UCOII a Bellaria, un grande successo
gen 13th, 2012 | Di direttore | Categoria: Islamdi Gabriele Piccardo (addetto stampa del Convegno).
“Un successo pieno, ospiti e relatori contenti”, il direttivo dell’UCOII esprime con voce univoca il bilancio sintetico dei tre giorni di Bellaria. Oltre 700 persone hanno partecipato al Convegno nazionale UCOII “Musulmani in Italia- Essere per partecipare” per ascoltare e dibattere le problematiche insite nell’head-line dell’evento.
Tutte le attività previste in plenaria e nelle quattro sale di cui dispone la struttura del PalaConvegni di Bellaria hanno vista la partecipazione attenta e attiva dei convenuti. I relatori hanno trasmesso conoscenza e informazioni in italiano, arabo e albanese e la traduzione simultanea ha consentito a tutti di seguire.
Grande attenzione è stata inevitabilmente dedicata alla questione delle rivolte arabe che hanno caratterizzato il 2011 e continuano ad interessare l’anno appena iniziato. D’altronde non poteva essere che così, vista la presenza di Abdelfattah Mouro, fondatore del movimento islamico Ennahda, vincitore delle elezioni in Tunisia, di Safwat Hijazy, uno degli intellettuali di riferimento dei fratelli Musulmani dell’Egitto che stanno conducendo una difficile trattativa per far sì che lo spirito di Tahrir possa avere la meglio sugli interessi della Giunta Militare al potere, di Emad el Bennani, dirigente di primo piano della stessa tendenza in Libia, del dr. Nazir Hakim del Consiglio Nazionale siriano, l’organismo che rappresenta in Europa la rivolta contro il regime degli Assad, Abdelrazzak Makri esponente di primo piano del maggior partito d’ispirazione islamica dell’Algeria e il dr. Ahmed Labyed, membro dell-assemblea costituente tunisina.
Lo stesso tema è stato uno degli eventi clou del meeting. La tavola rotonda su “Rivolte arabe e politica europea” cui hanno partecipato, oltre ai relatori di cui sopra, anche Federico Di Leo (Comunità di S. Egidio), Giacomo Filibek (coordinatore dip. Esteri Pd) e l’On. Carlo Ciccioli (Pdl).
Nelle sale diverse dalla plenaria attività seguite da italiani ritornati all’islam (con Massimiliano Walid Alfieri, Amina Volpe e Hamza R. Piccardo) dai fratelli albanesi che hanno seguito le conferenze del dott. Zekarija Bajrami, imam della grande Moschea di Skopje in Macedonia e una serie di attività autonomamente gestite dal GMI (Giovano Musulmani d’Italia) che ha visto la partecipazione di oltre cento ragazzi e ragazze.
Altro intervento seguitissimo quello dello sh. Tabtabai del Consiglio di Fatwa del Kuwait, che ha dato una lezione di spiritualità ed etica importantissima.
Nella giornata di domenica 8 l’intervento in plenaria gestito dalle sorelle dell’ADMI (Associazione delle Donne Musulmane in Italia) che ha visto gli interventi dal palco di Souheir Katkhouda, pres. ADMi, Patrizia Khadija Dal Monte, v. pres. UCOII, Amina Volpe, Asmae Dachan e Sumaya Abdel Qader.
In teleconference dal suo studio di Londra il prof. Tariq Ramadan si è anche lui soffermato sulle rivolte arabe lanciando un appello a mantenere la mente lucida, a non considerare il processo rivoluzionario se non come appena iniziato. Purtroppo la qualità della connessione che è più volte caduta non ha permesso che l’intervento si svolgesse nelle migliori condizioni tecniche.
Ultimo intervento quello del dr. Htem El Bishtawi, proveniente dalla Giordania, responsabile della locale ass. per il Miracolo Scientifico del Corano e della Sunna.
In conclusione il direttivo dell’UCOII ha salutato e ringraziato tutti i partecipanti e ha invitato sul palco il presidente emerito dott. Mohamed Nour Dachan. Un momento di grande intensità che ha dato il segno della continuità e della fedeltà irrinunciabile ai valori fondanti dell’Unione.
Infine la lunga invocazione all’Altissimo tenuta dal sh. Mouro che ha commosso tutta la platea.



talmente un successo che nel 1991 erano i partecipanti 3000 nel 2011 ( 700)e che domenica terso giorno del congresso erano solo 150 partecipante
Salam Aleykum fratello Ali,
Forse ti stai confondendo con il ’92 quando, a Milano, venne sheik Yusuf al Qaradawi. Erano altri tempi, tempi in cui, prima dello spaventoso attacco alle torri gemelle, non c’era ancora islamofobia che grazie a Dio nel 2012 sta pian piano scemando. Non so se tu abbia partecipato nella giornata di sabato (probabilmente no) e se in quella
di domenica ti sia messo a contare i partecipanti presenti nelle varie sale. Credo che tu abbia anche un problema non solo con l’italiano (dopo tanti anni è davvero inspiegabile) ma anche con coloro, che malgrado le tua critiche senza senso e le tue butade omofobe, continuano ad invitarti a questi incontri che cercano senza dubbio di formare la comunità e che ci permettono di riabbracciare i fratelli. Che Dio ci perdoni tutti per gli errori che quotidianamente commettiamo e che ci dia la forza di non ricommetterli. Con immutata considerazione. Tuo fratello Gabriele Piccardo
caro gabriele, non posso che appoggiare il tuo commento.. a forza di essere negativi.. non so dove andremo a finire, ma dico io una volta tanto che e’ stato fatto un bel convegno organizzato con traduzione un programma per i giovani e altro per i non arabofoni.. ecco che lo si critica in manera superficiale e gratuita senza esserci stati e senza averci partecipato.. poi la critica la accetterei se chi critica abbia fatto un convegno analogo con 10.000 partecipanti.. io in questo caso ne sarei felice per me chi fa il bene della comunita’ e’ ben accetto comunque sichiami la su associazione.. ad altri da’ fastidio purtroppo ce’ un campanilismo schifoso che ci porta ognuno a guardare al suo orticello senza lavorare remando tutti dalla stessa parte.. wa allahu alam
Al Salamu Aleikum wa Rahmatu Allah wa Baraqetu,
ho partecipato solo sabato Al hamdulillah u.co.i.i. quest’anno è riuscito davvero ad organizzare un convegno dove nobili fratelli sheikh ci hanno trasmesso non solo precetti e fede, ma anche misericordia ed ottimismo. Sheikh tutti quanti che ci hanno ricordato a noi sorelle come creature preziose ed hanno spezzato assurdi maschilismi con parole gentili ricordando ai ns fratelli i loro doveri ed i ns diritti, nonchè il ns importante ruolo nella ummah…
tanto per fare un esempio Ulema dott Tabtabai ( dal golfo persico) in una delle sue tante bellissime risposte…. disse “un arabo migrato in occidente mi chiese come faccio se mia figlia in europa si allontana dalla nostra religione e diventa cristiana? ed io risposi che lui avrebbe comunque dovuto continuare doverosamente ad essere un buon padre!” Al hamdulillah QUESTO è L’ISLAM possiamo per favore dirlo a chi pensa diversamente ?????
Carissimi fratelli e sorelle,
assalamu aleikum,
volevo scrivere che veramente il convegno è stato entusiasmante, organizzato molto
bene e molto interessante. In particolare volevo fare i complimenti ai traduttori in simultanea veramente molto, molto bravi e instancabili e ai giovani che hanno intrattenuto i bambini.
Mashallah ! Ci avete dato a tutti una grande carica.
Raccomando per favore di mettere la mia mail nella mailing list di tutti gli organizzatori
di convengni, riunioni, iniziative….etc….non vorrei perdermi più queste occasioni !
Grazie, Salam, Claudia Amina
In riferimento al commento di Gabriele in risposta ad Alì
1- è davvero poco gentile e professionale rinfacciare ad uno che non parla bene l’italiano malgrado i suoi anni di presenza, solo perché dice qualcosa che non ci piace.
2- Nell’Islam l’omosessualità è un peccato grave, se poi siamo uno stato che lo permette ci conviviamo come tutto quello che è contro il nostro credo, ma se uno manifesta che è contro, e tu dici che è omofobo, allora, c’è qualcosa che non va nel tuo ragionamento!
Caro fratello Sameh,
non temere che il fratello Ali sa difendersi da solo. La questione dell’italiano credo che sia un fattore molto significativo del livello di integrazione di un soggetto in questo Paese. Ho fatto notare la cosa per sottolineare il fatto che la mancata integrazione del fratello è lo specchio delle sue visioni del mondo a volte discutibili. So bene che praticare l’omosessualità nell’islam è considerato un peccato ma la nostra religione ha come base fondamentale il rispetto dell’altro anche di chi è omosessuale. Devi sapere poi che il fratello Ali ha fatto un Fatwa che indicava il voto a mio fratello come peccato in quanto era candidato in un partito politico il cui leader è omosessuale. Dunque il ragionamento è: se tu voti colui che è in un partito guidato da un gay allora voti per un gay o sei gay e dunque fai peccato. Insomma una castroneria gigantesca. Noi musulmani valutiamo i contenuti, i programmi, e guardiamo in faccia i nostri referenti politici, quello che fanno nella loro camera da letto non è affar nostro di certo.
Gabriele
Assalamu alaikum wa rahmatu.llahi wa barakatuhu,
Carissimo Umar son perfettamente daccordo con te quando affermi:”ce’ un campanilismo schifoso che ci porta ognuno a guardare al suo orticello senza lavorare remando tutti dalla stessa parte..”
Hai dimenticato un particolare appena appena importante: che la stessa “parte” verso cui bisogna remare e’ il Corano e la Sunna, e cercare di attaccarsi a loro e difenderli con i denti.
Ecco appunto, voi continuate pure a cercare di farvi eleggere a parlare di politica e ad instaurare questa dittatura del “vietato vietare” senza spiegare l’ Abc della religione, sappiate che pero state andando verso acque torbide, ben liberi di farlo, ma non abbiate nulla da recriminare se altri per puro istinto di sopravvivenza (religiosa spirituale intendo) iniziano a remare dalla parte opposta.
Gabriele, e’ un po’ riduttivo dire che l’omosessualita’ nell’Islaam sia considerata un peccato; L’omosessualita’ fa parte dei peccati capitali e nello stato islamico l’omosessuale che venga trovato in stato di flagranza -e chi con lui in questa azione turpe, abietta,- viene ucciso. E la base della nostra religione -te lo giuro su Dio- e’ tutt’altro che il rispetto dell’omosessuale, e ricordati che il Profeta ,che Dio Lo elogi e Lo preservi da ogni male, ha lapidato colei che aveva fornicato con una persona di sesso opposto… so bene che Tareeq Ramadan queste cose non ve le spiega nei suoi illuminanti interventi, ma qualora ogni tanto provaste ad aprire “Il giardino dei devoti” o qualsiasi altro libricino di hadith (se pur pochi, in lingua italiana si trovano) magari queste cose le scoprireste da voi.
Un abbraccio a tutti
Fi.amani Allah
Assalamu alaikum wa rahhmatu.llahi wa barakatuhu.
Bismillah
Assalamu alaikom
Gentile Gabriele come tu hai ripreso pubblicamente un fratello per delle idee sue che non condividi ti riprendo io per alcune questioni delle quali non hai tenuto conto:
1) il fratello Ali, che sia io che Sameh conosciamo bene, scrivendo un commento qua non ha reso noto chi egli fosse, ma tu hai voluto rispondergli, non al suo commento, ma attaccandolo personalmente.
2) Chi decide cos’è l’integrazione? Riprendendo Ali per il suo italiano, che è molto migliore rispetto a quello di altri, non solo manchi di rispetto a lui, ma manchi di rispetto a tutti i musulmani (e non) che sono venuti qua per lavorare e basta, per mantenere famiglie o per migliorare alcuni aspetti della loro vita, e con loro insulti i genitori di migliaia di musulmani (mio padre è qua da 35 anni e non parla bene come Ali…ora arrivi tu e lo giudichi?)
3) Su quali basi religiose basi il tuo ragionamento che ti ha portato a dire che la “fatwa”, se così si può definire, è una castroneria gigantesca? Le parole del fratello in questione vanno smentite con il Corano e la Sunna dato che lui ha usato il Corano e la Sunna per il suo parere.
4) Se ogni persona dovesse essere attaccata, com’è stato attaccato Ali, solo per pensarla diversamente dall’autore dell’articolo, non so quanti di noi si “salverebbero” dalle parole di fuoco che molto spesso i fratelli si lanciano a vicenda mancando così ad un principio fondamentale sulla quale si basa la fratellanza nell’Islam – La Rahma
5) I Musulmani devo essere degli esempi l’uno per l’altro e se uno sbaglia bisogna riprenderlo nel modo in cui il Messaggero di Allah, sallallahu alaihi wa sallam, ci ha insegnato.
6) Tu come sei messo con l’arabo? Lo stai studiando per poter leggere e comprendere il Corano? Ebbene Ali ha studiato l’italiano, al massimo delle sue possibilità, per poter spiegare a chi l’arabo non lo sa cos’è l’Islam…come lo sta facendo, la da’wah, questo lo lasciamo ad Allah e poi alle altre persone che fanno da’wah.
E poi…la privacy dell’individuo è sacra, perciò quello che l’uomo fa in camera da letto sua sono affar suo e non nostro…questo finchè una persona non lo rende pubblico, che è un altro grande peccato (e con questo non faccio riferimento ne agli omosessuali ma a tutti)
E poi, da fratello, ti consiglio (e scusami se lo faccio pubblicamente) di chiedere perdono ad Allah (ed estendo l’invito a tutti) ma soprattutto di chiarire questa tua faccenda con il diretto interessato.
wallahu a’lam
Il fratello Jibril padre di Isa, ha lamentato una supposta censura da parte nostra perché non ha visto apparire il suo commento nei tempi che avrebbe voluto.
Innanzi tutto noi non censuriamo quasi nessuno (quasi perché talvolta, utenti che si nascondono dietro un nick, usano termini che riteniamo inaccettabili) se i commenti non appaiono immediatamente è solo perché i moderatori non sono collegati h24 al sito.
Detto questo, lamento la tendenza a scornarsi tra fratelli sulle pagine di un sito, è un metodo che non è accettabile e foriero di gravi conseguenze sull’amore reciproco che è la base del nostro essere Umma.
Assalamu alaikum fratelli, la “supposta” censura la lamentavo poiche’ come appare chiaro dalla datazione e dall’ora, ho inviato il mio commento poco prima delle nove e con mio grande stupore verso le ore 11,45 il mio commento non c’era a differenza di quello del fratello Usama che ha scritto verso le ore 11.
Mi spiegate gentilmente come mai un commento postato alle ore 11, alle ore 12 meno un quarto, e’ presente nel sito e il mio postato circa due ore prima, alla stessa ora non appare?
E’ per questo che ho lamentato la “supposta” censura, per quanto riguarda la presunta tendenza a scornarsi tra fratelli e’ sicuramente un qualcosa da evitare, e non auspicabile; infatti ho trovato completamente fuori luogo l’offese fatte al fratello ‘Ali per non sapere l’italiano dopo tanti anni in italia.
Non mi pare che qualcuno indaghi,viceversa, su quanti juz del Corano conosca la persona che lo ha offeso dopo tanti anni che e’ mussulmano.
Qua un piccolo lavoro di ijtihad e qualche traduzione. Spero possa essere utile alla Ummah o essere spunto per qualche cosa di più utile
http://islam-it.blogspot.com/2012/01/come-dare-un-buon-consiglio.html
Bismillah,
avete già preso provvedimenti contro questa notizia?
http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120112-islam-sbai-pdl-interrogazione-su-convegno-bellaria
salam wa rahma
caro Usama
islam-online.it non è il sito a cui fare, questa domanda. Meglio scrivere direttamente a quello ufficiale UCOII http://www.ucoii.org
Cari Fratelli, come sappiamo tutti, la quantità non ha importanza ma la qualità che conta, e poco continuo, meglio di, troppo a tratti; detto ciò, il convegno era un successo, ricco dei contenuti, pieno di consigli, indicazioni, educazione ha rafforzato la speranza e la fede del pubblico presente, ha riunito i fedeli, ha favorito l’incontro per 3 giorni e lanciato un messaggio alla società dicendo che l’ucoii c’e’ e ci sarà sempre. Sono d’accordo che dobbiamo sempre migliorare e ciascuno di noi deve fare un’autocritica e chiedersi cosa può fare e offrire purché la comunità islamica d’Italia abbia un ruolo significativo e importante nello sviluppo di questo paese. Raccomando ai cari fratelli di abbandonare i litigi, ognuno è libero di dire la sua opinione ma seguendo il detto del nostro profeta (PBSL) “Chi crede in Allah e l’ultimo giorno deve parlare bene o rimane in silenzio, non dobbiamo sprecare la nostra energia tra di noi ma unire le nostre capacità e competenze non abbiamo tempo da perdere.
Vogliamo sentire nuove idee e proposte, questo che vogliamo, il passato è passato cosa possiamo fare per migliorare il nostro futuro?.
Bism Illah alRahman al Rahim
Non ho risposto subito alla tua lettera perché, alla luce di diverse ayàt e alcuni hadìth, che non cito, ho ritenuto che avrei dovuto rispondere a comportamenti del genere con la parola “salàman”, ma ho preferito di soprassedere. Ho visto i commenti pro e contro me e, resomi conto che essi sono andati fuori campo, ho deciso di chiarire a te e ai commentatori quanto segue. Ribadisco che, a mio avviso, il Congresso UCOII, da te magnificato come un grande successo, in realtà non lo è. Da te, che sei arrivato di recente, il numero di settecento può essere considerato un successo, ma per me, che sono stato uno dei fondatori dell’Associazione UCOII e che avevo allora una visione di grande successo di essa,in prospettiva, il risultato odierno è poco. E ti spiego il perché. A puro titolo informativo faccio presente che io, nel mio primo commento, intendevo parlare del Congresso organizzato da me nel 1990/1991 (a nome Centro Islamico di Milano e Lombardia e UCOII e con abbondante documentazione fotografica, che teniamo a tua disposizione ); Congresso a cui erano presenti, a Milano, oltre ai tremila partecipati, anche sedici Parlamentari e mezzo Consiglio Comunale capeggiato dal Sindaco pro-tempore. Nello stesso torno di tempo (1992), in Francia ( io ero presente a quel Congresso) i partecipanti erano meno di mille, a fronte di una presenza islamica in Francia di sette milioni di Musulmani. L’ 11 settembre è passato anche per loro e, adesso, al loro Congresso sono presenti più di centomila partecipanti (la loro sede è stabilmente a Parigi). Qui in Italia siamo tornati indietro: da tremila a settecento! Lo sai quale è il motivo di questo regresso? Il motivo risiede nel fatto che l’evento viene programmato in località periferiche, nonostante le mie sollecitazioni, a ragion veduta da anni, di farlo in una metropoli, come Milano o Roma, sedi nelle quali,per tutta una serie di motivi che non sto ad elencare, Allàh volendo, si realizzerà un vero successo e io sarò, allora, in prima fila ad applaudire. Ti auguro che tra quaranta anni tu possa aver fatto quello che ho fatto io, a condizione che tu ti levi dalla testa l’idea che per fare l’integrazione si debba calpestare i principi dell’Islàm . Cosa ne pensi della lingua italiana in questa lettera? Per qualche lacuna nella lingua, come vedi, il rimedio si trova con una segretaria di madrelingua italiana; invece, per certi comportamenti non c’è rimedio, se non con l’aiuto di Allàh l’Altissimo. Ti consiglio, quindi, di fare tanti du’à per migliorarti. Con questo scritto non desidero altro che il tuo miglioramento ( In urìdu illà al-islàh, ma stata’t u wa ma tawfìqi illà billàh, ‘alàyhi tawakkaltu wa ilay-Hi unìb ( Sura Hud àyah 88 ) (1) Ti abbraccio paternamente wa s-salàm.
(1) Questo programma di scrittura non ha la traslitterazione universale.
Assalamu Alaikum a tutti, forse sarò fuori tema, ma la mia rifessione è spontanea.
Non voglio giudicare il convegno perché non è giusto islamicamente e perché non ero presente, ma da molto tempo mi chiedo: Invece di concentrasi sempre e solo sulle rivolte arabe, l’UCOII cosa fa per i mussulmani in Italia, o almeno cosa tenta di fare…lasciando ad Allah l’Altissimo la decisione.
Mi spiego nel nostro paese non abbiamo un intesa con lo stato, i nostri figli non hanno riferimenti saldi per poter percepire le fondamenta del Dìn, non ci sono sapienti a cui porre domande su problemi e quanto altro; questo porta a chiunque di poter citare Hadith o spiegazione di sure del Corano in una determinata questione, senza avere conoscenza. La pubblicazione di libri è insufficiente per comprendere a pieno il Dìn (Tanto che il sottoscritto deve ordinare libri in inglese dall’Inghilterra), non esiste un comitato per la certificazione Halal delle carni con controlli anche presso le macellerie…….e altro ancora. In Italia che piaccia o meno esiste un Islam fai da te.
Certo sono tante questioni, ma intanto vale la pena almeno parlarne e Insch’Allah organizzare convegni per discutere di questo.
As-Salamu ‘alaykom wa Rahmatu-Llahi wa barakatu-Hu.
A differenza del fratello Ibrahim, che ha commentato in precedenza, ho avuto l’opportunità di partecipare al convegno, e nel mio unico intervento ho espresso sostanzialmente le sue medesime perplessità. Fatte salve eccezioni rare ed isolate, in Italia non c’è un programma educativo e culturale, né un ricollegamento sapienziale alle fonti della Tradizione Islamica, né un serio progetto di formazione che vada oltre iniziative episodiche e perlopiù scollegate da centri di studi islamici riconosciuti, in Europa o nei Paesi arabo-musulmani.
Come detto dal fratello, sono tante questioni, ma intanto vale la pena almeno di parlarne, dopo oltre vent’anni di attività pubblica nell’ambito dell’organizzazione della Comunità Islamica in Italia. Wa Allahu A’lam.
Pregate per la Cecenia. La capitale Grozny è stata totalmente distrutta dalla guerra durante l’invasione russa del 1994 (in un anno e mezzo è morto il 10% della popolazione), ed è oggi devastata dall’anarchia e dalla corruzione. Molti abitanti sono fuggiti. Le organizzazioni di aiuti umanitari (Croce Rossa, Medici senza Frontiere, Dorkas e World Vision) sono andate via; i soccorsi da esse inviati in passato sono stati rubati e venduti da criminali o semplicemente distrutti. Sono rimasti solo circa 200 cristiani evangelici ceceni, mentre nel paese imperversano l’islamismo e il wahabismo (una forma estremista di islam incoraggiata dall’Arabia Saudita). Chamira, una cristiana del posto, ha spiegato: “Ci sono molti orfani e i loro bisogni ci lacerano il cuore. Non pensiamo minimamente di andarcene. Abbiamo molto da fare qui; i nostri vicini hanno bisogno di noi. Abbiamo tante opportunità per mostrare l’amore di Cristo agli altri”.