“La carità non consiste nel volgere i volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma…

ago 12th, 2010 | Di | Categoria: digiuno, Islam

di HRP

Ieri sera a tarawih (la veglia notturna delle notti di ramadan) leggendo la sura della Giovenca abbiamo incontrato questo passo:

“La carità non consiste nel volgere i volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Allah e nell’Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l’orazione e pagare la decima*. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, ecco i timorati“.(Corano II, 177).

Il termine che abbiamo tradotto  con “carità” è “al bir ” che significa anche devozione, ma preferimmocarità perché cmi sembrò che il concetto espresso fosse proprio quello dell’amore per Dio. Recita infatti la definizione: “ Carità significa amore disinteressato nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di Dio. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé”.

Pertanto, questo bellissimo passo ci ricorda che, per quanto importante, l’orientamento esteriore non è sostanziale, ma lo sono invece la fede e la generosità, la lealtà e la pazienza. Queste sono le caratteristiche di coloro che sono muttaqin, timorati di Allah, coloro che possono prendere il Libro come Guida; non troviamo forse all’inizio della sura (II, 2)  … “questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati” ?

Ci piacerebbe che potessimo sempre aggiungere al beneficio spirituale della lettura del Libro di Allah, anche quello intellettuale ed etico della sua comprensione e applicazione.

La veglia di tarawih è occasione e spunto per apprendimento e riflessione; non passi una una sera senza che la nostra mente non si soffermi sul significato della parola di Allah e la nostra volontà non c’interroghi sullo stato della sua applicazione da parte nostra.

2 commenti
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  1. Salamaleikum , io vado al tarawih ma non le capisco le surat per chi non capisce l’arabo e’ sicuramente meno intenso anzi bisogna fare uno sforzo immenso x concentrarsi su parole che non hanno x noi significato , cercare di ascoltare l’essenza …sperare che entri nel cuore …

  2. La questioni islamiche in italia sono questi, il diritto alla comprensione dei riti religiosi nei luoghi di culto. La difficoltà dei dirigenti consiste nel fatto che non sono all’altezza dei loro compiti e nel 99% di loro non sono culturati e spesso non in grado di parlare o srivere l’arabo correttamente, figuriamoci la lingua italiana, il che rende il servizio mediocre o adirittura fuorviante.

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