La Lega: no a burqa e chador. Tanto il Carnevale è salvo
nov 14th, 2009 | Di Patrizia Khadija Dal Monte | Categoria: Approfondimenti
di Fabio Chiusi In Politica on Ottobre 6, 2009 at 1:57 pm
Questa infatti la lunghezza della proposta di legge presentata stamane da Roberto Cota, Manuela Dal Lago e Carolina Lussana, che intende modificare l’articolo 5 della legge 152 del 1975, che recitava:
È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino.
Il contravventore è punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro.
La modifica consiste nell’introduzione di un divieto verso “qualsiasi mezzo che non renda visibile l’intero volto, in luogo pubblico o aperto al pubblico, inclusi gli indumenti indossati in ragione della propria affiliazione religiosa”.
Sparisce la dicitura “senza giustificato motivo” che, secondo Carolina Lussana, impediva una applicazione omogenea della legge in esame. La deputata della Lega si riferisce agli episodi in cui, tramite una interpretazione ampia del “giustificato motivo”, alcuni Prefetti hanno potuto annullare ordinanze di sindaci leghisti, ad esempio quello di Treviso, che tentavano di impedire l’uso del burqa in manifestazioni pubbliche.
Le motivazioni addotte per la modifica non si limitano alla chiarezza interpretativa. Cota e Dal Lago sostengono che la modifica sia necessaria per fare in modo che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge, e non vi siano discriminazioni tra chi si avvale di motivi religiosi e chi non lo fa per violare una legge dello Stato.
Strano sentirselo dire da chi ha votato il Lodo Alfano. Ma tant’è.
La reale motivazione viene tuttavia a galla nel proseguo della conferenza stampa, quando Lussana sostiene che il testo originario della legge era stato creato appositamente per fare fronte alla situazione creatasi durante gli anni di piombo; i tempi, tuttavia, cambiano, e oggi serve un testo che sia in grado di “far fronte alla minaccia terroristica della jihad islamica”.
Altro che proposta di legge che non è “né contro qualcuno, né contro una religione”.
Del resto, come dare torto al gruppo parlamentare della Lega: non solo il burqa, ma “ogni mezzo che non renda visibile l’intero volto” è da ritenersi potenziale alleato del terrorismo islamico. Anche il foulard e la kefiah. E, per estensione, anche il chador.
Le sanzioni per chi contravvenisse la legge non vengono modificate. Restano dunque l’arresto da uno a due anni e una ammenda tra 1000 e 2000 euro.
Cara befana, non dire che non ti avevamo avvisata.
Degno di nota il siparietto finale alla conferenza stampa di stamane, in cui un giornalista domanda: “ma non si tratterà di un testo troppo generale? Sarà ancora possibile andare a una festa in maschera?”. Nervosismo in sala. Dal Lago si produce in una battaglia interpretativa per sostenere che la piazza o il locale pubblico che ospitino la festa abbiano carattere privato, e dunque la legge non valga (ma come, i terroristi non vanno a nessuna festa?). Cota interviene stizzito a difesa della proposta di legge, sentenziando “l’unico problema è quello del Carnevale” (altro che libertà religiosa). Dal Lago propone: “potremmo aggiungere che sono esenti le manifestazioni sportive o ludiche” (quindi i terroristi non vanno neanche allo stadio). Stacco. Alla fine Cota risolve tutto: “non è necessario, esiste già una disciplina speciale per il Carnevale, cioè l’articolo 85 del Regio Decreto 773 del 1931″. Siccome la legge speciale prevale su quella ordinaria, “il Carnevale è salvo”.
Un ultimo appunto. Questa proposta di legge, cattiva perché non distingue burqa e chador, ha almeno un merito. Quello di farci capire che Daniela Santanchè, aggredita o meno, costole incrinate (questo ha dichiarato a Di Più la scorsa settimana, in barba al referto medico che parla di “contusione ” senza “segni contusivi” e di nessun accertamento radiologico) o meno, ha vinto la sua battaglia.
Potere delle menzogne.
[L'audio integrale della conferenza stampa è ascoltabile qui]
[Questo il servizio del Tg1]
ilnichilista.wordpress.com/tag/integrazione/



Come potete affermare che la legge non fa differenza fra burqa, foular, chador e quant’altro? il burqa copre inevitabiltmente tutto il viso, gli altri no, quindi dov’è il problema. E poi il Sacro Corano recita che solo le mogli del Profeta (pbsdl) dovevano essere celate alla vista, devo dedurre che tutte le donne islamiche pecchino di presunzione credendosi mogli del Profeta (pbsdl)??
Troverei piu’ giusto che l’Italia varasse una legge per “oltraggio al pudore” che molte scollacciate veline ed altre che appaiono sui media propongono un tipo di donna-oggetto spesso purtroppo una identità per le giovani italiane; non è una questione di “moda” ma di cattivo gusto queste parti del corpo (ombellichi e petto) troppo spesso ostentati e usati per far carriera o per trovare un partner! Peccato poichè l’Italia ha una storia di donne sagge e intelligenti che già ai tempi dell’Antica Roma ben sapeva che una donna onesta doveva per rispetto a se’ stessa e alla sua famiglia, indossare un velo in presenza di estranei, mi chiedo se questi politici che tanto difendono le nostra “radici cristiane” non manchino di rispetto anche lla piu’ velate tra le donne…. ossia a Maria la Madre di Gesu’!