Solidarietà dei cristiani per la provocazione di Milano
set 21st, 2009 | Di direttore | Categoria: NewsSolidarietà ai fratelli musulmani
Provocazione della Santanché contro la festa di Fine Ramadan a Milano
Esprimiamo piena solidarietà ai fratelli musulmani per l’aggressione
politica fisica e mediatica da essi subita a Milano in occasione
della festa di Fine Ramadan da parte della deputata di destra
Santanché, che si é prodotta in una vera e propria aggressione ai
danni delle donne musulmane che si recavano alla festa con i loro
vestiti tradizionali. Questa signora ha la pretesa non solo di
stabilire come debbono vestirsi le donne musulmane, ma anche di
imporlo provocatoriamente durante un momento religioso di grande
importanza quale la festa di Fine Ramadan.
Se la Santanché avesse fatto la sua azione nei confronti delle
monache cattoliche, che si recano a messa con il velo in testa (come
le musulmane), o davanti alle chiese pentecostali, che anch’esse
impongono alle donne il velo durante le loro celebrazioni religiose,
sarebbe stata come minimo arrestata per turbativa di rito religioso.
Invece laggressore é stata fatta passare per vittima.
Ricordiamo che la nostra Costituzione garantisce la libertà di culto
(art. 8,19 e 20) e che nessuno può permettersi di offendere o
disturbare una qualsiasi religione durante lo svolgimento di una
propria iniziativa religiosa e che anzi il codice penale prevede
specifici reati per chi offende una religione o tenta di impedire lo
svolgimento di un proprio rito.
I mass-media, anche quelli che in questi giorni hanno promosso una
manifestazione per la libertà di stampa, hanno invece parlato di
aggressione alla Santanché, capovolgendo completamente la realtà che
si evince anche dalle numerose fotografie scattate e pubblicate
on-line.
Nello stigmatizzare il comportamento dei mass media e delle forze
politiche che promuovono lislamofobia, non solo ribadiamo la nostra
piena solidarietà ai fratelli musulmani ma siamo anche certi che la
maggioranza degli italiani non si riconosce in quanti promuovono
lodio contro una specifica religione e vogliono imporre un modello
unico di vita e di pensiero.
E una esperieza che gli italiani ed il mondo intero hanno già fatto
durante il fascismo ed il nazismo che la storia ha condannato.
Si al dialogo, si all’amicizia fra i popoli, siamo tutti migranti, no
al razzismo, alla xenofobia, all’islamofobia e a tutte le forme di
razzismo di tipo religioso.
Il Comitato Organizzatore della Ottava giornata Ecumenica del dialogo
cristiano-islamico



Non condivido né le idee della Santachè né la sua provocazione, che condanno, però questo comunicato contiene un errore grossolano: le monache cristiane non si coprono il volto in pubblico. L’oggetto del contendere non è il velo in testa ma il volto coperto, atteggiamento peraltro vietato dalla legge italiana.
Credo nel dialogo tra le religioni e l’estremismo non aiuta il dialogo. Il volto coperto viene percepito dalla maggioranza degli italiani come estremo e ostile. Io mi trovo profondamente a disagio in presenza del nikab mentre non ho nessun problema per quanto riguarda il velo. Se le comunità musulmane vogliono essere accettate pienamente, riflettano su come vengono percepite dall’italiano medio certi atteggiamenti estremi.
Cordialità
Angelo
Non c’è nessun errore in questo comunicato ed il riferimento alle monache cattoliche non è stato buttato li a caso. Ci sono testimonianze di sorelle monache cattoliche che in una regione del nord italia si sono sentite apostrofare violentemente come musulmane per il velo che portavano sulla testa. Non è una questione di centimetri, col velo si con il volto coperto no. Quì la questione è che nella testa della gente c’è l’equivalenza musulmano=terrorista ed è da questo dato che bisogna partire se vogliamo essere onesti con noi stessi. Nel corso degli anni sono stati agitati tantissimi “spettri” nei confronti dei musulmani: la lingua araba, lo stesso ramadan, il rituale della festa del sacrificio di isacco, il non bere vino, il non mangiare la carne di maiale e chi ne ha più ne metta. Tutto è stato usato per creare il mostro. E così si arriva all’episodio della Santanchè a cui la polizia permette di fare una provocazione e i giornali riportano le sue posizioniuardano bene dal rilevare la sua violazione della legge e della Costituzione e tutti a parlare del velo o di altre cose che centrano come i cavoli a merenda con l’unico scopo di coprire l’illecito comportamento della santanchè che mi auguro trovi adeguata punizione in sede legale. Purtroppo l’islamofobia è tra noi, anche tra chi si dice per il dialogo a volte non si riesce a distinguere il bene dal male. Mala tempora currunt.