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	<title>Islam-online &#187; Abdul Kabir Aliotta</title>
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	<description>Rivista islamica</description>
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		<title>Che colore per gli Uiguri?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 02:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono 160, forse molti di più i morti nella feroce repressione scatenata dalla rivolta degli uiguri, la minoranza musulmana che vive in quello che i cinesi chiamano Xinjiang e che per la gente locale è il Turkmenistan orientale. Il fatto scatenante non è ben chiaro, si è parlato dell&#8217;uccisione di due giovani uiguri vittime di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/uiguri.jpg" alt="" width="127" height="81" />Sono 160, forse molti di più i morti nella feroce repressione scatenata dalla rivolta degli uiguri, la minoranza musulmana che vive in quello che i cinesi chiamano Xinjiang e che per la gente locale è il Turkmenistan orientale.</p>
<p>Il fatto scatenante non è ben chiaro, si è parlato dell&#8217;uccisione di due giovani uiguri vittime di una tensione probabilmente generata da conflitti sul mercato del lavoro. La verità è che da molti anni le popolazioni uigure vivono in un clima di forte discriminazione e i loro movimento teso ad ottenere maggiori diritti e il rispetto della loro specificità è duramente represso.</p>
<p>Temiamo purtroppo che nonostante l&#8217;assoluta gravità della crisi, non avremo in questo caso neppure una pallida imitazione della solidarietà politico-mediatica  concessa alla cosidetta &#8220;onda verde&#8221; iraniana e neppure quella che gratificò l&#8217;ultima rivolta tibetana, con minacce di boicottaggio dei giochi olimpici e gran schieramento di gente di spettacolo e atleti in suo favore.</p>
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		<title>&#8216;Occidente e l’invenzione dell’Islam “moderato”</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 22:49:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[di Stefano Di Ludovico Anche Obama, nel tanto celebrato discorso al Cairo di qualche settimana fa, ne aveva riparlato: dialogo sì, ma solo con l’Islam “moderato”. Stesso discorso ancora più recentemente per le elezioni in Iran. E’ il ritornello che da anni, da quando l’Occidente si è trovato di fronte ad una realtà che, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="display: block;">
<p>di Stefano Di Ludovico</p></div>
<p>Anche Obama, nel tanto celebrato discorso al Cairo di qualche settimana fa, ne aveva riparlato: dialogo sì, ma solo con l’Islam “moderato”. Stesso discorso ancora più recentemente per le elezioni in Iran. E’ il ritornello che da anni, da quando l’Occidente si è trovato di fronte ad una realtà che, con suo sommo stupore, si è dimostrata refrattaria ai suoi valori e al suo modello di sviluppo, sentiamo ripeterci. Ma cosa sarebbe mai questo Islam “moderato”? Chi sarebbero mai questi musulmani “moderati”, i soli verso i quali sarebbero possibili il dialogo, l’integrazione, l’accoglienza?<br />
A dare un’occhiata alla storia dell’Islam, si trovano, come è normale riguardo alle religioni che possono vantare una storia più che millenaria, correnti, scuole e tradizioni le più varie e disparate (sunniti, sciiti, ismailiti, wahhabiti e via di questo passo), ma di questi “moderati” pare proprio non ci sia traccia. Ma allora da dove sbucano fuori? Alla fine, da null’altro che dall’arrogante pretesa di noi occidentali a che tutti si adeguino, con le buone o le cattive, ai nostri valori ed alla nostra visione del mondo, pena l’impossibilità del dialogo e la conseguente messa al bando, con buona pace di quella tolleranza di cui pure la nostra civiltà tanto si fa vanto. Il musulmano “moderato” sarebbe quindi quel musulmano che, in ultima analisi, si “modera” nel rigoroso rispetto dei precetti della sua fede per abbracciare i valori e i modi di vita occidentali; insomma, il musulmano che rinuncia alla sua più profonda identità per far propria la nostra. Ecco l’islamico “moderato”.<br />
Ma si poteva inventare un’espressione più ipocrita e farisaica di questa? Uno o è musulmano, o non lo è: che significa, infatti, esserlo ma… con “moderazione”? E perché mai un simile appellativo non si è soliti usarlo anche per i cristiani? O per i buddisti? Abbiamo mai sentito parlare di cristiani “moderati”, di buddisti “moderati”? No. E sicuramente un cristiano o un buddista autentici si sentirebbero a ragione presi in giro ad essere appellati in questo modo. Perché mai uno dovrebbe “moderarsi” in ciò che costituisce la sua ragion d’essere fondamentale? La verità è che, come accennato, i musulmani sono i più restii ad accettare supinamente il processo di occidentalizzazione in atto a livello planetario, e allora per loro non si è trovato di meglio che coniare questa ridicola espressione. Ma a questo punto anche nei paesi islamici potrebbero usare lo stesso epiteto per qualificare quei cristiani che, temendo di incorrere negli strali dei musulmani, venissero meno al rispetto dei precetti dello loro fede e facessero propri i costumi islamici in uso in quei paesi; tali cristiani dovrebbero essere chiamati dai musulmani “cristiani moderati”; mentre per noi evidentemente, avendo essi abbracciato costumi espressione ai nostri occhi di tutto fuorché di “moderatismo”, altro non sarebbero che dei novelli estremisti, nonché rinnegati e apostati! E allora perché mai i musulmani che sono da noi non dovrebbero anche loro sentirsi tali e ritenersi offesi da simili appellativi?<br />
Del resto l’espressione “islam moderato” fa il passo con quella di “islam italiano”, anch’essa in voga da un po’ di tempo a questa parte nel nostro paese, messa in circolazione innanzi tutto dai nostri politici, che hanno più volte manifestato l’intenzione di favorire la nascita, appunto, di un “islam italiano”. Anche qui, il ricorso alla storia e, in questo caso, alla geografia, non ci aiuta: conosciamo islamici che sono venuti a vivere in Italia; così come italiani convertitisi all’Islam: ma allora cosa sarà mai questo “islam italiano”? Ormai lo abbiamo capito: si tratta sempre, per gli islamici che sono nel nostro paese, di abbandonare barbe lunghe, velo e kebab e far propri i nostri costumi; insomma, diventare bravi italiani e radersi, mettere su jeans a vita bassa con mutande rigorosamente in bella vista e mangiare gustosi hamburger da McDonald’s. Ci manca solo che gli imponiamo di andare a messa la domenica anziché in moschea il venerdì così sì che diventeranno italiani tutti d’un pezzo, senza nemmeno più quell’ “islamici” che proprio non riusciamo a mandar giù! Ma ce le immaginiamo le reazioni qui da noi se, supponiamo, le autorità iraniane, pakistane, o magari saudite, se ne uscissero con la volontà di dar vita, nei loro rispettivi paesi, ad un “cristianesimo iraniano”, un “cristianesimo pakistano”, o un “cristianesimo saudita”? Il Papa interverrebbe prontamente – e a ragione – a scomunicare gli eventuali adepti di tali nuovi culti, dato che nell’attuale panorama della dottrina cattolica essi non risultano affatto!<br />
L’ipocrisia e la dabbenaggine dell’Occidente raggiungono poi il culmine in rapporto alla politica estera: qui abbiamo i paesi islamici “moderati” (o arabi “moderati”, se il campo è ristretto ai soli paesi di lingua araba) e quelli che… non lo sono e non si sa bene come definire (stati “fondamentalisti”? “Estremisti”? “Canaglia”?). Ad esempio l’Egitto sarebbe uno stato arabo “moderato”; la Siria no. L’Arabia Saudita, dove le donne manco possono guidare la macchina, è un paese islamico “moderato”, l’Iran, dove le donne vanno all’università e siedono in Parlamento, no. Anche qui, che mai vorrà dire “paese moderato”? Semplice: siccome in politica estera valgono solo le relazioni esterne e di ciò che accade all’interno di un determinato paese non ce ne importa nulla, l’Egitto e l’Arabia che ci rispettano e riveriscono sarebbero “moderati”, quelli che si permettono di fare di testa loro e vogliono andare avanti per la loro strada, no. I primi possono far marcire gli oppositori nelle carceri e relegare le donne in casa (che “moderatismo”…), negli altri bisogna esportare la democrazia perché finalmente si “moderino” un po’. Con lo stesso metro si giudicano le competizioni elettorali che si svolgono in tali paesi: nelle appena trascorse elezioni presidenziali iraniane, Moussavi, perché voleva un avvicinamento all’Occidente, era il candidato “moderato”, Ahmadinejad che voleva proseguire nella sua politica indipendente, il candidato “estremista”. Cosa volessero in merito a tante altre faccende non contava nulla in rapporto allo standard occidentale di “moderazione”. Ma che accadrebbe se, ipotizziamo, il governo tedesco e quello austriaco si mettessero a fare l’uno una politica amica nei nostri confronti, l’altro una politica ostile, e il governo italiano se ne uscisse appellando la Germania quale “paese tedesco moderato” e l’Austria “paese tedesco fondamentalista”? Non saremmo coperti di ridicolo? Quando mai nelle relazioni internazionali si è usato un simile vocabolario?<br />
Alla fine, a noi pare evidente che se oggi c’è qualcuno che si deve “moderare”, contenere, darsi insomma una regolata, questi è proprio l’Occidente, nella sua smania di voler imporre il suo modello di civiltà all’intero globo fagocitando e omologando tutto ciò che gli si presenta come diverso e osa opporgli resistenza. Ci vuole proprio una bella faccia tosta – la nostra – a pretendere dagli altri “moderazione” quando non ne siamo capaci noi; a cercare negli altri i “moderati” che noi occidentali non siamo mai stati.</p>
<p>Fonte: movimentozero</p>
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		<title>“La necessità del boicottaggio culturale d&#8217;Israele” di Ilan Pappe</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 22:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ilan Pappe* “La necessità del boicottaggio culturale” Se c’è qualcosa di nuovo nella storia senza fine della Palestina è l’evidente mutamento dell’opinione pubblica nel Regno Unito. Ricordo l’arrivo in questa isola nel 1980 quando, dato il mio sostegno alla Palestina, ero stato relegato a sinistra e in essa ad una sezione molto particolare e a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><a rel="attachment wp-att-409" href="http://www.islam-online.it/?attachment_id=409"><img class="alignleft size-full wp-image-409" title="boicotta Israele" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/boicotta-Israele1.jpg" alt="boicotta Israele" width="242" height="391" /></a>Ilan Pappe*</h1>
<p><strong>“La necessità del boicottaggio culturale”</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Se c’è qualcosa di nuovo nella storia senza fine della Palestina è l’evidente mutamento dell’opinione pubblica nel Regno Unito. Ricordo l’arrivo in questa isola nel 1980 quando, dato il mio sostegno alla Palestina, ero stato relegato a sinistra e in essa ad una sezione molto particolare e a una corrente ideologica. Il trauma del dopo-olocausto e il complesso di colpa, gli interessi economici e militari e la buffonata di Israele come unica democrazia in tutto il Medio Oriente,  hanno giocato tutti un ruolo importante nel fornire un’immunità allo stato di Israele.</p>
<p>Molto poco è stato fatto, così sembra, da uno stato che aveva privato dei propri averi metà della popolazione originaria della Palestina, demolito metà dei loro villaggi e città, discriminato la minoranza tra coloro che vivevano all’interno dei suoi confini in un sistema di apartheid e ne ha isolato due milioni e mezzo entro enclave soggetti ad una dura ed oppressiva occupazione militare.</p>
<p>Quasi trent’anni dopo sembra che tutti questi filtri e diaframmi siano stati rimossi. L’ampiezza della pulizia etnica del 1948 è ben nota, la sofferenza della gente nei territori occupati è stata testimoniata e descritta perfino dal presidente degli Stati Uniti come feroce e disumana. Analogamente, la distruzione e lo spopolamento dell’area della grande Gerusalemme viene evidenziata giornalmente, come pure il carattere razzista delle politiche applicate nei confronti dei palestinesi in Israele  vengono frequentemente criticate e condannate.</p>
<p>Oggigiorno nel 2009 la realtà è stata descritta dalle UN come “una catastrofe umana”. Settori consapevoli e attenti della società britannica conoscono benissimo chi è responsabile e ha prodotto questa catastrofe. Ciò non è più connesso a circostanze indefinite, o al “conflitto” – viene visto con chiarezza  come il risultato delle politiche israeliane nel corso degli anni. Quando l’Arcivescovo Desmond Tutu venne interpellato sulla sua reazione a ciò che aveva visto nei Territori Occupati,  egli fece notare con tristezza che era stato peggio dell’apartheid. Dovrebbe intendersene.</p>
<p>Come nel caso del Sud Africa, questa gente rispettabile, sia a livello individuale che come componenti di organizzazioni, esprime ad alta voce la propria indignazione per il proseguire della oppressione, della colonizzazione, della pulizia etnica e del far morire di fame in Palestina. Essi stanno cercando il modo per rendere evidente la loro protesta e alcuni sperano perfino di convincere i loro governanti a cambiare la loro vecchia politica di indifferenza e di inerzia di fronte al proseguire dello scempio della Palestina e dei palestinesi. Molti tra loro sono ebrei, in quanto queste atrocità sono compiute in loro nome secondo la logica dell’ideologia sionista, e un numero considerevole tra loro sono veterani delle passate lotte sociali nel loro paese per cause equivalenti nel mondo. Essi non sono più limitati ad un partito politico e sono di ogni estrazione sociale.</p>
<p>Il governo britannico non ha fatto tanta strada. Esso fu inerte anche quando, in questo paese, il movimento anti-apartheid chiese che esso imponesse sanzioni al Sud Africa. Occorsero diverse decine di anni perché questo attivismo dal fondo raggiungesse il vertice politico. Sta richiedendo un tempo maggiore nel caso della Palestina: senso di colpa a proposito dell’olocausto, narrazioni storiche distorte, e contemporaneamente il travisamento di Israele come una democrazia che  ricerca la pace e i palestinesi come eterni terroristi islamici sono fattori che hanno bloccato il flusso dello slancio popolare. Ma sta cominciando a trovare la propria strada, ad essere presente, nonostante l’accusa continua di essere ogni richiesta di questo tipo anti-semitica, oltre alla demonizzazione dell’islam e degli arabi. Il terzo settore, quell’importante collegamento tra le agenzie civili e quelle governative, ci ha mostrato la via.. Un sindacato dopo l’altro, un gruppo professionale dopo l’altro, hanno inviato recentemente un chiaro messaggio: adesso basta. E’ stato fatto nel nome della decenza, della umana moralità e di un basilare impegno civile per non restare inattivi di fronte alle atrocità del tipo di quelle che Israele ha e sta ancora commettendo a carico del popolo palestinese.</p>
<p>In questi ultimi otto anni la politica criminale di Israele si è intensificata e gli attivisti palestinesi hanno ricercato mezzi nuovi per confrontarsi  con essa. Hanno provato di tutto, scontro armato, guerriglia, terrorismo e diplomazia: nulla è servito. E non si sono ancora arresi e ora stanno proponendo una strategia non-violenta – quella del boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Con questi mezzi desiderano persuadere i governanti occidentali di salvare da una catastrofe imminente e da uno spargimento di sangue non solo loro, ma ironicamente anche gli ebrei di Israele. Questa strategia ha generato l’appello per il boicottaggio culturale di Israele. Questa richiesta  è invocata da ogni parte della realtà  palestinese: dalla società civile sotto occupazione e dai palestinesi in Israele. E’ appoggiata dai profughi palestinesi ed è portata avanti dai membri delle comunità palestinesi in esilio. E’ giunta nel momento opportuno ed ha dato modo alle persone e alle organizzazioni nel Regno Unito di esprimere la loro ripugnanza per le politiche israeliane e allo stesso tempo è una strada per prendere parte alla pressione globale sul governo perché modifichi la sua politica consistente nel fornire immunità all’impunità sulla terra.</p>
<p>E’ sconcertante che questo cambiamento della opinione pubblica non ha avuto finora un impatto sulla politica; ma d’altra parte abbiamo ricordato la via tortuosa che dovette percorrere la campagna contro l’apartheid prima che divenisse un fatto politico. Inoltre, è importante ricordare come, a Dublino, due donne coraggiose, lavorando duramente sulle cassiere in un supermercato locale, furono le prime che dettero inizio a un vasto movimento di svolta con il rifiutarsi di vendere beni del Sud Africa. Ventinove anni più tardi, la Gran Bretagna arruolò altri nell’imporre sanzioni sull’apartheid. Così, mentre i governi sono indecisi per motivi cinici, per paura  di essere accusati di anti-semitismo o forse attribuibili a inibizioni islamofobiche, cittadini e attivisti, simbolicamente e fisicamente, fanno del loro meglio per informare, protestare e reclamare. Essi fanno una campagna più organizzata, quella del boicottaggio culturale, o possono associare i loro sindacati in una politica coordinata di pressione. Possono utilizzare anche il loro nome o la loro fama per  indicare a noi tutti che a questo mondo un popolo rispettabile non può accettare ciò che Israele fa e ciò che esso rappresenta. Essi non sono in grado di sapere se la loro attività determinerà un mutamento immediato o se potrebbero essere così fortunati da vedere una trasformazione durante la loro vita.  Ma nel loro personale libro riferito a chi sono e a ciò che hanno fatto in vita, come pure secondo l’occhio inclemente del giudizio della storia, essi potrebbero essere annoverati insieme a tutti coloro che non sono rimasti indifferenti quando la disumanità ha imperversato nelle loro stesse nazioni o altrove mascherata da democrazia.</p>
<p>D’altro canto, in questo paese cittadini, in particolar modo quelli più conosciuti, che continuano a far circolare, molto spesso non per ignoranza o per altri motivi più biechi, la favola di Israele come società di cultura occidentale o come “l’unica democrazia in Medio Oriente”, sbagliano e non solo dal punto di vista dei fatti. Essi forniscono l’immunità ad una delle maggiori barbarie del nostro tempo. Alcuni tra loro pretendono che si dovrebbe lasciare la cultura fuori dalle vicende politiche. Questo approccio alla cultura israeliana e a quella accademica come se fossero entità separate  dall’esercito, dall’occupazione e dalla distruzione è moralmente perverso e logicamente morto e sepolto. Alla fine, un giorno l’indignazione prorompente dal basso, anche nella stessa Israele, farà mettere in campo una nuova politica – l’attuale Amministrazione U.S. sta già mostrando i primi segni di ciò. La Storia non ha guardato in modo benigno quei produttori cinematografici che hanno collaborato con il senatore U.S. Joseph McCarthy negli anni 1950 o che hanno avvallato l’apartheid. Un atteggiamento analogo assumerebbe nei confronti di coloro che ora stanno in silenzio a proposito della Palestina.</p>
<p>Un bel caso relativo alla questione è successo a Edimburgo il mese scorso. Il produttore cinematografico Ken Loach ha condotto una campagna contro le relazioni istituzionali e finanziarie che il film festival della città aveva avuto con l’ambasciata d’Israele. Un tale atteggiamento aveva lo scopo di inviare un messaggio secondo il quale l’ambasciata non rappresenta solo i produttori cinematografici di Israele, ma anche i suoi generali che hanno massacrato il popolo di Gaza, i suoi aguzzini che torturano i palestinesi nelle carceri, i suoi giudici che hanno mandato in prigione 10.000 palestinesi – la metà di loro bambini – senza processo, i suoi sindaci razzisti che vogliono espellere gli arabi dalle loro città, i suoi architetti che costruiscono muri e barriere per isolare il popolo ed impedire che esso raggiunga i propri campi, le scuole, i cinema e gli uffici e i suoi politici che elaborano tuttora strategie per portare a termine la pulizia etnica della Palestina che essi iniziarono nel 1948. Ken Loach  ha pensato che solo un appello al boicottaggio del festival nel suo insieme riporterebbe i suoi direttori ad un senso e a una visione morale. Egli ha avuto ragione;  fatto,  perché la questione è così ben definita e l’intervento così puro e semplice.</p>
<p>Non ci si deve sorprendere che si sia sentita una voce contraria. Questa è una continua battaglia che non si sarebbe vinta facilmente. Mentre scrivo queste parole, noi commemoriamo il 42-mo anno dell’occupazione israeliana – la più lunga e una delle più crudeli nei tempi moderni. Ma il tempo ha fornito anche la lucidità necessaria per tali scelte. Ciò lo si deve al fatto che l’azione di Ken fu immediatamente efficace; in seguito perfino questo non sarebbe necessario. Uno dei suoi critici cercò di puntualizzare il fatto che in Israele alla gente piacciono i film di Ken, quindi tutto quanto risultava come una forma di ingratitudine. Posso assicurare questo critico che quelli tra noi che guardano i film di Ken sono anche quelli che lo salutano per il suo coraggio e, a differenza di questo critico, noi non pensiamo che questo fatto equivalga a sollecitare la distruzione di Israele, ma lo riteniamo piuttosto come l’unico modo per salvare gli ebrei e gli arabi che vivono là. Ma, in ogni modo, è difficile prendere seriamente una tale critica quando viene associata  alla descrizione dei palestinesi come un’entità terroristica e Israele come una democrazia al pari della Gran Bretagna. La maggior parte di noi nel Regno Unito si è allontanata molto da tali scemenze propagandistiche ed è in grado di mutare atteggiamento. Ora stiamo aspettando che il governo di questa isola risponda per le rime.</p>
<p>*Ilan Pappe</p>
<p>ha la cattedra nel Dipartimento di Storia</p>
<p>all’Università di Exeter (UK)</p>
<p>Pulse Media &lt; <a href="http://pulsemedia.org/">http://pulsemedia.org/</a>&gt;</p>
<p>(traduzione: mariano mingarelli)</p>
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		<title>Per non dimenticar Srebrenica</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/07/384/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 18:56:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Islam]]></category>

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		<description><![CDATA[Mustafa Ceric, gran Mufti della Bosnia&#8230; Ricorre l’11 luglio l’anniversario del massacro di Srebrenica , quando nel 1995, ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani furono trucidati dai serbi del gen. Mladic e da irregolari ai suoi ordini. Nell’approssimarsi di questa ricorrenza il mufti della Bosnia, Mustafa Ceric ha redatto e diffuso questo sermone chiedendo che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><em><a rel="attachment wp-att-395" href="http://www.islam-online.it/2009/07/384/mustafa-ceric-4/"><img class="alignleft size-full wp-image-395" title="Mustafa Ceric" src="http://www.islam-online.it/wp-content/uploads/immagini/Mustafa-Ceric3.jpg" alt="Mustafa Ceric" width="112" height="120" /></a><br />
</em></h2>
<h1>Mustafa Ceric, gran Mufti della Bosnia&#8230;</h1>
<p><em><strong>Ricorre l’11 luglio l’anniversario del massacro di Srebrenica , quando nel 1995, ottomila uomini e ragazzi bosniaci musulmani furono trucidati dai serbi del gen. Mladic e da irregolari ai suoi ordini.</strong></em></p>
<p><em><strong>Nell’approssimarsi di questa ricorrenza il mufti della Bosnia, Mustafa Ceric ha redatto e diffuso questo sermone chiedendo che sia letto in tutte le moschee e centri islamici d’Europa.</strong></em></p>
<p><em><strong>Ben volentieri aderiamo alla sua richiesta. Questo il testo nella traduzione del Collettivo redazionale di islam-online.it e con la supervisione di Iman Silvestri</strong></em><strong>.</strong></p>
<h1>L&#8217;Europa appartiene a tutti</h1>
<p><strong><em>di Mustafa Ceric</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong><br />
L&#8217;arrivo di Islam in Europa, è naturale, come l&#8217;arrivo del giudaismo e il cristianesimo. Nessuno dei messaggeri di Dio erano di origine europea.</p>
<p>Di conseguenza, nessuno ha il diritto di rivendicare la priorità della sua fede, nella terra d&#8217;Europa. Tutte e tre le tradizioni abramitiche &#8211; ebraismo, cristianesimo e islam appartengono per l&#8217;Europa e l&#8217;Europa ha quindi il diritto, anzi, l&#8217;obbligo di trattarle come proprie.</p>
<p>L&#8217;arrivo di Islam in Europa è avvenuto attraverso due porte: la porta della penisola iberica nel VIII secolo e la penisola balcanica nel XIV  secolo.</p>
<p>Otto secoli di presenza islamica in Andalusia, Spagna, hanno prodotto una peculiare tradizione di tolleranza religiosa e culturale, nonché la libertà accademica, che ha notevolmente aiutato l&#8217;Europa nel suo cammino verso l&#8217;umanesimo e la rinascita.</p>
<p>Purtroppo, l&#8217;idea della tolleranza andaluso non è sopravvissuto nella storia europea.</p>
<p><strong>Il genocidio dei musulmani di Srebrenica </strong></p>
<p>Con la grazia di Allah, l&#8217;Islam si è impiantato ed è rimasto nella penisola balcanica, nonostante le difficoltà che i musulmani hanno dovuto affrontare nel corso del secolo scorso. La cosa più grave è stato il genocidio nel luglio 1995 nella città bosniaca di Srebrenica, che a quel tempo era una zona protetta da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.</p>
<p>Durante alcuni giorni di carneficina più di 8.000 uomini e ragazzi musulmani, che aveva cercato di sicurezza in questa zona sotto la protezione della Forza di protezione delle Nazioni Unite (UNPROFOR), sono stati sommariamente giustiziati dalle forze serbe comandate dal generale Mladic e da unità paramilitari, compresi irregolari serbi e  le unità di polizia che erano entrate nel territorio bosniaco dalla Serbia.</p>
<p>Quasi 25.000 donne, bambini e persone anziane sono state deportate con la forza, rendendo questo evento il più grande crimine di guerra in Europa dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p>il Parlamento europeo ha ritenuto opportuno l&#8217;istituzionalizzazione del ricordo del massacri e l&#8217; 11 luglio, è giorno del ricordo, il modo migliore per rendere omaggio alle vittime del genocidio.</p>
<p>La maggioranza dei 565 membri del Parlamento europeo ha adottato la risoluzione del 15 gennaio 2009 su Srebrenica in cui si commemorano e si onorano tutte le vittime delle atrocità; ha espresso il proprio cordoglio e solidarietà alle famiglie, molte delle quali ancora vivono senza conferma finale del destino dei loro parenti; ed ha riconosciuto che questo continuo dolore è aggravato dal fatto che i responsabili di questi atti non siano ancora stati condotti di fronte alla giustizia.</p>
<p>Inoltre, il Parlamento europeo ha invitato il Consiglio e la Commissione a commemorare adeguatamente l&#8217;anniversario della Srebrenica-Potocari come un atto di genocidio, chiedendo che l&#8217;11 luglio, il giorno della commemorazione del genocidio di Srebrenica sia ricordato in tutta l&#8217;UE, e in tutti i paesi dei Balcani .</p>
<p>Le famiglie delle vittime del genocidio di Srebrenica sono consapevoli che il passato non può essere cambiato, ma apprezzano il riconoscimento dei loro dolore da parte dell&#8217;UE come un buon segno che in futuro con ci saranno più genocidi.</p>
<p>Non solo i musulmani in Europa, ma tutte le persone di buona fede sono anche riconoscente del fatto che la vita di innocenti, i ragazzi della Bosnia non sono stati vani. E &#8216;esattamente ciò che il Santo Corano ci insegna a dire:</p>
<p>&#8220;Il loro Signore risponde all&#8217;invocazione: &#8220;In verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate, ché gli uni vengono dagli altri. A coloro che sono emigrati, che sono stati scacciati dalle loro case, che sono stati perseguitati per la Mia causa, che hanno combattuto, che sono stati uccisi, perdonerò le loro colpe e li farò entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, ricompensa questa da parte di Allah. Presso Allah c&#8217;è la migliore delle ricompense&#8221;.</p>
<p><strong>Messaggio a moschee e centri islamici</strong></p>
<p>Questo è esattamente ciò che vorremmo chiedere a tutte le moschee in Europa oggi, così come tutte le persone di buona fede, ad unirsi a noi nella nostra preghiera il giorno 11 del mese di luglio nel mezzogiorno a Potocari in cui solo una parte di centinaia di innocenti, uomini musulmani ragazzi e sarà sepolto. Questa preghiera è la nostra speranza che il nostro futuro deve essere superiore al nostro passato e che i nostri bambini non abbiano più paura di  subire un genocidio.</p>
<p>O uomo, chiunque tu sia e ovunque tu sia, ricorda che Dio ci ha creati tutti nello stesso modo e che tutti noi potremmo dire la nostra sincera preghiera:<br />
Signore,  fa&#8217; che il successo non ci accechi e ci esalti, né che i fallimenti ci abbattano e ci conducano alla disperazione. Ricordaci sempre che il fallimento è una tentazione che precede il successo.<br />
Signore,  insegnaci che nella tolleranza sta il massimo grado di potere, e nel desiderio di vendetta il maggior segno di debolezza.</p>
<p>Signore, se ci privi dei nostri beni, dacci almeno la speranza. Se ci assicuri la riuscita, dacci anche la forza di accettare la sconfitta. Se ci togli la benedizione della salute, garantiscici almeno quella della fede.</p>
<p>Signore, quando commettiamo un torto verso un nostro fratello, donaci la capacità di chiedere perdono, e se un nostro fratello commette un torto nei nostri confronti, donaci la capacità di perdonare.</p>
<p>Signore, anche se noi ci dimentichiamo di Te, Tu non ti dimenticare di noi.</p>
<p>Signore, possa il dolore divenire speranza, la vendetta giustizia, le lacrime di una madre preghiera.</p>
<p>Fa&#8217; che mai ci debba essere un&#8217;altra Srebrenica, per nessuno, in nessun luogo</p>
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		<title>Bloccata dalla marina israeliana una nave carica di aiuti umanitari,</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/06/bloccata-dalla-marina-israeliana-una-nave-carica-di-aiuti-umanitari/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 22:11:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[fermati tutti i 21 membri dell&#8217;equipaggio OGGI LA MARINA MILITARE ISRAELIANA HA BLOCCATO, IN ACQUE INTERNAZIONALI, UN’IMBARCAZIONE CHE PORTAVA AIUTI UMANITARI ALLA STRISCIA DI GAZA, CHE È TUTT’ORA DEVASTATA E ASSEDIATA.I 21 MEMBRI DELL’EQUIPAGGIO, TUTTI VOLONTARI INTERNAZIONALI PER I DIRITTI UMANI, TRA CUI UN PREMIO NOBEL PER LA PACE, UN EX-MEMBRO DEL CONGRESSO USA, GIORNALISTI, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>fermati tutti i 21 membri dell&#8217;equipaggio</p>
<p>OGGI LA MARINA MILITARE ISRAELIANA HA BLOCCATO, IN ACQUE INTERNAZIONALI,  UN’IMBARCAZIONE CHE PORTAVA AIUTI UMANITARI ALLA STRISCIA DI GAZA, CHE È TUTT’ORA DEVASTATA E ASSEDIATA.I 21 MEMBRI DELL’EQUIPAGGIO, TUTTI VOLONTARI INTERNAZIONALI PER I DIRITTI UMANI, TRA CUI UN PREMIO NOBEL PER LA PACE, UN EX-MEMBRO DEL CONGRESSO USA, GIORNALISTI, REGISTI, INFERMIERI, SONO STATI SEQUESTRATI E CONDOTTI PRESSO CARCERI ISRAELIANE.<br />
ISRAELE SE NE FREGA, DI TUTTO E DI TUTTI, COMPRESE LE CHIACCHIERE USA.<br />
30 June 2009</p>
<p>Questa notizia è appena giunta alla nostra Redazione da Greta Berlin, uno dei membri responsabili del Movimento internazionale Free Gaza (www.freegaza.org)</p>
<p>Traduciamo (www.TerraSantaLibera.org) e riportiamo il testo pervenutoci  </p>
<p>Martedì 30 giugno 2009 &#8211; Ore 15.30 &#8211; a 23 miglia dalla costa di Gaza:</p>
<p>Oggi le forze d’occupazione israeliane hanno attaccato e abbordato l’imbarcazione del Free Gaza Movement, la “Spirit of humanity”, sequestrando 21 attivisti per i diritti umani provenienti di 11 differenti nazionalità, incluso il Premio Nobel per la Pace irlandese Mairead Maguire e l’ex deputato americano Cynthia McKinney.Passeggeri ed equipaggio sono stati forzatamente trascinati in Israele.<br />
“Questa è un’oltraggiosa violazione delle regole internazionali ai nostri danni. La nostra barca non era in acque israeliane e noi eravamo in missione umanitaria verso la Striscia di Gaza”, ha riferito Cynthia McKinney, ex-deputato e candidato alla presidenza degli USA. “Il Presidente Obama ha appena detto a Israele di lasciar passare forniture umanitarie e per la ricostruzione, e questo è esattamente quello che stavamo cercando di fare. Noi chiediamo alla comunità internazionale di pretendere il nostro rilascio affinchè noi possiamo riprendere la nostra missione”.<br />
Secondo il Rapporto rilasciato ieri dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, i palestinesi che vivono a Gaza sono “disperatamente intrappolati”.<br />
Migliaia di abitanti della Striscia, le cui case sono state recentemente distrutte durante i massacri israeliani di dicembre/gennaio, sono ancora senza un riparo malgrado lo stanziamento di quasi 4,5 miliardi di dollari d’aiuti, perchè Israele si rifiuta di permettere l’accesso nella Striscia di Gaza di cemento e altri materiali da costruzione. Il Rapporto denuncia anche che gli ospedali disperano di soddisfare le esigenze dei loro pazienti, a causa della distruzione da parte di Israele delle attrezzature mediche.<br />
“Gli aiuti che stiamo portando sono un simbolo di speranza per la gente di Gaza, speranza che la via del mare potrebbe aprire per loro, e loro potrebbero trasportare i propri materiali per iniziare la ricostruzione delle scuole, degli ospedali e delle migliaia di case distrutte durante il massacro di ‘Piombo Fuso’. La nostra missione è un gesto nei confronti della popolazione di Gaza che noi siamo con loro e che essi non sono soli” ha detto l’altro membro della missione Mairead Maguire, Premio Nobel per la Pace per il lavoro svolto in Nord Irlanda.</p>
<p>Appena prima di essere rapito da Israele, Huwaida Arraf, cittadino americano, rappresentante del Frre Gaza Movement e coordinatore della delegazione di questo viaggio, ha dichiarato: “Nessuno può credere che la nostra piccola imbarcazione possa rappresentare una minaccia per Israele. Noi trasportiamo attrezzature mediche e da cantiere edile, oltre a giocattoli per bambini. Tra i nostri apsseggeri sono compresi un Premio Nobel per la Pace e un ex-deputato al Congresso americano.<br />
La nostra imbarcazione è stata perquisita e aveva il nulla osta in materia di sicurezza da parte delle autorità del porto cipriota prima della nostra partenza ed in nessun occasione noi ci siamo mai avvicinati alle acque territoriali israeliane”.</p>
<p>Arraf continua, “Israele ha deliberatamente e premeditatamente attaccato la nostra imbarcazione disarmata in aperta violazione delle regole internazionali e noi il nostro immediato ed incondizionato rilascio”.</p>
<p>COSA POTETE FARE!</p>
<p>CONTATTARE il Ministero Israeliano della Giuistizia</p>
<p>tel: +972 2646 6666 or +972 2646 6340</p>
<p>fax: +972 2646 6357</p>
<p> </p>
<p>CONTATTARE il Ministero Israeliano degli Affari Esteri</p>
<p>tel: +972 2530 3111</p>
<p>fax: +972 2530 3367</p>
<p> </p>
<p>CONTATTARE il sig. Mark Regev presso l’ufficio del Primo Ministro:</p>
<p>tel: +972 5 0620 3264 or +972 2670 5354</p>
<p>mark.regev@it.pmo.gov.il</p>
<p> </p>
<p>Questo indirizzo email è protetto da spambots.<br />
Dovete prima abilitare JavaScript</p>
<p> </p>
<p>CONTATTARE il Comitato Internazionale della Croce Rossa</p>
<p>Denunciando le violazioni e richiedendo il rilascio dei volontari internazionali.</p>
<p>Red Cross Israel</p>
<p>tel: +972 3524 5286</p>
<p>fax: +972 3527 0370</p>
<p>tel_aviv.tel@icrc.org</p>
<p>Red Cross Switzerland:</p>
<p>tel: +41 22 730 3443</p>
<p>fax: +41 22 734 8280</p>
<p>Red Cross USA:</p>
<p>tel: +1 212 599 6021</p>
<p>fax: +1 212 599 6009</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>La lista delle persone rapite, i passeggeri di “Spirit of Humanity” include:</p>
<p> </p>
<p>Khalad Abdelkader, Bahrain</p>
<p>Khalad is an engineer representing the Islamic Charitable Association</p>
<p>of Bahrain.</p>
<p> </p>
<p>Othman Abufalah, Jordan</p>
<p>Othman is a world-renowned journalist with al-Jazeera TV.</p>
<p> </p>
<p>Khaled Al-Shenoo, Bahrain</p>
<p>Khaled is a lecturer with the University of Bahrain.</p>
<p> </p>
<p>Mansour Al-Abi, Yemen</p>
<p>Mansour is a cameraman with Al-Jazeera TV.</p>
<p> </p>
<p>Fatima Al-Attawi, Bahrain</p>
<p>Fatima is a relief worker and community activist from Bahrain.</p>
<p> </p>
<p>Juhaina Alqaed, Bahrain</p>
<p>Juhaina is a journalist &amp; human rights activist.</p>
<p> </p>
<p>Huwaida Arraf, US</p>
<p>Huwaida is the Chair of the Free Gaza Movement and delegation co-</p>
<p>coordinator for this voyage.</p>
<p> </p>
<p>Ishmahil Blagrove, UK</p>
<p>Ishmahil is a Jamaican-born journalist, documentary film maker and</p>
<p>founder of the Rice &amp; Peas film production company. His documentaries</p>
<p>focus on international struggles for social justice.</p>
<p> </p>
<p>Kaltham Ghloom, Bahrain</p>
<p>Kaltham is a community activist.</p>
<p> </p>
<p>Derek Graham, Ireland</p>
<p>Derek Graham is an electrician, Free Gaza organizer, and first mate</p>
<p>aboard the Spirit of Humanity.</p>
<p> </p>
<p>Alex Harrison, UK</p>
<p>Alex is a solidarity worker from Britain. She is traveling to Gaza to</p>
<p>do long-term human rights monitoring.</p>
<p> </p>
<p>Denis Healey, UK</p>
<p>Denis is Captain of the Spirit of Humanity. This will be his fifth</p>
<p>voyage to Gaza.</p>
<p> </p>
<p>Fathi Jaouadi, UK</p>
<p>Fathi is a British journalist, Free Gaza organizer, and delegation co-</p>
<p>coordinator for this voyage.</p>
<p> </p>
<p>Mairead Maguire, Ireland</p>
<p>Mairead is a Nobel laureate and renowned peace activist.</p>
<p> </p>
<p>Lubna Masarwa, Palestine/Israel</p>
<p>Lubna is a Palestinian human rights activist and Free Gaza organizer.</p>
<p> </p>
<p>Theresa McDermott, Scotland</p>
<p>Theresa is a solidarity worker from Scotland. She is traveling to Gaza</p>
<p>to do long-term human rights monitoring.</p>
<p> </p>
<p>Cynthia McKinney, US</p>
<p>Cynthia McKinney is an outspoken advocate for human rights and social</p>
<p>justice issues, as well as a former U.S. congressperson and</p>
<p>presidential candidate.</p>
<p> </p>
<p>Adnan Mormesh, UK</p>
<p>Adnan is a solidarity worker from Britain. He is traveling to Gaza to</p>
<p>do long-term human rights monitoring.</p>
<p> </p>
<p>Adam Qvist, Denmark</p>
<p>Adam is a solidarity worker from Denmark. He is traveling to Gaza to</p>
<p>do human rights monitoring.</p>
<p> </p>
<p>Adam Shapiro, US</p>
<p>Adam is an American documentary film maker and human rights activist.</p>
<p> </p>
<p>Kathy Sheetz, US</p>
<p>Kathy is a nurse and film maker, traveling to Gaza to do human rights</p>
<p>monitoring.</p>
<p> </p>
<p>The International Solidarity Movement (ISM) is a Palestinian-led non-violent resistance movement committed to ending Israel&#8217;s illegal occupation of Palestinian land. We call for full compliance with all relevant UN resolutions and international law.</p>
<p> </p>
<p>For specific media inquires such as interview requests, photo usage, etc. please email the ISM Media Office at media@palsolidarity.org</p>
<p>Link a questa pagina :</p>
<p>http://www.terrasantalibera.org/FreeGazaFree.htm</p>
<p>Link originale :</p>
<p>http://www.holylandfree.org/FreeGazaFree-en.htm</p>
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		</item>
		<item>
		<title>I travisamenti occidentali di fronte alla realtà iraniana</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/06/i-travisamenti-occidentali-di-fronte-alla-realta-iraniana/</link>
		<comments>http://www.islam-online.it/2009/06/i-travisamenti-occidentali-di-fronte-alla-realta-iraniana/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 21:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Questioni contemporanee]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1979, quando ancora eravamo giovani e sognatori, in Iràn ebbe luogo una rivoluzione. Quando chiesi agli esperti cosa sarebbe successo, si divisero in due campi. Il primo gruppo d&#8217;iranisti sosteneva che lo Scià ne sarebbe senz&#8217;altro uscito indenne: i disordini non erano altro che un evento ciclico agevolmente gestibile dalla sua polizia, ed il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1979, quando ancora eravamo giovani e sognatori, in Iràn ebbe luogo una rivoluzione. Quando chiesi agli esperti cosa sarebbe successo, si divisero in due campi.</p>
<p>Il primo gruppo d&#8217;iranisti sosteneva che lo Scià ne sarebbe senz&#8217;altro uscito indenne: i disordini non erano altro che un evento ciclico agevolmente gestibile dalla sua polizia, ed il popolo iraniano sosteneva compatto il programma di modernizzazione promosso dalla monarchia. Questi esperti avevano maturato la loro previsione parlando con gli stessi funzionari e affaristi iraniani con cui colloquiavano da anni: potenti persiani cresciuti nell&#8217;opulenza sotto lo Scià e che parlavano inglese, dato che di frequente gl&#8217;iranisti non parlavano il farsi molto bene.</p>
<p>Il secondo gruppo d&#8217;esperti considerava lo Scià un tiranno oppressore, e attribuiva alla rivoluzione l&#8217;intento di liberalizzare il paese. Le loro fonti erano professionisti e accademici sostenitori dell&#8217;insurrezione: persiani che conoscevano le idee della guida suprema ayatollah Ruholla Khomeini, ma non credevano avesse molto seguito nel popolo. Pensavano che la rivoluzione avrebbe aumentato i diritti umani e la libertà. Gli esperti di questo gruppo parlavano il farsi ancor meno di quelli del primo.</p>
<p><strong>Sentimenti fraintesi in Iràn</strong></p>
<p>Limitandosi alle informazioni che giungevano dagli oppositori anglofoni del regime, entrambi i gruppi d&#8217;iranisti avevano maturato una visione erronea degli esiti della rivoluzione: la rivoluzione iraniana, infatti, non era portata avanti dalla gente che parlava l&#8217;inglese. Era fatta dai mercanti dei bazar cittadini, dai contadini, dai chierici: persone che non parlavano agli Statunitensi, non conoscendone la lingua. Questa gente dubitava dei pregi della modernizzazione, e non era per niente certa di quelli del liberalismo; ma fin dalla nascita coltivava le virtù musulmane ed era convinta che lo Stato iraniano dovesse essere uno Stato islamico.</p>
<p>Europei e Statunitensi stanno male interpretando l&#8217;Iràn da 30 anni. Anche dopo la caduta dello Scià, è sopravvissuto il mito d&#8217;un movimento massiccio di popolo che guarderebbe alla liberalizzazione: un movimento che, se incoraggiato dall&#8217;Occidente, riuscirebbe alfine a formare una maggioranza e governare il paese. Noi definiamo questo punto di vista “liberalismo iPod”: l&#8217;idea che chiunque ascolti rock &#8216;n&#8217; roll su un iPod, tenga un blog e sappia cosa significhi “Twitter” debba essere un entusiasta sostenitore del liberalismo occidentale. Ancor più significativo che questa corrente non sia riuscita a capire che i possessori di iPod sono una ristretta minoranza in Iràn – un paese povero, religioso e complessivamente soddisfatto degli esiti della rivoluzione di trent&#8217;anni fa.</p>
<p>Senza dubbio c&#8217;è gente che vorrebbe liberalizzare il regime iraniano. La si può trovare tra le classi professionali di Tehran così come tra gli studenti. Molti parlano inglese, cosa che li rende accessibili a giornalisti, diplomatici e agenti segreti di passaggio. Sono loro quelli che possono parlare agli occidentali; anzi, sono loro quelli che vogliono parlare agli occidentali. E questa gente dà agli occidentali una visione assolutamente distorta dell&#8217;Iràn. Possono dare l&#8217;impressione che una fantastica liberalizzazione sia a portata di mano. Finché non si capisce che gli anglofoni possessori di iPod, in Iràn, non sono esattamente la maggioranza.</p>
<p>Venerdì scorso il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è stato rieletto coi due terzi del voto. I sostenitori dei suoi rivali, dentro e fuori dall&#8217;Iràn, sono rimasti basiti. Un sondaggio dava per vincitore l&#8217;ex primo ministro Mir Hossein Mousavi. Sarebbe ovviamente interessante meditare su come si possa condurre un sondaggio in un paese dove il telefono non è universalmente diffuso, e fare una chiamata, anche dopo aver trovato un telefono, resta una scommessa. Un sondaggio, perciò, raggiungerebbe probabilmente la gente dotata di telefono che abita a Tehran e nelle altre aree urbane. Probabile che tra questi Mousavi abbia vinto. Ma fuori da Tehran e dalla gente facile da contattare, i numeri sono cambiati parecchio.</p>
<p>Alcuni accusano ancora Ahmadinejad di brogli. È possibile che vi siano stati, ma è difficile capire come si possa rubare un&#8217;elezione con un margine tanto ampio. Farlo avrebbe richiesto il coinvolgimento d&#8217;un numero incredibile di persone, ed avrebbe rischiato di generare numeri palesemente in disaccordo coi sentimenti prevalenti in ciascuna circoscrizione. Brogli su ampia scala implicherebbero che Ahmadinejad abbia manipolato i numeri a Tehran senza alcun riguardo per il voto. Ma ha tanti potenti nemici che l&#8217;avrebbero subito rilevato e denunciato. Mousavi insiste ancora d&#8217;essere stato frodato, e dobbiamo rimanere aperti alla possibilità che sia così, per quando sia arduo immaginare il meccanismo attraverso cui ciò sarebbe accaduto.</p>
<p> </p>
<p>La popolarità di Ahmadinejad</p>
<p>Manca pure un punto cruciale: Ahmadinejad gode di grande popolarità. Non parla delle questioni che interessano i professionisti urbani, ossia economia e liberalizzazione; ma affronta tre problemi fondamentali che interessano il resto del paese.</p>
<p>Innanzi tutto, Ahmadinejad parla di religiosità. Entro ampi strati della società iraniana, è cruciale la volontà di parlare genuinamente della religione. Sebbene possa essere difficile da credere per gli Europei e gli Statunitensi, nel mondo ci sono persone per cui il progresso economico non è la cosa fondamentale; persone che vogliono mantenere la loro comunità così com&#8217;è, e vivere così come vivevano i loro antenati. Questa gente prova ripulsa per la modernizzazione – che venga dallo Scià o da Mousavi. Essa perdona a Ahmadinejad i suoi fallimenti economici.</p>
<p>In secondo luogo, Ahmadinejad affronta la corruzione. Nelle campagne è diffusa la sensazione che gli ayatollah – che hanno enorme ricchezza ed enorme potere, riflessi nel loro stile di vita – abbiano corrotto la Rivoluzione Islamica. Ahmadinejad è inviso a molti in seno all&#8217;élite religiosa, proprio perché ha sistematicamente sollevato il problema della corruzione, che risuona nel contado.</p>
<p>Infine, Ahmadinejad è un portavoce della sicurezza nazionale iraniana: posizione tremendamente popolare. Va sempre tenuto a mente che l&#8217;Iràn negli anni &#8217;80 combatté una guerra con l&#8217;Iràq che durò 8 anni, cagionando perdite e sofferenze inenarrabili, e di fatto conclusasi con la sua sconfitta. Gl&#8217;Iraniani, ed i poveri in particolare, hanno vissuto quella guerra ad un livello molto intimo. La combatterono in prima persona, o vi persero mariti e figli. Come succede in altri paesi, la memoria d&#8217;una guerra persa non necessariamente delegittima il regime. Semmai, può generare speranze di rinascita, così da non vanificare i sacrifici bellici: un tasto su cui batte molto Ahmadinejad. Affermando che l&#8217;Iràn non deve ridimensionarsi ma diventare una grande potenza, parla ai veterani ed alle loro famiglie, che desiderano veder emergere qualcosa di positivo da tutti i loro sacrifici in epoca bellica.</p>
<p>Forse il principale fattore della popolarità di Ahmadinejad è che Mousavi ha parlato per i distretti-bene di Tehran – un po&#8217; come correre per le presidenziali statunitensi facendosi portavoce di Georgetown e del Lower East Side. Questa cosa ti segna, e Mousavi ne è uscito segnato. Brogli o no, Ahmadinejad a vinto e pure di tanto. Che abbia vinto non è un mistero; il mistero è come gli altri potessero pensare che non avrebbe vinto.</p>
<p>Venerdì, per un tratto, era sembrato che Mousavi fosse in grado di scatenare un&#8217;insurrezione a Tehran. Ma il momento è passato quando le forze di sicurezza di Ahmadinejad sono intervenute sulle loro motociclette. E ciò ha lasciato l&#8217;Occidente con lo scenario peggiore: un antiliberale democraticamente eletto.</p>
<p>Le democrazie occidentali credono che il popolo eleggerà i liberali che tutelano i loro diritti. In realtà, il mondo è più complicato di così. Hitler è l&#8217;esempio classico di chi è giunto al potere seguendo la costituzione, e poi l&#8217;ha violata. Analogamente, la vittoria di Ahmadinejad è nel contempo il trionfo della democrazia e quello della repressione.</p>
<p>Il futuro: lo stesso, di più</p>
<p>La domanda è ora cos&#8217;avverrà in seguito. Internamente, possiamo aspettarci che Ahmadinejad consolidi le sue posizioni sotto la copertura della lotta alla corruzione. Lui vuole ripulire gli ayatollah, molti dei quali sono suoi nemici. Avrà bisogno del sostegno della guida suprema ayatollah Alì Khamenei. Quest&#8217;elezione ha fatto di Ahmadinejad un presidente potente, forse il più potente che ci sia mai stato in Iràn dalla rivoluzione. Ahmadinejad non vuole sfidare Khamenei, e la sensazione è che Khamenei non vorrà sfidare Ahmadinejad. Si profila un matrimonio obbligato, che forse metterà in una posizione difficile molti altri capi religiosi.</p>
<p>Di certo le speranze che la nuova dirigenza politica ridimensionasse il programma nucleare iraniano sono state annullate. Il campione di quel programma ha vinto, in parte proprio perché se n&#8217;è fatto paladino. Riteniamo l&#8217;Iràn ancora lontano dallo sviluppare un&#8217;arma nucleare utilizzabile, ma di certo la speranze dell&#8217;amministrazione Obama che Ahmadinejad sarebbe stato rimpiazzato o quanto meno indebolito e ridotto a più miti ragioni, sono state infrante. È interessante che Ahmadinejad abbia inviato congratulazioni al presidente Barack Obama il giorno della sua investitura. Ci aspetteremmo che Obama ricambi la cortesia, vista la sua politica d&#8217;apertura, che il vice-presidente Joe Biden pare aver affermato, assumendo che parlasse per conto di Obama. Non appena la questione dei brogli si sarà risolta, avremo un&#8217;idea migliore se la politica di Obama proseguirà (e crediamo che sarà così).</p>
<p>Ora abbiamo due presidenti in posizione politicamente sicura, cosa che normalmente garantisce buone basi per negoziati. Il problema è che non si capisce su cosa gl&#8217;Iraniani siano pronti a negoziati, né quali concessioni gli Statunitensi siano disposti a dare agl&#8217;Iraniani per indurli a negoziare. L&#8217;Iràn vuole maggiore influenza in Iràq ed il riconoscimento del suo ruolo di maggiore potenza regionale, cose che gli Stati Uniti non vogliono concedergli. Gli USA vogliono la fine del programma nucleare iraniano, cosa che l&#8217;Iràn non vuole accettare.</p>
<p>A prima vista, questo sembrerebbe aprire le porte ad un attacco contro le installazioni nucleari iraniane. L&#8217;ex presidente George W. Bush non ebbe alcuna voglia di condurre un simile attacco, né l&#8217;ha ora Obama. Entrambi i presidenti hanno impedito agl&#8217;Israeliani d&#8217;attaccare, posto che quest&#8217;ultimi abbiano mai voluto farlo davvero.</p>
<p>Per ora, le elezioni sembrano aver congelato lo status quo. Né Stati Uniti né Iran sembrano pronti a mosse significative, e non vi sono terze parti che vogliano farsi coinvolgere nella questione, eccettuate le occasionali missioni diplomatiche europee o le minacce russe di vendere qualcosa all&#8217;Iràn. Alla fin fine, ciò dimostra quel che sappiamo da molto: il gioco è bloccato sul posto, e va avanti.</p>
<p>*George Friedman è direttore di <a href="&lt;http://www.stratfor.com/&gt;" target="_blank">Stratfor</a></p>
<p>Traduzione di Daniele Scalea</p>
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		<title>Il merito del digiuno a Rajab</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 19:25:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[  Il Profeta (s.A.a.s), quando iniziava il mese di Rajab diceva, &#8220;O Allah, benedicici nei mesi di Rajab e Sha&#8217;ban e farci raggiungere Ramadan!&#8221; &#8216;Allahumma baa-rik-lanaa fee-rajaba wa sha&#8217;baana wa bal-lig-naa shah-ra ramadhaana.&#8217; Il digiuno del primo giorno di Rajab è perdono per un periodo di tre anni ed il [digiuno] del secondo giorno è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<p>Il Profeta (s.A.a.s), quando iniziava il mese di Rajab diceva, &#8220;O Allah, benedicici nei mesi di Rajab e Sha&#8217;ban e farci raggiungere Ramadan!&#8221;</p>
<p>&#8216;Allahumma baa-rik-lanaa fee-rajaba wa sha&#8217;baana wa bal-lig-naa shah-ra ramadhaana.&#8217;</p>
<p>Il digiuno del primo giorno di Rajab è perdono per un periodo di tre anni ed il [digiuno] del secondo giorno è perdono per due anni e il [digiuno del] terzo giorno è perdono per un anno e poi ogni [rimanente] giorno [perdono per] un mese.</p>
<p>Ibn &#8216;Umar riporta che il Profeta (s.A.a.s) disse:<br />
Il digiuno del primo giorno di Rajab equivale al digiuno di un anno; e per chi digiuna sette giorni in esso, le sette porte dell&#8217;inferno saranno chiuse per lui, e per chi digiuna dieci giorni di Rajab, un araldo proclamerà dal cielo, &#8220;Chiedete e vi sarà dato!&#8221;</p>
<p>Abu Dharr riportò che il Profeta (s.A.a.s) disse:<br />
Un giorno di digiuno di Rajab sarà equivalente al digiuno di un mese; e per chi digiuna sette giorni le sette porte di Inferno saranno chiuse per lui, e a chi digiuna dieci giorni in esso, Allah cambierà tutte le sue cattive azioni in buone; e per chi digiuna in esso diciotto giorni un araldo proclamerà: &#8220;Allah l&#8217;Eccelso ti ha perdonato, pertanto, continua nelle tue buone azioni.&#8221;</p>
<p>Ibn &#8216;Abd al-Razzaq narra che Ibn&#8217; Umar disse:<br />
Ci sono cinque notti in cui l&#8217;invocazione (du &#8216;a) non è respinta: la prima notte di Rajab, la notte di metà-Sha&#8217; ban, la notte del Jum&#8217;a, e la notte della Eid al Fitr e la notte della Eid del Sacrificio &#8230; </p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230; ho sentito Abd al-Malik ibn Abi al-Minh?l trasmettere da suo padre che il Profeta (s.A.a.s) aveva ordinato loro il digiuno dei tre giorni &#8220;bianchi&#8221;. Egli disse, &#8220;E &#8216;[equivalente] all&#8217;intero mese di digiuno.&#8221; [1]</p>
<p>[1] An-Nisa&#8217;ee. I tre giorni &#8220;bianchi&#8221; sono i giorni in mezzo al mese: 13, 14, 15, così chiamato per la luminosità a causa della luna piena nella loro notti.</p>
<p>vedi anche <a onmousedown="return wait_for_load(this, event, function() { UntrustedLink.bootstrap($(this), &quot;c08faa80360099eebd137b3d2c15e73a&quot;, event) });" rel="nofollow" href="http://www.ummah.net/Al_adaab/months/rajab.html" target="_blank">http://www.ummah.net/Al_adaab/months/rajab.html</a></p>
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		<title>Amare il Messaggero (saws) (quarta parte)</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/06/amare-il-messaggero-saws-quarta-parte/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 01:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Shaykh Zulfiqar Ahmad al-Mujaddidi  Da: http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm  Traduzione a cura di &#8216;Umar Andrea Lazzaro - www.islam.forumup.it   Ragione 4: Favori del Messaggero di Allah (saws)  L&#8217;uomo è schiavo dei favori [fattigli] (detto)  L&#8217;uomo è debole e dipendente da favori e gentilezze. Sorprende pensare quanto la nazione musulmana debba al Messaggero di Allah (saws).  Prova 1  Allah SwT dice nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Shaykh Zulfiqar Ahmad al-Mujaddidi <br />
Da: <a title="http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm" rel="nofollow" href="http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm" target="_blank">http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm</a> <br />
Traduzione a cura di &#8216;Umar Andrea Lazzaro - <a title="http://www.islam.forumup.it/" href="http://www.islam.forumup.it/" target="_blank">www.islam.forumup.it</a></p>
<p>  Ragione 4: Favori del Messaggero di Allah (saws) </p>
<p>L&#8217;uomo è schiavo dei favori [fattigli] (detto) </p>
<p>L&#8217;uomo è debole e dipendente da favori e gentilezze. Sorprende pensare quanto la nazione musulmana debba al Messaggero di Allah (saws). </p>
<p>Prova 1 <br />
Allah SwT dice nel Santo Corano: </p>
<p>&#8220;Ora vi è giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama il vostro bene, è dolce e misericordioso verso i credenti&#8221; &#8211; Corano, IX, 128. </p>
<p>Prova 2 <br />
Il Messaggero di Allah (saws) ha detto: </p>
<p>&#8220;In verità io sono il distributore, mentre è Allah Colui che dà&#8221;. </p>
<p>Qualsiasi benedizione e favore il Messaggero di Allah (saws) riceveva da Allah (SwT), le distribuiva immediatamente tra i Sahabah (ra). In un hadith, il Messaggero di Allah (saws) ha detto: </p>
<p>&#8220;Ogni cosa che Allah (Swt) ha messo nel mio cuore, io l&#8217;ho messa nel cuore di Abu Bakr&#8221;. </p>
<p>Prova 3 <br />
Il Messaggero di Allah (saws) rimaneva in preghiera tutte le notti, pregando e piangendo per la sua comunità disobbediente, tanto a lungo che i suoi piedi si gonfiavano. Hadrat Aishah Siddiqa (ra), la moglie del Profeta (saws) riporta che una notte il Messaggero di Allah (saws) ripetè continuamente il seguente versetto: </p>
<p>&#8220;Se li punisci, in verità sono servi Tuoi; se li perdoni, in verità Tu sei l&#8217;Eccelso, il Saggio&#8221; &#8211; Corano, V, 118 </p>
<p>Il Messaggero di Allah (saws) disse: &#8220;O gente, voi state correndo verso l&#8217;Inferno, mentre io vi sto disperatamente tirando indietro&#8221;. Il Profeta (saws) visse la sua vita in maniera simile a Hadrat Nuh (as), quando questi disse ad Allah: </p>
<p>&#8220;In verità ho chiamato la mia gente ad Allah (SwT) giorno e notte&#8221; </p>
<p>Prova 4 <br />
Allah (SwT) diede al Suo Messaggero (saws) la consegna di cinquanta preghiere in occasione dell&#8217;Ascensione (Miraj), ma il Profeta (saws) fece appello di indulgenza, per incoraggiamento di Hadrat Musa (as), che sapeva che i Musulmani non sarebbero stati capaci di adempiere a tale gravosa richiesta. Il Messaggero di Allah (saws) continuò ad implorare Allah SwT, finchè il numero delle preghiere fu ridotto a cinque, e allora Allah (SwT) disse: &#8220;Mio amato, la tua comunità osserverà cinque preghiere, ma io darò loro la ricompensa di cinquanta&#8221;. Questa grande riduzione nel numero delle preghiere è un&#8217;enorme benedizione di cui i Musulmani godono per il favore del loro Profeta (saws). </p>
<p>Prova 5 <br />
E&#8217; riportato negli ahadith che il Messaggero di Allah (saws) ha pregato durante l&#8217;Hajj per la sua comunità disobbediente, ha pregato Allah (SwT) di perdonare i peccati della sua comunità, anche se dovessero violare i diritti di Allah (SwT) (huquq Allah) ed i diritti dell&#8217;umanità (huquq al-ibad). Allah SwT accettò la prima metà di questa preghiera ed Egli perciò perdona i pellegrini per gli huquq Allah che non fossero capaci di adempiere o in cui fossero mancanti; ma gli huquq al-ibad avrebbero dovuti essere affrontati su base individuale con la persona i cui diritti fossero stati violati. <br />
Dopo aver completato i riti ad Arafat, il Messaggero di Allah (saws) andò a Muzdalifa ed implorò Allah (SwT) usando la stessa preghiera: &#8220;O Allah, rendi l&#8217;umanità così felice delle Tue benedizioni che le persone si perdonino l&#8217;un l&#8217;altra&#8221;. Allah (SwT) accettò questa preghiera è disse: &#8220;O mio amato, io perdonerò [la violazione] dei Miei diritti a chiunque venga all&#8217;Hajj, e renderò la tua comunità così soddisfatta delle Mie misericordie e benedizioni, che le persone si perdoneranno l&#8217;un l&#8217;altro i loro diritti [violati]&#8220;. Questa è un altro grandissimo favore del Messaggero di Allah (saws) sulla sua comunità immeritevole. </p>
<p>Prova 6 <br />
In un&#8217;occasione, il Messaggero di Allah (saws) pianse a lungo durante la preghiera, pregando per il perdono della sua comunità. Allah rispose: </p>
<p>&#8220;Il tuo Signore ti darà [in abbondanza] e ne sarai soddisfatto - Corano, XCIII, 5. </p>
<p>Quando questo versetto fu rivelato, il Messaggero di Allah (saws) disse: &#8220;Non sarò soddisfatto finchè l&#8217;ultimo della mia comunità non entrerà in Paradiso&#8221;. </p>
<p>Prova 7 <br />
Il Messaggero di Allah (saws) disse ai suoi Sahabah che a tutti i Profeti fu garantito il permesso di fare una supplica che sarebbe stata esaudita esattamente nel modo in cui fosse stata chiesta, e tutti i Profeti usarono le loro suppliche durante la loro vita. I Sahabah chiesero al Profeta (saws) se egli avesse chiesto qualcosa al Suo Signore, ed il Profeta (saws) rispose di no, e aggiunse: &#8220;Ho conservato la mia richiesta per il Giorno del Giudizio. Supplicherò quando la mia nazione sarà presentata di fronte ad Allah (SwT) e continuerò a supplicare finché fino all&#8217;ultimo membro della mia comunità sarà entrato in Paradiso&#8221;. </p>
<p>Non sarei stupito se per il tuo amore <br />
i peccati della tua comunità fossero contati come atti di obbedienza, <br />
I crimini della tua comunità fossero considerati così preziosi, <br />
che il più infimo della tua comunità fosse sommerso di mille benedizioni. </p>
<p>Avere un intenso amore per il Messaggero di Allah (saws) sembra ovvio ed obbligatorio, viste le summenzionate prove che dimostrano che ogni Musulmano è immerso nei suoi favori. Tutti gli aspetti della muhabbah sono presenti nel Messaggero di Allah (saws), ma già soltanto l&#8217;elemento dell&#8217;intercessione renderebbe il muhabbah per lui assolutamente necessario. Un credente ama il Messaggero di Allah (saws) più della propria vita, e come Musulmani, moriamo dalla voglia della sua intercessione. </p>
<p>wa al-HamduliLlahi Rabbi-l-&#8217;alamin, wa as-Salatu wa as-Salamu &#8216;ala Sayyidi-l-Mursalin, Habibullah, RasuliLlah Sayyidina Muhammad-</p>
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		<title>Amare il Messaggero (saws) (terza parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 01:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Shaykh Zulfiqar Ahmad al-Mujaddidi  Ragione 3: Grandezza del Messaggero di Allah  L&#8217;intercessione del Profeta (saws) per i credenti nel Giorno del Giudizio costituisce un&#8217;altra ragione ancora per cui ogni Musulmano dovrebbe amarlo. Il Messaggero di Allah (saws) ha raggiunto le profondità interiori ed esteriori del carattere umano, e questa è una delle ragioni per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Shaykh Zulfiqar Ahmad al-Mujaddidi </p>
<p>Ragione 3: Grandezza del Messaggero di Allah </p>
<p>L&#8217;intercessione del Profeta (saws) per i credenti nel Giorno del Giudizio costituisce un&#8217;altra ragione ancora per cui ogni Musulmano dovrebbe amarlo. Il Messaggero di Allah (saws) ha raggiunto le profondità interiori ed esteriori del carattere umano, e questa è una delle ragioni per cui Allah (SwT) ne ha fatto il suo prediletto. </p>
<p>Allah (SwT) ha detto: </p>
<p>&#8220;La grazia di Allah è immensa su di te&#8221; (4, 113) </p>
<p>Prova 1 </p>
<p>Il Messaggero di Allah (saws) ha detto: &#8220;Ascoltate attentamente! Non mi inorgoglisco d&#8217;arroganza dell&#8217;essere il prediletto di Allah (SwT). Lo stendardo di Allah (SwT) sarà nelle miei mani nel Giorno del Giudizio, e dietro staranno il Profeta Adamo (as) e tutti gli altri Profeti (as). Sarò il primo ad intercedere, e la mia intercessione sarà la prima ad essere accettata. Io, il bisognoso della mia nazione, sarò il primo ad entrare in Paradiso. Sono più vicino ad Allah (SwT) dei primi e degli ultimi&#8221;. </p>
<p>Prova 2 </p>
<p>Il Messaggero di Allah (saws) ha detto: </p>
<p>&#8220;Sono l&#8217;ultimo dei profeti, e non vi sarà alcun profeta dopo di me&#8221;. </p>
<p>Così come l&#8217;ospite d&#8217;onore è l&#8217;ultimo a fare il suo ingresso, il Messaggero di Allah (saws) è stato l&#8217;ultimo ad adornare questo mondo con la sua nobile presenza. </p>
<p>Il Messaggero di Allah (saws) ha anche detto: &#8220;Io e l&#8217;Ultimo Giorno siamo uniti come le due dita di una mano&#8221;. L&#8217;incontro è programmato per concludersi dopo la comparsa dell&#8217;ospite d&#8217;onore, e similmente, anche la creazione è destinata a concludersi dopo l&#8217;arrivo del Messaggero di Allah (saws). Il Messaggero di Allah (saws) è il maggiore tra i Profeti, il suo Libro il più importante tra i Libri, e la sua comunità è la migliore tra le nazioni. </p>
<p>Prova 3 </p>
<p>Allah (SwT) ha ricevuto il Suo Messaggero (saws) nei cieli durante l&#8217;Ascesa (Miraj) e gli ha mostrato i Suoi tesori. E&#8217; lì che Allah (SwT) stesso sì è rivelato al Suo nobile Profeta (saws), un privilegio che era stato negato ad Hadrat Musa (as) quando egli aveva chiesto di vedere Allah (SwT). </p>
<p>&#8220;Rivelò al Suo servo ciò che rivelò&#8221; (53, 10) </p>
<p>Prova 4 </p>
<p>Allah (Swt) si è rivolto al Suo Messaggero (saws) con il titolo di HabibuLlah, l&#8217;appellativo di valore più elevato nel regno di Allah, più elevato persino di Kalimullah [1], Khalilullah [2] o Ruhullah [3]. </p>
<p>La bellezza di Yusuf &#8211; il soffio di Isa &#8211; la luminosità nel palmo di Musa, </p>
<p>Tutto ciò si trova combinato assieme in te </p>
<p>Prova 5 </p>
<p>Allah (SwT) ha dato il titolo di Nabi Ummi (Profeta Illetterato), al Suo Messaggero (saws). Il Profeta (saws) non si sedette mai come studente od apprendista di qualcun altro; infatti, l&#8217;insegnante del Profeta (saws) è stato lo stesso Creatore dell&#8217;universo. </p>
<p>E ti ha insegnato ciò che non sapevi, e grande è la grazia di Allah su di te. (4, 113) </p>
<p>Un poeta ha composto questi versetti: </p>
<p>Ciò che i filosofi non sono stati in grado di afferrare e gli intellettuali non hanno dipanato, </p>
<p>L&#8217;avvolto nel nero vestito ha risolto in un momento. </p>
<p>Prova 6 </p>
<p>Il Messaggero di Allah (saws) è stato inviato per insegnare all&#8217;umanità il buon carattere. Allah (SwT) dice nel Santo Corano: </p>
<p>E in verità di un&#8217;immensa grandezza è il tuo carattere. (68, 4) </p>
<p>Il carattere superiore del Profeta (saws) portò alla rivoluzione dell&#8217;Islam in solamente dieci anni. I nostri sapienti (ulama) hanno scritto che il Messaggero di Allah (saws) ha conquistato Makkah e Madinah con il miglior carattere. Il mondo può facilmente combattere la spada, ma non può resistere ad un carattere impeccabile come quello del Messaggero di Allah (saws) e dei suoi Compagni (Sahabah &#8211; ra). </p>
<p>Il Messaggero di Allah (saws) è stato una misericordia per l&#8217;umanità: </p>
<p>Chi altri nasconderebbe il peccatore con la sua veste benedetta? </p>
<p>Chi pregherebbe per coloro dai quali è stato ferito? [4] </p>
<p>Come la storia potrebbe chiamarlo, se non misericordia? </p>
<p>Prova 7 </p>
<p>I primi Profeti furono inviati a varie nazioni, ma il Messaggero di Allah (pbsl) è stato inviato per tutto il creato. Allah (SwT) ha detto: </p>
<p>&#8220;Non ti abbiamo mandato se non come nunzio ed ammonitore per tutta l&#8217;umanità&#8221;. </p>
<p>Il seguente poema è straordinariamente denso: </p>
<p>Raggiungendo apici estremi con il tuo splendore, </p>
<p>La tua squisita bellezza allontana ogni oscurità. </p>
<p>Tutte le tue caratteristiche sono divenute bellissime, </p>
<p>Pace su di te e sulla tua famiglia </p>
<p>- </p>
<p>Note: </p>
<p>[1] Colui che parlo ad Allah &#8211; Hadrat Musa (as) </p>
<p>[2] L&#8217;Amico di Allah &#8211; Hadrat Ibrahim (as) </p>
<p>[3] Lo Spirito di Allah &#8211; Hadrat Isa (as) </p>
<p>[4] Il riferimento è all&#8217;incidente di Taif, quando egli (saws) fu cacciato fuori dalla città a sassate dai bambini.</p>
<p>Da: <a title="http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm" rel="nofollow" href="http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm" target="_blank">http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm</a> </p>
<p>Traduzione a cura di &#8216;Umar Andrea Lazzaro - <a title="http://www.islam.forumup.it/" href="http://www.islam.forumup.it/" target="_blank">www.islam.forumup.it</a></p>
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		<item>
		<title>Amare il Messaggero (saws) (seconda parte)</title>
		<link>http://www.islam-online.it/2009/06/amare-il-messaggero-saws-seconda-parte/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 01:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Abdul Kabir Aliotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>

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		<description><![CDATA[di Shaykh Zulfiqar Ahmad al-Mujaddidi  Da: http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm  Traduzione a cura di &#8216;Umar Andrea Lazzaro - www.islam.forumup.it Ragione 2: La Bellezza del Messaggero di Allah (saws)  Un&#8217;altra ragione per la quale gli uomini si amano l&#8217;un l&#8217;altro è la bellezza; il cuore è incline ad amare tutto ciò che è bello. Le sole parole non possono descrivere la bellezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Shaykh Zulfiqar Ahmad al-Mujaddidi <br />
Da: <a title="http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm" rel="nofollow" href="http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm" target="_blank">http://www.tasawwuf.org/writings/love_prophet/loving_messenger.htm</a> <br />
Traduzione a cura di &#8216;Umar Andrea Lazzaro - <a title="http://www.islam.forumup.it/" href="http://www.islam.forumup.it/" target="_blank">www.islam.forumup.it</a></p>
<p>Ragione 2: La Bellezza del Messaggero di Allah (saws) </p>
<p>Un&#8217;altra ragione per la quale gli uomini si amano l&#8217;un l&#8217;altro è la bellezza; il cuore è incline ad amare tutto ciò che è bello. Le sole parole non possono descrivere la bellezza del Messaggero di Allah (saws). Ci è stato detto in un hadith: </p>
<p>&#8220;Allah è bello e ama la bellezza&#8221;. </p>
<p>Un poeta ha composto i seguenti versi: </p>
<p>La bellezza stessa si vanta della bellezza del Messaggero <br />
La bellezza delle galassie è solo polvere ai tuoi piedi <br />
O Caravana dei desiderosi! Cammina a piedi nudi verso Madinah <br />
Le spine sulla tua strada sono più morbide dei fiori. </p>
<p>Quando allo stesso Allah (SwT) piace la bellezza, possiamo solo immaginare quanto Egli abbia voluto rendere bello colui che Egli ha scelto come Suo prediletto. Hadrat Anas (ra) ha detto che il Messaggero di Allah (pbsl) era il più bello tra tutti i profeti e che le sue mani erano più delicate della seta. </p>
<p>Il mio occhio non ha visto nulla bello quanto te, <br />
Nessuna donna ha mai dato alla luce nessuno bello come te, <br />
Puro da imperfezioni, come se i tuoi lineamenti fossero di tua stessa scelta </p>
<p>E&#8217; risaputo che Hadrat Aisha Siddiqa (ra) ha detto: &#8220;O Zulaikha, tu ti sei tagliata solo le dita alla vista di (Hadrat) Yusuf (as). Se avessi visto il Messaggero di Allah (saws), avresti aperto a tagli il tuo cuore&#8221;. Lei ha anche detto: &#8220;Il cielo ha il suo sole, e noi abbiamo il nostro sole&#8221;. </p>
<p>In un&#8217;altra narrazione, si riporta che Shima, la figlia di Halima Sadia, era solita chiedere a sua madre di mandare con lei suo fratello quando lei andava a condurre le pecore. Quando gliene fu chiesta la ragione, Shima rispose a sua madre: &#8220;Noto che le pecore pascolano velocemente ogni volta che il mio fratello Muhammad (saws) è con me. Le pecore poi si riuniscono attorno a dove mi siedo con mio fratello, e sia io che loro fissiamo il suo bellissimo viso&#8221;. </p>
<p>Hadrat Qurtubi (ra) ha detto che Allah (SwT) non ha svelato il completo splendore del Suo Messaggero (saws) perché la gente non sarebbe stata in grado di sostenerlo. </p>
<p>Come potrebbe la bellezza di Yusuf venirti anche solo paragonata? <br />
Egli era il prediletto di Zulaikha; tu sei il prediletto di Allah <br />
Velata nel segreto dell&#8217;umanità è la tua bellezza impeccabile <br />
Sconosciuto a tutti è che tu sei una parte della bellezza di Allah. </p>
<p>Inoltre, Hadrat Syed Ata&#8217;ullah Shah Bukhari (ra) descrivendo gli eventi della Grotta di Thaur disse: &#8220;O Abu Bakr, vedo il tuo grembo come un sostegno ed il viso del Profeta (pbsl) come il Santo Corano che vi sta sopra. O Abu Bakr, vedo te come un qari [recitatore del Corano] che sta leggendo questo Corano&#8221;. </p>
<p>Una notte, Hadrat Jabir (ra) entrò nella moschea del Profeta (saws) e vi trovò dentro il Profeta seduto. La luna piena riluceva intensamente, e Hadrat Jabir spostava il suo sguardo tra la luna ed il bellissimo viso del Profeta (saws). Fece così diverse volte come per paragonare, ed infine decise che il Messaggero di Allah (pbsl) era decisamente molto più bello della luna. Inoltre, Hadrat Ali (ra) disse: </p>
<p>Chiunque posasse un solo sguardo sul Messaggero (saws) restava estasiato; chiunque lo guardava ripetutamente veniva annegato nell&#8217;amore, e diceva in lode: &#8220;Non ho mai visto prima nulla di così fantastico, né mai più vedrò nulla di simile&#8221; </p>
<p>1) Sul carattere del Messagero di Allah (saws), Hadrat Abu Sa&#8217;id Khudri (ra) disse: &#8220;Il Messaggero di Allah (saws) era ancora più modesto e timido di una ragazza vergine velata&#8221; </p>
<p>2) Prima di accettare l&#8217;Islam, Hadrat Abdullah bin Salam (ra) viaggiò per incontrare la persona che tutti dicevano fosse un profeta di Allah (SwT). Riportando l&#8217;avvenimento successivamente, disse: </p>
<p>&#8220;Capì subito, vedendo il suo volto, che non poteva essere la faccia di un bugiardo&#8221; (Hadith) </p>
<p>3) Hadrat Musaab bin Umari (ra) era in un incontro, seduto con la testa piegata, immaginando il Messaggero di Allah (saws), quando alzò la testa e disse: &#8220;Il Messaggero di Allah (saws) aveva una bellissima carnagione con un incarnito rossastro, ed i suoi occhi auspicali erano grandi e affascinanti; le sue ciglia erano prominenti, i suoi capelli leggermente ondulati, e la barba folta. Il suo collo sembrava luccicare come argento, e la traspirazione sulla sua fronte brillava come diamanti. I palmi delle sue mani e dei suoi piedi erano carnose, e quando camminava, sembrava che scendesse da un luogo rialzato. Era di altezza media, ed il Sigillo della Profezia era molto sporgente tra le sue spalle. Le persone veniva catturate al loro primo sguardo sul Profeta (saws) e si innamoravano di lui. Il Messaggero di Allah (saws) era il più generoso di tutti ed allo stesso tempo il più audace. Manteneva sempre la sua parola con la gente ed era il più sincero. Era il migliore nei suoi rapporti sociali con la gente e aveva il carattere più gentile tra tutti. Non ho mai incontrato nessuno come lui, né incontrerò più qualcuno come lui&#8221;. </p>
<p>Gli idoli di Azar sono invidiosi del tuo bellissimo aspetto <br />
Per quanto io lodi la tua bellezza, resta sempre oltre ogni descrizione <br />
Viaggiando per il mondo, mi innamoro di molti di bell&#8217;aspetto <br />
Ma nulla potrebbe mai venir paragonato a ciò che vedo in te. </p>
<p>Il viso del Profeta (saws) splendeva come la luna piena. Vi era un leggero rossore nella sua carnagione chiara, che aggiungeva un&#8217;aria di eleganza. </p>
<p>L&#8217;Assemblea dell&#8217;Universo fu all&#8217;inizio convocata <br />
Tu fosti allora presentato sul suo palco <br />
O capo del primo e dell&#8217;ultimo! Non c&#8217;è alcun essere come te. <br />
O Mustafa Mujtaba! Lodarti è oltre la mia capacità <br />
Il mio cuore è troppo vile e le mie labbra troppo paurose. </p>
<p>4) Le sopracciglia del Messaggero (saws) non erano unite, e tra di esse vi era una vena che si ingrossava ogni volta che si arrabbiava. I suoi capelli erano divisi dalla riga in mezzo e arrivavano ai suoi lobi. </p>
<p>5) Gli occhi del Messaggero (saws) erano rotondi e bellissimi, e le venuzze rosse erano molto visibili nel bianco dei suoi occhi. Le sue ciglia erano lunghe e delicate, e la gente non riusciva a distogliere lo sguardo dal suo viso. </p>
<p>Diventava più bello quanto più lo si guardava (Hadith) </p>
<p>6) Entrambi i lati del suo viso erano simmetrici, ed i suoi denti erano sottili ed affilati. Della luce (nur) splendeva attraverso una fessura tra i suoi denti anteriori ogni volta che parlava o sorrideva. </p>
<p>7) Il naso del Messaggero (saws) splendeva raggiante, apparendo più elevato di quanto fosse realmente. </p>
<p> <img src='http://www.islam-online.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> La folta barba del Messaggero (saws) abbelliva il suo viso ancora di più, ed il suo collo snello luccicava come argento. </p>
<p>9) Hadrat Ali (ra) era solito dire che il Sigillo della Profezia si trovava tra le spalle</p>
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