Le vere ragioni dello scontro tra Hamas e Jund Ansar Allah
ago 24th, 2009 | Di direttore | Categoria: Approfondimenti![]() |
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Non è una scoperta, per chi abbia frequentato negli ultimi vent’anni il mondo della Resistenza palestinese, l’esistenza al suo interno di gruppi salafiti intransigenti, animati non solo dalla sete di riscatto contro l’oppressione sionista e imperialista, ma dalla subordinazione della lotta antisionista all’obbiettivo che essi ritengono primario: il ritorno all’Islam “autentico”, ovvero all’emirato islamico e quindi alla applicazione più letterale e puritana della sharia e dei dettami coranici. Caratteristiche queste che valgono anche per Jund Ansar Allah, che negli anni si è blindata su se stessa anche a Gaza, suscitando così i sospetti e la crescente ostilità delle forze di sicurezza facenti capo ad Hamas. La resa dei conti tra Jund Ansar Allah e Hamas era nell’aria. La goccia che ha fatto traboccare il vaso pochi giorni or sono, quando le legittime autorità di Hamas hanno intercettato e sequestrato un carico d’armi destinato appunto al gruppo Jund Ansar Allah. La direzione di questo gruppo ha letto questo sequestro, il primo che si sappia, come un affronto, come una svolta che segnalava la fine della tolleranza sin qui mostrata da Hamas verso il salafismo combattente. Dopo questo sequestro i toni dei sermoni di Abdel Latif Moussa si sono fatti infiammati e, quel che è peggio, sempre più ispirati ad una critica feroce della “mollezza” di Hamas. Che Jund Ansar Allahcriticasse Hamas per il suo rifiuto di instaurare la sharia e l’imamato nella Striscia era cosa nota, come noti erano i suoi attacchi per la “inaccettabile subordinazione all’Iran” (per i salafiti takfiriti nessuna collaborazione con gli “eretici” shiiti è ammissibile), ma la questione davvero dirimente è stata la condanna di Jund Ansar Allah della tregua raggiunta con Israele e che ha portato alla fine dell’aggressione e dell’operazione “piombo fuso”. E’ in questa cornice che si spiega la violentissima azione delle forze di Hamas contro Jund Ansar Allah. Si è trattato di un’operazione preventiva, tesa a impedire a questo gruppo di provocare un altro devastante conflitto. Nelle condizioni date e a causa del rifiuto di Jund Ansar Allah di assicurare il rispetto della tregua e degli accordi sottoscritti da tutte le formazioni attive nella Resistenza, nessuna azione preventiva parziale avrebbe dato alcun risultato. Sventare la minaccia che il fragile equilibrio ottenuto dopo l’invasione saltasse per aria implicava annientare e debellare l’intera organizzazione Jund Ansar Allah, a partire dal vertice, per finire con la spina dorsale della sua milizia.
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