Io sono l’Occidente!
mag 1st, 2010 | Di Patrizia Khadija Dal Monte | Categoria: Donne
“Io sono l’Occidente” intitolava un capitolo del suo romanzo Walter Siti1, riferendosi alla somiglianza tra le dinamiche che connotano l’essere omosessuale e il volto attuale della cultura occidentale…
“Io sono l’Occidente”, potremmo dire noi donne musulmane velate, che pazientemente costruiamo la nostra identità di cittadine musulmane occidentali… Niente paura non è il vaticinio di una campagna di islamizzazione forzata, solo la difesa del proprio esserci e contare ed essere rispettate, cittadine tra altri cittadini.
“Io sono l’Occidente”, che vi piaccia o no, quello che si sta facendo, quello dei colori, degli odori e dei volti diversi.
“Io sono l’Occidente” degli spaghetti, della polenta e del couscous e del riso servito a più non posso… Volete gradire?
“Io sono l’Occidente” della crisi, del tramonto della fede consumistica, dei nuovi innesti…
“Io sono l’Occidente” della laicità e delle religioni che si guardano con occhi nuovi e si interrogano a vicenda…
E in questo farsi c’è nostalgia e fluidità come evidenzia Ileana Montini nel suo articolo, e forse incertezza, ed è normale che sia così: “Queste giovani sembrano vivere contorni fluidi, sentimenti contrastanti: c’è il sentimento di sentirsi intimamente italiane in quanto cresciute in Italia, ma anche la percezione di non poter definirsi “completamente italiane, né completamente della nazionalità dei genitori.”
ma sopratutto ci sono grandi pregiudizi e sovrapposizione di categorie culturali nello sguardo dell’altro verso di noi, come dimostra un ennesima volta l’articolo citato2, già dal titolo: “Tra desiderio di essere come le coetanee italiane, e il dovere di rappresentare una comunità intera in quanto corpi femminili”.
Ancora il velo ad essere chiamato in causa (e la foto per niente veritiera, ritrae donne con niqab ottimo e abbondante) e ancora una volta non ci si riferisce a ciò che rappresenta per chi lo indossa, ma ad una propria concezione che ormai puzza di stantio, ma così difficile da abbandonare: il velo come segno di diseguaglianza e di sopraffazione, il velo come negazione della femminilità e della propria corporeità. Il velo come macigno che schiaccia la donna insomma. Neo-tradizionalismo femminista occidentale si potrebbe chiamare ormai questi discorsi…
“Insomma, è compito delle donne, con il loro corpo coperto per l’intera settimana, portare la bandiera della differenza religiosa e delle tradizioni. Non si può non avvertire, nelle parole di queste giovani, l’oscillazione tra il desiderio di essere come le coetanee italiane, e il dovere di rappresentare una comunità intera in quanto corpi femminili”
Ed il problema che si profila, non detto, in questa operazione reiterata, non è l’oscillazione delle giovani musulmane, ma l’accaparrarsi da parte del pensiero dell’intervistatrice e di come lei, della cultura italiana e la sua fissazione: “ lì c’è la Verità Eterna, Immutabile”, è difficile contestualizzare, potremmo dire, e cioè: “va bene ciò che è stato, certo ci sono stati dei cambiamenti notevoli in cinquant’anni, ma ora fermiamoci qua, voi siate persone retrograde e dovete solo adeguarvi a noi…” “voi non avete niente di buono da darci”. Cercano pure la castità, che gran scandalo e derisione per le storiche radici del mordi e fuggi!
“Queste ragazze dicono di osservare rigorosamente il divieto di avere rapporti sessuali prima del matrimonio e ripetono che è il Corano la base di ogni regola di vita. Chiedono “il rispetto” assoluto del diritto ad avere luoghi di preghiera, aree cimiteriali, ore per sole donne in piscina ecc.., in quanto non riconoscono la separazione dello stato dalle religioni come si è venuta configurando in Occidente.”
Ma la libertà di coscienza e di praticare la propria religione, con tutti gli annessi e connessi non era garantita dalla Costituzione? Ci si deve separare dalla propria coscienza o rinunciare a quei diritti che sono garantiti a tutte le altre religioni?
E perfino:
“Qualcuna ha usato il termine amiche citando le compagne al posto dell’ostentato musulmano di sorelle. Segno palese di questo essere ”un mix” difficile da reggere psicologicamente.”
Per l’autrice dell’articolo certamente, si riposi è stato un pomeriggio faticoso…
Patrizia Khadija Dal Monte
1Walter Siti “Troppi paradisi”, Einaudi
2Ileana Montini, “Tra desiderio di essere come le coetanee italiane, e il dovere di rappresentare una comunità intera in quanto corpi femminili”, in “paese delle donne online”.



salmo alaikom.ricordati sempre di allah e te lo troverai davanti.roconosci dio nella prosperità ed egli ti riconiscerà nellàvversità.sappi che ciò che ti èmancato non ti era destinato e ciò che hai avuto non poteva mancarti.sappi che la vittoria viene con la pazienza,il sollievo dopo l’affizione e con la difficoltà la soluzione. allah con te
Sono una giovane donna cristiana e vorrei riferire un commento sulla condizione del velo islamico.
A me piace molto vedere le vostre donne con il velo perchè è una immagine bella e rassicurante di una donna che ha scelto la castità verso DIO nella dedizione ad essere una buona moglie ed una buona madre. Una donna che sceglie fin da giovane di essere virtuosa agli occhi di DIO e poi anche di esempio per la comunità e la sua famiglia che sarà poi anche quella con il proprio marito.
Come vorrei che anche le donne cristiane vivessero questo aspetto spirituale della fede sia nella società che nelle propria famiglia prendendo esempio da MARIA la serva fedele di DIO, l’immagine della “donna perfetta”. Purtroppo la cristiana del mondo occidentale, forse inconsapevole della gravità di certi aspetti anche del suo abbigliamento,si crede di essere libera e moderna, ma in realtà aderisce alle logiche sataniche dell’adulterio anche se non è un’adultera, ma per il solo abbigliamento della moda, cosi risulta essere, apostata e adultera. Purtroppo io mi sento sola in queste mie considerazioni anzi se le manifesto ricevo solo insulti! Mi resta solo di gioire per l’immagine perfetta che ai miei occhi ha la donna mussulmana velata (senza eccessi però!) che sempre mostra serenità nel suo volto.
Un saluto nella pace di DIO COMPASSIONEVOLE E MISERICORDIOSO
[...] [...]
NO, PATRIZIA. CON TUTTI GLI ANNESSI E CONNESSI NO. SE SI VIENE IN ITALIA CI SI COMPORTA COME IMPONE L’IDENTITA’ NAZIONALE, COSI’ COME SE VADO IN ARABIA SAUDITA CON LA MIA FIDANZATA NON LE FACCIO METTERE LA MINIGONNA. NON ME LO PERMETTEREBBERO. TUTTE LE RELIGIONI, IN PARTICOLARE QUELLA ISLAMICA, HANNO QUALCOSA DI FOBICO, DI PATOLOGICO CHE MI SPAVENTA. INTEGRAZIONE VUOL DIRE VENIRSI INCONTRO. IN COSA I MUSULMANI CHE VIVONO IN ITALIA FANNO DEI PASSI VERSO LA LORO INTEGRAZIONE PER DIVENTARE ITALIANI? SOTTOLINEARE LA PROPRIA FORTE IDENTITA’ VUOL DIRE “NOI NON SIAMO COME VOI, DI MAZZINI E GARIBALDI NON CE NE FREGA NIENTE, ABITIAMO QUI MA NON VI AMIAMO, PERCHE’ SIAMO MUSULMANI”. SE VOLETE CONDIZIONARE LA MODA E LA MORALE LIBERA DELLE NOSTRE DONNE VI SBAGLIATE. SE E’ LA GUERRA CIO’ CHE VOLETE SARA’ LA GUERRA. CHI SEMINA ODIO E CHIUSURE RACCOGLIE ODIO E CHIUSURE. HO MOLTA PIETA’ DELLE DONNE CRISTIANE CHE TRADISCONO E RINNEGANO LA LORO FEDE E LA LORO LIBERTA’. DI SOLITO SONO MASOCHISTE INSICURE CHE TROVANO UN APPIGLIO DI REGOLE E DI SOTTOMISSIONE QUANDO SI SENTONO PERSE. NE HO MOLTA PENA.
Ma la libertà di coscienza e di praticare la propria religione, con tutti gli annessi e connessi non era garantita dalla Costituzione? Ci si deve separare dalla propria coscienza o rinunciare a quei diritti che sono garantiti a tutte le altre religioni?
Patrizia Khadija Dal Monte
In tutto questo fiero discorso hai dimenticato che io sono italiana.. la cultura é qualcosa di molto più aperto ed evolutivo di quello che immagini… Essere cittadini italiani e musulmani é una realtà e un diritto e nasce dalla coniugazione delle due istanze
dove posso trovare l’articolo che viene citato?
2Ileana Montini, “Tra desiderio di essere come le coetanee italiane, e il dovere di rappresentare una comunità intera in quanto corpi femminili”, in “paese delle donne online”.
Salam Aleykum
@ Claudio: Anche io come molti anni sono italiano di nascita cosi come lo sono i miei avi. Nato cattolico(non per mia scelta) ho iniziato in età adulta ad interessarmi dell´Islam. Per questa mia scelta non mi sento meno italiano degli altri! Purtroppo nei media quando si parla di Islam viene quasi sempre associato solamentecome un fenomeno che riguarda solo i non Italiani. Purtroppo molte persone(non so se questo é il tuo caso) criticano senza conoscere o, in base a stereotipi, pregiudizi e luoghi comuni. Anche io fino a qualche anno fa la pensavo come te, ma quando avuto la fortuna di conoscere da vicino l´Islam, ho cambiato totalmente il mio parere. Ti auguro possa avere anche tu la stessa mia fortuna.