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	<title>Islam-online &#187; Campagne in corso</title>
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	<description>Rivista islamica</description>
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		<title>PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA !</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 02:23:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il terribile massacro a bordo della Mavi Marmara il 31 maggio ha portato a un cambiamento radicale dell&#8217;opinione pubblica internazionale nei confronti dell&#8217;assedio disumano del popolo di Gaza.
Lungi dall&#8217;aver dissuaso le persone di coscienza dal tentare di porre fine a quell&#8217;assedio,l&#8217;assalto israeliano contro la Freedom Flotilla sta spingendo un maggior numero di attivisti a portare aiuti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong>Il terribile massacro a bordo della Mavi Marmara il 31 maggio ha portato a un </strong><strong>cambiamento radicale dell&#8217;opinione pubblica internazionale nei confronti dell&#8217;assedio </strong><strong>disumano del popolo di Gaza.</strong></p>
<p>Lungi dall&#8217;aver dissuaso le persone di coscienza dal tentare di porre fine a quell&#8217;assedio,l&#8217;assalto israeliano contro la Freedom Flotilla sta spingendo un maggior numero di attivisti a portare aiuti umanitari al popolo palestinese e a porre fine al blocco.</p>
<p><strong><em>Viva Palestina UK </em></strong>ha lanciato &#8220;<strong>Viva Palestina 5 &#8211; a global lifeline to Gaza&#8221;</strong>, un convoglio via terra, senza precedenti, che partirà da Londra <strong>sabato 18 settembre,</strong>in collegamento coni convogli che partiranno da Casablanca e da Doha (Qatar), con l&#8217;obiettivo di raggiungere Gaza con 500 veicoli di aiuti.</p>
<p><strong>E&#8217; giunto il tempo di rispondere alle atrocità quotidiane dei militari israeliani con un </strong><strong>flusso di umanità verso il popolo di Gaza.</strong></p>
<p>Contemporaneamente <strong><em>l&#8217;International Committee to Break the Siege on Gaza</em></strong>sta organizzando la Freedom Flotilla II, una flottiglia più grande della precedente, con l&#8217;obiettivo di arrivare a Gaza, a ottobre, nello stesso momento dei convogli.</p>
<p><strong>Il messaggio del popolo assediato di Gaza è forte e chiaro: arrivate numerosi, in </strong><strong>modo coordinato e organizzato, via mare e via terra, per consegnare aiuti vitali, per </strong><strong>mettere in evidenza la brutalità e la violenza dell&#8217;assedio e per porre fine a questa </strong><strong>barbara situazione.</strong></p>
<p><strong>Questo è il motivo per il quale il convoglio globale verso il valico di Rafah, che il </strong><strong>governo egiziano ha affermato essere “aperto”, una atroce menzogna tra le tante, è </strong><strong>così vitale.</strong></p>
<p><strong>Questo è il motivo per il quale la Freedom Flotilla II, a fronte delle molte </strong><strong>dichiarazioni di condanna dell&#8217;assedio, dopo l’eccidio della Mavi Marmara, che non </strong><strong>hanno avuto alcun seguito operativo, è così vitale.</strong></p>
</div>
<div><a href="http://www.facebook.com/photo.php?pid=5511783&amp;fbid=428144012412&amp;op=1&amp;view=all&amp;subj=494674843227&amp;aid=-1&amp;auser=0&amp;oid=494674843227&amp;id=75891502412"><img src="http://sphotos.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-ash2/hs211.ash2/47404_428144012412_75891502412_5511783_2804440_n.jpg" alt="" width="504" height="346" /></a></div>
<div><strong><em> Viva Palestina Italia</em></strong>, su delega di Viva Palestina UK, ha il compito di coordinare la partecipazione italiana al convoglio che partendo da Londra arriverà a Gaza attraverso la Francia, l&#8217;Italia, la Grecia, la Turchia, la Siria, la Giordania e l&#8217;Egitto.</p>
<p>L&#8217;obiettivo ambizioso è di contribuire con almeno 20 veicoli dall&#8217;Italia.</p>
<p>Il movimento di solidarietà con la resistenza del popolo palestinese sta assumendo, attraverso tutte queste iniziative, le caratteristiche di autentiche <strong>brigate internazionali di attivisti </strong><strong>non-violenti. </strong>Bisogna rispondere con la forza della ragione politica e la determinazione del</p>
<p>dovere morale a chi tenta di criminalizzare quanti hanno partecipato ai convogli e alle flottiglie precedenti e quanti, governi e associazioni umanitarie, li hanno sostenuti.</p>
<div>
<h2>PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA PIENO APPOGGIO ALLE PROSSIME FLOTTIGLIE E AI PROSSIMI CONVOGLI DIRETTI A GAZA</h2>
</div>
<p>Noi sottoscritti, consci della gravità della situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania,delle discriminazioni alle quali sono soggetti i palestinesi cittadini di Israele, del problema irrisolto dei profughi, esprimiamo tutto il nostro appoggio ai convogli e alle flottiglie che si</p>
<p>stanno organizzando in numerosi paesi e anche in Italia.</p>
<p>Noi sottoscritti, consapevoli della complicità attiva con Israele dei governi occidentali, e tra questi del governo italiano, e dei paesi arabi “moderati”, invitiamo, in questo momento di profonda crisi morale, culturale e politica della società italiana, tutte le persone di coscienza,</p>
<p>tutte le istituzioni rappresentative, tutte le organizzazioni politiche e sindacali, tuttol&#8217;associazionismo, a sostenere, politicamente ed economicamente, queste iniziative affinché venga posta fine ad una delle situazioni più barbare e disumane dei nostri tempi, la costrizione</p>
<p>di 1.500.000 palestinesi nel campo di concentramento a cielo aperto della Striscia di Gaza.</p>
<p>La lotta a sostegno dei palestinesi è una lotta in difesa di tutti i popoli oppressi.</p>
<p>E&#8217; una lotta contro il colonialismo occidentale che in Medio Oriente ha manifestato e manifesta tutte le sue forme più odiose e criminali.</p>
<p><strong>E&#8217; una lotta per la dignità umana.</strong></p>
<p>Chi vuole aderire a questa presa di posizione invii una email a vivapalestinaitalia@gmail.com.</p>
<p>info@ism-italia.org vivapalestinaitalia@gmail.com <a rel="nofollow" href="http://www.ism-italia.org/" target="_blank">www.ism-italia.org</a></p>
</div>
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		<title>Un appello per il Pakistan</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/09/un-appello-per-il-pakistan/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 04:25:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello di UNICEF a favore delle popolazioni alluvionate del Pakistan



“L&#8217;alluvione in Pakistan è un lento Tsunami.
Il suo potere distruttivo aumenterà e crescerà con il tempo.
Credetemi: questo è un disastro globale, una sfida globale.
E&#8217; una delle più grandi prove per la solidarietà globale dei nostri tempi.&#8221;
Ban Ki-moon, Segretario Generale ONU, Assemblea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://t3.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSw6xhz7FP4pEHp6bC178GNKo3-Mw6UHnRZG0kwLraRRpiJPKY&amp;t=1&amp;usg=__hLzBCsViiLNq7s07xQt0UFBRY_o=" alt="" width="306" height="165" /></p>
<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo appello di UNICEF a favore delle popolazioni alluvionate del Pakistan</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="530">
<tbody>
<tr>
<td colspan="2" width="530"><em>“L&#8217;alluvione in Pakistan è un lento Tsunami.<br />
Il suo potere distruttivo aumenterà e crescerà con il tempo.<br />
Credetemi: questo è un disastro globale, una sfida globale.<br />
E&#8217; una delle più grandi prove per la solidarietà globale dei nostri tempi.&#8221;</em><br />
Ban Ki-moon, Segretario Generale ONU, Assemblea Generale di New York, 19 agosto 2010.</p>
<p>Le inondazioni che hanno colpito il Pakistan nelle ultime settimane hanno già <strong>sommerso un quinto del paese</strong>. Interi villaggi cancellati, più di 17 milioni di persone coinvolte, oltre <strong>3,5 milioni di bambini esposti al rischio di malattie</strong> legate alla contaminazione dell’acqua potabile come il colera, la dissenteria e la diarrea.</p>
<p>Come ci riferisce Martin Mongwanja, rappresentante UNICEF in Pakistan: &#8220;questo è il più grande disastro naturale che ha colpito il Pakistan a memoria d’uomo. <strong>La popolazione coinvolta è più numerosa di quella colpita dal terremoto di Haiti di gennaio e dallo tsunami del 2004</strong>. Milioni di donne e bambini stanno lottando per sopravvivere, spesso in condizioni disastrose. Aiutarli è una corsa contro il tempo&#8221;.</p>
<p>L’UNICEF, con i suoi partner, ha già allestito <strong>24 ospedali da campo</strong>, e inoltre garantisce <strong>acqua potabile quotidianamente a quasi 2 milioni di persone</strong>, ma di fronte all’emergenza di milioni famiglie sfollate, con l’acqua che continua ad alzarsi di livello e con lo spettro di nuove piogge in arrivo, <strong>la situazione in Pakistan si aggrava di ora in ora</strong>.</td>
</tr>
<tr>
<td width="265">Abbiamo bisogno del tuo aiuto!</p>
<p>Comitato Italiano per l&#8217;UNICEF Onlus</td>
<td width="265"><a href="http://nls.easyvoyage.com/r5.aspx?GV1=JBSQ02R005G40005MW001GB3P0013P53D" target="_blank"><img src="http://www.unicef.it/web/email/em_pakistan2010/img/donaAdesso1.jpg" border="0" alt="Dona adesso!" width="250" height="90" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td colspan="2" width="530" valign="top"><strong>Manda questo messaggio</strong> a tutti i tuoi contatti, anche questo è un <strong>aiuto</strong> importantissimo.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>La UE &#8220;critica&#8221; la condanna di Abdallah Abu Rahme</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/la-ue-critica-la-condanna-di-abdallah-abu-rahme/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 19:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 26 agosto 2010, Nena News – L’Unione europea «considera Abdallah Abu Rahme  un difensore dei diritti umani, impegnato in una protesta non violenta contro il  tracciato della barriera di separazione nel suo villaggio di Bilin, in  Cisgiordania». Lo ha scritto l’Alto rappresentante della politica estera  dell’Ue, Catherine Ashton, in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 26 agosto 2010, Nena News – L’Unione europea «considera Abdallah Abu Rahme  un difensore dei diritti umani, impegnato in una protesta non violenta contro il  tracciato della barriera di separazione nel suo villaggio di Bilin, in  Cisgiordania». Lo ha scritto l’Alto rappresentante della politica estera  dell’Ue, Catherine Ashton, in un comunicato ufficiale di protesta per il  verdetto di condanna pronunciato martedì dalla corte militare israeliana di Ofer  contro l’attivista palestinese e leader della lotta popolare contro il muro  israeliano, arrestato lo scorso 10 dicembre. L’Ue, ha aggiunto Ashton, &amp;!  laquo;considera illegale il tracciato del muro costruito sulle terre  palestinesi» e nota «che la possibile detenzione di Abu Rahme abbia lo scopo di  impedire a lui e ad altri palestinesi di esercitare il proprio legittimo diritto  di protesta non violenta contro l&#8217;esistenza di muri di divisione».</p>
<p>La condanna è una evidente «punizione esemplare» nei confronti del leader  di una battaglia non violenta che tanti sostegni riceve all’estero e tra i  pacifisti israeliani, e, allo stesso tempo, un avvertimento nei confronti di  tutti i palestinesi che si battono contro il muro tra Ramallah e Betlemme. Abu  Rahme è stato trovato «colpevole» di «incitamento» e «organizzazione e  partecipazione a manifestazioni illegali». Durante il processo, durato ben otto  mesi, erano decadute nei suoi confronti le accuse di «lancio di sassi» e  «sequestro di militari (israeliani)». Ma la mano della magistratura militare si  è rivelata ugualmente pesante. L’esponente palestinese è stato condannato anche  per «raccolta illegale» di bossoli di proiettili e contenitori di gas  lacrimogeni sparati dai soldati israeliani durante le manifestazioni, allo scopo  di ! metterli in mostra nel museo della resistenza popolare di Bilin.</p>
<p>A settembre, quando si conoscerà la sentenza definitiva, l&#8217;attivista  palestinese potrebbe essere condannato fino a dieci anni di carcere, solo per  aver organizzato manifestazioni popolari non violente. Abu Rahme, un anno prima  del suo arresto aveva ricevuto a Berlino una onorificenza per aver operato in  difesa dei diritti umani dall&#8217;International League for Human Rights. Nei mesi  scorsi l’esercito israeliano aveva lanciato una pesante campagna repressiva nei  confronti dei leader della protesta non violenta contro il muro. Dietro le  sbarre erano finiti, oltre ad Abu Rahme, diversi attivisti palestinesi, tra i  quali il giornalista Jamal Jumaa, fondatore di «Stop the Wall».</p>
<p>(red) NENA NEWS | NEAR EAST NEWS AGENCY</p>
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		<title>Gaza: esistere è resistere</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/gaza-esistere-e-resistere/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 12:23:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza
C&#8217;e&#8217; un vento che in questa impietosa estate canicolare percuote i bantustans della West Bank e arriva fino al ghetto di Gaza, incuneandosi nei chiavistelli e sormontando le mura di questa immensa prigione.
Il movimento di resistenza popolare, civile e non violenta protagonista delle lotte nei villaggi i Bil&#8217;in e Ni&#8217;ilin [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza</p>
<p>C&#8217;e&#8217; un vento che in questa impietosa estate canicolare percuote i bantustans della West Bank e arriva fino al ghetto di Gaza, incuneandosi nei chiavistelli e sormontando le mura di questa immensa prigione.</p>
<p>Il movimento di resistenza popolare, civile e non violenta protagonista delle lotte nei villaggi i Bil&#8217;in e Ni&#8217;ilin contro il muro israeliano ha contaminato in questi ultimi mesi anche la Striscia. Da Jabalia a Rafah contadini, studenti e insegnanti, giovani e anziani riuniti in comitati popolari ogni settimana manifestano contro la &#8220;buffer zone&#8221;, quella porzione di terra fertile nei pressi del confine che Israele ha di fatto sequestrato sparando a chiunque si avvicini.</p>
<p>Marciando compatti dinnanzi ai soldati israeliani dai grilletti che prudono, inneggiando canti partigiani, i volti dei contadini palestinesi levigati dal sole e scavati dallo scalpellio della fatica potrebbe essere confusi con quelli immortalati nelle manifestazioni dei Sem Terra brasiliani, o degli Indios Zapatisti del Chapas.</p>
<p>Al culmine di queste proteste pacifiche, davanti ai contadini, decine di shebab, giovani che si fanno beffe della morte affranti da una vita sotto assedio che ha nulla da offrire, sciamano temerari al centro dei mirini dei cecchini verso la barriera di confine armati unicamente delle loro bandiere. Da fine febbraio ad oggi 8 ragazzi palestinesi sono stati gravemente feriti dai soldati durante le manifestazioni pacifiche e il 28 aprile nei pressi di Ash-Shaj&#8217;iya a est di Gaza City, Ahmad Salem Deeb di 21 anni e&#8217; stato ucciso.</p>
<p>Anche Bianca Zammit, attivista maltese dell&#8217;International Solidarity Movement, e&#8217; stata centrata ad una gamba da un cecchino mentre filmava una dimostrazione. A fine giugno, il ministro degli esteri israeliano Avigdor Liberman, in visita a Malta per promuovere nuovi accordi commerciali, incalzato da un giornalista maltese sul ferimento della sua connazionale non ha fatto che ripetere come un mantra: &#8220;Mi dispiace, ci dispiace, perche&#8217; e&#8217; sempre un evento terribile quando dei civili sono feriti.&#8221;</p>
<p>&#8220;Se Liberman è veramente dispiaciuto come dice, aspetto di vedere non solo la fine dell&#8217;assedio, ma anche le scuse per ogni civile morto o ferito accompagnate da una indagine indipendente per ogni caso&#8221;, la riposta di Bianca quando ancora era in convalescenza con un buco grosso come polpelmo sulla coscia.</p>
<p>Per chi da queste parti vive del frutto del seme gettato nella terra appena dissodata, la paura della fame non è solo legata all&#8217;ipotesi di un cattivo raccolto, ma dalla reale possibilita di trovarsi i campi seminati distrutti da tank e bulldozer.</p>
<p>Secondo un rapporto di Oxfam il 46% dei terreni coltivabili a Gaza sono stati distrutti o resi inacessibili dall&#8217;esercito israeliano.</p>
<p>Abu Taiama e&#8217; uno dei tanti agricoltori palestinesi che rischiano la vita andando a coltivare i campi al confine, nel suo caso nei pressi di Khoza. Nonostante i forti rischi non diserta la sua lotta, la sua forma di resistenza all&#8217;oppressore israeliano: &#8220;La mia terra e&#8217; la mia casa e se mi uccideranno mentre la coltivo la mia terra sara&#8217; la mia tomba, non la lascerò mai&#8221;.</p>
<p>Jaber Abu Rjila vive nell&#8217;ultima casa dinnanzi al confine ad Al-Farheen, a est di Khan Younis e il 18 maggio la sua fattoria e&#8217; stata distrutta, gli animali da allevamento uccisi, i campi seminati devastati dai buldozer. E&#8217; stata la seconda volta in tre anni, e sempre di maggio, come a fare dell&#8217;anniversario della nakba un macabro marchio onnipresente nella sua esistenza da profugo. Recuperati i pochi beni scampati alla distruzione, asciugate le lacrime della moglie, accumulati nuovi debiti e Jaber è ancora lì che non demorde a lavorare i suoi campi con la schiena piegato ad arco sotto l&#8217;enorme peso dell&#8217;ingiustizia. Quando vado a trovarlo e beviamo assieme del caffe&#8217;nerissimo sotto i palmizi che fanno ombra alle rovine dei suoi averi, ogni volta mi si proietta innanzi l&#8217;incubo ad occhi aperti della sua fine: stritolato dalle possenti scavatrici israeliane mentre abbraccia l&#8217;unico albero d&#8217;ulivo ancora in piedi, come farebbe un padre con l&#8217;ultimo erede rimasto.</p>
<p>Non solo al confine ma anche in mare si svelano costanti indizi di resistenza civile. Secondo un rapporto della Croce Rossa, il 90% dei 4000 pescatori di Gaza vive sotto la soglia di poverta&#8217;, e nella loro battaglia per la sopravivvenza rischiano ogni di giorno di venire uccisi navigando oltre il limite delle tre miglia imposto dalla marina israelina. Ai vascelli con equipaggi di pescatori esclusivamente uomini si e&#8217; aggiunta di recente una barchetta rosa: Madeleine Kulab, 16 anni, è la prima pescatrice che Gaza ricordi, ed è l&#8217;orgoglio del padre Mohammad, reso inabile alla pesca da una ferita alla gamba.</p>
<p>Come Madeliene, molte altre donne negli ultimi 4 anni hanno dovuto sostituire padri e mariti nei lavori più duri, perchè defunti, malati o inabilitati al lavoro. Aminah Abu Maghasib, 37 anni, fa parte di un crescente numero di donne che vanga in mano scava piccoli serbatoi d&#8217;acqua per le case di Gaza. Madre di sette figli, si e&#8217; sobbarcata l&#8217;intera famiglia in quanto il marito è gravemente malato:&#8221; Le nostre condizioni di vita si sono aggravate durante l&#8217;assedio. E&#8217; un lavoro duro ma sono disposta a tutto per garantire un futuro ai miei figli&#8221;.</p>
<p>Oltre le donne anche i bambini della Striscia, come eroe disneyani sono diventati campioni di resistenza.</p>
<p>A differenza dei loro coetanei israeliani che vivono una spensierata estate di vacanze al mare i bambini di Gaza sono resi schiavi di un padrone che si chiama fame, e li vedi ogni giorno spingere aratri nei campi, frugare nei cassonetti della monnezza in cerca di materiali di recupero, sopra carretti trainati da muli stracarichi di mattoni e pietre recuperati dagli edifici bombardati. O li puoi trovare agli incroci delle strade a vendere cianfrusaglia con sguardi da vecchi stanchi di sognare verdi cortili, campi di calcio e gelati. Stanchi di tutto.</p>
<p>Cosi qualche tempo fa si era espressa Jasmine Whitbread, Direttore Generale di Save the Children: &#8220;I bambini a Gaza hanno fame a causa dei notevoli impedimenti all&#8217;ingresso di cibo nell&#8217;area, e stanno morendo perché non possono lasciare Gaza per avere quelle cure mediche di cui hanno urgente bisogno. Centinaia di migliaia di bambini stanno crescendo senza avere un&#8217;istruzione decente perché gli edifici scolastici sono gravemente danneggiati e a causa delle restrizioni nel passaggio e rifornimento di materiali edili, non possono essere ristrutturati. Sono i bambini che stanno pagando il prezzo più caro dell&#8217;assedio&#8221;.</p>
<p>Non stanno giocando a nascondino quando spariscono sottoterra nei tunnell di Rafah: col rischio di rimanere seppelliti vivi sono la manodopera piu&#8217; adatta per trafficare le merci che altrimenti non arriverebbero mai sugli scaffali dei negozi di Gaza. Senza il sacrificio di questi adolescenti al lavoro sottoterra, i loro fratellini di 4 anni non saprebbero neanche che gusto ha il cioccolato e la marmellata.</p>
<p>Il mese sacro del Ramadan e&#8217;appena cominciato, e in tutto il mondo un miliardo e mezzo di musulmani resistono al fame come forma di elevazione spirituale prima dell&#8217;iftar, la rottura rituale del digiuno al tramonto. A Gaza quel digiuno forzato e quella resistenza e&#8217; piu&#8217; reale che rituale.</p>
<p>Restiamo Umani</p>
<p>Fonte: <a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fguerrillaradio.iobloggo.com%2F1959%2Fstriscia-di-gaza-esistere-e-resistere&amp;h=4886b" target="_blank">http://guerrillaradio.iobloggo.com/1959/striscia-di-gaza-esistere-e-resistere</a></p>
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		<title>Dall’Italia con la nuova Flottiglia della Libertà</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/08/dall%e2%80%99italia-con-la-nuova-flottiglia-della-liberta/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 08:53:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[





dall’Associazione dei Palestinesi in Italia riceviamo e pubblichiamo
Sabato 31 luglio si è tenuto a Roma un incontro tra diverse realtà italiane che sostengono la causa palestinese.
Dalla riunione è scaturita la scelta di sostenere politicamente e concretamente la Freedom Flotilla 2, la nuova missione umanitaria che si prefigge di rompere l&#8217;assedio genocidiario che ancora opprime il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="line-height: normal; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; font-size: small;"><br />
</span></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td valign="top"><em><img src="http://globalvoicesonline.org/wp-content/uploads/2010/06/freedom-flotilla.jpg" border="0" alt="" width="159" height="126" /></em></p>
<p><em>dall’Associazione dei Palestinesi in Italia riceviamo e pubblichiamo</em></p>
<p>Sabato 31 luglio si è tenuto a Roma un incontro tra diverse realtà italiane che sostengono la causa palestinese.<br />
Dalla riunione è scaturita la scelta di sostenere politicamente e concretamente la Freedom Flotilla 2, la nuova missione umanitaria che si prefigge di rompere l&#8217;assedio genocidiario che ancora opprime il popolo di Gaza. Questa missione è tanto più importante anche per rispondere con forza al crimine perpetrato da Israele contro gli attivisti della precedente flottiglia lo scorso 31 maggio.</p>
<p>Le realtà convenute a Roma hanno quindi deciso di avviare immediatamente una campagna di sensibilizzazione politica, finalizzata alla partecipazione alla nuova flottiglia internazionale con una o più navi italiane, composte da attivisti italiani ed in grado di trasportare il materiale umanitario che verrà raccolto od acquistato. La riunione ha espresso anche il proprio sostegno alle iniziative ed ai convogli che si muoveranno per raggiungere Gaza via terra.</p>
<p>I partecipanti all&#8217;incontro hanno infine deciso di procedere alla realizzazione di un coordinamento tra tutte le realtà organizzate ed i singoli attivisti che si riconoscono negli obiettivi della Freedom Flotilla 2: sostenere concretamente la popolazione sottoposta all&#8217;embargo, rompere l&#8217;assedio di Gaza per affermare i diritti del popolo palestinese.</p>
<p><strong>Rivolgiamo un forte appello a tutte le forze politiche democratiche, alle organizzazioni sindacali, al mondo dell’associazionismo e della solidarietà internazionale, ai movimenti pacifisti e antimilitaristi, a tutti gli uomini e le donne impegnati per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, affinché aderiscano e sostengano la Freedom Flotilla 2 e tutte le iniziative per la fine dell’assedio dei Palestinesi di Gaza e per il riconoscimento del legittimo diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra ed alla libertà.</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Iran. Il pericolo di una democrazia made in Usa</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 23:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; passato un anno dai moti di Teheran e l&#8217;appuntamento del 12 giugno è trascorso senza che si sia ripetuta la mobilitazione che agitò una parte del Paese nel 2009.  Mostafa El Ayoubi capo redattore di &#8220;Confronti&#8221; propone questa interessante analisi e delinea i rischi connessi ad un processo di &#8220;liberalizzazione&#8221; eteroguidato.

 Iran. Il pericolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>E&#8217; passato un anno dai moti di Teheran e l&#8217;appuntamento del 12 giugno è trascorso senza che si sia ripetuta la mobilitazione che agitò una parte del Paese nel 2009.  Mostafa El Ayoubi capo redattore di &#8220;Confronti&#8221; propone questa interessante analisi e delinea i rischi connessi ad un processo di &#8220;liberalizzazione&#8221; eteroguidato.</em></p>
<p><em></em><br />
<strong> Iran. Il pericolo di una democrazia made in Usa</strong></p>
<p><strong></strong><br />
A un anno dalla rielezione del presidente Ahmadinejad, non si parla più delle<br />
proteste di quella che è stata definita l’«onda verde». Il movimento è stato<br />
indebolito anche da chi l’ha cavalcato in modo strumentale: soprattutto gli<br />
Stati Uniti, per interessi strategici legati al controllo della regione del<br />
Golfo Persico.</p>
<p>È passato ormai un anno dalle tanto discusse elezioni presidenziali in Iran<br />
che hanno riconfermato Ahmadinejad per un secondo e ultimo mandato. L’esito di<br />
quella consultazione elettorale fu fortemente contestato da decine di migliaia<br />
di cittadini scesi in piazza contro il regime accusato di brogli elettorali. Le<br />
poche immagini che giungevano da Teheran, a causa della censura, mostravano le<br />
strade della capitale colorate di verde, colore simbolo del movimento di<br />
protesta battezzato «onda verde». I manifestanti speravano in una svolta<br />
politica, dopo un trentennio di regime teocratico. Ma la rivoluzione «colorata»<br />
non ha avuto l’esito sperato da molti iraniani – giovani soprattutto – che<br />
rivendicavano libertà, diritti e democrazia. Oggi di quella «onda verde» non si<br />
sente quasi più parlare. È stata indebolita da coloro che l’hanno<br />
strumentalmente cavalcata: da un lato il regime, dall’altro lato le potenze<br />
occidentali – Usa in testa – che da 31 anni tramano la destabilizzazione dell’<br />
establishment sciita perchè non garantisce loro il controllo dell’Iran, paese<br />
strategico nella regione del Golfo Persico. La strumentalizzazione dall’interno<br />
rimanda all’eterno scontro politico in seno al potere clericale sciita. Uno<br />
scontro iniziato dopo la scomparsa dell’imam Khomeini. Una spietata lotta per<br />
il potere che regolarmente torna a galla in occasione delle consultazioni<br />
elettorali. Le cicliche crisi politiche sono sintomi di fragilità, non del<br />
sistema in quanto teocrazia. È una fragilità interna al sistema dovuta alla<br />
lotta tra fazioni opposte per guidare la teocrazia stessa. Nelle elezioni<br />
presidenziali del 1997, Nategh Nouri – candidato sostenuto dalla guida suprema<br />
Ali Khamenei – fu sconfitto da Mohammed Khatami. Khamenei accettò il voto<br />
popolare a favore del suo «avversario»; ma lo scontro intra-clericale fu solo<br />
rimandato. Sul versante esterno, gli Usa consideravano Khatami il politico<br />
«liberale» che avrebbe portato l’Iran su una posizione vicina ai loro<br />
interessi. Ma non fu così; quindi bisognava cambiare strategia: intensificare<br />
le attività dell’intelligence per destabilizzare l’intero regime degli<br />
ayatollah.</p>
<p>Bisogna ricordare che sin dall’avvento della rivoluzione islamica nel 1979, l’<br />
Iran è sempre stato nel mirino della Casa Bianca. Nel 1980 Washington appoggiò<br />
Saddam Hussein nella sua guerra contro l’Iran (già sotto sanzioni economiche).<br />
Una guerra durata otto anni e vinta politicamente dagli iraniani. Da allora l’<br />
influenza dell’Iran nel Golfo Persico e nel Medio Oriente è cresciuta<br />
notevolmente. Ciò ovviamente è diventato un problema serio per gli Usa, per<br />
Israele e per i governi arabi a stramaggioranza sunnita (che temono l’egemonia<br />
degli eterni nemici sciiti). Come controllare allora il regime di Teheran? La<br />
soluzione militare non è praticabile. L’Iran non è né l’Iraq né l’Afghanistan.<br />
Una guerra sarebbe fatale per gli americani e i loro alleati. Allora bisogna<br />
ricorrere al vecchio trucco: divide et impera. Lo strumento è quello della<br />
cosiddetta «rivoluzione colorata», già sperimentata con successo in altri<br />
contesti. Esso consiste nell’innescare dall’interno un meccanismo di<br />
destabilizzazione del governo «nemico» sostenendo economicamente,<br />
logisticamente e mediaticamente l’opposizione «amica», con il pretesto di<br />
avviare un processo di democratizzazione del paese. Ma lo scopo vero è che l’<br />
opposizione, destinata, attraverso tale «rivoluzione», a prendere possesso del<br />
potere in veste di governo democratico, serve come cavallo di Troia per<br />
impossessarsi del paese. Oltre alla Cia, vi sono organismi che sotto copertura<br />
intervengono in questo tipo di operazione. La National endowment for democracy,<br />
ong finanziata dal governo americano, si presenta come un’organizzazione di<br />
«promozione della democrazia». Il suo ruolo è stato determinante nella<br />
«rivoluzione dei tulipani» del 2005 in Kirghizistan, in quella «delle rose» in<br />
Georgia nel 2003 e così via. Con l’Iran, però, il trucco non ha funzionato.<br />
Hillary Clinton ha dichiarato, l’estate scorsa, che «gli Usa hanno sostenuto l’<br />
opposizione iraniana» durante le elezioni e «continueranno a farlo nel futuro<br />
per rovesciare Ahmadinejad». Ci sono certamente milioni di iraniani che<br />
reclamano uno stato democratico; dopo quelle elezioni di giugno, molti di loro<br />
sono genuinamente scesi in piazza – con la fascia verde in testa – per<br />
rivendicare il loro diritto alla libertà e alla giustizia economica e sociale.<br />
Essi però di sicuro non fanno parte di quell’opposizione che gli Usa e altri<br />
paesi occidentali sostengono, ovvero una piccola minoranza, espressione della<br />
borghesia «liberale». Una minoranza attraverso la quale gli americani sperano<br />
di riportare l’Iran nella loro orbita come ai tempi dello scià. Una prospettiva<br />
disastrosa per il popolo iraniano nella sua maggioranza. E le drammatiche<br />
esperienze dell’Iraq e dell’Afghanistan insegnano: attenzione alla democrazia<br />
«made in Usa»!</p>
<p>Mostafa El Ayoubi, <a href="http://www.confronti.net/SERVIZI/iran-il-pericolo-di-una-democrazia-made-in-usa">http://www.confronti.net/SERVIZI/iran-il-pericolo-di-una-democrazia-made-in-usa</a></p>
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		<title>Lettera di Miriam Marino* a &#8220;il Giornale&#8221; e alla Nirestein</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 20:11:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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1 giugno 2010
E&#8217; con profondo disgusto e enorme indignazione che ho letto l&#8217;articolo della Nirestein sul “Giornale” un quotidiano che non si vergogna di titolare la prima pagina così: “Israele ha fatto bene a sparare”, titolo che configura di per se apologia di reato. Ma la Nirestein rincara: ci sarebbero organizzazioni filo- Hamas coinvolte nell&#8217;assalto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://farm5.static.flickr.com/4072/4664013968_2162effd2a_b.jpg"><img src="http://rete-eco.it/plugins/content/mavikthumbnails/thumbnails/300x107-http---farm5.static.flickr.com-4072-4664013968_2162effd2a_b.jpg" alt="" width="300" height="107" /></a></p>
<p>1 giugno 2010</p>
<p>E&#8217; con profondo disgusto e enorme indignazione che ho letto l&#8217;articolo della Nirestein sul “Giornale” un quotidiano che non si vergogna di titolare la prima pagina così: “Israele ha fatto bene a sparare”, titolo che configura di per se apologia di reato. Ma la Nirestein rincara: ci sarebbero organizzazioni filo- Hamas coinvolte nell&#8217;assalto e l&#8217;associazione turca è amica degli jihadisti. Rovesciamento della verità, bugie, sono tutti strumenti usati dalla Nirestein in modo eccellente nella sua fervente propaganda per una causa persa. Gli argomenti sono quelli del ladro incallito che accusa gli altri di rubare. Secondo lei a Jenin non fu fatta strage, il piccolo Mohamed Al Dura si sarebbe assassinato da solo e i pacifisti turchi avrebbero provocato le teste di cuoio che hanno fatto l&#8217;arrembaggio piratesco in acque internazionali. Arriva a chiedersi “Cosa trasportavano veramente quelle navi?” Lo sanno tutti benissimo cosa trasportavano: giocattoli, cemento, viveri, e tutto ciò che Israele in spregio alla legalità internazionale vieta di far entrare a Gaza con un assedio inumano che non può più essere tollerato. I civili per lei sono “guerrieri di prima fila” e perciò è giusto ucciderli.</p>
<p>La serie di vomitevoli stupidaggini che elenca l&#8217;articolo è tale da richiedere un rotolo di scottex, mi soffermerò su alcune perle: siccome la striscia di Gaza è dominata da Hamas che a suo dire perseguita i cristiani, (i quali sono andati via per sfuggire alla vita impossibile sotto occupazione e non ad Hamas) e che condanna a morte tutti gli ebrei (ma pare che non abbia eseguito la condanna visto che gli ebrei ci sono ancora) che usa bambini, edifici allo scopo di combattere l&#8217;occidente intero (siamo ancora all&#8217;aberrante dottrina dello “scontro di civiltà”) e così abbiamo anche giustificato il crimine di “Piombo fuso” si sa, a Gaza case scuole, ospedali, bambini, non esistono di per se, ma per essere usati da Hamas di modo che Israele li bombardi. Il piccolo particolare che a Gaza c&#8217;è un milione e mezzo di persone, la metà bambini e minori, oltre Hamas, non sfiora la mente dell&#8217;illuminata articolista. Più avanti troviamo un&#8217;altra intuizione illuminata: poiché i pacifisti hanno rifiutato di farsi ispezionare le navi e far recapitare da Israele a destinazione i beni ciò è una prova della loro scarsa vocazione umanitaria. Sicchè secondo lei quei beni sarebbero stati recapitati a destinazione? Ci prende per scemi?</p>
<p>Lo scopo della Flottiglia cara Nirestein effettivamente non era solo umanitario, ma anche politico. Si voleva portare solidarietà, non elemosina, visto che Gaza è alla fame per un assedio illegale e non per essere un paese del terzo mondo. Per rafforzare la sua tesi e quella israeliana che a Gaza non c&#8217;è crisi umanitaria la “nostra” elenca qualche camion di farina che è stato fatto passare, quale generosità! E per di più anche qualche malato è stato fatto uscire&#8230;siamo veramente commossi. Ma come si permette Israele di fare quello che vuole della vita e della libertà di un milione e mezzo di persone? E&#8217; questa la vera questione. Come si permette di trattare i profughi di Gaza come prigionieri a carcere duro?</p>
<p>Miriam Marino va fa parte della Rete Eco-Ebrei contro l&#8217;occupazione <a href="http://rete-eco.it/">http://rete-eco.it/</a></p>
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		<title>Appello: “Fermare l’aggressione all’Iran”</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/03/appello-%e2%80%9cfermare-l%e2%80%99aggressione-all%e2%80%99iran%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 21:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[Firma subito anche  tu!
Invia la tua adesione a giulemanidalliran@alice.it
Pubblichiamo  di seguito le adesioni pervenute sull’appello “Fermare  l’aggressione all’Iran”.
Si  tratta di un primo risultato positivo, sia in termini di quantità che di  qualità. Ma siamo soltanto all’inizio: questo appello è stato infatti pensato  come prima tappa di una mobilitazione più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Firma subito anche  tu!</strong></p>
<h3>Invia la tua adesione a <a href="mailto:giulemanidalliran@alice.it">giulemanidalliran@alice.it</a></h3>
<h3><em>Pubblichiamo  di seguito le adesioni pervenute sull’appello “</em><em>Fermare  l’aggressione all’Iran</em><em>”.</em></h3>
<h3><em>Si  tratta di un primo risultato positivo, sia in termini di quantità che di  qualità. Ma siamo soltanto all’inizio: questo appello è stato infatti pensato  come prima tappa di una mobilitazione più ampia e di lungo  periodo.</em></h3>
<h3><em>Intanto  la raccolta di firme prosegue, ed invitiamo tutti coloro che ne condividono i  contenuti ad inviare subito la propria adesione scrivendo a </em><em><a href="mailto:giulemanidalliran@alice.it">giulemanidalliran@alice.it</a></em><em> </em></h3>
<h3><em> </em></h3>
<h3>Fermare l’aggressione  all’Iran!</h3>
<h3>Denuclearizzare l’intero Medio  Oriente!</h3>
<h3>Porre fine all’assedio di Gaza e al  martirio del popolo palestinese!</h3>
<p>Sin  da quando G.W. Bush  definì l’Iran uno “Stato canaglia” è in corso contro questo  paese dalla storia plurimillenaria e il suo governo una brutale campagna di  demonizzazione; una campagna  fondata sulla menzogna che con tutta evidenza  serve a spianare la strada all’aggressione militare. Tutti ricordiamo come fu  preparata la guerra all’Iraq. Mentre le sanzioni e l’embargo provocavano mezzo  milione di morti (anzitutto bambini, a causa dell’assenza di medicinali, latte e  beni di prima necessità), l’Iraq era accusato di accumulare “armi di distruzione  di massa”. Come dimenticare la grande messa in scena con cui Colin Powell, per  giustificare quella che sarà la più grande carneficina dopo il Vietnam, giunse a  ingannare l’assemblea dell’ONU mostrando la famigerata “pistola fumante”?<br />
Gli  Stati Uniti, che difendono la loro supremazia mondiale con migliaia e migliaia  di testate nucleari e la più imponente macchina bellica di tutti i tempi,  giustificano le terribili sanzioni da imporre all’Iran e l’eventuale  attacco  militare con l’argomento secondo  cui la  Repubblica islamica cercherebbe di dotarsi della bomba atomica  per poter attaccare Israele. L’accusa è sdegnosamente respinta da Tehran, e  comunque ancora una volta la Casa Bianca usa due pesi e due  misure. E’ infatti noto che Israele possiede centinaia di testate nucleari,  buona parte delle quali puntate sull’Iran e ognuna delle quali potrebbe radere  al suolo Tehran.</p>
<p>I  nemici dichiarati dell’Iran (anzitutto Israele e Stati Uniti, a cui si accoda  l’Unione Europea), nel tentativo di ingannare l’opinione pubblica e compattare  il loro fronte interno, indossano la solita maschera, quella di paladini della  libertà, della democrazia e della non-violenza. In particolare, essi contestano  al governo di Tehran la dura repressione delle proteste. I sottoscritti non  amano né le dittature, né la sospensione dei diritti di libertà, ovunque questo  avvenga, ma prima di dare lezioni di democrazia i nemici dell’Iran dovrebbero  porre fine allo Stato d’assedio e alla minaccia militare a cui sottopongono  questo paese, visto che la guerra, come la storia insegna, è il più grave  ostacolo alla libertà. In ogni caso, non possono ergersi a campioni dei diritti  dell’uomo quegli stessi paesi, le cui truppe compiono massacri in Afghanistan o  in Palestina, che sostengono colpi di stato per rovesciare governi ostili  (Honduras), che non esitano a ricorrere agli attentati terroristici o  all’«eliminazione mirata» di esponenti politici o scienziati considerati  pericolosi.<br />
Mentre  si aggravano i pericoli di guerra esprimiamo il nostro sdegno per le  affermazioni rilasciate da Berlusconi nel corso del suo viaggio in Israele. Non  solo egli ha giustificato i massacri indiscriminati contro i palestinesi di  Gaza, non solo ha difeso l’idea razzista e segregazionista di Israele quale  stato puramente ebraico (con la sostanziale esclusione della popolazione araba  dal godimento dei diritti politici). Calpestando i sentimenti di pace del popolo  italiano e danneggiando gli stessi interessi nazionali, Berlusconi  ha  assicurato agli israeliani che l’Italia interromperà le relazioni economiche con  l’Iran e sosterrà in ogni sede la richiesta di durissime sanzioni. In altre  parole Berlusconi ha dato man forte ai falchi israeliani, i quali sono pronti,  una volta ottenuto il semaforo verde da Obama, a rovesciare sull’Iran un  devastante bombardamento, senza escludere il ricorso all’arma atomica.</p>
<p><strong>Occorre fermare l’escalation anti-iraniana  e smantellare l’arsenale atomico israeliano per denuclearizzare il Medio  oriente. </strong></p>
<p><strong>L’assedio israeliano di Gaza deve finire ed  il popolo palestinese deve vedere finalmente riconosciuti i suoi  diritti.</strong><br />
<strong>PRIMI FIRMATARI</strong></p>
<p>-       Domenico Losurdo – Università di Urbino</p>
<p>-       Gianni Vattimo – Filosofo e parlamentare europeo</p>
<p>-       Danilo Zolo – Università di Firenze</p>
<p>-       Margherita Hack – Astrofisica</p>
<p>-       Lucio Manisco – Giornalista, già parlamentare europeo</p>
<p>-       Marino Badiale – Università di Torino</p>
<p>-       Aldo Bernardini – Università di Teramo</p>
<p>-       Giovanni Bacciardi – Università di Firenze</p>
<p>-       Enzo Apicella &#8211; Designer, Londra</p>
<p>-       Fernando Rossi &#8211; ex senatore, Per il Bene Comune</p>
<p>-       Sergio Cararo &#8211; Rivista Contropiano</p>
<p>-       Maurizio Fratta &#8211; Coordinatore Rivoluzione Democratica</p>
<p>-       Fausto Sorini &#8211; Redazione de l&#8217;Ernesto</p>
<p>-       Leonardo Mazzei – Campo Antimperialista</p>
<p>-       Alessandro Leoni &#8211; Cpn Prc</p>
<p>-       Riccardo Filesi &#8211; Comunisti Uniti Lazio</p>
<p>-       Miriam Pellegrini &#8211; Partigiana di Giustizia e Libertà</p>
<p>-       Andrea Catone &#8211; Direttore de l&#8217;Ernesto</p>
<p>-       Spartaco Ferri &#8211; Partigiano della Divisione Garibaldi</p>
<p>-       Andrea Fioretti &#8211; Comunisti Uniti del Lazio</p>
<p>-       Fabio Marcelli &#8211; Vicesegretario Ass. Internazionale Giuristi  Democratici</p>
<p>-      Mary Rizzo Palestine Think  tank</p>
<p>-      Andrea Torre &#8211; Ist. Naz.  Storia del Mov. di Liberazione in Italia</p>
<p>-       Vladimiro Giacché – Economista</p>
<p>-       Costanzo Preve – Filosofo, Torino</p>
<p>-      Carlo Fabretti &#8211; Matematico, Accademia  della Scienze New York</p>
<p>-       Michela Maffezzoni &#8211; Fondazione Cipriani, Cremona</p>
<p>-       Walter Ceccotti &#8211; Coord. naz. l&#8217;Ernesto</p>
<p>-       Francesco Rozza &#8211; Coord. naz. l&#8217;Ernesto</p>
<p>-       Enrico Sodacci &#8211; Presidente Sumud</p>
<p>-       Maria Grazia Da Costa &#8211; Campo Antimperialista</p>
<p>-       Gualtiero Alunni &#8211; Cpn Prc</p>
<p>-       Ugo Giannangeli – Avvocato, Milano</p>
<p>-       Urbano Boscoscuro &#8211; Cpn Prc</p>
<p>-       Paolo Simonelli &#8211; Cpn Prc</p>
<p>-       Giuseppe Pelazza – Avvocato, Milano</p>
<p>-       Moreno Pasquinelli – Campo Antimperialista</p>
<p>-       Hamza Roberto Piccardo – Direttore www.islam-online.it</p>
<p>-      Tusio De Iuliis – Presidente  “Passage to the South.org”</p>
<p>-       Nuccia Pelazza – Insegnante, Milano</p>
<p>-       Stefania Campetti &#8211; Archeologa</p>
<p>-       Carlo Oliva – Pubblicista</p>
<p>-       Gabriella Solaro – Resp. archivio Ist. Naz. Storia del Mov. di Liberazione  in Italia</p>
<p>-       Giuseppe Zambon – Editore</p>
<p>-       Vainer Burani – Avvocato, Reggio Emilia</p>
<p>-       Cesare Allara – Com. Sol. con il Popolo Palestinese, Torino</p>
<p>-       Umar Andrea Lazzaro – Amministratore www.islam.forumup</p>
<p>-       Sergio Starace – Colletivo Iqbal Masih, Lecce</p>
<p>-       Antonio Stacchiotti – L.u.p.o. Osimo (Ancona)</p>
<p>-       Gian Marco Martignoni – Segreteria provinciale Cgil, Varese</p>
<p>-       Ascanio Bernardeschi – Prc Volterra (PI)</p>
<p>-       Fausto Schiavetto – Soccorso Popolare, Padova</p>
<p>-       Elvio Arancio &#8211; Resp. esteri Per il Bene Comune</p>
<p>-       Aldo Zanchetta – Lucca</p>
<p>-       Marina Minicucci &#8211; Giornalista</p>
<p>-       John Catalinotto &#8211; IAC (USA)</p>
<p>-       Paola Redaelli &#8211; Redazione &#8220;Italia Contemporanea&#8221;</p>
<p>-       Corrado Bertani &#8211; Operatore culturale</p>
<p>-       Stefano Franchi &#8211; Prc Bologna</p>
<p>-       Marco Trapassi &#8211; Direttivo prov. Prc Parma</p>
<p>-       Sergio Ricaldone &#8211; Comitato Mondiale Partigiani della Pace</p>
<p>-       Luciano Giannoni &#8211; Segreteria prov. Pdci Livorno</p>
<p>-       Alexander Hoebel &#8211; Università di Napoli</p>
<p>-       Mirco Solero &#8211; Coord. naz. l&#8217;Ernesto</p>
<p>-       Pio De Angelis &#8211; Coord. naz. l&#8217;Ernesto</p>
<p>-       Mauro Gemma &#8211; Direttore l&#8217;Ernesto online</p>
<p>-       Stefano G. Azzarà &#8211; Università di Urbino</p>
<p>-       Manuela Ausilio &#8211; Comunisti Uniti Lazio</p>
<p>-       Luca Minghinelli &#8211; Campo Antimperialista</p>
<p>-       Massimo Maccagno &#8211; Campo Antimperialista</p>
<p>-       Antonio Mazzeo &#8211; Giornalista</p>
<p>-       Aurelio Fabiani &#8211; Casa Rossa, Spoleto</p>
<p>-       Miguel Urbano &#8211; Scrittore</p>
<p>-       Enrico Mascelloni &#8211; Critico d’arte, Roma</p>
<p><strong>HANNO ADERITO al 23 marzo  2010</strong></p>
<p><strong>Angelo d&#8217;Orsi</strong>, storico Università di  Torino &#8211; <strong>Sergio Manes</strong>, editore  Napoli &#8211; <strong>Nadine Rosa-Rosso</strong>,  insegnante Bruxelles &#8211; <strong>Angelo  Baracca</strong>, Università di Firenze &#8211; <strong>Mohammed Hannoun</strong>, Genova &#8211; <strong>Bassam Saleh</strong>, giornalista palestinese &#8211;   <strong>Federico Della Valle</strong>, Università di  Trieste &#8211; <strong>Marie-Ange Patrizio</strong>,  Psicologa e traduttrice Marsiglia &#8211; <strong>Alain de Benoist</strong>, filosofo Parigi <strong>- Claudio Patrizi</strong>, direttore  AmbienteWeb &#8211; <strong>Antonio Moscato</strong>,  storico &#8211; <strong>Fulvio Grimaldi</strong>,  giornalista &#8211; <strong>Giulio Girardi</strong>,  filosofo e teologo &#8211; <strong>Bruno  Bellerate</strong>, Università &#8220;Roma Tre&#8221; &#8211; <strong>Federico Giusti</strong>, Rsu Cobas Pisa &#8211; <strong>Nella Ginatempo</strong>, sociologa &#8211; <strong>Silvia Cattori</strong>, giornalista svizzera &#8211;  <strong>Curzio Bettio</strong>, Soccorso Popolare  Padova &#8211; <strong>Jean Pestiau</strong>, Università  cattolica di Lovanio &#8211; <strong>Angela Lano</strong>,  giornalista e orientalista &#8211; <strong>Antonella  Balestra</strong>, filosofa &#8211; <strong>Francesco  Zanchini</strong> &#8211; <strong>Luca Maddalena</strong>,  impiegato Vicenza &#8211; <strong>Elio Di Piazza</strong>,  Università di Palermo &#8211; <strong>Mauro  Moretti</strong>, Montecarlo (LU) &#8211; <strong>Enrico  Padovan</strong>, Prc Parma &#8211; <strong>Giulio  Bonali</strong>, Campo Antimperialista Piacenza &#8211; <strong>Roberto Bussinello</strong>, avvocato Verona &#8211;  <strong>Mosé Cervetti</strong>, Lucca &#8211; <strong>Enrico Campofreda</strong>, giornalista &#8211; <strong>Andrea Navoni</strong>, Brescia &#8211; <strong>Romano Galligani</strong>, Firenze &#8211; <strong>Grazia Baccetti</strong>, Firenze &#8211; <strong>Gavino Poggioni</strong> &#8211; <strong>Gilberto Vlaic</strong>, Università di Trieste &#8211;  <strong>Maria Grazia Ardizzone</strong>, Perugia &#8211; <strong>Ramona Monti</strong>, Bagni di Lucca &#8211; <strong>Paloma Monti</strong>, Bagni di Lucca &#8211; <strong>Giustina Arru</strong>, Prato &#8211; <strong>Maurizio Neri</strong>, editore rivista  &#8220;Comunismo e Comunità&#8221; &#8211; <strong>Marco  Beccari</strong>, Comunisti Uniti Friuli &#8211; <strong>Gianni Donaudi</strong> &#8211; <strong>Mila Pernice</strong>, giornalista &#8211; <strong>Badia Benjelloun</strong>, medico &#8211; <strong>Lorenzo Tolari</strong>, Coreglia Antelminelli  (LU) &#8211; <strong>Eduardo Zarelli</strong>, editore &#8211; <strong>Francesco Maringiò</strong>, Com. pol. naz. Prc  &#8211; <strong>Antonella Ricciardi</strong>, giornalista  Caserta &#8211; <strong>Marco Di Branco</strong>, docente  Storia bizantina Università &#8220;La Sapienza&#8221; &#8211; <strong>Giovanni Palmulli</strong>, Foggia &#8211; <strong>Gilbert Charles</strong>, professore di  filosofia in pensione &#8211; <strong>Joe Fallisi</strong>,  tenore Milano &#8211; <strong>Daniela Di Marco</strong>,  studentessa Palermo &#8211; <strong>Cinzia Della  Porta</strong>, presidente circolo Agorà Pisa &#8211; <strong>Valter Lorenzi</strong>, Rete Disarmiamoli! &#8211; <strong>Angelo Caputo</strong>, Comunisti uniti &#8211; <strong>Roberto Gessi</strong>, direttivo GA.MA.DI. &#8211; <strong>Antonio Ginetti</strong>, Pistoia &#8211; <strong>Richard Raymond</strong>, ingegnere Francia &#8211; <strong>Bernardo Fallani</strong>, Segr. prov. Prc  Firenze &#8211; <strong>Renato Caputo</strong>, docente  Roma &#8211; <strong>Gianni Zampieri</strong>, pensionato &#8211;  <strong>Dmitrij Palagi</strong>, coordinatore Giovani  comunisti Firenze &#8211; <strong>Valentina  Paganelli</strong>, Coreglia Antelminelli (LU) &#8211; <strong>Alessandro Petrossi</strong>, Coreglia  Antelminelli (LU) &#8211; <strong>Massimo  Bontempelli</strong>, docente di filosofia Pisa &#8211; <strong>Aldo Manetti</strong>, Consigliere regionale  Toscana Prc &#8211; <strong>Jacopo Borsi</strong>, Com.  pol. fed. Prc Firenze <strong>- Mauro Lenzi</strong>,  assessore comune Colle Val d&#8217;Elsa(SI) &#8211; <strong>Massimo De Santi</strong>, Com. pol. fed. Prc  Livorno &#8211; <strong>Luca Rovai</strong>, assessore  comune Montelupo Fiorentino &#8211; <strong>Paolo  Fattori</strong> &#8211; Com. pol. fed. Prc Prato &#8211; <strong>Renato Cavaretta</strong>, Com. pol. fed. Prc  Grosseto &#8211; <strong>Claudia Rosati</strong>, Com. reg.  Prc Toscana <strong>- Francesco Ricceri</strong>,  Giovani comunisti Firenze, <strong>Marco  Camuffo</strong>, architetto Vicenza &#8211; <strong>Mario  Di Mauro</strong>, Terra e Liberazione (Sicilia) &#8211; <strong>Antonella Fabris</strong>, Montecarlo (LU) &#8211; <strong>Vincenzo Brandi</strong>, ricercatore Roma &#8211; <strong>Zephora Nachite</strong>, Association EPI  Francia &#8211; <strong>Vladimiro Merlin</strong>,  capogruppo Prc comune di Milano &#8211; <strong>Averardo Francesco Taddè</strong> &#8211; <strong>Anna Paola Azzi</strong>, Campo Antimperialista  &#8211; <strong>Lidia Bernardi</strong>, Barga (LU) &#8211; <strong>Luciano Cervetti</strong>, Prato &#8211; <strong>Andrea Parti</strong>, Giovani Comunisti Firenze  &#8211; <strong>Achille Zasso</strong>, Coord. naz.  L&#8217;Ernesto &#8211; <strong>Luca Gorlani</strong>, educatore  Brescia &#8211; <strong>Hadassah Borremann</strong>,  Yechouroun Judaisme contre Sionisme (Belgio) &#8211; <strong>Alma Renata Franceschini</strong>, Soccorso  popolare Padova &#8211; <strong>Alessio Di Florio</strong> &#8211; <strong>Marco Antonio Sechi</strong>, Sassari &#8211; <strong>Aldo Trotta</strong>, dottorando Università di  Urbino &#8211; <strong>Alberto Medina</strong>, Milano &#8211; <strong>Massimo De Santi</strong>, fisico nucleare &#8211; <strong>Boris Bellone</strong>, S. Giorgio di Susa &#8211; <strong>Filippo Simula</strong>, operaio Sardegna &#8211; <strong>Antonio Caracciolo</strong>, Università  &#8220;La Sapienza&#8221;  &#8211; <strong>Pietro Ancona</strong>, società umanitaria  Palermo &#8211; <strong>Marco Giannini</strong>, Borgo a  Mozzano (LU) &#8211; <strong>Gianni La Fleur</strong>, Bagni di Lucca &#8211;  <strong>Tiziano Cardosi</strong>, Rete  Semprecontrolaguerra &#8211; <strong>Tommaso  Spazzali</strong>, Milano &#8211; <strong>Gabriella  Brancaforte</strong> &#8211; <strong>Gabriele Repaci</strong>,  responsabile sindacato SISA &#8211; <strong>Federico  Castelli</strong>, artista Parigi &#8211; <strong>Vittorio  Caroselli</strong>, blogger &#8211; <strong>Francesco  Giordano</strong>, educatore Milano &#8211; <strong>Giorgio  Stern</strong>, Trieste &#8211; <strong>Lorenzo  Marzullo</strong>, presidente com. pol. fed. Pdci Firenze &#8211; <strong>Davide Rossi</strong>, segretario gen. SISA &#8211; <strong>Mariano Orrù</strong> &#8211; <strong>Nicola Coccia</strong>, avvocato, Milano &#8211; <strong>Milena Mottalini</strong>, avvocata Milano &#8211; <strong>Massimo Chironi</strong>, Nugoro &#8211; <strong>Graziano Bianchi</strong>, Campo Antimperialista  Lucca &#8211; <strong>Fatemeh Malekahmadi</strong> &#8211; <strong>Maurizio Timitilli</strong>, Dir. reg. Lazio  Cub-Flaica &#8211; <strong>Piersbitino Deola</strong> &#8211; <strong>Bruno Settis</strong>, studente universitario  Pisa &#8211; <strong>Luigi Zezza</strong>, avvocato &#8211; <strong>Gianluca Farina</strong>, Roma &#8211; <strong>Riccardo Aniello</strong>, Comitato &#8220;Con  la Palestina  nel cuore&#8221; Roma &#8211; <strong>Blanca Clemente</strong>,  Comitato &#8220;Con la  Palestina nel cuore&#8221; Roma &#8211; <strong>Umberto Spallotta</strong> &#8211; <strong>Marcello Bernacchia</strong>, insegnante &#8211; <strong>Mirco Panizzi</strong>, Genova &#8211; <strong>Davide Ridenti</strong> &#8211; <strong>Santiago Zabala</strong>, filosofo Johns Hopkins  University &#8211; <strong>Ennio Abate</strong>, redazione  Poliscritture &#8211; <strong>Ermanno Cerati</strong>,  Sinistra Critica Vicenza &#8211; <strong>Massimiliano  Pezza</strong>, informatico, Barcellona &#8211; <strong>Mauro Murta</strong>, ingegnerev gestionale  Mignanego (GE) &#8211; <strong>Alessia Leonello</strong>,  fotografa &#8211; <strong>Marta Turilli</strong>, Comitato  &#8220;Con la  Palestina nel cuore&#8221; Roma &#8211; <strong>Simone Mazzei</strong> &#8211; <strong>Donato Antoniello</strong>, storico del  movimento operaio e sindacale &#8211; <strong>Claude  Beaulieu</strong>, presidente Comité Valmy &#8211; <strong>Rosanna Ceroni</strong>, educatrice Castiglion  Fiorentino &#8211; <strong>Mario Ubaldo Rossi</strong>,  artista Sulmona &#8211; <strong>Hany Abdelkarem</strong>,  Bolzano &#8211; <strong>Daniele Bianchi</strong>,  Ghivizzano &#8211; <strong>Marcello Tuzzolino</strong>,  avvocato Palermo &#8211; <strong>Mario D&#8217;Acunto</strong>,  fisico Cnr Pisa &#8211; <strong>Mario Gabrielli  Cossellu</strong>, segr. circolo Prc &#8220;Berlinguer&#8221; di Bruxelles &#8211; <strong>Rino Vaccaro</strong> &#8211; <strong>Giuseppe Doneddu</strong>, Università di Sassari  &#8211; <strong>Jan Jensen</strong>, medico Reggio Emilia &#8211;  <strong>Elisabetta Anversa</strong>, Camogli (GE) &#8211;  <strong>Claudio Mazzei</strong>, segretario circolo  Prc Castelnuovo Garfagnana (LU) &#8211; <strong>Vanessa Valdrighi</strong>, coordinatrice  Giovani comunisti Castelnuovo di Garfagnana &#8211; <strong>Marco Ramazzotti Stockel</strong>, Eco (Ebrei  contro l&#8217;occupazione) &#8211; <strong>Silvio  Maddalena</strong>, segretario Colonia Libera Italiana di Neuchatel &#8211; <strong>Andrea Cascioli</strong>, studente Cuneo, <strong>Gian Luigi Bettoli</strong>, storico Spilimbergo  (PN) &#8211; <strong>Marco Mamone Capria</strong>,  Università di Perugia <strong>- Roberto  Fondi</strong>, Università di Siena &#8211; <strong>Pietro  De Renzio</strong> &#8211; <strong>Michele Citoni</strong>,  giornalista e documentarista Roma &#8211; <strong>Cristina Pennavaja</strong> &#8211; <strong>Marina Putzolu</strong> – <strong>Partito Marxista Leninista Italiano</strong> –  <strong>Il Bolscevico </strong>- <strong>Antonello Russo</strong>, Tereglio (LU) &#8211; <strong>Sebastiano Cosenza</strong>, libero  professionista Milano &#8211; <strong>Giacomo  Burresi</strong>, Com. pol. reg. Toscana Prc &#8211; <strong>Ahmed Manai</strong>, Istituto tunisino di  relazioni internazionali &#8211; <strong>Roberto  Lavaselli</strong> &#8211; <strong>Mauro Cipriano</strong>,  Martina Franca &#8211; <strong>Giuseppina Ficarra</strong>,  insegnante Palermo &#8211; <strong>Stefano Di  Ludovico</strong>, insegnante storia e filosofia Milano &#8211; <strong>Paolo Simoncini</strong>, Bagni di Lucca &#8211; <strong>Tiberio Tanzini</strong>, Empoli &#8211; <strong>Ugo Mattei</strong>, Ordinario diritto civile  Università di Torino &#8211; <strong>Julia  Gonzalez</strong>, Marcia mondiale delle donne &#8211; <strong>Enza Biancongino</strong> &#8211; Comitato &#8220;Con  la Palestina  nel cuore&#8221; Roma &#8211; <strong>Tajfun Bajram</strong>,  studente di agraria Piacenza &#8211; <strong>Ornella  Terracini</strong>, Torino &#8211; <strong>Adriana  L&#8217;Altrelli</strong>, insegnante elementare &#8211; <strong>Adriana Chiaia</strong>, redazione casa editrice  Zambon &#8211; <strong>Mario Cocco</strong> &#8211; <strong>Paolina Scoccimarro</strong> &#8211; <strong>Amedeo Curatoli</strong>, redazione  lanostralotta.org &#8211; <strong>Pino Brandi</strong>,  pensionato – <strong>Circolo Prc “Zhukov”</strong> di  Poggibonsi (SI) &#8211; <strong>Andrea Previtali</strong>,  Castelnuovo Garfagnana &#8211; <strong>Djmadoum  Ley-Ngardigal</strong>, segr. gen. Actus-Prpe &#8211; <strong>Luigi Salato</strong>, Comitati di lotta  internazionalista &#8211; <strong>Roberto Di  Marco</strong>, scrittore &#8211; <strong>Michelina  Vultaggio</strong>, docente in pensione &#8211; <strong>Janet Mary Anderson</strong>, traduttrice  Cinisello (MI), <strong>Arianna Ballotta</strong>,  traduttrice Ravenna &#8211; <strong>Giovanni  Sorbello</strong>, reporter e operatore umanitario &#8211; <strong>Enrico Giardino</strong>, Forum Dac &#8211; <strong>Francesco Gerevini</strong>, Cremona &#8211; <strong>Barbara Gagliardi</strong> &#8211; Daniela <strong>Musumeci</strong>, insegnante di filosofia e  storia Palermo &#8211; <strong>Paola Raponi</strong>,  biologa Perugia &#8211; <strong>Libera Mazzoleni</strong>,  artista &#8211; <strong>John Gilbert</strong>, statunitensi  contro la guerra Firenze – Redazione “<strong>Comunismo e Comunità</strong>” &#8211; <strong>Angela Maria Spina</strong>, psicologo Firenze &#8211;  <strong>Graziano Marini</strong>, pittore Todi &#8211; <strong>Francesco Cecchini</strong>, Castelnuovo  Garfagnana &#8211; <strong>Emilio Cecchini</strong>,  Castelnuovo Garfagnana &#8211; <strong>Amalia  Navoni</strong>, coord. Nord Sud del Mondo &#8211; <strong>Marco Piantadosi</strong>, impiegato Asti &#8211; <strong>Filippo Del Genio</strong>, Otd-agricolo Ruffano  (LE) &#8211; <strong>Oliviero Calcagno</strong>, operatore  culturale &#8211; <strong>Simone Lepore</strong>,  Università &#8220;Federico II&#8221; Napoli &#8211; <strong>Giuseppe Sini</strong>, studente Sassari &#8211; <strong>Marco Rivarolo</strong>, Genova &#8211; <strong>Elia Puddu</strong> &#8211; <strong>Gian Paolo Vallati</strong>, regista e  architetto Roma &#8211; <strong>Alessandra Colla</strong>,  pubblicista &#8211; <strong>Maria Bassu </strong>- <strong>Francesca Ricci</strong>, impiegata Siena &#8211; <strong>Mirella De Gregorio</strong>, Milano &#8211; <strong>Roberto Caimmi</strong>, ricercatore Università  di Padova &#8211; <strong>Francesco Tiritto</strong>,  pensionato Rho (MI) &#8211; <strong>Sergio Nessi</strong>,  coordinatore Lombardia Ass. amicizia Italia-Cuba &#8211; <strong>Paolo Higini</strong>, professore e scrittore  Barcellona &#8211; <strong>Luca Giordano Poli</strong>,  operaio metalmeccanico &#8211; <strong>Rosario  Attanasio</strong>, operaio Gallipoli, <strong>Maria  Ingrosso</strong>, insegnante Lecce &#8211; <strong>Luciano  Graziuso</strong>, studente universitario Lecce, <strong>Giovanni Seclì</strong>, insegnante Lecce &#8211; <strong>Alessandro Attanasio</strong>, geometra  Gallipoli &#8211; <strong>Gabriella Grasso</strong>, Milano  &#8211; <strong>Jose Luis Fernandez Garcia</strong> &#8211; <strong>Francesco Andreini</strong>, capogruppo Prc  comune di Siena &#8211; <strong>Luca Debenedettis</strong>,  assistente di volo Brindisi &#8211; <strong>Carmela  Ieroanni</strong> &#8211; <strong>Alfonso Marzocchi</strong> &#8211;  <strong>Raffaele Guidugli</strong>, Molazzana (LU) &#8211;  <strong>Lori Camboni</strong>, impiegata Brighton  (GB), <strong>Gianluigi Maddalena</strong>, Vicenza &#8211;  <strong>Laura Dalle Molle</strong>, Vicenza &#8211; <strong>Evelina Bianchi Parissenti</strong>, Milano &#8211; <strong>Federico Dal Cortivo</strong> &#8211; <strong>Oronzo Mario Schena</strong>, Rdb Brindisi &#8211; <strong>Paolo Felici</strong>, tecnico Telecom &#8211; <strong>Giuseppe Galati</strong>, Università Roma Tor  Vergata &#8211; <strong>Liliana Frascati</strong>,  sindacalista &#8211; <strong>Francesco Guadagni</strong>,  giornalista pubblicista &#8211; <strong>Antonio  Castellarin</strong>, pensionato Vicenza &#8211; <strong>Simone Bilotta</strong>, Faenza &#8211; <strong>Stefano Cordiviola</strong> &#8211; <strong>Giuseppe Bartolomeo</strong> &#8211; <strong>Carlo Basso</strong> &#8211; <strong>Monica Zucchetti</strong>, tecnico informatico &#8211;  <strong>Piersabatino Deola</strong> &#8211; <strong>Matteo Volpe</strong> &#8211; <strong>Simone Florio</strong>, dottorando Scienze per  la Pace</p>
<p><strong>Per firmare l&#8217;appello scrivere a</strong></p>
<p><a title="mailto:giulemanidalliran@alice.it Ctrl + clic per seguire il collegamento" href="wlmailhtml:{D957D2CA-56B7-419B-9AD8-A0F81FE918B3}mid://00000107/!x-usc:mailto:giulemanidalliran@alice.it"><strong>giulemanidalliran@alice.it</strong></a></p>
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		<title>Boicottaggio dello Stato sionista &#8211; lista dei prodotti</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 15:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordiamo che la campagna di boicottaggio dello Stato sionista d&#8217;Israele è sempre in atto
http://www.boicottaisraele.it/files/index.php
Lo stato di Israele dal 1948 attua una sistematica pulizia etnica dei palestinesi, ai quali ha sottratto case, villaggi, terre, acqua, vita e dignità umana, secondo un piano concepito e attuato dai coloni sionisti fin dal 1882. Boicottandol’economia israeliana darai un concreto aiuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordiamo che la campagna di boicottaggio dello Stato sionista d&#8217;Israele è sempre in atto</p>
<p><a href="http://www.boicottaisraele.it/files/index.php">http://www.boicottaisraele.it/files/index.php</a></p>
<div style="text-align: justify; font-style: italic;">Lo stato di Israele dal 1948 attua una sistematica pulizia etnica dei palestinesi, ai quali ha sottratto case, villaggi, terre, acqua, vita e dignità umana, secondo un piano concepito e attuato dai coloni sionisti fin dal 1882. Boicottando<a style="color: #5588aa; text-decoration: none;" href="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SiK6HUmqHGI/AAAAAAAAJg8/_xc8BUKgQds/s1600-h/729-1.gif" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5342036742967532642" style="margin-top: 0pt; margin-right: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 119px; height: 65px; border-width: 0px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_4KXfWAeYK2A/SiK6HUmqHGI/AAAAAAAAJg8/_xc8BUKgQds/s200/729-1.gif" border="0" alt="" /></a>l’economia israeliana darai un concreto aiuto al popolo palestinese e alla causa dell’unità araba, la sola politica che possa riportare la pace in tutto il Medio Oriente e ridare speranza a quelle sventurate popolazioni, la cui sorte grava sulla nostra coscienza di europei. La tesi dei due Stati per due popoli è un miserabile inganno ordito da politici che vogliono ingannare la gente semplice sapendo di ingannare. L’unica ipotesi praticabile è quello di uno Stato Unico con parità ed eguaglianza di diritti, dove palestinesi musulmani, ebrei e cristiani imparino a vivere in pace.</div>
<div style="text-align: justify; font-style: italic;"></div>
<div style="text-align: justify; font-style: italic;"></div>
<div style="text-align: justify; font-style: italic;"><big><strong>Lista prodotti israeliani:</strong></big><br />
AHAVA: prodotti estetici e dermatologici distribuiti in Italia da P.M.<br />
CHEMICALS S.R.L./Milano<br />
AMCOR: purificatori e condizionatori d&#8217;aria, insetticidi<br />
ALBATROSS: fax e sistemi di posta elettronica<br />
CANTINE BARKAN Ltd: vini con etichetta Reserved, Barkan e Village<br />
CANTINE DELLE ALTURE DEL GOLAN: vini con etichetta Yarden, Gamla e Golan distribuiti in Italia da GAJA DISTRIBUZIONE, Barbaresco (Cuneo)<br />
CARMEL: prodotti d&#8217;esportazione come avocados, fiori recisi e succhi di frutta<br />
CALVIN KLEIN: alcuni capi di vestiario sono realizzati in Israele<br />
DATTERI DELLA VALLE DEL GIORDANO varietà Medjoul e Deglet Nour<br />
EPILADY/MEPRO: epilatori<br />
HALVA: barrette di sesamo<br />
INTEL: microprocessori e periferiche<br />
JAFFA: agrumi<br />
MOTOROLA: prodotti di irrigazione e fertilizzanti<br />
MUL-T-LOCK Ltd: porte blindate, serrature di sicurezza, cilindri e attrezzature<br />
NECA: saponi<br />
PRETZELS: snack salati della Beigel<br />
SALI DEL MAR MORTO: prodotti cosmetici<br />
Società Gitto Carmelo e Figli Srl di Messina: ha costruito una strada che passa nei territori occupati ed è a solo uso dei coloni<br />
SODA-CLUB Ltd.: sistemi per carbonare e sciroppi per la preparazione di<br />
soda e soft drinks<br />
SOLTARN Ltd: pentole e tegami in acciaio antimacchia<br />
VEGGIE PATCH LINE: hamburger di soia e prodotti alternativi</p>
<p>Generi : marche</p>
<p>Abbigliamento: Ask Retailer; Gottex, Gideon Oberson, Sara Prints, Calvin Klein<br />
Aromi e spezie: MATA, Deco-Swiss, Israel Dehydration Co. Ltd.<br />
Bevande: Askalon, Latroun, National Brewery Ltd., Carmel, Eliaz Benjamina<br />
Ltd., Montfort, Yarden Vineyards, International Distilleries of Israel<br />
Ltd. (Sabra), Gamla, Hebroni<br />
Budini: OSEM, MATA, Israel Edible Products Ltd. -Telma<br />
Cipolle: Beit Hashita, Carmit, Sunfrost<br />
Formaggi: Kfir Bnei-Brak Dairy Ltd., Tnuva, Central Co-op, MATA, Haolam<br />
Frutta: Assis Ltd., Carmel Medijuice, NOON, PRI-TAIM, Agrexco USA Ltd.,<br />
Yakhin, PRI-ZE, FIT (Federation of Israel Canners), Jaffy&#8217;s Citrus<br />
Products<br />
Prodotti a base di pomodoro: FIT, Medijuice, Pardess, Yakhin, VITA<br />
Prodotti dolciari (caramelle e noccioline): Carmit, Elite, Geva, Rimon,<br />
Karina, Lieber, Oppenheimer, OSEM, Taste of Israel, Israel Edible<br />
Products &#8211; Telma<br />
Olive: Beit Hashita, H&amp;S Private Label, Shan Olives Ltd. (Hazayith)<br />
Marmellate, conserve, sciroppi, miele e frutta candita: Assis Ltd., I&amp;B<br />
Farm Products, Meshek Industries (Beit Yitshak 778) Ltd., VITA<br />
Pesce: Noon, Yonah, Carmel, Ask retailer/frozen fillets<br />
Prodotti a base di tacchino: Hod Lavan, Soglowek, Yarden, Ask retailer/butcher/Deli<br />
Prodotti dietetici: Elite, Froumine, OSEM, Israel Edible Products &#8211; Telma, Kedem, Afifit Ltd., Magdaniat Hadar Ltd., Tivon<br />
Prodotti di forneria: Affifit Ltd., Barth, Elite, Einat, Froumine, Hadar, Israel Edible Products &#8211; Telma, Magdaniat Hadar Ltd., OSEM, Taste of Israel</p>
<p>Prodotti vegetali:<br />
Yakhin, PRI-TAIM, PRI-ZE Growers/MOPAZ, Sanlakol, Carmelit Portnoy, Tapud, Sun Frost<br />
Salse per pizza: Jaffa-Mor, VITA, H&amp;S Private Label, MATA<br />
Zuppe, salse e dadi: Israel Edible Products Ltd. &#8211; Telma, OSEM, MATA, Gourmet Cuisine.</p>
<p>Software e componenti per computer: Four M, Cimatron, Eliashim Micro Computers, Sintel, Ramir (Adacom), Rad, Orbotech, Shatek, Scitex, 4th Dimension Software Ltd., magic Software, 32-bit</p></div>
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		<title>Appello per l&#8217;introduzione nel codice penale italiano del reato di tortura</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2010/02/raccolta-di-firme-per-lintroduzione-del-reato-di-tortura-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 13:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>direttore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campagne in corso]]></category>

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		<description><![CDATA[
Umiliare, ferire, piegare, carpire, &#8230; lasciare il segno
la tortura 
una pratica incivile diffusa anche nel nostro Paese dove non è ancora reato. Ho firmato la petizione di ACAT per mio marito Abou ElKassim Britel che i segni della tortura li porta in sé, per tutti quelli che ne sono vittime, per i diritti degli esseri umani e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href='http://www.islam-online.it/2010/02/raccolta-di-firme-per-lintroduzione-del-reato-di-tortura-in-italia/' ><img src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/images8.jpg" style="border:0; float:left; margin: 0 1em .5em 0;" alt="Appello per l&#8217;introduzione nel codice penale italiano del reato di tortura" title="Appello per l&#8217;introduzione nel codice penale italiano del reato di tortura"/></a>
<p><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;">Umiliare, ferire, piegare, carpire, &#8230; lasciare il segno</span></p>
<p style="text-align: center;">la tortura <br style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;" /></p>
<p><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;">una pratica incivile diffusa anche nel nostro Paese dove non è ancora reato.</span><br style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;" /><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;"> </span><br style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;" /><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;">Ho firmato la petizione di ACAT per mio marito Abou ElKassim Britel</span><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;"> che i segni della tortura li porta in sé</span><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;">, per tutti quelli che ne sono vittime, </span><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;">per i diritti degli esseri umani e </span><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;">per la fine dell&#8217;impunità.</span><br style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;" /><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;"><br />
Leggete, firmate e diffondete, grazie   <br />
                   khadija anna l. pighizzini</span><br style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;" /><br style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;" /><a rel="nofollow" href="http://www.giustiziaperkassim.net/" target="_blank"><span style="font-family: courier new, monospace; color: #666666;">www.giustiziaperkassim.net</span></a></p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"> <strong>La petizione è ampiamente descritta nel  sito web</strong> <strong>www.acatitalia.it</strong> all’indirizzo</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a href="http://www.acatitalia.it/?q=node/98">http://www.acatitalia.it/?q=node/98</a></p>
<div class="gmail_quote">
<div style="word-wrap: break-word;">
<div>
<div>
<blockquote>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">È possibile aderire alla petizione:</div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt 28.05pt"><span style="FONT-FAMILY: Symbol">·<span style="LINE-HEIGHT: normal; FONT-VARIANT: normal; FONT-STYLE: normal; FONT-SIZE: 7pt; FONT-WEIGHT: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal">         </span></span><strong>con la firma on line </strong></div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt 28.05pt"><span style="FONT-FAMILY: Symbol">·<span style="LINE-HEIGHT: normal; FONT-VARIANT: normal; FONT-STYLE: normal; FONT-SIZE: 7pt; FONT-WEIGHT: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal">         </span></span><strong>scaricando il modulo</strong> (allegato) e raccogliere TANTISSIME firme da inviare ad ACAT.</div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt"> </div>
<div style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt">Ricordo che  il tempo per la raccolta delle firme è stato <strong>prolungato fino a fine febbraio</strong></div>
<p> </p>
<p> </p></blockquote>
</div>
</div>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
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