Italia: schiena flessibile e ginocchia callose…

ago 31st, 2010 | Di | Categoria: Donne

Alessandra Colla commenta la visita di Gheddafi

Quanto polverone intorno alle dichiarazioni di Muhammar Gheddafi… Ma ce n’è veramente motivo?
A quanto pare, la cosa che più avrebbe indignato il colto e l’inclita sarebbe stata la sua esortazione a una prossima islamizzazione dell’Europa.
Ora, basta sforzarsi appena un pochino per guardare le cose nella loro cruda realtà e constatare che già duemila anni fa qualcuno venuto dall’Oriente (Medio, per la precisione) andò predicando una religione che nulla aveva a che fare col sentire europeo, e lo fece con tanto successo che oggi l’Europa e l’Occidente sono cristiani; anzi proprio l’Europa (certa Europa, perlomeno) rivendica orgogliosamente il giudeo-cristianesimo come parte fondante, più che integrante, delle proprie radici.
Insomma Gheddafi fa del proselitismo, e vuole convertire. Lo fanno da secoli i cristiani, e non sono così in tanti a scandalizzarsi.
Senza contare che sul piano civile e intellettuale, un analogo sottile lavorìo di conversione e manipolazione lo fa da decenni l’imperialismo statunitense, agente della globalizzazione: ma in questo caso si parla, è vero, di “liberazione” ed “esportazione della democrazia” — potenza delle parole…

Altro motivo di inorridito scalpore, la convocazione di qualche centinaio di avvenenti figliole per un breve corso intensivo di cultura islamica. Compostamente vestite, e in una sala congressi.

ognuno le veline sue, queste quelle di Bossi

Francamente, a me la cosa sembra meno insultante della convocazione di qualche centinaio di avvenenti figliole fatte sfilare mezze nude su un palcoscenico a fini non già culturali ma di sfondamento mediatico o d’altro tipo.
Ormai ho un’età, e il femminismo della mia adolescenza ha lasciato il segno, si vede.

Quasi nessuno, invece, ha rilevato il grazioso calar di braghe di uno Stato che fu sovrano; e che ritiene di doversi scusare del passato imperialismo (un imperialismo piccolo piccolo, da Italietta savoiarda). Ora, ne abbiamo fatte anche noi di cotte e di crude, inutile far finta di niente. Ma chiedere scusa è da sepolcri imbiancati (quelli di evangelica memoria, proprio). Avrei trovato più virile riconoscere che l’Italia di un tempo si mosse come poteva e come sapeva nel solco dell’imperialismo allora dominante: e che ora, essendo mutati i tempi, conviene trovare nuovi modelli di interazione in grado di far fronte congiuntamente ai problemi attuali dell’area mediterranea che investono in ugual misura sia l’Italia che la Libia.
Ma non c’è niente da fare. L’Italia che festeggia i 150 anni della sua presunta unità ha mantenuto la cifra del servilismo — forte con i deboli e debole con i forti, è di schiena flessibile e ginocchia callose, retaggio di penitenze bimillenarie.

Ci sarebbe anche da dire qualcosa sul Gheddafi-pensiero in relazione all’islam e al suo autentico significato — cose da dotti: ma alla luce dei fatti d’Italia, mi viene da concludere che l’islam di Gheddafi è, né più né meno, quello che ci meritiamo. Tacere è bello.

un commento
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  1. I miliardi che verseremo a Gheddafi come “indennizzo”(di cosa,delle uniche opere pubbliche mai fatte là dopo i Romani…italiani anche loro?)servono a costruire strade
    appaltate a ditte collegate con Berlusconi,chiaro?
    Qualunque cosa si possa pensare di Gheddafi(e c’è molto da criticare)si deve ammettere
    che è stato il PRIMO a dire che i terroristi che si fanno esplodere in mezzo alla gente
    innocente(di solito mussulmana come loro,o come loro pretendono di essere)non vanno
    in Paradiso,ma sono assassini e vanno all’INFERNO!
    Vorrei che lo dicessero tutti gli Ulama,a Kairouan,a El-Azhar,a Bursa,a Mashad e via dicendo;non basterebbe certo,quando il Papa condannò i terroristi CATTOLICI dell’Ulster
    delle bombe sono scoppiate lo stesso,ma forse sarebbero state di più

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