Tettamanzi:”I musulmani hanno diritto a praticare la loro fede”
set 5th, 2010 | Di direttore | Categoria: NewsLa notizia
«Le istituzioni civili milanesi devono garantire a tutti la libertà religiosa e il diritto di culto. I musulmani hanno diritto a praticare la loro fede nel rispetto della legalità. Spesso però la politica rischia di strumentalizzare il tema della moschea e finisce per rimandare la soluzione del problema, aumentando il livello di scontro, mentre potrebbe diventare uno stimolo per migliorare il livello della convivenza civile» Esternazione inequivocabile dell’arcivescovo cardinale Dionigi Tettamanzi, che regge la diocesi ambrosiana. E in merito alla questione della Moschea non ha dubbi: ” È un problema grave, che bisogna risolvere urgentemente. La questione interroga la città nel suo complesso. Le autorità locali devono cercare di trovare una soluzione in tempi brevi: rimandare il momento in cui la questione sarà affrontata, può solo incancrenire la situazione e aumentare la tensione».
Il commento
Grazie Eminenza, grazie di cuore per la sua lungimirante equità, ma come lei ben dice si sta strumentalizzando la questione per “incancrenire la situazione e aumentare la tensione”.
Il problema infatti non è “la moschea”, anche se avere un luogo di culto islamico monumentalmente degno di una grande città come Milano, è certamente utile e importante. A Milano (e immediate adiacenze) ci sono almeno una ventina di mossallat alcune anche abbastanza “storiche” e di una certa dimensione. Quello che invece è politicamente imprescindibile, è smettere agitare l’aspetto della sicurezza per drammatizzare ogni presenza islamica in città. Se ciò avvenisse le questioni di compatibilità urbanistica, impatto ambientale ecc diventerebbero solo problemi tecnici e come tali sarebbero serenamente affrontati e risolti. A Milano come ovunque nel Nord Italia.



Ho visto per caso che al cimitero di Staglieno a Genova esiste un piccolo cimitero musulmano. Sono 37 fosse, distribuite in due campi distinti (25+12), ormai non più accesibile perchè invasi dalle piante e rovi. L’accesso è stato barricato con delle tavole di legno. La manutenzione di questi due campi dipende dal comune di Genova o dalla comunità musulmana della Liguria?
Gentile redazione, volevo analizzare in commnto rilasciato dal Sig. Hashlamoun. Anzitutto in Italia lo Stato e la Chiesa sono due entità separate, per cui non spetta a quest’ultima l’onere dei luoghi di culto islamici. Inoltre non mi si venga a parlare di moralità, perchè quando vedrò nei “democratici” paesi islamici, non già la libertà di culto bensì la libertà di scegliere la religione che si vuole, allora si porrà il problema. Considerando poi il disastro in Pakistan, faccio presente che in quel luogo non solo si discriminano gli aiuti in base alla religione, ma sono stati trucidati anche tre volontari stranieri accorsi in aiuto perchè cristiani. Non mi risulta che paesi immensamente ricchi come l’Arabia Saudita abbiano stanziato almeno un euro e poi il Pakistan è un paese erstremamente pericoloso ed ostile nei confronti dei cosiddetti occidentali.
Distinti saluti.