“Cessino le violenze” intervista con Mohamed Nour Dachan*
feb 9th, 2012 | Di direttore | Categoria: ApprofondimentiISLAM-ONLINE: La situazione in Siria è sempre più grave. Ora anche Damasco e Aleppo si sono aggiunte alle città di Homs e Hama e Dar’a. Qual è la situazione sul terreno?
MOHAMED NOUR DACHAN: L’entrata di Aleppo e di Damasco costituisce un elemento di novità nella rivolta siriana. Continuano ad esserci manifestazioni giornaliere pacifiche, nonostante l’intensificazione dei massacri e nonostante la repressione stia diventando sempre più pesante e non risparmi neanche gli ospedali.
I-O: Ci sembra evidente che il complesso geopolitico nel quale s’inserisce la Siria, penalizza fortemente l’appoggio internazionale alla rivolta in atto. Temi che la pressione russa e cinese possa giocare un ruolo essenziale ad isolarla?
MND:Il problema non sono solo la Russia e la Cina e il loro veto, il problema è che sono veramente poche le realtà che si sono mosse e che si sono schierate veramente dalla parte del popolo contro l’oppressore. La diplomazia internazionale non ha promosso azioni nel concreto.
I-O: L’asse irano-sciita che da Teheran, attraverso l’Iraq controllato dal governo di Maliki, la Siria in mano agli alauti arriva fino al sud Libano hezbollah, costituisce un fatto strategico che si è affermato ad un pesantissimo prezzo per i popoli della regione. A tuo avviso questo scenario ribalterà il problema siriano in un contesto internazionale che la potrebbe paralizzare?
MND: Sicuramente l’asse che parte dall’Iran arriva a ovest fino al Mediterraneo e a est fino al Pakistan, passando per l’Afghanistan con la rivolta siriana, sopratutto se Dio vuole vincerà la rivolta, misurata con le vittorie nell’Egitto e nella Tunisia e ultimamente in Marocco e nel Kuwait, forse ci riporterà ad un assetto molto meno diviso e molto meno etnico-religioso.
I-O: Qualcuno sostiene che l’Occidente (inteso come USA e UE) non gradirebbe affatto che la Siria possa sviluppare la sua lotta fino alla vittoria. Secondo te questo è vero? E se lo ritieni, perché?
MND: Noi non possiamo sapere cosa vogliono i grandi, quello che vediamo invece con gli occhi è che dopo 11 mesi di lotta e dopo gli ultimi massacri di Homs, c’è un silenzio veramente preoccupante.
I-O: Gli avvenimenti libici hanno traumatizzato molti musulmani e uomini e donne di buona volontà. L’analisi che fanno ipotizza una forte pressione tendente a portare la giusta protesta del popolo libico ad un punto che giustificasse il successivo intervento della NATO con quello che ha comportato di ulteriore tragedia e gettando una pesante ipoteca sull’indipendenza nazionale di quel popolo. E’ possibile che ci siano forze che spingono, in collusione oggettiva con il potere degli Assad per essere poi autorizzati a invocare un intervento militare straniero?
MND: Sicuramente lo scenario siriano è diverso da quello libico e noi insistiamo ancora una volta a dire che la rivolta è pacifica, ma pacifico non vuol dire farsi ammazzare e basta, ma ricorrere agli organismi internazionali come l’ONU del quale la Siria fa parte e che prevede nel proprio statuto la protezione dei civili. Vorrei fare un appello a quei fratelli e a quelle sorelle con cui per anni abbiamo marciato insieme e con i quali ci siamo ritrovati per la libertà e l’indipendenza dei popoli: vediamo che la loro paura che scoppi una guerra come in Libia sta facendo sì che, non dico si schierino con il dittatore, ma sicuramente non condannano le sue azioni e non dimostrano vicinanza alla lotta del popolo. Dove sono le prese di posizione, i comunicati? Dove sono le marce, dove sono gli appelli per le stragi come quella che si sta consumando a Homs?
I-O: Il “sostegno” che il regime ha concesso ad Hamas, ospitando alcuni suoi dirigenti e uffici, è sempre stata la foglia di fico dietro cui si è nascosta la vera faccia odiosa del potere alauita. Se la rivolta non dovesse avere successo credi che ci possano essere conseguenze gravi sui palestinesi che vivono nei campi siriani?
MND: Ma se la rivolta siriana non dovesse avere successo sicuramente ci saranno dei massacri enormi, per questo crediamo che non si possa tornare indietro e non si possa fermare la rivolta. Ecco il nostro appello a tutte le donne e gli uomini liberi del mondo è di muoversi adesso, non esitare e aspettare che sia troppo tardi.
I-O: Quali sviluppi ipotizzi e ti auguri nell’immediato e nel medio termine?
MND: La cessazione immediata delle violenze e dei massacri e la caduta del presidente Assad e del suo regime.
*Il dott. Mohamed Nour Dachan, presidente emerito dell’UCOII è il delegato per l’Italia della Coalizione di sostegno alla rivolta siriana.



Assalamu aleikum
leggo da un sito: “”"” Il noto analista ed accademico statunitense Webster Griffin Tarpley ha rivelato che gli Stati Uniti hanno inviato ‘squadroni della morte’ in Siria che hanno colpito ed ucciso civili. Intervistato da Press TV, Tarpley ricorda che “la principale forza a causare problemi in Siria sono proprio questi squadroni della morte”. Secondo Tarpley non c’e’ alcun dubbio che gli Stati Uniti hanno deciso di attaccare la Siria e l’invio degli squadroni della morte per uccidere la popolazione ed addossarne la colpa all’esercito avviene per gettare le basi per l’intervento militare diretto. Secondo Tarpley, geopoliticamente la Siria e’ unita all’Iraq e quindi gli Usa hanno gia’ iniziato l’offensiva ai danni della Siria al tempo dell’invasione dell’Iraq ed oggi stanno solo sviluppando cio’ che hanno iniziato da tempo. Tarpley ha spiegato che per agevolare il proprio intervento armato, la NATO sta cercando di creare “una guerra civile” nel paese arabo. “”"”"”
Ora mi chiedo: per fermare i massacri non sarebbe anche opportuno che l’opposizione siriana evitasse il coinvolgimento di questi gruppi chiaramente infiilttati e che con la causa della libertà non hanno nulla a chhe vedere ma lavorano per “clienti” a cui la libertà dei siriani non hanno assolutamente interesse? La dichiarazione di questo analiasta americano alza molti sospetti in merito alle reali intenzioni di una parte dell’”opposizione”. o visto in molti siti americani (quindi non sospetti) filmati in cui si attribuiscono attentati su civili proprio a gruppi terroristici “salafiti” è scritto proprio così) che sparano sulla popolazione attribuendo la colpa al regime siriano, che non rispettano i cessate il fuoco …. ovviamente questo non vuole essere un appoggio al regime siriano ma vedo dietro le quinte poteri che certo non hanno alcun interesse alla sorte del popolo siriano… il nostro aiuto deve essere per l’opposizione democratica e un sostegno forte a favore di chi manifesta liberamente per i suoi sacrosanti diritto civili… Ma qusto dovrebbe valere anche per i fratelli del Bahrain … ce ne dimentichiamo? la libertà vale per tutti … o no?