Gaza: “Aprite le porte” un appello di 56 Premi Nobel e 202 eurodeputati contro il blocco di Gaza

giu 26th, 2009 | Di admin | Categoria: News

56 Premi Nobel, 202 eurodeputati, ma anche Michel Rocard, Yasmina Khadra, Martin Gray, Noam Chomsky… firmano l’appello “Aprite le porte” per chiedere che sia definitivamente tolto l’assedio a Gaza. “Un milione e mezzo di persone restano imprigionate, sottoposte all’arbitrio più totale

Ancora un sanguinoso scontro, questo 8 giugno 2009, alla frontiera di Gaza, per ricordarci quanto la situazione resti esplosiva. 4 uccisi e 12 feriti tra i Palestinesi, nessuna perdita da parte israeliana. Nella striscia di Gaza, su una lista di 4000 “prodotti autorizzati” da Israele (prima dell’assedio imposto nel giugno 2007), oggi ne sono tollerati solo da 30 a 40, ed un milione e mezzo di persone restano imprigionate, sottoposte all’arbitrio più totale.
Libri, dischi, vestiti, tessuti, scarpe, aghi, lampadine elettriche, candele, fiammiferi, strumenti musicali, bandiere, coperte, materassi, tazze, bicchieri… sono vietati e non possono essere introdotti se non attraverso i fragili tunnel che collegano la striscia all’Egitto, bersagli di bombardamenti ripetuti. Nel 2008 più di 50 persone sono morte in questi tunnel, a causa di crolli. Nessuno dei materiali necessari per la ricostruzione (cemento, porte, vetri, finestre…) è autorizzato, dopo gli spaventosi bombardamenti del dicembre 2008 – gennaio 2009. Il tè, il caffè, la semola restano vietati (cfr, inchiesta di Amira Hass “Israel bans books, music and cloche from enetring Gaza, Haaretz, 17 maggio 2009).
56 Premi Nobel, tra cui 10 Nobel per la pace, 202 membri del Parlamento Europeo (2004-2009), oltre ad altre personalità, partecipano con la ONG Peace Lines alla campagna “Aprite le porte”, perché sia definitivamente tolto l’assedio a Gaza, e per una serie di scarcerazioni, secondo criteri umanitari e giuridici.
Noi chiediamo a tutti i dirigenti politici ed ai membri del nuovo Parlamento Europeo, di fare tutto il possibile perché si giunga a queste scarcerazioni – tra le quali quella del sergente Shalit e dell’ex ministro dell’educazione Al Shaer, riarrestato il 19 marzo, in violazione del diritto internazionale.
L’Europa e l’Union pour la Méditerranée non possono continuare a tollerare ai propri confini simili condizioni di privazione e di soffocamento.

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