“L’Amore per il Profeta” e il seguire il suo esempio
feb 5th, 2012 | Di direttore | Categoria: Islamdi G.F. Haddad -
Ogni essere umano ha bisogno di “esempi” da seguire per la sua crescita personale, da bambini si hanno i genitori come esempio, e da adulti gli esempi da seguire cambiano rispetto ai nostri ‘desideri’, ma per chi è “sottomesso a Dio” (musulmano), ha nel Profeta Muhammad (su di lui le benedizioni e la pace) il ‘Migliore’ e il più ‘Nobile’ esempio che Dio ci ha dato da seguire per il nostro perfezionamento “Voi avete nell’Inviato di Allàh un esempio (modello) sublime..” (Corano 33,21). Trovo utile perciò, per me e mi auguro anche per chi leggerà gli spunti riportati in questa preziosa raccolta dello Shaykh G.F.Haddad, che Allàh lo ricompensi, alimentare il nostro amore per il Profeta – su di lui le benedizioni e il saluto di Allàh – alfine di trarne il maggior aiuto e beneficio per il nostro ‘perfezionamento’ in questo mondo (dunyà) e per l’altro mondo (akhirà) a Dio piacendo.
Che Allàh l’Altissimo ci aiuti ed aiuti la Sua Nobile Comunità (Umma) ad essere ‘di fatto’ la miglior Comunità, come Lui stesso l’ha definita:”Voi siete la migliore comunità (kuntum khayra ummatin) che sia stata suscitata fra gli uomini…” (Cor.3,110), e questosia nelle parole che nelle azioni, e sopratutto nel perfezionamento del proprio carattere (khuluq) e comportamento, come ci ha insegnato il nostro amato Maestro l’Inviato di Allàh sayydinà Muhammad (su di lui le benedizioni e la pace), il Miglior Esempio da seguire, il più Perfetto tra gli uomini (al-insàn kàmil), colui che è stato inviato come Misericordia per tutto il Creato “Non ti abbiamo inviato (O Muhammad) se non come Misericordia per tutto il Creato” (Corano 21,107).
Al hamdu li-Làhi Rabbi ‘alamin, la Lode spetta a Dio il Signore dei Mondi.
Umar A.F.
L’Amore per Il Profeta Muhammad (sas)
Ed il seguire il Suo Esempio
di GF Haddad
1. L’obbligo di aumentare l’Amore e l’Onore per il Profeta
2. Allàh ha detto: Invocate le Benedizioni sul Profeta
3. Allàh ha detto: Rallegratevi nel Profeta
4. L’obbligo di conoscere la Sira [vita del Profeta]ed imitarne il suo carattere principale
5. Chi era il nostro amato Profeta
6. Il danno di opporsi al suo ordine
7. Prove supplementari
1. L’obbligo di aumentare l’Amore e l’Onore per il Profeta
Allàh chiede al Profeta di ricordare alla sua Nazione [Umma] che è essenziale per coloro che sostengono di amare Dio, di amare anche il Suo Profeta: “Dì loro (O Muhammad): Se amate Dio, seguite (ed amate ed onorate) me e Dio vi amerà” (Cor.3:31).
Quest’obbligo di amare il Profeta significa obbedirlo, ricordarlo, seguire il suo esempio ed essere fieri di lui poichè Allàh è fiero di lui, giacché Allàh si è vantato di lui nel Suo Libro Sacro dicendo:“E in verità di un’immensa grandezza e’ il tuo carattere”. (Cor. 68:4).
L’amore per il Profeta è ciò che differenzia i credenti nella perfezione della loro Fede (Iman). In un hadith autentico riportato in Bukhari e in Muslim, il Profeta ha detto: “Nessuno di voi crede [ha una vera Fede] fino a che non ama me più di quanto ami i suoi figli, i suoi genitori e tutta la gente“. In un altro hadith riportato da Bukhari ha detto: “Nessuno di voi crede fino a che non ama me più di quanto egli ami se stesso“.
La ‘perfezione della Fede’ dipende dunque dall’amore per il Profeta, perché Allàh e i Suoi angeli innalzano continuamente il suo onore, così come è riportato nel versetto: “Invero Allàh ed i Suoi angeli benedicono il Profeta”. (Cor. 33:56). L’ordine Divino che immediatamente segue nel versetto:“O voi che credete! Invocate per lui la benedizione e il saluto (di Allàh)”indica chiaramente che la qualità di essere un vero credente dipende e si manifesta invocando benedizioni e pace sul nostro Profeta. La pace e la benedizione di Allàh siano sul Profeta, sulla sua famiglia e sui suoi compagni.
2. Allàh (swa) ha detto: Invocate le Benedizioni sul Profeta
Siamo incoraggiati a pregare sul Profeta ed elogiarlo, e cio’ è un obbligo per noi tramite l’ordine di Allàh nel versetto:“Invero Allàh ed i Suoi angeli benedicono il Profeta. “O voi che credete! Invocate per lui la benedizione e il saluto (di Allàh)” (Cor. Al-Ahzab 33:56).
3. Allàh (swa) ha detto: Rallegratevi nel Profeta
Esprimere la felicità per il Profeta che ci è stato inviato è un obbligo ingiunto da Allàh nel Corano, come appunto Allàh ha detto: “Del favore e della misericordia di Allàh lasciali gioire”. (Cor. 10: 58 )
Quest’ordine è venuto perché la gioia rende il cuore riconoscente per la misericordia di Allàh. E quale misericordia più grande ha elargito Allàh se non il Profeta stesso, del quale Egli dice: “Non ti abbiamo inviato se non come misericordia per il creato“(wa mà arsalnà-ka illà rahmatan li-l’àlamìn) . (Cor. 21:107).
Poiché il Profeta è stato inviato come misericordia per tutta l’umanità, è doveroso non soltanto per i musulmani, ma per tutti gli esseri umani rallegrarsi nella sua persona. Purtroppo, persino al giorno d’oggi, vi sono coloro che rifiutano l’ordine di Allàh di rallegrarsi nel Suo Profeta.
4. L’obbligo di conoscere la vita del Profeta (Sira) ed imitarne il carattere principale
C’è richiesto di conoscere il nostro Profeta, la sua vita, i suoi miracoli, la sua nascita, i suoi modi, la sua fede, i suoi segni (ayat wa dala’il), i suoi ritiri, il suo culto e non è forse questa conoscenza un obbligo per ogni musulmano? Che cosa è migliore dell’acquisire la conoscenza della sua vita? Ciò renderà Allàh soddisfatto di noi perché allora saremo capaci di conoscere meglio il Profeta e saremo più pronti a prenderlo ad esempio per noi stessi, a correggersi e ad imitarlo ed a guadagnare così la salvezza in questa vita ed in quella futura.
5. Chi era il nostro amato Profeta?
L’Inviato di Allàh non era né alto né basso (era di altezza media). Di carnagione, non era né molto bianco come la calce, né molto scuro, né di aspetto abbronzato che induce allo scuro (egli era raggiante, più luminoso persino della luna piena della quattordicesima notte). I capelli dell’Inviato di Allàh non erano né troppo diritti né troppo ricci (ma un po’ondulati). Quando egli raggiunse l’età di quaranta anni, Allàh Altissimo gli affidò la Profezia (Nubuwwah). Visse per tredici anni in Mecca e per altri dieci anni in Medina. Morì all’età di 62 anni. A quel tempo non vi erano più di venti capelli bianchi sul suo capo e sulla sua barba benedetti”. Ciò è stato riportato da Anas (che Allàh sia soddisfatto di lui).
6. Il danno di opporsi al suo ordine
Opporsi al suo ordine e cambiare la sua Sunna [modo di agire e fare del Profeta] è sviamento e innovazione. Ed Allàh minaccia, per chi se ne rende colpevole, privazione e punizione assoluti. Allàh dice: “Chi si separa dal Messaggero dopo che gli è stata rivelata la guida e segue un cammino diverso da quello dei credenti, quello Noi lo allontaneremo cosi come lui si è allontanato e lo getteremo nell’ Inferno ! Quale triste destino!” (Cor. 4:115 )
Il Profeta ha detto: “Chiunque abbia antipatia per la mia Sunna [modo di agire e fare del Profeta] non è dei miei.” (Bukhari e Muslim)
7. Prove supplementari
(1) Per quanto riguarda il Rispetto e l’ Amore per il Profeta
La Comunità [degli eruditi musulmani] è unanime riguardo all’obbligo di magnificare ed esaltare il Profeta, la sua Famiglia ed i suoi Compagni. Era la pratica dei pii credenti predecessori e degli Imàm del passato che ogni volta che il Profeta veniva nominato in loro presenza erano sopraffatti dalla riverenza e dall’umiltà.
Ja’far ibn Muhammad ibn ‘Ali ibn al Husayn ibn Ali ibn Abi Tàlib (cioe’ Ja’far al-Sadiq) diventava pallido ogni volta che sentiva nominare il Profeta.
L’ Imam Malik menzionava un hadith [parole del Profeta] solo se era in stato di purezza rituale (wudù).
Abd al-Rahmàn ibn al Qasim ibn Muhammad ibn Abu Bakr al Siddiq diventava rosso e balbettava ogni volta che sentiva menzionare il Profeta.
Per quanto riguarda ‘Amir ibn Abdàllah ibn Al-Zubayr ibn Al-’Awamm ‘Al-Asadi (uno dei primi Sufi), quando sentiva nominare il Profeta piangeva fino a che i suoi occhi non avevano più lacrime.
Quando un detto del Profeta (hadith) veniva recitato in loro presenza essi abbassavano le loro voci. Malik disse: “La sua sacralità (hurmat) nella morte è come la sua inviolabilità in vita.”
(2) Anche l’amore per i Compagni [del Profeta] è un segno di Fede
Un altro hadith mostra che anche l’amore per i compagni del Profeta (Sahaba) quali Abu Hurayra, è un segno di Fede, secondo le esatte parole del Profeta che invocò Allàh affinché rendesse Abu Hurayra caro ai fedeli.
Abu Hurayra ha fatto il seguente resoconto della conversione di sua madre. “Mi recai un giorno dal Profeta piangendo e dissi: “O Inviato di Allàh, sto’ invitando mia madre ad abbracciare l’Islam ma lei rifiuta. Oggi l’ho nuovamente invitata e lei mi ha risposto con parole che io ho odiato ascoltare. (O Profeta) Chiedi ad Allàh di guidare la madre di Abu Hurayra!” Al che il Profeta ha detto: “O Allàh! Guida la madre di Abu Hurayra”. Allora sono ritornato a casa, incoraggiato dall’invocazione del Profeta. Quando sono arrivato alla porta di casa l’ho trovata chiusa. Sentendo i miei passi, mia madre ha detto: “Abu Hurayra, non entrare ancora”. Potevo sentire il rumore dell’acqua. Lei si è lavata ed ha indossato il suo vestito (dir’) ed il velo (khimàr) poi ha aperto la porta ed ha detto: “Abu Hurayra! Testimonio che non vi è dio se non Allàh e che Muhammad è servo e Inviato di Allàh!” (Ashadu an là ilàha illà Allàh – waashadu anna Muhammad Rasul Allàh). Allora (prosegue Abu Hurayra) sono immediatamente ritornato dal Profeta, piangendo per la gioia, e gli ho detto: “O Inviato di Allàh, buone notizie! Allàh ha risposto alla tua supplica ed ha guidato (all’Islam) mia madre!” [Il Profeta] Ha glorificato ed elogiato Allàh, ringraziando-Lo e dicendo buone cose. Ho detto ancora: “O Inviato di Allàh! Chiedi ad Allàh che renda me e mia madre cari ai suoi servi credenti e che renda essi cari a noi”. Il Profeta ha detto: “O Allàh! Rendi il tuo piccolo servitore – intendendo Abu Hurayra – e la madre sua, cari ai Tuoi servi credenti e rendi i credenti cari a loro due”. Non esiste credente che senta parlare di me senza vedermi e che non mi ami.”
(Hadith narrato da Muslim e da Ahmad, anche da Ibn Hajar in Al-Isaba (7:435, 7:512) e da altri.)
Questo hadith è simile ad un altro hadith sano (sahih) del Profeta che parla al Comandante dei credenti (Amir al-mu’minîn) Ali ibn ‘Abi Talib (che Allàh sia soddisfatto di lui): “Nessuno ti ama se non un credente e nessuno ti odia se non un ipocrita”. (Narrato da Muslim, da Al-Nasa’i e da Ahmad)
(3) Un altro detto (hadith) per aumentare il nostro amore per Allàh (ta’Âla) ed il suo Inviato
Un uomo ha chiesto al Profeta riguardo all’Ora (cioè del Giorno del Giudizio): “(O Profeta) Quando sarà l’Ora?” Il Profeta ha risposto, “Che cosa hai preparato per essa?” L’uomo ha risposto, “Niente, salvo che amo Allàh ed il suo Inviato”. Il Profeta allora ha detto, “Sarai con quelli che ami”. Non eravamo mai stati così felici sentendo cio’ che il Profeta aveva detto (cioè, “Sarai con quelli che ami.”) Ed amo il Profeta, Abu Bakr ed ‘Umar e spero di essere con loro a causa del mio amore per loro benché i miei atti non sono simili a loro. (L’ha narrato Anas)
(4) Quanto sopra è chiarito ulteriormente dai seguenti detti (ahadith):
Il Profeta ha detto: “Fra coloro della mia Comunità che mi amano più intensamente vi è certa gente che verrà dopo di me e che darebbe via famiglia e proprietà in cambio di vedermi”. (Muslim l’ha narrato nel suo Sahih, libro “Del Paradiso, delle sue benedizioni e della sua gente.”)
Un uomo venne dal Profeta e ha detto: “Messaggero di Allàh, io ti amo più della mia famiglia e dei miei beni che possiedo. Mi ricordo di te e non posso aspettare (troppo) senza venire a trovarti. So che morirò e che anche tu morirai e so che quando tu entrerai nel Giardino (del Paradiso), sarai innalzato in alto con i Profeti. Dunque quando io vi entrerò, non ti vedrò”. Allàh allora rivelò: “Chiunque obbedisce ad Allàh ed al Suo Inviato, essi sono coloro che Egli ha favorito: i Profeti (pace su loro tutti), i veri Santi, i Martiri ed i Giusti. Quale eccellente compagnia”. (Cor. 4:69) Il Profeta richiamò l’uomo e gli recitò il versetto.
(Tabarani ed Ibn Mardawayh lo hanno narrato da A’isha e da Ibn ‘Abbas e Qadi ‘Iyad lo ha citato in Al-Shifa ‘così come Ibn Kathir nel suo Tafsir (1:310) ed Al-Baghawi nel suo).
(L’effetto dell’amore per il Profeta) E’ ulteriormente delucidato da questo detto (hadith) ‘di Umar “… per cui un uomo è stato punito dal Profeta a causa del fatto di bere del vino. Un giorno quando questi fu condotto da lui ed egli ebbe dato disposizioni per farlo battere, uno dei presenti [alla punizione] disse: “O Allàh, maledicilo. Quante volte è stato condotto [a te]!” Il Profeta disse: “non maleditelo. Giuro su Allàh che io so che ama Allàh ed il suo Inviato”. (Lo ha riportato Bukhari)
* * *
“Mawlà yà salli wa sallim dàiman abadan
‘alà habìbika khayri-l khalqi kulli himi.”
“O nostro Signore Protettore prega e benedici sempre ed eternamente sul Tuo amato, la migliore di tutte le creature.”
traduzione a cura di Umar A.F.
(12 Rabì’ Al-awwal 1433 - Mawlid an-Nabawi)
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Testo originale in inglese di GF.Haddad in: http://www.livingislam.org/lp_e.html
Tradotto e pubblicato con il consenso dell’autore da Umar A.F.



Sono n insegnante di religione cattolica e nel mio programma parlo dell’Islam per circa 5-7 ore.
Mi è un po’ difficile accettare Mohammed come esempio di uomo e di messaggero di Allah dopo aver studiato a fondo la sua vita. Io cerco di aiutare i ragazzi ad accostarsi alla religione islamica in maniera obiettiva.
Quando l’islam risponderà nella stessa maniera al dialogo intereligioso mi convincerò del valore di questa visione della vita e del rapporto con Allah/Dio.
Dialogo alla pari, reciprocità, rispetto delle idee diverse, condivisione del rispetto totale della vita,condanna totale di ogni forma di terrorismo, libertà autentica di culto e di conversione… sono solo alcuni dei valori che potrebbero riportare l’Europa e il mondo ad una “collaborazione” che potrebbe migliorare questo nostro mondo.
Cordiali saluti.
Egr. dott. Giuseppe, la figura del Profeta Muhammad – su di lui siano la Pace e le benedizioni d’Iddio – si presta generalmente ad un duplice fraintendimento. Il primo, più esteriore, è quello legato ad una conoscenza inadeguata della sua vita e della sua opera, dovuta ad informazioni erronee o parziali, ad incomprensioni e misconoscimenti, od altri fattori che potremmo definire “ambientali”. Il secondo, più sottile, è invece legato alla duplice distanza che intercorre tra noi, uomini dell’epoca moderna, ed i Profeti in generale – su di loro sia la Pace: una distanza storica e culturale, da un lato, ma soprattutto spirituale ed intellettuale, dall’altro.
Da questo punto di vista, il primo passo per un “dialogo interreligioso” che sia allo stesso tempo onesto e fecondo – col permesso dell’Altissimo – è considerare la rispettiva tensione verso il Divino secondo le modalità che le sono proprie, ben prima e ben più che commisurarla alle modalità che sono a noi più familiari o più congeniali. La Verità sia dunque il nostro scopo ed il nostro criterio, perché è Essa che connota veramente la “buona Volontà”, ed è da essa che viene la vera Pace, com’è detto evangelicamente: “Cercate prima il Regno di Dio, e tutto il resto vi sarà dato in più”.
Svolge una professione assai difficile, in quest’epoca tormentata. Iddio l’aiuti a svolgerla nel modo più giusto, che sia a Lui più gradito. E la Pace sia su chi segue la retta Guida.
Gentile Sig. Giuseppe -Insegnante di Religione Cattolica
un saluto di pace a lei e Benvenuto in questa casa virtuale
La sua iniziativa di includere, durante il suo programma annuale d’insegnamento della Religione Cattolica, alcuni accenni sulla Tradizione Islamica e sull’Inviato di Dio, il Nobile Profeta Muhammad, su di lui le benedizioni e la pace divine, il sigillo dei Profeti, è certamente lodevole ma anche molto impegnativa, in quanto necessita di fonti Tradizionali Islamiche attendibili e veritiere per non dare, senza volerlo, insegnamenti erronei ai suoi amati studenti, sui quali ne sono certo, lei sente una grande responsabilità, essendo il suo lavoro uno dei più difficili.
Sono italiano, pratico personalmente la Tradizione islamica e ne studio la sua Dottrina e la sua Storia da quasi trent’anni, con inoltre l’impegno costante di insegnarne la pratica e la Dottrina anche a mia moglie italiana ed ai miei tre figli oramai maggiorenni, le chiedo perciò il permesso, senza che ciò venga inteso come mancanza di rispetto nei suoi riguardi, di suggerirle alcuni dei moltissimi strumenti a disposizione ai nostri giorni per una ‘buona’ e ‘corretta’ conoscenza di chi era il nostro amato Profeta Muhammad, su di lui le benedizioni e la pace divine:
- la visione di questo sito multilingue compreso l’italiano: http://mohammad.islamway.com/ – leggendo anche i commenti fatti su di lui da importanti personaggi (non musulmani) della Storia.
- la lettura di alcuni dei suoi detti (hadith) che trova in questo Testo: “I 40 Hadith (An-Nawawi)” – Edizioni Al Hikma
- il Testo “Il Profeta Muhammad – La sua vita secondo le fonti più antiche” – di Martin Lings Edizioni Il Leone Verde.
NB-questi due Testi ed altri ancora li può trovare in questo sito: http://www.libreriaislamica.it
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“…Una Misericordia (Rahma) per il Creato ”
Narra una tradizione (hadith) che, cacciato dal Giardino (Il Paradiso), nostro padre Adamo, su di lui la pace, implorò a lungo il perdono del suo Creatore e lo ottenne infine quando lo chiese in nome di Muhammad. “Come sapevi che ti avrei perdonato in suo nome?” gli chiese Dio l’Altissimo. “L’ho saputo, rispose Adamo, quando ho letto sul Tuo Trono la scritta “Non c’è dio all’infuori di Allàh e Muhammad è Inviato di Allàh”.
É in questo senso che nel Santo Corano L’Altissimo si rivolge all’ultimo dei Suoi Inviati il Profeta Muhammad dicendogli:
“Non ti mandammo se non come misericordia per il Creato”
(Corano Sura XXI, vers. 107).
Pace a chi è sulla retta via