“Aisha moglie del Profeta”Ravenna 10 aprile 2010 conferenza della dott.ssa Asma Lamrabet
apr 14th, 2010 | Di direttore | Categoria: Donne
di Cinzia Rodolfi
Arrivando nell’atrio della sala forum ove le sorelle organizzatrici si apprestano a preparare la reception con i libri e l’attiguo tavolo con il buffet, si scorge una bellissima donna dai tratti mediterranei e dallo sguardo fiero , alta ed elegantemente vestita in pantaloni larghi neri in fresco di lana, camicia bianca classica , lunga giacca nera e un foulard di seta di gusto occidentale indossato come hijab.
Non ci sono dubbi che sia proprio la dottoressa Asma Lamrabet : forte e dignitosa , pacatamente sicura di se’, vestita in modo sobrio ma elegante, specificatamente musulmano, visibilmente devota ma moderna , una donna che sta portando avanti un’importante campagna di acculturazione delle donne musulmane in Marocco, dopo aver vissuto lungo tempo in America latina ed avere a cuore la sorte ed i diritti umani di tutte le donne del mondo , ed anche ottimo medico impegnata a curare i bambini malati di tumore .
Vorresti stringerle subito la mano e dirle quanto la stimi e in quel momento lei si volta come se avesse captato lo sguardo lusinghiero e sorride discretamente mentre si appresta ad entrare in sala.
Intanto e’ arrivata anche Patrizia Khadija Dal Monte che sarà la traduttrice simultanea della conferenza ed entra insieme a Marisa la presidentessa di Life che introdurrà le due illustre ospiti.
Sedute al tavolo dei relatori ecco tre donne che rappresentano l’Islam femminile fiero e orgoglioso, donne musulmane devote, madri di famiglia eppur seriamente impegnate nel sociale, tre donne diverse nei dettagli e nella forma esteriore ma simili nell’impegno serio e determinato per la diffusione della cultura vera e dell’etica meravigliosa spesso sconosciuta, donne che hanno l’Islam nel cuore e lo sanno trasmettere attraverso i loro sguardi luminosi e le loro parole incisive e piene di significati.
Asma presenta il suo libro pubblicato da edizioni Al Hikma di Imperia, 130 pagine ricche di notizie interessanti circa la vita di Aisha (che Iddio sia soddisfatto di lei) madre dei credenti e sposa amatissima del Profeta* (pace e benedizione su di lui) .
Introduce subito il tema a lei molto caro circa la necessita’ che le donne musulmane oggi ritornino a prendere la parola, proprio come nel lontano passato ai tempi del Profeta*, per liberare l’Islam da pregiudizi e fraintendimenti che lo hanno mistificato, per avanzare nel progresso rimanendo pur ancorate alle Fonti che dimostrano essere assolutamente imparziali tra i sessi ed anzi debbano essere il nostro più valido aiuto in ogni circostanza della nostra vita. L’Islam e’ una religione che sancisce uguaglianza tra i sessi ha bisogno di essere riletto proprio attraverso la testimonianza di una donna vicinissima al nostro Profeta *(pbsl). Le donne nell’Islam degli ultimi secoli troppo spesso sono state soggetto di studi, ma troppo poco hanno parlato, persino i loro lavori sono stati spesso persi o dimenticati , con poche eccezioni come lo studio del sapiente Akram che ha censito circa 8000 donne erudite dei primi secoli dell’Islam in una enciclopedia unica grande valida testimonianza di un Islam al femminile ove le protagoniste erano certamente donne devote, ma colte , impegnate e molto forti ed avevano davvero poco dell’ eufemismo ‘sesso debole’.
Il lavoro di recupero di queste memorie illustri femminili, dice Asma, non rinnega la produzione maschile, ne’ la contesta , si pone piuttosto al fianco di questa per dare un contributo più reale ed autentico all’Islam e ritrovare l’ immagine della donna musulmana intelligente che era cosi’ diffusa agli albori della della nostra religione.
Rileggendo con attenzione e approfondendo lo studio su Aisha ci si stupisce che una donna di 1400 anni fa fosse così forte , piena di personalità , colta e impegnata rispetto all’idea diffusa nella lettura tradizionalista che descrive la donna musulmana stereotipata all’interno delle mura casalinghe solo moglie e madre , poco colta e poco partecipante alla vita sociale . Invece Aisha* era completamente il contrario: forte, sapiente e in un certo senso ribelle quando rispondeva alle ingiustizie in difesa della verità e del diritto di parola. Educata alla prima scuola islamica era al fianco del Profeta * quando arrivavano le rivelazioni (soprattutto le due sure importantissime “la Giovenca “ e “ le Donne”) perciò ha attinto la sua conoscenza dalla fonte migliore ed ha avuto il maestro migliore; seppe coltivare con impegno questa sua immensa fortuna ma fu il suo carattere tenace e le sue doti straordinarie che fecero di lei una grandissima maestra, una sapiente partecipe e attiva , intraprendente nel suo sforzo continuo per la pratica dell’ Islam sia spirituale che etico e sociale e per la diffusione di ben 2200 ahadith , e non solo perché fu esperta di esegesi coranica e prima mufti dell’Islam per volontà stessa del Profeta* che disse a tutti: “ prendete meta’ della religione da questa donna…! “ indicando la sua amata colta moglie che peraltro non avendo avuto figli ed avendo sposato giovanissima e vissuto altri 40 anni dopo la morte del Profeta * fu destinata alla missione di trasmettere al mondo intero la Sunna più intima e più attendibile.
Fu così che la sua casa a Medina, di fianco alla prima Moschea edificata, divenne per 4 decenni una vera e propria università dove i compagni del Profeta* andavano a riportare gli ahadith e lei ne studiava sia il contenuto che lo stile, li analizzava scrupolosamente in base alle sure che parlavano dello stesso argomento per capire la loro autenticità: Quando le accadeva di non riconoscerli validi , lo faceva motivandolo con la sua grandissima conoscenza. Questo lavoro la impegnava in modo totale dimostrando sempre una grandissima precisione e profonda serietà che ci ha insegnato quanto sia importante questo atteggiamento e metodo, rifiutando approssimazioni e leggerezze sia nella teologia che nella vita pratica quotidiana.
Un altro degli aspetti importantissimi che si riscontrano studiando la vita di Aisha, e’ quello di un matrimonio di grande e visibile amore, dove il Profeta stesso * non perdeva occasione per mostrare la tenerezza che aveva verso Aisha e verso le sue altre mogli , un esempio per insegnare ai suoi compagni e quindi all’umanita’ intera la virtu’ islamica del marito gentile e affettuoso nei confronti della sua sposa in una societa’ che doveva uscire da maschilismo e rudezza Caratteristiche queste che sono ancor ancora oggi un retaggio difficile da combattere.La repentina enorme diffusione della religione islamica fece sì che fosse contaminata dalle consuetudini tradizionali imbevute di culture patriarcali di stampo misogene, confondendo i precetti religiosi e la sunna autentica fino a fraintenderli . Fu cosi’ che le donne alle quali fu negato il diritto alla cultura smisero di studiare e di parlare per secoli e la storia dei musulmani nel mondo andò avanti ad opera dei soli uomini padroni del sapere e della letteratura. Successivamente nelle terre dello sviluppo dell’Islam per colpa della violenta destabilizzante colonizzazione si cercò di chiudersi ancora di piu’ all’interno delle proprie culture, sia per paura della sopraffazione, sia per timore di perdere la propria identita’ e si rifiuto’ tutto cio’ che era occidentale senza neanche considerare eventuali benefici. In tal modo si svilupparono correnti fortemente conservatrici che volevano proteggere anche le donne tenendole ancor piu’ lontane dall’acculturazione. Ci sono molti tafsir che sono completamente maschilisti e sono rimasti per secoli i soli ad essere considerati validi. Asmae ci rammenta che oggi e’ necessario che le donne stesse compiano studi accurati sulle Fonti e sulle prime donne degli albori dell’ Islam e far rivivere l’esempio- modello di Aisha all’interno della nostra società’, per poter partecipare alla vita sociale ed alla crescita colta dei musulmani sia in occidente che nei paesi orientali . Comprendere che la diversita’ uomo-donna anche nella parole, nelle intelligenze e negli apporti intellettuali deve essere una ricchezza e un lavoro di concertazione che non cammina su due binari paralleli ma si incrocia e si aiuta vicendevolmente proprio come rivelato nel sacro Corano.
La morale è certamente un invito a tutte le donne musulmane di tutto il mondo, sia orientali che occidentali, a studiare sforzandosi di comprendere il vero messaggio e ricercare nelle fonti e nella storia dell’Islam dei primi 3 secoli la nostra vera storia dalla quale apprendere precetti, regolamentazioni, leggi ed etica.
Tornare al passato per essere piu’ forti e affrontare la sfida del progresso senza nascondersi e rifiutarlo bensi’ sapendolo guidare, inch’Allah..
Conferenza organizzata dalla Life, Ravenna.



Questo articolo mi ha davvero emozionato.. e perchè no anche caricato! A volte però la realtà è ben diversa dal messaggio che si è voluto dare con queste parole meravigliose. Dare l’opportunità alla donna di acculturarsi, di studiare, di crescere e di maturare, sia per quello che riguarda la religione che per quello che riguarda il viver quotidiano è un ” punto critico ” per certi uomini che nn tollerano il fatto ( avere al fianco una donna che può ” tenergli testa” ) nn so se mi sono spiegata…mi riferisco a ciò che è riportato sopra , di quegli uomini che pensano alla donna come una proprietà, che deve stare lontano da ogni cosa e che si dedichi solo a casa e figli, che nn alzi mai il tono di voce e che nn può dire la sua!! Purtroppo esistono a tutt’oggi e spero ci sia un modo per fargli cambiare idea. Che Allah sostenga voi sorelle nell’intento di far arrivare questo messaggio di coraggio a reagire per diffondere la Sua Parola…
Ho letto l’articolo con grande interesse, perché sto cercando di capire tante cose attraverso lo studio, che credo che sia la via migliore. Proprio dalla Sura delle donne vorrei partire: io l’ho letta tutta, ovviamente so che i testi scritti in arabo hanno diverse traduzioni e io non so quale sia quella giusta. Però qualcuno può spiegarmi queste parole? Dio preferisce gli uomini? E perché?
“34 Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha preservato. Ammonite quelle di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è altissimo, grande.” (Il Sacro Corano)
salamaleikum con molto ritardo vorrei rispondere a Laura, se voleste gentilemnte dalla redazione girare a laura mia risposta
in modo molto molto semplice io credo di aver capito questo:
il nostro Signore l’Altissimo ci dice che :
gli uomini sono preposti alle donne perche’ DEVONO essere per loro una guida , un sostegno e loro maestri… percio’ gli uomini DEVONO sudarsi questo diritto con un comportamento islamicamente corretto e sviluppare un autorevolezza che ben diversa dall’autorita’
gli uomini hanno doveri sacrosanti di mantenimento e guida verso la loro famiglia
io credo
tutti gli uomini che non svolgono loro doveri e non si comportano come Allah l’Altissimo ordina loro …NON possono considerarsi preposti alle donne percio’ arriccarsi alcun diritto
comprendi?
ovvero se l’ipmo si comporta come DEVE avra’ ogni diritto
diversamente non si pou’ nemmeno entrare nel merito della pretesa…
e Allah ne sa di piu’ sulle sue leggi e ordini e Rivelazione
pace a tutti
CinziaAicha