Raccontando… le avventure di una prof col velo!

gen 22nd, 2010 | Di direttore | Categoria: Donne
Raccontando… le avventure di una prof col velo!

E´ dall´incontro con una sorella italiana che mi è nata la voglia di
raccontare qualcosa di me e della mia storia per condividerlo con altre e
altri. L´ho conosciuta via web, leggendo un articolo apparso su Minareti e poi
facebook ha fatto il resto. Deborah ha scritto un libro sul suo cammino di
“conversione” all´Islam; chissà, se avrò tempo e capacità insciallah un giorno
lo farò anch´io ma ora non è ancora tempo.
Amo i libri che raccontano storie di vita, che trasmettono emozioni e
vissuti tinti col colore del ricordo. Amo ancora di più il linguaggio poetico,
che condensa in poche righe un mondo, che sa dire molto con poco, che sa
sviscerare e alludere in un magico gioco tra le parole e l´essere.
Dai racconti di altre e di altri ho avuto il dono di poter ascoltare le
“seconde generazioni” e di confrontarle con la mia esperienza di “convertita”.
Molti parlano della loro adolescenza, del periodo delicato in cui si forma l´
identità, in cui convivono il desiderio di essere parte del gruppo ma anche
quello di trovare se stessi. Raccontano della difficoltà di avere un´identità
sospesa tra le tradizioni, i valori, i modi di vita della famiglia d´origine e
quelli della maggior parte dei coetanei italiani.
Così il mio pensiero corre al futuro, penso se un giorno avrò dei figli e a
come si sentiranno, come sarà per loro essere minoranza, portare un differenza
religiosa e in parte culturale che è “ereditata” ma che poi dovrebbe diventare
scelta personale.
Allora ripenso a me stessa, alla mia adolescenza da italiana tra italiani, in
teoria figlia della stessa cultura. Eppure non posso dire che non ci sia stato
travaglio, senso di diversità e lontananza dalla maggioranza. Nella mia classe
avevo una sola amica, ma era una vera amica del cuore – Samira- figlia di una
coppia mista di origine giordana. Ripenso con affetto a quei momenti di
complicità e spensieratezza: i compiti di tedesco copiati all´ultimo momento,
le prime occhiate ai ragazzi, i pomeriggi trascorsi a chiacchierare…
Ma a parte Samira un velo di incomunicabilità mi separava dal mondo dei miei
coetanei: la moda e la discoteca erano per me mondi estranei e avversi.
Nonostante ciò questo periodo è stato comunque ricco di momenti positivi, per
me che cercavo nel volontariato una via di significato e facevo parte di un
gruppo che lo rendeva uno stile di vita; io abbracciavo questa filosofia in
modo radicale, forse un po´ intransigente e mi sentivo parte di una minoranza
contro-corrente. L´ebbrezza di credere in un ideale con l´intensità dell´
adolescenza è stata un´esperienza magnifica e credo che chi nella vita non l´
abbia provato abbia davvero perso molto.
E´ così che anche prima della mia “conversione” avvertivo talvolta una
percezione di estraneità, pur essendo italiana. Questo pensiero
paradossalmente oggi mi rassicura: penso che se avrò dei figli potrò almeno in
parte capire cosa significa sentirsi differenti e so anche che potrebbe essere
per loro un´esperienza straordinaria, l´esperienza di essere se stessi e di
cercare verità e coerenza. Loro almeno avranno dei riferimenti per la loro
ricerca mentre io ero talvolta sola e spaesata. Saranno “deposti” nel mondo
come direbbe Heiddeger e non “gettati” come direbbe Sartre.
Dopo la mia scelta religiosa, avvenuta l´ultimo anno di università, ho invece
iniziato a sperimentare un´ altra forma di diversità: non più una diversità che
viene dall´interno e si esprime fuori ma una diversità che ti rimbalza addosso
dagli occhi della gente per la strada a causa del velo.
I primi confronti col mondo esterno da donna velata sono stati per fortuna
positivi: il Servizio Civile al Movimento Nonviolento e un lavoretto di
segretaria presso un´Associazione che si occupa di cooperazione internazionale
con la Bosnia-Erzegovina e di rifugiati politici. Mi sentivo accettata e la mia
scelta suscitava una curiosità positiva tra le persone che mi circondavano. A
casa invece capitavano momenti drammatici con mio padre che ancora (forse dal
suo punto di vista comprensibilmente) non accettava la mia scelta ma che poi in
altri momenti della vita mi ha dato sostegno e saggezza.
Successivamente durante gli anni della specializzazione per l´insegnamento
all´Università Cattolica ho avuto rapporti di collaborazione molto buoni con l´
Università, mi hanno concesso un´aula per la preghiera e il mio tutor mi ha
invitato ad intervenire in un Convegno organizzato da un´associazione cristiana
sul tema del dialogo inter-religioso.
Lo sguardo dell´altro è diventato un po´ più severo e indagatore nel mondo
del lavoro. In Italia purtroppo le donne velate che fanno le insegnanti di
scuola superiore statale sono poche (non saprei dire quante ce ne siano a parte
me) e i primi giorni che entro nella sala insegnanti percepisco in genere
sbalordimento manifesto o mal celato. “Cosa ci fa qui la signora delle pulizie?”
- è la frase che balena muta dai loro occhi.
L´anno scorso ho avuto la mia esperienza di insegnamento in un liceo lontano
da casa, sul lago di Garda. Si poteva gustare un bellissimo panorama : distese
di ulivi e laggiù blu e immobile il lago. Dopo i primi giorni di batticuore ho
iniziato a sentirmi al sicuro: la Preside e i colleghi in generale mi avevano
accettato.
Molti di loro curiosi mi chiedevano il perché della mia scelta ma con
rispetto, senza aggressioni dirette. Pensavano che mi fossi “convertita” dopo
un matrimonio con un musulmano. Rispondevo che non ero sposata. Ora che da
pochi mesi ho un marito posso dire che trovare l´altra metà è stato difficile,
ma alhamdullah sono fiera di questo tempo d´attesa, di aver scelto e lottato da
sola ma con l´aiuto potente di Allah che mi ha facilitato la strada.
L´unico momento spiacevole è stato con una collega di inglese che, dicendosi
“femminista” mi chiedeva come facessi a sopportare quel “coso” in testa.
Purtroppo per lei giocavo in casa: ho frequentato l´Università di Verona e sono
stata allieva di insegnanti esponenti del circolo femminista di Diotima (che ha
idee molto più rispettose). Le ho citato Luisa Muraro e Adriana Cavarero, molto
conosciute a livello internazionale in quest´ambito e lei non ne sapeva
nulla….. Poverina..pessima figura! Come un comunista che non conosce Marx!
Dopo questo episodio però il conflitto si è risolto e ci si sorrideva nei
corridoi. A volte si trovano cose familiari in luoghi lontani!
Gli studenti sono stati invece molto più discreti. Solo dopo sei mesi quelli
di terza mi hanno fatto domande sulla mia appartenenza religiosa e sull´Islam.
Momento atteso a cui arrivavo impreparata col desiderio di rispondere e la
paura di ripercussioni sulla mia vita professionale.
Quest´anno l´avventura continua, come insegnante di sostegno in due scuole,
di cui una in un piccolo paese dove molta gente ha ancora pregiudizi verso ciò che non gli appare “straniero”!
In questi due anni i rapporti migliori li ho avuti coi colleghi di religione
cattolica: ho incontrato persone aperte all´amore dell´altro nella sua
differenza e questo è davvero stupendo. Ritrovo nei loro volti la luce di quell´
Amore in cui credo, anche se in modo diverso. Quest´anno la professoressa di
religione cattolica mi ha invitato a intervenire nel corso delle sue lezioni
per cercare di de-costruire i muri di pregiudizi dei nostri studenti e parlare
veramente di pace e rispetto, con la sincerità di chi ci crede DAVVERO.
Chissà cosa ci riserverà il futuro…..che il Compassionevole ci sostenga e ci
aiuti ad affrontare con leggerezza di spirito e fiducia le sfide quotidiane!
Ringrazio coloro che hanno avuto la pazienza di leggere il racconto di questo
mio pezzo di vita e le scrittrici vicine e lontane che mi hanno donato momenti
preziosi e significativi.

Elisa Rahma

12 commenti
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  1. MI SONO VENUTI I BRIVIDI NEL LEGGERE QUESTO ARTICOLO…MOLTO BELLO E SIGNIFICATIVO.
    SAPERE CHE C’E’ GENTE CAPACE DI LOTTARE OGGI IN QUELLO PER CUI CREDE E’ MERAVIGLIOSO.
    IO SONO CATTOLICA, MA MI PIACE ASCOLTARE E CAPIRE ANCHE SE NON SEMPRE E’ FACILE LA RELIGIONE ISLAMICA…INIZIALMENTE CITA UN LIBRO MA OMETTE IL TITOLO E IL NOME COMPLETO DELL’AUTRICE POTREI AVERE NOTIZIE COMPLETE….MAGARI NELLA MIA E-MAIL…..MI PIACE MOLTO LEGGERE….E IN QUESTO PERIODO DI RICERCA DI MATERIALE SULLA MIA TESI CREDO CHE QUESTO TESTO POTREBBE AVERE UN VALORE AGGIUNTO NON INDIFFERENTE PER CAPIRE LA SITUAZIONE DELLA DONNA ISLAMICA IN GENERALE E IN PARTICOLARE…
    GRAZIE

  2. Assalamu ‘alaykum Ukhti Rahma,
    jazakillahu khayran per la tua testimonianza, sei una meravigliosa da’wah ambulante mashaAllah!!!

  3. [...] jazakumullahu khayran islam-online.it [...]

  4. Ciao cara Natasha, grazie per il messaggio e i migliori auguri per la tua ricerca!
    Il libro di cui parlo è di Deborah Hasnagic Callegari, “La mia fuga verso l’Islam” edizioni Unilibro. Ci sono eventi in programma a cui parteciperà l’autrice. Come faccio a trovare la tua e-mail per comunicarteli?
    Grazie a presto
    Elisa Rahma

  5. Aleicum salam… Grazie cara Aischa Farina..mi piacerebbe conoscere la tua storia. Perchè non scrivi un articolo anche tu?
    A presto un abbraccio
    Elisa Rahma

  6. Assalamu aleikum.. Cara prof Elisa… Ho letto tutta la tua testimonianza… Mi è piaciuta molto la tua sincerità… Io sono una ragazza musulmana e porto il velo da quando avevo 7 anni (per libera scelta) perchè sentivo che quella era la scelta giusta… Ora frequento la seconda liceo scientifico e non ho problemi con i miei compagni di classe… Ho dei buonissimi rapporti con tutti loro… Non mi hanno mai emarginata a causa della mia religione diversa… Tutto questo è grazie al credere in Dio e al sentire che questo è ciò che Egli vuole: questo è il segreto della serenità e dell’armonia interiore, come dice il Sacro Corano (sura Al-Maida, 105): “O voi che credete, preoccupatevi di voi stessi*! se siete ben diretti, non potrà nulla contro di voi colui che si è allontanato. Poi tutti ritornerete ad Allah ed Egli vi informerà di quello che avete fatto”.
    *questo non è un invito a disinteressarsi degli altri, anzi Umar Ibnu-Alkhattab (che Dio sia soddisfatto di lui) commentò il versetto proprio come un invito alla necessità di continuo esame di coscenza.
    Tanti auguri per tutto
    Assalamu aleikum wa rahmatu Allah

  7. Grazie cara Prof. Elisa….
    la mia e-mail dovrebbero conoscerla chi si occupa di smistare i commenti…mi farebbe molto piacere anche se io vivo in Sicilia e purtroppo per certe cose siamo molto emarginati in molti non si spostano mai fin qui….comunque sia mi piacerebbe lo stesso conoscere il programma e magari qualche altro sito per conoscere e capire e portare chissà qualche cosa di nuovo al mio lavoro….mi piace andare oltre sempre!!!
    spero che riuscirai ad averla diversamente non ho problemi a pubblicarla…

  8. Ciao cara Natasha! Scrivimi pure alla mia e-mail elirahma@libero.it, ho del materiale da inviarti per la tesi.
    Un caro sauto
    Elisa Rahma

  9. Salam aleikoum sorella Elisa Rahma, ho letto con molta attenzione e coinvolgimento la tua storia. So che di storie simili ce ne sono molte, anche se non tutti hanno il coraggio o la voglia di raccontarsi.
    Anch’io sono musulmana, italiana, convertita da quasi 9 anni, e solo ultimamente grazie a Facebook ho conosciuto molti fratelli e sorelle nell’Islam, tra cui Deborah che ha scritto il libro “La mia fuga verso l’Islam”.
    Ammiro tutte voi che siete riuscite a mostrare a tutti ciò che avete fatto.
    Spero anch’io nel mio quotidiano di fare ciò che Allah mi ha prescritto.
    A presto
    con affetto
    sorella Giovanna Ikram

  10. salam aleikom elisa…MashaAllah JazakAllahu fiki…Che Allah sia contento di te..che bello ritrovare tante sorelle musulmane….io sono di treviso,sono convertita da 1 anno mi fa grande piacere trovarvi in questo sito…mi piacerebbe se ci fosse un forum in cui poter discutere di tante cose,inshaallah…posso chiederti elisa come ti sei convertita?…

  11. Assalamu alaykom Elisa,
    leggendo il tuo articolo non ho potuto fare a meno di pensare a tutte noi, donne musulmane italiane che ci troviamo a dover affrontare sguardi e commenti poco confortanti. Ti ammiro molto per la tua forza. Allah maek. Che Dio ti dia la forza di andare avanti
    Nura

  12. Salam alaikum cara Elisa Rahma complimenti per la bella lettera ,io sono nuova del mondo internet . Sono anche io italiana convertita all’islam e devo dire che per noi donne musulmane é ancora molto difficile poterci ” muovere” in questa società ostile e diffidente. Io vivo in una città piccola e piuttosto ”razzista”, da quando ho deciso di indossare l’hajab ,chi mi conosce ora non mi conosce più ! Adesso dimmi tu ” evviva l’integrazione”. Purtoppo siamo in tante a quanto vedo . Pero un giorno avremo il nostro riscatto, Insha Allah. Un abbraccio forte a te e a tutte le sorelle in Allah. A presto!

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