Bibbia, Vangelo, Corano: letture per il dialogo verso un’etica condivisa*
lug 1st, 2009 | Di Patrizia Khadija Dal Monte | Categoria: IslamParlare del dialogo con le altre religioni monoteistiche significa all’interno dell’islam fare prima di tutto memoria di una tradizione comune. E’ vero il Corano ha anche una funzione di discrimine (Al Furkan è uno dei nomi del Corano) ma stasera nel dialogo tra di noi, vogliamo sottolineare le radici comuni. Nella rivelazione islamica, infatti, sono moltissimi i versetti che dicono come le tre religioni siano momenti di una stessa tradizione religiosa. Dio, è Colui si è manifestato nella storia dei popoli chiamando Abramo, pace su di lui, a lasciare la sua casa e gli idoli del suo popolo, padre di tutti i credenti (hanif) , prototipo di ogni cammino verso di Lui, abbandonato totalmente a Lui, senza sostegni, pronto a sacrificare il figlio amato, (muslim= abbandonato); ricorda il Corano:“E Abramo!… Quando il suo Signore lo provò con i Suoi ordini ed egli gli eseguì….” “Quando il Signore gli disse: “ Sottomettiti”, disse: “Mi sottometto al Signore dei mondi” … “Invero Abramo era magnanimo, umile, incline al pentimento” (Corano XI,75)
e la Bibbia: “Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò… benedirò coloro che ti benediranno….in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra” (Gen. 12, 1-3). “L’angelo disse: “Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio, e non mi hai rifiutato il tuo figlio, il tuo unico figlio…” (Gen. 22,12);
-Allah è Colui che nella Sua Misericordia ha inviato tanti Profeti e Messaggeri i cui nomi troviamo nel Corano e nella Bibbia: “(Inviammo) messaggeri, come nunzi e ammonitori, affinché dopo di loro gli uomini non avessero più argomenti davanti ad Allah. Allah è eccelso e saggio.”(Corano, IV, 165)
“ Dì: “… e in quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai Profeti…” (Corano, III,84) ;
“Ha fatto scendere su di te il Libro con la verità a conferma di ciò che era prima di esso. E fece scendere la Torah e l’Ingil, in precedenza, come guida per le genti. E ha fatto scendere il Discrimine.” (III,3-4)
“ [Ricorda] quando accettammo il patto dei profeti: il tuo, quello di Noè, di Abramo, di Mosè e di Gesù figlio di Maria; concludemmo con loro un patto solenne…” (XXXIII,7-8)
“ …Di’: « Credo in tutta la Scrittura che Allah ha rivelato. Mi è stato ordinato di giudicare con equità tra voi. Allah è il nostro Signore e il vostro Signore. A noi le nostre azioni, a voi le vostre. Nessuna polemica tra noi e voi. Ci riunirà Allah e verso Lui è la meta [ultima]»” (XLII,13;15)
-La tradizione islamica, ci dice il Corano non ingloba tutto, alcune cose sono raccontante altrove…
“Già inviammo dei messaggeri prima di te. Di alcuni ti abbiamo raccontato la storia, di altri non te l’abbiamo raccontata.”(XL,78)
Legame tra le religioni che è ricordato anche nel primo Libro del Sahîh di Al-Bukhârî, (uno dei testi più autorevoli della Sunna) che si apre con il capitolo riguardante le modalità iniziali dell’ispirazione, capitolo che è introdotto quindi con una citazione coranica tesa ad indicare come ciò che sta al punto di partenza della missione del profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, non è qualcosa di nuovo, ma è ciò che sta alla base di tutte le Tradizioni precedenti. («Noi abbiamo ispirato te come abbiamo ispirato Noè e i Profeti che vennero dopo di lui».) (IV, 163)
Continuità tra profeti e rivelazioni che è affermata anche dalla Bibbia…
“«Non pensate che io sia venuto per abolire la legge o i profeti; io sono venuto non per abolire ma per portare a compimento. Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto… (MT,5)
“Tra i messaggeri, a taluni abbiamo dato eccellenza sugli altri. A qualcuno Allah ha parlato, e altri li ha elevati a gradi superiori.. A Gesù, figlio di Maria, abbiamo dato prove chiare e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito di Santità. …” (II,253)
“il suo nome è il Messia , Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro, uno dei più vicini “ (III,45)
“In verità Allah ha eletto Adamo e Noè e la famiglia di Abramo e la famiglia di ‘Imrân al di sopra del resto del creato” (III,33)
Ma ancora più a monte, voglio ricordare come la possibilità di dialogo tra credenti sia fondata sull’identica natura umana, in Adamo, pace su di lui, primo profeta per i musulmani, profeta dell’essere, della cui esperienza il Corano riporta già le verità fondamentali del nostro essere umani:
- creati intenzionalmente da Dio dalla terra, come le piante e gli animali, “ È Allah che vi ha fatto sorgere dalla terra come piante. Poi vi rimanderà [ad essa] e vi farà risorgere.” (LXXI,17-18) da cui deriva la fede dunque in un Unico Dio, Colui che ha creato tutte le cose e le mantiene in esistenza, e dispiega nella creazione la Sua Bellezza, la Sua Potenza e la Sua Giustizia:
“È Lui Che ha creato i cieli e la terra in sei giorni – allora [stava] sulle acque il Suo Trono – , per vagliare chi di voi agirà per il bene…” (XI,7) ; “Colui Che ha creato i cieli e la terra non sarebbe capace di creare loro simili? Invece sì! Egli è il Creatore incessante, il Sapiente. Quando vuole una cosa, il Suo ordine consiste nel dire Sìì ed essa è.” (XXXVI,81-82)
Come ricorda anche la Bibbia:
“La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce «giorno» e le tenebre «notte». Fu sera, poi fu mattina: primo giorno…” (Gen, 1,1-3)
Colui che nella Sua incrollabile Fiducia e Lungimiranza, ha dato fiducia all’uomo e alla donna e li ha posti a capo della sua creazione, vicari (khalîfa), per rappresentare Lui, Misericordioso e Giusto:
“E quando il tuo Signore disse agli Angeli:”Porrò un vicario sulla terra”, essi dissero:”Metterai su di essa qualcuno che vi spargerà la corruzione e vi verserà il sangue, mentre noi Ti glorifichiamo lodandoTi e Ti santifichiamo?”. Egli disse: “In verità Io conosco quello che voi non conoscete… Ed insegnò ad Adamo i nomi di tutte le cose ” (II,30-31)
“E allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. ..” (Genesi II,19)
Vicari e non padroni.. creati da Dio per abitare da subito insieme in una terra,
l’essere umano è da subito un essere per gli altri, la nafs wahida si divide per dar luogo al femminile e al femminile…
“…Vi ha creati da un solo essere, da cui ha tratto la sua sposa. Del bestiame vi diede otto coppie,* Vi crea nel ventre delle vostre madri, creazione dopo creazione…” (XXXIX,5-6)
“Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse:”Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta”. (Gn 1,21)
divisi tra l’anelito al bene e i sussurri del male, capaci di peccato e di pentimento, guidati e salvati dal Misericordioso se ci si affida a Lui. Egli Il Misericordioso, il Compassionevole, Colui che ci ha perdonati , dall’inizio per aver voluto, dall’inizio, ignorare la misura data:
“ …O Adamo, abita il Paradiso, tu e la tua sposa, saziatevene ovunque a vostro piacere, ma non avvicinatevi a quest’albero ché in tal caso sareste tra gli empi…”, “E Noi dicemmo andatevene via, nemici gli uni degli altri. Avrete una dimora sulla terra e ne godrete per un tempo stabilito”… “Adamo ricevette parole dal Suo Signore e Allah accolse il suo (pentimento). In verità Egli è Colui che accetta il pentimento, il Misericordioso.” (Corano, II,35-37);
“Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti. … “Il serpente … disse alla donna: “E’ vero che Dio ha detto non dovete mangiare di nessun albero del Giardino?…non morirete affatto! Anzi… allora prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei e ne mangiò…Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno… e si nascosero…Il Signore Iddio fece all’uomo e alla donna tuniche di pelli e li vestì….” (Genesi II-III)
Colui di cui ogni rivelazione non potrà mai dire tutto: Egli è la Luce:
“Allah è la luce dei cieli e della terra. La Sua luce è come quella di una nicchia in cui si trova una lampada, la lampada è in un cristallo, il cristallo è come un astro brillante; il suo combustibile viene da un albero benedetto, un olivo né orientale né occidentale, il cui olio sembra illuminare senza neppure essere toccato dal fuoco. Luce su luce. Allah guida verso la Sua luce chi vuole Lui e propone agli uomini metafore. Allah è onnisciente .” (Corano XXIV,35)
“Dove andare lontano dal tuo spirito, dove fuggire dalla tua presenza?Se salgo in cielo là tu sei, se scendo negli inferi eccoti. Se prendo le ali dell’aurora per abitare all’estremità del mare, anche là mi guida la tua mano… Se dico. “Almeno l’oscurità mi copra e intorno a me sia notte”; nemmeno le tenebre per Te sono oscure e la notte è chiara come il giorno…” (Salmo139)
“Ma l’ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in spirito e verità” (Gv. 4,23-24)
Perché il riconoscimento di Dio secondo la rivelazione coranica è prima di tutto insito nell’essere umano, nella sua natura originaria:
“Rivolgi il tuo volto alla religione come sincero credente, natura originaria (fitra) che Allah ha connaturato agli uomini; non c’è cambiamento nella creazione di Allah.” (XXX,30)
“Secondo la tradizione musulmana, nella creazione, esiste un momento molto particolare in cui Dio “trae dai lombi” di Adamo l’insieme della sua discendenza e chiede ad ogni discendente di attestare che c’è un solo Dio: e i figli di Adamo lo attestano; e il versetto termina così : affinché non diciate nel Giorno del Giudizio che non sapevate. Questo racconto – che i sufi interpretano spesso in senso simbolico, ma che la tradizione ortodossa intende in senso letterale – è da leggere come un’immagine. Quale è il suo significato ? E’ che la coscienza umana ha l’intuizione dell’Uno… Il religioso è costitutivo della struttura della coscienza umana, dice Mircea Eliade. Ovunque ha compiuto le sue ricerche egli ha potuto constatare come nell’uomo si esprima qualcosa che lo spinge ad andare al di là di se stesso, al di là delle cose materiali, alla ricerca di qualcosa d’altro. Nella tradizione musulmana, Quest’altra cosa è l’Uno… Nel Corano, l’aspirazione originale verso l’Uno è chiamata al-Fitra.”Dunque: “Originariamente, intrinsecamente, l’essere umano possiede in lui un soffio, uno slancio originale (fÎtra), che è la scintilla attraverso la quale l’incontro tra la ragione e le Rivelazioni si radica e si evolve in una fede viva. La fede, lo slancio, il soffio sono participi dell’essenza dell’uomo, della natura stessa della sua costituzione ; è ciò che, originariamente, dovunque esso sia, qualunque tradizione sarà in seguito la sua, lo porta a tendere verso il Trascendente, lo Spirito…” (Tariq Ramadan)
Ci sono dunque radici comuni, nell’essere e nella rivelazione, tra i credenti di diverse tradizioni. E proprio perché c’è un essere e una rivelazione comune, è possibile una parola comune, “la parola è la casa dell’essere” ha detto Heidegger, essa deve essere pronunciata con gentilezza e rispetto:
“Dialogate con belle maniere con la gente della Scrittura, eccetto quelli di loro che sono ingiusti. Dite [loro]: « Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su di voi, il nostro Dio e il vostro sono lo stesso Dio ed è a Lui che ci sottomettiamo (muslimun).” (Corano XXIX,45-46)
e questa parola si può esprimere circa la varietà e comunanza delle rivelazioni, l’unicità di Dio, e la nostra sottomissione a lui, esplorandone i significati. Muslimun, consegnati, affidati a Dio… dal verbo aslama che ha come significato: affidare, consegnare, rimettersi a qualcuno…
”Per cogliere più facilmente l’utilizzo del verbo in arabo rimando al suo utilizzo nella liturgia cristiana, ovvero nella preghiera eucaristica in cui si dice che “Egli offrendosi liberamente alla sua passione” il verbo è espresso nel testo arabo con il verbo aslama…
“… e ricorda molto opportunamente Al-Qastalânî, la parola araba islâm significa ‘sottomissione’ a Dio. Ne consegue semplicemente che in arabo (lingua sacra fortemente sintetica) quando si parla di islâm si possono intendere due realtà che nel procedere distintivo e razionalizzante dell’italiano moderno vengono viste come assolutamente distinte: da un lato l’Islam storicamente determinato, e dall’altro la dottrina ‘primordiale’ ed eterna dell’Unita divina, che si ripresenta in tutte le rivelazioni divine susseguitesi nelle epoche e destinate ai popoli più diversi.” (Idris Zamboni)
C’è poi una relazione tra le religioni che non passa attraverso le parole, ma nelle opere… Il Corano ci avverte come ci siano cose su cui non potremo mai essere d’accordo e la diversità sia una volontà divina, essa è vista nel Corano come parte della volontà creatrice di Dio nella natura, nelle diverse razze degli uomini, nelle tradizioni religiose stesse:
“Non hai visto che Allah fa scendere l’acqua dal cielo e che suscitiamo da essa frutti di diversi colori? E le montagne hanno striature bianche e rosse, di diversi colori e anche nere, corvine. E in egual modo anche gli uomini, gli animali e le greggi, hanno anch essi colori diversi. Tra i servi di Allah solo i sapienti Lo temono. Allah è il Potente, il Perdonatore.” (XXXV,27-28)
“E fan parte dei Suoi segni, la creazione dei cieli e della terra, la varietà dei vostri idiomi e dei vostri colori. In ciò vi sono segni per coloro che sanno.” (XXX,22)
“Se Allah avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità. Vi ha voluto però provare con quel che vi ha dato. Gareggiate in opere buone: tutti ritornerete ad Allah ed Egli vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi.” (V,48)
“I vari colori e le diverse lingue rivelano qualcosa sul destino dei popoli nelle loro qualità e specificità. Sebbene tutti gli uomini abbiano la stessa origine, «da un maschio e da una femmina», sono stati organizzati in «popoli vari e tribù» e devono vivere consci di queste differenze, che rispondono a una regola immutabile proprio come la diversità della vegetazione di cui si parlava prima.”(Tariq Ramadan, La riforma radicale)
La diversità tra religioni rimanda alle opere buone, a fare il bene, come la fede stessa è indissolubilmente legata alle opere, “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.” (Mt 7,12)
“La carità non consiste nel volgere i volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Allah e nell’Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l’orazione e pagare la decima . Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, ecco i timorati.” (Corano II,177)
“Onora tuo padre e tua madre, affinché si prolunghino i tuoi giorni sulla terra che il Signore tuo Dio ti dà. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare sua moglie, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo.” (Es. 20)
Ma nelle opere il Corano ci ricorda ancora l’importanza dell’intenzione:
“Le opere (al-a’mâl) non sono che secondo le intenzioni”: ‘luogo’ dell’intenzione (niyya) è il cuore (qalb) e cioè il centro dell’essere umano, mentre l’opera (‘amal) viene di necessità messa in atto dalle membra del corpo, che sono l’esteriorità dell’uomo… Viene dunque stabilita una gerarchia tra intenzione e opera, analoga a quella tra interiore ed esteriore, o tra Uno e molteplice, e non è un caso che si tramandino dal Profeta (come ricorda Al-’Aynî) le parole seguenti: L’intenzione del credente è migliore della sua opera.” (Idris Zamboni)
Da Abû Hurayrah, Allâh sia soddisfatto di lui, che disse: «Ho udito l’Inviato di Allâh, la Grazia e la Pace divine siano su di lui, che diceva:
“La prima persona che sarà condannata il Giorno della Resurrezione sarà un uomo che è morto martire, e sarà condotto (alla presenza di Allâh), quindi Egli gli farà conoscere i Suoi favori e (l’uomo) li riconoscerà. Egli dirà: ‘E che cosa ne hai fatto?’ Dirà: ‘Ho combattuto per Te fino a che sono morto martire’. Egli dirà: ‘Menti, ed invece hai combattuto perché si dicesse: “E’ un coraggioso”, e così è stato detto’. Poi verrà ordinato che sia trascinato per la faccia fino a venire gettato nell’Inferno.
Ed un uomo che ha studiato la scienza e l’ha inse gnata, e che recitava il Corano, e sarà condotto (alla presenza di Allâh) quindi Egli gli farà conoscere i Suoi favori e (l’uomo) li riconoscerà. Egli dirà: ‘E che cosa ne hai fatto?’ Dirà: ‘Ho studiato la scienza e l’ho insegnata, ed ho recitato per Te il Corano’. Egli dirà: ‘Menti, ed invece hai studiato la scienza perché si dicesse: “E’ un sapiente”, ed hai recitato il Corano perché si dicesse: “Egli è un recitatore”, e così è stato detto’. Poi verrà ordinato che sia trascinato per la faccia fino a venire gettato nell’Inferno.
Ed un uomo con cui Allâh è stato munifico ed a cui ha donato tutti i tipi di ricchezze, e sarà condotto (alla presenza di Allâh) quindi Egli gli farà conoscere i Suoi favori e (l’uomo) li riconoscerà. Egli dirà: ‘E che cosa ne hai fatto?’ Dirà: ‘Non ho trascurato alcun modo in cui desideri si elargisca, senza aver elargito in quel modo per Te’. Egli dirà: ‘Menti, ed invece l’hai fatto perché si dicesse: “Egli è generoso”, e così è stato detto’. Poi verrà ordinato che sia trascinato per la faccia e verrà gettato nell’Inferno”».
Le opere buone che l’uomo è chiamato a realizzare riguardano il suo essere nel mondo, quindi il rapporto con la terra, gli animali e le piante, e soprattutto il suo essere con gli altri, e se esiste uno spazio di ambiguità nella comprensione di ciò che è buono per l’uomo, c’è una continuità essenziale tra ciò che è buono nella creazione ciò che è buono per la fede:
Nella tradizione islamica “I primi sapienti avevano individuato gli obiettivi superiori del Testo rivelato nella promozione di ciò che è bene per l’uomo e nella protezione contro ciò che è male e dannoso :«Ti domanderanno [a te, il Messaggero] cosa sia lecito [consentito](uhilla lahum) mangiare. Rispondi: “Vi sono lecite le cose buone [piacevoli] (at-tayyibât) (…). Oggi vi son dichiarate lecite le cose buone [piacevoli].»Il lecito corrisponde naturalmente a ciò che è buono e la Natura si presenta come lo spazio fondamentale e primario del bene, di ciò che è lecito e piacevole. Anche il versetto seguente, più specifico, indirizza la coscienza degli esseri umani verso l’associazione tra il «buono naturale» e il «lecito legale»:
«O uomini! Mangiate quel che di lecito e buono [piacevole] v’è sulla terra…»
«Mangiate delle cose lecite e buone che la provvidenza di Dio v’ha donato, e siate riconoscenti pel favore di Dio, se Lui voi adorate!”
Questi e molti altri versetti hanno spinto i sapienti a guardare in modo fondamentalmente positivo la Natura e il suo ordine, pronunciando la massima «il principio primario è la liceità» (al-asl fi-l-ashiyâ’ al-ibâha) in merito al rapporto con la Natura, alle relazioni interpersonali e alle questioni sociali. Il vocabolario utilizzato traduce la fiducia nel naturale sia nel rapporto con l’Universo che nelle predisposizioni naturali degli esseri umani: quindi il lecito (halâl) è sempre associato al buono (tayyib) e il lecito e il consentito (mubâh) rimandano la coscienza alla predisposizione umana e collettiva. Al-ma’rûf (dalla radice ‘a-ra-fa), letteralmente «ciò che è riconosciuto dalla società come un bene», è il concetto coranico che si riferisce al bene, al consentito, al lecito e copre quindi, in senso più generale, le due categorie dell’halâl e del mubâh, ma anche le due categorie intermedie del disdicevole (makrûh) o del raccomandato (mustahab)… Ancora prima di addentrarci nelle particolarità dell’azione umana, è possibile individuare a monte tre obiettivi fondamentali: il rispetto e la difesa della Vita (hayâ), della Natura (khalq, tabî’a) e della Pace (salâm). Se è possibile affermare che la difesa della concezione islamica globale della vita e della morte (ad-dîn) e del bene e dell’interesse comuni degli uomini e della Creazione (al-maslaha) sono i due aspetti fondamentali di tutta l’elaborazione etica, possiamo dire che la difesa/promozione della Vita, della Natura e della Pace ne sono i pilastri fondanti. Il messaggio islamico nella sua totalità, attraverso i versetti, le pratiche del/dei Profeta/i e il riconoscimento dell’Universo come segno e dono ci rimandano a queste tre finalità essenziali e a priori. La lista dei versetti e delle tradizioni profetiche che potremmo citare per stabilire la legittimità di questa scelta sarebbe decisamente troppo lunga da analizzare in questo studio. Vogliamo comunque ricordare il versetto che accosta l’uccisione di un uomo a quella di tutta l’umanità[66], l’ingiunzione coranica di non corrompere la creazione di Dio[67] o tutte le tradizioni profetiche (ahâdîth ) che prescrivono il rispetto della Natura[68]. Il richiamo alla Pace è insito nella radice della stessa parola «islâm», che contiene appunto la nozione di salâm: islâm significa infatti «entrare (fare completamente dono di sé) nella Pace di Dio» (idkhulû fî s-silm kâffâ). Il jihâd, la resistenza personale o collettiva all’oppressione dei propri istinti o delle velleità di aggressione altrui, deve avere come unico scopo la ricerca della pace, mai la tensione, il conflitto o la guerra.” (Tariq Ramadan, La Riforma radicale)
“Prestate attenzione alla Terra, è vostra madre” dice un hadith profetico, a ribadire il legame profondo dell’essere umano con la terra, che possiede una sacralità di fondo. Un detto molto noto del Profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, dice: “Dio ha fatto sì che per me la terra fosse tutta intera un purissimo luogo di prosternazione (masâjidan wa tahûran)”. Per l’Islam tutta la terra è come un immenso tempio, da cui deriva l’importanza di mantenerla sana, pulita e degna. Questa sacralità della terra è evidente anche in un versetto coranico in cui si stabilisce che in mancanza d’acqua l’abluzione (senza la quale non ci si può accostare ai riti sacri) dovrà essere compiuta «sfregandosi il volto e le mani con terra buona» (IV,43). “I commentatori spiegano che per ‘terra buona’ (sa‘îdan tayyiban) si debba intendere ogni cosa che si trovi ‘naturalmente’ sulla superficie terrestre (roccia, terra, polvere, sabbia, erba, muschio) con l’eccezione di ciò che è fatto dall’uomo. La terra dunque non solo è ‘luogo consacrato’, ma è anche ‘consacrante’, e cioè è un valido mezzo di consacrazione e di purificazione.” (Idris Zamboni)
Gli animali e le altre cose viventi sono state create da Allah, il Signore dell’Universo, da cui deriva il dovere di un rispetto e amore nei loro confronti, siamo vicari e non padroni:
“ La terra l’ha disposta per le creature…” (LV,10)
“Non c’è essere che si muova sulla terra o uccello che voli con le sue ali che non appartenga ad una comunità . Non abbiamo dimenticato nulla nel Libro . Poi tutti saranno ricondotti verso il loro Signore.” (VI,38)
Il musulmano non deve nuocere agli animali o alle piante per nessun motivo, egli ha pietà per gli animali. Un giorno, il profeta Muhammad, pace e benedizione su di lui, avendo notato degli uomini che tiravano frecce contro un volatile legato egli disse: «Sia maledetto chiunque usa per bersaglio un essere vivente».
“Qualsiasi parte sia stata tagliata da un animale vivente è carne guasta (E’ illegale mangiarla. Il significato è che non è permesso mutilare un animale vivente).(Ahmad, Abu Dawud, Tirmidhi, Hakim)
Il Profeta ha ancora detto: “Chiunque uccida un passero o qualcosa di più grande senza una giusta causa, Allah lo riterrà responsabile nel Giorno del Giudizio”. Quelli che ascoltavano chiesero: “O Messaggero di Allah qual’è una giusta causa”? Ed il Profeta rispose: “Ucciderlo per mangiarlo, non semplicemente tagliargli la testa per gettarlo via”. (Nisai, Hakim)
Anche l’atto di piantare un albero è considerato come un atto meritorio. Il Messaggero di Dio ha detto a proposito: «Mai un musulmano pianta un albero dalla quale non ne riceve la ricompensa come se fosse una sadaqa [un’elemosina, un’opera caritatevole], ciò che mangia da quell’albero è una sadaqa, ciò che viene rubato da quell’albero è una sadaqa, ciò che gli animali mangiano e ciò che gli uccelli mangiano da quall’albero è una sadaqa. L’albero non è per lui una perdita ma è per lui una sadaqa».
L’Inviato di Dio disse ancora: «Chi ha piantato un albero ed ha avuto la pazienza di curarlo e l’ha seguito fino a quando da i suoi frutti, avrà per ogni persona che colga questi frutti una ricompensa (nell’aldilà)».
Omar ibn Al-Khattab, secondo Califfo dell’Islam e compagno di Muhammad soprannominato il Principe dei Credenti, appoggiandosi a questi detti del Profeta disse: «Chi fa rinascere la terra arida ne diventa di conseguenza proprietario. Se qualcuno ha trascurato lo sviluppo di una terra per tre anni senza mai curarla, nel momento in cui qualcun altro la cura facendola fruttificare, quest’ultimo ne diviene il proprietario.”
Vedendo un uccello girare in tondo alla ricerca dei suoi piccoli che gli erano stati presi dal nido. Il Profeta disse: «Chi ha afflitto quest’uccello e preso i suoi piccoli? Rimetteteli nel nido! »
Il Profeta Muhammad ha detto: «Dio vi ha ordinato la gentilezza in tutte le cose. Se dovete uccidere (un animale per cibarvene) fatelo nel modo migliore e se dovete macellare fatelo nel modo migliore affilando il coltello e rilassando l’animale».
L’Islam ha inoltre vietato di imprigionare gli animali o di lasciarli morire di fame. Disse Il Profeta: «Una donna ha meritato l’inferno a causa di una gatta che aveva rinchiuso fino a che non morì. Non la nutriva e neanche la lasciò andare in maniera che mangiasse qualche bestiola della terra».
Passando vicino ad un formicaio incendiato il Profeta disse: «Solo il Creatore del fuoco ha diritto di punire con il fuoco! ».
Il Profeta Muhammad disse infatti: «Dio ricompensa chiunque fa del bene ad un essere vivente».
Ed ancora: «Chi non ha compassione per gli altri non avrà la Compassione di Dio. Siate misericordiosi con gli esseri viventi , Dio vi tratterà alla stessa maniera».
Termino ricordando l’ampiezza di questa compassione che il musulmano deve avere verso gli esseri viventi, con un hadith molto importante che è simile a questa pagina del Vangelo:
“Quando il Figlio dell`uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me. Poi dirà a quelli posti alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato. Anch`essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l`avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna”. (MT.25,31-46)
Da Abû Hurayrah, Allâh sia soddisfatto di lui, che disse: «L’Inviato di Allâh, la Grazia e la Pace divine siano su di lui, ha detto:
“Allâh, sia Egli onorato e magnificato, il Giorno della Resurrezione dirà: ‘O figlio di Adamo, ero ammalato e non Mi hai visitato’; l’uomo dirà: ‘O Signore, e come avrei potuto visitarTi quando Tu sei il Signore delle creature?’ Egli dirà: ‘Non sapevi che il tale Mio servo era ammalato e non l’hai visitato? Non sapevi che se tu l’avessi visitato Mi avresti trovato presso di lui? O figlio di Adamo: ti ho chiesto da mangiare e non Mi hai dato da mangiare’; l’uomo dirà: ‘O Signore, e come avrei potuto darTi da mangiare quando Tu sei il Signore delle creature?’ Egli dirà: ‘Non sapevi che il tale Mio servo ti ha chiesto da mangiare, e non gli hai dato da mangiare? Non sapevi che se tu gli avessi dato da mangiare avresti trovato che ciò era per Me? O figlio di Adamo, ti ho chiesto da bere e non Mi hai dato da bere’; l’uomo dirà: ‘O Signore, come avrei potuto darTi da bere quando Tu sei il Signore delle creature?’ Egli dirà: ‘Il tale Mio servo ti ha chiesto da bere e non gli hai dato da bere; non sapevi che se tu gli avessi dato da bere avresti trovato che ciò era per Me?’”» ( Muslim)



Salamo alikom, Non è un commento che voglio inserire ,ma un piccolo articolo che ho tradotto dal francese su una domanda frequenta.
Qual è il punto più basso della terra ?
Ultimamente moltissimi internaute lo chiedono. Visto questo interresse, il sacro Corano a risposto alla domanda c’è più di 14 seccoli fa, nella surat (Ar-rum 1-6)
[1.Alif, Lam, Mim.
2. Sono stati sconfitti i Romani
3. nel punto più basso della terra (paese limitrofo); ma poi, dopo essere stati vinti, saranno vincitori,
4. tra meno di dieci anni - appartiene ad Allah il destino del passato e del futuro - e in quel giorno i credenti si rallegreranno
5. dell'aiuto di Allah: Egli aiuta chi vuole, Egli è l'Eccelso, il Misericordioso.
6. Promessa di Allah. Allah non manca alla Sua promessa, ma la maggior parte degli uomini non sa. ( Ar-Rum: 1-6) ]
Verità scientifica:
I riferimenti storici menzionano la battaglia tra Persi e Bizantini che ebbe avuto luogo vicino al mare morto più precisamente tra Adhri’ât e Bosrâ. Questa battaglia ebbe avuto in 619. La vittoria dei persi fosse schiacciante. Questa disfatta cocente dei Romani Bizantini conduceva più di uno a credere che l’ora della decadenza di loro imperro aveva sonato. A contrario a tutti le predizioni,un’altra bataglia scoppia tra Persi e Bizantini in dicembre 627 nella regione di Nineveh. Questa battaglia conduceva alla disfatta dei Persi. Dopo qualche mese,i Persi decidono in favore ad una armistizio che li imporra a ritrocedere tutte le terre che avevano riuscito a strattare ai Bizantini.
Secondo l’encyclopedia Britanica che afferma che questa zona al confine tra Palestina e Giordania,costituisce il punto più basso esistente al mondo, trovandosi a circa 395 metri al di sotto del livello del mare.Fotografie e immagine satellitari corroborono questa realtà.
Aspetto miracoloso:
Ci sono due aspetti miracolosi che coincidano ai versati qui sopra: Di una parte,il corano predice che la vittoria Bizantina dopo la disfatta contro i persi avrà luogo dopo qualche anni.E come ha predico il Corano,la vittoria avrà avuto sette(07) anni dopo nella battaglia tra Persi e Bizantini nel anno 627;battaglia dove Bizantini escono vincitore. Questi versati coranici provano che il Corano è una rivelazione d’Allah.
Il secondo aspetto di questi versati si ritrova nell’affermazione di una verità scientifica che era stata sconosciuta di tutto. Questi versati,affermano che i Romani sono stati battuti nel più basso punto della terra. Occorre dire al passaggio; che la parola che noi traduciamo qui: ( per il più basso punto della terra) Ha due sensi in arabo;il più vicino, e il più basso. Ed ogni di queste due sensi è in accordo con la realtà. Di una parte il teatro degli operazioni è la zona più vicina della penisola arabica, e di un altra parte è la zona che ha la più bassa altitudine della terra.
Traduzione fatta da qualche raccolte di testi. ouadi abdallah. mila (algeria)