Il digiuno di carattere obbligatorio ed il digiuno spirituale”
ago 23rd, 2009 | Di direttore | Categoria: digiunoBismiLlàhi ar-Rahmnàni ar-Ràhìm
wa-ssalàtu wa-ssalàmu ‘alà Sayyidinà Muhammd wa ‘alà ‘alihi wa sahbihi wa sallam
Cari e Nobili Fratelli e Sorelle in Allàh, che la pace sia tutti con voi
Auguri di Ramadan Karim a tutti.
Siamo entrati nel Nobile e Generoso Mese di Ramadan Karim, colmo di Grazie e Benedizioni Divine, al hamdu li-Llàh. Lo Shaykh ‘Abd al-Qàdir al-Jilànì (che Allàh sia soddisfatto di lui) ha scritto delle belle ed elevate parole sul “digiuno”, con le quali attira l’attenzione sul “digiuno spirituale“ cosa molto più difficile da farsi del normale digiuno fatto con il solo corpo fisico. Ho pensato perciò che potesse essere utile per tutti noi rileggere assieme queste parole in questo Mese Benedetto con l’augurio che esse siano di beneficio per tutti noi in sha Allàh.
Assalamu ‘alaykum
Umar A.F.
“Il digiuno di carattere obbigatorio ed il digiuno spirituale”
(di Abd al-Qàdir al Jìlànì- Cap. 17 del libro – Il Segreto dei Segreti – Ed. l’Ottava)
Il digiuno prescritto dalla Legge (sawm al-sharì’a) consiste nell’astensione dal mangiare, dal bere e dalle relazioni sessuali dall’alba al tramonto, mentre quello spirituale (sawm al-tarìqa) richiede che si trattengano tutti i sensi ed i pensieri dall’accostarsi a ciò che è illecito. Esso ha in vista l’abbandono, sia interiore che esteriore, di tutto ciò che non ha armonia e la minima incrinatura di tale intenzione rompe il digiuno. Il digiuno prescritto dalla Legge è circoscritto nel tempo, mentre quello spirituale è ininterrotto e permane sia nella vita temporale che in quella eterna.
Il Profeta – le benedizioni e la pace su di lui – ha detto: «Vi sono molti di coloro che digiunano che non ottengono, dal loro sforzo, che fame e sete, senza altro beneficio. » Vi sono anche coloro che rompono il digiuno quando mangiano e quelli il cui digiuno continua nonostante abbiano assunto del cibo. Questi ultimi sono coloro che mantengono sensi e pensieri liberi dal male mentre le loro mani e le loro lingue non ingiuriano gli altri. E’ a questi che è stata indirizzata la promessa divina: « II digiuno è Mio, e sono Io che ne do la ricompensa. »
Sulle due forme di digiuno il Profeta – le benedizioni e la pace su di lui – ha detto:
«Colui che digiuna ha due soddisfazioni: la prima è quando rompe il suo digiuno alla fine del giorno, l’altra è quando vede».
Coloro che conoscono l’aspetto esteriore della religione dicono che la prima soddisfazione di colui che digiuna è data dal piacere di mangiare dopo un giorno di digiuno, e che con « quando vede » s’intende la soddisfazione di colui che ha digiunato per tutto il mese di Ramadàn e vede la luna nuova che segna la fine del digiuno e l’inizio delle celebrazioni della Festa. Coloro che conoscono il significato del digiuno affermano invece che la gioia del rompere il digiuno si ha il giorno in cui il credente entrerà nel Paradiso e parteciperà alle sue delizie, e che il significato della gioia maggiore del vedere avverrà quando il credente vedrà la Verità divina con l’occhio segreto del suo cuore .
Più eccellente ancora di queste due specie di digiuno e il digiuno della Verità (sawm al-haqìqa), che consiste nel prevenire il cuore dall’amare qualche cosa che non sia Allàh. Questo digiuno si attua rendendo l’occhio del cuore cieco a tutto quel che esiste, perfino ai mondi nascosti al di la di questo nostro mondo, ad esclusione dell’amore per Allàh.
Poiché anche se l’Altissimo ha creato tutto per l’uomo, ha nondimeno creato l’uomo per Sé, ed ha detto: «L’Uomo è il Mio segreto ed Io sono il suo segreto». Quel segreto è una luce che procede dalla Luce divina di Allàh. E’ il centro del cuore, fatto della più sottile sostanza; è lo spirito che conosce tutte le verità nascoste; il legame segreto tra il creato ed il suo Creatore. Quel segreto non ama ne è incline ad altro che Allàh.
Non vi è nulla che valga la pena d’essere ambito, nessun fine, nessun oggetto d’amore in questo mondo o nell’altro, tranne Allàh. Se un atomo di qualcosa che non sia l’amore per Lui entra nel cuore, il digiuno della Verità, il vero digiuno, è rotto. Allora l’uomo deve rifarlo, vivificando quell’aspirazione ed intenzione sublimi, ritornando all’amore di Lui, qui e nell’Aldilà, poiché l’Altissimo ha detto: « II digiuno è Mio, e sono Io che ne do la ricompensa”.
(Ramadan 1430 – Agosto 2009)



La lettura di questo post mi spinge a rivolgere un particolare pensiero ed un augurio a tutte quelle persone, soprattutto anziani e ammalati, che in questo mese benedetto non possono unirsi a noi nel digiuno e ne sono spesso profondamente afflitti.
Cari fratelli e sorelle, forse Allah nella sua misericordia, ha un amore particolare per voi, e vi propone di tentare qualcosa di più bello e gradito a Lui.
Il digiuno dal cibo e dal bere è spesso visto come una prova di forza con sé stessi, mentre forse dovrebbe essere un momento in cui si tocca con mano, anche fisicamente, la propria debolezza. Solo Allah è ricco, forte e potente e noi siamo poveri e deboli!
Senza il suo aiuto nessuno resisterebbe un giorno alla sete di questi giorni d’estate!
Cari fratelli e sorelle, forse Allah vi ha scelti come esempio per tutti noi di serena accettazione della nostra debolezza e di fiducia nella sua misericordia infinita.
Forse cercare di pensare solo ad Allah, amare solo lui, ricordarlo in ogni momento (magari lasciando spento il televisore!) è quello che tutti i credenti dovrebbero sforzarsi di fare , almeno in questo mese benedetto, ed in cui voi, anziani e ammalati, potete esserci guida .
Ringraziamo insieme Allah per la nostra e la vostra debolezza e per la Sua misericordia che tutto cura e risana.
Veramente in ogni difficoltà c’è una facilità!
Buon ramadan a tutti
Angela Kadigia
asalam 3ala kol al muslmn fel 3alam wa ramadan karim