Mâlik yawmi d-dîn, quarto versetto
ago 12th, 2010 | Di Patrizia Khadija Dal Monte | Categoria: Corano
Dopo la ripetizione dei Nomi di misericordia, la sura al-Fâtiha continua evocando la sovranità di Dio sul mondo, collegandola al Giorno del Rendiconto: Malik yawmi d-dîn . Il termine Malik ha due letture diverse, una ha la vocale lunga Mâlik, e ci sono diversi hadith che tramandano di come questa fosse la lettura dell’Inviato di Dio (su di lui la pace e la benedizione divine), una invece con al vocale breve, che è la lettura di Mecca e Medina. La differenza tra di esse non è grande, entrambe sono accettabili. Malik significa direttamente re, mâlik invece è il participio presente di malaka (possedere, essere proprietario, ‘esercitare potere su’) e ha un significato più generale, è legato anche a milk (ciò che si ha in effettivo potere); mentre malik è legato a mulk (l’essere re). La parola malik viene usata nel Corano anche per gli uomini, ma si deve aver presente che la loro è sempre una sovranità delegata, un hadith profetico ci avverte: “Il nome più vile presso Dio è quello di un uomo che venga chiamato ‘Re dei Re’. Infatti non v’è sovrano al di fuori di Dio.”
L’idea della regalità di Dio sul mondo è resa nel Corano anche con la parola trono (‘arshu):
“Sia esaltato Allah, il vero Re. Non c’è altro dio all’infuori di Lui, il Signore del Trono Sublime. (XXIII,113)
Trono che è presente sulle acque dal principio del mondo:
«È Lui Che ha creato i cieli e la terra in sei giorni – allora [stava] sulle acque il Suo Trono (wa kâna ‘arshu-Hu ‘alâ-l-mâ’), per vagliare chi di voi agirà per il bene. » (Corano XI, 7).
“…questo Trono è il solo ad essere descritto come «presente nell’Acqua», ed è per questo motivo che viene designato anche come il “Trono della Vita”, in riferimento al versetto coranico in cui si dice che «a partire dall’acqua abbiamo fatto ogni cosa vivente» (Corano XXI, 30). “L’Acqua è la radice delle cose esistenziate (mawjûdât) nella loro totalità (…). È a partire dall’Acqua che Allâh crea ogni cosa…”
“Colui Che in sei giorni creò i cieli e la terra, quindi Si innalzò sul trono a governare ogni cosa. Non vi è alcun intercessore, senza il Suo permesso…” (X,3)
Potremmo dire che Allah è Al-Malik, Re, del mondo sempre:
“ Di’: ” Mi rifugio nel Signore degli uomini, Maliki An-Nâsi Re degli uomini, Ilahi An-Nâsi, Dio degli uomini” (CXIV,1-3)
“Glorifica Allah ciò che è nei cieli e sulla terra, il Re, il Santo, l’Eccelso, il Saggio.” (LXII,1)
ma che la sovranità sul mondo e sugli uomini apparirà in pienezza solo nel Giorno del Rendiconto: “ in quel Giorno la vera sovranità [apparterrà] al Compassionevole e sarà un Giorno difficile per i miscredenti”.
In quel Giorno saranno levate le “cause seconde” (al-asbâb) e Dio governerà in modo diretto.
Il Giorno del Rendiconto è un tema che percorre l’intero Corano. E’ ciò verso cui cammina la creazione tutta: “Allah è Colui Che ha creato in sei giorni i cieli e la terra e tutto ciò che vi è frammezzo, quindi Si è innalzato sul Trono. Al di fuori di Lui non avete alcun patrono o intercessore. Non ve ne ricorderete? Dal cielo dirige le cose della terra e poi tutto risalirà a Lui, in un Giorno che sarà come mille anni del vostro contare.” (XXXII,4-5)
“Chi mai ti farà comprendere cos’è il Giorno del Giudizio? E ancora, chi mai ti farà comprendere cos’è il Giorno del Giudizio? Il Giorno in cui nessun’ anima potrà giovare ad un’[altra] anima in alcunché. In quel Giorno [tutto] il potere apparterrà ad Allah.”(LXXXII,17-19)
Pronunciare le parole Mâlik yawmi d-dîn significa dunque riconoscere la gloria e regalità assolute di Allah, così come la sua perfetta giustizia ( il nome divino ad-Dayyân, stessa radice di dîn, significa letteralmente Colui che retribuisce i suoi servi secondo assoluta giustizia) e di conseguenza la nostra finitezza e indingenza, coscienza che si declina nella seconda parte della sura in adorazione e invocazione di aiuto.
Patrizia Khadija Dal Monte


