UCOII: AUDIZIONE CIRCA IL VELO INTEGRALE

dic 14th, 2009 | Di | Categoria: Islam

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’UCOII

ALL’AUDIZIONE PRESSO LA PRIMA COMMISSIONE PARLAMENTARE

PER GLI AFFARI COSTITUZIONALI

ROMA 01 DICEMBRE 2009

 

 

Nel Nome di Dio Unico.

Sig. Presidente, Onorevoli parlamentari, anzitutto il mio sincero grazie per questo invito che considero a nome mio e dell’Ucoii un onore e un segno tangibile del rispetto e dell’attenzione del Parlamento verso la comunità musulmana d’Italia.

Passo subito ad esporre la valutazione dell’Ucoii sulle proposte di legge presentate.

L’Ucoii non considera il burqua un dovere religioso inderogabile.

Il dovere religioso che discende dal Generoso Corano riguarda esclusivamente l’obbligo di indossare un velo che cinga il capo, ossia l’hijab.

Fatta questa premessa, l’Ucoii non può mancare di evidenziare come le due proposte di legge, introducendo il divieto di portare il volto coperto a prescindere da esigenze di sicurezza, si pongono in contrasto con la Carta costituzionale e introducono una pericolosa forma di discriminazione. Parlando di sicurezza apro una parentesi e tengo a precisare che niente e nessuno ha mai portato tanto danno all’Islam ed ai musulmani quanto il terrorismo.

In uno stato liberale e laico il foro interno, le scelte religiose – qualunque esse siano – devono essere lasciate alla libera scelta dell’individuo.

La attuale legge n. 152 del 1975 contempera in modo equilibrato e rispettoso i principi costituzionali della libertà religiosa dell’individuo con i principi di difesa dell’ordine pubblico.

Questo principio fino ad oggi è stato sufficiente a soddisfare le esigenze di sicurezza senza dare vita a discriminazioni.

Per la prima volta una legge dovrebbe vietare espressamente una credenza religiosa.

Tale previsione ci pare – qualunque sia la credenza religiosa in questione – un abuso, una violazione dei principi costituzionali.

A questo proposito, l’Ucoii non può che richiamare le pronunce del Consiglio di Stato il quale con la sentenza del 19 giugno 2008 n. 3076 ha stabilito che l’uso di coprire il volto per motivi religiosi integra <<un utilizzo che generalmente non è diretto ad evitare il riconoscimento, ma costituisce attuazione di una tradizione di determinate popolazioni e culture>>.

Orbene, pare all’Ucoii che una legge che si proponesse di dichiarare illegale una tradizione o una cultura, come ci ricorda il Consiglio di Stato, sia semplicemente liberticida e anticostituzionale.

Comunque nessuno degli aderenti e dei dirigenti dell’Ucoii, né nessuna donna della seconda generazione in Italia porta un siffatto abbigliamento che ripeto a chiare lettere: non è religiosamente necessario.

L’Ucoii è preoccupata del fatto che le proposte di legge in questione avrebbero come conseguenza l’ulteriore emarginazione delle persone che si sentono legate a quella determinata credenza religiosa.

Dichiarando illegale il burqa anziché il dialogo avremo ulteriore segregazione e autosegregazione, con conseguenze ancora peggiori e drammatiche.

L’Ucoii teme che a causa del divieto che si vuole introdurre quelle donne –poche, pochissime – scompaiano dai radar delle istituzioni e della società e che di esse non si sappia più nulla.

La nostra società ha bisogno di dialogare e soprattutto le istituzioni hanno bisogno di conoscere i propri cittadini, i loro problemi e soprattutto come vivono.

Solo in questo modo sarà possibile prevenire e combattere ogni forma di abuso, di prepotenza e di imposizione – utilizzando erroneamente la religione – all’interno della famiglia.

Ma una legge che rende clandestina una credenza religiosa, sebbene assolutamente minoritaria – qualunque essa sia – è la migliore alleata dei violenti e dei prevaricatori che abusano della debolezza della donna.

Senza libertà, senza dialogo, senza rispetto dell’individuo può solo nascere rancore, frustrazione, emarginazione e dunque altra illegalità.

Se un uomo impone con la violenza alla propria moglie il burqa, questo stesso uomo sarà anche in grado, dopo l’introduzione del divieto previsto dalle due proposte di legge, di imporre alla stessa moglie la clausura e la reclusione a casa. E questa volta con la complicità della Legge Italiana! Cosa ne sarà di quelle donne?

Ill.mi Parlamentari, l’Ucoii rappresenta alla Vostra attenzione la necessità di una legge sulle libertà religiose che sia in grado di dare a ciascuna confessione religiosa e a ciascuna credenza religiosa il giusto rispetto e le giuste possibilità di espressione.

Allo stesso tempo l’Ucoii auspica che siano sanzionate in modo sempre più severo qualunque forma di abuso e di violenza sulle donne commessa per qualsivoglia motivo.

L’Ucoii ha approvato all’unanimità nella sua assemblea del 08 luglio 2007 tenutasi a Bologna .la Carta dei Valori della quale condivide spirito e contenuti che già al punto 26 della richiama l’esigenza di superare l’uso del burqua.

L’Ucoii conferma questo indirizzo e ad esso si richiama integralmente.

La strada intrapresa dalla Carta dei valori rimane la migliore: lavorare sul piano culturale, sul piano dei valori condivisi, del dialogo.

L’Ucoii auspica che il superamento di tali pratiche venga fatto senza creare aree di illegalità che servono solo a generare ulteriore frustrazione e incomprensione.

L’Ucoii è preoccupata che con queste proposte di legge si possa arrivare all’inaccettabile conseguenza che le donne sorprese in pubblico con il burqa verranno processate e condannate.

Le conseguenze delle proposte di legge sono paradossali: verranno punite proprio le persone più deboli, quelle che vogliamo proteggere, le donne!!

Ill.mi Parlamentari chiudo questo mio intervento citando le parole del grande costituzionalista presidente emerito della Corte costituzionale Prof. Valerio Onida, il quale nel disapprovare ogni invasione dello Stato nel foro interno degli individui ha scritto:

<<Lo Stato non può identificarsi in nessuna religione e in nessuna filosofia antireligiosa, deve rispettare la libertà di tutti, individui e gruppi, deve trattare tutti, individui e gruppi, in conformità al principio di eguaglianza, e insieme assicurare il rispetto da parte di tutti delle regole comuni inderogabili>>.

Nell’augurio che queste parole possano essere terreno e fonte di ispirazione comune Vi auguro un buon lavoro, ringraziandovi a nome mio e dell’Ucoii per il Vostro prezioso operato, sempre improntato al bene dell’Italia e alla felicità di tutti gli italiani.

Con l’occasione auguro ai fratelli e alla sorelle musulmane buona festa del Sacrifico/ del Pellegrinaggio terminata ieri e con fraterna vicinanza un Buon Natale, celebrazione sacra per Voi fratelli cristiani e auguri di Felice Anno Nuovo a tutti i cittadini italiani di qualsiasi religione, credenti e laici

 

 

Il Presidente dell’Ucoii

Dr. Mohammed Nour Dachan

 

 

4 commenti
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  1. Assalamu’alaikoum,
    Siamo un gruppo su Fb impegnato a dare un picolo contributo a far Conoscere L’Islam e i Musulmani.
    Ieri abbiamo inserito l’articolo del Fratello Nour Dachand come sempre facciamo per delle cose che potrebbe avere a che fare con L’Islam.
    Sappiamo che ci sono tante persone che li leggono e a volte lasciano anche un commento come è il caso del commento del Fratello Muhammad Billo riguarda l’articolo di Nour che vi propongo integralmente sotto :
    Scrive:
    Io mi chiedo, come puo il presidente dell’UCOII (l’eterno Presidente dell’UCOII in rispetto alle tradizione delle republiche arabe dove si é Presidenti in eterno come se nela comunita islamica italiana ci siano solo imbecilli e che il Signor Dachan é l’unico intelligente e capace a presiedere gli affari dellla comunita. A parte anche il fatto che l’UCOII non é affatto in rappresentanza delle comunita islamiche italiane ma è la continuita dell’USMI senza nessuna adesione di altre comunita islamiche autonomamente costituite e che non sono aderenti all’UCOII ) pretendere parlare del diritto del Niqab quando egli non crede che esso é un dovere islamico per le donne ? Con quale diritto e quale autorevolezza egli si arroga questo diritto, allorché nell’ucoii non ci sono donne che portano il Niqab ?

    Le cose devono essere chiamate con il loro nome, ed é grave che il Presidente dell’UCOII non sappia fare la differenza fra il Niqab ed il Burka che é l’abbigliamento delle donne Afgana e solo il loro.

    Il signor Dachan vuole togliere il Niqab alle donne musulmane avendo aderito in pieno come egli sottolinea nel suo discorso alla Carta dei Valori e dice di condivederla integralmente. Al punto 26 di essa é scritto: <>. Come egli si é potuto arrogare questo diritto di parlare in nome di una parte della Comunita islamica italiana che non si riconosce nell’UCOII ? E come Egli ha potuto parlare in nome di queste nostre sorelle che non lo hanno delegato a farlo. Il Niqab é un diritto sacrosanto delle nobile donne che lo portano. Il dottor Dachan avrebbe dovuto spiegare che il porto del Niqab é praticato in altri paesi compreso il suo di origine, e la legge si é adeguata per il controllo delle donne che lo portano. Egli sa benissimo come é fatto il controllo. … See More

    In nome di tutte le mie sorelle che lo portano ed in nome mio e di tutti quelli che non hanno mai cercato le poltrone di comando ma la dignita della comunita ed hanno pagato caro per la loro franchezza e il loro odio dell’ipocrisia, dico al signor Dachan: <>.

    Sicome secondo me non del tutto chiaro la facenda, inviterei il Fratello Dachand se è possibile a far un po di luce sulla sua dichiarazione onde evitare altre disguide.

    Ecco il nostro link. Approfitto per invitare tutti voi a farne parte. Abbiamo bisogno:
    http://www.facebook.com/home.php?ref=logo#/group.php?gid=80320273264

    Jazak Allah Khairun
    Shah Ahmud Moosah Mungly

  2. ha fato bene perchè i musulumani falsi devono vegognare.

  3. AsSalaamu °aleikum ua rahmatuLlahi ua barakaatuh,

    condivido il messaggio riportato di Muhammed Billo.
    Il presidente UCOII non ha il diritto di parlare a nome di tutti i musulmani, tanto meno se deve affermare delle castronerie per cui sarebbe cacciato da qualsiasi madrassa islamica e che mettono in pericolo le nostre sorelle musulmane.

  4. salam aleikum
    fratelli vi inviterei ad una discussione piu’ rispettosa .Da parte mia mi sento pienamente rappresentata dal dr.Dachan che e’ stato democraticamente eletto nei nostri Congressi.Se voi non vi sentite rappresentati costruite le vostre Associazioni possibilmente senza prendere lezioni dagli Stati e dagli Ulema stipendiati dai democratici”regimi come Arabias Saudita e simili.E senza litigare con gli altri musulmani.Suwww.webislam.com e’ possibile sentire l intervista al direttore della Moschea M 30 di Madrid che afferma chiaramente che il Niqab e’ una tradizione e che non e’ obbligatorio.Lo stesso Sheikh Yusuf al Qaradawi- che ne ha difeso l uso in Egirtto in nome dei diritti della persona- non lo ritiene necessario in Occidente dove ilcontesto esterno non ne giustifica l adozione.Per poco non mettono fuorilegge anche il velo – qui in Italia ci salviamo alhamdullah figuriamoci altrove- figuratevi il Niqab Poi la donna col niqab sicuramente non trova lavoro e chi la sfama la famiglia quando il marito non c e” e’ disoccupato o prendepoco”??Mi dispiace per voi ma siamo a Roma nonin Arabia Saudita.Comunque certo sono contro ogni dfivieto ci mancherebbe altro…E poi invece di parlare di questo parliamo di integrazione istruzione lavoro per le donne.

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