Comunicato dell’Istituto Islamico a proposito dell’attentato di Milano

ott 14th, 2009 | Di direttore | Categoria: News

A proposito dello sciagurato attentato perpetrato contro la caserma Santa Barbara dei Carabinieri e alle irresponsabili affermazioni di qualchepolitico o pubblico amministratore, la direzione dell’Istituto Islamico di Viale Jenner sente suo dovere morale e civile, oltre che religioso, di precisare quanto segue:

1-La frequentazione del nostro complesso religioso da parte di Mohamed Game era recente e discontinua e nulla, nel suo comportamento e nelle sue relazione poteva far presagire la volontà di attuare azioni violente come quella di cui è imputato. Va da se infatti che se di responsabilità si può parlare da parte di questo Istituto, essa è relativa a quanto i frequentatori mettono in atto, o fanno intendere pubblicamente di voler attuare, durante la permanenza nei locali di nostra pertinenza.

2- L’atteggiamento generale dell’Istituto in merito alle azioni terroristiche e in generale violente è quello ben indicato nel documento che esso ha sottoscritto, e a cui si è sempre tenuto, il 31 luglio del 2005 a Bologna che nella sua parte finale e riassuntiva recita espressamente:

Noi sottoscritti dirigenti della comunità musulmana ed imam, rappresentanti delle realtà islamiche in Italia affermiamo solennemente

1- l’incompatibilità del metodo terrorista con la dottrina, la giurisprudenza e la cultura islamiche.

2- la condanna assoluta e incontrovertibile delle azioni che conducono a stragi di innocenti o tendenti alla destabilizzazione delle società e al conseguente disordine sociale

e civile.

3- la repulsione nei confronti delle rivendicazioni che usano strumentalmente e blasfemamente le parole del Corano e del Profeta* e invitiamo tutti i musulmani e le musulmane d’Italia a:

a) non attribuire nessuna valenza islamica a queste azioni anzi a ritenerle una grave eversione (fitna) dalla quale è obbligatorio separarsi e difendersi con estrema chiarezza e responsabilità.

b) ricordiamo che stante quanto sopra affermato è fatto assoluto divieto di fornire supporto materiale o anche solo logistico, verbale o appoggio morale a persone di cui si potesse

ragionevolmente sospettare attitudini o convinzioni aberranti in merito all’uso della violenza con la demagogica pretesa di far trionfare la causa islamica colpendo gli innocenti o le strutture

civili e politiche delle società.

c) relazionarsi lealmente con le istituzioni dello Stato e denunciare progetti di attentati o formazione di gruppi a questa finalità costituiti ed organizzati, di cui si fosse venuti a conoscenza.

3- A questi principi si è sempre ispirata la predicazione dell’Istituto ed in particolare quella tenuta dall’imam Abu Imad, le cui parole hanno sempre insegnato ai musulmani e alla musulmane che frequentano l’Istituto e ascoltano i suoi sermoni e le sue lezioni, la dimensione della fedeltà alla rivelazione coranica e alla tradizione del Profeta Muhammad (pbsl) e, al contempo, il rispetto della legge dello Stato italiano, del popolo italiano nel suo complesso, delle sue istituzioni e le sue forze dell’ordine.

Tale funzione gli è sempre stata riconosciuta dagli organi preposti alla sicurezza pubblica con i quali è sempre operante un intenso e proficuo dialogo al fine di garantire il massimo della sicurezza possibile alla città e al Paese.

4- Chi volesse approfittare di un fatto in sé gravissimo ma dalle limitate conseguenze oggettive, per negare quanto sopra per bassi fini politicanti, dimostra di non comprendere la delicata funzione di controllo e contenimento di cui l’Istituto si è fatto carico in tutti questi anni difficili.

Un esempio per tutti lo si può trarre dall’episodio della provocazione attuata dalla sig.ra Santanché  nel giorno della celebrazione della liturgia di fine ramadan: il senso di responsabilità, la scelta non violenta e la l’indubbio prestigio dell’imam Abu Imad hanno fatto sì che i fedeli non reagissero alla gravissima provocazione mantenendo la calma limitando al massimo anche la protesta verbale.

5- In merito alle esternazioni del sig. Ministro dell’Interno a proposito della regolamentazione delle moschee in Italia, ci diciamo subito disponibili ad incontrare lui o i suoi incaricati per discutere le problematiche inerenti organizzazione e sicurezza, senza nessuna pregiudiziale. Siamo convinti infatti che nel quadro della libertà religiosa sancita e tutelata dalla Costituzione italiana, si possano trovare soluzioni e percorsi di mutua soddisfazione.

Esprimendo la totale fiducia nella magistratura inquirente che non potrà che confermare la totale estraneità dell’Istituto Islamico di Milano a questa triste e preoccupante vicenda, vogliamo rivolgere un appello a tutti gli uomini e le donne di buona volontà affinché il nostro organismo  possa continuare a svolgere la sua funzione etica e religiosa nelle migliori condizioni di sicurezza e dignità nell’interesse di tutti.

per la direzione dell’stituto Islamico di Milano

IL PRESIDENTE

dott. arch. AbdelHamid Shaari

3 commenti
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  1. Assalamualeykum wa RahmatulLa.

    Questa sera sono stato nella Mosche di Viale Jenner a Milano ed ho parlato con l’Imam ed altri appartenenti alla comunità e tutti mi hanno detto che sono quantomeno sconcertati dal gesto di tale Mohamed Game che, oltre ad aver compiuto un attentato ai danni delle forze armate (Grazie a Iddio senza vittime), ha fatto un enorme male all’Islam ed alla comunità tutta. Il “terrorismo” non lo ha praticato ai danni delle istituzioni, che anzi hanno preso la palla al balzo per aumentare i controlli pur mantenedo una certa calma, ma l’ha praticato nei confronti della Humma! Infatti molti nel centro hanno paura delle ripercussioni politiche e sociali che avrà il suo gesto, soprattutto in concomitanza col teatrino della Santanchè. Insomma, un agesto idiota sotto tutti gli aspetti, pure sotto quello dell’interesse terroristico! Sia l’Imam che tutti gli appartenenti condannano il gesto, qualunque siano le motivazioni o i pensieri che vi stanno dietro. L’Islam non giustifica tutto ciò. La cosa che fa più male è che non lo conoscevano neppure, altrimenti sarebbero intervenuti immediatamente per consegnarlo alle forze dell’ordine.

    Come dire…. piove sul bagnato.

    …………..AlhamdulilLah.

  2. Noi sappiamo che il pregiudizio, l’ostilità e la disinformazione sono una costante storica e teologica, nei confronti della Comunità islamica. Nessun problema, in questo senso.
    Il nostro problema dev’essere invece il perdurare di forme gravi di irresponsabilità politica, che permette la proliferazione di ghetti urbani cui viene progressivamente sottratto il diritto ad un’esistenza dignitosa e ad una convivenza realmente civile.

    Paradossalmente – almeno a fronte della vulgata maggioritaria – proprio attività come quelle dell’Istituto Culturale Islamico di viale Jenner rappresentano un argine concreto, rispetto a queste derive; sia dal punto di vista della denuncia esplicita del terrorismo e delle sue responsabilità – il comunicato del dott. Shaari è esemplare in tal senso – sia per ciò che riguarda il sostegno sociale ed economico che quotidianamente l’Istituto s’impegna a garantire a moltissimi cittadini stranieri immigrati in Italia, e che le recenti leggi sull’immigrazione e la sicurezza stanno invece costringendo in condizioni vieppiù disperanti.

  3. IL FONDAMENTALISMO NON E’ ISLAMICO.

    Tutte le volte che i media, i politici o anche gli uomini comuni parlano di attentati, stragi o azioni sconsiderate e criminose compiute da persone apparteneneti a nazioni prevalentemente islamiche, ecco che viene usato subito il termine:”fondamentalismo islamico” per marchiare, per bollare tali azioni.
    Sono dispiaciuta e costernata tutte le volte nel leggere le “precisazioni”, quasi le scuse, per ribadire l’estraneità dell’Islam da tutti i gesti di tale natura a partire, in primis, dall’attentato alle torri gemelle del 11 settembre.
    I media, gli uomini politici, gli uomini comuni ci hanno marchiato come “terroristi”.
    E’ umiliante nei confronti del nostro Creatore pronunciare e scrivere delle precisazioni che nessun altro, oltre a noi, legge o leggerà mai dal momento che non è ciò che vuole.
    Dove è finita la nostra jihad di musulmani? Siamo diventati tutti temerari che hanno paura della loro ombra?
    Certamente molti di noi vivono in situazioni socialmente precarie e quindi non vogliono attirarsi inimicizie che possano danneggiarlo. Ma quando mai la VERITA’ HA DANNEGGIATO? Cari fratelli, ricordiamoci di Allah, della sua causa, della nostra jihad, che è nostro dovere e”URLIAMO” AL MONDO INTERO che questi gesti NON SONO ISLAM, che tutto ciò non è ISLAM. Usiamo tutte le “ARMI” A NOSTRA DISPOSIZIONE : la parola, gli scritti, il nostro comportamento per far conoscere il “VERO ISLAM”, “URLIAMOLO” IN TUTTE LE PARTI DEL MONDO. Queste sono le nostre armi, i nostri esplosivi, i nostri Kalashnicov,e, con l’aiuto di Allah non sono poca cosa. FACCIAMO LA NOSTRA JIHAD !!!!.
    In fondo Allah a noi chiede ben poca cosa. Non dobbiamo andare in battaglia come i compagni del nostro Profeta.
    Smettiamola di fare i musulmani moderati e cominciamo a fare i “veri” musulmani, mettendo in pratica tutto ciò che ci è comandato perché gli insegnamenti islamici sono validi sempre, anche ai giorni nostri.
    Cominciamo a fare pulizia, chiarezza, luce, togliendo l’aggettivo islamico da azioni criminose, delittuose, contrarie al nostro Sacro Corano.Facciamolo togliere a tutti i discorsi, a tutti gli scritti.
    Smettiamola di subire passivamente il lavoro dello shaitan.
    Abbiamo tutti i mezzi pacifici che il nostro Creatore ha fornito a ciascuno di noi: la voce per ribadire, la penna od il compiuter per scrvere, le moschee per il sermone, i lavoratori con il loro onesto lavoro, il nostro modello di vita, ecc. Partiamo da oggi per la nostra jihad, è nostro dovere nei confronti del nostro Creatore che ci chiede ben poco rispetto a tutto quello che ci dà.Noi siamo i vincitori, e lo sappiamo, ma dobbiamo incominciare a battagliare con le armi lecite. Facciamo pulizia dalle etichette spurie.
    Isoliamo i “veri terroristi”, allontaniamoci da loro. Non perdiamo di vista il nostro obiettivo primario: la vita futura e per ottenere il paradiso tra i nostri doveri c’è anche quello di combattere contro tutto ciò che è contrario all’Islam come un “certo” fondamentalismo che NON E’ CERTAMENTE ISLAMICO.
    Noi viviamo in ambiente revalentemente cristiano, eppure non chiamiamo i delitti mafiosi “delitti cristiani”.
    I cristiani di guerre ne hanno fatte tante a partire dalle guerre interne di religione, alle guerre “sante”, coè le crociate, le guerre contro gli eretici (la “sacra inquisizione), le guerre colonialiste, ecc. fino ad arrivare ai giorni nostri con le guerre del “cristiano” Bush. EPPURE IL MESSAGGIO MESSIANICO E’ PROFONDAMENTE E TOTALMENTE PACIFISTA.
    Non facciamo come loro, non imitiamo la loro storia, non bolliamo le loro ingiustizie come ingiustizie cristiane, ma facciamo loro notare pacificamente tutto questo, cercando di farli ragionare, sforzandoci di farli ragionare.
    Non abbiate nessuna paura perché noi siamo i vincitori e siamo i più forti se combattiamo per la causa di Allah perché Allah uakbar.
    Assalamu aleikum.

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