Pensando a Marwa, martire dell’hijab (di P.K.Dal Monte)

lug 10th, 2009 | Di Patrizia Khadija Dal Monte | Categoria: Donne, Questioni contemporanee

Marwa 

 

La tragica vicenda di Marwa, Dio le doni la Sua pace, tocca noi donne musulmane da vicino… Prima di tutto perché quello che fu l’inizio della sua storia è un’esperienza che tutte abbiamo vissuto. Chi di noi, indossando un pezzo di foulard di qualsiasi forma non si è imbattuta un giorno o l’altro in distinte persone che si sentivano autorizzate ad ogni tipo di commenti cattivi e gestacci gratuiti nei nostri confronti? Vai a fare la spesa, cammini per strada, te ne stai tranquillamente per i fatti tuoi ed ecco che qualche paladino dell’occidentalità si sente in dovere di aggredirti verbalmente, di farti la morale, di ricordarti che qui non c’è posto per te, con buona pace della famosa libertà e tolleranza occidentali. Sì perché quando partecipi ad un dibattito sull’islam la prima cosa che tutti spiattellano come cosa assolutamente accertata e indiscutibile, dogmatica oserei dire, è quella che l’Occidente è molto, ma molto superiore alle altre culture in quanto a rispetto dell’altro, del diverso…

E qualche volta c’avrei pensato anch’io di reagire in qualche modo a questa aggressione ripetuta, mi sarei detta: “Ma facciamoci le foto a questi imbecilli, e poi in questura a sporgere denuncia… se una possibilità di giustizia esiste per tutti…” Io non l’ho mai fatto, ho preferito lasciar perdere e non so se è per quella misericordia che ci ha insegnato il Corano verso gli ignoranti.: “I servi del Compassionevole: sono coloro che camminano sulla terra con umiltà e quando gli ignoranti si rivolgono loro, rispondono: “Pace!” (XXV,63)o l’esempio del Profeta, per lunghi anni beffeggiato e anche picchiato, la pazienza che ha dimostrato… o se invece è stato per pigrizia: Le contrapposizioni costano fatica, anche se il difendersi dall’ingiustizia è un dovere per il musulmano, un atteggiamento benedetto da Dio: “Eccetto* coloro che credono, compiono il bene e spesso ricordano Allah, e che si difendono quando sono vittime di un’ingiustizia.”   (III,108)Allah non vuole l’ingiustizia per il creato.”(XXVI,227) poiché se la si lascia vivere nel mondo essa si allarga e la corruzione prospera sulla terra… “…

Il gesto seguito a quella offesa iniziale è stato fatto passare come proprio di una personalità malata… Certo, grazie a Dio non tutte le storie giungono a queste soluzioni estreme e tuttavia in quel gesto c’è l’emersione eclatante di un subdolo stillicidio in atto contro la religione musulmana e la donna musulmana in particolare, che penalizza sopratutto i nostri figli e le nostre figlie, proprio nella loro possibilità di realizzare un’integrazione equilibrata nella società in cui vivono e spesso sono nati, senza dover vergognarsi delle proprie radici, dei propri genitori, della propria religione, o scegliendo questa,sentirsi esclusi e isolarsi creando un piccolo mondo nel mondo, ritrovandosi solo con i propri, e anche in questo caso impoverendo l’esperienza umana e religiosa, poiché il confronto sereno e intelligente con la cultura occidentale avrebbe delle ricchezze da dare all’essere musulmano stesso, al suo rinnovamento… E ci sono poi quelli che si ribellano confusamente a tutto e non appartengono più né ad una terra né all’altra e si immergono nelle dinamiche consumistiche che dominano in questa società, nella patetica illusione di un riscatto delle proprie diverse origini, e i soldi non bastano mai poiché l’immagine griffata da assumere è cosa costosa, e poi non basta neanche essa stessa a coprire un volto che rimane diverso… E forse il sogno bianco di Michael Jackson così osannato in questi giorni in cui è venuto a mancare non è poi al singolare… E al di là delle sue qualità artistiche che non voglio discutere, in tutta la prosopopea che è seguita alla sua morte non c’è forse ancora, anche, un innalzare l’uomo bianco, in colui che ha fatto il possibile e l’impossibile per assomigliargli?

E i mass media… come non ricordare ancora una volta la loro responsabilità nel mondo attuale nella formazione degli idoli e dei contro idoli, e nel fatto che ci riguarda, nell’associazione tra foulard islamico e integralismo e terrorismo, che quando l’onesto cittadino si vede una donna velata davanti non può più esimersi da pensare ad attentati e barbarie varie, e tu te ne stai là invece innocentemente, convinta di aver bene abbinato il colore del foulard con il vestito e sorridi il più possibile, per non fare paura all’uomo bianco…

Un ultimo pensiero va a Marwa, donna e sorella coraggiosa, non violenta, che attraverso la legge voleva difendere la sua dignità e il suo diritto ad essere cittadina tedesca musulmana, spezzato da chi invece l’essere cittadino europeo lo rivendicava solo a sé, purezza di razza, cultura e religione che ci rimanda ad altri sogni non così lontano da noi in questi giorni… Pace su Marwa.

 

di Patrizia Khadija Dal Monte

 

Comunicato del Forum Europeo delle Donne Musulmane

Pace all’anima di Marwa al-Sharbini, vittima dell’islamofobia in Germania

 

Il Forum Europeo delle Donne Musulmane denuncia fermamente l’atto barbaro ed il ine razzista commesso nei confronti della dottoressa  in e durante un’udienza. L’anno scorso la dott.ssa Sharbini aveva denunciato il suo assassino dopo che le aveva rivolto pesanti ingiurie islamofobe e aveva cercato di toglierle il velo.tribunalMarwa al-Sharbini,crim

Il cittadino tedesco, non avendo accettato ecisione del e che veva condannato a pagare una somma di denaro, si era rivolto alla Corte ppello ,  ha messo in atto il suo crimine odioso pugnalando per ben 18 volte la sua vittima all’interno dello stesso e tedesco il giorno 1 luglio 2009, sotto gli occhi dei giudici e lla polizia tedesca.detribunale, al momento dell’udienzad’Al’atribunalla d

La dott.ssa Sharbini, farmacista e madre di famiglia d‘origine egiziana   to ricercatore con la speranza di rientrare in Egitto non appena quest’ultimo avesse terminato il suo dottoratoOggi riposa purtroppo in una tomba e suo to è ricoverato a causa delle gravi ferite subite mentre cercava di soccorrere la moglie, anche il figlioletto avendo assistito al feroce assassinioLa sua era una famiglia felice, ben integrata, che sognava di avere un avvenire sereno, ma l’estremismo e il razzismo hanno distrutto la felicità di questa famiglia.è ferito e traumatizzato marimariera arrivata in Germania insieme alera incinta di tre mesi ed

Molti musulmani si sentono oggi purtroppo minacciati dall’islamofobia, non solo in Germania, ma in tutta Europa a causa della progressiva diffusione di atteggiamenti di ostilità assunti anche da alcuni politici.

Il Forum Europeo delle Donne Musulmane considera l’attentato alla vita di Marwa un episodio grave che esige una ferma condanna da parte di tutti noi ed in particolare da parte dei politici e di chi ricopre incarichi di responsabilità nella società civile liberare l’Europa dall’islamofobia che è un pericoloso male che minaccia di mettere in pericolo la pace e la coesione sociale.europea, ed una ferma determinazione a 

Il fatto che un tale dramma abbia potuto aver luogo all’interno di un tribunale danneggia l’immagine della giustizia tedesca e mette in dubbio la serietà dei suoi servizi di sicurezza.

 

 

EFOMW, Bruxelles, 6 luglio 2009

 

Questa la dinamica dei fatti

MarwaL’anno scorso, Marwa, una musulmana di origine egiziana fu insultata  da un tedesco, mentre stava giocando con il suo bambino di 2 anni in un parco. L’uomo  le dette della  ”terrorista”, “islamista” e così via.

In base alla sua denuncia, l’uomo fu multato di 780  euro.

La frase che le aveva rivolto era stata considerata troppo pesante. L’uomo fece ricorso alla Corte d’appello di Dresda, e  Mercoledì 1 luglio la causa  fu portata davanti ai giudici. Erano presenti anche Ali, l marito di Marwa e il figlioletto  di 3 anni . Ad un certo punto dell’udienza l’imputato si è gettato su  Marwa e l’ha pugnalata  18 volte  in meno di 30 secondi. Ali ha cercato di intervenire per proteggere la moglie, ma è stato pugnalato anche lui gravemente.

Due poliziotti che erano intervenuti hanno scambiato Ali per l’aggressore e gli hanno sparato una palottola in una gamba (con quella testa d’arabo lo era certamente…). Alla fine il tedesco aggressore è stato fermato e arrestato.

Marwa, è morta a causa di sue ferite nel cortile del tribunale. Era incinta! Anche il suo bambino di tre anni è rimasto ferito.

Le autorità parlano come al solito dell’ atto isolato di un pazzo…

 

 

4 commenti
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  1. [...] Dal sito Islam-online.it [...]

  2. Ho pubblicato un articolo sulla terribile storia di Marwa qui:
    http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2009/07/in-memoria-di-marwa-al-sherbini-una.html

    rinviando anche al vostro sito. Spero possa servire a riflettere, ne abbiamo tanto bisogno

  3. [...] sembra anche nella stessa Germania). Non so se Marwa al Sherbini debba (o possa) essere definita martire dell’hijab o martire del razzismo, ma so per certo che ad ucciderla è stata una cultura razzista e sessista, [...]

  4. No, non riesco , non posso, non voglio credere a quello che ho appena letto. Nel bel mezzo dell’udienza quest’uomo, sicuramente non pazzo perchè senno dovremmo giudicare come tali il 60% della popolazione europea, ha ucciso Marwa…non ci posso credere, provo un disgusto, un odio incredibile per quello che è il mondo di oggi…7asbuna Allah wa ne3ma al wakil
    E questa storia non la conosce nessuno……

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