Questo è il vero Islam

giu 3rd, 2009 | Di | Categoria: Spiritualità

a cura di Umar A.F.

 Bismillahi r-Rahmàni r-Rahìm

in Nome di Dio il Misericordioso il Clementissimo

 

wa-ssalàtu wa-ssalàmu ‘alà sayddinà Muhammad

e la preghiera e la pace siano sul nostro Profeta Muhammad

Cari fratelli e sorelle in Allàh,

Cari fratelli e sorelle in Adamo,

un saluto di pace a tutti voi,

 

e che Dio il Misericordioso, Gloria a Lui l’Altissimo, riscaldi i nostri cuori ed i vostri cuori con il Suo Amore (Mahabba), che ci aiuti a vivere tutti assieme nell’amore e nel rispetto reciproco, che ci aiuti ad avere pazienza (sabr) gli uni con gli altri, che ci aiuti a sviluppare la Nobile Fratellanza tra tutti noi

 

« Invero i credenti sono fratelli: portate quindi la pace tra i vostri fratelli e temete Allàh» (Corano 49,10).

 E’ Dio l’Altissimo, il nostro Creatore, Gloria a Lui, che ci insegna che siamo tutti uguali e che il migliore tra noi, colui che ha più valore, è colui che ha più timore di Dio (taqwà Allàh):

 «O uomini! in verità Noi vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli vari e tribù, affinché vi conosciate a vicenda. In verità presso Allàh, il più nobile e il più degno di onore tra di voi è colui che ha più timore di Dio (taqwà)» (Corano 49,13)

 

Ha detto il Profeta Muhammad (su di lui la preghiera e la pace divine):

 

«Un arabo non è diverso da un non arabo, un bianco non è diverso da un nero, se non nel timore di Allàh» (hadith)

 

e questo timore (taqwà) consiste nel ricercare la soddisfazione (ridà) di Dio, sia nelle nostre parole che nelle nostre opere, perché Lui è il più Generoso dei generosi (Al Karìm) verso le Sue Creature ed è perciò il più meritevole della nostra adorazione e del nostro ringraziamento, Gloria a Lui l’Altissimo.

 

Mai come oggi si parla cosi tanto della «Religione dell’Islam», ed è cosi perché cosi ha voluto Allàh l’Altissimo, come dice un nostro vecchio adagio “non si muove foglia che Dio non voglia”.

Esiste però ancora molta ignoranza sul vero Messaggio dell’Islam, Messaggio Divino (Risàlat al-ilàhiyya) che è lo stesso Messaggio portato da tutti gli altri Inviati di Dio: « Gesù », « Mosè », « Abramo », « Noè » e cosi fino al nostro padre « Adamo » (sia su tutti loro la benedizione di Dio).

 

Questo Messaggio è: « l’attestazione dell’Unicità di Dio (Tawhid) » e la conseguente « sottomissione (islam) al Dio Unico » e nella sottomissione a Dio è compresa la Sua adorazione e la Sua Conoscenza.

 

Dice Allàh l’Altissimo:

 

« E non ho creato i jinn e gli uomini se non affinché essi Mi adorino » (Wa mâ khalaqtu al-jinna wa al-insa illâ li ya’budûn) (Corano 51, 56)

 

Dice Allàh l’Altissimo:

 

«Non inviammo prima di te Muhammad nessun Messaggero senza rivelargli:Non v’è divinità all’infuori di Me: adorateMi dunque (là ilàha illà Anà fa’budùn)» (Corano 21,25)

 

e ancora:

«Ad ogni comunità abbiamo mandato un Inviato,che dicesse:”Adorate Dio, e allontanatevi dagli idoli”» (Corano 16,36)

 

Dice Allàh l’Altissimo:

 

«Rivolgi il tuo volto alla Religione (Din) come puro monoteista (hanif), natura originaria (fitra) che Allàh ha connaturato agli uomini; non c’è cambiamento nella Creazione di Allàh. Ecco la vera Religione (Din)» (Corano 30,30). Ed ancora :«Invero la Religione presso Allàh è l’Islam (inna ad-Din ‘inda Allàhi l-islam)» (Corano 3,19)

 

Dice Allàh l’Altissimo:

 

«Tenetevi (a’tasimù) tutti insieme (giamì’an) alla corda (habl) di Allàh,

e non dividetevi » (Corano 3, 103)

 

Questo è, nella sua essenza, il Messaggio dell’ Islam: l’attestazione di un Dio Unico, la sottomissione a Lui e la fratellanza e l’amore con tutte le Sue creature. L’Islam è la Religione di Allàh (Din Allàh), la Religione della Natura originale e primordiale di Adamo (Din al-fitra), la Religione Pura e immutabile (Din al-hanìfì), la Religione vera (Din al-haqq), la Religione retta (Din al-mustaqìm), arrivata da Dio l’Altissimo tramite il Suo ultimo Inviato sayydinà Muhammad, sigillo della Profezia (su di lui la preghiera e la pace divine) per tutta l’umanità.

 

Cosa altro contiene ed insegna il Messaggio (Risàla) dell’Islam?

Questo Nobile Messaggio Divino contiene innumerevoli ed immensi tesori, vediamone assieme solo alcuni.

 

L’Islam è Pace (As-Salàm). Il termine arabo Islam oltre che “sottomissione a Dio”, significa anche “Pace” dalla cui radice salàm esso trae origine. Pace con Dio, pace con se stessi, pace con gli altri e pace con il mondo. Uno dei 99 Nomi di Dio è As-Salàm (la Pace):

 

«Egli è Dio, non vi è altro Dio che Lui, il Re (Al-Malik) il Santo (Al-Quddus) la Pace (As-Salàm)» (Corano 59,23).

 

Allàh è la fonte autentica di ogni pace, la Salvezza suprema. L’Islam sprona l’uomo a realizzare la pace in questa terra, per continuare poi a gustarla in Paradiso:

 

«In esso Paradiso non ascolteranno discorsi vani, né eccitanti al peccato, ma solo una parola: “Pace, Pace” (Salam, Salam)» (Corano 56,25-26)

 

Ha detto il Profeta Muhammad (su di lui la preghiera e la pace divine):

 

«La creatura più amata da Dio è quella che è la più utile agli altri». (hadith)

 

L’Islam è Amore (Mahabba), In primo luogo Amore per Dio l’Altissimo al quale tutti noi dobbiamo Lode e riconoscenza per tutti i Doni che Lui continuamente ed in abbondanza ci elargisce, anche a coloro che non credono in Lui, o che gli sono ribelli. In primo luogo il Dono della vita stessa, e poi il Dono dell’intelligenza, il Dono del sostentamento quotidiano (rizq) ed altri innumerevoli Doni ancora. Amore inoltre per i Suoi Inviati portatori del Suo Messaggio e delle istruzioni utili all’uomo. Amore per i Suoi Santi (Walì) sostenitori del mondo e dalla cui compagnia spirituale (suhba) i cuori trovano pace e stimolo per avvicinarsi a Dio. Ed infine Amore per tutte le creature dell’Universo, perché come dice Allàh:

 

«O uomini, voi siete i poveri (fuqarà) i bisognosi di Dio, mentre Allàh è il Ricco (Al-Ghanì) Colui che è sufficiente a Se stesso, il Degno di lode.» (Corano 35,15)

 

L’Islam è Conoscenza (Al-’Ilm), stimola l’uomo all’utilizzo dell’intelletto (‘aql), il grande dono che Dio ha dato all’uomo e che ha fatto si che per questo dono gli angeli si siano dovuti inchinare a lui. Stimola l’uomo a porsi delle domande ed a cercarne le giuste risposte. L’Islam è contro l’ignoranza, e con le verità che esso porta scioglie l’ignoranza come neve al sole. La prima parola del Corano che Allàh ha rivelato al Suo Inviato Muhammad (su di lui la preghiera e la pace divine) è stata «Iqrà» che ha tra i suoi significati: “Leggi” ; “Studia’, “Conosci”:

 

«Leggi (iqrà) nel Nome del tuo Signore (bismi rabbi-ka) che ha creato, ha creato l’uomo da una aderenza. Leggi! Il tuo Signore è il più Generoso, che ha insegnato mediante il calamo, ha insegnato all’uomo ciò che non sapeva» (Cor. 96,1-5)

 

L’Islam è Unione (jam’). Uno dei 99 nomi di Allàh è «Colui che riunisce» (Al- Jàmi’). Lo scopo del Messaggio (Risàla) divino portato dal Profeta Muhammad (su di lui la preghiera e la pace divine) è quello di diffondere la riunione tra gli uomini, nel bene (khayr), nell’amore (mahabba) nell’affetto reciproco (mawadda) e nell’aiutarsi reciprocamente nell’adorazione (‘ibàda) di Dio, poiché invero, colui che ama dividere gli uomini che richiama gli uomini alla divisione è il nemico di tutta l’umanità, e questo è satana (shaytan) il maledetto.

 

L’Islam è Misericordia (Rahma), Misericordia che l’uomo deve sviluppare per tutti gli esseri dell’Universo, imitando in ciò Dio nostro Unico Signore che è Il Misericordioso (Ar-Rahmàn) e il Clementissimo (Ar-Rahìm) per eccellenza.

 

«E il vostro Dio è un Dio Unico, non c’è altro dio che Lui, il Misericordioso, il Clementissimo. Certo, nella creazione dei cieli e della terra, nell’alternarsi del giorno e della notte, nella nave che solca i mari carica di ciò che è utile agli uomini, nell’acqua che Allah fa scendere dal cielo, rivivificando la terra morta e disseminandovi animali di ogni specie; nel mutare dei venti e nelle nuvole costrette a restare tra il cielo e la terra, in tutto ciò davvero vi sono segni per la gente dotata di intelletto.»(Corano 2, 163,164).

 

Ha detto l’Inviato di Dio (su di lui la preghiera e la pace divine):

 

«Colui che non ha misericordia per gli uomini, Dio non ha misericordia per lui»

 

Si potrebbe continuare per ore, per giorni, per anni interi, a parlare ed a scrivere dei Nobili insegnamenti e dei Nobili valori che l’Islam, la Religione di Dio portata a tutta l’umanità per aiutarci a ripristinare in noi la “Nobiltà Primordiale” di nostro padre Adamo, Nobiltà alla quale gli Angeli stessi si sono inchinati e ancora non si riuscirebbe a svelarne tutti gli immensi e preziosi tesori e gli abbondanti benefici i Preziosi Doni contenuti in questo Immenso Oceano Benedetto dell’Islam, lode a Dio per la Sua Generosità.

 

Si può tentare di riassumerli dicendo che il Messaggio dell’Islam nella sua grandezza e nella sua bellezza è: «Diffondere l’amore e la misericordia e agire costantemente per il bene di tutti».

 

Un assaggio di questi preziosi tesori è questo piccolo gioiello sulla Misericordia che vorrei condividere con tutti voi, e forse esso, assieme a quanto detto prima, aiuterà a comprendere, per chi ne è interessato, cos’è il vero Islam. Ed Allàh è il più Sapiente.

 

* * *

(racconto tradizionale)
Shaykh Ali Tantawi racconta nelle sue memorie a proposito dello Shaykh Ahmad Al-Zayaat: 
Lo Shaykh (Ahmad Al-Zayaat) era un Maestro che non conosceva molto del mondo eccetto: Al Azhar [Università islamica del Cairo] nella quale insegnava, la casa nella quale viveva e il tragitto che separava questi due luoghi. 

Gli anni passarono e allo Shaykh invecchiato si deteriorò lo stato di salute e aveva bisogno di riposarsi. Il dottore lo costrinse a riposarsi suggerendogli di allontanarsi dal suo posto di lavoro e della sua residenza e consigliandoli di trarre profitto dalla calma e la tranquillità dei parchi vicini al Nilo. Così decise e, uscito da casa, fermò una carretta chiedendo al conducente: figlio mio, conducimi fino ad un posto nel quale potrei approfittare di una buona vista e rilassarmi. 

Tuttavia il conducente della carretta era un tipo malintenzionato e condusse lo Shaykh non dove aveva chiesto ma in un luogo dove si trovavano le case di tolleranza (delle prostitute). Arrivati a destinazione, disse allo Shaykh: siamo arrivati. 

Lo Shaykh chiese ancora: Oh figlio mio, la preghiera del Maghrib del tramonto è vicina, dove potrei pregare? Portami all’entrata della Moschea. 

Il conducente [puntando il dito a una di queste case] disse: La Moschea è laggiù. 

La porta [di questo luogo] era aperta e la donna che lo gestiva vi era seduta nel modo tipico abituale di queste donne. 

Quando la vide, lo Shaykh abbassò lo sguardo. Vicino c’era una sedia, vi si diresse e si sedette, aspettando la chiamata alla preghiera (Adhan). 

La donna confusa lo fissò dicendo tra sé: cosa mai ha condotto qui quest’uomo? Non aveva niente dei suoi abituali clienti… 

Continuò a essere stupita, ma non osò chiedergli il motivo della sua visita. 

Ciò che la trattenne fu il suo pudore benché fosse una prostituta. Infatti il pudore in questi casi appare unicamente davanti alle persone di Pietà. 

Dal canto suo lo Shaykh attendeva facendo il Tasbih (ripetendo subhana Allah -Gloria a Dio) e guardando continuamente l’orologio finché sentì in lontananza l’Adhan del Maghrib L’Appello alla preghiera del tramonto e disse allora alla donna: “Dov’è il Mu’adhdhìn (colui che chiama alla preghiera)? Perché non chiama alla preghiera (salah) nonostante il suo tempo sia arrivato? Sei tu sua figlia? 

La donna restava silenziosa e lo Shaykh attese ancora qualche momento e le disse: Figlia mia, il tempo del Maghrib è corto e non è permesso di ritardarlo, non vedo nessuno qui e se tu sei in Wudu (stato di purificazione), prega allora dietro me in Jama’a [gruppo]. 

Fece la chiamata alla preghiera ed era sul punto di fare l’Iqama (Appello di inizio preghiera), senza guardarla, si accorse che la donna era restata immobile al suo posto. 

Disse: Quale è il problema? Non hai l’Wudu (non sei in stato di purificazione)? 

D’un colpo, la donna come se la sua fede, si fosse svegliata ricordandosi dei giorni passati quando era lontana dai peccati, cominciò a piangere gettandosi ai suoi piedi. 

Lo Shaykh sorpreso non sapeva in quale modo poteva calmarla e lei iniziò a raccontarle la sua storia facendo sentire la sua sincerità e il pentimento sincero. 

Lo Shaykh gli disse allora “ascolta figlia mia ciò che dice il Signore dell’Universo”:

Dì : « Oh Miei servitori che avete commesso ogni eccesso a vostro detrimento, non disperate della Misericordia di Allâh, poiché Allâh perdona tutti i peccati» [Corano 39,53]

 

Perdona tutti i peccati, figlia mia, tutti i peccati… 

La porta del pentimento è aperta a tutti i peccatori ed è talmente larga che può contenere il peso di qualsiasi peccato, anche la miscredenza. 

Dunque chiunque nega l’Onnipotente dopo essere stato credente, ma si pente prima che giunga l’ora della sua morte, se è sincero nel suo pentimento e che abbia ripristinato il suo Islam, Allah l’accetterà. 

Allah, figlia mia, è più Generoso dei generosi. Levati e va’ a fare ghusl (lavaggio completo di purificazione) e copriti. Va’ e purifica la tua pelle con l’acqua e il tuo cuore con il dispiacere e il pentimento e girati verso il tuo Signore, ti aspetterò, ma non tardare per non mancare la preghiera del Maghrib. 

La donna fece quanto richiesto e ritornò vestita di un abito pulito e di un cuore nuovo, si mise dietro lo Shaykh e pregò. Apprezzò la preghiera e ne gustò la sua dolcezza e sentiva che questa le purificava il cuore. 

Quando la preghiera fu finita lo Shaykh le disse: Vieni con me e taglia ogni relazione che hai avuto con questo luogo e con le persone che lo frequentano e cerca anche di cancellare dalla tua memoria il tempo passato qui. Domanda costantemente ad Allah il perdono, e solleva il tuo stato con le buone azioni. 

In verità per quanto sia grande l’adulterio non lo è come la miscredenza, Hind moglie di Abu Sufyàn era miscredente e aveva nel suo cuore una grande animosità verso il Profeta di Allah (su di lui la preghiera e la pace divine) al punto di tentare di mangiare il fegato di suo zio Hamza (r.a), malgrado tutto ciò alla fine credette all’Islam e fu tra le credenti sincere e noi nominandola diciamo di lei: ‘che Allah sia soddisfatto di lei’. 

Poi lo Shaykh la portò in una casa nella quale vivevano delle donne rette e gli trovò un uomo virtuoso come marito a cui consigliò di prendersi cura di lei. 

* * *

In chiusura riporto queste parole scritte da un grande Uomo Spirituale dell’Islam l’ Emiro Algerino Shaykh Abdel Qadir al Jazàirì (1808 – 1883), in una sua risposta a Monsignor Pavy Vescovo di Algeri che gli ha inviato una lettera di ammirazione per la nobiltà del suo atteggiamento (datata 10 luglio 1862):

 

Perché tutte le creature sono la famiglia di Dio e i più amati di Dio sono quelli che sono più utili alla sua famiglia. Tutte le Religioni portate dai Profeti da Adamo fino a Mohammed (su di lui la preghiera e la pace divine) riposano su due principi: 

L ‘esaltazione di Dio l’Altissimo e la compassione per le Sue creature -. 

(cfr La revue « Itinéraires » n° 2, janvier/juin 1998, p.21)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

* * *

 

E La lode spetta a Dio (al hamdu li-Llàh) il Signore dei Mondi.

 

pace a chi è sulla retta via

Umar A.F.

(21.03.09)

2 commenti
Lascia un commento »

  1. ottima iniziativa….che Dio vi dia la costanza x portarla avanti

  2. Caro Umar, io sono un laico e credo in Dio, all’idea di Dio. E mi chiedevo per quale sorte avversa i cristiani, i musulmani, gli ebrei non possano pregare insieme, ognuno secondo le proprie tradizioni e culture per esprimere la propria riconoscenza a Dio. Ho fatto una vacanza in egitto ed ho avuto un’esperienza molto bella;eravamo in pieno deserto ed al tramonto ,dopo aver sistemato la tenda, Amin(la guida) mi hadetto :”Vado a pregare il mio Dio… vieni anche tu!”
    Veramente io non saprei come farlo, ho il timore di sbagliare, non conosco i vostri riti… la vostra gestualità.
    “No, non preoccuparti, tu preghi il tuo Dio ed io il mio.”
    Ho preso un tappeto anch’io e ci siamo incamminati con il sole alle spalle verso est in silenzio.Man mano che ci allontanavano dalle macchine il suo volto diventava sempre più serio e l’atmosfera solenne. Avevo la sensazione che io stavo indossando i panni di Federico II, e lui quelli del sultano Al-Malik al-Kamil, all’orizzonte non c’era una cattedrale o una moschea, ma il deserto, eppure io avevo la sensazione di essere in un luogo sacro.
    Ci siamo inginocchiati insieme; io con lo sguardo fisso all’orizzonte, mentre Amin ad intervalli regolari chinava la testa fino a toccare il tappeto come se stesse sfogliando un libro.
    La sintonia era molto forte e mi sono chiesto: se Amin è un musulmano, anch’io sono un musulmano; peccato che fra noi due e Lui ci fossero un cardinale ed un mullah. Credo che dobbiamo riflettere molto per capire se davvero queste divisioni servano per esprimere riconoscenza a Dio. Sono quasi certo che Lui ci vuole uniti nella diversità. Ti auguro una buona e serena notte

Lascia un commento