Comportamenti di… bassa lega

dic 19th, 2009 | Di | Categoria: News
Comportamenti di… bassa lega
 
 
Protesta
“Caro Rolfi, ci hanno discriminati”
mercoledì 16 dicembre 2009

(red.) E’ stato loro vietato l’accesso a una sala (pubblica) in cui si svolgeva un dibattito (pubblico) sull’islam. Due uomini qualificatisi come agenti di polizia li hanno bloccati e identificati sulla soglia, rispedendoli indietro senza un perché. Erano persone tranquille, professionisti e studenti. Alcuni di loro però sono di origine nordafricana, e forse questo è bastato per far scattare l’inspiegabile divieto.
Così hanno preso carta e penna
e hanno scritto al vicesindaco Fabio Rolfi, parte in causa non solo nella veste di assessore alla Sicurezza del comune di Brescia, ma anche perché il dibattito era organizzato dal suo partito, la Lega Nord, e lui stesso era tra i relatori.
E’ successo il 27 novembre a un incontro dal titolo: “Islam, invasione o integrazione?”.
“All’incontro pubblico ci siamo
recati con l’intenzione di approfondire un tema che ci sta particolarmente a cuore come cittadini”, raccontano gli autori della missiva, prima firmataria Veronica Longo, “e di sentire l’opinione del vicesindaco di Brescia, la cui posizione ritenevamo e riteniamo rilevante. Con nostro grande stupore e dispiacere, però, non ci è stato possibile partecipare, come speravamo, e nemmeno assistere alla conferenza. All’ingresso, infatti, presidiato come di dovere da alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine, ci è stato dapprima effettuato un controllo dei documenti, e poi, dopo una certa attesa, ci è stato fatto presente che non avevamo il permesso di entrare”.
Il motivo? “Questione di ordine pubblico”.
Una spiegazione generica, che non
è certo bastata a chiarire le cose: “Siamo un gruppo di suoi cittadini”, hanno scritto i sei al vicesindaco, “eterogeneo per ideologia politica, occupazione (alcuni studenti universitari, altri lavoratori), paese d’origine (Italia, Marocco, Pakistan, Palestina), religione (tra di noi ci sono cristiani e musulmani) e per qualsivoglia classificazione che potrebbe sottintendere una presa di posizione compatta e per questo, magari, anche lontanamente ‘temibile’ per l’ordine pubblico. L’unico trait d’union, forse, il fatto di essere arrivati in gruppo: sei persone in tutto, fra cui due ragazze”.
“Il tema dell’integrazione sociale ci
riguarda da vicino, musulmani e non, immigrati e locali”, continua il testo, “soprattutto in una città come la nostra, dove c’è tanto bisogno di partecipazione, raffronto pacifico e reciproca comprensione, per favorire una convivenza civile e produttiva. Quali e quante occasioni ci sono, nei fatti, per un reale incontro? Com’è possibile aprire un dialogo, se l’ascolto è permesso a una parte soltanto, dopo che, almeno sulla carta dei manifesti e su internet, l’invito era esteso a tutti?”.
Insomma, i sei si sentono ingiustamente penalizzati e non comprendono “il motivo di questa ingiustificabile esclusione”.
Se le cose stavano così, dicono,
sarebbe stato meglio se l’incontro fosse stato riservato ai soli appartenenti al Carroccio.
E’ per questo che hanno chiesto un incontro con il vicesindaco, per discutere “di questo fatto spiacevole e fortemente discriminatorio” anche perché per evitare “che questo da noi vissuto non diventi il primo di una serie di inconcepibili ‘esclusioni’, a lesione di quelli che sono diritti e doveri di onesti cittadini, come lo è assistere e prendere parte civilmente ad eventi pubblici.

(Da www.quibrescia.it, Venerdì, 18 dicembre 2009 14:17:11 )

2 commenti
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  1. Come siamo caduti in basso,molto,molto meglio la prima repubblica

  2. Mi spiace la vs. immotivata esclusione da un pubblico dibattito in Italia dove la Costituzione garantisce libertà doi pensiero x tutti; che dire però dei tanti paesi a maggioranza musulamna dove ai cristriani è di fatto impedito l’esercizio della libertà di culto, e non solo?E’ vero poi che gli italiani, spesso dalla memoria corta, hanno massacrato tanti cristiani di religione ortodossa in Etiopia e non solo, ma ciò non giustifica quanto che accade oggi ai cristiani egiziani. Forse un serio esame di coscienza da parte di tutti ed una richiesta di perdono sui reciproci delitti del passato, unita da un seri,o condiviso proposito di garanzia, possibilmente collaborativa x tutti riuscirebbe a dare maggiore serenità ai rapporti tra credenti delle varie religioni. I cattolici il primo passo di richiesta di perdono con Papa Giovanni Paolo 2° l’hanno fatto; e gli altri, islamici compresi, a quando?Sono uno che cerca di essere cristiano, essendo amico di tanti musulmani

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