II CONVEGNO “NUOVI MUSULMANI” “COME AMARE IL MESSAGGERO DI ALLAH”

apr 30th, 2012 | Di | Categoria: Islam

Si è svolto da venerdì 27 a domenica 29 il II Convegno dei “Nuovi Musulmani” e a questo proposito pubblichiamo un’analisi e le considerazioni della sorella Cinzia Aicha Rodolfi, nostra collaboratrice e caporedattrice di http://giornalismo2012.wordpress.com/

———   Noi musulmani d’occidente viviamo, talvolta inconsciamente, altre volutamente, il fatto di essere una “minoranza” come una scusa per esimerci dal sentirci “comunità”, e spesso ci dimentichiamo che con un minimo sforzo potremmo evidentemente ritrovare la sensazione di Ummah nella stessa fede, che è certamente causa e scopo per ritemprare sia i nostri propositi, le nostre intenzioni, che la gioia di una sana e costruttiva condivisione. Nondimeno è uno strumento di consiglio e imitazione importante nel bene per il bene, delle nostre azioni e dei comportamenti che diventano importanti nella società, anche come dignitoso biglietto da visita.

I fratelli e le sorelle che hanno organizzato il primo congresso esattamente un anno fa, sanno bene quanto sia importante, in Italia, ritrovarsi “nella lingua nazionale” all’interno di una situazione islamica, dove poterci sentire anche per solo 3 giorni, delle anime in forte empatia spirituale, a ricordare insieme la storia dei nostri antenati retti, i nostri valori ed i nostri precetti che sono la forza e l’obiettivo di questa vita terrena.

La prima edizione del convegno, non sapevamo cosa avremmo trovato; eravamo certamente emozionati di incontrare dal vivo fratelli e sorelle, a noi già carissimi, che però non avevamo mai visto. Nomi e voci che conoscevamo benissimo dal sito di huda.it che sono diventati finalmente volti, occhi e sorrisi; abbiamo vissuto un concerto di sensazioni meravigliose che ci hanno rese persone vere, mai così reali perché reali erano le nostre intenzioni. Condivisioni di speranze e lacrime di emozioni, hanno poi suscitato una carica di ottimismo necessaria per riaffrontare la nostra realtà quotidiana dove siamo solo “quella famosa minoranza”, spesso anime solitarie ed anonime, in mezzo ad una cultura che ci appartiene solo nell’apparenza, certamente non più nel cuore.

Quest’anno invece, siamo partiti in quarta, come il primo giorno di scuola della classe seconda elementare. Eravamo già consapevoli di ciò che avremmo “ritrovato”, siamo cresciuti anche nel Din, grazie a Dio, ma le emozioni non sono mancate nel riabbracciarsi e rivivere tante ore di una compagnia attesa da mesi, una fratellanza cresciuta, solidificata attraverso tante riflessioni, soprattutto scritte sui nostri blog e sui nostri gruppi.

Il tema scelto finalizzato a ricordare e condividere l’affetto per il nostro amatissimo Profeta Muhammad, la pace e la benedizione di Allah siano su di lui, è stato naturalmente lo spunto per poter sfogliare insieme tanti importanti situazioni, la sua sira, i suoi discorsi, ed infine la parola di Allah attraverso la voce del Suo ultimo inviato che è stato suscitato come misericordia per l’umanità; esempio e guida nonché intercessione per noi nel giorno più importante della nostra esistenza.

Questa edizione ha implementato lezioni con la componente storica ed etica, oltre che dottrinale. Le ottime relazioni scandite tra il sabato e la domenica, curate rispettivamente dai fratelli Mahmoud El Sayed , Sameh Aly, Hamza Roberto Piccardo e dal dott. Ali Abu Swaima, moderatore il fratello Usama El Santawy, per ricordare i tanti importanti aspetti di Muhammad Messaggero di Allah (pbsl), ci hanno cullato per ore, lasciandoci ad ascoltare attenti, facendoci sorridere o talvolta piangere. Le domande non terminavano perché evidentemente la sete di conoscenza di questa piccola ummah che vive in un contesto difficile non si accontenta di credere in Allah e nella Sua rivelazione, ma è ben intenzionata, lode ad Allah, ad imparare e maturare.

Il comune denominatore è stato quello di voler sottolineare sempre e soprattutto l’etica eccelsa dell’Inviato di Dio (pbsl) e lo sforzo di un comportamento non solo corretto nel massimo rispetto dei precetti e del Volere del Creatore, ma anche verso tutte le creature, compresi i nemici. Chi siamo noi per non farlo?

E’ emerso nei discorsi di ogni relatore il voler invitare la comunità ad imitare anche la grande misericordia che questo esemplare uomo aveva sempre, e ricordare come soleva comportarsi con un etica perfetta in ogni situazione. Il suo sapersi controllare e mantenere la calma, la sua grande disponibilità verso tutti, la dolcezza e la gentilezza in ogni relazione, l’educazione raffinata che nasceva dal rispetto verso ogni creatura non di meno la costante sincerità di intenzioni e di parole dovrebbero essere la nostra migliore scuola di vita ed i comandamenti del nostro galateo.

Purtroppo tra credenti spesso ci si dimentica che avere pazienza e trovare scusanti per evitare qualsiasi discussione offensiva, dovrebbero essere tra quei doveri che reiterano la volontà di voler essere una comunità di musulmani veri, uniti dalla stessa fede e dallo stesso obiettivo. Quella comunità appunto che ci fu raccomandata così tanto nell’ultimo sermone, la quale troppo sovente alza il dito per la critica, lo punta verso i suoi fratelli e semina biasimo nonché presunzione di superiorità. Quell’odiosa supponenza che diventa prepotenza di credersi esemplari e quell’ostinato voler vedere solo i difetti, quella ostinata smania quasi una fissazione di voler correggere ogni virgola per poi perdere la bellezza del messaggio più grande e globale. È l’amore per Allah, e per i Suoi messaggeri che si deve riproporre nella nostra vita quotidiana per poi diventare l’amore e il rispetto del creato.

Mancanza grave, difetto enorme, sensazione devastante nella comunità di coloro che hanno avuto il dono di amare lo studio della religione, e si sono appassionati ad approfondirla, diventa spesso appunto l’assenza dell’umiltà che invece dovrebbe essere quel “valore profumato” a distinguerci in mezzo a tanta umanità.

Il fratello Mahmoud El Sayed ha aperto il convegno con le migliori parole per il profeta Mohammed, pace e benedizione su di lui, ma non solo; infatti ci ha illustrato l’interessante teoria circa il fatto che “Credere nell’invisibile invero non è facoltativo, bensì obbligatorio. Ci sono tante cose che esistono e delle quali siamo certi, ma non si vedono. L’amore esiste, ma non si vede, il dolore esiste , ma non si vede… dunque per quale motivo sembra così irragionevole credere in un Creatore di tutte le cose che vediamo e non vediamo ? Comunque ad Allah non ci si può arrivare solo attraverso la mente, quindi la razionalità o il ragionamento; questi possono essere il punto di partenza, ma  il prosieguo deve necessariamente essere una spinta emozionale verso il trascendente che è desiderio da sempre di tutti gli uomini dall’inizio della storia dell’umanità; oggi probabilmente soffocata, ma pur sempre latente in ogni essere umano.

H.R.Piccardo, appassionandoci in un crescendo di emozionanti ricordi di Sunna, ha ricordato che sono proprio una dignitosa umiltà e lo sforzo per cercarla sotterrata nel profondo del nostro animo, a salvarci da comportamenti odiosi, ingiusti e scorretti quindi irritanti e maleducati. È anche questa umiltà il detersivo che ripulisce i cuori dalle incrostazioni che potrebbero renderlo insensibile a ricevere amore, goderne la bellezza per poi ritrasmetterlo; ma la carenza di umiltà è anche sintomo e causa di una fede sterile, vuota e sofferente, che non si capacita di esprimersi con buone parole e non trova pace.

Anche il Dott. Ali con parole cresciute in una saggezza colta e composta, ha chiuso la perfetta lezione con l’appello a sforzarci di comprendere l’educazione estremamente gentile di ogni singola azione del profeta di Allah, che è fattore di un comportamento sempre il migliore possibile e islamicamente valoroso e meritevole di quella fama e stima straordinaria. Amare il Rasulullah è quindi consequenziale al suo nobile carattere che poi deve essere preso in imitazione.

La nostra carissima sorella Patrizia Khadija Dal Monte ha presentato il suo libro uscito da pochi giorni ” Coloro che credono nell’invisibile” edizioni Al Hikma libreriaislamica.net; evidenziando come il suo lavoro sia stato volontà di partire dalle fonti ( Corano e Sunna) per capire la fede che crede appunto nell’invisibile, cosa che appare così estranea all’occidente pragmatico e materialista. Quindi ha trovato spunto per soffermarsi sul concetto della donna nell’islam, diversa e complementare all’uomo, ma non di meno inferiore e ci ha esposto la teoria della costola curva che non deve essere considerata come idea di essere qualcosa di storto, bensì semplicemente abbracciante uno spazio più vasto, rispetto alla linea retta.

La fratellanza che si rinsalda in questi eventi speciali, riporta anche a sentirsi uniti in un intento ripulito e riqualificato, ed è per questo che ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato la possibilità di sperimentarla nuovamente.

Lode ad Allah per la eccellente riuscita di questo secondo convegno, aspettando la prossima felice occasione di ritrovarci a testimoniare uniti in Allah, la nostra fede.

 

di Cinzia Aicha Rodolfi

9 commenti
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  1. ma sha ALLAH :)

  2. mash’Allah, a leggere queste parole vien proprio voglia di iscriversi direttamente al prossimo convegno… grazie per la testimonianza, utile per chi come me non è potuto venire, e per l’incoraggiamento a restare calmi e perseveranti nel perseguire l’esempio del profeta (saws)… e che Allah (sw) ci aiuti col suo sostegno e la sua guida. Amin

  3. Mash’allah bravissima, continua così

  4. As-Salāmu ‘alaykom wa Rahmatu-Llāhi wa barakātu-Hu!

    Qualcuno chiese al Profeta (ﷺ): «Quando sarò un vero credente?» – o forse chiese, in un’altra versione delle sue parole: «Quando sarò un credente sincero?». Lui (ﷺ) gli rispose: «Quando amerai Allah». «E quando amerò Allah?» – chiese ancora. «Quando amerai il Suo Inviato» – fu la risposta. Quegli insistette a domandare: «E quand’è che amerò il Suo Inviato?» Gli rispose (ﷺ): «Quando ne seguirai la Via, quando agirai conformemente al suo Esempio [sunnah], quando amerai ciò che egli ama ed odierai ciò che egli odia [lett. «amerai in ragione del suo amore ed odierai in ragione del suo odio»], quando avrai preso in amicizia quel che è nella sua amicizia e avrai preso in inimicizia quel che gli è nemico. Gli uomini si diversificano nella fede nella misura in cui si diversificano nel loro Amore per me; e così pure si diversificano nella miscredenza nella misura in cui si diversificano nel loro odio per me».

    Allahumma effondi le Tue benedizioni sul nostro sayyid Muhammad, sulla sua Famiglia, sui suoi Compagni, sui suoi Figli, sulle sue Spose, sulla sua Discendenza, sulla Gente della sua Casa, sui suoi Parenti, sui suoi Aiutanti, sui suoi Partigiani, su chi lo ama, sulla sua Comunità, e su noi pure assieme a tutti loro, Tu che sei il più Misericordioso dei misericordiosi. Amīn.

  5. Bismillahi r-Rahmàni r-Rahìm
    Allahumma salli alà sayydinà Muhammad

    assalamu ‘alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu,
    Che Allàh ricompensi tutti coloro che si sono riuniti in questo Nobile Convegno per ricordarsi a vicenda l’Amore per il nostro Profeta Muhammad, sallà Allàhu ‘alayhi wa sallàm, come ha riportato in queste parole la sorella saida Aicha Cinzia Rodolfi, che saluto con il saluto di pace:

    “Il tema scelto finalizzato a ricordare e condividere l’affetto per il nostro amatissimo Profeta Muhammad, la pace e la benedizione di Allah siano su di lui, è stato naturalmente lo spunto per poter sfogliare insieme tanti importanti situazioni, la sua sira, i suoi discorsi, ed infine la parola di Allah attraverso la voce del Suo ultimo inviato che è stato suscitato come misericordia per l’umanità; esempio e guida nonché intercessione per noi nel giorno più importante della nostra esistenza”.

    Vorrei aggiungere a quanto è stato riportato ed al bellissimo hadith che ci ha regalato il fratello sidi Abdel Nur, che saluto con il saluto di pace, anche il seguente detto:

    “Un uomo ha chiesto al Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) riguardo all’ Ora (cioè del Giorno del Giudizio), “Quando sarà l’Ora?” Il Profeta ha risposto:“Che cosa hai preparato per essa?” L’uomo ha detto, “Niente, salvo che amo Allah ed il Suo Inviato”. Il Profeta ha allora detto, “Sarai con quelli che ami”. Non eravamo mai stati così felici sentendo cio’ che il Profeta aveva detto (cioè, “Sarai con quelli che ami.”). Ed amo il Profeta, Abu Bakr ed ‘ Umar e spero di essere con loro a causa del mio amore per loro benché i miei atti non sono simili a loro. (Lo ha narrato Anas).
    preso da : http://www.islam-online.it/2009/06/hello-world/
    Articolo sull’Amore per il Profeta.

    assalamu ‘alaykum

  6. Assalamu ‘alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu

    Questo convegno particolare ed unico nel suo genere, sostanzialmente più importante per la fratellanza che per le lezioni comunque molto interessanti, è uno sforzo peraltro piacevole, per conoscerci, conoscere la nostra ummah e crescere con quella solidarietà che ci deve essere come ci fu raccomandato, e che deve andare al di là delle nostre posizioni, al di là delle simpatie e delle amicizie. Diversamente se non ci sforzeremo in questo senso lasceremo terreno fertile per quelli che invero nutrono la volontà di vederci gli uni contro gli altri oppure disuniti davanti alle istituzioni oppure non disponibili nelle difficoltà. Allah ci aiuti a diventare davvero fratelli e sorelle nella fede, pronti ad aiutarci, sostenerci per il nostro bene e quello dell’islam. Amiin

  7. Bel convegno.
    Bell’articolo.
    Bei commenti…

    jazakum Allah khairan

  8. as salamu alaikum, che Allah ricompensi gli organizzatori di questo meraviglioso convegno. Ringrazio Dio x aver partecipato con la mia famiglia e per aver incontrato sorelle e fratelli davvero speciali!!
    E’ stata un’occasione unica per poter vivere un’atmosfera meravigliosa parlando del ns amato Profeta! sono state giornate davvero emozionanti!!! Mashallah

  9. Bismillahi-r-rahmani r-rahim Assalamu Alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu un saluto di pace a tutti coloro che come me si sono riuniti in questo convegno, parlo per mia esperienza perchè non conoscevo le sorelle al convegno e non avevo fatto mai parte di questa grande famiglia …. che ALLAH vi benedica. personalmente da questo convegno porto il ricordo di quanti come me sono ritornati all islam, non importa con quale percorso … la fede e una fonte profonda in noi… e non e facile parlarne per alcuni …..e va rispettata in quanto tale… rispettare in ognuno di noi il percorso che sente piu vicino a questo filo che ci lega ad Allah…che Allah ci aiuti a diventare DAVVERO FRATELLI E SORELLE nella fede. Un ringraziamento a tutti coloro che hanno reso tutto ciò possibile che Allah li benedica e li protegga.

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