‘id mubarak, khutba nella mossalla di Imperia

set 20th, 2009 | Di | Categoria: Islam, Khutba

Allah akbar, Allah akbar, Allah akbar…
un senso di serenità e soddisfazione è sceso nei cuori dei digiunanti.
In una Umma che conta oltre un miliardo e mezzo di credenti possiamo stimare che oltre il 50% di loro hanno assolto al precetto di Ramadan.
Se escludiamo infatti i bambini e i ragazzi fino a 12 / 13 anni, gli anziani che non hanno più la forza e la determinazione a sostenerli, e una piccola ma purtroppo consistente percentuale di adulti che pur appartenendo culturalmente all’Islam non sentono più vincolante l’obbligo religioso, almeno 7/800 milioni di musulmani e musulmane, in tutto il mondo hanno digiunato con pazienza e perseveranza… ulayka humu-l-muflihuna… quelli sono coloro che prospereranno…
Abbiamo digiunato e abbiamo pregato, ogni sera all’iftar abbiamo ricordato la misericordia divina mettendo in bocca qualcosa della Sua grazia e invocando il bene per noi, per quelli che amiamo e per tutto il genere umano.
Una dimostrazione di forza, coesione e consapevolezza che ogni anno stupisce il mondo intero e infastidisce la cultura dominante che tende a relativizzare quello che non è relativizzabile: il timor di Dio, il rito, la determinazione di ribadire, foss’anche solo per quel mese, il senso di appartenenza e, inch’Allah una fede nel cuore che informa un comportamento.
Purtroppo a questa grande forza che si esprime nel rispetto del precetto non corrisponde un’altrettanto grande forza e determinazione nel progresso della nostra comunità nei paesi d’origine e nell’emigrazione.
In questo Paese a fronte di una presenza islamica che oggi conta oltre un milione e mezzo di uomini e donne e bambini, il nostro peso politico è prossimo allo zero, anzi siamo spesso ostaggio di coloro che si servono dei nostri dolori per arrecarci un danno.

Negli ultimissimo giorno di Ramadan la tragica vicenda di Saana uccisa dal padre ha dato la possibilità ai nemici dell’Islam di orchestrare una squallida e ingiusta campagna contro la nostra presenza in questo Paese.
Vogliamo ribadire, come abbiamo fatto in altre sedi che se è certo che la relazione al di fuori di un quadro matrimoniale islamicamente corretto è considerata dalla legge e dalla tradizione musulmana come una colpa grave di fronte a Dio (hadd) ma non è meno vero che nessuna scuola di diritto islamico, anche le più rigorose, ha mai concesso agli uomini di far giustizia con le proprie mani. Anzi, il complesso sharaitico e giurisprudenziale islamico innovò il costume al punto da sanzionare pesantemente chi lo avesse fatto o anche solo chi avesse messo sotto accusa il/la coniuge senza potersi appoggiare sulla testimonianza certa e inequivocabile.
Quindi l’islam non c’entra nulla in quell’efferato delitto e ben poco anche con l’uomo, il padre, che lo ha perpetrato, che viene dipinto come lontano molto da esso per comportamento e stile complessivo di vita. Dobbiamo dirlo a chiare lettere e ribadire che è la misericordia e non violenza quella che caratterizza il metodo educativo islamico.
E quando questo fallisse, per colpa o per incapacità delle parti a dare e ricevere, non esiste altro strumento che la pazienza e l’accompagnamento di chi sbaglia e il du’ha, affinché Allah intenerisca i cuori e riconduca sulla Via.

Una parola infine per la tragedia dell’Afghanistan che soffre da molti decenni occupazione, offesa e spargimento di sangue e che si difende causando altra sofferenza e altro sangue.
Chiediamo che cessi la missione militare in quel Paese e che venga sostituita con la cooperazione civile, fatta di medici, ingegneri, insegnanti senz’altra arma che la loro conoscenza e la volontà di metterla a disposizione di quel popolo martoriato.
Negli ultimi 8 anni la guerra è costata alla coalizione occupante oltre 280 miliardi di dollari, qualcosa come 9000 dollari per ogni afghano, una cifra capace di far uscire quel Paese dal sottosviluppo, di dotarlo d’infrastrutture e di istituzioni funzionanti…
Invece quel denaro e servite solo a comprare armi, a pagare soldati e a disseminare maggior odio, altra morte e distruzione.
Non è così che deve agire un Occidente che dei suoi valori umani e della sua democrazia si fa vanto in tutto il mondo.
Non è che deve agire un Paese come l’Italia la cui Costituzione “ripudia la guerra come strumento di offesa e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”
Preghiamo e speriamo che Allah illumini la mente di coloro che ci governano affinché questo Paese possa tornare ad essere un faro di civiltà e di cultura come lo fu in passato.

Al hamdulillah, la lode Gli appartiene, Egli è al Jabbar Che non costringe ma invita all’amore, dispensando amore senza contare.
Al Hamdulillah, la lode Gli appartiene, Egli è al Qawyy Che non usa la forza ma parla ai cuori e illumina le menti.
Al Hamdulillah, la lode Gli appartiene, Egli è al Mutakabbir Che eclissa la Sua grandezza affinché il Suo servo si senta a Lui vicino.

Per questi Suoi servi, uomini e donne che ricordano l’imperativo divino di essere khalifa fil ard, per questi musulmani e musulmane che hanno stretto i denti e superato con fede stoica la loro debolezza e il loro desiderio, una speranza è data al mondo e una speranza loro si sono conquistati ancora una volta… nessuno di loro sarà leso, si aprirà per loro la porta di Rayan, li accoglierà il loro Signore colmo di Maestà e Magnificenza… inch’Allah ya rabbi, inch’Allah!

‘id mubarak wa said, festa benedetta e felice musulmani e musulmane d’Italia e del mondo,
Allah vi ami, accetti il nostro sacrificio e il nostro sforzo e lo compensi

hamza r. piccardo

3 commenti
Lascia un commento »

  1. Grazie, mille volte grazie per le belle parole sul digiuno di noi musulmani, sulla pietà circa il nostro sforzo per attuarlo e sulla preghiera che Allah accetti il nostro sacrificio e voglia ricompensarlo. Sono una musulmana italiana che vive da qualche tempo in Tunisia e, non avendo ancora piena padronanza della lingua araba, non sono in grado di comprendere le parole degli imam, quindi leggo con moltissima attenzione e piacere i vostri articoli che mi fanno sentire appartenenete alla numericamente piccola “umma italiana”, ma zelantemente impegnata. Avrei molto piacere, inoltre, di inviarvi alcuni miei scritti e considerazioni sull’islam se possono essere di vostro interesse per l’eventuale pubblicazione ed in particolar modo delle mie riflessioni sul nostro dovere di dawua islamica che ho elaborato dopo aver corretto la tesi di laurea in teologia di una mia allieva della’Università della Manouba.Si tratta di un modestissimo mio personale contributo relativamente al dialogo tra cristianesimo ed islam (tema pertanto di attualità costante, soprattutto per chi vive in un paese a maggioranza cristiana, e che io non avevo mai considerato sotto questa nuova luce, in particolar modo dopo aver effettuato il lavoro di ricerca relativamente all’apertura al dialogo avuta dal papa Giovanni Paolo II°). Nel contraccambiarvi il mio fraterno: ” ‘Id mubarak” attendo gentilmente informazioni su quale indirizzo di posta elettronica posso eventualmente inviarvi i miei modestissimi contributi. Con grande stima e gratitudine per il vostro impegno.
    chaima luciana.

  2. Salem aleikum,
    anche questo Ramadan sta volgendo al termine, e ci auguriamo che porti tanta benedizione su tutte le nostre famiglie.
    Lo sforzo è stato grande per chi come me va a lavorare e digiuna, ahimè qualche volta i capogiri sono arrivati e sono stata costretta a interrompere. Il senso di colpa è enorme, ma le soluzioni alternative non le vedo sinceramente. A dicembre recupererò i giorni persi, ma si sa, lo spirito non è lo stesso, e i benefici nemmeno.
    In ogni caso, si è cercato di rileggere il Corano e di avere qualche momento di condivisione in più coi figli e rileggere e meditare su alcune cose, che ritengo basilari, quali l’educazione e il rispetto per se stessi e gli altri, un buon linguaggio e un buon comportamento.
    Ho riletto ad es. la storia di Yusuf e la storia di Sara. Entrambi a causa dell’invidia dei famigliari, dovettero allontanarsi o furono allontanati dai propri cari, e si trovarono ad affrontare grosse prove. Il sostegno della fede li aiutò.
    Storie che a prima vista possono sembrare molto lontane da noi, in verità, c’è sempre una lezione da imparare e “sfruttare” qui ora in questo momento.
    La crisi economica, ha messo in croce molte famiglie e la cronaca ci ha riportato tanti casi di suicidi per questa causa, e anche suicidi e omicidi collegati . ‘ chiaro che quando si arriva a questi punti, la fede ormai è stata persa di vista da tanto, per questo trovo sia importante ribadire la forza della fede, che si sostiene con il digiuno e la preghiera.
    Bisognerebbe anche ricordare che il senso della fede non è quello di pregare quando se ne ha bisogno, ma sempre, e specialmente per ringraziare, perché a noi non basta mai quello che abbiamo, vogliamo sempre di più, e tante volte non ce ne rendiamo conto…
    Perciò, cari genitori, educate i vostri figli al rispetto di tutti e delle scelte di ognuno, perché, se non ricordo male, nel Corano c’è scritto: non c’è coercizione nella religione, nessun obbligo. Se un figlio vuole diventare cattolico o sposare un cattolico, penso non sia una colpa punibile con l’assassinio. O mi sbaglio, ho perso qualche passaggio..devo leggere qualche versetto diverso?
    Chiedo scusa, e vi ringrazio, buona fine ramadan a tutti, anche quelli che pensano di avere tutte le certezze e tutte le conoscenze..
    io so di non sapere.
    Un abbraccio,
    monica malika

  3. @ Hamza
    “Dobbiamo dirlo a chiare lettere e ribadire che è la Misericordia e non la violenza quella che caratterizza il metodo educativo islamico”.

    Parole giuste caro fratello! Grazie.

    In questo mondo pieno di violenza, di menzogna e dai cuori tristi e induriti, noi “sottomessi a Dio” (Musulmani) se abbiamo veramente ben compreso il “cuore” del Messaggio del nostro amato Profeta sayydinà Muhammad, il Migliore della Creazione e nostro migliore esempio, su di lui la preghiera e la pace divine, l’ultimo Inviato di Dio per tutta l’umanità, possiamo portare “Misericordia e Pace intorno a noi” , possiamo portare la “Verità” e possiamo portare “Gioia e Serenità nei cuori”, a Dio piacendo e con il Suo aiuto, insha Allàh.

    Che Iddio l’Altissimo aiuti “tutte le Sue creature” aprendo i loro cuori ed i nostri cuori a Lui, il Misericordioso, il Clemente, l’Amorevole, il Giusto, il degno di Lode, ed al Suo Infinito Amore (Mahabba) amin.

    un saluto di pace
    Umar A.F.

Lascia un commento