serva di Dio”. E in questa perfetta servitù Dio manifesta la Sua salvezza, che è Vita, che sboccia là dove Egli decide, che sfugge alla morte, perché Egli vuole.</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">Dio attraverso la storia di Maryam confonde le logiche umane: ciò che è debole si dimostra forte, la castità genera fecondità, un neonato difende una madre, e colui che sembra essere ucciso viene elevato al cielo, mentre i presunti forti saranno perduti:</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm" align="justify"><span style="BACKGROUND: none transparent scroll repeat 0% 0%">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Di&#8217;: “Che il Compassionevole prolunghi [la vita] di coloro che sono sviati, finché non vedranno il castigo e l&#8217;Ora che li minaccia. Sapranno allora chi si trova nella peggiore situazione e [chi ha] la compagine più debole”. </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal"><span style="FONT-WEIGHT: normal">(v.75)</span></span></span></span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">La sura poi si conclude con una chiara specificazione dello statuto di Gesù, presso Dio, non è il figlio di Dio, ma una sua creatura, &#8216;abd, nella perfetta servitù sta la sua grandezza come quella di ogni essere umano:</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Dicono: “Allah Si è preso un figlio”. Avete detto qualcosa di mostruoso. Manca poco che si spacchino i cieli, si apra la terra e cadano a pezzi le montagne, perché attribuiscono un figlio al Compassionevole. Non si addice al Compassionevole, prenderSi un figlio. Tutte le creature dei cieli e della terra si presentano come servi al Compassionevole.” </strong></em><span style="FONT-STYLE: normal">(88-94)</span></span></p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">L&#8217;essere donna nell&#8217;esperienza di Maryam si mostra quindi nascondimento, castità, radicale obbedienza a Dio, ma anche forza femminile di affrontare un destino così particolare, la solitudine prima e poi il dolore e le incomprensioni dei propri familiari&#8230; Proprio nel suo essere donna risplende chiaro, più che mai, il Volto di Dio Creatore e Misericordioso, e qui troviamo il segreto per accedere al Suo amore, come cantano i versetti verso la fine della sura XIX: “ <em><strong>In verità il Compassionevole concederà il Suo Amore a coloro che credono e compiono il bene.” </strong></em>(v.96)</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"><span style="font-size: medium;">E&#8217; una storia d&#8217;amore quella di Mariam, Dio stesso la sceglia, la purifica, la nutre, con quella esclusività che è propria di ogni amore, con quella universalità che solo esso possiede al di là dei tempi e dei luoghi. “Profezia della natura creata” potremo definire l&#8217;esperienza di Mariam, in cui la legge si fa piccola per dare posto ad un obbedienza essenziale, quella dell&#8217;essere in ascolto del Suo Creatore.</span></p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
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<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
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<p style="MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<p style="FONT-STYLE: normal; MARGIN-BOTTOM: 0cm; FONT-WEIGHT: normal" align="justify"> </p>
<div id="sdfootnote1">
<p><a name="sdfootnote1sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote1anc">1</a>Al Ash&#8217;ar<span style="font-family: Times New Roman, serif;">î, ibnu Hazm, Al Qurtubî, Sh. Qaradawi, a favore della tesi da noi sostenuta, Maryam nabiyya.</span></div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a name="sdfootnote2sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote2anc">2</a><span lang="it-IT">Concetto utilizzato da Pierre Lory nel suo eccellente studio in “</span><span lang="it-IT"><em>Marie, mère de Jésus dans l’exégèse mystique</em></span><span lang="it-IT"> </span><span lang="it-IT"><em>musulmane,</em></span><span lang="it-IT"> Maggio 2005 ; Freud-Lacan.com. </span></div>
<div id="sdfootnote3">
<p><a name="sdfootnote3sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote3anc">3</a> Michel Dousse, Marie la musulmane, Albin Michel, 2005, ;p. 207 (Le due citazioni sono prese dal libro di Asma Lamrabet, <em>Il Corano e le donne, </em><span style="FONT-STYLE: normal">ed. Al Hikma, Imperia, in pubblicazione.</span></div>
<div id="sdfootnote4">
<p><a name="sdfootnote4sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote4anc">4</a>Asma Lamrabet, <em>Il Corano e le donne, </em><span style="FONT-STYLE: normal">ed. Al Hikma, Imperia, in pubblicazione.</span></div>
<div id="sdfootnote5">
<p><a name="sdfootnote5sym" href="http://www.islam-online.it/wp-admin/#sdfootnote5anc">5</a>idem</div>
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		<title>Tempo di pellegrinaggio</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/11/tempo-di-pellegrinaggio/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[
In tutte le grandi religioni storiche esistono forme, destinazioni e motivazioni del pellegrinaggio. Il Pellegrinaggio conosciuto con il termine islamico di Hajj è un viaggio spirituale e storico verso la Mecca, territorio dove sorge la Ka&#8217;ba, prima Casa Sacra che sia stata costruita sulla terra. Esso costituisce uno dei Pilastri dell&#8217;Islam ed è legato a grandi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2009/11/tempo-di-pellegrinaggio/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/imagesCASP76IS2.jpg" style="border:0; display:block; margin:0 auto .5em auto;" alt="Tempo di pellegrinaggio" title="Tempo di pellegrinaggio"/></a>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">In tutte le grandi religioni storiche esistono forme, destinazioni e motivazioni del pellegrinaggio. </span><span style="font-size: medium;">Il Pellegrinaggio conosciuto con il termine islamico di Hajj è un viaggio spirituale e storico verso la Mecca, territorio dove sorge la Ka&#8217;ba, prima Casa Sacra che sia stata costruita sulla terra. Esso costituisce uno dei Pilastri dell&#8217;Islam ed è legato a grandi benedizioni, tra le quali il perdono di tutti i peccati precedenti. E&#8217; obbligatorio per tutti i musulmani e musulmane, almeno una volta nella vita, che posseggano la salute e i mezzi finanziari per andarci… </span><span style="font-size: medium;"><strong>&#8220;</strong></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Chiama le genti al pellegrinaggio: verranno a te a piedi e con cammelli slanciati da ogni remota contrada, per partecipare ai benefici che sono stati loro concessi &#8230;&#8221;</strong></em></span><span style="font-size: medium;"> (XXII,27-28)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il significato letterale della parola Hajj è </span><span style="font-size: medium;"><em>muoversi verso un obiettivo</em></span><span style="font-size: medium;"> preciso, si tratta cioè di porsi in cammino, un “</span><span style="font-size: medium;"><em>viaggio per</em></span><span style="font-size: medium;">”, un tempo diverso in uno spazio diverso, il sacro&#8230; In italiano il termine pellegrino è collegato non solo al concetto di movimento, ma anche a quello di estraneità, proviene infatti dal latino peregrinus, (etimologicamente da &#8220;per ager&#8221;, attraverso il campo), la parola &#8220;pellegrino&#8221; indica il il vagare di qualcuno che è straniero, colui che non abita in città, ovvero qualcuno costretto a condizioni di civilizzazione ridotte…</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Entrambi i significati sono presenti nella realtà del hajj, il muoversi, </span><span style="font-size: medium;"><strong>l’intenzione </strong></span><span style="font-size: medium;">che spinge al </span><span style="font-size: medium;"><strong>partire</strong></span><span style="font-size: medium;"> e lo stato di “estraneità, </span><span style="font-size: medium;"><strong>spogliazione,</strong></span><span style="font-size: medium;"> essenzialità” che si assume in esso.</span></p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">L’intenzione</span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">L’intenzione nei testi islamici ci appare come lo specchio del cuore e </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">sovrasta ogni opera… così si apre la più importante raccolta degli hadith, quella di Bukhari, in cui ci viene mostrato il modello profetico per i vari comportamenti umani, ma l’intenzione rimane “al di sopra” di ogni realizzazione concreta:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<em>Vediamo infatti come il primo hadith (benché, senza ombra di dubbio, possa essere inteso come un&#8217;introduzione a tutto il Sahîh) nell&#8217;economia del primo Libro mostra come sia l&#8217;interiore, l&#8217;intenzione (e cioè l&#8217;orientamento attivo che prende le mosse dal cuore, centro dell&#8217;Essere) a presiedere i fatti esteriori, anche i più grandi, dato che &#8220;ad ogni uomo non va che ciò che si è proposto&#8221;.</em><span style="font-size: medium;"><em> (Idris Zamboni)</em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“ <span style="font-size: medium;"><em>Si tramanda che ‘Alqama ben Waqqâs Al-Laythî sentì ‘Umar ben Al-Khattâb dire dal pulpito: “Ho sentito l’Inviato di Dio (su di lui la preghiera e la pace divine) che diceva: ‘Le opere non sono che secondo le intenzioni (an-niyyât), e ad ogni uomo non va che ciò che si è proposto; dunque, colui che emigra per ottenere [qualcosa del] basso mondo, o per sposare una donna, la sua emigrazione sarà in effetti verso ciò per cui è emigrato’.”</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">La purezza dell’intenzione deve quindi accompagnare la decisione di compiere il pellegrinaggio dagli inizi e poi viene espressa con la voce, nelle parole che il pellegrino proclama al suo arrivo presso la santa Casa:</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.64cm;" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em>Labbaika Allahumma Labbaika” – “Eccomi, Oh Signore, eccomi” seguita da “ La sharika laka labbaika”- “Non Hai associati, eccomi”. </em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> <span style="font-size: medium;">Eccomi a Te, o Allah!</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: «</span><span style="font-size: medium;"><em>Nessun credente pronuncia per Allah la talbiya del pellegrinaggio senza che tutto ciò che si trova alla sua destra e alla sua sinistra, fino all’orizzonte, non testimoni per lui»</em></span><span style="font-size: medium;"> (Ruzayn)</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">In verità è Allah che chiama al pellegrinaggio e il pellegrino è colui che risponde a tale chiamata, sperando nella Misericordia di Allah… </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><span style="font-size: medium;"><em><strong>Completate il pellegrinaggio (Hajj) e fate la visita (Umrah, il pellegrinaggio minore) per Allah&#8221;</strong></em></span><span style="font-size: medium;"> (II,196)</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il musulmano che si prepara all&#8217;hajj, deve saldare tutti i suoi debiti, assicurare il benessere della sua famiglia e riconciliarsi con i suoi nemici. Inoltre, il Messaggero di Allah (s) disse: «</span><span style="font-size: medium;"><em>Prima di partire in viaggio, non si può lasciare ai propri cari nulla di meglio che due rak’ât compiute presso di loro</em></span><span style="font-size: medium;">» (Tabarani)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Lo svolgimento del viaggio, dunque, è una risposta contemporaneamente ad un impulso interiore e al comando espresso nelle Fonti, consapevoli di &#8220;essere chiamati da Dio&#8221;. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Intenzione sostenuta dal desiderio e dalla consapevolezza di ciò che ci si accinge a fare nella visita alla Casa di Allah. C&#8217;è una presenza speciale di Allah nella Casa Santa e questo accende la speranza di di esserGli più vicino. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">E’la Casa del Creatore, sempre sia esaltato senza di Lui niente esiste, né può esistere, è il Possessore di tutte le cose note e sconosciute, anche se Egli rimane sempre al di là di ogni cosa creata. La tradizione musulmana fa risalire la pietra nera d’angolo della Ka’ba allo stesso Adamo, pace su di lui, padre dell’umanità, e la costruzione del primo santuario ad Abramo, pace su di lui, padre nella fede.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>La prima Casa che è stata eretta per gli uomini è certamente quella di Bakka , benedetta, guida del creato.</strong></em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em><strong>In essa vi sono i segni evidenti come luogo in cui ristette Abramo: chi vi entra è al sicuro. Spetta agli uomini che ne hanno la possibilità di andare, per Allah, in pellegrinaggio alla Casa. Quanto a colui che lo nega sappia che Allah fa a meno delle creature</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>&#8220;.</em></span><span style="font-size: medium;"> (III,96-7)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> <span style="font-size: medium;">Qui le radici della natura e della coscienza umana si aprono all’adorazione dell’Unico. L’islam è Tradizione della fitra, natura e regole religiose non sono mai in contraddizione, ma si completano una con l’altra. La Ka’ba è una semplice struttura, un cubo, non troppo grande, fatto di mattoni con soltanto una porta, non ci sono finestre e decorazioni all’interno, esso esprime il Fondamento semplice ed immutabile dell’esistere umano. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Verso di essa i musulmani si pongono anche in altri momenti della loro vita, nelle cinque salat quotidiane, nella morte i credenti vengono seppelliti sul lato destro in direzione della Ka’ba. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><span style="font-size: medium;"><em>Coloro che compiono il pellegrinaggio o il pellegrinaggio minore sono gli ospiti e i vicini di Allah. Se pregano, la preghiera è accettata; se chiedono ad Allah di perdonarli, sono perdonati; se supplicano, la loro supplica è accettata.” </em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Durante il suo Pellegrinaggio d’Addio, il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: </span><span style="font-size: medium;"><em>«E’ Allah che ha dichiarato Makkah “Territorio Sacro”, e non gli uomini (&#8230;) Che coloro che sono qui (oggi) ad ascoltarmi ne informino gli assenti»</em></span><span style="font-size: medium;"> (Bukhârî)</span> </p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><strong>Il partire</strong></span></p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Partire significa separarsi da ciò che è conosciuto e amato, la famiglia, la casa, e tutti quei ritmi che formano l’ossatura della vita quotidiana….Il partire del pellegrino è andare verso Dio, ma nel suo andare troverà un’altra Casa, la santa Casa, un’altra famiglia, la Umma di Allah, un altro ritmo, costellato di atti gesti e parole inusuali, si lascia per cercare Dio… Il lasciare è una premessa indispensabile al trovare: &#8220;</span><span style="font-size: medium;">Un giorno un uomo giunse dal Profeta, lode e pace su di lui e chiese come si potesse conquistare l&#8217;amore di Allah. Lui replicò, </span><span style="font-size: medium;"><em><strong>&#8220;Non desiderate il mondo e Allah vi amerà&#8230;&#8221;</strong></em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Si lasciano le proprie radici per andare a ritrovare le radici più profonde, quelle della propria origine dal Creatore. Perché all’origine non c’è il vuoto, o la casualità, ma la Presenza delle presenze, che crea e rinnova l’essere umano. Per questo un detto del Profeta, pace e benedizione su di lui, dice:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em>«Colui che compirà il Pellegrinaggio per Allah, senza commettere atti scortesi né peccati, ne ritornerà tale e quale com’era il giorno in cui sua madre lo mise al mondo» </em></span><span style="font-size: medium;">(Bukhârî). D</span><span style="font-size: medium;">isse anche: «</span><span style="font-size: medium;"><em>Un Pellegrinaggio compiuto in maniera pia non avrà altra ricompensa che il Paradiso»</em></span><span style="font-size: medium;"> (Bukhârî). </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><strong>Spogliazione</strong></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">L’ihram è il primo segno di questa spogliazione. La veste si riduce al minimo possibile, per gli uomini non deve essere cucita, per le donne deve essere semplice, sospese le cure del corpo, i rapporti coniugali. Spogliazione che richiama la nascita e la morte, in cui l’essere umano non possiede nulla, coscienza che </span><span style="font-size: medium;"><em>&#8220;</em></span><span style="font-size: medium;"><em><strong>La vita terrena non è altro che godimento effimero</strong></em></span><span style="font-size: medium;"><em>.&#8221;</em></span><span style="font-size: medium;"> (LVII, 20)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">L’assunzione del hiram deve essere preceduta da una preghiera di due rakah… è la veste del viaggio verso il sacro, in cui l’uomo prende il suo posto di creatura e dà ogni gloria al Signore. </span><span style="font-size: medium;"><em>Si tramanda da Ibn ‘Umar: “Un uomo interrogò il Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) su cosa dovesse indossare il pellegrino in stato di sacralizzazione (ihrâm). ‘Non deve vestire,’ rispose il Profeta, ‘né càmice (qamîs), né turbante, né pantaloni, né mantello con cappuccio (burnus), né abiti trattati da[essenze profumate e coloranti come] wars o zafferano. Se non può procurarsi dei sandali (na&#8217;layn), che calzi gli scarponcini (khuffayn), ma li tagli in modo che rimangano al di sotto delle caviglie.’ ”</em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il Profeta, pace e benedizione su di lui, descrisse i pellegrini, </span><span style="font-size: medium;"><em>&#8220;L&#8217;abito di un pellegrino è arruffato e il suo corpo è pieno di polvere.</em></span><span style="font-size: medium;">&#8221; Allah dice:</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><span style="font-size: medium;"><em>Osservate i visitatori alla Mia Casa, sono giunti a Me scarmigliati e con i capelli pieni polvere da ogni collina distante</em></span><span style="font-size: medium;">.&#8221;</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Ma alla spogliazione del corpo deve corrispondere quella interiore: </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em><strong>&#8220;Il Pellegrinaggio avviene nei mesi ben noti. Chi decide di assolverlo, si astenga dai rapporti sessuali, dalla perversità e dai litigi durante il Pellegrinaggio.&#8221;</strong></em></span><span style="font-size: medium;"> (II, 197). </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">E’ una sorta di condizione monacale che si assume nel pellegrinaggio, castità, povertà e obbedienza…. Temporanea, poiché </span><span style="font-size: x-small;"><em> </em></span><span style="font-size: medium;">la Legge sacra (šarî&#8217;a)dell’islam è Tradizione primordiale nella sua espressione più tollerante </span><span style="font-size: medium;"><em>(</em></span><span style="font-size: medium;">hanafiyya samha</span><span style="font-size: medium;"><em>).</em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<em>Quando al Profeta, lode e pace su di lui, fu chiesto a proposito della vita di un monaco, lui, adducendo al pellegrinaggio, rispose, che gli era stato dato qualcosa di simile, che era la Jihad (impegnarsi nella Via di Allah) e il Takbir ( cioè l&#8217;esaltazione di Allah) in ogni luogo elevato. Poi disse che il pellegrinaggio era divenuto un monachesimo musulmano, e il digiuno era paragonabile a vivere la vita di un eremita.”</em> (<span style="font-size: x-small;">Ihia &#8216;Ulum ud-Din di Imam Abu-l-Hamid al-Ghazali) </span> </p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><strong>Ecco alcuni riti del pellegrinaggio:</strong></span> </p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il rito è un elemento strutturale del volgersi al sacro: fatto di gesti e di parole, in esso si realizza un passaggio dal segno all&#8217;essere. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">L<span style="font-size: medium;">’hajj, è il riassunto rituale della vita umana che si sforza nella ricerca e nell’obbedienza ad Allah.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"> </span>“<em>I pilastri dell&#8217;hajj sono quattro: ihram, sosta ad Arafat, circoambulazione della Ka&#8217;ba e percorsi tra Al-Safa ed Al-Marwa. </em><em>I doveri dell&#8217;Hajj sono sette: entrata in stato di ihram nel punto previsto, sosta ad Arafat fino al tramonto, passaggio della notte a Muzdalifah, passaggio delle tre notti successive al Giorno di &#8216;Eid a Mina, tiro delle pietre ai Jamras, taglio dei capelli e circoambulazione di addio della Ka&#8217;ba. </em><em>Trascurare uno qualsiasi dei quattro pilastri invalida l&#8217;Hajj. Invece trascurare uno dei sette doveri obbliga a compensare la mancanza con il sacrificio e l&#8217;offerta di un animale, la cui carne andrà tutta distribuita fra i poveri della Sacra Moschea, senza che il pellegrino ne mangi alcunché</em>.”<span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: x-small;">(</span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">www.sufi.it/islam/Guida_Hajj.htm &#8211; 69k)</span></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><strong>Durante l’Hajj, i Pellegrini girano intorno alla Ka’ba ( tawwaf).</strong></span><span style="font-size: medium;"> Questo costante girare simboleggia la dipendenza dell’intera umanità da Dio ed il suo evolversi attorno a Lui. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em>Il tawâf è una preghiera, e la sola differenza è che potete parlare. Colui che parla durante il tawâf non deve parlare se non per il bene» (Tirmidhi).</em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">La circoambulazione è un muoversi del corpo e insieme del cuore, è il ruotare del cuore alla Sua Presenza Divina, di cui la Casa è un simbolo nel mondo visibile. Unità del corpo e dello spirito che la tradizione islamica conserva sempre, al di là di ogni intellettualismo e spiritualismo.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">“<em>Dunque molti sono i veli che devono essere bruciati nel santo Hajj, e nascosto entro ogni atto rituale è la fiamma distruttrice (). Dapprima circoambula attorno alla Ka‘ba sette volte, ed in questo girare percorre le stazioni dell’Essere….(Lui) deve viaggiare attraverso tutte le prove ed i dubbi, la sua collera e la sua depressione, le sue gioie, il suo languore, i suoi test: &#8220;Qual’è il significato di tutto ciò? Perché giriamo in cerchio&#8221;? È la pazienza a portarlo attraverso ogni stazione del suo viaggio… Alla fine delle sue prime sette circoambulazioni, bacia la Pietra Nera, che Adam ha portato dal Giardino, e intorno alla quale Ibrahim (Abramo) ha costruito la Ka‘ba. Qui prega due rak‘ah (un ciclo di due prostrazioni) dove pregò Ibrahim…</em><em>Poi lo conduce al pozzo, la sua profonda sorgente segreta. Questa è Zamzam, dove la pietà di Allah sgorgò nel deserto per Hajar ed Isma‘il e tutti i credenti che hanno camminato nei loro passi, nella forma di acqua vivente. Una volta bevuto dal pozzo di pietà, Majnun procede alla maniera di sua madre Hajar, tra le stazioni di Safa e Marwa [due colline]. Safa significa la purezza dell’Essere, la bellezza di Allah e la purezza dell’intenzione, e Marwa la stazione della maestà di Allah. Sette volte cammina tra queste poli &#8211; dalla bellezza di Dio, dove Hajjar era con suo figlio nella pace e nella purezza, alla severità di Dio dove era sola nel deserto nella debolezza più assoluta…” </em><span style="color: #000000;"><span style="font-size: x-small;">(www.sufi.it/islam/Guida_Hajj.htm &#8211; 69k)</span></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><em>Dopo il tawwaf, dunque ci si affretta tra due piccole montagne chiamate Safa e Marwa, rivivendo l’esperienza di Hagar. Soli nel deserto, lei ed Ismaele avevano un disperato bisogno d’acqua ed ella era corsa avanti e indietro cercando qualche fonte d’umidità dalla sabbia. Vedendo il suo sforzo, Dio, nella Sua gran misericordia fece sgorgare ai piedi del piccolo Ismaele una sorgente d’acqua pura e fresca, la sorgente di Zamzam che ancora oggi disseta i Pellegrini. Nell’imitare la ricerca disperata di Hagar, i Pellegrini, non solo ricordano la sua storia, ma interiorizzano il concetto che non è sufficiente stare seduti ed aspettare che le benedizioni di Dio si manifestino, come per magia, su di noi, se si ha bisogno di qualcosa bisogna lavorare per ottenerla ed allo stesso tempo sperare nella munificenza Divina.</em><span style="font-size: medium;">” </span>(<span style="color: #000000;">www.shia-islam.org/hajj.htm </span>) </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il Messaggero di Allah, pace e benedizione ha detto infatti: «</span><span style="font-size: medium;"><em>Il tuo sa’y tra Safâ e Marwa equivale all’affrancamento di settanta schiavi»</em></span><span style="font-size: medium;"> (Tabarânî).</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il giorno più pregnante del Pellegrinaggio è quello di Arafat.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Arafat è un deserto fuori della città di Mecca nel quale i Pellegrini devono sostare da mezzogiorno al tramonto in raccoglimento. Il Profeta Mohammad, pace e benedizione si di lui, affermò</span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: medium;">ٍ </span></span><span style="font-size: medium;">che “</span><span style="font-size: medium;"><em>L’Hajj è Arafat</em></span><span style="font-size: medium;">”.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">&#8221; </span><span style="font-size: medium;"><em>satana</em></span><span style="font-size: medium;"> </span><span style="font-size: medium;"><em>non è mai più umiliato, disonorato e disgraziato che nel Giorno di Arafat</em></span><span style="font-size: medium;">.&#8221; </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Ciò perché in quel luogo e in quel tempo la Misericordia di Allah scende sopra i Suoi adoratori e perdona loro i peccati maggiori. E&#8217; stato detta anche che l’ espiazione per certi peccati avvenga solo nel giorno di Arafat.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><span style="font-size: medium;"><em>Chiunque pensi che nel giorno di Arafat i peccati non siano perdonati da Allah, compie il più grave peccato</em></span><span style="font-size: medium;">.&#8221; </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><em>Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wasallam) disse: «Nessun giorno comporta maggior affrancamento dal fuoco dell’Inferno del giorno di ‘Arafât» (Asbahânî). Il wuqûf ‘Arafât è certamente il momento più favorevole per invocare Allah (SWT) e implorare la Sua misericordia. E’ per questo che le raccolte di preghiere propongono lunghe e ricche invocazioni da ripetere in questo giorno. Conviene tuttavia rassicurare chi non è arabofono e che si sentirà inevitabilmente sopraffatto da una tale abbondanza di formule. Il Messaggero di Allah (s) disse: «La migliore invocazione è quella fatta il giorno di ‘Arafât, e la migliore parola pronunciata da me e dai Profeti che mi hanno preceduto è: Non vi è altra divinità al di fuori di Allah, Solo, senza associati, a Lui il Regno e a Lui la lode; Egli è Potente su tutte le cose»</em><span style="font-size: medium;"><em> (Tirmidhî). </em></span><span style="font-size: x-small;"><em>(Da Guida Del Pellegrino</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: x-small;"><em>di Yacoub Roty Traduzione a cura di &#8216;Aisha Farina)</em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em>Quando viene la sera di ‘Arafât, Allah scende verso il Cielo di questo mondo e si vanta di voi dinanzi agli Angeli dicendo: “I Miei servitori sono venuti da Me, scapigliati, per vie difficili, nella speranza del Mio Paradiso”»</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em>E il Messaggero di Allah (s) aggiunse che Allah Ta’ala dice: «Se i vostri peccati fossero tanto numerosi quanto i granelli di sabbia, le gocce di pioggia o la schiuma del mare, Io li perdonerei. Rifluite in massa, o Miei servi a cui Io ho perdonato, così come a coloro per cui avete interceduto» (Tabarânî)</em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">La mattina seguente a Mina, nel giorno della festa del sacrificio, i Pellegrini lanciano pietre contro il pilastro maggiore che rappresenta Satana, poi ripetono ciò nei tre giorni successivi verso tutte le steli (tre). Satana infatti è colui che disse:</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><span style="font-size: medium;"><em><strong>… «Dal momento che mi hai sviato, tenderò loro agguati sulla Tua Retta via &#8230;&#8221;</strong></em></span><span style="font-size: medium;"> (VII,16)</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> “<em>Sull’origine delle lapidazioni, il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi wasallam) disse: «Quando Ibrâhîm (su di lui la pace) venne per compiere i riti dell’hajj, Shaytan gli si presentò nel luogo dove sorge la grande stele e Ibrâhîm (pace su di lui) lo lapidò con sette pietre, al punto tale da farlo sprofondare nella terra. Si presentò di nuovo a Ibrâhîm (pace su di lui) nel posto in cui sorge la seconda stele e Ibrâhîm (pace su di lui) lo lapidò con sette pietre, al punto tale da farlo sprofondare nella terra. Gli si presentò ancora nel luogo dove c’è (oggi) la terza stele, e Ibrâhîm (pace su di lui) lo lapidò di nuovo con sette pietre, al punto tale da farlo sprofondare nella terra.»</em><span style="font-size: medium;"> (Ibn Khuzayma)</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">E’ dunque un rito che simboleggia per il credente la necessità della lotta, ripetuta contro tentazioni grandi e piccole, (ci sono tre steli, una piccola, media e grande), per mantenere la fede e rispondere alle sue esigenze, e tutto nel nome di Allahu Akbar, Dio è grande, più di ogni forza, umana e demoniaca.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Nell’hajj, dopo le lapidazioni del decimo giorno di Dhû-l-hijja e, preferibilmente, dopo aver sacrificato viene compiuta la rasatura dei capelli per gli uomini e l’accorciamento per le donne di circa 3 cm.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Il Messaggero di Allah, pace e benedizione su di lui, disse: </span><span style="font-size: medium;"><em>«Per ogni capello tagliato ti viene accordata una buona azione e cancellata una colpa»</em></span><span style="font-size: medium;"> (Tabarânî). Disse anche (s): «</span><span style="font-size: medium;"><em>Quando ti rasi la testa, non cade al suolo nemmeno un capello senza che esso diventi una luce per te nel Giorno della Resurrezione</em></span><span style="font-size: medium;">» (Tabarânî).</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">La Festa del Sacrificio. Eid-al-Adha</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Alla fine dell’Hajj ogni Pellegrino sacrifica un agnello, ricordando come Abramo sacrificò,</span><span style="font-family: Tahoma;"><span style="font-size: medium;">ٍ </span></span><span style="font-size: medium;">per ordine di Dio un agnello al posto del figlio. Essere pronti a dare tutto per Allah, per obbedirgli, fa parte della fede matura, per grazia Sua a questo dobbiamo giungere.</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><em>Al Messaggero di Allah, lode e pace su di lui, fu chiesto che cos&#8217;era che rendeva il pellegrinaggio benedetto, egli rispose, &#8220;Il tumulto e il torrente.&#8221; Fu spiegato che il &#8220;tumulto&#8221; si riferiva alle urla di &#8220;Labbayk&#8221; che significa &#8220;Eccomi a Te&#8221; e il &#8220;torrente&#8221; è riferito al sangue degli animali macellati nel momento del sacrificio. </em> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;">E proprio l’obbedienza di Abramo, pace su di lui nella grande prova, fa di lui un imam, una guida per gli altri, un credente i cui frutti sono numerosi come le stelle del cielo:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">“<span style="font-size: medium;"><em><strong>Quando il Signore lo provò con i suoi ordini ed egli li eseguì, (il Signore) disse: “Farò di te un imam per gli uomini</strong></em></span><span style="font-size: medium;"> (II,124) (imam= dalla radice emama, star davanti, da cui il significato di guida), </span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><span style="font-size: medium;">grande benedizione su Abramo, padre di tutti i veri credenti, perché </span><span style="font-size: medium;"><em><strong>“Allah rafforza coloro che credono con parola ferma”</strong></em></span><span style="font-size: medium;">(XIV,.27).</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Voglio ricordare alla fine di questa riflessione su alcune realtà del pellegrinaggio, che proprio nel corso dell&#8217;ultimo pellegrinaggio del Profeta, pace e benedizione su di lui, (7 marzo 632) scese un versetto del Corano annunciante che la sua missione era compiuta:</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em>Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l&#8217;Islàm</em></span><span style="font-size: medium;">. (Corano, V, 3).</span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">Lo stesso giorno il Profeta, pace e benedizione su di lui, nel corso del pellegrinaggio pronunciava il suo &#8220;sermone di addio&#8221; dall&#8217;alto del Monte della misericordia, ad Arafat, davanti a centoquarantamila fedeli:</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;">&#8220;</span><span style="font-size: medium;"><em>Popolo, ascoltate le mie parole (e fatene tesoro), poiché io non so se mi sarà concesso di potervi incontrare in questo luogo e di eseguire il pellegrinaggio, dopo quest&#8217;anno.</em></span> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em>O gente! ALLAH dice: O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù affinché vi conosceste a vicenda. Presso ALLAH, il più nobile di voi è colui che più lo teme. Un arabo non é superiore ad un persiano né un bianco ad un nero, tranne che in timor di ALLAH. Tutto il genere umano discende da Adamo ed Adamo fu creato dalla polvere. Ogni pratica dei giorni dell&#8217;ignoranza e oggi sotto i miei piedi! Tutti gli interessi e le usure sono aboliti…”</em></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> <span style="font-size: medium;">La vera unità della comunità umana si realizza nel timore di Dio, in Lui ogni differenza di razza e di condizione umana si fa sottile ed emerge l’uguaglianza della condizione umana, la verità dell’essere creature davanti all’Unico Signore, che possiede immensa grazia per coloro che in Lui si abbandonano. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify"><span style="font-size: medium;"><em> </em></span></p>
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		<title>&#8220;Per l&#8217;alba, per le dieci notti&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Khadija Dal Monte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corano]]></category>

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		<description><![CDATA[
Riflessione di Patrizia Khadija Dal Monte
Giorni e notti si succedono, come evoca la bellissima sura che cercheremo di capire per prepararci alla realtà del pellegrinaggio e alla festa del sacrificio che tra pochi giorni di nuovo celebreremo, inch&#8217;Allah.
Le prime dieci notti del mese di Dhul-Hijja, che comprendono il tempo dell&#8217;hajj, sono nominate nella sura LXXXIX [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2009/11/per-lalba-per-le-dieci-notti/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/imagesCATDRO1I.jpg" style="border:0; display:block; margin:0 auto .5em auto;" alt="&#8220;Per l&#8217;alba, per le dieci notti&#8230;&#8221;" title="&#8220;Per l&#8217;alba, per le dieci notti&#8230;&#8221;"/></a>
<p align="center">Riflessione di Patrizia Khadija Dal Monte</p>
<p align="justify">Giorni e notti si succedono, come evoca la bellissima sura che cercheremo di capire per prepararci alla realtà del pellegrinaggio e alla festa del sacrificio che tra pochi giorni di nuovo celebreremo, inch&#8217;Allah.</p>
<p align="justify">Le prime dieci notti del mese di Dhul-Hijja, che comprendono il tempo dell&#8217;hajj, sono nominate nella sura LXXXIX <em>Al-Fajr, L&#8217;alba,</em> con il genere letterario del giuramento che ne dice l&#8217;importanza e l&#8217;autorevolezza e richiede intelligenza per essere compreso a fondo:</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Per l&#8217;alba,</em></p>
<p align="justify"><em>per le dieci notti, </em></p>
<p align="justify"><em>per il pari e per il dispari </em></p>
<p align="justify"><em>e per la notte quando trascorre. </em></p>
<p align="justify"><em>Non è questo un giuramento per chi ha intelletto? </em>(1-5)</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">In esso, infatti, in poche parole è racchiusa una grande ricchezza di significati, vi viene evocata la binarietà della realtà, che sarà poi rafforzata ulteriormente nel corpo della sura, alba e notte, pari e dispari e poi grandezza e annientamento, onore e umiliazione, passato e presente, rimorso e quiete, gioia e dolore e infine Inferno e Paradiso.</p>
<p align="justify">E&#8217; l&#8217;alba che predomina sulla notte essa è posta all&#8217;inizio e dà il titolo alla sura, la notte è delimitata dal numero dieci e tende al suo termine: quando trascorre.</p>
<p align="justify">&#8220;Il numero dieci compare nel Corano 9 volte, è considerato il numero più perfetto di tutti poiché contiene l&#8217;Unità da cui tutto proviene e lo zero simbolo della materia e del caos&#8230; comprende nella sua figura dunque il creato e l&#8217;increato, l&#8217;inizio e la fine, la potenza e la forza, la vita e il niente&#8230; Il dieci possiede in sé il senso della totalità, del compimento, del ritorno all&#8217;unità dopo lo sviluppo del ciclo dei nove primi numeri&#8230; (riassunto da Samir &#8216;Abdu Al-Karim Al-Hadfi, &#8220;I numeri del Corano&#8221;)</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Alba e notte sono poi termini carichi di potenza simbolica, legame tra Dio e luce e la notte invece tempo di oscurità, tempo di prova e possibile perdizione, ma anche tempo di rivelazione e di perdono&#8230; &#8220;Dicono: &#8220;Siamo obbedienti!&#8221;; poi, quando ti lasciano, una parte di loro medita, di notte, tutt&#8217;altre cose da quelle che tu hai detto. Ma Allah scrive quello che tramano nella notte.&#8221; (IV,81) Ci sono notti benedette, . <em>Invero lo abbiamo fatto scendere nella Notte del Destino&#8230;.</em>come quella del miraj&#8230; E c&#8217;è una parte della notte, l&#8217;ultima, in cui Dio è più vicino ai Suoi adoratori:</p>
<p align="justify">Abû Hurayra ha riportato che il Messaggero di Âllâh disse: <em>&#8220;Il nostro Signore discende al cielo più basso durante l&#8217;ultima parte della notte chiedendo: &#8220;A chi Mi invoca, gli risponderò, a chi Mi domanda, darò, a chi chiede il Mio perdono glielo concederò&#8221;.</em> (Al Jama&#8217;a)</p>
<p align="justify">&#8216;Amrû ibn &#8216;Abasa ha riportato di aver sentito il Messaggero di Âllâh (*), dire: &#8220;<em>Il momento in cui il servo si avvicina di più al suo Signore è nell&#8217;ultima parte della notte. Se può essere tra coloro che in quel tempo ricordano Âllâh, lo faccia.&#8221;(</em>Ibn Khuzayma, An-Nisâî, Tirmidhî )</p>
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<p align="justify">Se il pari evoca la binarietà della realtà mondana, il dispari rimanda all&#8217;Uno, Colui Al Quale nessuna cosa è simile, Allah è Ahad, e Allah è Samad, l&#8217;Eterno che presiede alla storia umana, su di essa pesa il giudizio di Dio.</p>
<p align="justify">La sura infatti si volge subito alla storia passata, richiamando l&#8217;esempio di persone la cui grandezza si frantumò in briciole a causa della loro superbia. Sugli avvenimenti umani domina Colui che non muta, che &#8220;E&#8217; sempre all&#8217;erta&#8221;. Qui ritroviamo una contrapposizione: passato/presente; grandezza/rovina; storia/Eterno.</p>
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<p align="justify"><em>Non hai visto come il tuo Signore ha trattato gli &#8216;Âd? </em></p>
<p align="justify"><em>e Iram* dalla colonna, </em></p>
<p align="justify"><em>senza eguali tra le contrade, </em></p>
<p align="justify"><em>e i Thamûd che scavavano la roccia nella vallata </em></p>
<p align="justify"><em>e Faraone, quello dei pali? </em></p>
<p align="justify"><em>[Tutti] costoro furono ribelli nel mondo </em></p>
<p align="justify"><em>e seminarono la corruzione, </em></p>
<p align="justify"><em>e il tuo Signore calò su di loro la frusta del castigo. </em></p>
<p align="justify"><em>In verità il tuo Signore è all&#8217;erta. </em>(6-14)</p>
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<p align="justify">Fare memoria del passato per illuminare il presente, gioia e dolore la contrapposizione di fondo che appartengono ad ogni esperienza umana, come alba e notte si susseguono&#8230;</p>
<p align="justify">E tuttavia l&#8217;uomo si lamenta vorrebbe solo lo star bene, non riconosce la necessità della prova, e accusa Dio di ciò che spesso è frutto della propria avidità:</p>
<p align="justify">Q<em>uanto all&#8217;uomo, allorché il suo Signore lo mette alla prova onorandolo e colmandolo di favore, egli dice: &#8220;Il mio Signore mi ha onorato&#8221;. </em></p>
<p align="justify"><em>Quando invece lo mette alla prova lesinando i Suoi doni, egli dice: &#8220;Il mio Signore mi ha umiliato</em>&#8220;.</p>
<p align="justify"><em>No, siete voi che non onorate l&#8217;orfano, </em></p>
<p align="justify"><em>che non vi sollecitate vicendevolmente a nutrire il povero,</em></p>
<p align="justify"><em>che divorate avidamente l&#8217;eredità </em></p>
<p align="justify"><em>e amate le ricchezze d&#8217;amore smodato. </em>(15-20)</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">Il conoscere se stessi e saper individuare le proprie responsabilità è una grande grazia di Dio, premessa e compagnia del cammino di fede&#8230; L&#8217; <strong>avidità di beni </strong>può assumere forma diverse, &#8220;là dov&#8217;è il tuo tesoro sarà il tuo cuore&#8221;, recita una massima evangelica&#8230; e così siamo <strong>lenti a dare a chi ha bisogno&#8230;</strong></p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">E tuttavia il tempo finisce, l&#8217;ambiguità dell&#8217;esistere si risolve, &#8220;la notte trascorre&#8221;, il Giorno senza fine si affaccia:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"><em>No, quando la terra sarà polverizzata, in polvere fine, </em></p>
<p align="justify"><em>e verranno il tuo Signore e gli angeli schiere su schiere, </em></p>
<p align="justify"><em>in quel Giorno sarà avvicinata l&#8217;Inferno, in quel Giorno l&#8217;uomo si rammenterà. </em></p>
<p align="justify"><em>Ma a cosa gli servirà rammentarsi? </em></p>
<p align="justify"><em>Dirà: &#8220;Ahimè! Se avessi mandato avanti qualcosa per la mia vita [futura]!&#8221;. </em></p>
<p align="justify"><em>In quel Giorno nessuno castigherà come Lui castiga, e nessuno incatenerà come Lui incatena.(21-26)</em></p>
<p align="justify">Il credente è colui che sa di non poter salvarsi da solo e si affida al Suo Signore nei sentieri che la sua storia gli propone, confidando nella Sua giustizia e nella Sua Misericordia, la pace è il segno di una fede matura, di occhi che vedono il senso reale delle cose, di cuori dischiusi alla divina presenza. Così la sura che si aperta con l&#8217;evocazione dell&#8217;alba si chiude con la parola Paradiso a cui è invitata l&#8217;anima pacificata:</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify">&#8220;<em>O anima ormai acquietata, </em></p>
<p align="justify"><em>ritorna al tuo Signore soddisfatta e accetta; </em></p>
<p align="justify"><em>entra tra i Miei servi,</em></p>
<p align="justify"><em>entra nel Mio Paradiso&#8221;. </em>(27-30)</p>
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<p align="justify">In tutto lo svolgersi della sura abbiamo percepito questo movimento di ricapitolazione in Dio, tutta la storia umana è in marcia verso il Giorno finale, movimento che abbiamo visto simbolizzato anche nel numero dieci. C&#8217;è un invito nella sura ad accogliere questa consapevolezza della fine, della transitorietà del tempo presente nelle sue alterne vicende e prepararsi alla vita futura. E&#8217; importante vivere questi dieci giorni che precedono la festa e vedono il compiersi del pellegrinaggio con questo sguardo alle realtà ultime, pellegrini nel cuore, consapevoli che la vita volge al termine per tutti&#8230; E&#8217; tradizione digiunare in questi giorni e in particolare in quello di &#8216;Arafa se non si compie l&#8217;hajj.</p>
<p align="justify">Hafsa riferì: &#8220;<em>Il Messaggero di Allah non abbandonò mai queste quattro azioni: il digiuno di &#8216;Ashura&#8217;, dei dieci giorni del mese di Dhu-l-Hijja, dei tre giorni per ogni mese e infine due raka&#8217;at compiute prima della preghiera di mezzogiorno&#8221;</em>. (Ahmad e Nisâ&#8217;i).</p>
<p align="justify">Abu Qatâda riportò: &#8220;Il Messaggero di Allah disse: &#8220;<em>Il digiuno del giorno di &#8216;Arafa espia i peccati di due anni, l&#8217;anno passato e l&#8217;anno seguente&#8221;.</em> ( al-Jama&#8217;a, ad eccezione di Bukhâri e Tirmidhi).</p>
<p align="justify"> </p>
<p align="justify"> A proposito di queste dieci notti, l&#8217;imâm Bukhâri, riferì che l&#8217;Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse:</p>
<p align="justify">&#8220;<em>Non vi è opera migliore o più gradita ad Allah di quella meritoria che si fa in questi dieci giorni&#8221;. Dissero: &#8220;Neppure la lotta per la causa di Dio?&#8221;, rispose: &#8220;Neppure questa, a parte il caso di quello che ha marciato con i suoi beni e la sua persona e non ha fatto ritorno.&#8221;</em></p>
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