Comitato per l’islam italiano: una perdita di realtà e democrazia

feb 16th, 2010 | Di | Categoria: Donne
Comitato per l’islam italiano: una perdita di realtà e democrazia

Appena ripresa dal trauma della lettura di certi nomi facenti parte della lista di Maroni per il cosiddetto “Comitato per l’islam italiano”, condensato tutto in una frase del tipo “ma questi non c’hanno più neanche il pudore”, gironzolando su Google mi sono trovata davanti queste parole attribuite a Panella, uno di quelli che come consigliere per l’islam italiano fa proprio rabbrividire:

Stop al criterio di rappresentanza: ora si dà spazio alle idee, idee concrete per problemi concreti. Questo il carattere tutto nuovo del Comitato per l’Islam italiano secondo Carlo Panella, membro del nuovo organismo, e il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano intervistati dal VELINO.”1

Parole tese prima di tutto a giustificare l’esclusione dell’U.CO.I.I principale organizzazione delle comunità musulmane d’Italia. Tale frase potrebbe sembrare poi un invito al pragmatismo, ma è esattamente il contrario. Abbandonando il criterio di rappresentanza in favore di quello delle idee si attua un distacco dalla realtà oggettiva, aprendo il campo alle “interpretazioni”soggettive e al loro subordinamento all’ideologia dominante e all’interesse. Il termine “rappresentanza” deriva dal verbo latino arcaico re-ad-praesentàre, da cui il latino classico repraesentàre. Questo verbo è dunque composto della particella re (“di nuovo”), di praesens, accusativo praesentem (“presente”) e della particella interposta ad (“a”). Dunque, il significato forse più letterale è “rendere presenti cose passate o lontane”, e di conseguenza quello di esporre sia fisicamente che mentalmente figure o fatti”. Quando si debbono affrontare questioni che riguardano l’immigrazione, culture lontane o una religione ‘altra’ il rischio di sovrapposizione ideologica alla realtà è ancora più forte e dunque anche la necessità di una rappresentazione più ampia possibile di coloro dei quali  si  vuole discutere.

La rappresentanza attiene poi, nel senso politico, alla forma democratica e in fondo significa dare la possibilità alle persone reali di esserci e di esprimersi.

I criteri di scelta del Comitato per l’islam rappresentano dunque una diminuzione di realtà, un aumento dell’influenza ideologica e in fondo una perdita di democrazia. 

« Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »

(Walt Whitman, Prospettive democratiche)

Patrizia Khadija Dal Monte 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1Roma, 11 feb (Velino)

3 commenti
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  1. secondo me la sorella khadija dalmonte no sa nulla sul islam e una persona che vole diventare famosa su li spalli dei musulmani
    lei e molto fanateca e strimesta lo conosciamo bene
    portroppo che si converti a ll islam vogle diventare padrone

  2. Salam aleicum, certo ci sono persone che sanno più di me, io cerco di studiare e pensare per quel che posso… Umilmente, non desidero alcuna fama, anzi faccio un grande sforzo quando devo affrontare un pubblico… Fanatica poi per niente, amo la moderazione quella vera e accetto le diverse correnti di pensiero, ognuno può esprimere la propria opinione. Dio sa, salam aleicum Patrizia Khadija

  3. [...] sa, dunque come siano state scelte queste persone”, chiudeva, caustico. E chi è il grande escluso dal Comitato? L’UCOII, la più diffusa e radicata organizzazione delle comunità islamiche in [...]

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